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SUMMARY:PRIMO MAGGIO ANARCHICO
DESCRIPTION:(in continuo aggiornamento) \nTORINO  \n \nTRIESTE\nore 9 Campo San Giacomo\nPartecipiamo al corteo indetto dal sindacalismo di base contro l’economia di guerra dietro lo striscione “Solidali siamo tutto\, divisi siamo nulla”. Alla fine del corteo banchetto in piazza della borsa. Gruppo Anarchico Germinal \n \nMONFALCONE \n \nCARRARA \n\n\n\n\n\n\n\n\nEMPOLI\n\n\nJESI\n\n\nRAGUSA\n\n\n\n\n\nIMOLA \nAnche quest’anno come Assemblea Anarchica Imolese organizzeremo la consueta giornata del Primo Maggio Anarchico a Imola  \nIl programma prevede un primo momento in mattinata dalle ore 10 alle 13 che si terrà nel prato della Rocca Sforzesca\, a pochi passi dal Archivio FAI\, una manifestazione pubblica con presidio e microfono aperto ad interventi che spazieranno dalla contrarietà alle guerre\, al decreto sicurezza e alla deriva autoritaria dei governi mondiali. La mattinata sarà corredata con esposizione di striscioni\, banchetto di libri di movimento\, musica. Inoltre ospiteremo un intervento di un artista imolese con esposizione di alcune sue opere create per l’ occasione. \nA seguire pranzo sociale e conviviale presso il Circolo in Via Fratelli Bandiera 19. \nNel pomeriggio ci sarà un’asta di manifesti storici e canti anarchici e di lotta. \nTutti i compagni e le compagne sono invitati/e ad intervenire attivamente all’organizzazione della giornata per la buona riuscita dell’iniziativa. \nAssemblea Anarchica Imolese  \nMILANO
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SUMMARY:PORDENONE: Nome di battaglia Dora: Nella Carli partigiana e sindacalista di Cordenons. 80° anniversario della liberazione dal nazifascismo
DESCRIPTION:80° anniversario della liberazione dal nazifascismo\nDALLA STESSA PARTE CI TROVERAI\n25 aprile pordenone\n\n\nprogramma\n\n\n4 aprile / ore 20.45\nNEOFASCISMO IN ITALIA E IN EUROPA\ncon Saverio Ferrari\ndell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre\npresso il Circolo Libertario E. Zapata\, Via Ungaresca\, 3B – Pordenone\n\n\n10 aprile / ore 18.00\nResistenza di montagna e di pianura\ntra Livenza e Tagliamento\ncon Gigi Bettoli\ndella redazione di www.storiastoriepn.it\npresso la Casa del Popolo di Torre di Pordenone\, Via Carnaro\, 10\n\n\n19 aprile / ore 15.30\ninfo-point bella ciao\nPasseggiata per i luoghi\ndella Pordenone antifascista\npartenza Stazione dei Treni di Pordenone\n\n\n25 aprile / 0re 10.00\nRitrovo e ricordo della Liberazione\nal Centro Studi – P.zza Maestri del Lavoro\nCorteo / ore 11:00\nverso l’ex Caserma Martelli di Via Montereale\nRicordo dei 9 partigiani fucilati\ndai nazifascisti\, interventi liberi\nchiude il Coro dell’ANPI\npastasciutta antifascista / 0re 13.00\ncon il coro Voci per la Pace di Vittorio Veneto\nCanti per la pace e contro le guerre\npresso il Circolo Libertario E. Zapata\, Via Ungaresca\, 3B\n\n\n29 aprile / ore 20.15\nNome di battaglia Dora: Nella Carli\npartigiana e sindacalista di Cordenons\nSala Consiliare “D. De Benedet” – Centro Culturale “Aldo Moro”\, Cordenons\n———\nIniziativa Libertaria – Pordenone\nCasa del Popolo – Torre di Pordenone\nAnpi Provinciale – Pordenone\nCircolo Arci “Tina Merlin” – Montereale Valcellina\nCircolo Arci “Arcipelago” – Cordenons\nIl Bene Comune – Pordenone\nPrimavera Transfemminista – Pordenone\nEcoTransFemm BabaJaga – Pordenone\nRifondazione Comunista – Pordenone
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SUMMARY:IMOLA: presentazione de: Guerra civile\, Bologna dal primo dopoguerra alla marcia su Roma 1919 1922
DESCRIPTION:SABATO 26 APRILE\nPresentazione del libro\ndi Antonio Senta e Rodolfo Vittori\nedito da Zero in Condotta\, 2024\nGUERRA CIVILE\nBOLOGNA DAL PRIMO DOPOGUERRA ALLA MARCIA SU ROMA\n1919 ­ 1922\n\nQuesto libro ricostruisce in maniera analitica la situazione\npolitica e sociale di Bologna e provincia nei quattro anni dal\n1919 al 1922. Districandosi in una mole densissima di fatti\, gli\nautori rileggono una stagione centrale per la storia locale e\nitaliana\, dal momento che la città e la provincia felsinea sono\ntra i luoghi dove è più radicato il movimento socialista e dove\npoi si afferma violentemente il fascismo\, ben prima della\nmarcia su Roma dell’ottobre 1922. Lo fanno tenendo conto\ndella storiografia sul tema e utilizzando in maniera comparativa\ndiverse fonti\, alcune delle quali inedite: carte di polizia\,\ngiudiziarie\, stampa periodica\, materiali prodotti dalle varie parti\npolitiche. Ne esce un quadro interpretativo con alcuni elementi\ndi parziale novità\, tra cui l’emergere precoce del nazionalismo\ne il suo attivo procedere in senso antioperaio anticipando il\nprimo fascismo\, l’apporto dell’anarchismo nel fronte\nrivoluzionario e i tentativi\, deficitari ma esistenti\, di\nconcretizzare un’insurrezione sociale\, la centralità della\nquestione agraria\, i cui tecnicismi sono qui finalmente\ndistricati\, le diverse dinamiche della provincia\, dalla pianura\nall’Appennino\, con tutte le loro specificità: Molinella\, Imola\,\nBudrio\, Castiglione dei Pepoli\, Vergato sono solo alcune delle\nlocalità oggetto di estensive ricerche.\nAncora\, emerge prepotente il tema della violenza fascista\, la\ncui portata qualitativa e quantitativa risulta ancora maggiore di\nquanto messo in evidenza dalla storiografia precedente\, e\nappare chiara la compiacenza delle istituzioni liberali nei\nconfronti dello squadrismo\, in un quadro in cui le eccezioni\nconfermano una regola generale di tolleranza verso le camicie\nnere.\nNe esce un libro scientificamente rigoroso\, uno strumento\nimportante che offre al lettore una bussola per orientarsi\nnell’accavallarsi di fatti fondamentali per la successiva storia\ndel nostro paese.
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SUMMARY:TORINO: 25 aprile. Oggi come ieri contro il fascismo azione diretta
DESCRIPTION:Alla lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni\nin corso Giulio Cesare angolo corso Novara dove Ilio cadde combattendo il 26 aprile 1945.\n(in caso di pioggia ci troviamo in piazza Crispi).\n\nRicordo\, bicchierata\, fiori\, musica.\nE\, dal vivo\, il Cor’okkio nel canzoniere anarchico e antifascista\n\nContro guerra\, militarismo\, repressione\, per la rivoluzione sociale\n\nCome ogni anno ci ritroviamo alla lapide che ricorda Ilio Baroni\, partigiano anarchico.\nOggi più che mai ritrovarci in quell’angolo di periferia\, dove cadde combattendo Baroni\, non è mero esercizio di memoria\, ma occasione per intrecciare i fili delle lotte\, perché il testimone lasciato da chi non c’è più è ora nelle nostre mani.\nIlio Baroni\, operaio toscano emigrato a Torino negli anni venti\, era comandante della VII brigata Sap delle Ferriere.\nLe Sap sabotavano la produzione\, diffondevano clandestinamente volantini antifascisti e si preparavano all’insurrezione. Ilio\, nome di battaglia “il Moro”\, è protagonista di azioni di guerriglia.\nIl 25 aprile Torino è paralizzata dallo sciopero generale\, scoppia l’insurrezione\, la città diventa un campo di battaglia.\nBaroni e i suoi attaccano la stazione Dora e si guadagnano un successo. Giunge una richiesta d’aiuto dalla Grandi Motori. Il Moro non esita ad aiutare i compagni nel mezzo di una battaglia furiosa\, e cade sotto il fuoco. È il 26 aprile.\nIlio Baroni non potrà vedere il momento per cui ha lottato duramente tutta la vita…\nMa il fascismo non è morto il 25 aprile del 1945…\n\nTra sfruttamento\, lavori precari e pericolosi\, morti in mare\, leggi razziste\, militari per le strade\, guerra\, la democrazia somiglia sempre più al fascismo. Gli eredi della dittatura oggi sono al governo e\, giorno dopo giorno\, moltiplicano la stretta repressiva nei confronti di pover* e oppositor* politic* e social*.\nLa gente di Barriera ha volti e storie diverse ma la stessa condizione di sfruttamento e oppressione di chi combatté il fascismo perché voleva una società senza stato né padroni.\nNel 1917\, in pieno conflitto mondiale\, lo sciopero contro la guerra e la fame si trasformò in insurrezione: ogni angolo della Barriera divenne una barricata. Per contrastare le cariche a cavallo vennero inaugurate le barricate elettrificate. In piazza Crispi c’era una scuola Moderna\, dove gli operai anarchici studiavano per impadronirsi del sapere riservato ai signori\, per imparare ad autogestire la società di liberi ed uguali che avevano nella testa e nelle mani.\nDurante il fascismo\, nonostante la durissima repressione\, in Barriera agiva uno dei tre gruppi anarchici clandestini di Torino. Negli anni della Resistenza la Barriera fu teatro di lotte durissime\, prima in fabbrica\, poi nelle strade.\nDifesero le fabbriche dalla distruzione\, perché era viva in loro la memoria degli anni Venti\, dell’occupazione delle fabbriche\, della lotta in armi per cacciare per sempre i padroni.\nLa fine del fascismo non portò la vita per la quale in tanti avevano lottato ed erano morti. Ma il filo delle lotte non si spezzò. Negli anni Sessanta e Settanta il volto della Barriera mutò: accanto ai torinesi e ai contadini piemontesi inurbati arrivarono lavoratori dal Meridione e dal Nord Est.\nLa convivenza non fu facile. Furono le lotte comuni a rompere il muro di diffidenza e persino di razzismo tra i lavoratori piemontesi e gli ultimi arrivati. In fabbrica il nemico di tutti era sempre il padrone e chi lo serviva\, nelle periferie operaie le lotte per la casa\, i trasporti\, le scuole\, la sanità furono il fronte sul quale si ricostruì la comunità della Barriera\, una comunità che diveniva includente\, nella solidarietà tra eguali.\nPoi sono arrivati gli anni Ottanta. E poco a poco tutto è cambiato. La lotta di classe continua\, ma a vincerla sinora sono stati i padroni.\nRitrovare un fronte di lotta comune con gli immigrati arrivati dall’Africa\, dalla Cina\, dal Sudamerica\, dai paesi dell’est non è sempre semplice\, anche se da qualche anno qualcosa si sta cominciando a muovere.\n\nVivere in periferia non è mai stato facile. Oggi va ancora peggio: ovunque si allungano le file dei senza casa\, senza reddito\, senza prospettive. Per mettere insieme il pranzo con la cena in tanti si adattano ad una miriade di lavori precari\, sottopagati\, in nero\, senza tutele.\nOvunque si allunga la lista dei morti e dei mutilati sul lavoro: non sono incidenti ma la feroce logica del profitto che si mangia la vita e la salute di tanta gente.\nIn questi ultimi anni i ricchi sono diventati ancora più ricchi\, mentre chi era povero è diventato ancora più povero.\nIl prezzo di gas e luce è raddoppiato\, tanta gente è sotto sfratto o con la casa messa all’asta. Se non ci sono i soldi per il fitto e le bollette\, la tutela della salute diventa una merce di lusso che possono permettersi in pochi. Così dal 2015\, ben prima della pandemia\, per la prima volta dal 1945\, l’aspettativa di vita nel nostro paese si è ridotta.\n\nBarriera di Milano\, ormai da anni\, è divenuta un laboratorio dove sperimentare tecniche di controllo sociale prima impensabili\, pur di non spendere un soldo per la casa\, la sanità\, i trasporti\, le scuole. In questi anni la spesa militare è costantemente aumentata\, le missioni all’estero delle forze armate italiane si sono moltiplicate.\nI militari fanno sei mesi in missioni militari all’estero\, sei mesi per le strade delle nostre città.\nTante missioni sono in Africa\, dove le bandiere tricolori sventolano accanto a quelle gialle con il cane a sei zampe dell’ENI\, la punta di diamante del colonialismo italiano.\nLa guerra per il controllo delle risorse energetiche va di pari passo con l’offensiva contro le persone in viaggio\, per ricacciarle nelle galere libiche\, dove torture\, stupri e omicidi sono fatti normali.\nIn Barriera tanti sono immigrati o figli di immigrati arrivati dal sud come i cerignolesi della piazza del mercato. Poi sono arrivate altre persone\, nate in Africa\, in Cina\, in Sudamerica: i loro figli e nipoti vanno nelle stesse scuole e negli stessi giardinetti dei figli e dei nipoti degli immigrati degli anni Sessanta. Tanti degli attuali abitanti delle Barriera sono arrivati su un barcone e sono passati dalle prigioni in Libia e dagli hotspot in Italia.\nIl governo e i fascisti soffiano sul fuoco della guerra tra poveri italiani e poveri immigrati\, per avere mano libera a fare la guerra a noi tutti.\n\nNei quartieri poveri il controllo militare è diventato normale. Anzi! Ogni giorno è peggio.\nIntere aree del quartiere vengono messe sotto assedio\, con continue retate di persone senza documenti o che vivono grazie ad un’economia informale.\nI militari dell’operazione “Strade Sicure” stazionano da oltre un anno in Barriera di Milano\, per offrire un’illusione di sicurezza a chi fatica ad arrivare a fine mese e non riesce a pagarsi la casa o una visita privata dal medico.\nTorino da città dell’auto si sta trasformando in città dei bombardieri e vetrina per turisti. Una vetrina che i poveri che passano ore ai giardinetti non devono sporcare. L’aspirazione ad avere una socialità non mercificata va repressa.\nIl governo a tutti i livelli punta il dito sulle persone più povere\, razzializzate\, con il continuo ricatto dei documenti\, per nascondere la guerra sociale che ha scatenato contro tutti i poveri\, italiani e nati altrove\, schierandosi a fianco dei padroni grandi e piccoli.\nIl controllo etnicamente mirato del territorio mira a reprimere sul nascere ogni possibile insorgenza sociale.\n\nCome anarchici radicati nel quartiere da oltre quarant’anni\, proviamo costruire reti solidali\,  iniziative di informazione\, lotta\, socialità negli spazi messi sotto assedio dalla polizia\, in quelli minacciati di sgombero o sfratto.\n\nCon la lotta\, la solidarietà il mutuo appoggio\, possiamo far si che le nostre vite diventino migliori.\nRiprendiamoci gli spazi del quartiere militarizzati e resi deserti dalla polizia e dai militari. Proviamo ad immaginare di farla finita\, sin da ora\, con stato\, padroni\, militari\, polizia.\nCi raccontano la favola che una società complessa è ingovernabile dal basso mentre ci annegano nel caos della gestione centralizzata e burocratica delle scuole\, degli ospedali\, dei trasporti.\nCostruiamo insieme assemblee territoriali\, spazi\, scuole\, trasporti\, ambulatori autogestiti! Non è un’utopia ma l’unico orizzonte possibile per liberarci dallo stato e dal capitalismo.\nLa sicurezza è casa\, reddito\, sanità per tutte e tutti\, non soldati per per le strade!\n\nLa memoria non è un esercizio retorico\, ma linfa che si espande tra le lotte di ieri e quelle di oggi.\nDa decenni hanno imbalsamato la Resistenza riducendola a mera lotta di liberazione nazionale\, per cancellarne la spinta sovversiva\, internazionalista\, contro stato e padroni.\nOggi ci vorrebbero tutti arruolati\, tutti schierati nelle guerre in cui il nostro paese è impegnato direttamente o indirettamente. Noi non ci stiamo. Noi non ci arruoliamo\, rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche. L’antimilitarismo\, l’internazionalismo\, il disfattismo rivoluzionario sono stati centrali nelle lotte del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici sin dalle sue origini. Sfruttamento ed oppressione colpiscono in egual misura a tutte le latitudini\, il conflitto contro i “propri” padroni e contro i “propri” governanti è il miglior modo di opporsi alla violenza statale e alla ferocia del capitalismo in ogni dove.\nSiamo a fianco della gente che\, ovunque nel mondo\, muore sotto le bombe\, siamo a fianco di chi\, ovunque nel mondo\, subisce carcere e repressione per essersi opposto alla guerra.\nSiamo contro l’economia di guerra qui e ovunque.\nSiamo a fianco di chi\, in ogni dove\, diserta la guerra tra gli stati\, che si contendono il dominio imperiale sui territori\, le risorse\, le vite di donne\, uomini e bambin*.\nSiamo contro la guerra e chi la arma\, a partire dal colosso armiero Leonardo\, che fa buoni affari con tutti e sta per costruire a Torino la città dell’aerospazio.\n\nSiamo disertori di ogni guerra\, partigiani contro ogni stato.\n\nI compagni e le compagne che lottarono per le strade di Barriera\, che difesero le fabbriche dalla distruzione\, avevano tra le mani il sogno di farla finita con oppressione e povertà.\nErano quelli come Ilio Baroni\, operaio alle Ferriere\, che cadde combattendo per l’anarchia.\n1945 – 2025. Oggi come ieri\nContro il fascismo\nAzione diretta\n\nVenerdì 25 aprile ore 15\n\nAlla lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni\nin corso Giulio Cesare angolo corso Novara dove Ilio cadde combattendo il 26 aprile 1945.\n(in caso di pioggia ci troviamo in piazza Crispi).\n\nRicordo\, bicchierata\, fiori\, musica.\nE\, dal vivo\, il Cor’okkio nel canzoniere anarchico e antifascista\n\nContro guerra\, militarismo\, repressione\, per la rivoluzione sociale.\n\nGiovedì 1 maggio\nore 9 piazza Vittorio\nSpezzone rosso e nero\nContro tutte le patrie per un mondo senza frontiere!\nPace tra gli oppressi\, guerra agli oppressori!\n\nFederazione Anarchica Torinese\nCorso Palermo 46\nRiunioni ogni martedì dalle 20\,30\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:ASTI: Festa della Liberazione. Con Amore e Rabbia contro fascismo\, guerra e repressione
DESCRIPTION:CON AMORE E RABBIA CONTRO FASCISMO\, GUERRA E REPRESSIONE\n\n\n80 anni sono passati dalla Liberazione dell’ Italia dal nazifascismo e tutto sembra di nuovo sprofondare negli abissi da cui eravamo usciti\, armi in pugno\, quel lontano 25 aprile del 1945. \nGuerre continue e genocidi insanguinano sempre più vaste aree del pianeta. Formazioni politiche autoritarie prendono il potere in numerosi paesi europei e non\, tagliando sui servizi essenziali\, imponendo politiche repressive e di riarmo. In questo quadro\, la fortezza Europa affila i denti\, preparandosi a stanziare 800 miliardi di euro per l’ industria di morte della guerra. In Italia il governo neo-fascista di Meloni sostiene apertamente le politiche di riarmo europeo\, continuando nella sua opera di criminalizzazione della povertà e di repressione delle lotte.\nIl governo ha recentemente trasformato in decreto il disegno di legge sulla sicurezza\, bypassando completamente il parlamento e rendendo immediatamente operative misure repressive durissime. Un decreto che sprofonderà il nostro Paese in un vero e proprio stato di polizia\, dove le più banali proteste potranno essere punite con lunghi anni di carcere.\nDi fronte a tutto questo guardare all’ esperienza storica della Resistenza è oggi più che mai di vitale importanza. Nell’ astigiano in particolare la lotta partigiana ebbe caratteristiche che risultano oggi di grandissima forza e attualità. Le prime bande che agirono nella nostra zona furono opera di giovani contadini del luogo\, renitenti ai bandi di leva o ritornati a casa dopo l’armistizio dell’ 8 settembre. Un armistizio che per il popolo doveva significare fine della guerra\, senza se e senza ma. Giovani stanchi degli orrori del militarismo fascista\, insofferenti nei confronti di conflitti ritenuti completamente estranei ai loro reali interessi. Quei giovani avevano toccato con mano le conseguenze disastrose e inevitabili di un partito autoritario\, guerrafondaio e nazionalista al potere. Quei giovani avevano visto\, sotto la dittatura\, sfumare ogni conquista sindacale\, strappata ai padroni con grandi lotte dalla classe lavoratrice nei decenni precedenti. Avevano visto la messa a tacere violenta di ogni possibilità di dissentire. Avevano visto soprattutto i morti ammazzati per le guerre di Mussolini: oltre 400.000 italiani morti\, 2 milioni di case distrutte. Avevano visto tutto questo e avevano deciso di diventare finalmente protagonisti delle loro vite. Per uscire da questo inferno divennero partigiani e presero le armi\, spezzando secoli di rassegnazione\, impotenza e storia subita. Oggi quell’ esempio di protagonismo popolare deve essere più che mai vivo e presente all’ interno dei nostri movimenti di lotta. Fermare i fascisti al potere\, fermare l’escalation bellica è ancora possibile. Sta a noi. Scrolliamoci di dosso la rassegnazione. Rinforziamo le reti ed i movimenti che si battono contro la svolta autoritaria. Uniamo le forze: contro la guerra\, il militarismo\, le frontiere\, il patriarcato\, lo sfruttamento e la devastazione ambientale. Con amore e rabbia. Per un 25 aprile di lotta.\n\nASSEMBLEA ANTIFASCISTA ASTI
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SUMMARY:ROMA: pranzo su prenotazione Fame d’Anarchia
DESCRIPTION:25  APRILE  2025 – FAME D’ANARCHIA\nPranzo su prenotazione\n\nSabato 25 aprile 2025 a partire dalle ore 13:00 abbiamo organizzato il pranzo su prenotazione Fame d’Anarchia allo Spazio anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 18 a garbatella. Nell’ottantesimo della fondazione del nostro gruppo sarà un momento aperto di convivialità e incontro\, diffusione di stampa anarchica\, musica\, canti e danze. Per l’occasione potremo condividere le proposte\, le iniziative messe in campo e che intendiamo sostenere nel prossimo futuro.\nSiete invitate tutte e tutti a partecipare e per prenotare potrete scrivere a cafierofairoma@inventati.org.\n\nPer il pranzo proponiamo una sottoscrizione di 10 euro e di seguito il menù:\n\nAntipasto 19 Luglio\nPasta in salsa antifascista\nTorte rustiche e libertarie\nDolci per evadere\nVino in libertà\nCaffè del Disertore\n\nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma\nwww.cafierofairoma.wordpress.com
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SUMMARY:MASSENZATICO: 25 aprile Cappelletti Antifascisti
DESCRIPTION:Programma della giornata:\n\nore 11.00: comunicazione di Federico Ferretti sull’importanza della Resistenza libertaria al Centro Sociale La Capannina – Paradisa\nore 13.00: pranzo al teatro di Massenzatico con cappelletti antifascisti\, bolliti e zuppa inglese e con alternativa vegetariana e vegana.\n\nCosto del pranzo:\nfino a 4 anni gratis\ndai 5 anni ai 13 anni 13€\ndai 14 anni 25€\n\nRicordiamo che è necessaria la prenotazione con pagamento al numero 347 3729676 (Gianandrea) o direttamente al Circolo Berneri in Via Don Minzoni a Reggio Emilia dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 19.30. Sono disponibili 350 posti.\n\nore 15.00: spazio bimb* al Centro Sociale La Capannina – Paradisa con animazione\, giochi e spettacoli\nore 19.00: pastasciutta del partigiano (costo 10€) con canti sociali\n\n\nPer un grande 25 aprile!\nVi aspettiamo numeros*!
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SUMMARY:PORDENONE: 80° anniversario della liberazione dal nazifascismo
DESCRIPTION:80° anniversario della liberazione dal nazifascismo\nDALLA STESSA PARTE CI TROVERAI\n25 aprile pordenone\n\n\nprogramma\n\n\n4 aprile / ore 20.45\nNEOFASCISMO IN ITALIA E IN EUROPA\ncon Saverio Ferrari\ndell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre\npresso il Circolo Libertario E. Zapata\, Via Ungaresca\, 3B – Pordenone\n\n\n10 aprile / ore 18.00\nResistenza di montagna e di pianura\ntra Livenza e Tagliamento\ncon Gigi Bettoli\ndella redazione di www.storiastoriepn.it\npresso la Casa del Popolo di Torre di Pordenone\, Via Carnaro\, 10\n\n\n19 aprile / ore 15.30\ninfo-point bella ciao\nPasseggiata per i luoghi\ndella Pordenone antifascista\npartenza Stazione dei Treni di Pordenone\n\n\n25 aprile / 0re 10.00\nRitrovo e ricordo della Liberazione\nal Centro Studi – P.zza Maestri del Lavoro\nCorteo / ore 11:00\nverso l’ex Caserma Martelli di Via Montereale\nRicordo dei 9 partigiani fucilati\ndai nazifascisti\, interventi liberi\nchiude il Coro dell’ANPI\npastasciutta antifascista / 0re 13.00\ncon il coro Voci per la Pace di Vittorio Veneto\nCanti per la pace e contro le guerre\npresso il Circolo Libertario E. Zapata\, Via Ungaresca\, 3B\n\n\n29 aprile / ore 20.15\nNome di battaglia Dora: Nella Carli\npartigiana e sindacalista di Cordenons\nSala Consiliare “D. De Benedet” – Centro Culturale “Aldo Moro”\, Cordenons\n———\nIniziativa Libertaria – Pordenone\nCasa del Popolo – Torre di Pordenone\nAnpi Provinciale – Pordenone\nCircolo Arci “Tina Merlin” – Montereale Valcellina\nCircolo Arci “Arcipelago” – Cordenons\nIl Bene Comune – Pordenone\nPrimavera Transfemminista – Pordenone\nEcoTransFemm BabaJaga – Pordenone\nRifondazione Comunista – Pordenone
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SUMMARY:UDINE: mobilitazione antimilitarista e antifascista
DESCRIPTION:MOBILITAZIONE PER IL 25 APRILE“Per cui se servirà del sangue ad ogni costo andate a dare il vostro se vi divertirà” (Tratta da “Il Disertore” di Boris Vian 1954)Così\, dopo un quarto di secolo di globalizzazione neo-liberista\, ecco che\, pian piano\, i nodi sono venuti al pettine.I Nazionalismi\, in ogni parte del Pianeta\, mai sopiti\, portano alla “Sindrome della Sicurezza”\, alla escalation riarmista\, all’economia di guerra a genocidi e distruzioni.L’Europa vuole investire 800 miliardi di euro non in istruzione\, non in sanità\, non in servizi\, non in sostenibilità ecologica\, ma nel piano militarista denominato ReArmEurope.Gli USA spingendo con la politica protezionistica dei dazi per far fronte alla voragine del debito pubblico e al disavanzo della bilancia commerciale\, stanno dando origine ad una reazione a catena incontrollabile.Il Capitalismo mangia se stesso\, si riaprono anche le guerre di conquista territoriale per l’estrazione delle risorse minerarie ed energetiche per far funzionare un sistema dissipativo\, climaticamente ed ecologicamente insostenibile.L’Intelligenza Artificiale Generativa\, (che oramai ha abbondantemente superato “il test di Turing”) e la robotica umanoide\, (in grado di sostituire moltissime mansioni lavorative)\, non comporteranno un arricchimento morale e materiale della società\, ma un nuovo livello di dominio che si aggiungerà a quelli già storicamente determinati.La terza guerra mondiale è già in atto ed è una guerra contro le basi stesse della vita; il ricorso alle armi nucleari rischia di essere la logica conclusione di un andamento catastrofico a tutti i livelli.Liberiamoci dai Capitalismi e dagli Stati Sovrani Armati\, finché siamo in tempo.Chi parteggia per qualcuno degli Stati in causasta dalla parte della GuerraDisArmEuropee dut il Mont.———————————————Antimilitarismo e Antifascismo Friulano \nore 9.45 piazza primo maggio
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SUMMARY:TRIESTE: Antifascismo è antimilitarismo
DESCRIPTION:Come ogni anno saremo presenti fuori dalla Risiera di San Sabba (unico campo di sterminio operante in Italia durante la guerra) con i nostri cartelli e materiali informativi e la diffusione del nuovo numero di Germinal fresco di stampa. \nGruppo Anarchico Germinal \n 
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SUMMARY:LIVORNO: ora e sempre Resistenza!
DESCRIPTION:Il 25 aprile\, culmine della lotta di liberazione fu un’insurrezione vittoriosa contro la guerra e contro il governo fascista che la volle.\nQuest’anno l’80° anniversario cade nel  momento in cui i governi dell’Unione Europea e dell’Italia accelerano la marcia verso la guerra. Il piano di riarmo Readiness 2030 indica la data in cui essere pronti per la guerra e le spese da sostenere: 800 miliardi\, che dovranno essere presi a prestito.\nCiò vuol dire che la spesa per gli interessi schiaccerà ogni altra voce dei bilanci statali.\nLa preparazione alla guerra sarà un’altra scusa per tagliare la sanità\, la scuola\, le pensioni e aumentare le tasse.\nI governi europei non si armano né contro la Russia né contro la Cina. Si armano contro i propri cittadini che subiranno i tagli dei servizi sociali\, si armano per reprimere le proteste. È per questo che il governo italiano vara l’ennesimo decreto sicurezza in tre anni\, che limita ancora la libertà di protestare.\nAnche la guerra tariffaria iniziata dall’amministrazione USA è un altro passo verso la guerra mondiale.\nLe politiche di riarmo non sono un deterrente contro le guerre\, ma solo un incentivo a intensificare i conflitti.\nI conflitti provocati dall’imperialismo crescono di numero e di intensità\, facendo decine di migliaia di morti fra le popolazioni civili\, dalla Palestina alla Birmania\, dal Congo all’Ucraina\, dal Sudan allo Yemen e così via.\n• Contro le guerre e chi le arma\n• contro le produzioni e i traffici di armi\n• contro la militarizzazione della scuola e della società\n• contro le menzogne di chi cerca di fare del 25 aprile una scadenza patriottica nazionalista e militarista\, di cui tentano di appropriarsi quelle forze reazionarie che ci trascinarono in guerra a fianco dei nazisti\n• per un 25 aprile realmente antifascista\, popolare\, antimilitarista \nIl Coordinamento Antimilitarista Livornese invita a partecipare al presidio di giovedì 24 aprile alle 17\,30 per ricordare la Resistenza di ieri alla guerra e al fascismo\,\nper la Resistenza di oggi alla guerra e al fascismo.\nORA E SEMPRE RESISTENZA
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SUMMARY:ROMA: FantaCine '70:  "L'invenzione" di Morel di Emidio Greco
DESCRIPTION:Aprile all’insegna della fantastico – fantascientifico fine ’60 primi ’70\, con uno sguardo particolare alle tematiche classiche del doppio\, delle identità sostituite\, dei replicanti\, dell’ibrido più o meno mostruoso. \nCominciamo il 2 aprile con uno dei capolavori di John Frankenheimer\, “Operazione diabolica”. Un ricco imprenditore in crisi decide di affidarsi a un’organizzazione segreta che dopo una finta morte crea una nuova identità. Dopo l’operazione scopre ben presto di trovarsi al centro di un allucinante complotto al quale sarà difficile sfuggire… Da un romanzo di David Ely\, metafora paranoide e terribile del sogno americano\, vanta una fotografia in bianco e nero (del veterano James Wong Howe) che dà corpo agli incubi distopici del protagonista\, interpretato da un dolente Rock Hudson per una volta lontano dagli stereotipi divistici hollywoodiani. \nIl 9 aprile “L’astronave degli esseri perduti” di Roy Ward Baker. Nel sottosuolo di Londra durante i lavori della metropolitana viene ritrovato uno strano scheletro preistorico semiumano\, poi un grosso oggetto metallico che viene dichiarato essere un’ arma di propaganda tedesca della seconda guerra mondiale ma che in realtà è un’ astronave aliena. Il dottor Quatermass indaga… Tra misteriose epidemie\, uomini scimmia geneticamente modificati\, extraterrestri imperialisti in forma di insettoni\, è il migliore della serie inglese su Quatermass\, un classico fantahorror pieno di atmosfere malsane dove la stessa identità umana viene messa in crisi. \nIl 16 aprile “La morte scarlatta viene dallo spazio”\, di Freddie Francis. Freddie Francis è uno specialista del b – movie horror inglese\, autore di decine di titoli compresi alcuni Dracula e Frankenstein. In quest’occasione si cimenta col genere fantascientifico in salsa horror. Da alcuni meteoriti fuoriescono misteriose entità aliene che si impossessano dei malcapitati giunti a studiarli; lo scopo è creare schiavi per costruire un’ astronave per la luna. Gli alieni non contenti diffondono per avere manodopera a buon mercato un’ epidemia che crea una sorta di morti viventi\, destinati alla deportazione sulla luna. Solo il dottor Temple è immune\, grazie a una placca metallica nella testa che lo protegge dai diabolici influssi. Con evidenti riferimenti alla serie Quatermass\, il film è un trionfo del kitsch più sfrenato ma nella sua assurdità riesce più a divertire che spaventare. Praticamente mai visto da noi. \nIl 23 aprile “L’invenzione” di Morel di Emidio Greco. Un naufrago sbarca su una strana isola\, popolata da personaggi in abiti anni venti che sembrano non vederlo. Ben presto nota che i personaggi sono come chiusi all’interno di un loop temporale\, non fanno che ripetere le stesse azioni\, le stesse frasi. In realtà sono repliche virtuali di uomini e donne reali generate dalla macchina del dottor Morel\, allo scopo di realizzare un simulacro di vita eterna. Dal romanzo “borgesiano” di Adolfo Bioy – Casares\, il film può essere considerato una metafora metafisica sul senso percepito del reale\, sul concetto di identità vera o presunta rispetto al tempo e allo spazio\, sulla realtà come visione di un occhio che crea nell’atto stesso del vedere; è anche quindi una riflessione sul cinema in generale. Nel cast oltre a Giulio Brogi\, attore di formazione teatrale che riesce a rendere un’interpretazione umana e sofferta\, Anna Karina\, interprete di vari film di Godard. Le musiche di Nicola Piovani e le scenografie art deco di Amedeo Fago creano il giusto contesto. \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor  Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org \n  \nCINEFORUM GARBATELLA
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SUMMARY:BOLOGNA: Pasqueert - pranzo di autofinanziamento Vivaia TFQ
DESCRIPTION:Carissime e carissimu\, ebbene sì\, la Vivaia TFQ è tornata! E vi invita con calorosa ere/oticità alla Santissima Pasqueert in S-famiglia! Portate i vostri kuletty presso il Circolo Anarchico Berneri dalle 13.12\, dove troverete delle deliziose vegan-sfiziosità (eat the rich\, not animals) ad aspettarvi. Sappiamo che gli spazi safe per le frocie non esistono ma sappiamo che la loro antitesi è il pranzo cristiano con la famiglia nucleare. Ecco perché con le nostre reti s-famigliari scegliamo di riappropriarci delle festività tradizionali e di riempirle di nuovi significati. Sperimentiamo insieme delle ritualità nuove\, e che la nostra frocianza si riprenda tutto! \nCircolo anarchico berneri cassero di porta santo stefano 1
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SUMMARY:CARRARA: Una filosofa al mese\, Simone Weil
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SUMMARY:PORDENONE: Info-point Bella ciao. 80° anniversario della liberazione dal nazifascismo
DESCRIPTION:80° anniversario della liberazione dal nazifascismo\nDALLA STESSA PARTE CI TROVERAI\n25 aprile pordenone\n\n\nprogramma\n\n\n4 aprile / ore 20.45\nNEOFASCISMO IN ITALIA E IN EUROPA\ncon Saverio Ferrari\ndell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre\npresso il Circolo Libertario E. Zapata\, Via Ungaresca\, 3B – Pordenone\n\n\n10 aprile / ore 18.00\nResistenza di montagna e di pianura\ntra Livenza e Tagliamento\ncon Gigi Bettoli\ndella redazione di www.storiastoriepn.it\npresso la Casa del Popolo di Torre di Pordenone\, Via Carnaro\, 10\n\n\n19 aprile / ore 15.30\ninfo-point bella ciao\nPasseggiata per i luoghi\ndella Pordenone antifascista\npartenza Stazione dei Treni di Pordenone\n\n\n25 aprile / 0re 10.00\nRitrovo e ricordo della Liberazione\nal Centro Studi – P.zza Maestri del Lavoro\nCorteo / ore 11:00\nverso l’ex Caserma Martelli di Via Montereale\nRicordo dei 9 partigiani fucilati\ndai nazifascisti\, interventi liberi\nchiude il Coro dell’ANPI\npastasciutta antifascista / 0re 13.00\ncon il coro Voci per la Pace di Vittorio Veneto\nCanti per la pace e contro le guerre\npresso il Circolo Libertario E. Zapata\, Via Ungaresca\, 3B\n\n\n29 aprile / ore 20.15\nNome di battaglia Dora: Nella Carli\npartigiana e sindacalista di Cordenons\nSala Consiliare “D. De Benedet” – Centro Culturale “Aldo Moro”\, Cordenons\n———\nIniziativa Libertaria – Pordenone\nCasa del Popolo – Torre di Pordenone\nAnpi Provinciale – Pordenone\nCircolo Arci “Tina Merlin” – Montereale Valcellina\nCircolo Arci “Arcipelago” – Cordenons\nIl Bene Comune – Pordenone\nPrimavera Transfemminista – Pordenone\nEcoTransFemm BabaJaga – Pordenone\nRifondazione Comunista – Pordenone
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SUMMARY:VERONA: corpi insorgenti
DESCRIPTION:A sei anni da “Verona Transfemminista”\nUn incontro per riflettere su educazione\, corpi\, spazio urbano e pratiche transfemministe. \n> ore 19.30 La Sobilla apre con insorgente benvenuto\n> ore 20.30 inizio dell’incontro \nFrancesca Bragaja dialoga con Antonia De Vita\, autrice del libro “Ecopedagogia femminista. Prospettive di genere nella transizione ecosociale” (Franco Angeli\, 2025): un lavoro che intreccia pedagogia critica\, pensiero ecologico e prospettive ecofemministe\, per ripensare i saperi educativi al di là dei modelli di dominio del capitalismo e del patriarcato\, immaginando nuove forme di convivenza nella crisi ecosociale. \nInterverranno anche gli autori del video Verona Transfemminista. (Un)making urban space e il collettivo Non Una Di Meno. \nLa Sobilla è un laboratorio di idee e di pratiche libero da sponsor istituzionali e commerciali che propone incontri\, presentazioni di libri\, seminari\, proiezioni\, mostre e altro ancora.\nUn nodo nella trama urbana per immaginare una città differente e contaminarne la vita culturale e politica. \nAlla Sobilla trovi: \nBiblioteca Giovanni Domaschi\, aperta il mercoledì dalle ore 17.30\nRiviste e libri di case editrici indipendenti\nCaffè La Libertaria delle comunità autonome zapatiste del Chiapas messicano\nProdotti della Rimaflow\, fabbrica recuperata e autogestita di Trezzano sul Naviglio (MI)\nSalsa di pomodoro Sfruttazero e prodotti della rete nazionale FuoriMercato – Autogestione in movimento\nProdotti di Urupia\, comune libertaria del Salento\nInfopoint L’ombroso \nsobillare\,\nv. tr. [prob. lat. sibilare\, «fischiare qualcosa negli orecchi a qualcuno»]. – Indurre ad atteggiamenti e manifestazioni di ostilità. In partic.\, istigare\, incitare alla ribellione.
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SUMMARY:ROMA: FantaCine '70: "La morte scarlatta viene dallo spazio"\, di Freddie Francis
DESCRIPTION:Aprile all’insegna della fantastico – fantascientifico fine ’60 primi ’70\, con uno sguardo particolare alle tematiche classiche del doppio\, delle identità sostituite\, dei replicanti\, dell’ibrido più o meno mostruoso. \nCominciamo il 2 aprile con uno dei capolavori di John Frankenheimer\, “Operazione diabolica”. Un ricco imprenditore in crisi decide di affidarsi a un’organizzazione segreta che dopo una finta morte crea una nuova identità. Dopo l’operazione scopre ben presto di trovarsi al centro di un allucinante complotto al quale sarà difficile sfuggire… Da un romanzo di David Ely\, metafora paranoide e terribile del sogno americano\, vanta una fotografia in bianco e nero (del veterano James Wong Howe) che dà corpo agli incubi distopici del protagonista\, interpretato da un dolente Rock Hudson per una volta lontano dagli stereotipi divistici hollywoodiani. \nIl 9 aprile “L’astronave degli esseri perduti” di Roy Ward Baker. Nel sottosuolo di Londra durante i lavori della metropolitana viene ritrovato uno strano scheletro preistorico semiumano\, poi un grosso oggetto metallico che viene dichiarato essere un’ arma di propaganda tedesca della seconda guerra mondiale ma che in realtà è un’ astronave aliena. Il dottor Quatermass indaga… Tra misteriose epidemie\, uomini scimmia geneticamente modificati\, extraterrestri imperialisti in forma di insettoni\, è il migliore della serie inglese su Quatermass\, un classico fantahorror pieno di atmosfere malsane dove la stessa identità umana viene messa in crisi. \nIl 16 aprile “La morte scarlatta viene dallo spazio”\, di Freddie Francis. Freddie Francis è uno specialista del b – movie horror inglese\, autore di decine di titoli compresi alcuni Dracula e Frankenstein. In quest’occasione si cimenta col genere fantascientifico in salsa horror. Da alcuni meteoriti fuoriescono misteriose entità aliene che si impossessano dei malcapitati giunti a studiarli; lo scopo è creare schiavi per costruire un’ astronave per la luna. Gli alieni non contenti diffondono per avere manodopera a buon mercato un’ epidemia che crea una sorta di morti viventi\, destinati alla deportazione sulla luna. Solo il dottor Temple è immune\, grazie a una placca metallica nella testa che lo protegge dai diabolici influssi. Con evidenti riferimenti alla serie Quatermass\, il film è un trionfo del kitsch più sfrenato ma nella sua assurdità riesce più a divertire che spaventare. Praticamente mai visto da noi. \nIl 23 aprile “L’invenzione” di Morel di Emidio Greco. Un naufrago sbarca su una strana isola\, popolata da personaggi in abiti anni venti che sembrano non vederlo. Ben presto nota che i personaggi sono come chiusi all’interno di un loop temporale\, non fanno che ripetere le stesse azioni\, le stesse frasi. In realtà sono repliche virtuali di uomini e donne reali generate dalla macchina del dottor Morel\, allo scopo di realizzare un simulacro di vita eterna. Dal romanzo “borgesiano” di Adolfo Bioy – Casares\, il film può essere considerato una metafora metafisica sul senso percepito del reale\, sul concetto di identità vera o presunta rispetto al tempo e allo spazio\, sulla realtà come visione di un occhio che crea nell’atto stesso del vedere; è anche quindi una riflessione sul cinema in generale. Nel cast oltre a Giulio Brogi\, attore di formazione teatrale che riesce a rendere un’interpretazione umana e sofferta\, Anna Karina\, interprete di vari film di Godard. Le musiche di Nicola Piovani e le scenografie art deco di Amedeo Fago creano il giusto contesto. \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor  Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org \n  \nCINEFORUM GARBATELLA
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SUMMARY:BOLOGNA: Mensa popolare - Cena di autofinanziamento simposio "Carcere e giustizie"
DESCRIPTION:Lunedì 14/4 – Mensa popolare – Cena di autofinanziamento simposio “Carcere e giustizie” – ore 20\nCena di autofinanziamento per il simposio “Carcere e giustizie” che si terrà il 7 e 8 giugno presso il circolo della Pace\, di cui seguirà programma aggiornato.\nLa Mensa Popolare Autogestita utilizza prodotti di prossimità politica e geografica. È autogestita perché intende abbattere la divisione tra chi la organizza e chi ne usufruisce: tutte-i possono dare una mano e contribuire in qualche modo. È popolare perché accessibile a tutte le tasche. \nCircolo anarchico Berneri cassero di porta santo stefano 1
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SUMMARY:JESI: concerto hardcore+cena vegan
DESCRIPTION:Ore 18.00 – a seguire cena Vegan\n\n\n-INGRESSO LIBERO-\n\n\n————————————\n\n\nUKAZE // Hardcore pestone da Fano\n\n\nNEWT // Sovtek sugar lava da Bologna\n\n\n————————————\n\n\nUKAZE // Hardcore pestone da Fano
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SUMMARY:BOLOGNA: cucina solidale autogestita
DESCRIPTION:VIENI ALLA CUCINA SOLIDALE AUTOGESTITA! Ci incontriamo alle 9.30 al Circolo Anarchico Berneri per cucinare insieme. Alle 13 pranzo vegano a offerta libera aperto a tutt3.\nUna cucina solidale\, collettiva e autogestita (tutt3 invitat3 anche ai fornelli dalla mattina).\nUn laboratorio di cucina politica: lavoriamo solo prodotti recuperati e salvati dallo spreco dalla Colonna Solidale\, comprati da circuiti virtuosi per la sovranità alimentare\, oppure donati dalle compagn3.\nUn luogo di socialità e condivisione dei saperi culinari\, per passare un pranzo domenicale all’insegna del mutualismo e del buon cibo.\nL’idea è quella di cucinare collettivamente e condividere un pasto a prezzo libero (ognun@ secondo le proprie possibilità)\, senza sfruttamento animale e con prodotti della terra provenienti da donazioni o acquisti da reti solidali; perché mangiare (possibilmente bene) nella city of food è ormai da tempo un lusso e invece può e deve essere un diritto. L’offerta è sempre libera\, perché un buon pasto non sia un lusso per pochx ma un diritto per tuttx. \nCircolo anarchico berneri cassero di porta santo stefano 1
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SUMMARY:VERONA: Università sotto attacco:  Presentazione di "L'ACCADEMIA E IL FUORI"
DESCRIPTION:L’UNIVERSITA’ SOTTO ATTACCO\nIl lavoro intellettuale tra precarietà e neoliberalizzazione\nPresentazione del volume\n  \n“L’ACCADEMIA E IL FUORI” (ed. Orthotes)\na cura di Fabio Mengali Francesca Padovani e Alessia Tortolini\nSabato 12 aprile 2025\nLa Sobilla apre alle 18.00 con accogliente apertura\n> Inizio presentazione ore 18.30 \nCosa significa lavorare oggi all’interno dell’università italiana? Tra tagli massicci ai finanziamenti e aumento esponenziale del precariato\, l’autoreferenzialità del mondo accademico promuove la produzione di un sapere ultraspecializzato e ultrasettoriale\, precludendo il confronto tra i lavoratori e le lavoratrici\, e incrementando così la competizione e il senso di alienazione. È possibile costruire pratiche di resistenza all’interno dell’università e ricercare una collaborazione più sostanziale con realtà esterne\, come la scuola e la politica? \nNe parliamo con Fabio Mengali\, Francesco Padovani e Alessia Tortolini\, curatori e curatrice del volume L’accademia e il fuori. Il problema dell’intellettuale specializzato in Italia (Orthotes 2023)\, che raccoglie le riflessioni di lavoratori e lavoratrici della conoscenza sull’evoluzione delle condizioni materiali del lavoro intellettuale in Italia e sul rapporto tra mondo accademico e società. \nL’UNIVERSITA’ SOTTO ATTACCOIl lavoro intellettuale tra precarietà e neoliberalizzazionePresentazione del volume“L’ACCADEMIA E IL FUORI” (ed. Orthotes)a cura di Fabio Mengali Francesca Padovani e Alessia Tortolini
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SUMMARY:ROMA: Presentazione del libro "Io e Matilde" di Marco Branchi.
DESCRIPTION:Sabato 12 Aprile 2025 dalle ore 18:00 in poi in Via Vettor Fausto 3\, Roma Garbatella continueremo il dibattito sull’intelligenza artificiale con la presentazione del libro “Io e Matilde” di Marco Branchi. \nL’autore\, introdotto da Francesco Fricche\, parlerà delle sue conversazioni con Matilde\, un’intelligenza artificiale antropizzata da lui\, su libertà\, arte e anarchia. \nLe canzoni di Marco Tranquilli accompagneranno la serata. \nA seguire cena solidale e convivialità: da ognuno secondo le sue possibilità\, ad ognuno secondo i suoi bisogni! \nCi vediamo sabato 12 aprile alle 18:00 in Via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) \nGruppo Anarchico M. Bakunin – FAI Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org \nPresentazione del libro “Io e Matilde”\, intervento di Francesco Fricche\, a seguire musica con Marco Tranquilli. Cena a sottoscrizione. 12 aprile ore 18 Spazio Anarchico Bakunin Roma
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SUMMARY:LIVORNO: assemblea contro il traffico di armi
DESCRIPTION:La Federazione Anarchica Livornese parteciperà all’assemblea cittadina indetta dal Gruppo Autonomo Portuali sabato 12 alle ore 17\,30 presso il gazebo della Terrazza Mascagni.\n\nEsprime il proprio sostegno alle iniziative del GAP contro il traffico di armi nel porto di Livorno e condivide l’esigenza che da Livorno parta un messaggio forte contro le minacce di guerra.\n\nIl piano di riarmo voluto dal governo italiano e da quello dell’Unione Europea rappresentano un salto di qualità nella marcia contro la guerra\, accelerato dall’azione dei servizi segreti che prevedono un attacco all’Unione Europea nel giro di pochi anni.\n\nLa logica della deterrenza è sbandierata dalla presidente del consiglio e fa il paio con la mistica della competitività: la prima sostituisce alla collaborazione tra i popoli la minaccia reciproca tra i governi\, la seconda alla solidarietà internazionalista la competizione fra gli sfruttati di ogni paese che arricchisce solo le minoranze privilegiate e sfruttatrici.\n\nLa scelta del riarmo e della corsa verso la guerra si accompagnano a pratiche che puntano al superamento dei meccanismi della democrazia rappresentativa e alla limitazione del diritto di manifestare\, come il recente decreto legge sicurezza.\n\nOggi più che mai è necessario un vasto movimento di massa contro la guerra\, unitario e autonomo. La Federazione Anarchica Livornese vede nell’iniziativa del Gruppo Autonomo Portuali un importante momento in questa direzione.\n\nInvita tutte e tutti a manifestare contro la guerra e il riarmo nell’80° anniversario del 25 aprile 1945\, anniversario dell’insurrezione popolare vittoriosa contro la guerra e il fascismo.
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SUMMARY:RAVENNA: Spezzone libertario alla manifestazione "Usciamo dalla camera a gas"
DESCRIPTION:SABATO 12 APRILE / RAVENNA / ORE 14.00 / CONCENTRAMENTO IN PIAZZALE ALDO MORO /\nCORTEO NAZIONALE “USCIAMO DALLA CAMERA A GAS”.\nCI RITROVEREMO DIETRO LO STRISCIONE “CONTRO GUERRA E NOCIVITÀ”\n\nCostruiamo assieme uno spezzone libertario\, anticapitalista e antimilitarista contro le fonti fossili e il mondo che le necessita\, il rigassificatore e la linea adriatica Snam ad esso collegata\, la distruzione ambientale e delle altre specie animali\, ma soprattutto il legame tra l’approvvigionamento di fonti energetiche e la guerra degli Stati e dei padroni.Il prossimo 12 Aprile a Ravenna ci sarà la manifestazione nazionale “Usciamo dalla camera a gas” indetta da comitati e associazioni ambientaliste. Come libertari/e invitiamo alla partecipazione e alla formazione di uno SPEZZONE LIBERTARIO\, ANTICAPITALISTA E ANTIMILITARISTA per portare assieme ai contenuti ecologisti anche una ferma opposizione alle politiche economiche e di guerra dei padroni\, in cui i progetti strategici e politico-economici legati agli idrocarburi e al gas si inseriscono\, ancor più dopo il conflitto in Ucraina e la riduzione dei flussi di gas russo verso il continente europeo.\nNegli ultimi anni il consumo di gas in Italia è calato rispetto al passato: consumiamo circa 60 miliardi di metri cubi di gas all’anno che importiamo dall’estero\, in più ne produciamo altri 3 miliardi. Il GNL (gas liquefatto) che arriverà al rigassificatore di Ravenna da Qatar\, Algeria e Stati Uniti\, che all’anno garantirà l’8% degli approvvigionamenti italiani\, oltre ad avere costi economici e un impatto ecologico molto superiori rispetto al gas prodotto con le tecniche tradizionali\, è un di più che l’Italia venderà ai paesi dell’Europa centrale. Il governo Meloni\, in continuità col precedente esecutivo Draghi\, e in piena sintonia con la Commissione europea\, vuol far diventare l’Italia un hub del metano nel Mediterraneo. Oltre ai nuovi rigassificatori\, infatti\, è previsto il raddoppio del gasdotto TAP\, in cui Snam è implicata\, che da Melendugno (Lecce) porta il gas dell’Azerbaijan verso il nord Italia e l’Europa.\nIl vero problema è la domanda di energia che cresce sempre di più invece di diminuire\, come sarebbe necessario. I presupposti stessi del sistema capitalista si basano su un’iperbole di crescita infinita\, a livello economico\, industriale e tecnologico. Cementificazione e produzione industriale di massa\, spesso di merce di veloce deperimento\, hanno un impatto energetico e quindi ecologico devastante\, solo per citare alcuni dei molteplici aspetti che rendono impossibile in un mondo così organizzato (e imposto) un decremento del fabbisogno globale. Ma ora la domanda di energia sta crescendo in un modo mai visto prima\, con gli investimenti pubblici e privati che si stanno concentrando in produzioni energivore come l’hi-tech\, il digitale\, l’IA\, i data-center\, l’automazione\, la robotica\, l’industria militare e l’aerospaziale.\nI piani di riarmo dell’Europa (ReArm EU) e quelli per l’approvvigionamento e la transizione energetica (RePower EU)\, dal gas al nucleare ma che non tralasciano le stesse “rinnovabili”\, rispondono alle medesime logiche del complesso militar-industriale e viaggiano su un binario parallelo.\nMentre UE e Italia si apprestano a spendere centinaia di miliardi di euro per l’acquisto di armamenti e la costruzione di grandi opere e rigassificatori\, non un euro é giunto degli 1.2 miliardi del Pnrr promessi da Von Der Lyen e struttura commissariale per le persone alluvionate dell’Emilia-Romagna\, mentre continuano come sempre i tagli a sanità e spesa sociale per dirottare fondi verso Interno e Difesa. Ordine poliziesco e opzione militare\, guerra interna e guerra esterna\, sono sempre più connessi. Il nuovo DDL sicurezza\, con più tutele e poteri alle polizie e repressione sfrenata contro chi protesta\, si situa perfettamente in questo contesto.\nIn un presente segnato da conflitti\, massacri e genocidi che si stanno compiendo davanti ai nostri occhi – pensiamo solo a quello in corso nella Striscia di Gaza\, commesso per mezzo delle armi che transitano anche nel porto di Ravenna – non può esserci ecologismo possibile senza antimilitarismo e anticapitalismo.Graditi cartelli e bandiere di area libertaria\, antimilitarista\, anticapitalista e contro le gradi opere (no tav\, no tap\, no snam\, no tubo…). \nBrigata Prociona Imola / Collettivo Samara / Csa Capolinea Faenza /\nEqual Rights Forlì / Csa Spartaco Ravenna / Piccoli Fuochi Vagabondi /\nSpazio Libertario “Sole e Baleno” Cesena / Assemblea Anarchica Imolese/ Vascello Vegano. \n\n\nSABATO 12 APRILE / RAVENNA / ORE 14.00 / CONCENTRAMENTO IN PIAZZALE ALDO MORO /CORTEO NAZIONALE “USCIAMO DALLA CAMERA A GAS”.CI RITROVEREMO DIETRO LO STRISCIONE “CONTRO GUERRA E NOCIVITÀ”
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SUMMARY:TORINO: Sabotare le guerra! Disarmare l'Europa! Per un mondo senza eserciti e frontiere
DESCRIPTION:Giornata di informazione e lotta antimilitarista\npresidio al Balon\ndalle ore 10\,30 \nMentre l’Europa – e il mondo – fanno una precipitosa corsa al riarmo è sempre più necessario mettersi di mezzo\, inceppare gli ingranaggi\, lottare contro l’industria bellica e il militarismo.\nLa guerra insanguina vaste aree del pianeta in una spirale che sembra non aver fine. A tre anni dall’accelerazione violenta impressa dall’invasione russa dell’Ucraina il conflitto si inasprisce sempre di più. A Gaza è ripresa la pulizia etnica mentre gli Stati Uniti spingono per la deportazione dei gazawi. Se si aggiungono il conflitto nel Mar Rosso\, il moltiplicarsi degli attacchi turchi in Rojava\, i massacri degli alewiti in Siria\, le tensioni per Taiwan\, il perdurare dei conflitti per il controllo delle risorse nel continente africano dal Sudan al Congo\, il rischio di una guerra\, anche nucleare\, su scala planetaria è una possibilità reale.\nI paesi europei\, indeboliti da tre anni di guerra e dal conseguente aumento della spesa energetica\, reagiscono al repentino mutamento nella politica estera statunitense con un processo di riarmo\, che potrebbe aprire a nuove pericolose escalation belliche.\nLa guerra non è più così lontana come un tempo. \nI potenti che si contendono risorse e potere\, sono indifferenti alla distruzione di città\, alla contaminazione dell’ambiente\, al futuro negato di tanta parte di chi vive sul pianeta.\nLe macerie sono solo buoni affari per un capitalismo vorace e distruttivo che ha una sola logica\, quella del profitto ad ogni costo. Uomini\, donne\, bambine e bambini sono solo pedine sacrificabili in un gioco terribile\, che non ha altro limite se non quello imposto dalla forza di oppress e sfruttat\, che si ribellano ad un ordine del mondo intollerabile. \nIl prezzo delle guerre lo pagano bambine e bambini\, uomini e donne massacrati ed affamati in ogni angolo del pianeta.\nLo paghiamo noi tutti stretti nella spirale dell’inflazione\, tra salari e pensioni da fame e fitti e bollette in costante aumento.\nIl governo italiano si è schierato nella guerra in Ucraina inviando armi\, e dispiegando 3.500 militari nelle missioni in ambito NATO nell’est europeo e nel Mar Nero.\nL’Italia è impegnata in ben 43 missioni militari all’estero\, in buona parte in Africa\, dove le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difendono gli interessi di colossi come l’ENI.\nL’Italia vende armi a tutti i paesi in guerra\, contribuendo direttamente alle guerre di ogni dove. \nTorino punta tutto sull’industria bellica per il rilancio dell’economia. Un’economia di morte.\nLa nostra città è uno dei maggiori poli dell’industria bellica aerospaziale.\nEd è a Torino che sorgerà la Città dell’Aerospazio\, un centro di eccellenza per l’industria bellica aerospaziale promosso dal colosso armiero Leonardo e dal Politecnico subalpino. La Città dell’Aerospazio ospiterà un acceleratore d’innovazione nel campo della Difesa\, uno dei nove nodi europei del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A)\, una struttura della NATO. Progetti di morte che è impegno di tutt* inceppare.\nOccorre capovolgere la logica perversa che vede nell’industria bellica il motore che renderà più prospera la nostra città. Un’economia di guerra produce solo altra guerra.\nProvate ad immaginare quante scuole\, ospedali\, trasporti pubblici di prossimità si potrebbero finanziare se la ricerca e la produzione venissero usate per la vita di noi tutti\, per la cura invece che per la guerra.\nLa corsa alla guerra uccide anche in tempo di “pace”. La mancanza di prevenzione e cura per tutti è intrinsecamente omicida. La guerra non dichiarata ai migranti uccide ogni giorno lungo le frontiere del Belpaese. \nLa guerra è anche interna. Il governo con una forzatura inedita\, da stato di polizia\, ha trasformato il disegno di legge 1236 in decreto\, esautorando il parlamento e rendendo immediatamente operative misure repressive durissime. Colpi sempre più forti a chi lotta nei CPR e nelle carceri\, a chi si batte contro gli sfratti\, a chi occupa\, a chi fa scritte \, a chi blocca una strada o una ferrovia\, a chi sostiene e diffonde idee sovversive.\nIl governo risponde alla povertà trattando le questioni sociali in termini di ordine pubblico: i militari dell’operazione “strade sicure” li trovate nelle periferie povere\, nei CPR\, nelle stazioni\, sui confini.\nA Torino il comitato per l’ordine e la sicurezza ha dichiarato zone a sorveglianza rinforzata Barriera\, Aurora\, San Salvario\, il centro cittadino. Il governo di estrema destra alimenta la retorica identitaria\, i “sacri” confini\, l’esaltazione della guerra. Le scuole e le università sono divenute terreno di conquista per l’arruolamento dei corpi e delle coscienze. \nSolo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di libere ed uguali che può porre fine alle guerre.\nOggi ci vorrebbero tutti arruolati. Noi disertiamo.\nNoi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato imperialista. Rifiutiamo la retorica patriottica – anche quando veste l’abito buono europeista – come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche\, funzionali agli interessi del capitalismo. In ogni dove. Non ci sono nazionalismi buoni.\nNoi siamo al fianco di chi\, in ogni angolo della terra\, diserta la guerra. Noi siamo disfattisti contro il nostro governo\, e solidali con chi si batte contro il proprio.\nVogliamo un mondo senza frontiere\, eserciti\, oppressione\, sfruttamento e guerra. \nCoordinamento contro la guerra e chi la arma\nantimilitarista.to@gmail.com
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SUMMARY:LIVORNO: E quando si farà rivoluzione. Percorsi di libertà per spezzare il patriarcato e tutte le gerarchie
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SUMMARY:BOLOGNA: Proiezione e dibattito sull'agricoltura nel collasso ecoclimatico con XR e Arvaia - cena benefit per XR
DESCRIPTION:Proiezione e dibattito: “QUALE AGRICOLTURA NEL COLLASSO?”\nProgramma della serata:\n18:00 – 20:00 | Dibattito con Stefano Liberti\, giornalista e autore di inchieste sulla filiera agroalimentare globale\, e presentazione della campagna associativa di Arvaia 2025\n20:00 – 20:30 | Concerto del coro transfemminista Babajaga\n20:30 – 22:00 | Cena di autofinanziamento a supporto delle spese legali di Extinction Rebellion.\nVieni a coltivare idee\, relazioni e soluzioni con noi! \nCircolo anarchico berneri-cassero di porta santo stefano 1
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SUMMARY:PORDENONE: Resistenza e di montagna e pianura. 80° anniversario della liberazione dal nazifascismo
DESCRIPTION:80° anniversario della liberazione dal nazifascismo\nDALLA STESSA PARTE CI TROVERAI\n25 aprile pordenone\n\n\nprogramma\n\n\n4 aprile / ore 20.45\nNEOFASCISMO IN ITALIA E IN EUROPA\ncon Saverio Ferrari\ndell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre\npresso il Circolo Libertario E. Zapata\, Via Ungaresca\, 3B – Pordenone\n\n\n10 aprile / ore 18.00\nResistenza di montagna e di pianura\ntra Livenza e Tagliamento\ncon Gigi Bettoli\ndella redazione di www.storiastoriepn.it\npresso la Casa del Popolo di Torre di Pordenone\, Via Carnaro\, 10\n\n\n19 aprile / ore 15.30\ninfo-point bella ciao\nPasseggiata per i luoghi\ndella Pordenone antifascista\npartenza Stazione dei Treni di Pordenone\n\n\n25 aprile / 0re 10.00\nRitrovo e ricordo della Liberazione\nal Centro Studi – P.zza Maestri del Lavoro\nCorteo / ore 11:00\nverso l’ex Caserma Martelli di Via Montereale\nRicordo dei 9 partigiani fucilati\ndai nazifascisti\, interventi liberi\nchiude il Coro dell’ANPI\npastasciutta antifascista / 0re 13.00\ncon il coro Voci per la Pace di Vittorio Veneto\nCanti per la pace e contro le guerre\npresso il Circolo Libertario E. Zapata\, Via Ungaresca\, 3B\n\n\n29 aprile / ore 20.15\nNome di battaglia Dora: Nella Carli\npartigiana e sindacalista di Cordenons\nSala Consiliare “D. De Benedet” – Centro Culturale “Aldo Moro”\, Cordenons\n———\nIniziativa Libertaria – Pordenone\nCasa del Popolo – Torre di Pordenone\nAnpi Provinciale – Pordenone\nCircolo Arci “Tina Merlin” – Montereale Valcellina\nCircolo Arci “Arcipelago” – Cordenons\nIl Bene Comune – Pordenone\nPrimavera Transfemminista – Pordenone\nEcoTransFemm BabaJaga – Pordenone\nRifondazione Comunista – Pordenone
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SUMMARY:VERONA: DISEGNAMOCI: Gran baccanale del disegno dal vivo
DESCRIPTION:DISEGNIAMOCI\ngran baccanale del disegno dal vivo\nTi appassiona la matita? Allora vieni a metterti in gioco\, per conoscersi\, disegnare e condividere la passione per la grafite!\n  \n> La Sobilla apre alle 19.30 con benvenuto disegnato\n> Si disegna dalle 20.00 alle 22.00 \nFunziona così:\nsi disegna nel tempo massimo di una / due canzoni\, a turno dovrete posare ispirandovi al tema della serata (no nudo)\, per poi tornare comodamente a disegnare.\nVoi portate il vostro materiale da disegno\, ai tavoli\, alle sedie e ai generi di conforto ci pensa nonna Sobilla.\nNon c’è obbligo di posare\, non sono richieste abilità di alcun livello e non vengono impartite lezioni. \nVi aspettiamo baldanzos* al gran baccanale del disegnino! \n  \nDISEGNIAMOCIgran baccanale del disegno dal vivo
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