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SUMMARY:Alessandria: proiezione di "Into the wild"
DESCRIPTION: al Laboratorio Anarchico PerlaNera via vecellio 2 . Ingresso gratuito.\n\nINTO THE WILD\nPura celebrazione della libertà e della ricerca della libertà\, la pellicola racconta la vera storia di Christopher McCandless\, un giovane benestante che rinuncia a tutte le sue sicurezze materiali per immergersi all’interno della natura selvaggia. Il forte trasformismo di Emile Hirsh facilita per lo spettatore un’istantanea immedesimazione in una figura tormentata che non viene dipinta né come giovane avventuriero né come idealista ingenuo. La maestria con cui Penn miscela tematiche così diverse e complesse è unica. Il fascino della selvatichezza dell’ambiente\, le difficoltà dei legami di sangue\, l’individualismo contro il bisogno di amore e le contraddizioni dell’idealismo nelle sue spinte critiche ma anche arroganti
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SUMMARY:Grosseto: Contro il raduno di Casapound.  La resistenza continua
DESCRIPTION:Grosseto 4 e 5 settembre 2021.\nContro il raduno di Casapound.\nLa resistenza continua\nSabato 4\, ore 17.30:  presso Porta Vecchia\, Presidio antifa\nDomenica 5\, ore 17.30: in piazza s. Francesco\, tavola rotonda “1921 – 2021”\n\nGrosseto Antifascista
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SUMMARY:Carrara: mostra del manifesto antimilitarista e dibattiti
DESCRIPTION:A Carrara presso l’ex ospedale San Giacomo (sulla Via Carriona) nei giorni 9 10 11 12 si terrà la mostra del manifesto antimilitarista organizzata dal Gruppo Germinal FAI  in collaborazione con Archivio Storico Germinal di Carrara \nOltre che alla mostra vi saranno interventi di vari relatori sull’argomento.\n\nDate e orari mostra\n9 10 11 12   Dalle 18:00 alle 23:00\n\nDate e orari interventi dalle 18:30 in poi:\n\n9.9.21 Attualità del disarmo e dell’antimilitarismo (Prof. S. Tartarini).\n\n10.9.21 Fonti di Guerra (missioni all’estero. militarizzazione del territorio\, produzione e commercio di armi) Compagna della FAT (M. Matteo).\n\n11.9.21 La questione energetica e il finanziamento delle missioni internazionali (D. Ratti).\n\nDurante le serate presso la sede del Gruppo Germinal FAI di Carrara in Piazza Duomo saranno organizzate cene di autofinanziamento alla manifestazione.\n\nGradita presenza di tutti/e (prenotazione per meglio organizzare)\n\nGruppo Anarchico Germinal FAI Carrara
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SUMMARY:Roma: Baratto? Si può fare!
DESCRIPTION:Sabato 11 settembre ci troveremo a partire dalle ore 16:00 allo Spazio Anarchico 19 luglio di Roma in  via Rocco da Cesinale 18 con il banchetto del Baratto? Si può fare! A seguire alle ore 19:00 un buffet e alle ore 20:00 chiuderemo con la proiezione di Bacurau un film diretto da K. Mendoca Filho che narra le vicende degli abitanti in un piccolo villaggio situato nel nordest del Brasile dove si piange la morte della novantaquattrenne matriarca Carmelita. La trama filmica si complica perché dopo qualche giorno gli abitanti scoprono che il villaggio è scomparso dalle carte geografiche e che un misterioso gruppo di ‘turisti’ è arrivato nella zona. \nA sottoscrizione libera e all’aperto. \nGruppo Anarchico C.Cafiero FAIRoma \nwww.cafierofairoma.wordpress.com/
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SUMMARY:Livorno: Basta guerre e frontiere!
DESCRIPTION:Sabato 11 settembre h 17 Piazza Grande\nBasta guerre e frontiere\nSolidarietà alla popolazione afghana\nPer il ritiro delle missioni militari all’estero \nVenti anni fa iniziava la “guerra al terrore”\, con l’invasione dell’Afghanistan nell’ottobre 2001 a cui seguì nel marzo 2003 l’invasione dell’Iraq. Una guerra che ha portato terrore\, morte\, distruzione in quei paesi\, una guerra a cui l’Italia\, nel quadro della NATO\, ha partecipato con un grande dispiegamento di soldati e mezzi militari.\nGiustificata dalla “caccia” ai responsabili degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti\, fu subito chiaro che l’intervento militare della coalizione non si sarebbe limitato ad una “operazione di polizia internazionale” ma si sarebbe trasformato in una guerra d’invasione. Dopo venti anni di occupazione\, gran parte della popolazione afghana vive ancora nella miseria\, nell’oppressione\, nella guerra\, nella violenza patriarcale. In queste settimane grazie agli accordi con gli USA e con la complicità dei suoi alleati\, viene restaurato il regime talebano. La vicenda afghana mostra quali siano le conseguenze delle missioni militari\, e mostra tragicamente l’urgenza di prendere l’inziativa per il ritiro immediato delle missioni ancora in corso\, per garantire la libertà di movimento ai profughi e a tutt* coloro che sono in fuga dal paese\, per rilanciare l’impegno di\nsolidarietà concreta tra i soggetti sfruttati e oppressi in tutto il mondo. \nIl presidio dell’11 settembre in Piazza Grande è organizzato dal Coordinamento cittadino per il ritiro immediato delle missioni militari all’estero. Di seguito il testo di presentazione del Coordinamento. \nBASTA MISSIONI MILITARI! \nSi è costituito a Livorno il Coordinamento cittadino per il ritiro immediato delle missioni militari italiane all’estero. Questo coordinamento ha lo scopo di lanciare una campagna per fermare il\ncrescente intervento militare dello Stato italiano all’estero. Al momento le missioni militari sono 40\, di cui ben 18 in Africa. \nPer giustificare l’invio delle truppe in zone di guerra il governo italiano ha cercato\, soprattutto nei decenni passati\, di dipingere d’arcobaleno i suoi carri armati utilizzando la retorica della “missione\numanitaria” o addirittura “di pace”. Negli ultimi anni la retorica è cambiata\, e sempre più spesso il governo parla di difesa “dell’interesse nazionale” o“delle risorse strategiche”. Un cambiamento della propaganda ufficiale che risponde alle esigenze di una nuova strategia militare\, più aggressiva e predatoria. \nAl di là delle giustificazioni ufficiali\, le ragioni che muovono le missioni di guerra sono sempre le stesse: controllo delle risorse\, ossia dei siti estrattivi e delle principali infrastrutture che ne permettono il passaggio; spartizione delle aree di influenza politica ed economica e repressione delle istanze sociali e di classe; controllo delle zone considerate centrali per i movimenti migratori; pubblicità per armamenti\, mezzi ed equipaggiamenti militari italiani per i governi delle regioni in cui sono impiegati. \nQuesto è evidente se guardiamo a cosa corrisponde ciò che il governo italiano chiama “Mediterraneo allargato”\, questo spazio geografico che è considerato di “interesse nazionale” è delimitato a nord dalla Libia\, dal Golfo di Guinea a ovest e dal Corno d’Africa a est. Ma questo\ninteresse che viene definito nazionale non è che l’interesse delle classi dominanti\, del governo\, delle grandi multinazionali. \nBasti pensare al ruolo dell’ENI che ha impianti importanti sia in Libia sia nel Delta del Niger\, e dopotutto la missione della Marina Militare italiana nel Golfo di Guinea ha ufficialmente l’obiettivo di difendere le strutture dell’ENI\, oltre alla cosiddetta lotta alla “pirateria”. In alcune di queste zone la guerra si combatte davvero\, come in Sahel. Qui la Francia si trova da anni impantanata in un conflitto sanguinoso che ha già fatto molte vittime civili\, ed è in questo contesto di guerra che\nstanno intervenendo anche le truppe italiane\, con la partecipazione alla missione Takuba a supporto dei francesi e con la costruzione di una base italiana in Niger. La forte presenza militare italiana garantita dalle missioni determina povertà per le popolazioni locali e grossi affari per l’industria bellica. \nAnche per sostenere queste guerre la spesa militare dello Stato italiano è in costante aumento. Nel 2020\, mentre di fronte alla pandemia collassava il servizio sanitario\, già devastato da decenni di tagli\, privatizzazioni e peggioramento delle condizioni di lavoro\, lo Stato italiano aveva deciso di aumentare a 24\,97 miliardi la spesa militare per il 2021. Un aumento dell’8\,1 % rispetto all’anno precedente\, deciso nonostante la situazione di crisi imposta da anni e rafforzata dall’emergenza sanitaria ponesse ben altre priorità. L’aumento delle spese militari è soprattutto andato a scapito della spesa sociale\, in particolare sanità e scuola. Inoltre parte consistente dei finanziamenti\nprevisti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la transizione ecologica e digitale\, se le accaparrerà la Difesa con la scusa dell’innovazione delle Forze Armate. \nSi tratta di risorse sottratte alla collettività\, ai salari\, agli ammortizzatori sociali\, alle pensioni\, alla sanità\, ai consultori e ai centri antiviolenza\, alla scuola\, all’assistenza\, alle bonifiche\, alla messa in sicurezza dei territori\, della rete di trasporti\, dei luoghi di lavoro. La spesa militare è finanziata a debito dai governi\, i cui oneri sono sostenuti da una tassazione che grava sempre di più sui ceti\npopolari e sulla classe lavoratrice. L’aumento del debito al contempo finisce per determinare un’inflazione che erode il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni. L’impegno militare dello Stato italiano peggiora la situazione di tutti\, delle popolazioni che subiscono l’ingombrante presenza delle truppe italiane come delle classi sfruttate in Italia. La nostra campagna antimilitarista è una campagna internazionalista e solidale. \nLa militarizzazione è ormai una costante anche all’interno dei confini nazionali. I militari sono schierati alle frontiere dell’Italia e dell’Unione Europea\, per sbarrare la strada a chi emigra dal proprio paese\, in molti casi proprio a causa delle politiche neocoloniali dello stato italiano o dei suoi alleati. Con la missione «Strade Sicure» i militari dal 2008 pattugliano con armi da guerra le strade\, le piazze e le stazioni delle nostre città\, e in alcuni casi sono impiegati anche in funzione di ordine pubblico\, con equipaggiamento antisommossa\, nella repressione di manifestazioni e proteste\, come ad esempio contro il movimento NO TAV. \nOpporsi alle missioni militari all’estero significa anche opporsi alla devastazione ambientale. Basti pensare che anche sul piano ufficiale parte delle missioni militari italiane hanno il principale scopo di tutelare le attività dell’ENI che avvelenano intere regioni del pianeta\, come sul Delta del Niger. \nPer quanto abbia modificato gli strumenti di propaganda\, il governo continua in molti casi a giustificare le missioni militari come interventi a difesa della pace\, della democrazia\, dei diritti delle donne. Ma sappiamo bene che le donne\, le soggettività non binarie\, le comunità LGBTQ si trovano invece a dover fronteggiare la violenza perpetrata dagli eserciti. Sono proprio le donne che in ogni guerra sono trasformate in territorio di conquista\, perché la violenza di genere\, il dominio patriarcale è parte integrante del militarismo\, e lo stupro è un’arma di guerra spesso usata anche da quelli che dovrebbero essere contingenti di pace\, come nel caso della missione militare italiana in\nSomalia nel 1992\, in cui la brigata paracadutisti folgore compì violenze atroci. \nLa vicenda dell’Afghanistan è emblematica e mostra tragicamente\, dopo vent’anni di occupazione NATO nel paese\, tutti gli aspetti inutili e dannosi delle missioni e l’assenza assoluta di qualsiasi finalità “umanitaria”: oltre 240 mila morti\, di questi 70.000 civili\, mentre all’Italia questa guerra è costata 8\,7 miliardi e 53 morti. \nPer questo abbiamo deciso di impegnarci su un tema che è tra i meno conosciuti e i più importanti dell’agenda di governo\, convinti che solo l’opposizione dal basso possa contrapporsi efficacemente a questa politica.\nLe associazioni e le individualità che hanno dato vita al coordinamento comunicheranno i prossimi appuntamenti. L’adesione al coordinamento è sempre possibile\, purché se ne condividano obiettivi e metodi. \nPer contattare il coordinamento scrivere a : no_missioni_livorno@anche.no \nCoordinamento cittadino per il ritiro immediato delle missioni militari italiane all’estero
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SUMMARY:Empoli: "Pino: vita accidentale di un anarchico" + cena benefit per Umanità Nova
DESCRIPTION:Con la partecipazione di Claudia Pinelli\, figlia di Giuseppe Pinelli.\nPROGRAMMA\n18:00 PROIEZIONE e PRESENTAZIONE del FILM “Pino: Vita accidentale di un anarchico”;\n21:00 CENA di AUTOFINANZIAMENTO. per la traduzione e diffusione del film e del settimanale anarchico Umanità Nova.\nPer la cena è necessaria la prenotazione:\nPaolo 0571/540762 – dalle 21:00 alle 23:00\n22:00 ARRANGIAMENTI MUSICALI cantautoriali e della beat generation con Piero Zanelli e Rino Sorce.\nINGRESSO GRATUITO\nCasa del Popolo delle Cascine\nvia Antonio Meucci 67\, Empoli (FI)\nvicino alla stazione ferroviaria\n\nFederazione Anarchica Empolese e Valdelsa
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SUMMARY:Alessandria: Baldoni e Lega cantano Della Mea
DESCRIPTION:Venerdì 17 settembre\nalle ore 21.30 \nal Laboratorio Anarchico PerlaNera \nVia Tiziano Vecellio 2 \nGuido Baldoni e Alessio Lega cantano Ivan Della Mea\n\nAncora una volta i grandi Alessio Lega e Guido Baldoni saranno alla PerlaNera.\nUn binomio costante e al contempo immancabile nella location degli anarchici alessandrini.\nQuesta volta ci propongono uno spettacolo frutto del loro ultimo lavoro\, dedicato ad Ivan Della Mea.\nSe Alessio Lega non necessita di nessuna presentazione\, come cantautore e interprete\, i testi delle canzoni di Ivan Della Mea\, ne necessitano ancora meno.\nCi troviamo di fronte a quello che è stato forse una delle più note figure italiane della musica d’autore con contenuti apertamente politici.\nL’interpretazione di un cantautore che oltre a essere un ottimo autore è anche un interprete accattivante e al contempo profondo come Lega\, unito alla maestria musicale di Guido Baldoni\, fanno di questo concerto un evento imperdibile.\nOvviamente nella serata non mancheranno anche le canzoni più significative del repertorio di Alessio Lega.\nQuesta volta uscire il venerdì 17 non solo è un antidoto contro le superstizioni ma fa bene al cuore e allo spirito.\nMancare sarebbe un errore imperdonabile!
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SUMMARY:Torino: punto info antimilitarista
DESCRIPTION:Sabato 18 settembre\npunto info antimilitarista al Balon\ndalle 10\,30 \nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni mercoledì dalle 17\,30 (da mercoledì 22 settembre le riunioni si fanno alle 20\,30)\nContatti: fai_torino@autistici.org – @senzafrontiere.to/ \nWild C.A.T. Collettivo Anarco-Femminista Torinese\ncorso Palermo 46 – @Wild.C.A.T.anarcofem \nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail \nscrivi a: anarres@inventati.org \n 
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SUMMARY:Pordenone: Giornata delle Terre Ribelli/Gira Zapatista
DESCRIPTION:ATTENDENDO L’ARRIVO DELLA GIRA ZAPATISTA\nLAPAZ FVG VI ASPETTA!\n————————-\nGIORNATA DELLE TERRE RIBELLI\n————————-\n19 settembre 2021\nore 10.00 ritrovo presso Cordenons\,\nlocalità Parareit (vicino al guado per Murlis) area verde pubblica attrezzata.\n> Biciclettata presso il vicino Poligono Militare Cellina-Meduna sui Magredi (area protetta SIC e ZPS)\n> pranzo sociale\n> ore 15.30 assemblea conoscitiva delle realtà e soggettività contro lo\nsfruttamento ambientale e il militarismo\n———————\nIniziativa all’aperto\, verrà garantito distanziamento antiCovid19\n———————\nin caso di forte maltempo si terrà solo l’assemblea presso la sede del Circolo Zapata a Pordenone (via\nUngaresca 3B) ore 15.30\n———————\nSono passati 27 anni da quel primo gennaio del 1994\, quando\, in concomitanza con l’entrata in vigore del NAFTA un accordo di libero scambio tra Messico\, USA e Canada\, il popolo in armi delle comunità indigene del Chiapas insorse occupando cinque municipalità e dichiarando guerra al governo messicano\nGli obiettivi del “levientamento” sono ben sintetizzati in “chiediamo pane\, salute\, istruzione\, autonomia e pace”.\nPrima di allora\, nessuno aveva mai sentito parlare dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (Ezln)\, anche se esso fu il prodotto di un lungo lavoro di resistenza e di organizzazione silenziosa tra i contadini e gli indios della Selva Lacandona.\nMa se la dignità dei popoli indigeni del Messico è tra i principali obiettivi dell’Ezln\, non va però dimenticato l’importante contributo che gli zapatisti e le zapatiste diedero al movimento internazionale contro il neoliberismo.\nLo zapatismo\, inoltre\, ha rappresentato fin dall’inizio per le donne indigene del Chiapas una possibilità di riscatto e di radicale cambiamento della loro condizione di oppressione\, discriminazione ed esclusione.\nSono passati tanti anni da quel lontano 1994\, ma le strade di chi resiste alle violenze e alle ingiustizie di un sistema politico ed economico che espropria la ricchezza collettiva per concentrarla nelle mani di pochi non finiscono mai di incrociarsi.\nE infatti\, ai primi di ottobre l’Ezln rendeva pubblica la proposta di viaggiare nei 5 continenti\, partendo dall’Europa nei mesi di luglio\, agosto\, settembre e ottobre 2021.\nCome riportato nello stesso comunicato degli zapatisti e delle zapatiste\, lo scopo di questi viaggi è un’occasione importante per “realizzare incontri\, dialoghi\, scambi di idee\, esperienze\, analisi e valutazioni tra tutte e tutti coloro che incontriamo impegnat*\, da distinte concezioni e su differenti terreni\, nella lotta per la vita. Poi ciascuno seguirà o meno il suo cammino. Guardare e ascoltare l’altro\, ci aiuterà o meno nel nostro cammino. Ma conoscere ciò che è differente è parte anche della nostra lotta e del nostro impegno\, della nostra umanità”.\nAnche noi\, come centinaia di altre realtà sparse sul territorio europeo\, abbiamo raccolto l’invito delle compagne e dei compagni zapatisti e intendiamo accogliere anche qui a Pordenone la delegazione messicana.\nCi piacerebbe costruire dei momenti di lotta\, di confronto e di convivialità per interfacciarci con un’esperienza diversa dalla nostra\, ma consapevoli che “la lotta per l’Umanità è in ogni luogo e in ogni tempo”.\nTutto questo non lo vorremmo fare da sol*\, ma insieme a tante soggettività e individualità con le quali\, in tanti anni di attività\, siamo venuti in contatto o che ancora non abbiamo avuto occasione di conoscere.\nResta aggiornato seguendo www.facebook.com/amicizapatisti\n\nAmici Zapatisti e Collettivo Lisierte
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SUMMARY:Torino: Afganistan. Il grande gioco: orizzonti geopolitici tra oppio\, terre rare e violenza patriarcale
DESCRIPTION:Afganistan. Il grande gioco: orizzonti geopolitici tra oppio\, terre rare e violenza patriarcale\nore 18 ai Giardini (ir)Reali (se piove o minaccia pioggia) si fa a Porta Palazzo alla Tettoia dei Contadini \nContatti: \nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni mercoledì dalle 17\,30 (da mercoledì 22 settembre le riunioni si fanno alle 20\,30)\nContatti: fai_torino@autistici.org – @senzafrontiere.to/ \nWild C.A.T. Collettivo Anarco-Femminista Torinese\ncorso Palermo 46 – @Wild.C.A.T.anarcofem \nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail \nscrivi a: anarres@inventati.org \nwww.anarresinfo.org \nfb: @anarresinfo
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SUMMARY:Torino: Giornata di solidarietà con le donne afgane in lotta
DESCRIPTION:Giornata di solidarietà con le donne afgane in lotta \nContatti: \nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni mercoledì dalle 17\,30 (da mercoledì 22 settembre le riunioni si fanno alle 20\,30)\nContatti: fai_torino@autistici.org – @senzafrontiere.to/ \nWild C.A.T. Collettivo Anarco-Femminista Torinese\ncorso Palermo 46 – @Wild.C.A.T.anarcofem \nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail \nscrivi a: anarres@inventati.org \nwww.anarresinfo.org \nfb: @anarresinfo
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SUMMARY:Carrara: Commemorazione Vittime del Fascismo
DESCRIPTION:Sabato 25 Settembre alle ore 15:30\, avrà luogo presso il monumento in memoria delle “Vittime del Fascismo” nel Parco Puccinelli la posa di una corona di fiori da parte della FIAP (Federazione Italiana Associazioni Partigiane) e del Gruppo Germinal FAI di Carrara.\nTutti sono invitati a partecipare.\n\nGruppo Anarchico Germinal FAI Carrara
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SUMMARY:Imola: presentazione del libro "La Q di Qomplotto - Qanon e dintorni: Come le fantasie di complotto difendono il sistema"
DESCRIPTION:Sabato 25 settembre alle ore 17 a Imola in via F.lli Bandiera 19\, nel cortile del “Complesso dell’Annunziata”\, Wu Ming 1 presenterà il suo ultimo libro “La Q di Qomplotto – Qanon e dintorni: Come le fantasie di complotto difendono il sistema” pubblicato da Edizioni Alegre a marzo del 2021. L’evento si terrà all’aperto ed è organizzato da Archivio Storico della Federazione Anarchica Italiana e Assemblea degli Anarchici Imolesi.\n\n\nNel 2020 grazie all’emergenza pandemia QAnon si espande in modo tumultuoso e sembra avere un lungo avvenire\, ma a novembre la sconfitta di Trump lo mette in crisi. Durante l’assalto al Campidoglio\, il 6 gennaio 2021\, sventolano bandiere e cartelli con la Q\, e sembra una prova di forza\, la scintilla che accenderà la guerra civile… Invece è un fuoco fatuo. Eppure qualcosa è cambiato. Comincia una nuova fase. La storia di QAnon era solo un prologo.\nCom’è stato possibile? Cosa ha permesso a QAnon di nascere e ingrandirsi? Quali bisogni ha intercettato?\n \nTenendo insieme reportage e dialogo filosofico\, analisi critica e racconto onirico\, autobiografia e pastiche letterario\, Wu Ming 1 racconta la parabola di QAnon\, sgombra il campo da concetti inutili o dannosi e riflette sul ruolo delle fantasie di complotto nelle nostre società. Soprattutto\, sequenzia il genoma di QAnon\, isolando nella sua narrazione leggende d’odio vecchie di secoli.\nUna storia di mutazioni e confluenze che a un certo punto coinvolse gli stessi Wu Ming\, quando ancora non si chiamavano così ed erano intenti a scrivere un romanzo intitolato… Q.
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SUMMARY:Livorno: Quarta edizione del festival del libro e dell'editoria indipendente
DESCRIPTION: La crisi economica che stiamo vivendo ha reso i conflitti sociali e le disuguaglianze di questo sistema capitalista e liberista sempre più marcati. Crisi del lavoro\, crisi ambientale\, crisi migratorie\, salute pubblica smantellata e sentimenti nazionalisti sempre più forti. Questi sono alcuni degli argomenti che affronteremo durante la quarta edizione del Festival del Libro e dell’Editoria Indipendente il 25 e il 26 settembre. Due giorni in cui ci confronteremo su temi e idee cercando di immaginare un altro mondo e una società radicalmente diversa rispetto a quella in cui viviamo.\n\nAll’Ex Caserma occupata\n\nProgramma\n Sabato 25 \nOre 17 – Apertura festival\n Ore 17 e 30 – Presentazione “Dalla Grecia alla rotta balcanica\, esperienza di solidarietà tra e con migranti”\nIntervengono:\n– Giacomo Sini\, giornalista e fotoreporter\, membro del collettivo anarchico libertario.\n– Dario Antonelli\, giornalista e membro del collettivo anarchico libertario.\n– Introduzione a cura del collettivo Ex Caserma Occupata.\n Ore 19 – Presentazione “E allora le Foibe?” di Eric Gobetti\, editore Laterza\nIntervengono:\n– Eric Gobetti\, autore e storico.\n– Alessandro Colombini\, storico.\n– Introduzione a cura del collettivo Ex Caserma Occupata.\n Dalle ore 20 e 30 Pizzata benefit\n Ore 22 Musica Live con Villasound e Barre a 360 + WOS\n\n Domenica 26 \n Ore 17 – Apertura\nOre 18 e 30 – Presentazione”Il bisturi e la spada – La storia di Norman Bethune” di Sidney Gordon e Ted Allan\, editore Red Star Press\nIntervengono:\n– Cristiano Armati\, giornalista e fondatore di Red Star Press.\n-Daniele Marella\, associazione Italia-Cuba\n– Introduzione a cura del collettivo Ex Caserma Occupata.\n Dalle ore 20 Cena benefit\n Ore 21 e 30 Presentazione e proiezione documentario “La pancia verde – Auto organizzarsi in tempi di emergenza”\nIntervengono:\n– Ferdinando Amato\, regista.\n– Giulia Tonelli.\n– Introduzione a cura del collettivo Ex Caserma Occupata.\n\n Case editrici presenti:\nEris\nLemilieu\nMimesis\nMeltemi\nJouvence\nRed Star Press\nZero in condotta\nPgreco\nEffequ\nAgenzia X\nAlegre\nRosemberg&Sellier\nEleuthera\n\n All’interno del festival saranno anche presenti banchetti espositivi e informativi di:\n– Militanza grafica\n– La zecca tigre\n– Ippoasi\n– ZeroZen\n– Collettivo Anarchico Libertario\nE altro ancora..\nVi aspettiamo sabato 25 e domenica 26 a partire dalle 17!\n***Programma in aggiornamento***
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SUMMARY:Milano: aperitivo astensionista
DESCRIPTION:APERITIVO ASTENSIONISTA\nChiacchiere anarchiche e musica diffusa\n(sottoscrizione libera a favore dell’Ateneo Libertario)\nPresso Ateneo Libertario\nViale Monza 255\nMM1 fermata Precotto\nAteneo Libertario è uno spazio autogestito dove la sicurezza è nelle mani di tutti/e.\nAbbi cura di te e dell’altro.\nPorta la mascherina\, igienizzati e rispetta il distanziamento fisico.
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