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SUMMARY:ALESSANDRIA: presidio antimilitarista
DESCRIPTION:Il Laboratorio Anarchico PerlaNera organizza sabato 26 settembre ad Alessandria un\nPresidio antimilitarista  che sarà in C.so Roma\, alle ore 16.00 Come anarchici saremo in piazza contro il militarismo. É LA SOMMA CHE FA IL TOTALE! Sembra che di colpo lo scenario mondiale si sia coperto di sangue umano\, con guerre in ogni dove\, in Ucraina\, nel Corno d’Africa\, nel Sahel\, in Iran\, in Palestina\, ecc…ecc… Tutto questo non è successo di colpo; in realtà questi conflitti in qualche caso latenti\, esistevano già prima\, magari con minore intensità\, ma erano già presenti\, ora sono semplicemente agli onori della cronaca anche perché hanno raggiunto un carattere terribilmente devastante. Chiariamo subito che la guerra non è una disgrazia avvenuta per caso\, tutte le guerre esistono perché dietro hanno interessi economici e politici. Nessuno degli stati contendenti è innocente! In egual misura non sono innocenti altri stati che guadagnano dalle guerre anche quando fingono di non farne parte\, spesso le istigano e le creano. Se provate a farvi una semplice domanda: quante sono le guerre che oggi si combattono nel mondo? E chi le appoggia? Vi accorgerete che è difficile\, quasi impossibile\, dare una risposta esaustiva. Chiedetevi perché non riusciamo a dare una risposta! Innanzitutto perché siamo informati poco e male\, ma anche perché sono tantissime. La maggior parte della gente conosce solo le guerre che di volta in volta il circo mediatico mette alla ribalta accendendo temporaneamente i riflettori su di loro\, pronto a spegnerli appena arriva una nuova notizia\, magari… una nuova guerra – ce ne sono tante\, basta andarle a cercare – e così tutto ricade nel dimenticatoio anche se la guerra e i morti continuano ad esserci. Gli stati con qualsiasi forma politica abbiano scelto\, per tenere le redini del mondo o di parte di esso non vogliono farci capire che in qualunque posto del mondo scoppia una guerra\, qualsiasi guerra\, non sono coinvolti solo i diretti contendenti. Le guerre non sono che l’effetto della politica economica e sociale del mondo\, la politica e l’economia del mondo\, preparano la guerra\, come uno strumento di espansione e di accaparramento di risorse e mercati. Ma non dimentichiamo che un paese impegnato in un confronto armato necessita di una quantità di aiuti di ogni genere che non potrebbero mai provenire tutti solo dalle proprie risorse interne. Sostegni finanziari\, militari\, logistici\, industriali\, tecnologici\, sanitari\, e quanto altro serva a portare avanti un qualsiasi conflitto\, arrivano quindi – in piccola o grande parte – da altri paesi\, la guerra tra Ucraina e Russia ne è la dimostrazione più eclatante\, l’Ucraina senza il sostegno di Europa e Stati Uniti avrebbe già perso da molto tempo. Ma attenzione questo coinvolgimento non è mai disinteressato\, direttamente tramite transazioni finanziarie e politiche\, indirettamente tramite i vantaggi che derivano da un conflitto. La guerra è il grande affare del pianeta e l’Italia ne condivide una fetta. in questo contesto\, non sono importanti neanche i contrasti etnici\, le religioni o gli odi atavici; queste discordie sono solo le leve che vengono sfruttate per sporchi giochi dagli stati in cerca di egemonie e dall’alta finanza che guadagna sulla morte. Oggi però assistiamo ad una novità\, gli scenari mondiali si stanno modificando\, come non avveniva dalla fine del secondo conflitto mondiale\, gli stati sono cambiati profondamene\, le nuove scoperte informatiche impongono nuovi stati all’apice del mercato\, persino i mezzi bellici sono cambiati profondamente\, la guerra dei droni non è la stessa guerra della fanteria e dei carri armati. Le economie e le influenze dei vari singoli stati stanno mutando perciò tutti i governi sono presi da una frenesia di accaparramento particolarmente pericolosa. Le dimensioni delle guerre\, oggi si estendono a macchia d’olio. Parlando solo del conflitto causato dall’attacco di Israele e Stati Uniti sono già in qualche maniera coinvolti: Yemen\, Siria\, Iraq e praticamente tutti i paesi del golfo: Emirati Arabi Uniti\, Qatar\, Bahrain\, Arabia Saudita\, Kuwait\, Oman\, Giordania\, questa situazione ha provocato il blocco del golfo con conseguenze economiche globali\, che principalmente pagheranno i lavoratori di tutti i paesi in quella zona ma anche in tutto l’occidente\, l’aumento del gas\, del gasolio e della benzina sono solo l’anticamera di una crisi economica che ci coinvolgerà tutti. In più in quel territorio c’è anche Cipro ( che fa parte della NATO) e l’Azerbaigin\, un po’ per l’adesione alla NATO\, un po’ per le ripercussioni economiche\, anche l’Europa è già presente in quelle zone\, militari Italiani ed Europei che vanno ad aggiungersi ai caschi blu dell’ONU. Il sorvolo di droni Russi in paesi europei è la conseguenza di una politica di aumento dei bilanci militari e di finanziamento di armi all’Ucraina\, atti non più alla difesa ma all’attacco del territorio Russo. Parafrasando il grande Totò è il caso di dire che “è la somma che fa il totale” questa è la somma dei generali e dei capi di stato\, le nostre risposte le facciamo MANIFESTANDO contro lo stato genocida Israeliano\, contro l’invio di armi e militari\, contro l’aumento dei bilanci militari\, contro la presenza militare Italiana nel mondo\, contro le fabbriche d’armi\, contro le basi NATO. Sono tutte lotte che possiamo fare senza allontanarci tanto da casa\, questo lo dobbiamo ai disertori Russi\, bielorussi e Israeliani che subiscono la repressione\, lo dobbiamo a chi manifesta contro la guerra in Ucraina\, in Russia e in Bielorussia\, in Israele\, lo dobbiamo a chi è in piazza contro la NATO\, in Sicilia\, in Sardegna\, in Friuli e ovunque nel mondo.\nCHI STA IN ALTO DIFENDE SOLO I SUOI INTERESSI PERCIÒ SOLO DAL BASSO POSSIAMO DIFENDERE LA VITA E COMBATTERE TUTTE LE GUERRE
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SUMMARY:MILANO: Incontro per i 50 anni di vita della sede anarchica di viale Monza 255 a Milano.
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SUMMARY:ROMA:  FAME D’ANARCHIA-Pranzo su prenotazione
DESCRIPTION:SABATO 26 SETTEMBRE  2026 – FAME D’ANARCHIA\nPranzo su prenotazione allo Spazio Anarchico 19 Luglio\n\nSabato 26 settembre 2026 a partire dalle ore 13:00 si torna con Fame d’Anarchia pranzo su prenotazione allo Spazio anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale18 a garbatella. Eccoci ancora qua dopo un’estate densa di avvenimenti e tanto da raccontare. Fame d’Anarchia è uno spazio aperto di convivialità\, incontro e diffusione di stampa anarchica. Per l’occasione potremo condividere le proposte\, le iniziative messe in campo e i nuovi progetti autogestionari.\nSiete invitate tutte e tutti a partecipare e per prenotare potrete scrivere al nostro nuovo indirizzo cafierofairoma@tutamail.com\nPer il pranzo proponiamo una sottoscrizione di 10 euro e di seguito il menù:\nAlle ore 13:00:\nANTIPASTO LIBERTARIO\nRISATA ROSSONERA\nTORTE ALLA RIVOLTA\nVINO DELLA CASA\nCAFFE’ DEL DISERTORE\n\nBUONA LOTTA!\n  \nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma\nwww.cafierofairoma.wordpress.com
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SUMMARY:TORINO: Cena contro lo sfratto Benefit per la nuova casa della FAT
DESCRIPTION:Venerdì 25 settembre ore 20\nIn corso Palermo 46.\nMenù vegano\nVenite a mangiare a bere bene\nDateci una mano a costruire un nuovo spazio dove organizzarci per le lotte\, diffondere libri\, riviste ed idee\, praticare la solidarietà\, costruire insieme un mondo di libere ed eguali.\n\nPrenotazioni\nantimilitarista.to@gmail.com\n\nPer chi è lontano può inviare qui i propri contributi:\nIBAN IT04 I010 0501 0070 0000 0003 862 intestato a Emilio Penna
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SUMMARY:PONTEDERA: Ribelli e libere\, contro paura e repressione
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SUMMARY:NISCEMI: LA guerra è già qui
DESCRIPTION:LA GUERRA È GIÀ QUI\nAssemblea pubblica contro la guerra\, la militarizzazione e l’economia di guerra\nNiscemi – Biblioteca comunale \nDomenica 20 settembre 2026\, ore 16.00 \nPer troppo tempo abbiamo pensato alla guerra come a qualcosa che accade altrove. Lontano dalle nostre città\, lontano dalle nostre case\, lontano dalla nostra vita quotidiana. \nOggi quella distanza si sta riducendo. \nLe guerre che attraversano il mondo\, la corsa al riarmo\, l’aumento delle spese militari e la crescente contrapposizione tra blocchi stanno ridisegnando le priorità politiche ed economiche dei Paesi e delle società in cui viviamo. \nMa l’Italia non è estranea a questo processo. Il nostro Paese partecipa attivamente alle politiche di riarmo\, aumenta le risorse destinate alla spesa militare\, mette a disposizione territori e infrastrutture per le attività militari e mantiene una stretta integrazione con il dispositivo militare statunitense e NATO. Una parte dell’industria italiana è inoltre direttamente coinvolta nella produzione e nello sviluppo di sistemi e tecnologie per la difesa e per la guerra. \nLa guerra\, quindi\, non è più soltanto ciò che vediamo sugli schermi o qualcosa che riguarda altri Paesi: è parte sempre più concreta delle nostre vite\, dei territori in cui abitiamo e delle scelte che vengono compiute in nostro nome. \nLa vediamo anche nelle conseguenze economiche che ricadono sulle persone. L’andamento dei prezzi dei carburanti\, ad esempio\, dipende da molti fattori\, ma le tensioni internazionali e i conflitti incidono sui mercati dell’energia e sui costi che\, alla fine\, vengono scaricati sulla vita quotidiana di lavoratrici\, lavoratori e famiglie. Il prezzo della guerra non viene pagato soltanto da chi vive sotto le bombe: viene distribuito\, in forme diverse\, anche nei territori che continuano a definirsi in pace. \nIn Sicilia tutto questo assume un significato ancora più concreto. \nDa anni\, con il MUOS\, vediamo cosa significa la trasformazione del nostro territorio in una piattaforma strategica per le operazioni militari. La Sicilia è sempre più inserita in un sistema di basi\, infrastrutture e apparati che ne rafforzano la funzione strategica nel Mediterraneo\, subordinando spazi e territori a logiche militari che non rispondono ai bisogni di chi qui vive. \nMentre la guerra si avvicina\, mentre cresce la militarizzazione e mentre sempre più risorse vengono destinate agli armamenti e alla preparazione dei conflitti\, continuano a rimanere irrisolti i problemi che riguardano la vita quotidiana delle comunità: il dissesto del territorio\, i servizi pubblici\, la sanità\, i trasporti\, il lavoro\, lo spopolamento. \nE persino le conseguenze della frana di Niscemi rischiano di passare in secondo piano rispetto alle “necessità” belliche. \nA fronte di tutto questo\, il governo italiano continua a sostenere le politiche di riarmo e a rafforzare il proprio ruolo all’interno del sistema militare euro-atlantico\, mentre una parte crescente delle risorse pubbliche viene indirizzata verso la spesa militare e l’industria bellica. Le conseguenze di queste scelte ricadono sui territori e sulla vita delle persone\, mentre chi le contesta viene sempre più spesso considerato un problema di ordine pubblico. \nÈ per questo che non possiamo limitarci a osservare. \nMobilitarsi contro la guerra impone di interrogarsi sul mondo che si sta costruendo attorno a noi. Significa anche chiedersi quale futuro viene preparato alle nostre comunità e quale funzione vengono chiamati a svolgere i nostri territori. È necessario opporsi all’idea che la guerra e la militarizzazione siano un destino inevitabile\, davanti al quale non resta che adeguarsi. \nE bisogna anche difendere concretamente il diritto di organizzarsi\, di dissentire e di manifestare. \nIn questi giorni è stata annunciata l’emissione di altri fogli di via nei confronti di attivisti. Come movimento No MUOS denunciamo questi strumenti e ogni tentativo di colpire preventivamente il dissenso e di limitare la possibilità delle persone di organizzarsi e manifestare. \nNon può essere la repressione preventiva la risposta a chi pone domande sulla guerra\, sulla militarizzazione e sulle scelte che vengono compiute sui territori. \nProprio per questo il movimento No MUOS promuove una pubblica assemblea a Niscemi\, aperta a cittadine e cittadini\, associazioni\, movimenti\, realtà sociali e a chiunque voglia discutere e contribuire. \nPerché la guerra non riguarda soltanto chi la combatte. \nImpatta sui territori che vengono militarizzati. \nSottrae risorse ai bisogni collettivi. \nRiguarda il costo della vita. \nRiguarda le libertà e il diritto di dissentire. \nE se la guerra è sempre più vicina\, la risposta non può essere restare in silenzio. \nLA GUERRA È GIÀ QUI\nParliamone. Organizziamoci. Mobilitiamoci.\nNiscemi – Biblioteca comunale \nDomenica 20 settembre 2026\, ore 16.00 \nPer aderire\, partecipare all’assemblea o semplicemente manifestare il proprio sostegno all’iniziativa è possibile rivolgersi ai comitati No MUOS locali\, alle pagine social del movimento No MUOS\, al gruppo di comunicazione del movimento oppure scrivere a: nomuoscomunica@gmail.com
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SUMMARY:MILANO: Corteo contro i licenziamenti ritorsivi
DESCRIPTION:Il 19 settembre alle ore 10.00 il corteo partirà da via Palestro angolo via Marina e arriverà in piazza Cavour\, in cui hanno sede diverse agenzie di stampa e alcuni quotidiani\, e ricorderà la repressione a cui sono soggetti i giornalisti non allineati al potere; passerà poi in via Senato davanti alla sede GKSD\, che rappresenta la proprietà dell’Ospedale San Raffaele di Milano; raggiungerà il Teatro alla Scala\, dove era stata licenziata una maschera per aver gridato “Free Palestine”; si concluderà in piazza Affari\, nei pressi della sede TIM\, per rivendicare il reintegro di un delegato sindacale licenziato. \nArticolo completo qui.
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SUMMARY:IMOLA: Serata benefit a sostegno del convegno sul canto anarchico
DESCRIPTION:VENERDI’ 18 SETTEMBRE 2026\n\n\nSERATA A SOSTEGNO DI \n \n“ACCORDI LIBERTARI – FESTIVAL DELLA CANZONE ANARCHICA” \n \nDalle 20:00 cena conviviale e a seguire canti anarchici dal vivo!\n\n L’intera iniziativa è finalizzata alla raccolta di sottoscrizioni a sostegno della prima edizione di «Accordi libertari: Festival della Canzone Anarchica»\, che si terrà dal 2 al 4 ottobre a Massenzatico (RE).  \n \n***\nSOTTOSCRIZIONE FESTIVAL DELLA CANZONE ANARCHICA\n\n2-3-4 OTTOBRE VIA BEETHOVEN 78\, MASSENZATICO (RE) \n\nDal 2 al 4 ottobre 2026 presso le Cucine del Popolo di Massenzatico (RE) si terrà la prima edizione di “Accordi Libertari”\, Festival della canzone anarchica\, che vedrà la partecipazione di musicisti e musiciste\, cantautori e cantautrici\, studiosi e studiose e cori. Saranno tre giorni di presentazioni di libri\, musica\, memorie\, riflessioni\, concerti e canto collettivo all’insegna del ricco repertorio libertario a partire dalla nascita del socialismo internazionalista arrivando ad oggi. \nDurante l’evento sarà allestita una mostra di dischi dove\, accanto a quelli anarchici\, troveremo vinili di alcuni cantautori libertari che daranno conto di buona parte della storia del canzoniere anarchista. L’appuntamento è stato costruito dal basso e sarà senza padrini e senza padroni\, proprio per mantenere una precisa indipendenza culturale non disgiunta da una prassi autogestionaria. \nIl nostro festival sarà una tre giorni di cultura libertaria in uno spazio suggestivo\, senza biglietto di ingresso\, con prezzi popolari\, garantendo i rimborsi ai musicisti attraverso un percorso di autofinanziamento. \nPertanto\, promuoviamo questa sottoscrizione\, libera e volontaria\, per sostenere e costruire tutte e tutti insieme questo primo incontro della canzone anarchica. \n*** \n\n\nIMOLA – Via FRATELLI BANDIERA 19 o da Via Caterina Sforza 5\, parco Verziere delle monache\, di fronte al parcheggio dell’ “Ospedale Vecchio”.\n \n\nASSEMBLEA ANARCHICA IMOLESE
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SUMMARY:TRIESTE: praticare l'Ecologia Sociale
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SUMMARY:ROMA: Cineforum Bakunin "Z - l'orgia del potere"
DESCRIPTION:Mercoledì 16 settembre proietteremo al Cineforum Bakunin “Z – l’orgia del potere” (1969\, Costa Gavras). \nIl film è basato sulla storia dell’assassinio del politico greco e partigiano Gregoris Lambrakis. Un deputato di sinistra dell’opposizione viene investito da un camion\, un agguato organizzato un gruppo di estrema destra e dalla polizia. Un giovane magistrato indagherà sulla vicenda che la polizia sta provando a spacciare per un semplice incidente d’auto. \nAppuntamento mercoledì 16 settembre alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale)\n\nDopo la proiezione si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare\, cantare\, suonare…\n\nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio
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SUMMARY:EMPOLI: Il giorno dello sbattezzo\, dell'editoria anarchica e del libero pensiero
DESCRIPTION:NE’ DEI’  NE PADRONI\nL’attualità della critica anticlericale è determinata dalla sfaccia esibizione di potenza continuamente esercitata sulla vita pubblica dal clericalismo\, sia nelle sue forme togate che in quelle borghesi e istituzionali.\nLa critica anticlericale che si accompagna alla critica atea è\, innanzitutto\, una battaglia per la libertà di tutti ( compreso i credenti )\, poi è una battaglia antiautoritaria che vuole sconfiggere le concezioni totalitarie ( delle dottrine religiose in generale\, e fra queste quelle monoteisteche in particolare che sono il fulcro logico e storico ) e\, infine\, è una ricerca delle ragioni della vita\, della sua essenza\, delle sue regole e delle sue basi etiche.\nNoi vogliamo vivere liberi da ogni manipolazione\, costrizione e sfruttamento\, in libertà gioire\, senza menzogne\, ne servi\, ne padroni.
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SUMMARY:BOLOGNA: Incontro internazionale degli archivi anarchici della rete FICEDL — la Federazione Internazionale dei Centri studi e di Documentazione Libertari
DESCRIPTION:Incontro internazionale degli archivi anarchici della rete FICEDL — la Federazione Internazionale dei Centri studi e di Documentazione Libertari. Tre giorni per presentare i fondi\, condividere pratiche di conservazione e ragionare insieme sul ruolo della memoria dei movimenti. L’invito è aperto a tutti gli archivi anarchici\, a ricercatrici e ricercatori\, e a chiunque voglia mettere in rete la propria esperienza. \nhttps://ficedl2026.bida.im/
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SUMMARY:ALESSANDRIA: Pranzo benefit per la nuova sede della Federazione Anarchica Torinese
DESCRIPTION:Pranzo benefit al Perla Nera\ndi Alessandria\nin via Tiziano Vecellio 2\n(a pochi passi dalla stazione ferroviaria)\n\nDOMENICA 6 SETTEMBRE 2026\n\nPRANZO PER LA\n\nF.A.T.\n\nHANNO DATO LO SFRATTO ALLA FEDERAZIONE ANARCHICA TORINESE\n\nLa Perla Nera organizza un pranzo benefit per l’acquistare una nuova sede\n\nPRENOTAZIONI AL NUMERO 347 402 5324\n\nMenù:\nAperitivo con salatini\n\nAntipasti:\nFlan bicolore con carote e piselli\nTortillas di ceci alla messicana con fagioli rossi\, peperoni e mais\nCialde di riso con crema di cannellini e radicchio\nPrimo:\n\nCrépès al forno con ragù di verdure\nSecondo:\n\nSformato di patate con cuore di funghi\n\ne… per finire\nSemifreddo alla menta e limone.\n\nSottoscrizione minima euro 20.\n\nPrenotazioni entro giovedì 3 settembre a 3474025324 (Salvatore) o al 3356990774 (Urbano) anche su WhatsApp.\n\nLa storica sede degli anarchici torinesi è sotto sfratto.\nQuesto pranzo benefit ha lo scopo di dare un contributo per una nuova casa alla Federazione Anarchica Torinese.
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SUMMARY:MILANO: pranzo resistente e coro dei disertori
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SUMMARY:MILANO: Presentazione del libro "Abbattere le mura del cielo"-iniziative antisfratto di via Torricelli
DESCRIPTION:Nell’ambito delle iniziative contro lo sfratto di via Torricelli 19\, uno spazio anarchico attivo da 50 anni. Presentazione del libro “Abbattere le mura del cielo” di Mauro De Agostini che ripercorre le vicende dei primi anni dell’occupazione.\nSABATO 5 SETTEMBRE 2026 ore 17\,00 gruppo anarchico Bruzzi-Malatesta via Torricelli 19 Milano – sarà presente l’autore”
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SUMMARY:LIVORNO: Gli orti urbani non si toccano
DESCRIPTION:Aderisce anche la Federazione Anarchica Livornese\, leggi qui il comunicato.
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SUMMARY:SAN LORENZO A MERSE: Festa Libertaria - IIIa edizione
DESCRIPTION:Torna a settembre la Festa Libertaria di San Lorenzo a Merse\, III* Edizione\, il 4/5/6 Settembre 2026\, organizzata dal Circolo Libertario E.Malatesta della Montagnola Senese\, dal Circolo Arci di San Lorenzo a Merse\, dalla Federazione Anarchica Elbano Maremmana\, dallo Spazio Libertario Pietro Gori di Volterra e da individualità anarchiche e Libertarie. \nIl programma prevede: cucina\, dibattiti\, teatro\, poesia e musica. \nVi aspettiamo! \nCircolo Libertario E. Malatesta della Montagnola Senese
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SUMMARY:ALESSANDRIA: proiezione del documentario "Gaza: Doctors Under Attack"
DESCRIPTION:Venerdì 2 ottobre al Laboratorio Anarchico PerlaNera di Via Tiziano Vecellio 2 Alessandria proiezione del Documentario Gaza: doctors under attack. inizio alle ore 21.00\nGaza: Doctors Under Attack è un documentario britannico del 2025 diretto da Karim Shah. Il film esamina la situazione di medici e operatori sanitari durante la guerra di Gaza \, compresi gli omicidi e le presunte torture subite dal personale sanitario e gli attacchi agli ospedali da parte delle Forze di Difesa Israeliane .\nGaza: Medici sotto attacco ha vinto il Bafta dopo che la BBC\, che ha pagato per farlo\, non l’ha poi messo in onda.\nLa serata è organizzata del Laboratorio Anarchico PerlaNera e del Coordinamento provinciale per la Palestina Alessandria. La proiezione rientra nelle iniziative per promuovere la manifestazione indetta dal Coordinamento Provinciale per la Palestina di Alessandria il 10 ottobre dove si porterà il Sudario di Gaza con 18.457 nomi di bambin* uccisi a Gaza.
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SUMMARY:BRANDIZZO: Presidio a 3 anni dalla strage
DESCRIPTION:📌 Domenica 30 agosto parteciperemo al presidio indetto da sindacati di base e associazioni\, nel terzo anniversario della strage di Brandizzo.\nAppuntamento alla stazione ferroviaria dalle 10\,15 alle 13.\n\n💥 Incidente sul lavoro? No\, guerra di classe!\n\n🟣 Sono passati tre anni. Alla stazione di Brandizzo 5 operai impiegati nella manutenzione della linea ferroviaria tra Torino e Milano vennero travolti da un treno che non aveva ricevuto nessun segnale di stop.\n\nNon fu un incidente. Un incidente è qualcosa di imponderabile\, impossibile da prevenire\, mentre la continua crescita di morti sul lavoro va di pari passo con i tagli ed i mancati investimenti sulla sicurezza.\nNelle ferrovie questo è un fatto strettamente legato alla secca riduzione del personale\, all’esternalizzazione dei lavori di manutenzione\, agli investimenti sulle linee ad alta velocità a discapito della viabilità ordinaria. Dove passano i treni ad alta velocità c’è un meccanismo che blocca tutto quando c’è un ostacolo sui binari.\nFacile e assolutorio parlare di errore umano. Ma anche gli errori umani si moltiplicano quando si lavora senza reali tutele\, quando non si investe sui sistemi di sicurezza perché il trasporto ferroviario per pendolari e viaggiatori poveri è un affare poco redditizio.\nI cinque operai morti a Brandizzo sono alcune delle migliaia di vittime della guerra di classe tra chi si arricchisce con il lavoro altrui e chi\, per vivere\, deve rischiare la vita.\n\n🟢 Ogni giorno tre persone muoiono sul lavoro.\nA questi si aggiungono i tanti che hanno perso la vita mentre si recavano in fabbrica\, in ufficio\, a fare una consegna. Un mercato del lavoro che costringe a spostamenti sempre più lunghi\, ad accettare un posto anche a trenta o quaranta chilometri di distanza\, fa si che si muoia anche mentre si va o si torna dai luoghi della servitù salariata. I tagli al trasporto pubblico espongono a maggiori rischi chi si deve muovere\, e sono frutto della stessa logica del profitto che porta le imprese a ridurre la spesa per la sicurezza.\n\n🔵 Di lavoro si muore anche per malattie professionali\, magari dopo qualche anno di pensione. Avvelenamenti cronici da sostanze tossiche\, esposizioni ad agenti oncogeni\, sfiancamento. O magari si è più fortunati: non si muore ma ci si porta fino alla tomba una qualche patologia più o meno debilitante.\n\n🔴 Negli ultimi dieci anni il numero di morti e feriti sul lavoro è costantemente aumentato. Lo sfruttamento da schiavi in agricoltura ha  ucciso braccianti stipati sui furgoncini senza manutenzione usati per portarli in campagna\, mentre altr* sono morti collassando sotto il sole rovente.\n\nQuest’estate quattro sono stati bruciati vivi dal caporale\, perché chiedevano il loro salario. La criminalità dello Stato che rende clandestini i braccianti va a braccetto con la criminalità di chi li sfrutta.\nSi muore nell’industria\, nella manutenzione\, nei cantieri\, nei campi\, nelle stive delle navi\, nei lavori stradali.\n\n⚫ Anche le nuove “professioni” della “gig economy” uccidono: si allunga l’elenco dei rider\, i fattorini in bici o in motorino\, che muoiono o si feriscono mentre portano cibo per qualche grande piattaforma. Lo stato delle strade\, la scarsa manutenzione dei mezzi\, le condizioni climatiche\, i ritmi frenetici del cottimo e la connessa ideologia che glorifica la performatività e l’autosfruttamento che le aziende vorrebbero che i lavoratori introiettassero\, sono le cause principali.\n\n🟡 La precarizzazione e l’aumento della ricattabilità davanti al padrone costringono ad accettare condizioni di lavoro che fino a qualche anno fa si sarebbero respinte.\n\n🟠 È così in tutto il mondo. La globalizzazione della povertà investe ogni angolo del pianeta. In ogni dove i padroni si arricchiscono sulla vita e sulla morte degli sfruttati. La nostra risposta\, come lavoratori\, disoccupati\, precari\, non potrà che essere sul piano internazionalista e di classe.\n\n\n🟢 In ogni dove si investe in armamenti e spesa militare\, per difendere ed estendere gli interessi imperiali degli stati e dei padroni. Provate ad immaginare se una piccola parte dei milioni di euro che il governo sperpera ogni giorno in spese militari fossero impiegati per rendere più sicura la rete ferroviaria del nostro paese.\nInvece gli unici investimenti riguardano la logistica militare\, trasformando così l’intera rete in obiettivo militare.\n\nProvate ad immaginare quanto sarebbero migliori le nostre vite se tutti quei soldi servissero per la cura e non per la guerra.\n\n🟣 I padroni stanno combattendo una guerra che come sfruttati dobbiamo riconoscere come tale. E combatterla. I sindacati confederali e le istituzioni si limitano a qualche frase di circostanza. Non ce ne stupiamo: il loro ruolo è quello di guardiani dell’ordine costituito.\n\n🔵 Spetta a noi prendere in mano le redini del nostro destino e\, con azione diretta\, picchetti\, blocchi\, costruendo spazi politici non statali\, moltiplicando le esperienze di autogestione\, costruendo reti sociali che sappiano inceppare la macchina e rendano efficaci gli scioperi e le lotte territoriali\, potremo liberarci e vivere una vita in cui non si muoia più in nome del profitto di qualche padrone.\n\n🔴 Siamo consapevoli che l’apparato repressivo del governo Meloni ha trasformato in reati gravi normali azioni di lotta\, che la possibilità di scioperare è seriamente ridotta\, ma è una ragione in più per rispondere alla repressione con le lotte. Ne va della vita e della salute di chi lavora.\n\n‼️Un mondo senza sfruttati né sfruttatori\, senza servi né padroni\, un mondo di liberi ed eguali è possibile. Tocca a noi costruirlo.\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nriunioni ogni martedì alle 21.\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:MILANO: Assemblea cittadina contro sfratti e sgomberi
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SUMMARY:MILANO: L'anarchia non si sgombera. Inaugurazione mostra sui 50 anni dell'occupazione di via Torricelli + cena antisfratto
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SUMMARY:ROCCATEDERIGHI:  X° FestivalSedicid'Agosto
DESCRIPTION:  \nAbbiamo iniziato questa cosa quasi per gioco. Con poche risorse etanto entusiasmo. Come gioco\, appunto. Forse lo abbiamo fattosoprattutto per noi stessi\, per avere un attimo di respiro nel belmezzo del solleone di maremma. Non tanto perché avevamo chissà cosada dire\, ma per ascoltare le mille storie: quelle antiche\, daripetere per ricordare e quelle di resistenza ad oltranza. Storie diutopie concrete. Tenere viva la memoria di queste colline ribelli\,piena di gente abituata a maneggiare la dinamite e difendere i propridiritti.Grazie a\nl bosco ed all’acqua è rimasta una esperienzagestibile\, comunitaria\, senza forzature e poche invasioni. Una”VACANZA INTELLIGENTE E CONSAPEVOLE”\, capace di accoglierechi si ribella\, chi non ci sta e sogna qualcos’altro. Lapartecipazione e le collaborazioni sono state la nostra più grandesoddisfazione.Arrivati al d\necimo anno abbiamo azzardato a fareuna settimana intera. Rallentiamo tutto per darci il tempo diascoltare\, comprendere\, confrontarci. Èil momento per lasciare una traccia\, incidere. Rilanciare. Ciaspettiamo suggestioni e commistioni. Musicali ma anche altro…Comefondatore del \nFestivalSedicid’Agosto ho voglia di dire solamentegrazie e vi spiego perché. Nel 2022\, alla sest\na edizione delFestival\, gli eventi della vita mi hanno fatto andare viadall’Italia. A quel punto il Festival sarebbe andato a morire\, ma perfortuna c’erano Giampiero e Flavia. Giampiero e Flavia\, che hannopartecipato all’organizzazione del Festival fin dall’inizio\, hannopreso in mano le redini e hanno portato avanti il Festival\,migliorandolo\, fino alla decima edizione. Quindi mi sembradoveroso\ne di immenso piacere ringraziare Giampiero e Flavia e tuttiquelli che hanno partecipato e continueranno a partecipare alFestivalSedicid’Agosto.Anche quest’anno vi aspettia\nmo numerosie carichi\, e come dice Giampiero “Facciamo sentire la nostravoce”. Grazie a tutti\,Jonni
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SUMMARY:MILANO: Presidio F-estivo sotto il Comune "Occupiamoci di Milano"
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SUMMARY:LIVORNO: presentazione del libro "Pazzi da morire"+aperipizza
DESCRIPTION:LIVORNO MARTEDì 11 Agosto c/o EX-Caserma Occupata in via Adriana 16\nalle ore 20 APERIPIZZA a seguire presentazione del libro:\nPAZZI DA MORIRE.\nLe persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria\nedizioni Sensibili Alle Foglie\na cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
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SUMMARY:POZZUOLI: BLOCCHIAMO TUTTO OVUNQUE!
DESCRIPTION:MANIFESTAZIONE VENERDI 7 AGOSTO ORE 17.30 LARGO DELLE PALAZZINE NON FERMIAMOCI A POZZUOLI BLOCCHIAMO TUTTO OVUNQUE UN TETTO SULLA TESTA PER TUTTE LE PERSONE SFOLLATE E IN ATTESA DI CONTROLLI; L’APERTURA IMMEDIATA DELL’HUB; ACQUA CORRENTE E SERVIZI IN CITTA; SOSTEGNO AI LAVORATORI COLPITI E AL COMMERCIO LOCALE\, LA MESSA IN SICUREZZA DELLE NOSTRE CASE. POZZUOLI RESISTE E NON CI FAREMO CACCIARE DALLA NOSTRA CITTA! \n 
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SUMMARY:LIVORNO: In memoria di Filippo Filippetti anarchico livornese\, antifascista\, ucciso dai fascisti
DESCRIPTION:1922- 2026\nDomenica 2 agosto 2026 ore 19\nCommemorazione presso la lapide\nVia Provinciale Pisana 354\, Livorno\n(ex-scuola Camilli) \nFilippo Filipetti\, giovane anarchico\, viene ucciso il 2 agosto 1922 dai fascisti mentre si oppone\, assieme ad altri antifascisti\, ad una spedizione punitiva contro Livorno.\nIl 2 Agosto 1922 un gruppo di giovani antifascisti\, tra i quali alcuni anarchici\, ingaggia uno scontro armato nei pressi di Pontarcione con i camion dei fascisti. Muore nella sparatoria Filippo Filippetti\, membro degli Arditi del Popolo\, sindacalista dell’USI per il settore edile. \nNell’estate del 1922 si giocano le ultime carte per fermare la reazione antiproletaria: il paese è attraversato da un crescendo di aggressioni compiute dai fascisti nei confronti delle organizzazioni del movimento operaio e dei singoli militanti; si contano decine di morti fra gli antifascisti.\nDa mesi l’Unione Anarchica Italiana e il giornale “Umanità Nova” si battono a sostegno del movimento degli Arditi del Popolo\, per costituire un fronte unico proletario che organizzi la difesa. Su iniziativa del Sindacato Ferrovieri Italiano è costituita l’Alleanza del Lavoro\, a cui partecipano tutti i sindacati\, con l’appoggio dell’Unione Anarchica\, del Partito Repubblicano\, del Partito Comunista e del Partito Socialista. \nL’Alleanza del Lavoro indice uno sciopero generale ad oltranza per fermare le violenze fasciste a partire dalla mezzanotte del 31 luglio. I fascisti finanziati da agrari e industriali\, armati da Carabinieri ed Esercito\, protetti dalla monarchia e dalla Chiesa\, aggrediscono le roccaforti operaie.\nIn molte città\, fra cui Piombino\, Ancona\, Parma\, Civitavecchia\, Bari i fascisti vengono respinti anche grazie all’azione degli Arditi del Popolo. Nel momento in cui la resistenza operaia cresce\, CGL e PSI\, sperando in un ennesimo compromesso\, si ritireranno dalla lotta\, aprendo la strada alla rappresaglia armata del Governo. Livorno è uno dei centri dello scontro. Tra il 1° e il 2 Agosto 1922 squadre fasciste provenienti da tutta la Toscana lanciano la caccia agli antifascisti livornesi\, facendo irruzione nei quartieri popolari che resistono all’invasione. Molti furono gli assassinati in quei giorni. Popolani\, militanti comunisti\, anarchici\, repubblicani e socialisti\, tra i quali Luigi Gemignani\, Gilberto Catarsi\, Pietro Gigli\, Pilade Gigli\, Oreste Romanacci\, Bruno Giacomini e Genoveffa Pierozzi\, oltre al giovane anarchico Filippo Filippetti. \nIl movimento anarchico invita tutti le realtà antifasciste a partecipare alla commemorazione. \nFederazione Anarchica Livornese // cdcfedanarchicalivornese@virgilio.it // federazioneanarchica.org \nCollettivo Anarchico Libertario // collettivoanarchico@hotmail.it // collettivoanarchico.noblogs.org/
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SUMMARY:BOLOGNA: Corteo per il 2 agosto. La strage di Stato non è storia passata
DESCRIPTION:Domenica 2/8 Corteo per il 2 agosto. La strage di Stato non è storia passata\ndalle ore 8.30 in Piazza del Nettuno\nBOLOGNA \nLA STRAGE E I RESPONSABILI\nIl 2 agosto 1980\, alle 10.25 di mattina\, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo\, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.\nLa recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini\, ex esponente di Avanguardia Nazionale\, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.\nOGGI COME IERI\nLo Stato ordina\, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.\nPerché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi\, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali\, i ceti popolari\, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati\, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.\nLa continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”\, oggi sono i migranti\, i gruppi sociali marginalizzati.\nI respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici\, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori\, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.\nLA VIOLENZA DI OGGI\nLo abbiamo visto accadere anche qui\, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir\, 42 anni\, bolognese da 35 anni\, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti\, prima di restare immobile per sempre\, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia\, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.\nI decreti sicurezza\, le leggi bavaglio\, la repressione del dissenso\, l’attacco ai diritti dei lavoratori\, i respingimenti in mare e alle frontiere\, i lager per migranti\, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.\nA BOLOGNA NON SI PASSA\nRilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.\nOggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore\, della solidarietà contro l’oppressione.\nPerché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito. \nhttps://resistentibolognesi.bida.im/
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SUMMARY:TRIESTE: Cuatro esquinas de tango. Un viaggio cantato tra poesia ed emozione.
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