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Qualcun altro non c’è

Qualcun altro non c’è
Sulla rivista Malamente è comparso un articolo a firma di Giuseppe Aiello che, partendo dalla situazione napoletana, fa un discorso più generale tendente a criticare l’approccio, largamente maggioritario, di anarchiche ed anarchici nei confronti della questione pandemia, a suo dire elitario e ben poco malatestiano. Abbiamo trovato l’articolo molto interessante non certo per i suoi contenuti ma in quanto l’autore è stato capace di infilarci dentro errori di fatto e fallacie logiche con la pala nonché un discreto autogol, che porta l’autore ad una plateale contraddizione con se stesso. Dopo aver iniziato con l’immagine di Lui che avanza fieramente per... Leggi tutto

Andare oltre il capitalismo

Andare oltre il capitalismo
La pandemia COVID-19, con i processi infettivali in via di esaurimento in Italia ed in altri paesi, ma in pieno sviluppo in molti altri nel mondo, ha portato con sé l’evidenza dei limiti strutturali del capitalismo. Limiti ovviamente intesi come capacità di soddisfare i bisogni umani in generale e non come capacità di arricchire a dismisura pochi a spese della grande maggioranza dell’umanità: da questo punto di vista il capitalismo funziona benissimo e difficilmente si potrebbe pensare a qualcosa di più efficiente, anche se come suol dirsi al peggio non c’è mai fine. Com’è noto, la pandemia ha comportato quasi... Leggi tutto

Ci vorrebbe l'Anarchia

Ci vorrebbe l'Anarchia
La crisi sanitaria dovuta all’affiancarsi della pandemia da COVID-19 alle malattie che ordinariamente richiedono nei casi gravi un immediato ricovero in terapia d’emergenza cardio-respiratoria – che ha mandato al collasso i Sistemi Sanitari di tantissimi paesi, in particolare quelli che avevano portato più avanti le ricette neoliberiste di sfascio della sanità pubblica – è l’argomento principe della discussione sia nell’ambito pubblico sia in quello privato. Adesso che in vari paesi il timore della morte, propria e dei propri cari, diminuisce gradatamente con l’affievolirsi in molte nazioni del numero di nuovi contagi, morti e, gradatamente, soprattutto, si rendono nuovamente liberi i... Leggi tutto

Il Programma anarchico di Errico Malatesta

Il Programma anarchico di Errico Malatesta
Quando, esattamente cento anni fa, nasceva Umanità Nova, si era nel pieno del Biennio Rosso e, l’anno prima, si era andata costituendo l’Unione Anarchica Italiana. Il quotidiano era pensato, come evidente dalla lettura dell’editoriale del primo numero – “I Nostri Propositi” – come uno strumento di coordinamento e propaganda per l’attuazione del programma su cui si era costituita l’U.A.I. e che poi verrà ripreso, nel secondo dopoguerra, dalla Federazione Anarchica Italiana. Umanità Nova di ieri e di oggi, pertanto, va compreso alla luce di quel progetto che, ripercorso ad oltre cento anni di distanza, mostra tutta la sua attualità. Le... Leggi tutto

"E' possibile la rivoluzione?" Volontà, la settimana rossa e la guerra 1913-1918

"E' possibile la rivoluzione?" Volontà, la settimana rossa e la guerra 1913-1918
OPERE COMPLETE A cura di Davide Turcato, volume IV Saggio introduttivo di Maurizio Antonioli Dopo quasi tre lustri di assenza, che avevano visto l’ascesa del sindacalismo rivoluzionario e l’apparente obsolescenza della prospettiva insurrezionale, nell’agosto 1913 Malatesta ritorna in Italia per prendere direttamente in mano le redini del settimanale Volontà ad Ancona e per promuovere un movimento rivoluzionario antimonarchico. Dalle colonne del suo giornale, Malatesta discute il sindacalismo, critica l’individualismo, rintuzza conati revisionistici e riformistici, e in articoli teorici su scienza e determinismo delinea lucidamente la fisionomia del volontarismo anarchico. Nel contempo, percorre l’Italia tenendo una fitta serie di conferenze e... Leggi tutto

Niente di nuovo sotto il sole

Niente di nuovo sotto il sole
Il socialismo fin dal suo nascere, coll’arme della critica positiva, che si appoggia sui fatti e dei fatti cerca le cause e prevede le conseguenze, aveva fatto giustizia del suffragio universale e di tutta quanta la menzogna parlamentare. Che se non lo avesse fatto, esso non avrebbe avuto ragion di esistere come idea e partito nuovo: e si sarebbe confuso con l’assurda utopia liberale, che aspetta l’armonia, la pace, ed il benessere generale della lotta, liberamente combattuta (sic), tra gente armata di tutta la ricchezza e di tutta la forza sociale e poveri derelitti cui manca il tozzo di pane.... Leggi tutto

Dopo l'astensionismo, un chiarimento

Dopo l'astensionismo, un chiarimento
«Democrazia» significa teoricamente governo di popolo: governo di tutti, a vantaggio di tutti, per opera di tutti. Il popolo deve, in democrazia, poter dire quello che vuole, nominare gli esecutori delle sue volontà sorvegliarli revocarli a suo piacimento. Naturalmente questo suppone che tutti gli individui che compongono il popolo abbiano la possibilità di formarsi un’opinione e di farla valere su tutte le questioni che li interessano. Suppone dunque che ognuno sia politicamente ed economicamente indipendente e nessuno sia obbligato per vivere a sottoporsi alla volontà altrui. Se vi sono classi e individui privi dei mezzi di produzione e quindi dipendenti... Leggi tutto

Soviet contro dittatura

Soviet contro dittatura
Nel pensiero e nella storia anarchica, quanto avvenuto in Russia dal febbraio del 1917 fino alla morte di Lenin, passando attraverso tutti i vari avvenimenti e le sue varie fasi, assume un valore centrale e permette di comprendere meglio l’anarchismo del XX secolo ed il rapporto di esso con i movimenti e le organizzazioni di tendenza marxista. Negli avvenimenti russi i libertari non solo hanno potuto esprimere in concreto la propria volontà rivoluzionaria, concorrendo in modo sostanziale alla fine del regime zarista prima e alla sconfitta di Kerensky e delle varie Armate Bianche poi, ma hanno tratto analisi, conferme e... Leggi tutto

L’anarchia come idea auto-regolativa

L’anarchia come idea auto-regolativa
“Incominciamo col dire che la rivoluzione non la possiamo fare noi soli; e non sarebbe, a parte la questione della forza materiale, nemmeno desiderabile il farla da soli; perché se non si mettono in movimento tutte le forze spirituali del paese e con esse tutti gli interessi tutte le aspirazioni palesi o latenti che stanno nel popolo, la rivoluzione sarebbe un aborto. E nel caso, poco probabile, che vincessimo da soli, ci troveremmo nell’assurda posizione o di imporsi, comandare, costringere gli altri e quindi cessare di essere anarchici e uccidere la rivoluzione stesa col nostro autoritarismo, oppure di fare ‘per... Leggi tutto

La Crisi del ‘98

La Crisi del ‘98
Errico Malatesta, commentando l’uccisione del re Umberto I di Savoia, sul numero unico “Cause ed effetti” pubblicato a Londra nel settembre 1900, si soffermava su “l’ira accumulata dai lunghi tormenti (che) scoppia in tempesta e un uomo ridotto alla disperazione o un generoso commosso dai dolori dei suoi fratelli….alza il braccio vendicatore e colpisce dove crede che sia la causa del male” e concludeva affermando che, per quelli che detengono il potere “i colpevoli siamo noi. E’ sempre l’agnello che ha la colpa”. Ma queste sono le conseguenze di una determinata situazione ed è necessario perciò risalire alle vere cause... Leggi tutto

L'attentato di Monza

L'attentato di Monza
(dal Numero unico “Cause ed effetti – 1898-1900”, Londra, sett. 1900 “pubblicato a cura di un gruppo socialista anarchico”) Un altro fatto di sangue è avvenuto ad addolorare gli animi sensibili… ed a ricordare ai potenti che non è senza pericoli il mettersi al di sopra del popolo e calpestare il grande precetto dell’uguaglianza e della solidarietà umana. Gaetano Bresci, operaio ed anarchico, ha ucciso Umberto re. Due uomini: uno morto immaturamente, l’altro condannato ad una vita di tormenti che è mille volte peggio della morte! Due famiglie immerse nel dolore! Di chi la colpa? Quando noi facciamo la critica... Leggi tutto

Insurrezione e trasformazione sociale

Insurrezione e trasformazione sociale
La prima settimana di giugno si sono svolte,‭ ‬a Livorno e a Pisa,‭ ‬due presentazioni dell’ultimo volume delle opere complete di Errico Malatesta,‭ “‬Lo sciopero armato‭”‬,‭ ‬approfittando della cortese disponibilità del curatore,‭ ‬Davide Turcato. Il titolo del libro,‭ ‬ripreso da un articolo,‭ ‬rimanda in modo sintetico alla critica che Malatesta sviluppa in questo periodo,‭ ‬del sindacalismo:‭ ‬lo sciopero generale da solo è insufficiente per rovesciare il capitalismo,‭ ‬è necessaria l’azione cosciente degli sfruttati.‭ ‬L’appello all’armamento del proletariato si comprende meglio se si tiene presente che in quei tempi ogni conflitto di lavoro vedeva l’intervento dell’esercito a favore della‭ “‬libertà di... Leggi tutto

Il contributo di Errico Malatesta

Il contributo di Errico Malatesta
Erri Malatesta è stato un anarchico italiano, nato a Santa Maria Capua Vetere nel 1853 e morto a Roma nel 1932, guardato a vista in continuazione dalla polizia, e anche il suo funerale si tenne in forma clandestina, perché le autorità avevano paura che fosse occasione di dimostrazioni antifasciste. La sua vita da sola meriterebbe di essere studiata. Non ancora ventenne, a Napoli aderisce alla prima sezione italiana dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori (Prima Internazionale), dove era ancora vivo l’insegnamento di Michele Bakunin. I primi tempi della sua adesione sono segnati da due confronti, che contribuiscono a rafforzare l’impronta anarchica del... Leggi tutto