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SUMMARY:TORINO: giornata di blocco dell'Aerospace and defence meeting
DESCRIPTION:Martedì 2 dicembre\ngiornata di blocco all’Oval Lingotto in via Matté Trucco 70 \nContro la guerra e chi la arma!\nL’Aerospace and defence meetings\, mostra mercato internazionale dell’industria aerospaziale di guerra è arrivato alla decima edizione.\nDal 2 al 4 dicembre sbarcheranno a Torino le principali industrie del settore a livello mondiale\, in prima fila le piemontesi Leonardo\, Avio Aero\, Collins Aerospace\, Thales Alenia Space\, ALTEC.\nUn evento a porte chiuse\, riservato agli addetti ai lavori: governi\, eserciti\, agenzie di contractor. \nMentre l’Europa – e il mondo – fanno una precipitosa corsa al riarmo è sempre più necessario mettersi di mezzo\, inceppare gli ingranaggi\, lottare contro l’industria bellica e il militarismo. \nLe armi italiane\, in prima fila il colosso pubblico Leonardo\, sono presenti su tutti i teatri di guerra.\nIn ogni angolo del pianeta muoiono bambine e bambini\, donne e uomini\, massacrat da armi prodotte a due passi dalle nostre case.\nLe guerre non sono lontane: incepparle dipende da ciascuno di noi.\nMettersi di mezzo è scelta politica e morale ineludibile. \nC’è un importante dispiegamento di militari ai confini tra i paesi NATO e la Russia: l’ltalia è in prima fila in Estonia\, in Romania\, nel Mar Nero. Il rischio di un coinvolgimento diretto del nostro paese è ogni giorno più concreto. \nLa spesa militare\, già in crescita esponenziale da oltre un decennio\, avrà un’impennata nei prossimi tre anni arrivando a 61 miliardi di euro.\nProvate ad immaginare quanto migliori sarebbero le nostre vite se i miliardi impiegati per ricacciare uomini\, donne e bambini nei lager libici\, per annegarli in mare\, per garantire gli interessi dell’ENI in Africa\, per acquistare armamenti\, per i militari nelle strade fossero usati per scuola\, sanità\, trasporti.\nProvate ad immaginare di farla finita\, sin da ora\, con stato\, padroni\, militari\, polizia. \nDecine di guerre insanguinano il pianeta: la maggior parte si consumano nel silenzio e nell’indifferenza dei più.\nFermarle è possibile\, perché le guerre hanno basi ed interessi concreti sui nostri territori\, dove possiamo agire direttamente\, per gettare sabbia negli ingranaggi del militarismo. \nLe guerre oggi come ieri\, si combattono in nome di una nazione\, di un popolo\, di un dio.\nNoi\, antimilitaristi e senza patria\, sappiamo bene che non ci sono guerre giuste o sante. \nSolo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di libere ed uguali che può porre fine alle guerre. \nOggi ci vorrebbero tutti arruolati. \nNoi disertiamo.\nNoi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato imperialista. Rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche\, funzionali agli interessi del capitalismo.\nIn ogni dove.\nNon ci sono nazionalismi buoni. \nNoi siamo al fianco di chi\, in ogni angolo della terra\, diserta la guerra. Facciamo nostro l’insegnamento del “disfattismo rivoluzionario”: siamo solidali con chi si batte contro il proprio governo\, perché noi lottiamo contro il nostro .\nVogliamo un mondo senza frontiere\, eserciti\, oppressione\, sfruttamento e guerra. \nNoi siamo con le vittime. Ovunque\nNoi siamo con i disertori e gli obiettori di tutti i fronti. \nPer fermare la guerra non basta un no. Occorre incepparne i meccanismi\, partendo dal territorio in cui viviamo\, dove ci sono caserme\, basi militari\, aeroporti\, fabbriche d’armi\, uomini armati che pattugliano le città. \nCacciamo i militari dalle strade\, blocchiamo la produzione ed il trasporto di armi\, facciamola finita con tutti gli eserciti! \nBlocchiamo le missioni all’estero! \nCacciamo i mercanti di morte da Torino! \nAssemblea Antimilitarista\nassembleantimilitarista@gmail.com
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SUMMARY:FORLI': corteo antimilitarista
DESCRIPTION:➡️ VENERDÌ 28 NOVEMBRE CORTEO.\nin occasione del nuovo sciopero generale lanciato dai sindacati di base contro la finanziaria di guerra e in solidarietà con la Palestina\, a Forlì ci sarà un CORTEO contro riarmo\, guerra e contro il progetto ERiS\, ovvero la cittadella dell’aerospazio di Thales-Leonardo prevista nel quartiere Ronco per produrre ed assemblare antenne satellitari dual use (civile e militare).\nIl concentramento della manifestazione è previsto in piazzale della Vittoria alle ore 9.00 \nSABOTIAMO LA GUERRA E IL MILITARISMO.\nCON LA PALESTINA NEL CUORE. \nCollettivo Samara\nsamara@inventati.org \n 
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SUMMARY:FORLI': Approfondimento ed assemblea aperta sul traffico d'armi globale e gli snodi romagnoli coinvolti.
DESCRIPTION:➡️ GIOVEDÌ 20 NOVEMBRE.\nApprofondimento ed assemblea aperta sul traffico d’armi globale e gli snodi romagnoli coinvolti.\n* Ore 19.00 buffet vegan\n* Ore 20.00 avremo con noi Linda Maggiori (giornalista e attivista) che ci parlerà della filiera della produzione delle armi in Emilia-Romagna\, con un occhio particolare al contesto forlivese\, dove avanza il progetto della cittadella dell’aerospazio di Thales e Leonardo prevista nel quartiere Ronco.\nL’iniziativa si terrà al “E’ Circulét” (Circolo Arci Asyoli)\, in via Garibaldi 280 a Forlì. \n  \nCollettivo Samara
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SUMMARY:TORINO: Serata informativa contro la guerra e chi la arma
DESCRIPTION:Serata informativa contro la guerra e chi la arma \nGiovedì 13 novembre\nore 21 corso Palermo 46\nserata informativa \n– L’Italia in guerra. Riarmo e conflitto per l’Ucraina. Con Stefano Capello \n– Ricerca al servizio della guerra. Un caso di obiezione di coscienza. Con Andrea Merlone \n– Torino. Capitale delle armi? Approfondimento su industria bellica e Aerospace and defence meeting e presentazione delle iniziative di lotta a cura dell’Assemblea Antimilitarista \nL’Aerospace and defense meetings\, mercato internazionale dell’industria aerospaziale di guerra è arrivato alla decima edizione.\nDal 2 al 4 dicembre sbarcheranno a Torino le principali industrie del settore a livello mondiale. Un evento a porte chiuse\, riservato agli addetti ai lavori: governi\, eserciti\, agenzie di contractor. \nSabato 29 novembre\ncorteo antimilitarista\nore 14\,30 corso Giulio Cesare angolo via Andreis \nMartedì 2 dicembre\nblocchiamo i mercanti armi\nall’Oval Lingotto in via Matté Trucco 70 \nNo all’aerospace and defense meetings!\nContro la guerra e chi la arma!\nVia i mercanti d’armi! \nDecine di guerre insanguinano il pianeta: la maggior parte si consumano nel silenzio e nell’indifferenza dei più.\nOvunque bambine e bambini\, donne e uomini sono massacrat* da armi prodotte a due passi dalle nostre case.\nLe guerre hanno basi ed interessi concreti sui nostri territori\, dove possiamo agire direttamente\, per gettare sabbia negli ingranaggi del militarismo. \nLe guerre oggi come ieri\, si combattono in nome di una nazione\, di un popolo\, di un dio.\nNoi\, antimilitaristi e senza patria\, sappiamo che non ci sono guerre giuste o sante.\nSolo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di libere ed uguali che può porre fine alle guerre. \nCi vorrebbero tutti arruolati.\nNoi disertiamo.\nNoi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato. Rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche.\nNon ci sono nazionalismi buoni.\nNoi siamo al fianco di chi\, in ogni angolo della terra\, diserta la guerra. \nVogliamo un mondo senza frontiere\, eserciti\, oppressione\, sfruttamento e guerra. \nFermiamo la corsa al riarmo\, lottando contro l’industria bellica e il militarismo. \nCacciamo i mercanti di morte da Torino! \nAssemblea antimilitarista\nCorso Palermo 46 – riunioni ogni martedì alle 20\,30 \nwww.anarresinfo.org \n  \nCreated with GIMP
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SUMMARY:REGGIO EMILIA: PRESIDIO antimilitarista
DESCRIPTION:PRESIDIO antimilitarista 8 novembre ore 10.30 piazza Fontanesi Reggio Emilia \n4 NOVEMBRE\, ANNIVERSARIO DI UN MASSACRO\nNESSUNA GUERRA DA CELEBRARE\, SOLO GUERRE DA FERMARE! \nCome ogni anno\, il 4 novembre lo stato italiano celebra la “vittoria” nella Prima guerra mondiale\, una immane carneficina di lavoratori per nient’altro che spostare qualche confine e preparare il terreno al nazifascismo. La retorica e la propaganda militarista non conoscono pause\, oggi più che mai. Militari nelle scuole che spacciano l’arruolamento come una grande occasione professionale; militari nelle piazze che\, a Modena come a Palermo e a Lucca\, mettono in mano a ragazz* e bambin* armi da guerra come fossero giocattoli; militari che pattugliano i nostri quartieri “contro il degrado”; militari in parate e celebrazioni.\nIl governo ce li piazza ovunque\, per farli diventare una presenza normale e rassicurante\, ma non dimentichiamo che gli stessi militari sono impiegati in decine di missioni all’estero\, per pattugliare i confini orientali della NATO\, per pattugliare i mari in funzione antimigranti e per difendere a mano armata gli interessi dell’ENI in Africa\, e la lista sarebbe ben più lunga.\nNon dimentichiamo nemmeno il ruolo dei militari italiani nell’addestramento delle RSF sudanesi\, gli ex janjaweed\, i responsabili dei massacri del Darfur che oggi continuano ad ammazzare civili con la divisa dell’esercito.\nLe responsabilità dei governi e delle aziende armiere italiane nelle guerre degli ultimi decenni è sempre stata pesantissima\, ma il governo attuale si distingue per l’accelerazione delle politiche e della propaganda bellica e per il sostegno ai governi criminali che\, in ogni dove\, sono responsabili dell’uccisione di uomini\, donne\, bambini e bambine.\nNel silenzio e nell’indifferenza dei più.\nNegli ultimi mesi la tragedia di Gaza è uscita dal cono d’ombra che copre tanti altri conflitti\, innescando un importante moto di indignazione.\nGaza sembra aver segnato una svolta nella percezione di tutt* coloro che fino a oggi non avevano percepito quanto la guerra sia vicina a noi\, nelle nostre città\, nelle nostre scuole\, nelle nostre fabbriche. Persone che hanno riempito le piazze e chiesto a gran voce la fine del genocidio\, sostenendo con due grandi scioperi generali la straordinaria mobilitazione dei lavoratori portuali che sono riusciti a bloccare diverse navi cariche di armamenti ed equipaggiamento bellico.\nSabbia nel motore del militarismo\, come recita un vecchio -ma sempre attuale- slogan! Va detto che questa vigilanza continua dei lavoratori portuali e aeroportuali non è cosa nuova\, anzi dura da anni. Anche in passato hanno fermato carichi di armi\, ma oggi hanno dalla loro parte tante persone comuni.\nÈ però indispensabile non abbassare la guardia\, soprattutto ora che a Gaza il massacro sembra essere in pausa. Quella guerra non è certo finita\, anzi! Così come continua la guerra in Ucraina e le decine di altre guerre e di altre mattanze di civili inermi che insanguinano il globo.\nÈ sempre più necessario continuare a riempire strade e piazze\, fermare i carichi di armi ovunque siano diretti\, sabotare la propaganda militarista nelle scuole e nella società\, denunciare e boicottare le industrie belliche\, battersi contro la costruzione e l’ampliamento di basi e strutture militari. Saldare i movimenti contro i poligoni in Friuli con quelli contro le basi in Toscana e contro il MUOS in Sicilia.\nIn poche parole: trasformare il potente moto di indignazione per il genocidio a Gaza un movimento generale contro la guerra e l’economia di guerra.\nDifficile? Certo. Ma altrettanto indispensabile.
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SUMMARY:MONFALCONE: ANTIMILITARTE - Mostra collettiva di arte contro la guerra
DESCRIPTION:ANTIMILITARTE – Mostra collettiva di arte contro la guerra\nVenerdì 3 ottobre 2025\nOre 18:00\nCaffè Esperanto\nUn’inaugurazione che mette al centro l’arte come strumento di critica\, resistenza e immaginazione.\nArtiste e artisti si ritrovano per dire NO alla guerra\, ai nazionalismi e a ogni logica militarista\, con linguaggi diversi ma un messaggio comune: costruire pace\, libertà e solidarietà.\nLa mostra sarà visibile negli spazi del Caffè Esperanto fino al 1 novembre \nA seguire\, concerto di Toni Bruna\nVoce intima e potente\, capace di intrecciare emozione e radici: un live da non perdere! \nIngresso libero. \nEvento all’interno del calendario di Ottobre Libertario 2025. \nespongono: \nAbdul Hamid Haya\nEnej Gala\nEtienne von Chelleri\nLaDuPont\nLibys Siragillac\nMarco Opla+ Pasian\nMattia Campo Dall’Orto\nPasquale Luongo\nRoberto Ferrari\nRosella Zentilin\nSergio Pratali\nVasko Vidmar \nEvento facebook \n  \nCaffé Esperanto
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SUMMARY:NISCEMI: CONTRO IL MUOS E LA GUERRA
DESCRIPTION:2 AGOSTO IN CONTRADA ULMO\nCONTRO IL MUOS E LA GUERRA\, FINO ALLA LIBERAZIONE DELLA TERRA\nL’unico modo che conosciamo per affrontare i tempi duri è questo: lottare\, rilanciare\, scendere in piazza. Invitiamo tutte\, tutti e tutt* a non prendere impegni il 2 agosto\, per ritornare insieme lì dove stiamo da anni\, davanti a quella base di morte\, per ricordare che non vogliamo essere complici con guerre e genocidi\, e che le basi militari yankee non sono le benvenute.\nPresto aggiornamenti.\nEVENTO FB: https://www.facebook.com/share/p/16tFa9xziW/
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SUMMARY:TORINO: presidio antimilitarista
DESCRIPTION:presidio antimilitarista in corso Palermo angolo via Sesia\nVia i militari e la polizia da Barriera di Milano!\n\n\nA-Distro e SeriRiot\nvanno in pausa sino a settembre\nCi troverete alla Blackout fest!\n\n\n\n\nSabato 28 giugno\nore 10\nantimilitaristi\nin corso Palermo angolo via Sesia\n\nVivere in periferia non è mai stato facile. Oggi va ancora peggio: ovunque si allungano le file dei senza casa\, senza reddito\, senza prospettive. Per mettere insieme il pranzo con la cena in tanti si adattano ad una miriade di lavori precari\, sottopagati\, in nero\, senza tutele.\nOvunque si allunga la lista dei morti e dei mutilati sul lavoro: non sono incidenti ma la feroce logica del profitto che si mangia la vita e la salute di tanta gente.\nIn questi ultimi anni i ricchi sono diventati ancora più ricchi\, mentre chi era povero è diventato ancora più povero. Il prezzo di gas e luce è raddoppiato\, tanta gente è sotto sfratto o con la casa messa all’asta. Se non ci sono i soldi per il fitto e le bollette\, la tutela della salute diventa una merce di lusso che possono permettersi in pochi. Così dal 2015\, ben prima della pandemia\, per la prima volta dal 1945\, l’aspettativa di vita nel nostro paese si è ridotta.\n\nBarriera di Milano\, ormai da anni\, è divenuta un laboratorio dove sperimentare tecniche di controllo sociale prima impensabili\, pur di non spendere un soldo per la casa\, la sanità\, i trasporti\, le scuole. In questi anni la spesa militare è costantemente aumentata\, le missioni all’estero delle forze armate italiane si sono moltiplicate.\nI militari fanno sei mesi in missioni militari all’estero\, sei mesi per le strade delle nostre città.\nTante missioni sono in Africa\, dove le bandiere tricolori sventolano accanto a quelle gialle con il cane a sei zampe dell’ENI\, la punta di diamante del colonialismo italiano.\nLa guerra per il controllo delle risorse energetiche va di pari passo con l’offensiva contro le persone in viaggio\, per ricacciarle nelle galere libiche\, dove torture\, stupri e omicidi sono fatti normali.\nIn Barriera tanti sono immigrati o figli di immigrati arrivati dal sud come i cerignolesi della piazza del mercato. Poi sono arrivate altre persone\, nate in Africa\, in Cina\, in Sudamerica: i loro figli e nipoti vanno nelle stesse scuole e negli stessi giardinetti dei figli e dei nipoti degli immigrati degli anni Sessanta. Tanti degli attuali abitanti delle Barriera sono arrivati su un barcone e sono passati dalle prigioni in Libia e dagli hotspot in Italia.\nIl governo e i fascisti soffiano sul fuoco della guerra tra poveri italiani e poveri immigrati\, per avere mano libera a fare la guerra a noi tutti.\n\nNei quartieri poveri il controllo militare è diventato normale. Anzi! Ogni giorno è peggio.\nIntere aree del quartiere vengono messe sotto assedio\, con continue retate di persone senza documenti o che vivono grazie ad un’economia informale.\nTorino da città dell’auto si sta trasformando in città dei bombardieri e vetrina per turisti. Una vetrina che i poveri che passano ore ai giardinetti non devono sporcare. L’aspirazione ad una socialità non mercificata va repressa.\nIl governo a tutti i livelli punta il dito sulle persone più povere\, razzializzate\, con il continuo ricatto dei permessi\, per nascondere la guerra sociale che ha scatenato contro tutti i poveri\, italiani e nati altrove\, schierandosi a fianco dei padroni grandi e piccoli.\nIl controllo etnicamente mirato del territorio mira a reprimere sul nascere ogni possibile insorgenza sociale.\nDa quando i militari dell’operazione “Strade Sicure”\, sono stati inviati i Barriera di Milano\, l’area di corso Palermo limitrofa al mercato di piazza Foroni è stata costantemente militarizzata: in corso Palermo angolo via Sesia stazionano stabilmente mezzi dell’esercito e un’auto pattuglia della polizia o dei carabinieri. Da aprile i militari sono anche in largo Giulio Cesare.\nPer cosa? Per spostare di qualche centinaio di metri i pusher? Per alimentare la favola che se si cacciano gli spacciatori\, poi\, per magia\, Barriera diventa come la Crocetta?\nEppure. Basterebbe farla finita con il proibizionismo\, consentendo la vendita delle sostanze\, con tanto di etichetta e foglio informativo in appositi negozi\, per farla finita con le mafie e la disperazione dei tossici. E diminuirebbero drasticamente le morti causate da sostanze tagliate male\, velenose\, pericolose.\n\nCon la lotta\, la solidarietà il mutuo appoggio\, possiamo far si che le nostre vite diventino migliori.\nRiprendiamoci gli spazi del quartiere militarizzati e resi deserti dalla polizia e dai militari. Proviamo ad immaginare di farla finita\, sin da ora\, con stato\, padroni\, militari\, polizia.\nCi raccontano la favola che una società complessa è ingovernabile dal basso mentre ci annegano nel caos della gestione centralizzata e burocratica delle scuole\, degli ospedali\, dei trasporti.\nCostruiamo insieme assemblee territoriali\, spazi\, scuole\, trasporti\, ambulatori autogestiti! Non è un’utopia ma l’unico orizzonte possibile per liberarci dallo stato e dal capitalismo.\nLa sicurezza è casa\, reddito\, sanità per tutte e tutti\, non soldati per per le strade!\n\n\n\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\,30\nper info scrivete a fai_torino@autistici.org\n\n\nContatti:\n\n\nFB\n@senzafrontiere.to/\n\n\nTelegram\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter mandando una mail ad: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:REGGIO EMILIA: Presidio Antimilitarista
DESCRIPTION:2 GIUGNO: BASTA CON LA FESTA DEL MILITARISMO\nLo scorso 2 giugno lo stato italiano ha\, come tutti\ngli anni\, festeggiato sé stesso\, con la solita\ninsalata di parate militari\, corone ai militi\,\ndiscorsi patriottardi. Militarismo puro e\nsemplice.\nDecine di conﬂitti devastano il mondo\, con la\nguerra russo-ucraina e il genocidio in Palestina\nche fanno la parte del leone. Senza dimenticare\nle guerre sporche in Africa a supporto delle\nmultinazionali occidentali\, anche l’italiana ENI\,\nper accaparrarsi le risorse energetiche e\nminerali. E senza dimenticare l’aiuto concreto\nche l’Italia dà alle RSF sudanesi\, gli ex\njanjaweed\, i “demoni a cavallo” del signore della\nguerra Hemedti\, colpevoli di stupri\, massacri e\nassassinii in Sudan.\nL’industria delle armi è un enorme mostro che\ndivora la spesa pubblica. I soldi delle nostre\ntasse\, invece di diventare servizi pubblici per\nmigliorare le nostre vite\, si trasformano in\nstrumenti di morte. Spesso la morte colpisce\nanche qui\, per i tagli alla sanità e ai servizi\nsociali\, per l’impoverimento di chi lavora\, per\nsalari e pensioni letteralmente da fame. Un altro\nmodo con cui l’industria bellica succhia i soldi\ndei lavoratori sono i fondi pensione. La tendenza\,\nin auge soprattutto all’estero ma in rapida\ndiffusione\, è quella di far entrare le redditizie\nazioni delle industrie belliche nei fondi\,\nrendendo chi li sottoscrive loro ﬁnanziatore e\ncomplice.\nI tentacoli dell’industria delle armi arrivano\nanche nella nostra città. L’Università di Modena\ne Reggio (UNIMORE) promuove il fondo NATO per\nl’innovazione ed è partner\, fra le altre\, del gruppo\narmiero francese THALES\, della Tel Aviv\nUniversity\, soprattutto attraverso il cyberlab del\ncampus di Modena\, e della famigerata Technion\,\nl’università israeliana dove si sviluppano le armi\nper l’esercito\, le stesse armi usate per la pulizia\netnica dei civili palestinesi a Gaza e in\nCisgiordania. Queste collaborazioni durano da\nanni\, e non sono state fermate né sospese con i\nmassacri di Gaza. Ma non solo. A Reggio\, nel\nparco innovazione delle Reggiane\, si è insediata\nuna società\, la SLM Solutions\, che si occupa di\nspeciali stampanti 3d utilizzabili per produrre\naerei da guerra e altre armi ad alta tecnologia\,\ncompresi missili. E di nuovo le armi prodotte con\nqueste tecnologie ﬁniscono anche all’esercito\nisraeliano. Quante delle vite spezzate a Gaza\ndevono la loro morte a tecnologie prodotte o\nprogettate a ﬁanco delle nostre case?\nSenza contare la guerra interna che lo stato attua\ncontro i suoi cittadini\, con sempre nuove vette\nd’impunità per i soliti noti e sempre più\nrepressione verso la sia pur minima lotta sociale\,\ncome dimostra l’ennesimo decreto sicurezza.\nDi fronte a tutto questo\, persone con un minimo\ndi coscienza non possono provare che disgusto.\nDi fronte a tutto questo non si può fare altro che\nopporsi. Riﬁutarsi di partecipare. Disertare. Non\nci sono arruolamenti in corso in Italia. Per ora\,\nvien da dire. Ma possiamo disertare comunque\,\ncon le nostre coscienze\, con il nostro pensiero\,\ncon la nostra voce\, con il nostro riﬁuto.\nOpponendoci alla propaganda militarista nelle\nscuole e nella società. Riﬁutando i discorsi che\nalimentano paure inventate per giustiﬁcare un\nabnorme aumento degli armamenti e anche\nmisure sempre più pesanti per limitare le libertà\ndi manifestazione e contestazione. Riﬁutando\nl’assuefazione al tema “guerra” che\, attraverso i\nmedia e i discorsi dei politici\, sta rendendo la\nmentalità e il linguaggio guerresco parte della\nnostra quotidianità e i militari nelle strade una\ncosa normale\, per quel senso di insicurezza\ncontinuamente fomentato dagli stessi politici e\ndai media. Dobbiamo denunciare le\ncollaborazioni delle nostre università con\nl’industria delle armi. Denunciare le stesse\nindustrie di morte che lavorano vicino a noi.\nDenunciare e riﬁutare i fondi pensione che\ninvestono nell’industria bellica.\nIn una frase: riﬁutare la guerra e il militarismo.\nASSEMBLEA ANTIMILITARISTA DI REGGIO EMILIA \nLINK: volantino 7 giugno
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SUMMARY:NISCEMI: Presidio contro il Muos e la guerra
DESCRIPTION:Contro il MUOS e la guerra\, dalla parte della Palestina fino alla liberazione della terra\n2 giugno 2025\, ore 16.00\nLargo Mascione\, Niscemi
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SUMMARY:LA SPEZIA: RESTIAMO UMANI - manifestazione antimilitarista
DESCRIPTION:Contro le guerre e chi le arma.Al fianco del Popolo palestinese e di tutti i popoli oppressi.RESTIAMO UMANI!Sabato 31 maggio 2025ore 15.30\, piazza Brin\, La Spezia\n\n\nLA SPEZIA 31 MAGGIO \nMANIFESTAZIONE \n“Restiamo umanə” \nOre 15:30 Piazza Brin \npartecipiamo con uno spezzone anarchico e libertario \nalla manifestazione contro l’industria bellica e contro il genocidio a Gaza \nDISERTIAMO LA GUERRA \nFederazione Anarchica Italiana \nGruppi e individualità della Toscana \n\n 
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SUMMARY:LIVORNO: Manifestazione antimilitarista
DESCRIPTION:MANIFESTAZIONE ANTIMILITARISTA\nLUNEDÌ 24 FEBBRAIO\nORE 18\nVIA GRANDE-ANGOLO VIA DEL GIGLIO\nLIVORNO\n\nScendiamo in piazza a Livorno contro tutte le guerre il 24 febbraio\, a tre anni dall’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa\, che ha trasformato in una guerra totale il conflitto in corso nella regione sin dal 2014. Una guerra che ha già provocato centinaia di migliaia di morti da entrambi i lati del fronte. L’Italia è direttamente coinvolta nella guerra\, nel quadro dell’intervento della NATO e dell’UE\, ha speso già quasi 20 miliardi tra finanziamenti diretti e contributi al fondo europeo di sostegno al governo di Kiev\, inoltre con le missioni all’estero migliaia di militari italiani e centinaia di mezzi sono schierati in Europa orientale.\n\n– Contro ogni imperialismo\, contro l’escalation bellica\n– Contro l’aumento delle spese militari e il taglio delle spese sociali\n– Contro le missioni militari e le politiche di riarmo\n– Contro la produzione\, il commercio e il trasporto di armi e materiale bellico\n– Contro la propaganda guerrafondaia e militarista nelle scuole e nelle università\n– Contro basi militari\, poligoni\, hub logistici della guerra\n– Contro la guerra al dissenso e contro la repressione\n\n– Per sostenere i disertori di tutte le guerre e di tutti i fronti\n– Per sostenere i lavoratori dei trasporti che si rifiutano di essere complici della guerra\n– Per una scuola e una sanità pubbliche\, gratuite\, per tuttx\n– Per la libertà di manifestare e scioperare\n– Per la solidarietà internazionalista\n\n\nCoordinamento Antimilitarista Livornese
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SUMMARY:Carrara: "Parliamo di Coltano"
DESCRIPTION:Sabato 23 Luglio dalle ore 19:00 a Carrara presso piazza del Duomo (Sede FAI) si parlerà del progetto di realizzazione della base militare di Coltano. \n Interverranno i compagn* del comitato “No Base né a Coltano né altrove” \nCONTRO LE BASI MILITARI\, LE GUERRE\, LE LOGICHE IPOCRITE E NEOCOLONIALI DEGLI STATI \nSeguirà una cena di sottoscrizione\n \nVI ASPETTIAMO!  \nCoordinamento antimilitarista di Carrara
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