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SUMMARY:PALERMO: "Libertarias" Tre film a novantanni dalla guerra civile spagnola
DESCRIPTION:Piazza Verdi\, 8\, Palermo\n1936: uno degli eventi più significativi e controversi del Novecento europeo\, la Guerra civile spagnola fu insieme conflitto sociale\, scontro internazionale\, battaglia ideale e tragedia umana.\nNon fu soltanto il terreno di confronto tra fascismo e antifascismo ma anche il luogo in cui esplosero le contraddizioni interne al movimento operaio e alla sinistra internazionale: il conflitto tra diverse idee di rivoluzione\, di democrazia e di trasformazione sociale.Le speranze nate nelle fabbriche e nelle campagne\, l’esperienza delle collettività anarchiche\, la mobilitazione popolare contro il fascismo\, ma anche le divisioni profonde che attraversarono il fronte repubblicano. Gli scontri del 1937 a Barcellona segnarono\, infatti\, una frattura drammatica perché mentre la guerra contro Franco era ancora in corso\, una parte della sinistra si trovò a combattere anche contro una parte di sé stessa. Le repressioni contro militanti anarchici e antistalinisti mostrarono come il sogno rivoluzionario potesse trasformarsi in un terreno di conflitto\, controllo e violenza politica.\nAl Rouge et Noir un mini ciclo di tre appuntamenti a novant’anni dalla Guerra civile spagnola\, si parte lunedì 29 giugno. Alle 20:30 gli interventi di Tommaso Baris\, docente universitario di storia contemporanea\, e di Salvo Vaccaro\, docente universitario di filosofia politica. A seguire\, alle 21:00\, la proiezione in lingua originale con sottotitoli in italiano) con “Terra e libertà” di Ken Loach\, 1995 – 109 min.\nSpagna 1936. Un giovane inglese raggiunge le Brigate Internazionali per combattere contro le truppe franchiste. Si mescola con spagnoli\, italiani\, americani\, francesi. Si innamora di Blanca e assiste al disgregarsi violento e dolorosissimo della solidarietà delle sinistre: i comunisti stalinisti da una parte e i comunisti del Poum e gli anarchici dall’altra.\nBiglietto unico al botteghino 6 euro.\nGli altri appuntamenti:Mercoledì 8 luglio “Libertarias” di Vicente ArandaGiovedì 16 luglio “A cena con il dittatore” di Manuel Gòmez Pereira.
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SUMMARY:ROMA: "... e venne il giorno della vendetta" al Cineforum Bakunin all'aperto
DESCRIPTION:Mercoledì 8 luglio proietteremo\, all’aperto nel lotto “…e venne il giorno della vendetta” (Zinemann\, 1964). \nUn altro grande regista di Hollywood\, Fred Zinnemann (“Mezzogiorno di fuoco”\, “Da qui all’eternità”\, “Un uomo per tutte le stagioni”\, “Cinque giorni un’estate”\, “Il giorno dello sciacallo” altri straordinari titoli della sua ampia filmografia)\, compone un’epica sfida tra due giganti dello schermo\, Anthony Quinn (la Guardia Civil) e Gregory Peck (il guerrigliero) nell’affascinante “Behold a Pale Horse” (“… e venne il giorno della vendetta”) girato nel 1964\, proibito in Spagna durante tutto il periodo del franchismo. Il governo di Madrid\, ancora retto da Franco “el verdugo”\, impedì alla produzione di girare in Spagna (le riprese avvennero in Francia\, con molti ex ribelli repubblicani chiamati a fare le comparse) e vietò la distribuzione del film. Il titolo originale “Behold a Pale Horse” è una citazione dell’Apocalisse. \nAlla fine della Guerra civile di Spagna\, il combattente antifranchista Manuel (Gregory Peck) si rifugia in esilio in Francia. Vent’anni dopo\, con l’aiuto di un ragazzino (Marietto Angeletti) e di un prete (Omar Sharif)\, torna in patria per rivedere la madre (Mildred Dunnock) e assassinare il poliziotto Viñolas (Anthony Quinn). Quest’ultimo\, però\, ha in serbo una trappola per lui. \nTratto dal romanzo “Killing a Mouse on Sunday” del celebre regista Emeric Pressburger. Il personaggio interpretato da Gregory Peck è liberamente ispirato all’anarchico Francisco Sabaté Llopart detto El Quico\, eroe della resistenza a Franco. Il pubblico americano\, poco interessato ai temi politici sviscerati nella pellicola\, non apprezzò molto questo dramma avventuroso. \nPROIEZIONE ALL’APERTO\, ALL’INTERNO DEL LOTTO. \nPORTA E CONDIVI CIO’ CHE VUOI MANGIARE/BERE. \nDopo la proiezione si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare\, cantare\, suonare… \nAppuntamento mercoledì 8 LUGLIO al tramonto (ora solare di Garbatella)\,in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \n\nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio. \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:CARRARA: FAI festa. All'arrembaggio del futuro!
DESCRIPTION:F(A)I Festa\nAll’arrembaggio del futuro!\nCarrara\n10-11-12 Luglio 2026 \nVenerdì 10 Piazza Duomo\nh.18 “25 anni dal G8 di Genova: un racconto di quell’esperienza nella prospettiva delle lotte di oggi” interverranno compagn* di “Anarchici contro il G8”\nA seguire cena e concerto in piazza delle Erbe con “We love surf” \nSabato 11 Piazza Duomo\nh.11 Trekking urbano alla scoperta dei luoghi dell’anarchismo in città\nh.18 “Anarchia e Transfemminismo: voci a confronto per un incontro ineludibile”\nA seguire cena e concerto in piazza delle Erbe con “Horo coro” e  “Suonificio popolare apuano” \nDomenica 12\nh.10.30 ritrovo a Gabellaccia\nGita alla lapide dove fu fondata la brigata partigiana anarchica “Elio” a Campocecina\nPranzo al sacco autogestito\nh.18 Gragnana al Circolo Malatesta\n“La necessità dell’antimilitarismo: esperienze di lotta contro la guerra e chi la arma”\nA seguire cena e concerto di Alessio Lega e Guido Baldoni \nPossibilità di campeggio gratuito autogestito \nFederazione Anarchica Italiana \nPer info logistiche: arrembaggio@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:IGLESIAS: Presentazione del testo "Contro la guerra contro la pace per la rivoluzione sociale" L Galleani
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SUMMARY:ROMA: Cineforum Bakunin "I diavoli" (Ken Russell\, 1971)
DESCRIPTION:  \nproiezione de: I DIAVOLI (Ken Russell\, 1971) \nNel lontano 1634 in una piccola cittadina francese avvenne il più famoso caso di possessione demoniaca di massa della storia. Da questi eventi è stato tratto il libro “I Diavoli Di Loudun” del britannico Aldous Huxley\, da cui poi John Whiting si è ispirato per un dramma teatrale nel 1960. Solo un grande visionario come Ken Russell poteva riprendere in mano queste controverse vicende storiche trasformandole in sconvolgente anarchia. \nDurante la prima metà del XVII° secolo il cardinale Richelieu – ristabilita la pace dopo le guerre di religione – per consolidare il potere regio\, invia il barone di Laubardemont a Loudun con l’incarico di abbatterne le fortificazioni. Ma il prete Urbain Grandier (a cui sono stati conferiti pieni poteri fino all’elezione di un nuovo governatore) si oppone alla decisione di buttare giù le mura\, consapevole che questo sarebbe il primo passo per la completa revoca della libertà e dell’autonomia cittadina. Grandier è un uomo carismatico e affascinante\, piace alla gente così come piace alle suore Orsoline di Loudun: il prete intraprende numerose relazioni con le sue penitenti ma quando Madre Jeanne degli Angeli (la superiora del convento) mette gli occhi su di lui\, la storia prende la piega di una contorta e morbosa ossessione. \nI Diavoli” (“The Devils”) è puro isterismo e continua provocazione\, un film diretto magistralmente da un Ken Russell qui assolutamente ispirato. La messa in scena è barocca\, poiché ogni inquadratura è appesantita da personaggi convulsi e scenografie imponenti: possiamo toccare con mano uomini e oggetti che si compattano in una poltiglia fiammeggiante\, ecco che quindi ritorna il caos inteso come liberazione edonistica in opposizione alle costrizioni spirituali. Il retaggio storico viene quindi fagocitato da un caleidoscopio di immagini ricche di furiosa intensità\, come se ogni sequenza fosse il risultato di una bomba appena esplosa. Questo continuo movimento mette in circolo una rivoluzione ben più attuale di una semplice testimonianza legata alla possessione\, motivo per il quale “I Diavoli” è da sempre considerato uno dei titoli blasfemi per eccellenza. Presentata a Venezia nel 1971\, la pellicola fu accusata di volgarità e faziosità (scandalizzando buona parte della critica)\, mentre pochi mesi dopo arrivò puntuale il sequestro dalle sale cinematografiche italiane. \nQuello di Russell è un film sopra le righe in tutto e per tutto: Oliver Reed è in stato di grazia\, Vanessa Redgrave è sinuosamente inquietante\, “I Diavoli” sono praticamente dei serpenti velenosi pronti a morire pur di raggiungere il loro scopo. Che il genere conventuale esploso durante gli anni settanta prenda spunto da questa pellicola è un dato di fatto\, ma quello di Ken Russell è un lavoro che si pone al di là della religione e di quattro suore in preda a oscuri pruriti sessuali. Con “I Diavoli” inoltre veniamo catapultati oltre la soglia del dualismo bene contro male\, termini che si annullano a vicenda assimilati da questa spirale di inarrestabile perversione. \nIl piacere carnale\, la tortura\, il dolore\, la teatralità dei movimenti\, una lezione fondamentale che ritroveremo dopo pochi anni nel linguaggio dei connazionali Derek Jarman (qui scenografo) e Peter Greenaway. Il primo più esibizionista ma anche capace di svolte intimiste\, il secondo invece eccentrico e intellettuale fino al midollo. “I Diavoli” è un passaggio obbligato per tutto il nostro amato cinema di confine: visionario\, iconoclasta\, quasi surreale\, un istinto anticonformista in cui il demonio fa quasi da spettatore\, sghignazzando sul materialismo dilagante di ogni individuo. \nPresentata a Venezia nel 1971\, la pellicola fu accusata di volgarità e faziosità (scandalizzando buona parte della critica)\, mentre pochi mesi dopo arrivò puntuale il sequestro dalle sale cinematografiche italiane. \nLa versione restaurata contiene la celebre sequenza denominata “Lo stupro di Cristo”\, la quale fu motivo di grande scandalo all’epoca della prima proiezione a Venezia e\, per questo motivo\, completamente eliminata nella versione uscita inizialmente nei cinema. \nAnche Albino Luciani\, nel 1971 Patriarca di Venezia e poi futuro Papa con il nome di Giovanni Paolo I\, criticò duramente il film\, dopo la sua proiezione alla Mostra cinematografica\, in una lettera pastorale inviata ai fedeli della sua diocesi. \nPer noi resta un magnifica (a dir poco)pellicola. \nI fatti \, gli scandali e abusi (conosciuti e non) sessuali della Chiesa\,restano di fatto una realta’ spesso documentata e taciuta talvolta\,di cui purtroppo le vittime non sono attori/ci e non fanno parte di un cast cinematografico. \nQuella stessa realtà che ha tentato e tenta di censurare film e’ regista e spettatore\, carnefice e crudele falsificatore. \n  \nPORTA E CONDIVI CIO’ CHE VUOI MANGIARE/BERE. \nDopo la proiezione si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare\, cantare\, suonare… \nAppuntamento mercoledì 15 LUGLIO al tramonto (ora solare di Garbatella)\,in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio. \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:PALERMO: proiezione "A cena con il dittatore" cinema Rouge et noir
DESCRIPTION:1936: uno degli eventi più significativi e controversi del Novecento europeo\, la Guerra civile spagnola fu insieme conflitto sociale\, scontro internazionale\, battaglia ideale e tragedia umana.\nNon fu soltanto il terreno di confronto tra fascismo e antifascismo ma anche il luogo in cui esplosero le contraddizioni interne al movimento operaio e alla sinistra internazionale: il conflitto tra diverse idee di rivoluzione\, di democrazia e di trasformazione sociale.Le speranze nate nelle fabbriche e nelle campagne\, l’esperienza delle collettività anarchiche\, la mobilitazione popolare contro il fascismo\, ma anche le divisioni profonde che attraversarono il fronte repubblicano. Gli scontri del 1937 a Barcellona segnarono\, infatti\, una frattura drammatica perché mentre la guerra contro Franco era ancora in corso\, una parte della sinistra si trovò a combattere anche contro una parte di sé stessa. Le repressioni contro militanti anarchici e antistalinisti mostrarono come il sogno rivoluzionario potesse trasformarsi in un terreno di conflitto\, controllo e violenza politica.\nAl Rouge et Noir un mini ciclo di tre appuntamenti a novant’anni dalla Guerra civile spagnola\, si parte lunedì 29 giugno. Alle 20:30 gli interventi di Tommaso Baris\, docente universitario di storia contemporanea\, e di Salvo Vaccaro\, docente universitario di filosofia politica. A seguire\, alle 21:00\, la proiezione in lingua originale con sottotitoli in italiano) con “Terra e libertà” di Ken Loach\, 1995 – 109 min.\nSpagna 1936. Un giovane inglese raggiunge le Brigate Internazionali per combattere contro le truppe franchiste. Si mescola con spagnoli\, italiani\, americani\, francesi. Si innamora di Blanca e assiste al disgregarsi violento e dolorosissimo della solidarietà delle sinistre: i comunisti stalinisti da una parte e i comunisti del Poum e gli anarchici dall’altra.\nBiglietto unico al botteghino 6 euro.\nGli altri appuntamenti:Mercoledì 8 luglio “Libertarias” di Vicente ArandaGiovedì 16 luglio “A cena con il dittatore” di Manuel Gòmez Pereira.
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SUMMARY:ROMA: dibattito "A 90 anni dalla rivoluzione spagnola"
DESCRIPTION:A 90 anni dalla Rivoluzione spagnola \n\nA novant’anni da Spagna ’36\, il Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma&Lazio propone per sabato 18 luglio\, dalle ore 20 presso lo spazio anarchico di via Vettor Fausto 3 (Garbatella)\, un dibattito che va oltre la semplice commemorazione storica. Partendo dalle esperienze di autogestione\, collettivizzazione\, democrazia diretta e federalismo libertario sviluppate nella Spagna rivoluzionaria\, ragioneremo sulle forme di organizzazione e trasformazione sociale. \nDalla Comune di Parigi del 1871 alla rivolta magonista della Bassa California (1911)\, dalla Repubblica dei Consigli di Baviera (1919) al Territorio Libero della makhnovščina ucraina (1918-1921)\, dall’autogoverno anarchico coreano nella regione dello Shinmin in Manciuria (1929-1931)\, alle TAZ\, alla Comune di Oaxaca del 2006\, fino alla rivoluzione del Rojava avviata nel 2012\, le rivoluzioni libertarie hanno cercato\, in contesti e forme diverse\, di costruire una società senza Stato\, senza padroni e fondata sull’autorganizzazione popolare. Pur sconfitte militarmente\, isolate o schiacciate dall’intervento di potenze esterne\, hanno lasciato un’eredità di pratiche emancipatrici e di libertà concreta che continua a interrogare il presente. \nIn tempi in cui sembrano affermarsi l’autoritarismo\, il razzismo\, il militarismo\, la devastazione ambientale\, il capitalismo selvaggio e la guerra come uniche prospettive per l’umanità\, discutiamo di come possiamo rovesciare il tavolo dello sfruttamento e di come si possa trasformare oggi la società. \nVi aspettiamo per parlarne insieme sabato 18 luglio ore 20 presso lo Spazio Anarchico di via Vettor Fausto 3 – Roma. \nGruppo Anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma&Lazio
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SUMMARY:ROMA: Cena benefit e musica acustica
DESCRIPTION:  \nCENA BENEFIT E ACUSTIC LIVE MUSIC \nSabato 18 luglio abbiamo organizzato una cena benefit alle ore 20:30 allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16 a garbatella (metro B). Una serata di chiacchiere e convivialità con intervalli musicali in acustico. Vi aspettiamo per un brindisi estivo! \n (A) sottoscrizione libera \nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma \nwww.cafierofairoma.wordpress.com \n 
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SUMMARY:LIVORNO: IN PIAZZA PER ABDERRAHIM FAKIR BASTA POLIZIA!
DESCRIPTION:Il tremendo omicidio consumato a freddo a Bologna dalle forze dell’ordine ai danni di una persona che chiedeva aiuto è qualcosa che riporta alla mente altri fatti\, altre brutalità\, altri omicidi\, successi troppe volte anche da noi e quindi impossibili da ascrivere solo alla brutalità della polizia che agisce altrove\, a Minneapolis come al Cairo\, come ad Ashdod.\nLa violenza e la brutalità della polizia sono anche qui\, le vittime e i morti ammazzati hanno nomi e cognomi.\nE proprio a 25 anni da Genova\, dalle torture di Bolzaneto\, da Carlo Giuliani ammazzato in piazza\, domenica 19 luglio a Bologna la polizia uccide un cittadino inerme che sta male. Lo fa con l’arroganza di sempre e con l’ulteriore impunità assicurata dallo scudo penale recentemente introdotto dal governo. Ma\, soprattutto – quello che ancor più colpisce – lo fa mentre i sanitari del 118 presenti non intervengono\, non soccorrono chi sta male e chiede aiuto.\nL’azienda sanitaria bolognese ha avviato un’indagine per accertare le responsabilità del personale sanitario coinvolto\, ma quella mancanza di soccorso non è solo responsabilità individuale.\nIn una realtà sanitaria devastante fatta di tagli\, riduzione di servizi e di personale\, la risposta alla gestione di una situazione spesso insostenibile è quella securitaria\, tanto per cambiare. E così è normale che in un pronto soccorso si moltiplichino i poliziotti invece che i medici e gli infermieri\, così come sui treni troviamo più polfer che ferrovieri. Per precise scelte governative e aziendali\, i lavoratori vengono indotti a delegare alle forze dell’ordine la gestione di alcune procedure lavorative\, assolte non secondo ciò che il contesto e la professionalità richiede\, ma in modo autoritario\, punitivo\, violento\, repressivo dalle forze dell’ordine: l’unico modo che conoscono.\nÈ anche così che si può morire\, per strada come in galera\, ammazzati da quei tutori dell’ordine che vediamo spesso nelle scuole a mostrare il loro volto più accattivante per propagandare un mestiere basato solo sull’esercizio della violenza.\nSolidarietà ai familiari e agli amici di Abderrahim Fakir.\nsosteniamo le iniziative di protesta contro la brutalità poliziesca\, contro la repressione e la violenza\, contro l’ossessione della sicurezza e le politiche securitarie del governo\, contro l’arroganza omicida delle forze dell’ordine. Partecipiamo al presidio di martedì 21 ore 17.30 Piazza Grande\n\n\nFederazione Anarchica Livornese
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SUMMARY:BOLOGNA: Verità e Giustizia per Fakir - Marcia Popolare
DESCRIPTION:Domenica 26/7 Verità e Giustizia per Fakir – Marcia Popolare\ndalle ore 18 via Svevo/ Panzini (quartiere Pilastro) \nMarcia Popolare: siamo tuttx Fakir!! \n 
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SUMMARY:TRIESTE: La crisi climatica e le sue disuguaglianze. Come orientarsi tra scienza\, politica e giustizia climatica
DESCRIPTION:Martedì 28 luglio alle 20.30 in piazza Puecher (in caso di maltempo in via del bosco 52a)\nL’incontro sarà tenuto da Matteo Nurisso\, ricercatore in scienze del clima\, che si occupa dello sviluppo di strumenti per l’analisi dei modelli climatici utilizzati nella ricerca sul cambiamento climatico.\nNegli ultimi anni parlare di crisi climatica è diventato sempre più difficile. Una parte consistente della politica nega il problema o ne minimizza le cause. Anche un completo catastrofismo rischia di produrre immobilità e paura in gran parte della società.\nL’incontro nasce con l’idea di provare a costruire qualche strumento in più per leggere quello che succede. Partiremo dalle basi della scienza del clima: come funziona il sistema climatico\, cosa sappiamo del cambiamento climatico e come vengono prodotte le conoscenze che costruiscono la base del dibattito attuale.\nDa lì allargheremo lo sguardo. La crisi climatica non è solo una questione di temperature o di emissioni: è una crisi profondamente intrecciata con le disuguaglianze. Chi ha le risorse per proteggersi e chi invece ne subisce gli effetti più duri? Chi produce il sapere sul clima? Anche il mondo della ricerca non è uno spazio neutrale: riflette molte delle disuguaglianze che attraversano la società\, dal classismo alle barriere economiche\, fino alla sottorappresentazione di molte voci ed esperienze. Interrogarsi su chi produce il sapere sul clima significa quindi interrogarsi anche su quali prospettive trovano spazio e quali\, invece\, restano ai margini.
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SUMMARY:BOLOGNA: Cena per Gaetano Bresci
DESCRIPTION:“Non ho ucciso Umberto\, ho ucciso il re\, ho ucciso un principio!”\nCi ritroviamo al Circolo Anarchico Berneri mercoledì 29 Luglio per celebrare con una cena il gesto di rivolta e liberazione che Gaetano Bresci compì nel 1900 uccidendo il Re Umberto I.\nColpevole innanzitutto di essere il re e di rappresentare\, dunque\, “un principio\, un’idea”\, Umberto I venne colpito a morte in quanto perpetratore di una politica di oppressione sistematica della popolazione e di repressione sanguinosa di ogni rivendicazione sociale. Ricordiamo\, infatti\, la carneficina dei moti di Milano per il pane nel 1898\, ordinata dal Re ed eseguita dal Generale Bava Beccaris\, il quale fece aprire il fuoco sulla folla dalla sua sbirraglia\, causando la morte di 80 persone e il ferimento di altre centinaia.\nÈ trascorso più di un secolo\, ma lo Stato mantiene e riproduce la stessa sistematica oppressione della popolazione – soprattutto quella povera\, migrante e non etero-normata – attraverso la violenza e la generalizzazione della repressione.\nLo abbiamo visto proprio qui in città negli scorsi mesi\, con la militarizzazione della città e in particolare del quartiere Pilastro\,  che è stato luogo di una lotta contro la sottrazione di suolo\, alberi\, aria operata dal Comune in occasione della costruzione del Museo delle bambine e dei bambini. Lo abbiamo dovuto di nuovo vedere proprio in questi ultimi giorni\, con l’uccisione di Abderrahim Fakir\, sempre al Pilastro\, da parte delle Forze dell’Ordine\, supportati dall’immobilismo dei soccorritori della Croce Rossa.\nLa violenza dello Stato come braccio armato del Capitale è sempre più forte e si abbatte in tutta Europa\, così come a Bologna\, contro tutti quei movimenti e quelle soggettività che mettono in discussione le politiche neoliberali\, lo sfruttamento e l’estrattivismo tipici di questa fase capitalistica\, contro i segmenti più poveri della società\, contro le soggettività non maschio-etero-cis nel loro processo di emancipazione dal binarismo e dalla violenza di genere\, contro le persone migranti che sempre più vengono usate come capri espiatori per la crisi da chi sbandiera la remigrazione come soluzione a tutti i mali\, contro le persone disabili\, patronizzate e lasciate sempre più a se stesse\, contro le persone che non hanno accesso alle cure per la salute mentale\, che pagano lo scotto dell’individualismo\, della cultura della performance\, della povertà e della marginalizzazione.\nCelebrare il gesto di Bresci significa dunque rivendicare la lotta sempre giusta contro chi ci (s)opprime e la resistenza alla repressione in ogni forma necessaria. \nMenu vegano a offerta libera\, e soprattutto generosa!!! \n*Lo spazio è accessibile solo tramite scale.
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SUMMARY:LONNO (BG): pizzata regicida ricordando Gaetano Bresci
DESCRIPTION:Pizzeria “Alba” – Lonno (Bg) \nVogliamo ricordare il 29 luglio 1900\, data in cui Gaetano Bresci sparò a Monza – in occasione di una visita ufficiale organizzata da circoli piccolo-borghesi – al re Umberto I uccidendolo\, per vendicare le centinaia di proletari trucidati sui selciati delle strade italiane\, che chiedevano pane e condizioni di vita meno inumane. \nTrucidati dalle forze militari e poliziesche al comando del criminale generale Bava Beccaris\, che proprio su ordine del re e del governo\, non esitò a sparare sulle folle inermi di proletari milanesi con i cannoni\, venendo perfino decorato per tale ripugnante condotta. \nTali pur efferati atti polizieschi impallidiscono oggi di fronte all’ennesima guerra europea tra Ucraina e Russia e soprattutto al genocidio dei palestinesi a Gaza e Cisgiordania\, perpetrato dal governo e dall’esercito israeliano. Ma\, ancora\, non possiamo non ricordare il fiume di sangue che sta scorrendo in tutto il Medio Oriente a partire dal martoriato popolo Kurdo. \nCosì come le innumerevoli guerre in corso in tutto il mondo\, come in Sudan\, in Myanmar\, ecc. \nRicordare la storia per non farsi abbindolare anche dall’attuale propaganda governativa\, che \ncome sempre offre scenari rosei\, mentre immense risorse vengono sperperate e scenari cupi di guerra si prospettano all’orizzonte… \nCi ritroviamo per tutto ciò in compagnia a Lonno di Nembro per una pizzata. \nCosto pizza 15 €\, quale sottoscrizione\, vino offerto dalla pizzeria “Alba” \n(Birre\, liquori\, dolci\, caffè\, eventuali altri extra ognuno se li paga a parte) \nSi ringrazia chi vorrà contribuire ulteriormente. \nLa sottoscrizione raccolta verrà utilizzata per attività di solidarietà libertaria. \nPrenotarsi alla pizzata entro domenica 26/07 via mail a: \nunderground@inventati.org \n 
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SUMMARY:TRIESTE: Cuatro esquinas de tango. Un viaggio cantato tra poesia ed emozione.
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SUMMARY:BOLOGNA: La strage di Stato non è storia passata
DESCRIPTION:Domenica 2/8 Corteo per il 2 agosto.\ndalle ore 8.30 in Piazza del Nettuno \nL’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.\nSaremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo\, le repressione e l’autoritarismo non si ferma!\nLA STRAGE E I RESPONSABILI\nIl 2 agosto 1980\, alle 10.25 di mattina\, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo\, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.\nLa recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini\, ex esponente di Avanguardia Nazionale\, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.\nOGGI COME IERI\nLo Stato ordina\, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.\nPerché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi\, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali\, i ceti popolari\, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati\, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.\nLa continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”\, oggi sono i migranti\, i gruppi sociali marginalizzati.\nI respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici\, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori\, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.\nLA VIOLENZA DI OGGI\nLo abbiamo visto accadere anche qui\, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir\, 42 anni\, bolognese da 35 anni\, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti\, prima di restare immobile per sempre\, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia\, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.\nI decreti sicurezza\, le leggi bavaglio\, la repressione del dissenso\, l’attacco ai diritti dei lavoratori\, i respingimenti in mare e alle frontiere\, i lager per migranti\, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.\nA BOLOGNA NON SI PASSA\nRilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.\nOggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore\, della solidarietà contro l’oppressione.\nPerché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito. \nhttps://resistentibolognesi.bida.im/
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SUMMARY:ROCCATEDERIGHI:  X° FestivalSedicid'Agosto
DESCRIPTION:  \nAbbiamo iniziato questa cosa quasi per gioco. Con poche risorse etanto entusiasmo. Come gioco\, appunto. Forse lo abbiamo fattosoprattutto per noi stessi\, per avere un attimo di respiro nel belmezzo del solleone di maremma. Non tanto perché avevamo chissà cosada dire\, ma per ascoltare le mille storie: quelle antiche\, daripetere per ricordare e quelle di resistenza ad oltranza. Storie diutopie concrete. Tenere viva la memoria di queste colline ribelli\,piena di gente abituata a maneggiare la dinamite e difendere i propridiritti.Grazie a\nl bosco ed all’acqua è rimasta una esperienzagestibile\, comunitaria\, senza forzature e poche invasioni. Una”VACANZA INTELLIGENTE E CONSAPEVOLE”\, capace di accoglierechi si ribella\, chi non ci sta e sogna qualcos’altro. Lapartecipazione e le collaborazioni sono state la nostra più grandesoddisfazione.Arrivati al d\necimo anno abbiamo azzardato a fareuna settimana intera. Rallentiamo tutto per darci il tempo diascoltare\, comprendere\, confrontarci. Èil momento per lasciare una traccia\, incidere. Rilanciare. Ciaspettiamo suggestioni e commistioni. Musicali ma anche altro…Comefondatore del \nFestivalSedicid’Agosto ho voglia di dire solamentegrazie e vi spiego perché. Nel 2022\, alla sest\na edizione delFestival\, gli eventi della vita mi hanno fatto andare viadall’Italia. A quel punto il Festival sarebbe andato a morire\, ma perfortuna c’erano Giampiero e Flavia. Giampiero e Flavia\, che hannopartecipato all’organizzazione del Festival fin dall’inizio\, hannopreso in mano le redini e hanno portato avanti il Festival\,migliorandolo\, fino alla decima edizione. Quindi mi sembradoveroso\ne di immenso piacere ringraziare Giampiero e Flavia e tuttiquelli che hanno partecipato e continueranno a partecipare alFestivalSedicid’Agosto.Anche quest’anno vi aspettia\nmo numerosie carichi\, e come dice Giampiero “Facciamo sentire la nostravoce”. Grazie a tutti\,Jonni
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SUMMARY:SAN LORENZO A MERSE: Festa Libertaria - IIIa edizione
DESCRIPTION:Torna a settembre la Festa Libertaria di San Lorenzo a Merse\, III* Edizione\, il 4/5/6 Settembre 2026\, organizzata dal Circolo Libertario E.Malatesta della Montagnola Senese\, dal Circolo Arci di San Lorenzo a Merse\, dalla Federazione Anarchica Elbano Maremmana\, dallo Spazio Libertario Pietro Gori di Volterra e da individualità anarchiche e Libertarie. \nIl programma prevede: cucina\, dibattiti\, teatro\, poesia e musica. \nVi aspettiamo! \nCircolo Libertario E. Malatesta della Montagnola Senese
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SUMMARY:BOLOGNA: Incontro internazionale degli archivi anarchici della rete FICEDL — la Federazione Internazionale dei Centri studi e di Documentazione Libertari
DESCRIPTION:Incontro internazionale degli archivi anarchici della rete FICEDL — la Federazione Internazionale dei Centri studi e di Documentazione Libertari. Tre giorni per presentare i fondi\, condividere pratiche di conservazione e ragionare insieme sul ruolo della memoria dei movimenti. L’invito è aperto a tutti gli archivi anarchici\, a ricercatrici e ricercatori\, e a chiunque voglia mettere in rete la propria esperienza. \nhttps://ficedl2026.bida.im/
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SUMMARY:MASSENZATICO: Accordi libertari Festival della canzone anarchica
DESCRIPTION:ACCORDI LIBERTARI\nFESTIVAL DELLA CANZONE ANARCHICA 2026\nMASSENZATICO (RE) 2-3-4 OTTOBRE 2026\nAlmeno su una cosa tutti sono d’accordo: le canzoni anarchiche sono le più belle!\nDall’Ottocento ad oggi\, dal “fosco fin del secolo morente” al trionfo dell’intelligenza artificiale e della crisi\ndelle speranze collettive\, passando per tutte le resistenze e per il punk\, il canto ha accompagnato le lotte\ndegli anarchici. “Nostra patria è il mondo intero”\, “Amor ritiene uniti gli affetti naturali”\, “Anche se voi vi\ncredere assolti siete lo stesso coinvolti”\, “Coltelli per tagliare il pane dell’amicizia”… i poeti popolari hanno\nfornito slogan e idee al movimento dei lavoratori.\nLa rivendicazione di un mondo di giustizia sociale\, senza guerre e senza oppressioni individuali ha sempre\ntrovato il sostegno fisico degli anarchici e l’accompagnamento dei loro canti. Perché agli anarchici piace la\nvita\, e quale modo migliore di viverla che trovarsi ognuno con la sua voce fra canti collettivi e controcanti\nindividuali?\nÈ per questo che nelle giornate di venerdì 2\, sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026 si svolgeranno tre giorni\ndedicati al canto anarchico.\nSi svolgeranno a Massenzatico in provincia di Reggio Emilia: un luogo nel quale da molti anni gli anarchici si\nritrovano per una grande festa conviviale incentrata sul cibo “Le cucine del popolo”. Anche questa sarà una\nfesta dove ascoltare vecchi e nuovi canti\, incantarsi al suono delle chitarre\, seguire le narrazioni dei\ncantastorie storici e moderni\, vivere la condivisioni inclusiva dei cori popolari.\nDistribuiti nel corso dei tre giorni\, alternando momenti di ascolto ad altri di pura festa\, la dimensione fisica\ne quella poetica\, queste diverse forme di espressione musicale troveranno dei momenti dedicati.\n– Le giornate saranno all’insegna dei confronti\, degli approfondimenti\, dei laboratori.\n– I pomeriggi spettacoli e conferenze metteranno assieme i canti con la storia e con le storie dei singoli\ncantori: cantautori famosissimi come de André\, compagni storici come Pietro Gori\, figure del nostro mondo\ncome Paola Nicolazzi.\n– I tardi pomeriggi saranno dedicati a singoli momenti di brevi spettacoli.\n– Dopo la cena ci saranno concerti avvincenti e momenti di condivisione musicali fra svariati cori che\nintrecceranno le loro voci a quelli di tutti i partecipanti.\nUna grande festa della musica\, all’insegna del pensiero libertario.\nIl canto anarchico: un fenomeno per certi versi indefinibile\, ma che – come la rivoluzione – trova il suo\nmomento dall’incrocio fra la gioia della partecipazione e la liberazione dai tabù e dalle catene.\nSegnatevi questa importante iniziativa sul calendario: 2\, 3\, 4 ottobre 2026. Primo Festival della canzone\nanarchica.\nCIRCOLO ARCI CUCINE DEL POPOLO CIRCOLO ARCI CAPANNINA – PARADISA\nPer info 347 3729676
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SUMMARY:REGGIO EMILIA: Giornata di Studi in memoria di Claudio Venza "Spagna '36: l'anarchia\, la guerra\, la rivoluzione"
DESCRIPTION:Spagna ’36: l’anarchia\, la guerra\, la rivoluzione\nGiornata di studi a cura dell’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa\, della Biblioteca Panizzi e dell’Istoreco nel novantesimo della rivoluzione e dell’inizio della guerra civile in Spagna. \n“In memoria di Claudio Venza (1946-2022)\, militante anarchico e storico della Spagna libertaria”. \nSabato 24 ottobre 2026\, Sala del Planisfero\, Biblioteca Panizzi\, Via Farini 3\, Reggio Emilia \n\nSabato 24 ottobre 2026\,  Sala del Planisfero\, Biblioteca Panizzi\, Via Farini 3\, Reggio Emilia\nMattina\, ore 9:30-12:30: Presiede Gemma Bigi\n    1. Enrico Acciai: Un quadro storiografico\n    2. Alfonso Botti: La guerra civile spagnola nella storia del Novecento\n    3. Eva Cecchinato: Il volontarismo in armi 1936-1939\n    4. Alberto Ferraboschi: Gli intellettuali italiani e la Spagna di Franco. Antifranchismo culturale e mobilitazione democratica nel secondo dopoguerra\n    5. Gianni Carrozza: Non è un colpo di fulmine: Berneri in Spagna\n\nPomeriggio: Presiede Antonio Senta (con un ricordo di Claudio Venza)\, ore 14:30-18:30 \n    1. Eulalia Vega Masana: Donne anarchiche nella rivoluzione e nella guerra civile spagnola tra storia e memoria\n    2. Roberto Simoni: L’anarchismo nelle campagne spagnole\n    3. Rodolfo Vittori: L’anarchismo italiano in Spagna tra rivoluzione e guerra nei fondi Gino Cerrito\, Claudio Venza e Ugo Fedeli\n    4. David Bernardini: Rudolf Rocker e il dibattito sulla Spagna nell’anarchismo internazionale\n    5. Michela Cimbalo: Solidaridad Internacional Antifascista (SIA): tra assistenza alla popolazione spagnola e costruzione di reti politiche transnazionali\n\nA novanta anni dall’estate 1936 l’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa\, la Biblioteca Panizzi e l’Istoreco dedicano una giornata di studi alla ricostruzione storica degli avvenimenti che portarono all’affermazione del regime franchista in Spagna\, approfondendo le dinamiche di quegli anni dal punto di vista sia militare sia politico-sociale. Il 17 luglio del ’36 nel Marocco spagnolo le truppe coloniali danno il via alla sollevazione militare contro il legittimo governo repubblicano\, eletto nel febbraio precedente\, e in poco tempo i nacionales avranno la meglio in molte aree della Spagna\, iniziando subito eccidi sistematici di civili\, lavoratori\, sindacalisti e militanti di sinistra. Ma in buona parte della penisola la popolazione reagisce riuscendo a sventare il golpe in tante città e regioni\, come Barcellona\, la Catalogna e l’Aragona; grazie alla spinta propulsiva degli attivisti libertari e al protagonismo femminile procede con successo uno straordinario esperimento di rivoluzione sociale: l’autogestione dei servizi e delle industrie e la collettivizzazione delle terre. L’utopia si fa realtà\, ma sconta presto l’intervento militare dell’Asse in supporto dei franchisti\, il non intervento delle democrazie occidentali\, il sostegno ai golpisti da parte della Chiesa cattolica\, il ruolo controrivoluzionario dell’Unione Sovietica di Stalin. Così la breve estate dell’anarchia\, animata anche da volontari internazionalisti\, si spegne stritolata dalle logiche belliche e totalitarie\, pugnalata alle spalle dallo stalinismo\, reo dell’assassinio\, tra gli altri\, di Camillo Berneri nel maggio 1937 a Barcellona\, e dalla furia dei fascismi europei che infine vincono la guerra. Sulla Spagna cala il sipario della brutale dittatura franchista che durerà fino a metà anni Settanta.
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