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SUMMARY:IMOLA: Proiezione del documentario "In Campo Nemico - Storia di SupportoLegale"
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SUMMARY:BOLOGNA: Verità e Giustizia per Fakir - Marcia Popolare
DESCRIPTION:Domenica 26/7 Verità e Giustizia per Fakir – Marcia Popolare\ndalle ore 18 via Svevo/ Panzini (quartiere Pilastro) \nMarcia Popolare: siamo tuttx Fakir!! \n 
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SUMMARY:TRIESTE: La crisi climatica e le sue disuguaglianze. Come orientarsi tra scienza\, politica e giustizia climatica
DESCRIPTION:Martedì 28 luglio alle 20.30 in piazza Puecher (in caso di maltempo in via del bosco 52a)\nL’incontro sarà tenuto da Matteo Nurisso\, ricercatore in scienze del clima\, che si occupa dello sviluppo di strumenti per l’analisi dei modelli climatici utilizzati nella ricerca sul cambiamento climatico.\nNegli ultimi anni parlare di crisi climatica è diventato sempre più difficile. Una parte consistente della politica nega il problema o ne minimizza le cause. Anche un completo catastrofismo rischia di produrre immobilità e paura in gran parte della società.\nL’incontro nasce con l’idea di provare a costruire qualche strumento in più per leggere quello che succede. Partiremo dalle basi della scienza del clima: come funziona il sistema climatico\, cosa sappiamo del cambiamento climatico e come vengono prodotte le conoscenze che costruiscono la base del dibattito attuale.\nDa lì allargheremo lo sguardo. La crisi climatica non è solo una questione di temperature o di emissioni: è una crisi profondamente intrecciata con le disuguaglianze. Chi ha le risorse per proteggersi e chi invece ne subisce gli effetti più duri? Chi produce il sapere sul clima? Anche il mondo della ricerca non è uno spazio neutrale: riflette molte delle disuguaglianze che attraversano la società\, dal classismo alle barriere economiche\, fino alla sottorappresentazione di molte voci ed esperienze. Interrogarsi su chi produce il sapere sul clima significa quindi interrogarsi anche su quali prospettive trovano spazio e quali\, invece\, restano ai margini.
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SUMMARY:BOLOGNA: Cena per Gaetano Bresci
DESCRIPTION:“Non ho ucciso Umberto\, ho ucciso il re\, ho ucciso un principio!”\nCi ritroviamo al Circolo Anarchico Berneri mercoledì 29 Luglio per celebrare con una cena il gesto di rivolta e liberazione che Gaetano Bresci compì nel 1900 uccidendo il Re Umberto I.\nColpevole innanzitutto di essere il re e di rappresentare\, dunque\, “un principio\, un’idea”\, Umberto I venne colpito a morte in quanto perpetratore di una politica di oppressione sistematica della popolazione e di repressione sanguinosa di ogni rivendicazione sociale. Ricordiamo\, infatti\, la carneficina dei moti di Milano per il pane nel 1898\, ordinata dal Re ed eseguita dal Generale Bava Beccaris\, il quale fece aprire il fuoco sulla folla dalla sua sbirraglia\, causando la morte di 80 persone e il ferimento di altre centinaia.\nÈ trascorso più di un secolo\, ma lo Stato mantiene e riproduce la stessa sistematica oppressione della popolazione – soprattutto quella povera\, migrante e non etero-normata – attraverso la violenza e la generalizzazione della repressione.\nLo abbiamo visto proprio qui in città negli scorsi mesi\, con la militarizzazione della città e in particolare del quartiere Pilastro\,  che è stato luogo di una lotta contro la sottrazione di suolo\, alberi\, aria operata dal Comune in occasione della costruzione del Museo delle bambine e dei bambini. Lo abbiamo dovuto di nuovo vedere proprio in questi ultimi giorni\, con l’uccisione di Abderrahim Fakir\, sempre al Pilastro\, da parte delle Forze dell’Ordine\, supportati dall’immobilismo dei soccorritori della Croce Rossa.\nLa violenza dello Stato come braccio armato del Capitale è sempre più forte e si abbatte in tutta Europa\, così come a Bologna\, contro tutti quei movimenti e quelle soggettività che mettono in discussione le politiche neoliberali\, lo sfruttamento e l’estrattivismo tipici di questa fase capitalistica\, contro i segmenti più poveri della società\, contro le soggettività non maschio-etero-cis nel loro processo di emancipazione dal binarismo e dalla violenza di genere\, contro le persone migranti che sempre più vengono usate come capri espiatori per la crisi da chi sbandiera la remigrazione come soluzione a tutti i mali\, contro le persone disabili\, patronizzate e lasciate sempre più a se stesse\, contro le persone che non hanno accesso alle cure per la salute mentale\, che pagano lo scotto dell’individualismo\, della cultura della performance\, della povertà e della marginalizzazione.\nCelebrare il gesto di Bresci significa dunque rivendicare la lotta sempre giusta contro chi ci (s)opprime e la resistenza alla repressione in ogni forma necessaria. \nMenu vegano a offerta libera\, e soprattutto generosa!!! \n*Lo spazio è accessibile solo tramite scale.
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SUMMARY:LONNO (BG): pizzata regicida ricordando Gaetano Bresci
DESCRIPTION:Pizzeria “Alba” – Lonno (Bg) \nVogliamo ricordare il 29 luglio 1900\, data in cui Gaetano Bresci sparò a Monza – in occasione di una visita ufficiale organizzata da circoli piccolo-borghesi – al re Umberto I uccidendolo\, per vendicare le centinaia di proletari trucidati sui selciati delle strade italiane\, che chiedevano pane e condizioni di vita meno inumane. \nTrucidati dalle forze militari e poliziesche al comando del criminale generale Bava Beccaris\, che proprio su ordine del re e del governo\, non esitò a sparare sulle folle inermi di proletari milanesi con i cannoni\, venendo perfino decorato per tale ripugnante condotta. \nTali pur efferati atti polizieschi impallidiscono oggi di fronte all’ennesima guerra europea tra Ucraina e Russia e soprattutto al genocidio dei palestinesi a Gaza e Cisgiordania\, perpetrato dal governo e dall’esercito israeliano. Ma\, ancora\, non possiamo non ricordare il fiume di sangue che sta scorrendo in tutto il Medio Oriente a partire dal martoriato popolo Kurdo. \nCosì come le innumerevoli guerre in corso in tutto il mondo\, come in Sudan\, in Myanmar\, ecc. \nRicordare la storia per non farsi abbindolare anche dall’attuale propaganda governativa\, che \ncome sempre offre scenari rosei\, mentre immense risorse vengono sperperate e scenari cupi di guerra si prospettano all’orizzonte… \nCi ritroviamo per tutto ciò in compagnia a Lonno di Nembro per una pizzata. \nCosto pizza 15 €\, quale sottoscrizione\, vino offerto dalla pizzeria “Alba” \n(Birre\, liquori\, dolci\, caffè\, eventuali altri extra ognuno se li paga a parte) \nSi ringrazia chi vorrà contribuire ulteriormente. \nLa sottoscrizione raccolta verrà utilizzata per attività di solidarietà libertaria. \nPrenotarsi alla pizzata entro domenica 26/07 via mail a: \nunderground@inventati.org \n 
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SUMMARY:TRIESTE: Cuatro esquinas de tango. Un viaggio cantato tra poesia ed emozione.
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SUMMARY:BOLOGNA: La strage di Stato non è storia passata
DESCRIPTION:Domenica 2/8 Corteo per il 2 agosto.\ndalle ore 8.30 in Piazza del Nettuno \nL’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.\nSaremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo\, le repressione e l’autoritarismo non si ferma!\nLA STRAGE E I RESPONSABILI\nIl 2 agosto 1980\, alle 10.25 di mattina\, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo\, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.\nLa recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini\, ex esponente di Avanguardia Nazionale\, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.\nOGGI COME IERI\nLo Stato ordina\, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.\nPerché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi\, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali\, i ceti popolari\, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati\, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.\nLa continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”\, oggi sono i migranti\, i gruppi sociali marginalizzati.\nI respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici\, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori\, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.\nLA VIOLENZA DI OGGI\nLo abbiamo visto accadere anche qui\, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir\, 42 anni\, bolognese da 35 anni\, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti\, prima di restare immobile per sempre\, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia\, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.\nI decreti sicurezza\, le leggi bavaglio\, la repressione del dissenso\, l’attacco ai diritti dei lavoratori\, i respingimenti in mare e alle frontiere\, i lager per migranti\, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.\nA BOLOGNA NON SI PASSA\nRilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.\nOggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore\, della solidarietà contro l’oppressione.\nPerché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito. \nhttps://resistentibolognesi.bida.im/
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SUMMARY:ROCCATEDERIGHI:  X° FestivalSedicid'Agosto
DESCRIPTION:  \nAbbiamo iniziato questa cosa quasi per gioco. Con poche risorse etanto entusiasmo. Come gioco\, appunto. Forse lo abbiamo fattosoprattutto per noi stessi\, per avere un attimo di respiro nel belmezzo del solleone di maremma. Non tanto perché avevamo chissà cosada dire\, ma per ascoltare le mille storie: quelle antiche\, daripetere per ricordare e quelle di resistenza ad oltranza. Storie diutopie concrete. Tenere viva la memoria di queste colline ribelli\,piena di gente abituata a maneggiare la dinamite e difendere i propridiritti.Grazie a\nl bosco ed all’acqua è rimasta una esperienzagestibile\, comunitaria\, senza forzature e poche invasioni. Una”VACANZA INTELLIGENTE E CONSAPEVOLE”\, capace di accoglierechi si ribella\, chi non ci sta e sogna qualcos’altro. Lapartecipazione e le collaborazioni sono state la nostra più grandesoddisfazione.Arrivati al d\necimo anno abbiamo azzardato a fareuna settimana intera. Rallentiamo tutto per darci il tempo diascoltare\, comprendere\, confrontarci. Èil momento per lasciare una traccia\, incidere. Rilanciare. Ciaspettiamo suggestioni e commistioni. Musicali ma anche altro…Comefondatore del \nFestivalSedicid’Agosto ho voglia di dire solamentegrazie e vi spiego perché. Nel 2022\, alla sest\na edizione delFestival\, gli eventi della vita mi hanno fatto andare viadall’Italia. A quel punto il Festival sarebbe andato a morire\, ma perfortuna c’erano Giampiero e Flavia. Giampiero e Flavia\, che hannopartecipato all’organizzazione del Festival fin dall’inizio\, hannopreso in mano le redini e hanno portato avanti il Festival\,migliorandolo\, fino alla decima edizione. Quindi mi sembradoveroso\ne di immenso piacere ringraziare Giampiero e Flavia e tuttiquelli che hanno partecipato e continueranno a partecipare alFestivalSedicid’Agosto.Anche quest’anno vi aspettia\nmo numerosie carichi\, e come dice Giampiero “Facciamo sentire la nostravoce”. Grazie a tutti\,Jonni
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SUMMARY:SAN LORENZO A MERSE: Festa Libertaria - IIIa edizione
DESCRIPTION:Torna a settembre la Festa Libertaria di San Lorenzo a Merse\, III* Edizione\, il 4/5/6 Settembre 2026\, organizzata dal Circolo Libertario E.Malatesta della Montagnola Senese\, dal Circolo Arci di San Lorenzo a Merse\, dalla Federazione Anarchica Elbano Maremmana\, dallo Spazio Libertario Pietro Gori di Volterra e da individualità anarchiche e Libertarie. \nIl programma prevede: cucina\, dibattiti\, teatro\, poesia e musica. \nVi aspettiamo! \nCircolo Libertario E. Malatesta della Montagnola Senese
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SUMMARY:BOLOGNA: Incontro internazionale degli archivi anarchici della rete FICEDL — la Federazione Internazionale dei Centri studi e di Documentazione Libertari
DESCRIPTION:Incontro internazionale degli archivi anarchici della rete FICEDL — la Federazione Internazionale dei Centri studi e di Documentazione Libertari. Tre giorni per presentare i fondi\, condividere pratiche di conservazione e ragionare insieme sul ruolo della memoria dei movimenti. L’invito è aperto a tutti gli archivi anarchici\, a ricercatrici e ricercatori\, e a chiunque voglia mettere in rete la propria esperienza. \nhttps://ficedl2026.bida.im/
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SUMMARY:MASSENZATICO: Accordi libertari Festival della canzone anarchica
DESCRIPTION:ACCORDI LIBERTARI\nFESTIVAL DELLA CANZONE ANARCHICA 2026\nMASSENZATICO (RE) 2-3-4 OTTOBRE 2026\nAlmeno su una cosa tutti sono d’accordo: le canzoni anarchiche sono le più belle!\nDall’Ottocento ad oggi\, dal “fosco fin del secolo morente” al trionfo dell’intelligenza artificiale e della crisi\ndelle speranze collettive\, passando per tutte le resistenze e per il punk\, il canto ha accompagnato le lotte\ndegli anarchici. “Nostra patria è il mondo intero”\, “Amor ritiene uniti gli affetti naturali”\, “Anche se voi vi\ncredere assolti siete lo stesso coinvolti”\, “Coltelli per tagliare il pane dell’amicizia”… i poeti popolari hanno\nfornito slogan e idee al movimento dei lavoratori.\nLa rivendicazione di un mondo di giustizia sociale\, senza guerre e senza oppressioni individuali ha sempre\ntrovato il sostegno fisico degli anarchici e l’accompagnamento dei loro canti. Perché agli anarchici piace la\nvita\, e quale modo migliore di viverla che trovarsi ognuno con la sua voce fra canti collettivi e controcanti\nindividuali?\nÈ per questo che nelle giornate di venerdì 2\, sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026 si svolgeranno tre giorni\ndedicati al canto anarchico.\nSi svolgeranno a Massenzatico in provincia di Reggio Emilia: un luogo nel quale da molti anni gli anarchici si\nritrovano per una grande festa conviviale incentrata sul cibo “Le cucine del popolo”. Anche questa sarà una\nfesta dove ascoltare vecchi e nuovi canti\, incantarsi al suono delle chitarre\, seguire le narrazioni dei\ncantastorie storici e moderni\, vivere la condivisioni inclusiva dei cori popolari.\nDistribuiti nel corso dei tre giorni\, alternando momenti di ascolto ad altri di pura festa\, la dimensione fisica\ne quella poetica\, queste diverse forme di espressione musicale troveranno dei momenti dedicati.\n– Le giornate saranno all’insegna dei confronti\, degli approfondimenti\, dei laboratori.\n– I pomeriggi spettacoli e conferenze metteranno assieme i canti con la storia e con le storie dei singoli\ncantori: cantautori famosissimi come de André\, compagni storici come Pietro Gori\, figure del nostro mondo\ncome Paola Nicolazzi.\n– I tardi pomeriggi saranno dedicati a singoli momenti di brevi spettacoli.\n– Dopo la cena ci saranno concerti avvincenti e momenti di condivisione musicali fra svariati cori che\nintrecceranno le loro voci a quelli di tutti i partecipanti.\nUna grande festa della musica\, all’insegna del pensiero libertario.\nIl canto anarchico: un fenomeno per certi versi indefinibile\, ma che – come la rivoluzione – trova il suo\nmomento dall’incrocio fra la gioia della partecipazione e la liberazione dai tabù e dalle catene.\nSegnatevi questa importante iniziativa sul calendario: 2\, 3\, 4 ottobre 2026. Primo Festival della canzone\nanarchica.\nCIRCOLO ARCI CUCINE DEL POPOLO CIRCOLO ARCI CAPANNINA – PARADISA\nPer info 347 3729676
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SUMMARY:REGGIO EMILIA: Giornata di Studi in memoria di Claudio Venza "Spagna '36: l'anarchia\, la guerra\, la rivoluzione"
DESCRIPTION:Spagna ’36: l’anarchia\, la guerra\, la rivoluzione\nGiornata di studi a cura dell’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa\, della Biblioteca Panizzi e dell’Istoreco nel novantesimo della rivoluzione e dell’inizio della guerra civile in Spagna. \n“In memoria di Claudio Venza (1946-2022)\, militante anarchico e storico della Spagna libertaria”. \nSabato 24 ottobre 2026\, Sala del Planisfero\, Biblioteca Panizzi\, Via Farini 3\, Reggio Emilia \n\nSabato 24 ottobre 2026\,  Sala del Planisfero\, Biblioteca Panizzi\, Via Farini 3\, Reggio Emilia\nMattina\, ore 9:30-12:30: Presiede Gemma Bigi\n    1. Enrico Acciai: Un quadro storiografico\n    2. Alfonso Botti: La guerra civile spagnola nella storia del Novecento\n    3. Eva Cecchinato: Il volontarismo in armi 1936-1939\n    4. Alberto Ferraboschi: Gli intellettuali italiani e la Spagna di Franco. Antifranchismo culturale e mobilitazione democratica nel secondo dopoguerra\n    5. Gianni Carrozza: Non è un colpo di fulmine: Berneri in Spagna\n\nPomeriggio: Presiede Antonio Senta (con un ricordo di Claudio Venza)\, ore 14:30-18:30 \n    1. Eulalia Vega Masana: Donne anarchiche nella rivoluzione e nella guerra civile spagnola tra storia e memoria\n    2. Roberto Simoni: L’anarchismo nelle campagne spagnole\n    3. Rodolfo Vittori: L’anarchismo italiano in Spagna tra rivoluzione e guerra nei fondi Gino Cerrito\, Claudio Venza e Ugo Fedeli\n    4. David Bernardini: Rudolf Rocker e il dibattito sulla Spagna nell’anarchismo internazionale\n    5. Michela Cimbalo: Solidaridad Internacional Antifascista (SIA): tra assistenza alla popolazione spagnola e costruzione di reti politiche transnazionali\n\nA novanta anni dall’estate 1936 l’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa\, la Biblioteca Panizzi e l’Istoreco dedicano una giornata di studi alla ricostruzione storica degli avvenimenti che portarono all’affermazione del regime franchista in Spagna\, approfondendo le dinamiche di quegli anni dal punto di vista sia militare sia politico-sociale. Il 17 luglio del ’36 nel Marocco spagnolo le truppe coloniali danno il via alla sollevazione militare contro il legittimo governo repubblicano\, eletto nel febbraio precedente\, e in poco tempo i nacionales avranno la meglio in molte aree della Spagna\, iniziando subito eccidi sistematici di civili\, lavoratori\, sindacalisti e militanti di sinistra. Ma in buona parte della penisola la popolazione reagisce riuscendo a sventare il golpe in tante città e regioni\, come Barcellona\, la Catalogna e l’Aragona; grazie alla spinta propulsiva degli attivisti libertari e al protagonismo femminile procede con successo uno straordinario esperimento di rivoluzione sociale: l’autogestione dei servizi e delle industrie e la collettivizzazione delle terre. L’utopia si fa realtà\, ma sconta presto l’intervento militare dell’Asse in supporto dei franchisti\, il non intervento delle democrazie occidentali\, il sostegno ai golpisti da parte della Chiesa cattolica\, il ruolo controrivoluzionario dell’Unione Sovietica di Stalin. Così la breve estate dell’anarchia\, animata anche da volontari internazionalisti\, si spegne stritolata dalle logiche belliche e totalitarie\, pugnalata alle spalle dallo stalinismo\, reo dell’assassinio\, tra gli altri\, di Camillo Berneri nel maggio 1937 a Barcellona\, e dalla furia dei fascismi europei che infine vincono la guerra. Sulla Spagna cala il sipario della brutale dittatura franchista che durerà fino a metà anni Settanta.
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