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SUMMARY:LIVORNO: Effetto Refugio 2026
DESCRIPTION:Da mercoledì 29 luglio a domenica 2 agosto a Livorno si terrà Effetto Refugio.\nCome FAL saremo presenti tutte le sere con il nostro banchetto. Il 29 luglio sera brinderemo a Gaetano Bresci.\nIl 2 agosto terremo come ogni anno la commemorazione di Filippo Filippetti alla lapide di Via Provinciale Pisana. \nEFFETTO REFUGIO 2026 \nAnche quest’anno vi aspettiamo\, dal 29 luglio al 2 agosto\, per cinque giorni di dibattiti su tematiche attuali e trasversali\, con collettivi locali e ospiti da fuori. E poi concerti\, performance e dj set per ballare! \nDal 29 luglio al 2 agosto\nal Teatrofficina Refugio\nScali del Refugio\, 8 \, Livorno \nPROGRAMMA COMPLETO \nMercoledì 29/07/26 \n– ore 17:00 presidio al carcere Le Sughere\n– ore 19:00 dibattito “Anime in gabbia – corpi reclusi umani e non umani”\na cura di GAL\, Agripunk e Collettivo Q_ra\n– ore 21:00 cena benefit di GAL\n– a seguire live di Ali roots\, dj set \nGiovedì 30/07/26 \n– ore 19:00 dibattito “Spezziamo la catena della guerra – dalle mobilitazioni per la Palestina alla militarizzazione dei territori” intervengono GAP e redattori del secondo numero del bollettino HUB\n– ore 21:00 cena benefit di Football Livorno\n– a seguire djset di Magician Tekno Boys \nVenerdì 31/07/26 \n– ore 19:00 dibattito “Cementocrazia – quando la speculazione edilizia minaccia la città” a cura di Orti Urbani\, Comitalo Limoncino\, Scrivania Autogestita\n– ore 21:00 cena benefit Orti Urbani e Comitato Limoncino\n– a seguire live di Badhonko \nSabato 1/08/26 \n– ore 19:00 dibattito “Non siamo carne da macello – contro la reintroduzione della leva militare e le politiche di riarmo” a cura di Scuola di Carta\, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e Coordinamento Antimilitarista Livornese\n– ore 21:00 cena benefit di Orti Urbani e Comitato Limoncino\n– a seguire live di Death of the villains\, djset di sbrock \nDomenica 2/08/26 \n-ore 19:00 dibattito “Salute sessuale – tra servizi e autogestione” a cura di consultorio\, Revulva\n– ore 21:00\n– a seguire live djset GuidoCassa \nTUTTI I GIORNI \n– Mostra sulle mobilitazioni dell’ultimo anno\n– Proiezione del progetto “Niente di personale\, tutto di collettivo” di Martino \n– Banchette\n– Distro\n– Bar a prezzi popolari
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SUMMARY:TRIESTE: Cuatro esquinas de tango. Un viaggio cantato tra poesia ed emozione.
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SUMMARY:BOLOGNA: Corteo per il 2 agosto. La strage di Stato non è storia passata
DESCRIPTION:Domenica 2/8 Corteo per il 2 agosto. La strage di Stato non è storia passata\ndalle ore 8.30 in Piazza del Nettuno\nBOLOGNA \nLA STRAGE E I RESPONSABILI\nIl 2 agosto 1980\, alle 10.25 di mattina\, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo\, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.\nLa recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini\, ex esponente di Avanguardia Nazionale\, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.\nOGGI COME IERI\nLo Stato ordina\, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.\nPerché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi\, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali\, i ceti popolari\, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati\, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.\nLa continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”\, oggi sono i migranti\, i gruppi sociali marginalizzati.\nI respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici\, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori\, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.\nLA VIOLENZA DI OGGI\nLo abbiamo visto accadere anche qui\, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir\, 42 anni\, bolognese da 35 anni\, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti\, prima di restare immobile per sempre\, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia\, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.\nI decreti sicurezza\, le leggi bavaglio\, la repressione del dissenso\, l’attacco ai diritti dei lavoratori\, i respingimenti in mare e alle frontiere\, i lager per migranti\, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.\nA BOLOGNA NON SI PASSA\nRilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.\nOggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore\, della solidarietà contro l’oppressione.\nPerché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito. \nhttps://resistentibolognesi.bida.im/
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SUMMARY:LIVORNO: In memoria di Filippo Filippetti anarchico livornese\, antifascista\, ucciso dai fascisti
DESCRIPTION:1922- 2026\nDomenica 2 agosto 2026 ore 19\nCommemorazione presso la lapide\nVia Provinciale Pisana 354\, Livorno\n(ex-scuola Camilli) \nFilippo Filipetti\, giovane anarchico\, viene ucciso il 2 agosto 1922 dai fascisti mentre si oppone\, assieme ad altri antifascisti\, ad una spedizione punitiva contro Livorno.\nIl 2 Agosto 1922 un gruppo di giovani antifascisti\, tra i quali alcuni anarchici\, ingaggia uno scontro armato nei pressi di Pontarcione con i camion dei fascisti. Muore nella sparatoria Filippo Filippetti\, membro degli Arditi del Popolo\, sindacalista dell’USI per il settore edile. \nNell’estate del 1922 si giocano le ultime carte per fermare la reazione antiproletaria: il paese è attraversato da un crescendo di aggressioni compiute dai fascisti nei confronti delle organizzazioni del movimento operaio e dei singoli militanti; si contano decine di morti fra gli antifascisti.\nDa mesi l’Unione Anarchica Italiana e il giornale “Umanità Nova” si battono a sostegno del movimento degli Arditi del Popolo\, per costituire un fronte unico proletario che organizzi la difesa. Su iniziativa del Sindacato Ferrovieri Italiano è costituita l’Alleanza del Lavoro\, a cui partecipano tutti i sindacati\, con l’appoggio dell’Unione Anarchica\, del Partito Repubblicano\, del Partito Comunista e del Partito Socialista. \nL’Alleanza del Lavoro indice uno sciopero generale ad oltranza per fermare le violenze fasciste a partire dalla mezzanotte del 31 luglio. I fascisti finanziati da agrari e industriali\, armati da Carabinieri ed Esercito\, protetti dalla monarchia e dalla Chiesa\, aggrediscono le roccaforti operaie.\nIn molte città\, fra cui Piombino\, Ancona\, Parma\, Civitavecchia\, Bari i fascisti vengono respinti anche grazie all’azione degli Arditi del Popolo. Nel momento in cui la resistenza operaia cresce\, CGL e PSI\, sperando in un ennesimo compromesso\, si ritireranno dalla lotta\, aprendo la strada alla rappresaglia armata del Governo. Livorno è uno dei centri dello scontro. Tra il 1° e il 2 Agosto 1922 squadre fasciste provenienti da tutta la Toscana lanciano la caccia agli antifascisti livornesi\, facendo irruzione nei quartieri popolari che resistono all’invasione. Molti furono gli assassinati in quei giorni. Popolani\, militanti comunisti\, anarchici\, repubblicani e socialisti\, tra i quali Luigi Gemignani\, Gilberto Catarsi\, Pietro Gigli\, Pilade Gigli\, Oreste Romanacci\, Bruno Giacomini e Genoveffa Pierozzi\, oltre al giovane anarchico Filippo Filippetti. \nIl movimento anarchico invita tutti le realtà antifasciste a partecipare alla commemorazione. \nFederazione Anarchica Livornese // cdcfedanarchicalivornese@virgilio.it // federazioneanarchica.org \nCollettivo Anarchico Libertario // collettivoanarchico@hotmail.it // collettivoanarchico.noblogs.org/
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SUMMARY:POZZUOLI: BLOCCHIAMO TUTTO OVUNQUE!
DESCRIPTION:MANIFESTAZIONE VENERDI 7 AGOSTO ORE 17.30 LARGO DELLE PALAZZINE NON FERMIAMOCI A POZZUOLI BLOCCHIAMO TUTTO OVUNQUE UN TETTO SULLA TESTA PER TUTTE LE PERSONE SFOLLATE E IN ATTESA DI CONTROLLI; L’APERTURA IMMEDIATA DELL’HUB; ACQUA CORRENTE E SERVIZI IN CITTA; SOSTEGNO AI LAVORATORI COLPITI E AL COMMERCIO LOCALE\, LA MESSA IN SICUREZZA DELLE NOSTRE CASE. POZZUOLI RESISTE E NON CI FAREMO CACCIARE DALLA NOSTRA CITTA! \n 
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SUMMARY:MILANO: Nottefanta\, rassegna di cinema fino all'alba contro sgomberi e speculazioni
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SUMMARY:LIVORNO: presentazione del libro "Pazzi da morire"+aperipizza
DESCRIPTION:LIVORNO MARTEDì 11 Agosto c/o EX-Caserma Occupata in via Adriana 16\nalle ore 20 APERIPIZZA a seguire presentazione del libro:\nPAZZI DA MORIRE.\nLe persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria\nedizioni Sensibili Alle Foglie\na cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
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SUMMARY:MILANO: Presidio F-estivo sotto il Comune "Occupiamoci di Milano"
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SUMMARY:ROCCATEDERIGHI:  X° FestivalSedicid'Agosto
DESCRIPTION:  \nAbbiamo iniziato questa cosa quasi per gioco. Con poche risorse etanto entusiasmo. Come gioco\, appunto. Forse lo abbiamo fattosoprattutto per noi stessi\, per avere un attimo di respiro nel belmezzo del solleone di maremma. Non tanto perché avevamo chissà cosada dire\, ma per ascoltare le mille storie: quelle antiche\, daripetere per ricordare e quelle di resistenza ad oltranza. Storie diutopie concrete. Tenere viva la memoria di queste colline ribelli\,piena di gente abituata a maneggiare la dinamite e difendere i propridiritti.Grazie a\nl bosco ed all’acqua è rimasta una esperienzagestibile\, comunitaria\, senza forzature e poche invasioni. Una”VACANZA INTELLIGENTE E CONSAPEVOLE”\, capace di accoglierechi si ribella\, chi non ci sta e sogna qualcos’altro. Lapartecipazione e le collaborazioni sono state la nostra più grandesoddisfazione.Arrivati al d\necimo anno abbiamo azzardato a fareuna settimana intera. Rallentiamo tutto per darci il tempo diascoltare\, comprendere\, confrontarci. Èil momento per lasciare una traccia\, incidere. Rilanciare. Ciaspettiamo suggestioni e commistioni. Musicali ma anche altro…Comefondatore del \nFestivalSedicid’Agosto ho voglia di dire solamentegrazie e vi spiego perché. Nel 2022\, alla sest\na edizione delFestival\, gli eventi della vita mi hanno fatto andare viadall’Italia. A quel punto il Festival sarebbe andato a morire\, ma perfortuna c’erano Giampiero e Flavia. Giampiero e Flavia\, che hannopartecipato all’organizzazione del Festival fin dall’inizio\, hannopreso in mano le redini e hanno portato avanti il Festival\,migliorandolo\, fino alla decima edizione. Quindi mi sembradoveroso\ne di immenso piacere ringraziare Giampiero e Flavia e tuttiquelli che hanno partecipato e continueranno a partecipare alFestivalSedicid’Agosto.Anche quest’anno vi aspettia\nmo numerosie carichi\, e come dice Giampiero “Facciamo sentire la nostravoce”. Grazie a tutti\,Jonni
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SUMMARY:MILANO: L'anarchia non si sgombera. Inaugurazione mostra sui 50 anni dell'occupazione di via Torricelli + cena antisfratto
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SUMMARY:MILANO: Assemblea cittadina contro sfratti e sgomberi
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SUMMARY:BRANDIZZO: Presidio a 3 anni dalla strage
DESCRIPTION:📌 Domenica 30 agosto parteciperemo al presidio indetto da sindacati di base e associazioni\, nel terzo anniversario della strage di Brandizzo.\nAppuntamento alla stazione ferroviaria dalle 10\,15 alle 13.\n\n💥 Incidente sul lavoro? No\, guerra di classe!\n\n🟣 Sono passati tre anni. Alla stazione di Brandizzo 5 operai impiegati nella manutenzione della linea ferroviaria tra Torino e Milano vennero travolti da un treno che non aveva ricevuto nessun segnale di stop.\n\nNon fu un incidente. Un incidente è qualcosa di imponderabile\, impossibile da prevenire\, mentre la continua crescita di morti sul lavoro va di pari passo con i tagli ed i mancati investimenti sulla sicurezza.\nNelle ferrovie questo è un fatto strettamente legato alla secca riduzione del personale\, all’esternalizzazione dei lavori di manutenzione\, agli investimenti sulle linee ad alta velocità a discapito della viabilità ordinaria. Dove passano i treni ad alta velocità c’è un meccanismo che blocca tutto quando c’è un ostacolo sui binari.\nFacile e assolutorio parlare di errore umano. Ma anche gli errori umani si moltiplicano quando si lavora senza reali tutele\, quando non si investe sui sistemi di sicurezza perché il trasporto ferroviario per pendolari e viaggiatori poveri è un affare poco redditizio.\nI cinque operai morti a Brandizzo sono alcune delle migliaia di vittime della guerra di classe tra chi si arricchisce con il lavoro altrui e chi\, per vivere\, deve rischiare la vita.\n\n🟢 Ogni giorno tre persone muoiono sul lavoro.\nA questi si aggiungono i tanti che hanno perso la vita mentre si recavano in fabbrica\, in ufficio\, a fare una consegna. Un mercato del lavoro che costringe a spostamenti sempre più lunghi\, ad accettare un posto anche a trenta o quaranta chilometri di distanza\, fa si che si muoia anche mentre si va o si torna dai luoghi della servitù salariata. I tagli al trasporto pubblico espongono a maggiori rischi chi si deve muovere\, e sono frutto della stessa logica del profitto che porta le imprese a ridurre la spesa per la sicurezza.\n\n🔵 Di lavoro si muore anche per malattie professionali\, magari dopo qualche anno di pensione. Avvelenamenti cronici da sostanze tossiche\, esposizioni ad agenti oncogeni\, sfiancamento. O magari si è più fortunati: non si muore ma ci si porta fino alla tomba una qualche patologia più o meno debilitante.\n\n🔴 Negli ultimi dieci anni il numero di morti e feriti sul lavoro è costantemente aumentato. Lo sfruttamento da schiavi in agricoltura ha  ucciso braccianti stipati sui furgoncini senza manutenzione usati per portarli in campagna\, mentre altr* sono morti collassando sotto il sole rovente.\n\nQuest’estate quattro sono stati bruciati vivi dal caporale\, perché chiedevano il loro salario. La criminalità dello Stato che rende clandestini i braccianti va a braccetto con la criminalità di chi li sfrutta.\nSi muore nell’industria\, nella manutenzione\, nei cantieri\, nei campi\, nelle stive delle navi\, nei lavori stradali.\n\n⚫ Anche le nuove “professioni” della “gig economy” uccidono: si allunga l’elenco dei rider\, i fattorini in bici o in motorino\, che muoiono o si feriscono mentre portano cibo per qualche grande piattaforma. Lo stato delle strade\, la scarsa manutenzione dei mezzi\, le condizioni climatiche\, i ritmi frenetici del cottimo e la connessa ideologia che glorifica la performatività e l’autosfruttamento che le aziende vorrebbero che i lavoratori introiettassero\, sono le cause principali.\n\n🟡 La precarizzazione e l’aumento della ricattabilità davanti al padrone costringono ad accettare condizioni di lavoro che fino a qualche anno fa si sarebbero respinte.\n\n🟠 È così in tutto il mondo. La globalizzazione della povertà investe ogni angolo del pianeta. In ogni dove i padroni si arricchiscono sulla vita e sulla morte degli sfruttati. La nostra risposta\, come lavoratori\, disoccupati\, precari\, non potrà che essere sul piano internazionalista e di classe.\n\n\n🟢 In ogni dove si investe in armamenti e spesa militare\, per difendere ed estendere gli interessi imperiali degli stati e dei padroni. Provate ad immaginare se una piccola parte dei milioni di euro che il governo sperpera ogni giorno in spese militari fossero impiegati per rendere più sicura la rete ferroviaria del nostro paese.\nInvece gli unici investimenti riguardano la logistica militare\, trasformando così l’intera rete in obiettivo militare.\n\nProvate ad immaginare quanto sarebbero migliori le nostre vite se tutti quei soldi servissero per la cura e non per la guerra.\n\n🟣 I padroni stanno combattendo una guerra che come sfruttati dobbiamo riconoscere come tale. E combatterla. I sindacati confederali e le istituzioni si limitano a qualche frase di circostanza. Non ce ne stupiamo: il loro ruolo è quello di guardiani dell’ordine costituito.\n\n🔵 Spetta a noi prendere in mano le redini del nostro destino e\, con azione diretta\, picchetti\, blocchi\, costruendo spazi politici non statali\, moltiplicando le esperienze di autogestione\, costruendo reti sociali che sappiano inceppare la macchina e rendano efficaci gli scioperi e le lotte territoriali\, potremo liberarci e vivere una vita in cui non si muoia più in nome del profitto di qualche padrone.\n\n🔴 Siamo consapevoli che l’apparato repressivo del governo Meloni ha trasformato in reati gravi normali azioni di lotta\, che la possibilità di scioperare è seriamente ridotta\, ma è una ragione in più per rispondere alla repressione con le lotte. Ne va della vita e della salute di chi lavora.\n\n‼️Un mondo senza sfruttati né sfruttatori\, senza servi né padroni\, un mondo di liberi ed eguali è possibile. Tocca a noi costruirlo.\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nriunioni ogni martedì alle 21.\n\nwww.anarresinfo.org
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