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SUMMARY:Milano: 53° anniversario dell'omicidio di Pinelli e della Strage di Stato
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SUMMARY:Livorno: PRESIDIO di fronte alla Cheddite - STOP all'invio di armi in Iran
DESCRIPTION:PROIETTILI LIVORNESI SPARATI SUI MANIFESTANTI IN IRAN!\nBASTA INVIO D’ARMI ALLA TEOCRAZIA IRANIANA E AI REGIMI AUTORITARI E MILITARISTI!\nSOLIDARIETÀ CON CHI SI RIVOLTA IN IRAN! STOP AL COMMERCIO DI ARMAMENTI!\nLIVORNO SIA CITTÀ DI PACE\, NON COMPLICE DI TEOCRAZIE E IMPERIALISMI\nÈ notizia di qualche giorno fa: la polizia in Iran spara sui manifestanti con proiettili prodotti qui. Nella capitale dell’Iran\, a Teheran\, e in molte delle principali città\, sono state rinvenute\, dopo che la polizia era intervenuta sparando con i fucili sui manifestanti\, cartucce recanti il marchio 12*12*12*12* utilizzato solo dall’azienda Cheddite.\nLa Cheddite è un’azienda italofrancese con sede a Livorno che produce cartucce per armi leggere. Non è la prima volta che le cartucce Cheddite sono utilizzate nelle strade sui manifestanti\, ne era già stato denunciato il diffuso impiego l’anno scorso da parte del regime militare birmano. Dal 2014 risulta registrata al Registro del Ministero della Difesa per le imprese esportatrici di armamenti ai sensi della Legge 185/90. In quanto produttrice di proiettili leggeri e da caccia le esportazioni della Cheddite possono essere sottoposte a controlli meno rigorosi rispetto alle armi da guerra\, in base alla legge 110/75. Tuttavia la vendita di armi anche leggere all’Iran è illegale dal momento che già dal 2011 il paese è sottoposto all’embargo totale della vendita di ogni tipo di arma utilizzabile per la repressione delle proteste di piazza.\nL’ipotesi più probabile è che queste armi siano state vendute all’impresa turca Zsr Patlayici Sanayi A.S. e che in seguito questa abbia “triangolato” verso l’Iran. Un passaggio simile pare essersi verificato già nel 2021 verso la Birmania. Dal 2011 l’Italia ha esportato 85\,8 milioni di euro di cartucce alla Turchia\, che a sua volta nello stesso periodo ha esportato 7\,06 milioni di euro di cartucce all’Iran. (Fonte: Domani del 30 novembre 2022).\nSiamo pienamente solidali con la rivolta in Iran contro il Governo religioso di Raisi. È il protagonismo delle classi sfruttate e oppresse\, dei giovani\, delle donne\, che sta aprendo percorsi di liberazione e possibilità rivoluzionarie nella regione\, mentre le sanzioni del Governo USA hanno contribuito a fortificare la parte più reazionaria della società e della politica iraniana\, colpendo le classi popolari e le fasce più fragili della popolazione.\nVogliamo chiarezza su questa vendita di armi\, punta dell’iceberg di un export di armi diretto verso fulgide democrazie come l’Egitto\, la Turchia o l’Arabia Saudita\, che è proseguito senza variazioni sensibili tanto durante i Governi Conte\, quanto durante il Governo Draghi e l’attuale Governo Meloni. L’impunità di cui gode la lobby degli armaioli italiani è arrivata al punto tale che Guido Crosetto\, ex presidente dell’Aiad\, la Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio\, la Difesa e la Sicurezza affiliata a Confindustria\, è ora Ministro della Difesa del Governo Meloni.\nLa città di Livorno\, dove oltre alla Cheddite ha sede la Leonardo-Finmeccanica\, importante porto di transito internazionale\, a due passi dalla base militare americana di Camp Darby\, non vuole essere un luogo di produzione e transito di strumenti di morte e repressione.\nPRETENDIAMO L’IMMEDIATO STOP DELLE ESPORTAZIONI DELLA CHEDDITE VERSO LA TURCHIA\nSTOP ALL’ESPORTAZIONE DI ARMI VERSO LA TURCHIA E GLI ALTRI PAESI AUTORITARI E/O IN GUERRA\, COME PREVISTO DALLA LEGGE 185/90\nNON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DI GUERRA E REPRESSIONE! COSTRUIAMO PACE\, DISARMO E SOLIDARIETÀ!\nGIOVEDÌ 15 DICEMBRE H 12 PRESIDIO DAVANTI ALLA CHEDDITE\nCoordinamento livornese per il ritiro delle missioni militari
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SUMMARY:Palermo: fuori Alfredo dal 41bis
DESCRIPTION:PRESIDIO IN SOLIDARIETA’ CON ALFREDO COSPITO IN SCIOPERO DELLA FAME CONTRO IL 41BIS\nFUORI ALFREDO DAL 41BIS\nSTRAGISTA E’ LO STATO\n\nai Quattro canti\n\nI compagni anarchici Alfredo Cospito ed Anna Beniamino\, detenuti in carcere\, sono accusati di essere responsabili dell’esplosione di due ordigni a basso potenziale davanti alla scuola allievi dei carabinieri di Fossano\, esplosione che non ha provocato nessun morto o ferito. Per Alfredo è stata richiesta per la prima volta nella storia la condanna per strage politica all’ergastolo ostativo (fine pena: mai): lo stesso stato che l’8 marzo 2020 ha ucciso 13 detenuti nel carcere Sant’Anna di Modena\, che dal 2014 annega in media dieci migranti al giorno trasformando il mediterraneo in un enorme cimitero a cielo aperto o che copre e salva i responsabili delle stragi della Thyssenkrupp o di Viareggio\, ora vuole rinchiudere per sempre un compagno in carcere affibbiandogli l’infamante etichetta di “stragista”.\nCome se non bastasse Alfredo\, “colpevole” di continuare ad esprimere dal carcere le proprie opinioni e partecipare al dibattito politico della propria area\, dal maggio di quest’anno è stato sottoposto al regime carcerario del 41bis: una vera e propria forma di tortura bianca in cui il detenuto passa 23 ore su 24 nella propria cella e accede all’ora d’aria in un riquadro di cemento coperto da una rete metallica; i colloqui possono essere solo uno al mese con la presenza di un vetro separatore\, la corrispondenza è censurata e si ha la possibilità di leggere solo libri provenienti dalla biblioteca del carcere. Questo ordinamento penitenziario nasce come reazione alla cosiddetta “emergenza” mafia (un fenomeno che di emergenziale ha poco ma che in realtà rappresenta un dato strutturale del capitalismo meridionale) ma dai primi anni del 2000 è stato ampliato anche ai detenuti politici\, aprendo le proprie porte nel 2005 per quattro militanti delle BR-PCC di cui una si è tolta la vita.\nContro tale ordinamento penitenziario e contro l’ergastolo ostativo\, il 20 ottobre Alfredo ha iniziato uno sciopero della fame ad oltranza ed è stato seguito da Anna\, per cui sono stati richiesti 29 anni di carcere\, e da altri compagni detenuti dentro e fuori l’Italia\, con lo scopo di rendere tutto il mondo cosciente di quelli che lo stesso Alfredo ha definito “due abomini repressivi”.\nQuando il 12 dicembre 1969 esplose una bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura a Piazza Fontana a Milano\, causando diciassette morti e oltre ottanta feriti\, bomba messa dai fascisti coperti e coordinati dallo stato\, inquirenti e giornalisti si premurarono immediatamente di seguire la pista anarchica cercando di delegittimare e indebolire le lotte operaie e studentesche che in quel periodo infiammavano il paese. Come nel 1969 dalla repressione anti-anarchica si passò a una repressione di chiunque si ponesse in contrapposizione con gli interessi e i piani di stato e padroni\, così crediamo che questa vicenda sia solo l’inizio di una svolta repressiva che vediamo già in atto. Tra i tanti esempi ricordiamo solo che nell’ultimo periodo sono stati arrestati quattro studenti medi torinesi per le proteste contro l’alternanza scuola lavoro\, oppure che è iniziata una indagine per associazione a delinquere contro i sindacati di base piacentini che portano avanti da anni una importante lotta nel comparto della logistica. La lotta di Alfredo non è dunque qualcosa che riguarda unicamente lui o la galassia anarchica\, ma la libertà di tutte e di tutti.\nDalle piazze\, alle carceri\, dal mediterraneo fino ai luoghi di lavoro\, stragisti sono stato e padroni.\nSolidali con Alfredo e gli/le altri/e compagni/e in sciopero della fame\nTutte e tutti libere/i\n\nCompagne e compagni contro la repressione
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SUMMARY:Roma: Strategia della tensione - da Piazza Fontana ad oggi
DESCRIPTION:12 Dicembre 1969\, 53 anni: la madre di tutte le Stragi di Stato! Cinque bombe massacrarono 17 esseri umani e ne ferirono 120\, persone di questa nazione scelte come vittime sacrificali in nome della democrazia rappresentativa\, di un ordine sociale fondato sul predominio della classe capitalista.\nOggi la memoria è ancor più limpida; il ricordo è fondamentale per costruire una corretta risposta di classe che parti dalla conoscenza e coscienza dell’abominio organizzato da questo Stato e i suoi alleati\, USA in testa\, per massacrare con lo Stato italiano la dignità conquistata da un popolo in rivolta.\nIeri si organizzavano ed eseguivano stragi per eliminarci in quanto anarchici\, da sempre spina nel fianco di ogni governo dittatoriale\, oggi si inventano leggi per condannare per stragi inesistenti ma sempre con lo stesso fine: l’eliminazione fisica e totale di noi e delle nostre idee!\nNon ci riusciranno mai! Viva l’Anarchia
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SUMMARY:Bologna: Cinespaccio "Nothing to hide"
DESCRIPTION:Venerdì 16/12 – CineSpaccio al circolo berneri\n– dalle ore 18.30 Aperitivo con birre di Fermenti Sociali\, vini naturali e autoproduzioni del GIAZ (Gruppo Informale di Acquisto Zapatista)\n– dalle ore 20.30 Proiezione di NOTHING TO HIDE (regia Marc Meillassoux\, 2017)\n“Perché è sbagliato credere di non avere nulla da nascondere online\nIl documentario ‘Nothing to Hide’ ci sbatte letteralmente in faccia gli effetti e le conseguenze della sorveglianza sui singoli cittadini”\nhttps://mastodon.bida.im/@spacciopopolareautogestito
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SUMMARY:Torino: cena antinatalizia
DESCRIPTION:in corso Palermo 46\nCibo vegano\, buon vino\, esposizione spettacolare del nostrro pres-empio: porta la tua statuetta che lo costruiamo insieme\nDa ciascuno come può\, più che può…\nBenefit lotte antimilitariste \nContatti:\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 21\nContatti: fai_torino@autistici.org – @senzafrontiere.to/ \nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail \nscrivi a: anarres@inventati.org \nwww.anarresinfo.org\n\n\n\n____________________
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SUMMARY:Livorno: Chiudere il 41bis\, libertà per tuttx
DESCRIPTION:CHIUDERE IL 41BIS\n\nLIBERTÀ PER TUTTX\n\n\n\nSolidarietà con Alfredo\, Anna\, Juan e Ivan\n\nVENERDÌ 16 DICEMBRE\n\nPRESSO LA FAL\n\nIn Via degli Asili 33\, Livorno\n\nOre 20 cena aperitivo\n\nOre 21 dibattito\n\nInterverrà l’avvocato Sauro Poli de foro di Firenze\, tra i promotori dell’appello contro la deriva repressiva antianarchica\n\nFederazione Anarchica Livornese\n\nCollettivo Anarchico Libertario
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SUMMARY:Monfalcone: dittico del bar B.
DESCRIPTION:DITTICO DEL BAR B. \n\n\nCaffè Esperanto via terenziana 22\n\nBizjiakistan: periferia della periferia\, enclave di una exclave\, ultima stazione alla fine di un binario morto. Del Bizjiakistan\, il Bar B. è stato per decenni il simbolo indiscusso: disagi\, drammi del vivere\, biceri e problemi tipici di un posto in cui anche se sei messo male\, c’è sempre qualcuno messo peggio di te.\nDa “Gente del Bizjiakistan”\, libro di prossima pubblicazione del misteriosissimo Arthur Morgenstein\, esponente della corrente letteraria del disastrismo estetico e destinato a un futuro sotterraneo come J.D. Salinger\, B. Traven e T. Pynchon\, l’attore Giulio Morgan trae linfa per una coinvolgente coppia di letture che illustra\, senza tema di pericolo\, alcune storie del cuore del nostro piccolo territorio
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SUMMARY:Bergamo: Anarchist bookfair 23ima edizione
DESCRIPTION:Presso il circolo ARCI “Al Bafo” p.za – Bolognini a Seriate\nProgramma:\nSabato 17 dicembre\nore 15\,00 apertura esposizione editoria libertaria\nore 16\,00 presentazione de:\n“Il Fiore meraviglioso”\na cura del circolo ANPI di Ispra (VB)\nore 18\,00 presentazione del libro:\n“Ombre dal Futuro-Viaggio nella letteratura distopica”\ndi Marco Sommariva. Interverrà l’autore.\nore 20\,30 momento conviviale\nDomenica 18 dicembre\nore 11\,00 apertura esposizione editoria libertaria\nore 13\,00 momento conviviale\nore 15\,00 dialogo con Marco Pandin delle edizioni “stella*nera”\,\nsull’opera scritta+CD:\n“Duemila papaveri rossi”\nrelativa al cantautore Fabrizio de André. \norganizza\nSpazio Anarchico Underground Bergamo\nhttps://underground.noblogs.org/ mail:underground@inventati.org
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SUMMARY:Massenzatico: gnoccata sociale
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SUMMARY:Trieste: torna la cena di fine anno del Germinal!
DESCRIPTION:Dopo due anni di forzata assenza torna l’imperdibile cena di fine anno di autofinanziamento…come sempre cibo (con un occhio di riguardo per vegetarian* e vegan*) & bevande a profusione. \nCome sempre la serata segue il motto porta ciò che vorresti trovare! \nin via del bosco 52 \nGruppo Anarchico Germinal
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SUMMARY:Roma: ricordando Pinelli e la strage di stato
DESCRIPTION:In occasione del 53esimo anniversario della strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969 vogliamo ritrovarci e ricordare Giuseppe Pinelli (Pino)\, la sua vita e le sue lotte. Domenica 18 dicembre\, a partire dalle ore 12.30\, ci incontreremo per un pranzo\, a sottoscrizione libera\, allo Spazio Anarchico 19 luglio in via Rocco da Cesinale 18 – metro B garbatella. Alle ore 17:00 verrà proiettato il film di animazione/documentario Pino – Vita accidentale di un anarchico\, 2019\, regia di Claudia Cipriani e Niccolò Volpati. Durante la giornata saranno diffuse copie dei libri “Il ferroviere di S. Siro. Giuseppe Pinelli e la ripresa dell’Unione Sindacale Italiana a Milano” e “Crocenera Anarchica” a cura di F. Schirone\, 2019. Le due opere raccolgono una serie di documenti originali pubblicati dagli anarchici nei mesi precedenti e successivi alla strage di piazza Fontana. In particolare documentano l’attività sindacale di Pinelli e l’analisi politica sulla strategia della tensione\, già all’epoca ravvisata e denunciata e i 7 numeri ciclostilati da luglio 1969 al giugno 1970 di Crocenera Anarchica pubblicazione fortemente voluta da Pinelli per far conoscere all’opinione pubblica la repressione e la caccia agli anarchici che lo stato e la manovalanza fascista stavano scatenando in quella fase che culminerà con la strage di piazza Fontana. \nPer l’occasione inaugureremo la messa in posa di un albero. \nCi porteranno i saluti Claudia Pinelli\, Enrico Moroni e Franco Schirone. \nGruppo Anarchico C.Cafiero FAIRoma\nUsi Cit Roma Pinelli \ncafierofairoma.wordpress.com\nusicit.org
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SUMMARY:Torino: Nel centenario della strage di Torino Ricordo\, fiori\, musica…
DESCRIPTION:Domenica 18 dicembreNel centenario della strage di Torino\nRicordo\, fiori\, musica…\nore 15\,30\nalla lapide di piazza XVIII dicembre\nPer ricordare Pietro Ferrero e gli altri sindacalisti\, anarchici\, socialisti\, comunisti massacrati dai fascisti. \nLa strage di Torino\nEra il 18 dicembre del 1922. La Camera del lavoro era in Corso Siccardi\, in pieno centro: in quel luogo\, costruito con il loro contributo decisivo\, gli operai della città si erano organizzati per prendere saldamente tra le mani il sogno concreto di una società senza sfruttati né sfruttatori. Era un simbolo del biennio rosso\, dell’occupazione delle fabbriche\, quando la classe operaia torinese\, reduce dalla guerra\, dalla fame\, dalla militarizzazione della vita quotidiana\, aveva deciso di fare la rivoluzione.\nDue anni prima\, il 1° settembre 1920\, alle prime luci dell’alba tredicimila operai occupano la Fiat Centro. Un altro stabilimento Fiat di prima importanza\, le Ferriere\, vera roccaforte anarchica tra le industrie cittadine\, viene preso nello stesso momento\, insieme a decine di impianti della stessa azienda e di altri proprietari. In pochi giorni vengono occupate ed autogestite tutte le fabbriche torinesi. All’interno si lavora\, per dimostrare con i fatti che tutto funziona senza padroni\, si fanno turni di guardia armati per impedire l’ingresso della polizia\, i cui attacchi vengono respinti.\nPiero Gobetti la definirà “la prova del fuoco della maturità degli operai torinesi»\, “il primo atto pratico della rivoluzione sociale”\, scriveva Malatesta.\nPietro Ferrero\, l’anarchico segretario della Fiom\, in comizio di quello stesso giorno sostiene l’occupazione degli stabilimenti e l’autogestione operaia dei Consigli contro l’orientamento della Fiom nazionale e della Cgl rette dai socialisti riformisti.\nDieci giorni dopo il movimento si era esteso ad altre città e ad altri settori produttivi ed aveva organizzato l’autodifesa.\nMa a Milano la dirigenza Cgl e del PSI decretano la fine dell’occupazione.\nQuando gli operai in armi uscirono dalle fabbriche riconsegnandole ai padroni\, Errico Malatesta\, parlandone con Pietro Ferrero\, disse che i padroni l’avrebbero fatta pagare cara a chi li aveva fatti tremare. \nNel dicembre del 1922\, non erano passati nemmeno due mesi dalla marcia su Roma\, i fascisti erano pronti a presentare il conto alla classe operaia di Torino.\nDalla fine di ottobre Mussolini è già di fatto al potere. Il 16 novembre ottiene la fiducia alla Camera dei deputati\, accentrando nelle sue mani i ministeri degli Interni e degli Esteri. Aveva subito ricevuto le vive congratulazioni di Agnelli\, ormai prossimo alla nomina a senatore del Regno\, il cui più stretto collaboratore\, il direttore generale e membro del Cda della Fiat Giuseppe Broglia\, si era iscritto al Fascio di Torino prima della Marcia\, divenendone il segretario amministrativo.\nMa Torino\, nonostante i continui attacchi a compagn* e sedi\, non era ancora sotto controllo fascista.\nDomenica 17 dicembre\, capeggiate dal federale Brandimarte\, calano sulla città centurie squadriste da tutto il Piemonte\, dall’Emilia e da altre province del Nord. Un tranviere comunista\, Francesco Prato\, risponde al fuoco di due fascisti\, uccidendoli. È il pretesto per scatenare l’attacco.\nLa città dei consigli operai\, la città dell’occupazione delle fabbriche\, la città che ha fatto paura alla borghesia deve pagare. Le liste di proscrizione sono pronte da un pezzo\, fornite dagli industriali e dalla Questura. Gli operai comunisti\, socialisti\, anarchici e sindacalisti che più si sono spesi per la causa proletaria e la rivoluzione devono ricevere una punizione esemplare\, definitiva.\nLa mattina del 18 dicembre tremila squadristi dilagarono per la città.\nUna cinquantina di camicie nere fece irruzione nella Camera di Lavoro. Inizia così “La strage di Torino”.\nLa caccia all’uomo è strada per strada\, casa per casa.\nI fascisti pestano a morte\, seviziano\, uccidono a colpi d’arma fuoco decine di sindacalisti\, anarchici\, comunisti e socialisti. Alcuni vengono trascinati fuori dalle loro abitazioni\, altri massacrati al lavoro o in strada.\nLa Camera del lavoro\, con l’annessa sede di Uap e Uat e dei gruppi anarchici “Centro” e “Volontà”\, violata dalla coorte “Randaccio” e dalle squadre “Battisti”\, “Pini” e “Toti”\, è per l’ennesima volta\, l’ultima\, assaltata e incendiata. Qui Pietro Ferrero viene riconosciuto e pestato a sangue\, quindi legato ad uno dei camion dei sicari della borghesia e così trascinato lungo tutto corso Galileo Ferraris.\nIl suo corpo straziato è abbandonato in Largo Vittorio Emanuele II\, ai piedi del monumento al Gran Re\, omaggio del fascismo trionfante alla ben grata monarchia.\nIl suo corpo viene trovato da un passante. Il suo volto è completamente sfigurato per le sevizie subite: viene riconosciuto solo dalla tessera della Croce Verde\, la numero 987. Ferrero oltre che sindacalista era stato attivo nell’Unione Anarchica Italiana e nella scuola Ferrer\, una scuola per adulti\, dove lavorator* spesso semianalfabeti\, si assiepavano dopo lunghe giornate di lavoro\, per appropriarsi di quel sapere che era stato loro negato.\nIl bilancio della strage è di 11 morti e decine di feriti.\nLa Camera del Lavoro e una sessantina di sedi e circoli anarchici e socialisti erano stati dati alle fiamme.\nQuello stesso tragico giorno la burocrazia riformista della Fiom nazionale decide di radiare e sciogliere la sezione metallurgica torinese\, guidata sulla linea rivoluzionaria da Ferrero e dagli anarchici con i comunisti.\nGli stessi che avevano affossato la spinta rivoluzionaria del Biennio Rosso\, mettono una pietra tombale sulla fossa scavata dai fascisti. \nAi funerali di Ferrero\, il 20 dicembre\, ci saranno una ventina di persone.\nGli operai della città si erano fatti sfuggire il sogno dalle mani. Dopo il buio della guerra\, cala la notte della dittatura.\nMa. Tenaci e clandestini continueranno ad operare durante tutto il ventennio tre gruppi anarchici\, quello di Campidoglio\, quello di Barriera di Nizza e quello di Barriera di Milano. Saranno in prima fila nella Resistenza e nell’insurrezione della città. \nNel dopoguerra\, Brandimarte\, scampata la galera grazie all’amnistia di Togliatti\, morirà nel suo letto e verrà sepolto con gli onori militari dall’esercito della Repubblica “nata dalla Resistenza”. \nMa gli anarchici non dimenticano.\nLa memoria di chi ha lottato ieri vive nelle lotte di oggi.\nFermare la marea della destra violenta ed autoritaria dipende dalla forza dei movimenti\, dalla capacità di tenere saldamente nelle mani la prospettiva di un tempo senza oppressi né oppressori. \nwww.anarresinfo.org\n\n\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 21\nContatti: fai_torino@autistici.org – @senzafrontiere.to/\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org
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SUMMARY:Bologna: Serata Anticlericale e concerto di Alessio Lega
DESCRIPTION:Domenica 18/12 – Serata Anticlericale al circolo anarchico berneri\n– dalle ore 19 – Inaugurazione Laboratorio di Serigrafia a cura del Collettivo Artistico FANKAOS con mostra e aperitivo anticlericale\n– dalle ore 20.30 – Concerto\nALESSIO LEGA (chitarra e voce)\nFRANCESCA BACCOLINI (contrabbasso)\nGUIDO BALDONI (fisarmonica)
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SUMMARY:Bologna: Cena anticlericale di autofinanziamento
DESCRIPTION:Lunedì 19/12\ndalle ore 20 – Cena anticlericale di autofinanziamento al circolo anarchico berneri
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SUMMARY:Roma: ciclo CineDICE proiezione "Makongo"
DESCRIPTION:Per il nuovo ciclo CineDICE 3PER7 mercoledì 7 dicembre alle 19:00 proietteremo “I figli della violenza” L. Buñuel (1950)  a Via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale). \nChiudiamo i nostri cineforum del mercoledì del 2022 con tre film che tornano a parlare di infanzia\, marginalità\, lotta. Un viaggio attraverso tre epoche e tre continenti\, tra neorealismo\, surrealismo\, cinema verità. \n\nIl 21 dicembre “Makongo”\, del 2020\, é il film di esordio del regista della Repubblica Centrafricana Elvis Sabin Ngaïbino. I makongo sono i bruchi commestibili che\, raccolti nella foresta\, permettono ai pigmei Aka di racimolare qualche soldo per far continuare a far studiare i ragazzi della loro comunità\, perennemente in bilico tra i valori ancestrali di una vita tutt’uno con una natura niente affatto idealizzata\, anzi spesso aspra e crudele\, sebbene generosa fonte di meraviglia\, e la contemporaneità fatta di discriminazione\, emarginazione\, perdita di senso. In questo contesto estremo anche la lotta all’analfabetismo è un atto di lotta per la libertà e la sopravvivenza. \nA fine proiezione sarà possibile aprire un dibattito \nLe proiezioni cominceranno alle ore 19:00 \nProgrammazione : \n7 Dicembre      I FIGLI DELLA VIOLENZA (1950) di   L.BUNUEL \n14 Dicembre    CHIEDO ASILO (1979) di    M.FERRERI \n21 Dicembre    MAKONGO    ( 2020)  di    E.S. NGAIBINO \nVia Vettor Fausto 3 (Metro Roma B – Garbatella) \nGruppo anarchico M.Bakunin\nF.A.I. ROMA E LAZIO\ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Reggio Emilia: Natale dell'utopista
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SUMMARY:Roma: Poesia...sogno d'Anarchia!
DESCRIPTION:“Date fiori ai ribelli caduti con lo sguardo rivolto all’aurora\, al gagliardo che lotta e lavora\, al veggente poeta che muor!” così si conclude l’inno del primo maggio\, uno dei tanti testi scritti del poeta anarchico Pietro Gori\, poi messi in musica.\nCome lui sono tantissim* le/i compà che hanno trovato e tuttora trovano anche nella poesia uno strumento per raccontare il loro modo di vivere l’anarchia: una fonte segreta inesauribile di creatività\, sorgente limpida che libera le sue acque impetuose e preziose nel fiume straordinario e vitale dell’ideale. L’arte delle parole usata come urla di dolore\, come spasmo di esultanza o come ruggito di rivolta e di forza interiore che annienta ostacoli e spiana strade bloccate da troppo tempo.\nLa poesia\, a volte\, è diventata per molt* compà persino uno stile di vita terribile e meraviglioso insieme\, folle e libero come l’aria al di là e al di fuori di ogni logica formale. Così la poesia diventa un sogno d’anarchia\, di libertà ritrovata o da conquistare\, diventa incontro cruciale con chi legge e si sofferma sul percorso dell’esistenza del poeta\, ciò che lo sollecita ad ascoltare il richiamo della poesia e\, in seguito\, lo inoltra nel mondo rielaborato dalla coscienza di classe.\nE’ anche per questo che venerdì 23 dicembre 2022\, dalle ore 19\npresso la nostra sede sita in via Vettor Fausto 3 – 00154 Roma\,\nvi invitiamo a partecipare alla nostra iniziativa\, dove leggeremo e analizzeremo le poesie scritte da divers* compà in diverse epoche storiche.\nGruppo anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma&Lazio\ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Monfalcone: Bicchierata antinatalizia
DESCRIPTION:Venerdì dalle ore 20.30 al Caffè Esperanto in via terenziana 22\n Consueto appuntamento a ridosso delle festività natalizie\nMusica\, biceri\, maleducazione e oltraggi alla religione non possono mancare: oltretutto è beverdì…
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SUMMARY:Alessandria: SidseVata\, concerto per Sid
DESCRIPTION:Il 10 maggio 2020 è mancato\, a causa di una malattia congenita\, il nostro compagno Sid.\nPer gli amici e per quasi tutti i compagni era semplicemente Sid\, alcuni non conoscevano neanche il nome che gli avevano dato i genitori. Quel soprannome è già l’immagine di chi era Sid\, risale a quando\, giovanissimo\, iniziò a frequentare il Forte Guercio\, un posto Occupato dagli anarchici di Alessandria. Al Forte Guercio si ascoltava certa musica\, si parlava di autogestione e libertà. Questo però non deve trarre in inganno\, Sid non è stato un militante vecchia maniera\, non faceva “politica” per una causa astratta\, era libero nella vita e nel cuore\, in Italia o in Francia\, dove ha vissuto per un breve periodo\, ad Alessandria come a Torino ed ovunque è andato. Tecnico del suono\, fotografo\, writer\, grafico\, elettricista ma anche meccanico\, muratore e qualunque altra cosa era necessario o semplicemente gli piaceva fare\, una vita anarchica con il cuore e con il corpo. Anima attiva e creativa delle occupazioni di Alessandria\, Forte Guercio e PerlaNera. Ricordarlo con una festa è ricordarlo come viveva\, Sid era una persona solare e non sopportava la triste commemorazione\, per questo lo ricorderemo con musica ed amici.\nIl ricavato sella serata verrà versato sul conto aperto per suo figlio\, il piccolo Enea.\nPer Sid\, saliranno sul palco\nJilted – crust hc https://jilted.bandcamp.com/\nDrunkards – Thrash punk’n’roll\nhttps://drunkards.bandcamp.com/\nSuicideforce – powerviolence\nhttps://triangleinfernalrecords.bandcamp.com/…/suicidef…\nLa Signora DJ Set – solo grandi successi del passato\n\nLaboratorio anarchico perlanera\nv.vecellio 2
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SUMMARY:Jesi: grigliata anticlericale
DESCRIPTION:Cena sociale al Centro Studi Libertari L.Fabbri\, Jesi\n________/per una vigilia anticlericale\________\nsocialità\, baldoria e vociate anticlericali che da\nsempre organizzano quelle canaglie dell’anarchici\ndi Jesi …perchè se c’è una cosa che gli viene bene\nsono proprio le cene.\n________________-Menù-________________\n– cibo vegano\n– grigliata di carne alla brace e contorni\n– dolci vari\n___________:| Invito aperto a tutti |:___________\nPer mangiare con noi facci sapere che ci sei:\nscrivici a cslfabbri@gmail.com specificando se veg
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SUMMARY:Terni: iniziativa per la liberazione di Cospito dal 41 bis e contro carcere duro e ergastolo ostativo
DESCRIPTION:Mentre in molte case si preparano sontuosi cenoni\, \nAlfredo Cospito\,  \ndal 20 ottobre in sciopero della fame \nper protestare contro il regime di carcere duro che subisce\, \nè a un soffio dalla morte. \nMercoledì 29 dicembre\, dalle h. 18 in poi\, diverse persone e realtà associative si incontreranno presso il Cento Sociale Autogestito Cimarelli di Terni per esprimere pubblicamente la propria solidarietà alla richiesta di immediata liberazione di Alfredo dal 41 bis\, per informare chi non ne sia al corrente di questo ennesimo caso di sadismo giudiziario\, per ribadire che il 41 bis e l’ergastolo ostativo vanno aboliti! \nL’incontro è naturalmente aperto a chiunque voglia partecipare
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SUMMARY:Modena: Corteo Notturno Contro la Guerra
DESCRIPTION:Sabato 31 passalo con Libera: \ndalle 21 Cena di Autofinanziamento\, 10 euro PRENOTA a seguire come già molte volte lo Spazio Sociale Libera il 31 dicembre organizza un Corteo Notturno.\nPartenza ore 23 dall’incrocio tra Bono da Nonantola e Viale Berengario a Modena\, Contro la Guerra\, contro gli eserciti e le Fabbriche di Armi un solo grido Antimilitarismo\, alla fine alle ore 1 del primo gennaio si torna allo Spazio della Libera Officina
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SUMMARY:Carrara: La befana anarchica
DESCRIPTION:in Piazza Del Duomo a Cararara\nIl Gruppo Anarchico Germinal Carrara FAI organizza\nLA BEFANA ANARCHICA\nSERATA DI SOTTOSCRIZIONE CON MANGIATA CONVIVIALE A BASE DI FRITTELLE DI CASTAGNE\, GRANO\, MELE E VIN BRULE’\nPRIMI E SECONDI.
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SUMMARY:Jesi: NOISEMOJESI Vol 5 Festival di musica e socialità
DESCRIPTION:NOISEMOJESI Vol 5\na sostegno del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi\nFestival di musica e socialità\n____________________________\n2 Giorni / 8 band / 2 DJ’s\n____________________________\nVenerdì 6 e Sabato 7 Gennaio 2023\ndalle 17.30 inizio live ore 18.00\nCena Vegan e non\n____________________________\nVenerdì 6\n ELECTRIC MACHETE (Blood\, sugar & machete – Borgo Malsano)\nISA ROSEID (Noise-Core – Vallesina)\nTHE JACKSON POLLOCK (Analog relics… for an electric-freestanding brainchild\, intimately distorted – Bologna)\nCLOVER (Selvatic/Core – Foss del Gnocc)\nDJ NANDO the BUTCHER\nSabato 7\nTHEBACKROOMS (noise/post-hardcore – Matellica)\nUKAZE (HC come se deve – Fano)\nTACOBELLAS (duo is mel che one – dalla Bassa)\nANTARES (noise R’n’R – Alte Marche)\nDJ MAIO from DARKSIDE VINYL SHOP JESI
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SUMMARY:Ragusa: festa per i 10 anni della società dei libertari
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SUMMARY:Bologna: Cena di autofinanziamento Laboratorio L'Isola
DESCRIPTION:Insieme allə compagnə del circolo Berneri vi offriamo una cenetta prelibata – menù TBA – che servirà a finanziare le nostre prossime simpatiche e croccanti attività. \nAd allietare la serata con i soavi e splendidi suoni della Kora\, la famosa arpa africana\, ci sarà niente popò di meno che un pezzo\, una gamba\, una colonna del Laboratorio l’Isola: Daniel Da(s)mascelli. \nNon mancate per nessuna ragione\, ma se doveste mancare ci saranno plurime occasioni di sostenerci\, ad iniziare da domenica 15 gennaio… ma questa è un’altra storia! \nVi aspettiamo coloratə e coccolosə come solo l’Isola sa fare. \nBaci piumati!
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SUMMARY:Roma: #FreeThemAll! Presidio solidale antirazzista
DESCRIPTION:Un anno fa\, centinaia di rifugiati hanno protestato per più di tre mesi davanti alla sede dell’UNHCR di Tripoli\, in Libia. Un evento di autorganizzazione che è passato alla storia del movimento internazionale anche per le condizioni più estreme che hanno vissuto e denunciato. \nIn Italia non ha avuto alcuna copertura mass-mediatica. Questa mancanza di rilevanza politica istituzionale e giornalistica è anche\ndovuta alle palesi e dimostrate responsabilità dello Stato italiano nella costruzione di quei lager in Libia e di tutta la macchina repressiva atta a torturare\, uccidere e respingere le persone che si trovano a passare per quelle terre. Attraverso l’esternalizzazione\ndelle frontiere molti Paesi europei\, Italia su tutti\, delega a Paesi\ncome la Libia tutta la gestione e la vita di persone che hanno\nestremo bisogno di aiuto e accoglienza e di chiedere asilo politico.\nInfatti\, l’attuale governo italiano\, invece di porre fine al rinnovo automatico degli accordi del Memorandum Gentiloni-Minniti (MoU) che finanzia e addestra questo sistema di morte e tortura\, preferisce emanare decreti per ostacolare burocraticamente il lavoro delle ONG nel salvataggio di vite umane.\nDurante la mobilitazione autorganizzata queste persone chiedevano semplicemente \ndi essere evacuate verso Paesi ritenuti sicuri\, \ndi essere garantiti nella richiesta di protezione da parte dell’UNHCR in Libia per tutte e tutti le/i rifugiat*\, \nla fine del finanziamento della cosiddetta Guardia costiera libica e dei campi di detenzione da parte dell’UE e dei Paesi europei\, \nqualche forma di giustizia legale per coloro che sono stati uccisi\, torturati e detenuti arbitrariamente in quei lager e \nche la Libia firmasse e rispettasse la carta della Convenzione di\nGinevra sui rifugiati del 1951. \nDurante quella mobilitazione pacifica i manifestanti sono stati\npiù volte minacciati e aggrediti\, ma hanno comunque mantenuto le loro posizioni tenendo salde le loro richieste. Anche se il sit-in fu brutalmente smantellato e centinaia di persone furono imprigionate\, il 10 gennaio scorso\, i manifestanti non hanno mai abbandonato la\nlotta politica né la speranza. Refugees in Libya fa sentire la sua\nvoce in Europa grazie a chi è riuscit* a raggiungere le coste\noccidentali\, alleandosi con chi è loro solidale (la rete Solidarity with Refugees in Libya). Ad un anno di distanza\, circa 250 manifestanti sono ancora rinchiusi ad Ain Zara dove patiscono violenze\, sfruttamento\, fame e sete. \nChiediamo il rilascio e l’evacuazione di tutte le persone incarcerate nei campi di detenzione in Libia. Sosteniamo Refugees in Libya e la loro resistenza contro il micidiale regime di morte ai confini europei. \nRingraziamo inoltre Melitea per aver organizzato\, in concomitanza con altre piazze europee\, \nil 10 gennaio 2023 un sit-in a Roma\, in via Leopardi 24\, alle ore 18:00; \ncome Gruppo anarchico Mikhael Bakunin – FAI Roma&Lazio\, interni ai percorsi Black Lives Matter Roma e Rete Antirazzista saremo in questa piazza e daremo tutto il nostro supporto e solidarietà alle e ai militanti di Refugees in Libya e a tutt* coloro che vivono ancora l’orrore di tutti i Lager\, in ogni parte del mondo. \nGruppo anarchico Mikhael Bakunin – FAI Roma&Lazio
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SUMMARY:Bologna: CineSpaccio con "Generazione low cost"
DESCRIPTION:– dalle ore 18.30 Aperitivo autoprodotto a cura dello Spaccio Popolare Autogestito\ncon verdure della CSA Arvaia\, prodotti Genuino Clandestino\, birre artigianali e vini naturali \n– dalle 20.30 proiezione di “Generazione low cost” (2021) diretto da Emmanuel Marre e Julie Lecoustre con Adèle Exarchopoulos e Alexandre Perrier \n“Generazione low cost” è una fotografia fedele di una realtà lavorativa che sfinisce e logora in un ambiente animato da volti impersonali\, dove l’empatia è cosa rara e si sopravvive obbligati a risposte cortesi a richieste non sempre giustificabili. \nUn racconto che fa riflettere sulla rigidità di regole omologate che muovono il business lavorativo secondo target prestabiliti e controllati quotidianamente. Una analisi realistica di “dinamiche immobili” povere di creatività e di relazioni. \nal circolo anarchico berneri porta santo stefano 1
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SUMMARY:Palermo: Alfredo Cospito Libero! Tutt* Liber*!
DESCRIPTION:Il compagno anarchico Alfredo Cospito è in sciopero della fame a oltranza dal 20 ottobre contro il regime del 41 bis e l’ergastolo ostativo. Da otto mesi si trova rinchiuso in 41 bis nel carcere di Bancali\, Sassari\, per un’azione contro la caserma allievi carabinieri a Fossano (CN) che non ha provocato né morti né feriti ma che la Cassazione ha riqualificato come strage politica con conseguente possibile condanna all’ergastolo ostativo. Neppure per piazza Fontana\, per la stazione di Bologna o per le stragi di Falcone e Borsellino è stata applicata questa tipologia di accusa. Ha perso 35 chili e i parametri vitali sono al limite. Il 19 dicembre il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha confermato la sua detenzione in 41 bis\, di fatto firmandone la condanna a morte. La sua lotta ha avuto la forza di aprire uno squarcio sulla ferocia di questo regime a cui nessuno prima poteva portare critiche senza essere accusato di collusione con i “mafiosi” e di indebolire la lotta dell’Antimafia.\nIl 41 bis\, per come lo conosciamo ora\, esiste dal 1992 e non ci risulta\, dopo trent’anni\, che le organizzazioni di stampo mafioso abbiano subito un indebolimento. Infatti il vero intento di questo trattamento penitenziario non è impedire i contatti con l’organizzazione criminale di appartenenza all’esterno\, come recita il provvedimento che lo istituì\, ma di costringere a dissociarsi\, a pentirsi\, ad accusare qualcun altro da mandare dentro al posto di chi così spera di uscirne.\nSolidarietà con Alfredo Cospito e tutti/e i/le detenuti/e politici/che!\nPresidio di fronte al tribunale di palermo\n\nDalle piazze alle carceri\, dal Mediterraneo fino ai luoghi di lavoro\, stragisti sono Stato e padroni.\nTutt* Liber*!\n\nCompagne e compagni contro la repressione
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