ROMA: Difendere il Rojava, contro tutti gli imperialismi

Il Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin -FAI Roma&Lazio aderisce al corteo di sabato 24 gennaio (piazza Vittorio, ore 16), inserito nella giornata nazionale di mobilitazione sui territori, in difesa del Rojava e dell’esperienza di autogoverno della Siria del Nord e dell’Est, oggi sotto un nuovo e grave attacco militare.
Nei territori del DAANES è in corso un’offensiva coordinata che vede coinvolte milizie jihadiste, gruppi armati sostenuti dalla Turchia e forze affiliate al governo di transizione di Damasco guidato da Hay’at Tahrir al-Sham. Un’operazione che avanza attraverso occupazioni, saccheggi, bombardamenti di centri abitati e infrastrutture civili, in aperta violazione di ogni dichiarazione di cessate il fuoco.
Quello che si sta tentando di distruggere non è semplicemente un territorio, ma un’esperienza politica incompatibile con l’ordine dominante: un sistema di autogoverno dal basso, fondato su confederalismo democratico, liberazione delle donne, convivenza tra popoli, cooperazione sociale ed ecologia. Un’esperienza che, da oltre dieci anni, rappresenta un’anomalia intollerabile per Stati, eserciti, capitali e religioni di Stato.
Chi ha combattuto lo jihadismo denuncia la volontà di molti Stati di far riorganizzare l’ISIS e di innescare nell’area una nuova spirale di violenza che stravolgerebbe non solo la regione, ma avrebbe conseguenze ben oltre i confini siriani. Chi oggi attacca il Rojava gioca consapevolmente con questo scenario.
Parallelamente, l’offensiva colpisce direttamente la popolazione civile: sfollamenti di massa, distruzione di strutture sanitarie e umanitarie, repressione delle forme di auto-organizzazione, in particolare quelle delle donne. Anche Kobane, città simbolo della sconfitta dell’ISIS e della resistenza popolare, torna a essere sotto pressione militare, in un chiaro tentativo di isolare e smantellare la regione dell’Eufrate.
Come gruppo anarchico non ci schieriamo con nessuno Stato, con nessun governo, con nessuna potenza regionale o globale. Non stiamo con Damasco, non stiamo con Ankara, non stiamo con Washington, Mosca, Bruxelles o Teheran. Non stiamo con nessun imperialismo, vecchio o nuovo, né con nessuna religione di Stato che legittima guerra, patriarcato e dominio.
Stiamo invece con le popolazioni che si auto-organizzano, con le comuni, con le assemblee, con le cooperative, con le strutture di autodifesa popolare. Stiamo con chi ha costruito in questi anni una società fondata sulla libertà concreta, sull’uguaglianza di genere, sul mutuo appoggio, sulla convivenza tra differenze. Tacere oggi significa tradire il sacrificio di chi ha combattuto l’ISIS e ha difeso non solo il Rojava, ma una possibilità di futuro diverso.
Difendere il Rojava non significa scegliere un campo nello scacchiere geopolitico, ma rifiutare lo scacchiere stesso. Significa opporsi a tutti gli Stati, a tutti gli eserciti, a tutti i confini imposti, a tutte le forme di sfruttamento e oppressione. Significa ribadire che la libertà non nasce dalle alleanze tra governi, ma dall’autorganizzazione dei popoli.
Per questo, sabato 24 gennaio, saremo in corteo che partirà dalle ore 16 da piazza Vittorio a Roma.
Contro la guerra, contro il jihadismo, contro gli imperialismi.
Per l’autogoverno, la liberazione delle donne, la solidarietà internazionale dal basso.
Difendere il Rojava significa difendere la possibilità stessa di un mondo senza padroni e senza Stati.
Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma&Lazio