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SUMMARY:TRIESTE: serata solidale con la GKN
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SUMMARY:ROMA: Cinebakunin - Roma città libera
DESCRIPTION:Mercoledì 24 giugno proietteremo\, all’aperto\, “Roma città libera” (Pagliero 1946). \nGirato nel 1946 con la regia di Marcello Pagliero\, uno dei protagonisti di “Roma città aperta” (era il partigiano Manfredi morto sotto le torture naziste) “Roma città libera” è uno dei tanti film che all’indomani della liberazione tentavano linguaggi nuovi\, strade nuove\, nella speranza che la ritrovata libertà politica portasse libertà anche nell’arte\, nella letteratura\, nel cinema. Nonostante la presenza di star come Vittorio de Sica e Valentina Cortese\, e la sceneggiatura di Zavattini\, Suso Cecchi d’Amico e di Ennio Flaiano (nastro d’argento) il film\, al contrario dei contemporanei del De Sica regista e di Rossellini\, non ebbe visibilità e scomparve quasi subito dalla memoria collettiva persino dei cinefili (unico riconoscimento\, non a caso\, al festival dei film maledetti di Biarritz nel 1949). I motivi andrebbero ricercati forse nello stile narrativo\, uno strano miscuglio di neorealismo (il film fu girato quasi tutto in esterni e con la collaborazione delle truppe occupanti alleate\, che fornirono supporto tecnico e logistico) e atmosfere che ricordano i film francesi crepuscolari di Carné e Renoir. In effetti l’ambientazione è notturna\, lontana dagli esterni luminosi di “Ladri di biciclette” o della stessa “Roma città aperta”\, mentre i protagonisti sono un gruppo di personaggi ben poco eroici\, alle prese con una realtà allucinante e tutt’altro che poetica. Flaiano fa una comparsata nel ruolo di un questurino. Un film sicuramente da riscoprire. \nPROIEZIONE ALL’APERTO\, ALL’INTERNO DEL LOTTO. PORTA E CONDIVI CIO’ CHE VUOI MANGIARE/BERE. \n \nDopo la proiezione si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare\, cantare\, suonare… \nAppuntamento mercoledì 24 giugno al tramonto (ora solare di Garbatella)\, in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio. \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:MANTOVA: Mostra dei manifesti della FAI
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SUMMARY:ROMA: Spagna 1936: l'utopia si fa storia
DESCRIPTION:Spagna 1936: l’utopia si fa storia \nSabato 27 giugno a partire dalle ore 18:30 ci troveremo allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16 per l’evento Spagna 36: l’utopia si fa storia. Nel 1936 la Spagna è attraversata da una guerra civile tra fascismo e antifascismo. Nel mese di luglio Barcellona insorge contro il golpe fascista del generale Franco sostenuto in Italia dal regime di Mussolini. Nelle zone in cui il golpe fu sconfitto il radicato movimento libertario sperimentò migliaia di collettivizzazioni urbane e rurali e parallelamente si organizzò nelle milizie volontarie. A nove decenni rivolgeremo uno sguardo a quelle vicende\, una storiografia viva\, segnata da un intreccio di guerra e rivoluzione sociale che incise profondamente sul contrastato rapporto con il potere da parte dell’azione anarchica e anarcosindacalista dell’epoca. \nIl programma: \nore 18:30 – proiezione del documentario “Spagna 36: l’utopia si fa storia “\, testi di Pino Cacucci\,voci narranti di Paolo Rossi e Francesca Gatto\, filmato originale girato nel biennio 1936-1937 da operatori del Sindicato de la Industria del Espectaculo (archivi iconografici della Confederación Nacional del Trabajo). Prodotto in DVD con il libro Anarchia e potere nella guerra civile spagnola (1936-1939) di Claudio Venza\, ed. Elèuthera\, 2009\, Milano \nore 19:30 interverranno:\nEulalia Vega\, “Donne anarchiche nella rivoluzione e nella guerra civile spagnola”\, professoressa di Storia della Spagna all’Università di Lleida\, autrice del libro “Pioniere e rivoluzionarie”\, ed. zeroincondotta\,2017\, Milano\, esperta di storia dell’anarchismo spagnolo;\nAlfredo Gonzalez\, militante anarchico da molti anni\, redattore di “Germinal. Revista de Estudios Libertarios” e cofondatore de Ediciones Antorcha. Esperto di cinema e vita quotidiana dal periodo 1936-1939; \nore 20:30 – cena sociale e solidale \nore 21:30 –  musica con Lucio Bardi e amici https://www.instagram.com/bardilucio/ \n\nGruppo Anarchico C.Cafiero FAIRoma\nwww.cafierofairoma.wordpress.com
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SUMMARY:[RIMANDATO A DATA DA DEFINIRE] TORINO: Cena d'estate alla FAT
DESCRIPTION:📌 Cena d’estate\nBenefit per la nuova casa della FAT\n\nSabato 27 giugno ore 20\n\n\n🔴 Nel fresco della nostra “crota” di corso Palermo 46.\n\n🔵 Menù estivo e vegano\n\n🍷Venite a mangiare a bere bene\n\n🏠 Dateci una mano a costruire un nuovo spazio dove organizzarci per le lotte\, diffondere libri\, riviste ed idee\, praticare la solidarietà\, costruire insieme un mondo di libere ed eguali.\n\n🟢 Prenotazioni\nantimilitarista.to@gmail.com\n\n\n🟣 Chi è lontano può inviare qui i propri contributi:\n\nIBAN IT04 I010 0501 0070 0000 0003 862 intestato a Emilio Penna
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SUMMARY:CARRARA: Presentazione di "Trumpismo\, un mito politico" di Chiara Bottici
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SUMMARY:PALERMO: "Terra e libertà" Tre film a novantanni dalla guerra civile spagnola
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SUMMARY:PALERMO: presidio davanti alla Leonardo
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SUMMARY:ROMA: "La donna del lago" al Cineforum Bakunin all'aperto
DESCRIPTION:Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Giovanni Comisso che\, a sua volta\, si ispirava a misteriosi eventi accaduti ad Alleghe\, in Veneto\, “La donna del lago” è un magnifico esempio di giallo/thriller che unisce e sublima alcuni elementi classici del gotico mescolandoli con stilemi polizieschi alla Georges Simenon. Ne viene fuori dunque un solidissimo giallo dal ritmo volutamente lento e cadenzato che ancora oggi riesce ad affascinare e intrigare il pubblico. La regia\, solidissima\, è firmata a 4 mani da Luigi Bazzoni e Franco Rossellini e si avvale della meravigliosa fotografia in bianco e nero di Leonida Barboni: un bianco e nero vivido\, quasi palpitante\, semplicemente favoloso. \nSe all’atmosfera morbosa e al pathos provvedono regia\, ambientazione (il film fu girato tra Brunico e Bolsena) e fotografia il resto lo fanno gli attori\, tutti perfetti: si parte dal tormentato e malinconico Peter Baldwin e si procede con il pacioso e rassicurante (ma al contempo sinistro) Salvo Randone\, l’enigmatica Pia Lindstrom (figlia di Ingmar Bergman e dello zio del regista\, Roberto)\, l’ambiguo Piero Anchisi\, l’intenso Philippe Leroy e la nevrotica e disperata Valentina Cortese. Ed infine\, last but not least\, completa il quadro una straordinaria Virna Lisi che appare pochissimo in fotografie e rapidi flashback ma tanto le basta per tratteggiare un personaggio fondamentale che non si può dimenticare. \nIpnotico\, quasi sospeso\, il film trova la sua giusta dimensione anche grazie alle musiche di Renzo Rossellini (papà del regista) che compone uno score teso e angosciante. \nSempre nel 1965 \,anno dell’uscita\,fu presentato al XVIII festival di Locarno. \nPROIEZIONE ALL’APERTO\, ALL’INTERNO DEL LOTTO. \nPORTA E CONDIVI CIO’ CHE VUOI MANGIARE/BERE. \nDopo la proiezione si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare\, cantare\, suonare… \nAppuntamento mercoledì 1 LUGLIO al tramonto (ora solare di Garbatella)\, in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio. \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:REGGIO EMILIA: Presentazione Vincenti per tutta la vita
DESCRIPTION:Francesco Pelosi\, Rise The Cat\nVincenti per tutta la vita\nAntifascisti italiani nella guerra di Spagna\ngraphic novel\n\nDurante la Vigilia di Natale del 1922\, Achille Benecchi detto Frisé\, Fortunato Nevicati\, Amedeo Azzi\, Bruno Bucci\, Pietro Zazzali e Guido Picelli si ritrovano a Parma\, all’osteria della Cibia\, insieme al loro amico Luigi\, da poco diventato padre del piccolo Arnaldo. Mentre Luigi mostra agli amici un regalo comprato per il figlio\, il gruppo è costretto a fuggire inseguito dalla ronda fascista e Luigi rimane ucciso\, consegnando il regalo a Fortunato. Quattordici anni dopo\, nel 1936\, i reduci di quella serata si ritrovano tutti in Spagna\, tra le fila delle Brigate Internazionali e\, come in una staffetta di memoria\, il regalo per Arnaldo passa tra le mani di tutti loro\, mentre attraversano i punti salienti della Grande Storia del conflitto spagnolo. \nFRANCESCO PELOSI \n\nNato a Parma nel 1984\, scrive canzoni e fumetti. Autore per «Topolino» e «Dylan Dog»\, oltre al saggio Alan Moore\, mappaterra del mago (Odoya\, 2024)\, ha pubblicato le graphic novel Guido Picelli. Un antifascista sulle barricate (con Rise; Round Robin\, 2022) La luce e lo spazio. Un’intervista a Franco Battiato (con Chiara Raimondi; Feltrinelli\, 2023)\, Maya e Pioppo (con Sara Vincenzi; Il Castoro\, 2025) e Tiago (con Sara Menetti; Giunti\, 2026). Collabora con «(Quasi)\, la rivista che non legge nessuno» e tiene corsi sulla storia del fumetto. \n\nIl suo sito internet è www.francescopelosi.it \nRISE THE CAT\n\nIllustratore e street artist\, è nato a Parma nel 1994. Ha realizzato opere murali e laboratori di arte urbana in svariate città italiane e all’estero all’interno di festival e concorsi\, preso parte a esposizioni collettive e realizzato illustrazioni per autoproduzioni e stampa serigrafica oltre che per «La Lettura» del «Corriere della Sera». Ha pubblicato la graphic novel Guido Picelli. Un antifascista sulle barricate (con Francesco Pelosi; Round Robin\, 2022). \nLa sua pagina Instagram è @risethecat
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SUMMARY:TRIESTE: Il Friuli 1976 tra autogestione e solidarietà
DESCRIPTION:Quando lo Stato crolla\, la gente si organizza. Il Friuli 1976 tra autogestione e solidarietà\nNe parliamo con Igor Londero\, autore di ‘Pa sopravivence\, no pa l’anarchie: forme di autogestione nel Friuli terremotato”\npiazza Peruginomartedì 7 luglio – h20.30\nLe celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto friulano\, volute da governo e giunta regionale\, sono state quello che spesso diventano queste ricorrenze: feste patriottiche\, retoriche della ricostruzione\, celebrazioni dei “Sindaci del terremoto” e dell’efficienza istituzionale. Una narrazione che ha deliberatamente rimosso quello che davvero accadde nelle settimane e nei mesi dopo il 6 maggio 1976.Perché quello che accadde fu altro. Quando lo Stato crollò letteralmente sotto le macerie — municipio\, caserma\, uffici\, comunicazioni — le borgate friulane non aspettarono nessuno. Si organizzarono da sole: comitati di tendopoli dove l’assemblea conservava tutti i poteri decisionali\, mense autogestite che erano prima di tutto spazi di democrazia diretta\, volontari integrati nelle comunità non come benefattori ma come compagni di lotta. Quando le autorità provarono a smantellare tutto questo — spostare le tende\, centralizzare le mense\, cacciare i volontari — la risposta fu la piattaforma del 16 luglio portata in duemila a Trieste\, la contestazione ad Andreotti.Colin Ward sosteneva che l’anarchia non è utopia futura ma realtà presente: emerge ogni volta che le persone si organizzano autonomamente\, senza gerarchie imposte. Il Friuli del 1976 è uno dei suoi esempi più nitidi. Ne parliamo.\nIgor Londero\, nato a Gemona 1 anno e un giorno prima del terremoto\, ricercatore di storia per l’Università degli Studi di Trieste\, autore del libro recentemente ristampato ‘Pa sopravivence\, no pa l’anarchie: forme di autogestione nel Friuli terremotato : l’esperienza della tendopoli di Godo’ (Gemona del Friuli)\, Forum-IFSML\, 2008.\n\nGruppo Anarchico Germinal
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SUMMARY:PALERMO: "Libertarias" Tre film a novantanni dalla guerra civile spagnola
DESCRIPTION:Piazza Verdi\, 8\, Palermo\n1936: uno degli eventi più significativi e controversi del Novecento europeo\, la Guerra civile spagnola fu insieme conflitto sociale\, scontro internazionale\, battaglia ideale e tragedia umana.\nNon fu soltanto il terreno di confronto tra fascismo e antifascismo ma anche il luogo in cui esplosero le contraddizioni interne al movimento operaio e alla sinistra internazionale: il conflitto tra diverse idee di rivoluzione\, di democrazia e di trasformazione sociale.Le speranze nate nelle fabbriche e nelle campagne\, l’esperienza delle collettività anarchiche\, la mobilitazione popolare contro il fascismo\, ma anche le divisioni profonde che attraversarono il fronte repubblicano. Gli scontri del 1937 a Barcellona segnarono\, infatti\, una frattura drammatica perché mentre la guerra contro Franco era ancora in corso\, una parte della sinistra si trovò a combattere anche contro una parte di sé stessa. Le repressioni contro militanti anarchici e antistalinisti mostrarono come il sogno rivoluzionario potesse trasformarsi in un terreno di conflitto\, controllo e violenza politica.\nAl Rouge et Noir un mini ciclo di tre appuntamenti a novant’anni dalla Guerra civile spagnola\, si parte lunedì 29 giugno. Alle 20:30 gli interventi di Tommaso Baris\, docente universitario di storia contemporanea\, e di Salvo Vaccaro\, docente universitario di filosofia politica. A seguire\, alle 21:00\, la proiezione in lingua originale con sottotitoli in italiano) con “Terra e libertà” di Ken Loach\, 1995 – 109 min.\nSpagna 1936. Un giovane inglese raggiunge le Brigate Internazionali per combattere contro le truppe franchiste. Si mescola con spagnoli\, italiani\, americani\, francesi. Si innamora di Blanca e assiste al disgregarsi violento e dolorosissimo della solidarietà delle sinistre: i comunisti stalinisti da una parte e i comunisti del Poum e gli anarchici dall’altra.\nBiglietto unico al botteghino 6 euro.\nGli altri appuntamenti:Mercoledì 8 luglio “Libertarias” di Vicente ArandaGiovedì 16 luglio “A cena con il dittatore” di Manuel Gòmez Pereira.
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SUMMARY:ROMA: "... e venne il giorno della vendetta" al Cineforum Bakunin all'aperto
DESCRIPTION:Mercoledì 8 luglio proietteremo\, all’aperto nel lotto “…e venne il giorno della vendetta” (Zinemann\, 1964). \nUn altro grande regista di Hollywood\, Fred Zinnemann (“Mezzogiorno di fuoco”\, “Da qui all’eternità”\, “Un uomo per tutte le stagioni”\, “Cinque giorni un’estate”\, “Il giorno dello sciacallo” altri straordinari titoli della sua ampia filmografia)\, compone un’epica sfida tra due giganti dello schermo\, Anthony Quinn (la Guardia Civil) e Gregory Peck (il guerrigliero) nell’affascinante “Behold a Pale Horse” (“… e venne il giorno della vendetta”) girato nel 1964\, proibito in Spagna durante tutto il periodo del franchismo. Il governo di Madrid\, ancora retto da Franco “el verdugo”\, impedì alla produzione di girare in Spagna (le riprese avvennero in Francia\, con molti ex ribelli repubblicani chiamati a fare le comparse) e vietò la distribuzione del film. Il titolo originale “Behold a Pale Horse” è una citazione dell’Apocalisse. \nAlla fine della Guerra civile di Spagna\, il combattente antifranchista Manuel (Gregory Peck) si rifugia in esilio in Francia. Vent’anni dopo\, con l’aiuto di un ragazzino (Marietto Angeletti) e di un prete (Omar Sharif)\, torna in patria per rivedere la madre (Mildred Dunnock) e assassinare il poliziotto Viñolas (Anthony Quinn). Quest’ultimo\, però\, ha in serbo una trappola per lui. \nTratto dal romanzo “Killing a Mouse on Sunday” del celebre regista Emeric Pressburger. Il personaggio interpretato da Gregory Peck è liberamente ispirato all’anarchico Francisco Sabaté Llopart detto El Quico\, eroe della resistenza a Franco. Il pubblico americano\, poco interessato ai temi politici sviscerati nella pellicola\, non apprezzò molto questo dramma avventuroso. \nPROIEZIONE ALL’APERTO\, ALL’INTERNO DEL LOTTO. \nPORTA E CONDIVI CIO’ CHE VUOI MANGIARE/BERE. \nDopo la proiezione si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare\, cantare\, suonare… \nAppuntamento mercoledì 8 LUGLIO al tramonto (ora solare di Garbatella)\,in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \n\nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio. \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:CARRARA: FAI festa. All'arrembaggio del futuro!
DESCRIPTION:F(A)I Festa\nAll’arrembaggio del futuro!\nCarrara\n10-11-12 Luglio 2026 \nVenerdì 10 Piazza Duomo\nh.18 “25 anni dal G8 di Genova: un racconto di quell’esperienza nella prospettiva delle lotte di oggi” interverranno compagn* di “Anarchici contro il G8”\nA seguire cena e concerto in piazza delle Erbe con “We love surf” \nSabato 11 Piazza Duomo\nh.11 Trekking urbano alla scoperta dei luoghi dell’anarchismo in città\nh.18 “Anarchia e Transfemminismo: voci a confronto per un incontro ineludibile”\nA seguire cena e concerto in piazza delle Erbe con “Horo coro” e  “Suonificio popolare apuano” \nDomenica 12\nh.10.30 ritrovo a Gabellaccia\nGita alla lapide dove fu fondata la brigata partigiana anarchica “Elio” a Campocecina\nPranzo al sacco autogestito\nh.18 Gragnana al Circolo Malatesta\n“La necessità dell’antimilitarismo: esperienze di lotta contro la guerra e chi la arma”\nA seguire cena e concerto di Alessio Lega e Guido Baldoni \nPossibilità di campeggio gratuito autogestito \nFederazione Anarchica Italiana \nPer info logistiche: arrembaggio@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:IGLESIAS: Presentazione del testo "Contro la guerra contro la pace per la rivoluzione sociale" L Galleani
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SUMMARY:ROMA: Cineforum Bakunin "I diavoli" (Ken Russell\, 1971)
DESCRIPTION:  \nproiezione de: I DIAVOLI (Ken Russell\, 1971) \nNel lontano 1634 in una piccola cittadina francese avvenne il più famoso caso di possessione demoniaca di massa della storia. Da questi eventi è stato tratto il libro “I Diavoli Di Loudun” del britannico Aldous Huxley\, da cui poi John Whiting si è ispirato per un dramma teatrale nel 1960. Solo un grande visionario come Ken Russell poteva riprendere in mano queste controverse vicende storiche trasformandole in sconvolgente anarchia. \nDurante la prima metà del XVII° secolo il cardinale Richelieu – ristabilita la pace dopo le guerre di religione – per consolidare il potere regio\, invia il barone di Laubardemont a Loudun con l’incarico di abbatterne le fortificazioni. Ma il prete Urbain Grandier (a cui sono stati conferiti pieni poteri fino all’elezione di un nuovo governatore) si oppone alla decisione di buttare giù le mura\, consapevole che questo sarebbe il primo passo per la completa revoca della libertà e dell’autonomia cittadina. Grandier è un uomo carismatico e affascinante\, piace alla gente così come piace alle suore Orsoline di Loudun: il prete intraprende numerose relazioni con le sue penitenti ma quando Madre Jeanne degli Angeli (la superiora del convento) mette gli occhi su di lui\, la storia prende la piega di una contorta e morbosa ossessione. \nI Diavoli” (“The Devils”) è puro isterismo e continua provocazione\, un film diretto magistralmente da un Ken Russell qui assolutamente ispirato. La messa in scena è barocca\, poiché ogni inquadratura è appesantita da personaggi convulsi e scenografie imponenti: possiamo toccare con mano uomini e oggetti che si compattano in una poltiglia fiammeggiante\, ecco che quindi ritorna il caos inteso come liberazione edonistica in opposizione alle costrizioni spirituali. Il retaggio storico viene quindi fagocitato da un caleidoscopio di immagini ricche di furiosa intensità\, come se ogni sequenza fosse il risultato di una bomba appena esplosa. Questo continuo movimento mette in circolo una rivoluzione ben più attuale di una semplice testimonianza legata alla possessione\, motivo per il quale “I Diavoli” è da sempre considerato uno dei titoli blasfemi per eccellenza. Presentata a Venezia nel 1971\, la pellicola fu accusata di volgarità e faziosità (scandalizzando buona parte della critica)\, mentre pochi mesi dopo arrivò puntuale il sequestro dalle sale cinematografiche italiane. \nQuello di Russell è un film sopra le righe in tutto e per tutto: Oliver Reed è in stato di grazia\, Vanessa Redgrave è sinuosamente inquietante\, “I Diavoli” sono praticamente dei serpenti velenosi pronti a morire pur di raggiungere il loro scopo. Che il genere conventuale esploso durante gli anni settanta prenda spunto da questa pellicola è un dato di fatto\, ma quello di Ken Russell è un lavoro che si pone al di là della religione e di quattro suore in preda a oscuri pruriti sessuali. Con “I Diavoli” inoltre veniamo catapultati oltre la soglia del dualismo bene contro male\, termini che si annullano a vicenda assimilati da questa spirale di inarrestabile perversione. \nIl piacere carnale\, la tortura\, il dolore\, la teatralità dei movimenti\, una lezione fondamentale che ritroveremo dopo pochi anni nel linguaggio dei connazionali Derek Jarman (qui scenografo) e Peter Greenaway. Il primo più esibizionista ma anche capace di svolte intimiste\, il secondo invece eccentrico e intellettuale fino al midollo. “I Diavoli” è un passaggio obbligato per tutto il nostro amato cinema di confine: visionario\, iconoclasta\, quasi surreale\, un istinto anticonformista in cui il demonio fa quasi da spettatore\, sghignazzando sul materialismo dilagante di ogni individuo. \nPresentata a Venezia nel 1971\, la pellicola fu accusata di volgarità e faziosità (scandalizzando buona parte della critica)\, mentre pochi mesi dopo arrivò puntuale il sequestro dalle sale cinematografiche italiane. \nLa versione restaurata contiene la celebre sequenza denominata “Lo stupro di Cristo”\, la quale fu motivo di grande scandalo all’epoca della prima proiezione a Venezia e\, per questo motivo\, completamente eliminata nella versione uscita inizialmente nei cinema. \nAnche Albino Luciani\, nel 1971 Patriarca di Venezia e poi futuro Papa con il nome di Giovanni Paolo I\, criticò duramente il film\, dopo la sua proiezione alla Mostra cinematografica\, in una lettera pastorale inviata ai fedeli della sua diocesi. \nPer noi resta un magnifica (a dir poco)pellicola. \nI fatti \, gli scandali e abusi (conosciuti e non) sessuali della Chiesa\,restano di fatto una realta’ spesso documentata e taciuta talvolta\,di cui purtroppo le vittime non sono attori/ci e non fanno parte di un cast cinematografico. \nQuella stessa realtà che ha tentato e tenta di censurare film e’ regista e spettatore\, carnefice e crudele falsificatore. \n  \nPORTA E CONDIVI CIO’ CHE VUOI MANGIARE/BERE. \nDopo la proiezione si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare\, cantare\, suonare… \nAppuntamento mercoledì 15 LUGLIO al tramonto (ora solare di Garbatella)\,in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio. \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:PALERMO: proiezione "A cena con il dittatore" cinema Rouge et noir
DESCRIPTION:1936: uno degli eventi più significativi e controversi del Novecento europeo\, la Guerra civile spagnola fu insieme conflitto sociale\, scontro internazionale\, battaglia ideale e tragedia umana.\nNon fu soltanto il terreno di confronto tra fascismo e antifascismo ma anche il luogo in cui esplosero le contraddizioni interne al movimento operaio e alla sinistra internazionale: il conflitto tra diverse idee di rivoluzione\, di democrazia e di trasformazione sociale.Le speranze nate nelle fabbriche e nelle campagne\, l’esperienza delle collettività anarchiche\, la mobilitazione popolare contro il fascismo\, ma anche le divisioni profonde che attraversarono il fronte repubblicano. Gli scontri del 1937 a Barcellona segnarono\, infatti\, una frattura drammatica perché mentre la guerra contro Franco era ancora in corso\, una parte della sinistra si trovò a combattere anche contro una parte di sé stessa. Le repressioni contro militanti anarchici e antistalinisti mostrarono come il sogno rivoluzionario potesse trasformarsi in un terreno di conflitto\, controllo e violenza politica.\nAl Rouge et Noir un mini ciclo di tre appuntamenti a novant’anni dalla Guerra civile spagnola\, si parte lunedì 29 giugno. Alle 20:30 gli interventi di Tommaso Baris\, docente universitario di storia contemporanea\, e di Salvo Vaccaro\, docente universitario di filosofia politica. A seguire\, alle 21:00\, la proiezione in lingua originale con sottotitoli in italiano) con “Terra e libertà” di Ken Loach\, 1995 – 109 min.\nSpagna 1936. Un giovane inglese raggiunge le Brigate Internazionali per combattere contro le truppe franchiste. Si mescola con spagnoli\, italiani\, americani\, francesi. Si innamora di Blanca e assiste al disgregarsi violento e dolorosissimo della solidarietà delle sinistre: i comunisti stalinisti da una parte e i comunisti del Poum e gli anarchici dall’altra.\nBiglietto unico al botteghino 6 euro.\nGli altri appuntamenti:Mercoledì 8 luglio “Libertarias” di Vicente ArandaGiovedì 16 luglio “A cena con il dittatore” di Manuel Gòmez Pereira.
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SUMMARY:MASSENZATICO: In ricordo di Camillo Prampolini
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SUMMARY:ROMA: dibattito "A 90 anni dalla rivoluzione spagnola"
DESCRIPTION:A 90 anni dalla Rivoluzione spagnola \n\nA novant’anni da Spagna ’36\, il Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma&Lazio propone per sabato 18 luglio\, dalle ore 20 presso lo spazio anarchico di via Vettor Fausto 3 (Garbatella)\, un dibattito che va oltre la semplice commemorazione storica. Partendo dalle esperienze di autogestione\, collettivizzazione\, democrazia diretta e federalismo libertario sviluppate nella Spagna rivoluzionaria\, ragioneremo sulle forme di organizzazione e trasformazione sociale. \nDalla Comune di Parigi del 1871 alla rivolta magonista della Bassa California (1911)\, dalla Repubblica dei Consigli di Baviera (1919) al Territorio Libero della makhnovščina ucraina (1918-1921)\, dall’autogoverno anarchico coreano nella regione dello Shinmin in Manciuria (1929-1931)\, alle TAZ\, alla Comune di Oaxaca del 2006\, fino alla rivoluzione del Rojava avviata nel 2012\, le rivoluzioni libertarie hanno cercato\, in contesti e forme diverse\, di costruire una società senza Stato\, senza padroni e fondata sull’autorganizzazione popolare. Pur sconfitte militarmente\, isolate o schiacciate dall’intervento di potenze esterne\, hanno lasciato un’eredità di pratiche emancipatrici e di libertà concreta che continua a interrogare il presente. \nIn tempi in cui sembrano affermarsi l’autoritarismo\, il razzismo\, il militarismo\, la devastazione ambientale\, il capitalismo selvaggio e la guerra come uniche prospettive per l’umanità\, discutiamo di come possiamo rovesciare il tavolo dello sfruttamento e di come si possa trasformare oggi la società. \nVi aspettiamo per parlarne insieme sabato 18 luglio ore 20 presso lo Spazio Anarchico di via Vettor Fausto 3 – Roma. \nGruppo Anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma&Lazio
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SUMMARY:ROMA: Cena benefit e musica acustica
DESCRIPTION:  \nCENA BENEFIT E ACUSTIC LIVE MUSIC \nSabato 18 luglio abbiamo organizzato una cena benefit alle ore 20:30 allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16 a garbatella (metro B). Una serata di chiacchiere e convivialità con intervalli musicali in acustico. Vi aspettiamo per un brindisi estivo! \n (A) sottoscrizione libera \nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma \nwww.cafierofairoma.wordpress.com \n 
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SUMMARY:LIVORNO: IN PIAZZA PER ABDERRAHIM FAKIR BASTA POLIZIA!
DESCRIPTION:Il tremendo omicidio consumato a freddo a Bologna dalle forze dell’ordine ai danni di una persona che chiedeva aiuto è qualcosa che riporta alla mente altri fatti\, altre brutalità\, altri omicidi\, successi troppe volte anche da noi e quindi impossibili da ascrivere solo alla brutalità della polizia che agisce altrove\, a Minneapolis come al Cairo\, come ad Ashdod.\nLa violenza e la brutalità della polizia sono anche qui\, le vittime e i morti ammazzati hanno nomi e cognomi.\nE proprio a 25 anni da Genova\, dalle torture di Bolzaneto\, da Carlo Giuliani ammazzato in piazza\, domenica 19 luglio a Bologna la polizia uccide un cittadino inerme che sta male. Lo fa con l’arroganza di sempre e con l’ulteriore impunità assicurata dallo scudo penale recentemente introdotto dal governo. Ma\, soprattutto – quello che ancor più colpisce – lo fa mentre i sanitari del 118 presenti non intervengono\, non soccorrono chi sta male e chiede aiuto.\nL’azienda sanitaria bolognese ha avviato un’indagine per accertare le responsabilità del personale sanitario coinvolto\, ma quella mancanza di soccorso non è solo responsabilità individuale.\nIn una realtà sanitaria devastante fatta di tagli\, riduzione di servizi e di personale\, la risposta alla gestione di una situazione spesso insostenibile è quella securitaria\, tanto per cambiare. E così è normale che in un pronto soccorso si moltiplichino i poliziotti invece che i medici e gli infermieri\, così come sui treni troviamo più polfer che ferrovieri. Per precise scelte governative e aziendali\, i lavoratori vengono indotti a delegare alle forze dell’ordine la gestione di alcune procedure lavorative\, assolte non secondo ciò che il contesto e la professionalità richiede\, ma in modo autoritario\, punitivo\, violento\, repressivo dalle forze dell’ordine: l’unico modo che conoscono.\nÈ anche così che si può morire\, per strada come in galera\, ammazzati da quei tutori dell’ordine che vediamo spesso nelle scuole a mostrare il loro volto più accattivante per propagandare un mestiere basato solo sull’esercizio della violenza.\nSolidarietà ai familiari e agli amici di Abderrahim Fakir.\nsosteniamo le iniziative di protesta contro la brutalità poliziesca\, contro la repressione e la violenza\, contro l’ossessione della sicurezza e le politiche securitarie del governo\, contro l’arroganza omicida delle forze dell’ordine. Partecipiamo al presidio di martedì 21 ore 17.30 Piazza Grande\n\n\nFederazione Anarchica Livornese
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SUMMARY:IMOLA: Proiezione del documentario "In Campo Nemico - Storia di SupportoLegale"
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SUMMARY:BOLOGNA: Verità e Giustizia per Fakir - Marcia Popolare
DESCRIPTION:Domenica 26/7 Verità e Giustizia per Fakir – Marcia Popolare\ndalle ore 18 via Svevo/ Panzini (quartiere Pilastro) \nMarcia Popolare: siamo tuttx Fakir!! \n 
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SUMMARY:TRIESTE: La crisi climatica e le sue disuguaglianze. Come orientarsi tra scienza\, politica e giustizia climatica
DESCRIPTION:Martedì 28 luglio alle 20.30 in piazza Puecher (in caso di maltempo in via del bosco 52a)\nL’incontro sarà tenuto da Matteo Nurisso\, ricercatore in scienze del clima\, che si occupa dello sviluppo di strumenti per l’analisi dei modelli climatici utilizzati nella ricerca sul cambiamento climatico.\nNegli ultimi anni parlare di crisi climatica è diventato sempre più difficile. Una parte consistente della politica nega il problema o ne minimizza le cause. Anche un completo catastrofismo rischia di produrre immobilità e paura in gran parte della società.\nL’incontro nasce con l’idea di provare a costruire qualche strumento in più per leggere quello che succede. Partiremo dalle basi della scienza del clima: come funziona il sistema climatico\, cosa sappiamo del cambiamento climatico e come vengono prodotte le conoscenze che costruiscono la base del dibattito attuale.\nDa lì allargheremo lo sguardo. La crisi climatica non è solo una questione di temperature o di emissioni: è una crisi profondamente intrecciata con le disuguaglianze. Chi ha le risorse per proteggersi e chi invece ne subisce gli effetti più duri? Chi produce il sapere sul clima? Anche il mondo della ricerca non è uno spazio neutrale: riflette molte delle disuguaglianze che attraversano la società\, dal classismo alle barriere economiche\, fino alla sottorappresentazione di molte voci ed esperienze. Interrogarsi su chi produce il sapere sul clima significa quindi interrogarsi anche su quali prospettive trovano spazio e quali\, invece\, restano ai margini.
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SUMMARY:BOLOGNA: Cena per Gaetano Bresci
DESCRIPTION:“Non ho ucciso Umberto\, ho ucciso il re\, ho ucciso un principio!”\nCi ritroviamo al Circolo Anarchico Berneri mercoledì 29 Luglio per celebrare con una cena il gesto di rivolta e liberazione che Gaetano Bresci compì nel 1900 uccidendo il Re Umberto I.\nColpevole innanzitutto di essere il re e di rappresentare\, dunque\, “un principio\, un’idea”\, Umberto I venne colpito a morte in quanto perpetratore di una politica di oppressione sistematica della popolazione e di repressione sanguinosa di ogni rivendicazione sociale. Ricordiamo\, infatti\, la carneficina dei moti di Milano per il pane nel 1898\, ordinata dal Re ed eseguita dal Generale Bava Beccaris\, il quale fece aprire il fuoco sulla folla dalla sua sbirraglia\, causando la morte di 80 persone e il ferimento di altre centinaia.\nÈ trascorso più di un secolo\, ma lo Stato mantiene e riproduce la stessa sistematica oppressione della popolazione – soprattutto quella povera\, migrante e non etero-normata – attraverso la violenza e la generalizzazione della repressione.\nLo abbiamo visto proprio qui in città negli scorsi mesi\, con la militarizzazione della città e in particolare del quartiere Pilastro\,  che è stato luogo di una lotta contro la sottrazione di suolo\, alberi\, aria operata dal Comune in occasione della costruzione del Museo delle bambine e dei bambini. Lo abbiamo dovuto di nuovo vedere proprio in questi ultimi giorni\, con l’uccisione di Abderrahim Fakir\, sempre al Pilastro\, da parte delle Forze dell’Ordine\, supportati dall’immobilismo dei soccorritori della Croce Rossa.\nLa violenza dello Stato come braccio armato del Capitale è sempre più forte e si abbatte in tutta Europa\, così come a Bologna\, contro tutti quei movimenti e quelle soggettività che mettono in discussione le politiche neoliberali\, lo sfruttamento e l’estrattivismo tipici di questa fase capitalistica\, contro i segmenti più poveri della società\, contro le soggettività non maschio-etero-cis nel loro processo di emancipazione dal binarismo e dalla violenza di genere\, contro le persone migranti che sempre più vengono usate come capri espiatori per la crisi da chi sbandiera la remigrazione come soluzione a tutti i mali\, contro le persone disabili\, patronizzate e lasciate sempre più a se stesse\, contro le persone che non hanno accesso alle cure per la salute mentale\, che pagano lo scotto dell’individualismo\, della cultura della performance\, della povertà e della marginalizzazione.\nCelebrare il gesto di Bresci significa dunque rivendicare la lotta sempre giusta contro chi ci (s)opprime e la resistenza alla repressione in ogni forma necessaria. \nMenu vegano a offerta libera\, e soprattutto generosa!!! \n*Lo spazio è accessibile solo tramite scale.
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SUMMARY:LONNO (BG): pizzata regicida ricordando Gaetano Bresci
DESCRIPTION:Pizzeria “Alba” – Lonno (Bg) \nVogliamo ricordare il 29 luglio 1900\, data in cui Gaetano Bresci sparò a Monza – in occasione di una visita ufficiale organizzata da circoli piccolo-borghesi – al re Umberto I uccidendolo\, per vendicare le centinaia di proletari trucidati sui selciati delle strade italiane\, che chiedevano pane e condizioni di vita meno inumane. \nTrucidati dalle forze militari e poliziesche al comando del criminale generale Bava Beccaris\, che proprio su ordine del re e del governo\, non esitò a sparare sulle folle inermi di proletari milanesi con i cannoni\, venendo perfino decorato per tale ripugnante condotta. \nTali pur efferati atti polizieschi impallidiscono oggi di fronte all’ennesima guerra europea tra Ucraina e Russia e soprattutto al genocidio dei palestinesi a Gaza e Cisgiordania\, perpetrato dal governo e dall’esercito israeliano. Ma\, ancora\, non possiamo non ricordare il fiume di sangue che sta scorrendo in tutto il Medio Oriente a partire dal martoriato popolo Kurdo. \nCosì come le innumerevoli guerre in corso in tutto il mondo\, come in Sudan\, in Myanmar\, ecc. \nRicordare la storia per non farsi abbindolare anche dall’attuale propaganda governativa\, che \ncome sempre offre scenari rosei\, mentre immense risorse vengono sperperate e scenari cupi di guerra si prospettano all’orizzonte… \nCi ritroviamo per tutto ciò in compagnia a Lonno di Nembro per una pizzata. \nCosto pizza 15 €\, quale sottoscrizione\, vino offerto dalla pizzeria “Alba” \n(Birre\, liquori\, dolci\, caffè\, eventuali altri extra ognuno se li paga a parte) \nSi ringrazia chi vorrà contribuire ulteriormente. \nLa sottoscrizione raccolta verrà utilizzata per attività di solidarietà libertaria. \nPrenotarsi alla pizzata entro domenica 26/07 via mail a: \nunderground@inventati.org \n 
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SUMMARY:TRIESTE: Cuatro esquinas de tango. Un viaggio cantato tra poesia ed emozione.
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SUMMARY:BOLOGNA: La strage di Stato non è storia passata
DESCRIPTION:Domenica 2/8 Corteo per il 2 agosto.\ndalle ore 8.30 in Piazza del Nettuno \nL’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.\nSaremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo\, le repressione e l’autoritarismo non si ferma!\nLA STRAGE E I RESPONSABILI\nIl 2 agosto 1980\, alle 10.25 di mattina\, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo\, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.\nLa recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini\, ex esponente di Avanguardia Nazionale\, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.\nOGGI COME IERI\nLo Stato ordina\, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.\nPerché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi\, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali\, i ceti popolari\, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati\, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.\nLa continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”\, oggi sono i migranti\, i gruppi sociali marginalizzati.\nI respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici\, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori\, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.\nLA VIOLENZA DI OGGI\nLo abbiamo visto accadere anche qui\, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir\, 42 anni\, bolognese da 35 anni\, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti\, prima di restare immobile per sempre\, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia\, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.\nI decreti sicurezza\, le leggi bavaglio\, la repressione del dissenso\, l’attacco ai diritti dei lavoratori\, i respingimenti in mare e alle frontiere\, i lager per migranti\, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.\nA BOLOGNA NON SI PASSA\nRilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.\nOggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore\, della solidarietà contro l’oppressione.\nPerché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito. \nhttps://resistentibolognesi.bida.im/
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SUMMARY:ROCCATEDERIGHI:  X° FestivalSedicid'Agosto
DESCRIPTION:  \nAbbiamo iniziato questa cosa quasi per gioco. Con poche risorse etanto entusiasmo. Come gioco\, appunto. Forse lo abbiamo fattosoprattutto per noi stessi\, per avere un attimo di respiro nel belmezzo del solleone di maremma. Non tanto perché avevamo chissà cosada dire\, ma per ascoltare le mille storie: quelle antiche\, daripetere per ricordare e quelle di resistenza ad oltranza. Storie diutopie concrete. Tenere viva la memoria di queste colline ribelli\,piena di gente abituata a maneggiare la dinamite e difendere i propridiritti.Grazie a\nl bosco ed all’acqua è rimasta una esperienzagestibile\, comunitaria\, senza forzature e poche invasioni. Una”VACANZA INTELLIGENTE E CONSAPEVOLE”\, capace di accoglierechi si ribella\, chi non ci sta e sogna qualcos’altro. Lapartecipazione e le collaborazioni sono state la nostra più grandesoddisfazione.Arrivati al d\necimo anno abbiamo azzardato a fareuna settimana intera. Rallentiamo tutto per darci il tempo diascoltare\, comprendere\, confrontarci. Èil momento per lasciare una traccia\, incidere. Rilanciare. Ciaspettiamo suggestioni e commistioni. Musicali ma anche altro…Comefondatore del \nFestivalSedicid’Agosto ho voglia di dire solamentegrazie e vi spiego perché. Nel 2022\, alla sest\na edizione delFestival\, gli eventi della vita mi hanno fatto andare viadall’Italia. A quel punto il Festival sarebbe andato a morire\, ma perfortuna c’erano Giampiero e Flavia. Giampiero e Flavia\, che hannopartecipato all’organizzazione del Festival fin dall’inizio\, hannopreso in mano le redini e hanno portato avanti il Festival\,migliorandolo\, fino alla decima edizione. Quindi mi sembradoveroso\ne di immenso piacere ringraziare Giampiero e Flavia e tuttiquelli che hanno partecipato e continueranno a partecipare alFestivalSedicid’Agosto.Anche quest’anno vi aspettia\nmo numerosie carichi\, e come dice Giampiero “Facciamo sentire la nostravoce”. Grazie a tutti\,Jonni
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