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ALESSANDRIA: presidio antimilitarista

Settembre 26 @ 16:00 - 19:00
Il Laboratorio Anarchico PerlaNera organizza sabato 26 settembre ad Alessandria un
Presidio antimilitarista  che sarà in C.so Roma, alle ore 16.00
Come anarchici saremo in piazza contro il militarismo.
É LA SOMMA CHE FA IL TOTALE!
Sembra che di colpo lo scenario mondiale si sia coperto di sangue umano, con guerre in ogni dove, in Ucraina, nel Corno d’Africa, nel Sahel, in Iran, in Palestina, ecc…ecc… Tutto questo non è successo di colpo; in realtà questi conflitti in qualche caso latenti, esistevano già prima, magari con minore intensità, ma erano già presenti, ora sono semplicemente agli onori della cronaca anche perché hanno raggiunto un carattere terribilmente devastante.
Chiariamo subito che la guerra non è una disgrazia avvenuta per caso, tutte le guerre esistono perché dietro hanno interessi economici e politici. Nessuno degli stati contendenti è innocente! In egual misura non sono innocenti altri stati che guadagnano dalle guerre anche quando fingono di non farne parte, spesso le istigano e le creano.
Se provate a farvi una semplice domanda: quante sono le guerre che oggi si combattono nel mondo? E chi le appoggia? Vi accorgerete che è difficile, quasi impossibile, dare una risposta esaustiva.
Chiedetevi perché non riusciamo a dare una risposta! Innanzitutto perché siamo informati poco e male, ma anche perché sono tantissime. La maggior parte della gente conosce solo le guerre che di volta in volta il circo mediatico mette alla ribalta accendendo temporaneamente i riflettori su di loro, pronto a spegnerli appena arriva una nuova notizia, magari… una nuova guerra – ce ne sono tante, basta andarle a cercare – e così tutto ricade nel dimenticatoio anche se la guerra e i morti continuano ad esserci.
Gli stati con qualsiasi forma politica abbiano scelto, per tenere le redini del mondo o di parte di esso non vogliono farci capire che in qualunque posto del mondo scoppia una guerra, qualsiasi guerra, non sono coinvolti solo i diretti contendenti.
Le guerre non sono che l’effetto della politica economica e sociale del mondo, la politica e l’economia del mondo, preparano la guerra, come uno strumento di espansione e di accaparramento di risorse e mercati.
Ma non dimentichiamo che un paese impegnato in un confronto armato necessita di una quantità di aiuti di ogni genere che non potrebbero mai provenire tutti solo dalle proprie risorse interne. Sostegni finanziari, militari, logistici, industriali, tecnologici, sanitari, e quanto altro serva a portare avanti un qualsiasi conflitto, arrivano quindi – in piccola o grande parte – da altri paesi, la guerra tra Ucraina e Russia ne è la dimostrazione più eclatante, l’Ucraina senza il sostegno di Europa e Stati Uniti avrebbe già perso da molto tempo.
Ma attenzione questo coinvolgimento non è mai disinteressato, direttamente tramite transazioni finanziarie e politiche, indirettamente tramite i vantaggi che derivano da un conflitto.
La guerra è il grande affare del pianeta e l’Italia ne condivide una fetta.
in questo contesto, non sono importanti neanche i contrasti etnici, le religioni o gli odi atavici; queste discordie sono solo le leve che vengono sfruttate per sporchi giochi dagli stati in cerca di egemonie e dall’alta finanza che guadagna sulla morte.
Oggi però assistiamo ad una novità, gli scenari mondiali si stanno modificando, come non avveniva dalla fine del secondo conflitto mondiale, gli stati sono cambiati profondamene, le nuove scoperte informatiche impongono nuovi stati all’apice del mercato, persino i mezzi bellici sono cambiati profondamente, la guerra dei droni non è la stessa guerra della fanteria e dei carri armati.
Le economie e le influenze dei vari singoli stati stanno mutando perciò tutti i governi sono presi da una frenesia di accaparramento particolarmente pericolosa.
Le dimensioni delle guerre, oggi si estendono a macchia d’olio.
Parlando solo del conflitto causato dall’attacco di Israele e Stati Uniti sono già in qualche maniera coinvolti: Yemen, Siria, Iraq e praticamente tutti i paesi del golfo: Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrain, Arabia Saudita, Kuwait, Oman, Giordania, questa situazione ha provocato il blocco del golfo con conseguenze economiche globali, che principalmente pagheranno i lavoratori di tutti i paesi in quella zona ma anche in tutto l’occidente, l’aumento del gas, del gasolio e della benzina sono solo l’anticamera di una crisi economica che ci coinvolgerà tutti.
In più in quel territorio c’è anche Cipro ( che fa parte della NATO) e l’Azerbaigin, un po’ per l’adesione alla NATO, un po’ per le ripercussioni economiche, anche l’Europa è già presente in quelle zone, militari Italiani ed Europei che vanno ad aggiungersi ai caschi blu dell’ONU.
Il sorvolo di droni Russi in paesi europei è la conseguenza di una politica di aumento dei bilanci militari e di finanziamento di armi all’Ucraina, atti non più alla difesa ma all’attacco del territorio Russo.
Parafrasando il grande Totò è il caso di dire che “è la somma che fa il totale” questa è la somma dei generali e dei capi di stato, le nostre risposte le facciamo MANIFESTANDO contro lo stato genocida Israeliano, contro l’invio di armi e militari, contro l’aumento dei bilanci militari, contro la presenza militare Italiana nel mondo, contro le fabbriche d’armi, contro le basi NATO. Sono tutte lotte che possiamo fare senza allontanarci tanto da casa, questo lo dobbiamo ai disertori Russi, bielorussi e Israeliani che subiscono la repressione, lo dobbiamo a chi manifesta contro la guerra in Ucraina, in Russia e in Bielorussia, in Israele, lo dobbiamo a chi è in piazza contro la NATO, in Sicilia, in Sardegna, in Friuli e ovunque nel mondo.
CHI STA IN ALTO DIFENDE SOLO I SUOI INTERESSI
PERCIÒ SOLO DAL BASSO POSSIAMO DIFENDERE LA VITA
E COMBATTERE TUTTE LE GUERRE

Dettagli

  • Data: Settembre 26
  • Ora:
    16:00 - 19:00

Luogo

  • alessandria