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SUMMARY:Reggio Emilia: incontro antimilitarista su esercito europeo e guerra
DESCRIPTION:Venerdì nella conferenza di Daniele Ratti parleremo della proposta di un esercito europeo e la tragedia che si sta consumando ai confini orientali dell’Europa sono il tentativo di ricercare nuovi equilibri internazionali. Europa e Russia \, sempre più in difficoltà nella competizione mondiale\, cercano attraverso il riarmo e la guerra\, una via d’uscita alle loro crisi ed un posto alla tavola di chi si spartisce le risorse globali. Il conto lo pagano i soli “noti”: chi è in trincea\, le lavoratrici ed i lavoratori con il taglio dei loro salari e lo smantellamento delle garanzie sociali. \nAssemblea Antimilitarista \npresso il circolo anarchico berneri in via don minzoni 4/d \nLa conferenza sarà preceduta da una cena alle ore 20.00 con prenotazione obbligatoria al numero 347 3729676
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SUMMARY:Carugate (MI): Selva Varengo presenta 'La rivoluzione ecologica. Il pensiero libertario di Murray Bookchin'
DESCRIPTION:Venerdì 25 marzo ore 21\,00 presso il Centro culturale Arion\, via san Francesco 3\, Selva Varengo presenta ‘La rivoluzione ecologica. Il pensiero libertario di Murray Bookchin’ nell’ambito del ciclo di incontri ‘Donne\, politica\, ambiente e sostenibilità’.
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SUMMARY:Torino: presidio antimilitarista contro la guerra e chi la arma
DESCRIPTION:presidio antimilitarista contro la guerra e chi la arma\ndalle 10\,30\na Porta Palazzo – zona banchi delle scarpe \nSabato 2 aprile\nmanifestazione\nContro tutte le guerre e chi le arma\nRitiro delle truppe italiane all’estero\nChiusura e riconversione dell’industria bellica\nBasta spese militari!\nAbbattiamo le frontiere!\nSolidarietà ed accoglienza ai profughi di tutte le guerre\nore 14\,30 piazza affari – Milano \nSabato 9 aprile\nore 15\nManifestazione antimilitarista a Torino \nper contattare Assemblea Antimilitarista Torino\nantimilitarista.to@gmail.com\nriunioni mercoledì alle 21 in corso Palermo 46 \nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Firenze: spezzone anarchico al corteo "Insorgiamo"
DESCRIPTION:Per una presenza anarchica alla manifestazione del 26 marzo a Firenze\nH 14.30 p. Vittorio Veneto \nNessun sussidio ai capitalisti\, nessuna fiducia nelle istituzioni – più reddito meno tempo di lavoro per tutt*! \nLa lunga lotta degli operai della GKN\, sostenuti della popolazione locale\, ha dimostrato la forza reale che l’azione diretta degli sfruttati può mettere in campo contro la violenza del capitalismo “sfrutta\, mordi e fuggi”. Quel capitalismo che sta mettendo in crisi migliaia di operai* e precar*\, con le tante vertenze occupazionali aperte nel nostro paese.\nPurtroppo la vertenza GKN\, nonostante il grande tessuto di solidarietà che ha avuto attorno\, non è riuscita a rompere del tutto la pratica di una difesa operaia fatta fabbrica per fabbrica. \nL’accordo sindacale che ne è venuto fuori salva per il momento i posti di lavoro  – e non è cosa da poco! – ma permette alla vecchia proprietà di andare a sfruttare altrove\, lasciando alle casse pubbliche il compito di traghettare i lavoratori verso un futuro che non può esser dato per scontato.\nLe cose forse non potevano andar meglio di così in mancanza di un percorso chiaro di indipendenza e autorganizzazione complessiva del movimento operaio italiano. \nUn percorso che lo sciopero generale dell’11 ottobre – promosso da tutto il sindacalismo alternativo e di base  – ha cominciato ad indicare\, ma che va ancora largamente costruito.\nAd un padronato sempre più teso a massimizzare lo sfruttamento del lavoro operaio\, ma anche teso a depredare le risorse pubbliche senza le quali non riuscirebbe a vivere\, bisogna opporre una piattaforma composta da obbiettivi unificanti\, come:\n– la riduzione del tempo di lavoro e la riduzione dell’età pensionabile per dividere il lavoro esistente tra occupat* e disoccupat*;\n– un reddito garantito a tutti\, per spostare risorse dai sussidi alle imprese\, vero assistenzialismo per ricchi\, verso il benessere delle classi sfruttate.\nPer fare questo è necessario sviluppare realmente il percorso di unità\, di organizzazione e di lotta\, fuori dalle burocrazie sindacali di Cgil\, Cisl e Uil\, avviato con lo sciopero generale dell’11 ottobre.\nCome anarchiche e anarchici federati della Toscana intendiamo essere protagonisti\, con il nostro contributo fattivo e di idee a questo percorso\, difficile ma necessario. \nFederazione Anarchica Italiana\nGruppi e individualità della Toscana \n  \n\nMANIFESTAZIONE NAZIONALE GKN \nFIRENZE 26 MARZO ORE 14\,30 concentramento piazza  Vittorio Veneto – lato Parco delle Cascine – FIRENZE \nCari compagni e compagne della Federazione Anarchica Italiana e non \,  \ncon questa facciamo un appello alla partecipazione numerosa degli anarchici toscani alla manifestazione nazionale che si terrà a Firenze organizzata dai lavoratori della GKN\, sabato 26 marzo 2022. Manifestazione organizzata dai lavoratori per chiamare alla mobilitazione tutte le realtà di lotta del territorio nazionale che in questi mesi si sono coagulate intorno a questi lavoratori e alla loro lotta che ha cambiato i rapporti di forza tra le organizzazioni sindacali\, i sindacati di base\, gli studenti\, i disoccupati\, le camere del lavoro\, l’associazionismo .  \nIn questo cambiamento ci siamo anche noi. Tentativo di riprenderci le piazze con i lavoratori che hanno fino ad oggi condiviso e contribuito alla lotta della GKN e delle centinaia di fabbriche colpite dai provvedimenti di licenziamento fatti dai padroni locali e multinazionali e che stanno sperimentando una nuova forma di organizzazione che sappia raccogliere il dissenso attivo e le diverse esigenze di lotta. \nCome non esserci\, in quanto anarchici? Come non manifestare con chi si batte per la giustizia sociale e climatica\, con chi lotta per i nuovi diritti sociali e civili\, con chi riafferma i valori dell’antifascismo e della Resistenza\, con chi rifiuta la guerra degli stati\, le disuguaglianze e il razzismo? \nCome non esserci? Come non legarci a questi lavoratori che hanno da mesi impersonato una battaglia autogestionaria e incisiva? Di lotta di classe oggi unica\, non solo nello sviluppo progressivo di un movimento autogestito dai lavoratori\, cresciuto dal basso\, che ha posto domande utili anche a noi anarchici\, per capire anche la nostra direzione verso la quale ogni obiettivo di lotta va posto\, per meglio attrezzarci sia nelle battaglie odierne che in quelle future. \nLa lotta della GKN ha aperto nuovi spazi di confronti e affinità che anche i nuovi movimenti sociali esprimono\, come i nuovi movimenti ambientali e studenteschi\, femministi e del sindacalismo di base che lottano per nuovi spazi di vita su questo terreno riconducibile ad una concezione autogestionaria sociale\, cercando una saldatura tra figure e organizzazioni diverse del processo organizzativo per la costruzione di un fronte unico di lotta.  \nQuesto non vuole assolutamente negare né tantomeno sottovalutare l’importanza di una presenza anarchica all’interno del processo antagonista e di opposizione sociale\, ma si vuole porre in evidenza la necessità di una diversa attrezzatura per far fronte alle profonde modifiche di carattere strategico\, della nostra presenza organizzativa in quanto anarchici. \nOra con questa manifestazione è venuto il momento di convergere e andare avanti assieme\, per ribadire con la nostra presenza che gli anarchici ci sono e ci saranno sempre nella lotta e nel cammino per una società diversa più giusta e libertaria. \nTUTTI GLI ANARCHICI A FIRENZE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI GKN !!! \nFEDERAZIONE ANARCHICA ITALIANA – F.A.I. Empoli – Castelfiorentino
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SUMMARY:Milano: "Gli spari a Est sono anche per noi. Kazakistan\, Russia. Guerre\, rivolte\, repressione" 
DESCRIPTION:“Gli spari a Est sono anche per noi. Kazakistan\, Russia. Guerre\, rivolte\, repressione” che si terrà sabato 26 marzo dalle 15.30\, in presenza in via Conchetta 18 a Milano\, e online sulla piattaforma Jitsi Meet (poco prima forniremo il link a chi ce lo avrà richiesto. Su computer non occorre scaricare alcun programma\, dovete solo autorizzare il browser a gestire il vostro microfono e la vostra webcam. Per il cellulare dovete scaricare l’app per Android o iOS.  https://jitsimeet.it/)\n\n \nAltre iniziative sono in preparazione.\n\n\n\nPer partecipare on line all’iniziativa “Gli spari a Est sono anche per noi” \nscrivete a: centrodocumentazionecontrolaguerra@inventati.org\nvi invieremo il link e i riferimenti per partecipare \n\n \n\n \n \n\nCentro di documentazione contro la guerra\ninformazioni\, materiali e analisi per opporsi alla barbarie del capitalismo decadente\, contro \nil terrorismo di stato occidentale e russo\, contro il terrorismo del cosiddetto “islamismo radicale”
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SUMMARY:Alessandria :presidio contro guerra\, fabbriche d'armi e missioni militari all'estero
DESCRIPTION:in Piazzetta della Lega ore 17\,00\nCONTRO GUERRA\, FABBRICHE D’ARMI E\nMISSIONI MILITARI ITALIANE ALL’ESTERO\n“È LA SOMMA CHE FA IL TOTALE!” \nUn tetro teatro di guerra incombe nuovamente sull’Europa e nel mondo intero.\nDi fronte al conflitto in corso in Ucraina\, che vede attualmente la Federazione Russa in fase d’attacco\, riaffermiamo il nostro totale rifiuto degli imperialismi degli Stati e delle coalizioni contendenti\, NATO e OTSC.\nLe guerre sono il risultato degli affari economici e di potere\, per questo non ci uniamo al coro di quelli che si dicono stupiti difronte ad un evento che in realtà era facilmente prevedibile già nel 1999 all’indomani dei bombardamenti sulla Serbia da parte degli aerei Nato\, dei quali era parte la squadriglia italiana inviata dal governo D’Alema .\nLa politica d’espansione ad Est degli Stati Uniti inevitabilmente avrebbe avuto\, prima o poi\, dei contraccolpi.\nL’inserimento\, a forza di bombe\, nello scenario di una Yugoslavia in decomposizione\, con la militarizzazione del Kosovo\, (le truppe italiane sono ancora lì) evidenziava l’inizio di una politica di avvicinamento militare a quello che rimaneva dell’ex Unione Sovietica approfittando della profonda crisi in cui versava dopo il suo scioglimento e il “libera tutti” alle varie repubbliche federative dal Baltico\, all’Ucraina\, alla Bielorussia\, a quelle asiatiche e caucasiche.\nQuesta recente escalation bellica in Ucraina non è una casualità\, si presenta con le stesse modalità e gli stessi scopi di sempre\, quelli delle guerre di conquista ! É la conseguenza naturale della competizione per la spartizione del globo nell’esclusivo interesse di monopoli e grandi aziende.\nGli stati che gestiscono la politica e l’economia del mondo\, preparano la guerra\, come uno strumento di espansione e di accaparramento di risorse e mercati.\nL’attacco Russo all’Ucraina è l’ultimo atto di una guerra imperialista!\nLe conseguenze di questo conflitto ci spaventano\n• perché chi è avido di conquista è da sempre accecato dal potere e poco incline a vedere il pericolo che può causare al mondo intero.\n• Perché investono SUBITO E DIRETTAMENTE anche noi\, operai\, studenti\, pensionati\, che stiamo già subendo una serie di rincari pesanti rispetto ai beni di prima necessità\, che rischiano di aumentare ulteriormente a causa delle sanzioni dell’UE alla Russia\, specie in campo energetico.\n• I soldi stanziati dal governo italiano per la guerra in Ucraina (i primi 170 milioni qualche giorno fa) sono fondi sottratti alla spesa sociale che si aggiungono ai 70 milioni al giorno di spese militari.\n• Inoltre\, la guerra diventa un’occasione per prorogare lo stato d’emergenza e limitare ulteriormente il diritto al dissenso e alla protesta. Non dobbiamo cadere nel tranello della propaganda martellante che maschera la tendenza alla guerra degli imperialismi degli stati. Propaganda che\, soffiando su rigurgiti nazionalisti\, aizza a parteggiare per la guerra e alimenta il razzismo contro i/le migranti. La guerra che oggi si sta combattendo altro non è che un affare goloso per i ricchi signori della morte: dalle aziende produttrici di armi come la Leonardo\, la BAE Systems\, la Northrop Grumman Corporation\, ai monopoli del petrolio e dell’energia\, come Shell\, Total\, Gazprom ed Eni. Inoltre\, è un’occasione ghiotta per gli Stati per aumentare le spese militari già in costante crescita a discapito delle spese sociali.\nLa nostra solidarietà va a tutti i popoli del mondo vittime delle guerre e delle aggressioni di tutti gli imperialismi. Non va certo ai governi imperialisti della Russia\, dei paesi della Nato\, dell’Unione europea o dell’Ucraina.\nRichiediamo una degna accoglienza senza discriminazioni di chi fugge dalle guerre mentre la fortezza Europa chiude i confini da anni nella rotta balcanica e la Polonia fa congelare donne\, uomini e bambini al confine con la Bielorussia.Detto questo possiamo parafrasando il grande Totò dire che “è la somma che fa il totale” questa è la somma dei generali e dei capi di stato\, noi proponiamo i nostri numeri le nostre risposte manifestando contro l’invio di armi e militari\, contro la presenza militare Italiana nel mondo\, contro l’Eni\, contro le fabbriche d’armi\, contro le basi NATO. Sono tutte lotte che possiamo fare senza allontanarci tanto da casa\, questo lo dobbiamo ai disertori Russi e bielorussi che subiscono la repressione\, lo dobbiamo a chi manifesta contro la guerra in Ucraina\, in Russia e in Bielorussia\, lo dobbiamo a chi è in piazza contro la NATO\, in Sicilia\, in Sardegna\, in Friuli e ovunque. \n2 APRILE MILANO\nore 14\,30 MANIFESTAZIONE\, ritrovo in Piazza Affari\nCONTRO LE POLITICHE GUERRAFONDAIE DELL’ENI\nE CONTRO TUTTE LE GUERRE.
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SUMMARY:Monfalcone: Inaugurazione mostra fotografica"E questa volta? Ce l’avrà fatta?"
DESCRIPTION:Sabato 26 alle ore 17 presso il Caffé Esperanto in via terenziana 22\nInaugurazione mostra fotografica di Mara Fella: “E questa volta? Ce l’avrà fatta?”\nE’ la domanda che più frequentemente ci si pone quando si entra nell’ottica del Game – quando si capisce come funziona\, quali sono i rischi e quanti gli abusi subiti – ma soprattutto è la domanda che ci si pone quando quel racconto proviene da una persona che improvvisamente ha un nome proprio\, una voce che si impara a riconoscere ed uno sguardo che nonostante tutto sa sorridere.\nEmozioni di rabbia e vergogna si alternano: nessuno dovrebbe vivere così\, sospeso tra il fango e l’incertezza; è difficile evitare che il volto si contragga\, non sentire sulle spalle il peso di un’indefinita responsabilità e la necessità di dimostrarsi solidali prevarica ogni cosa. Ma è proprio in quel preciso momento che avviene qualcosa di straordinario: il regalo di un sorriso che invita a non restare sopraffatti ma piuttosto a continuare a battersi contro l’ingiustizia dei respingimenti.\nLe foto presentate sono state scattate nel mese di febbraio nelle jungle e negli squat nelle campagne intorno a Bihac\, nella Bosnia settentrionale a pochi km dal confine con la Croazia\, teatro dei più duri e crudeli pushback effettuati dalla polizia e dall’autorità di frontiera.\nLa mostra sarà visitabile durante gli orari di apertura del Caffè Esperanto e durante le iniziative qui organizzate.
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SUMMARY:Pordenone: presentazione di "AGITE VOI STESSI. Scritti scelti rari e inediti"
DESCRIPTION:presso la sede del Circolo Libertario “Emiliano Zapata”via Ungaresca\, 3/B – Pordenone\nIncontro con\n>> Francesco Codello*\nche per i tipi della Baronata\nha curato l’antologia su Pëtr Kropotkin\n“AGITE VOI STESSI. Scritti scelti rari e inediti”\nIn un’epoca in cui regna trionfante il capitalismo delle multinazionali\, creando condizioni di terrore\, devastazione sociale\, sempre più diseguaglianza economica e gravi crisi ecologiche\, la visione di Kropotkin\, i suoi concetti politici\, soprattutto operativi\, assumono notevole rilevanza. Ai sostenitori del cosiddetto «Green New Deal»\, Kropotkin avrebbe sottolineato come lo stato capitalista non può essere la soluzione alla crisi ecologica dato che ne costituisce la causa. Come sostenne tempo fa l’ecologista sociale Murray Bookchin\, il capitalismo in relazione simbiotica con lo stato depreda la terra alla costante ricerca di profitto ed è quindi la principale causa della «crisi moderna».\n———————-\n*Francesco Codello\, Membro dell’European Democratic Education Community\, fondatore della «Rete dell’Educazione Libertaria»\, già redattore delle riviste «Volontà»\, «Libertaria» e ora della casa editrice «Elèuthera»\, autore tra gli altri di Educazione e anarchismo (1995)\, La Buona educazione (2005)\, Vaso creta o fiore? (2005)\, Liberi di imparare\, (con Irene Stella\, 2011)\, Né obbedire né comandare\, lessico libertario (2009) e ha curato la raccolta di saggi di Colin Ward dal titolo «L’educazione incidentale» (2018)\, un’antologia degli scritti libertari di Lev Tolstoj dal titolo «Il rifiuto di obbedire» (2019).
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SUMMARY:Roma: Contro la guerra per la diserzione. Film+assemblea
DESCRIPTION:Sabato 26 Marzo – dalle ore 19:00 – presso lo Spazio Anarchico “Vettor Fausto” a Via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) metro B – Roma Garbatella proietteremo il film “Kukushka – disertare non è reato” di Aleksandr Rogozkin. \nSeguirà un’assemblea/dibattito aperto per affrontare i temi della guerra tra gli Stati\, delle violenze ad essa collegate e delle varie forme di discriminazione che si verificano in ogni parte del mondo.\n \nSarà un’occasione per confrontarsi e stare insieme. \nCi vediamo sabato!\nGruppo Anarchico “M. Bakunin” – FAI Roma e Lazio
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SUMMARY:Gualtieri (RE): inaugurazione del Circolo libertario "Giovanna Caleffi"
DESCRIPTION:FEDERAZIONE ANARCHICA REGGIANA – FEDERAZIONE ANARCHICA ITALIANA \nINAUGURAZIONE DEL CIRCOLO LIBERTARIO “GIOVANNA CALEFFI” BASSA REGGIANA \n\nLa Federazione Anarchica Reggiana (F.A.I.) ricorderà Giovanna Caleffi\, a 60 anni dalla sua scomparsa\, in un’iniziativa Domenica 27 Marzo in piazza a Gualtieri alle ore 11\, sotto la targa a lei dedicata. \nPerseguitata duramente dal fascismo\, nell’esilio francese ha sostenuto la lotta straordinaria del popolo spagnolo contro la dittatura franchista perdendo anche il proprio compagno\, Camillo Berneri\, assassinato dagli stalinisti a Barcellona il 5 Maggio del 1937. \nArrestata in Francia e in Germania\, venne mandata al confino\, dal quale fuggirà riprendendo la battaglia antifascista. \nNel Settembre del 1945 parteciperà al Congresso di fondazione della Federazione Anarchica Italiana a Carrara diventando una militante di rilievo per l’anarchismo internazionale. \nDiresse la rivista anarchica “Volontà” fino alla sua morte avvalendosi di autorevoli collaboratori quali Albert Camus\, Gaetano Salvemini\, Ignazio Silone\, Pietro Calamandrei\, Aldo Capitini e tanti altri. \nFece tante battaglie femministe come quelle sul controllo delle nascite subendo ben due processi\, nel 1949 a Napoli e nel 1955 a Milano. \nSi dedicò alle colonie esive per i figli degli anarchici e delle famiglie povere\, sviluppando un’interessante riflessione sulla pedagogia libertaria\, come elemento essenziale per una cultura antiautoritaria. \nAlle ore 13 ci sposteremo a Santa Vittoria presso il Circolo Arci Al Palazzo dove Federico Ferretti terrà una conferenza sull’attualità dell’anarchismo e delle sue proposte\, in una prospettiva internazionalista fuori da qualsiasi istituzione e gerarchia. Oggi come nel passato\, infatti\, l’anarchismo è impegnato in molteplici battaglie: l’antimilitarismo (contro tutte le guerre e contro tutti gli eserciti); la presenza nel sindacalismo di base; l’intervento nelle lotte femministe e a sostegno delle soggettività LGBTQIA+; la lotta ecologista contro il saccheggio del territorio; il sostegno alle reti solidali dei e per migranti e profughi; e tante altre. \nL’iniziativa di Domenica 27 Marzo sarà importante per ribadire\, ancora una volta\, che solo la lotta costruita dal basso\, agita in maniera orizzontale\, senza deleghe né poteri può trasformare realmente la società in senso egualitario. \nApriamo insieme questo e molti altri spazi libertari! Vi aspettiamo tutte e tutti! \nPer info Enrico 347 1316798 \nReggio Emilia 24/03/2022
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SUMMARY:Alessandria: L'energia della guerra. Incontro con Daniele Ratti
DESCRIPTION:LABORATORIO ANARCHICO PERLANERA\nvia Tiziano Vecellio 2 Alessandria\nore 16\n\nDIBATTITO CON\nDANIELE RATTI\nL’ENERGIA DELLA GUERRA\n\nL’energia come presupposto dei conflitti e\ndelle minacce di guerra\n\nDaniele Ratti ci illustrerà i rapporti tra energia e bilanci militari\, tra energia\, N.A.T.O.\ne governo Russo\, tra energia e spedizioni militari italiane all’estero.\nCertamente dopo l’invasione da parte dell’esercito di Putin dell’Ucraina\, molti hanno dato segni di preoccupazione\, questa guerra nel cuore dell’Europa\, rende i sonni agitati\, principalmente per il rischio che questo conflitto assuma proporzioni mondiali; ma diciamolo chiaramente\, se queste preoccupazioni giungono solo adesso\, sono quanto meno tardive\, il pericolo di un conflitto mondiale non è certo cominciato con l’invasione dell’Ucraina e neanche quando il governo Italiano e i governi Europei hanno proclamato lo stato di emergenza!\nLa guerra che oggi riempie le pagine dei giornali\, che mostra immagini agghiaccianti sugli schermi dei televisori e dei computer è solo l’ultima in ordine di tempo\, un tenue vento gelido in un uragano immenso che incombe sul mondo intero\, questa cupa prassi bellicosa passata e presente è una costante in Asia\, in Medio Oriente e in Africa\, senza dimenticare l’Europa che era già stata coinvolta in questo delirio nel 1999 quando la Serbia era stata bombardata dagli aerei Nato.\nChiaramente\, in questo scenario anche lo stato Italiano ha fatto e fa la sua parte\, infatti \, anche se la maggioranza delle persone è convinta che l’ultima guerra fatta dall’esercito italiano è stata quella finita nel 1945 l’Italia è in guerra dal 1992! I governi che si sono succeduti hanno coperto le operazioni belliche tricolori adoperando varie ipocrite parole\, così ci hanno parlato di missioni umanitarie o di operazioni di polizia internazionale\, per travestire l’invio di truppe sui fronti di guerra in Somalia\, Libano\, Serbia\, Iraq\, Afganistan\, Libia.\nSolo quest’anno per la prima volta in occasione del rifinanziamento delle missioni militari all’estero il Ministero della difesa ha dichiarato\, togliendosi la maschera\, che queste avventure delle “nostre” forza armate sono uno strumento di tutela degli interessi Italiani.\nBen 18 delle 40 missioni militari all’estero sono in Africa nel triangolo che va dalla Libia al Sahel sino al golfo di Guinea . Sono lì per fare la guerra ai migranti diretti in Europa e per difendere e sostenere l’ENI.\nL’Italia è anche un grosso produttore ed esportatore di armi a livello internazionale.\nSolo per fare uno dei tanti esempi\, anche molte armi in dotazione dell’esercito russo che oggi invade l’Ucraina sono made in Italy.\nFermare o anche solo contrastare la produzione e il traffico d’armi è dunque un modo per inceppare la macchina che alimenta le guerre\, questo lo possiamo fare tutti\, senza muoversi molto da casa.\nSono assurdi e illogici quelli che per fermare la guerra parlano di inviare armi allo stato Ucraino (magari le stesse che abbiamo venduto ai Russi).\nLE ARMI SONO UNO STRUMENTO DI MORTE\,\nNON E’ NELLA LORO NATURA FERMARE LE GUERRE!\nCHI BUTTA BENZINA SUL FUOCO\, NON FERMA CERTO GLI INCENDI!\nL’attuale contrapposizione tra Putin e la NATO\, sbandierato dai mass media dove entrambi le parti proclamano le proprie inconfutabili ragioni tramite i propri mezzi di informazione e palesemente fallace\, entrambe le parti sono due facce della stessa medaglia che parla di egemonia\, imperialismo\, logiche post coloniali e controllo delle risorse e dell’energia.\nI politici sono da questo punto di vista peggio dei gangster\, guerrafondai che operano per i loro interessi economici e di potere.\nIn Russia e in Bielorussia le piazze gridano il loro NO alla guerra\, il loro NO alle scelte scellerate dei loro governi e molti sono i disertori alla guerra\, il potere risponde con arresti e pestaggi\, ma il dissenso aumenta\, esprimiamo la nostra solidarietà a queste piazze\, però anche noi dobbiamo fare la nostra parte a casa nostra combattendo le logiche imperialiste di Putin e della N.A.T.O. !\nNoi ribadiamo la nostra piena solidarietà ai popoli contro le logiche degli stati.\nIl nostro slogan è\nCONTRO L’IMPERIALISMO RUSSO E L’ESPANSIONISMO N.A.T.O.\nCONTRO LE FABBRICHE D’ARMI!\nL’unico dato positivo di questo tam…tam… mediatico è che ha messo a nudo lo stretto legame che c’è tra guerre ed energia.\nNell’incontro che si terrà domenica 27 Marzo alle ore 16\nDaniele Ratti ci darà i dati e i percorsi delle dinamiche di questo rapporto.
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SUMMARY:Bologna: Presentazione di Miti e molotov. Interviste su anarchia e narrativa
DESCRIPTION:dalle 19:00 aperitivo\ndalle 20:00 presentazione \nChiacchiere\, racconti e letture del libro di Margaret Killjoy /Miti e Molotov (Contrabbandiera\, 2020)/ \nMargaret Killjoy\, scrittrice\, musicista e attivista anarchica statunitense\, autrice fra le altre cose della /Guida steampunk all’apocalisse/ /(Agenzia X\, 2008) /e fondatrice dello Steampunk magazine\, indaga la profonda relazione esistente fra anarchia e narrativa intervistando alcuni autori e autrici di fiction: Ursula K.\nLe Guin <https://it.wikipedia.org/wiki/Ursula_K._Le_Guin>\, Alan Moore\n<https://contrabbandiera.it/alan-moore-in-miti-e-molotov-intervistato-da-margaret-killjoy/>\,\nCrimethInc. \, Prof. Calamity\, Jimmy T. Hand\, Octavio Buenaventura\, Cristy C. Road\, Starhawk\, Rick Dakan\, Michael Moorcock\, Lewis Shiner\, Jim Munroe\, Carissa van den Berk Clark. \nInsieme a loro rifletteremo sull’influsso delle idee e delle esperienze politiche radicali nella letteratura d’invenzione e sull’impellente necessità di dare spazio all’immaginazione nelle nostre vite per rendere possibile un concreto miglioramento della realtà in cui viviamo. \nhttps://contrabbandiera.it/product/miti-e-molotov-interviste-su-anarchia-e-narrativa/ \nCircolo anarchico berneri cassero di porta santo stefano 1
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SUMMARY:Roma: Cineutopia "Che gioia vivere!"
DESCRIPTION:Parte il nuovo ciclo di film “Cineutopia”\, quattro appuntamenti settimanali con il cinema d’autore\, questa volta visto nel suo aspetto più politico. \nMercoledì 30 marzo proietteremo “Che gioia vivere!” (1961\, René Clément) un film che racconta le vicende tragicomiche di una famiglia di anarchici italiani alla vigilia della marcia su Roma. Con Alain Delon in un raro ruolo non drammatico\, e una formidabile squadra di attori italiani (Cervi\, Tognazzi\, Stoppa\, Moschin\, Trieste e il mitico “Capannelle”). \nMercoledì 6 aprile sarà la volta de “La banda Bonnot” (1968\, Philippe Fourastié) che ricostruisce la parabola del gruppo anarchico che negli anni dieci del novecento\, a Parigi\, tenne in scacco la polizia con clamorosi attentati e rapine. Con uno straordinario Jaques Brel (anche lui cantautore e attore come Pietrangeli)\, Annie Girardot e l’attrice godardiana Anne Wiazemsky. \nMercoledì 13 aprile sarà la volta di un film di pura finzione invece\, anche se con chiari riferimenti al clima dell’epoca. “Sterminate “Gruppo Zero”” (1974) di Claude Chabrol\, che verrà proiettato in versione integrale\, è un’amara riflessione sulla ferocia del potere repressivo. Anche qui Mariangela Melato\, tra le sue migliori interpretazioni drammatiche\, oltre a Fabio Testi e Lou Castel tra gli altri. \nMercoledì 20 aprile ci sarà l’unica eccezione ai film di produzione francese degli anni sessanta e settanta\, proietteremo “I giorni cantati” (1979) di Paolo Pietrangeli\, cantautore e regista recentemente scomparso. In questo film due generazioni a confronto\, quella degli *ex giovani” postsessantottini\, e quella dei post ’77. Protagonisti oltre allo stesso Pietrangeli\, Mariangela Melato e altri personaggi emblematici nel ruolo di se stessi\, come Giovanna Marini\, Francesco Guccini\, Roberto Benigni. \nLe proiezioni cominceranno alle ore 19:00 e si terranno presso lo Spazio Anarchico “Vettor Fausto” a Via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) metro B – Roma Garbatella. \nDopo le proiezioni ci sarà la possibilità di commentare insieme il film e aprire un dibattito. \nCi vediamo mercoledì! \nGruppo anarchico M.Bakunin F.A.I. Roma\nVia V.Fausto 3 metro Garbatella\ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Bologna: per un 25 aprile internazionalista e solidale
DESCRIPTION:Perché il 25 aprile non è solo ricorrenza e memoria\, ma simbolo di lotta quotidiana. Perché “antifascismo” non è solo una parola con cui riempirsi la bocca per accalappiare consensi\, ma una pratica libera da dogmi e autoritarismi.\nL’antifascismo è solidarietà e internazionalismo e come tale oltrepassa e spezza i confini\, si oppone alle guerre volute da padroni e governi per i propri interessi particolari. Se media e personalità politiche più o meno influenti cercano di favorire una parte piuttosto che un’altra\, un esercito o un altro\, noi ricordiamo come non siano quelle le posizioni da assumere\, ma di come piuttosto vadano supportate le esperienze di autogestione e autorganizzazione che si creano al di fuori delle logiche di Stati e partiti\, poiché solo queste possono portare all’emancipazione di tuttə. \nPer questo il 25 aprile non può essere solo una data in cui ritrovarsi o ricordare\, ma anche uno spazio in cui\, tenendo conto di cosa il fascismo sia stato\, si riconoscano le tante facce che sta assumendo oggi in questo e altri paesi e in cui si possano promuovere nuove pratiche collettive di lotta di liberazione. \nNoi portiamo un mondo nuovo qui\, nei nostri cuori. Quel mondo sta crescendo in questo istante. \nCi vediamo mercoledì 30 marzo alle 20 presso il Centro Sociale della Pace in via del Pratello 53 per un’assemblea pubblica in preparazione al corteo del 25 aprile.
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SUMMARY:Pordenone: Russia e ucraina\, alle radici di una guerra
DESCRIPTION:Circolo Libertario “Emiliano Zapata” \nBiblioteca M. Cancian \nVia Ungaresca\, 3/B – Pordenone \nRussia e ucraina: \nalle radici di una guerra \nNe parliamo con \n> Yurii Colombo* \nche presenta la nuova edizione \ndel suo libro edito per Castelvecchi \n“SVOBODA – Ucraina tra NATO e Russia dall’indipendenza ad oggi” \n————————– \nDopo l’indipendenza (1991)\, l’Ucraina non ha più conosciuto pace. Malgrado il potenziale industriale e agricolo\, il Paese slavo ha oggi un tenore e una qualità della vita tra i più bassi del mondo. Il libro ricostruisce la vicenda ucraina in questi ultimi 25 anni\, soffermandosi sui passaggi più drammatici e controversi. Dalla Rivoluzione Arancione a Piazza Maidan\, dall’annessione russa della Crimea fino alla guerra civile nel Donbass\, l’Autore svela i retroscena economici e diplomatici di uno scontro dalle dimensioni globali in cui sono coinvolti la Russia\, gli Usa e l’Unione Europea. E che fa riemergere anche il “secolo breve” sovietico\, ancora non consegnato definitivamente agli archivi della Storia. \n—————– \nSaranno garantite misure per contrastare il COVID19 \n*Yurii Colombo\, 1963\, vive a Mosca da molti anni. Laureato in scienze politiche a Milano e in Storia e letteratura russa a San Pietroburgo è madre lingua russa. Ha scritto migliaia di articoli per il manifesto\, Ogzero.org\, il Fatto quotidiano\, Left e Jacobin (Usa)\, scrive regolarmente su www.matrioska.info
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SUMMARY:Reggio Emilia: Feminist against war
DESCRIPTION:Ore 18 piazza fontanesi \norganizza l’assemblea femminista contro la guerra di reggio emilia \ndi seguito il volantino che verrà diffuso dalle donne libertarie \nCONTRO TUTTE LE GUERRE\nL’Italia è in guerra! Sebbene le forze armate del Belpaese abbiano preso parte attiva a conflitti in Europa\, Africa e Medio Oriente sin dal 1992\, la gran parte delle persone è convinta che l’ultima guerra sia finita nel 1945. I governi che si sono succeduti hanno coperto le operazioni belliche tricolori sotto un manto di ipocrisia. Missioni umanitarie\, operazioni di polizia internazionale hanno travestito l’invio di truppe sui fronti di guerra in Somalia\, Libano\, Serbia\, Iraq\, Afghanistan\, Libia. Il conflitto russo-ucraIno è solo un’altra guerra in cui è impegnata l’Italia: sono più di 40 gli scenari dove sono presenti le nostre forze armate\, più della metà dei quali in Africa.\nLe donne in questi conflitti fungono da bottino di guerra\, gli stupri in molti casi autorizzati e incoraggiati dalle gerarchie militari\, si rivelano strumenti formidabili di genocidio e politica imperialista. Anche oggi\, in questo conflitto\, le donne\, su entrambi i fronti\, pagano il prezzo più alto in termini fisici\, psicologici e di agibilità politica. La logica nazionalista\, patriottica\, statale e patriarcale vuole lavoratrici e lavoratori\, studentesse e studenti asserviti alle logiche di dominio.\nPer sradicare queste logiche bisogna combattere ogni forma di esercito e di guerra\, per questo il femminismo ha nell’antimilitarismo un proprio valore cardine. Essere antimilitariste e antimilitaristi\, significa schierarsi contro ogni forma gerarchica e di dominio\, significa scardinare l’immagine che la società ha della donna\, significa rivendicare l’autodeterminazione e la costruzione di un mondo basato su altri sistemi possibili\, che non prevedano la sopraffazione ma l’orizzontalità\, il riconoscimento dell’altr*\, non fondati su una presunta identità nazionale\, e che garantiscano l’auto-sostentamento attraverso il mutualismo e la responsabilità condivisa. Spezzare le catene patriarcali vuol dire distruggere le istituzioni totalitarie\, a partire dagli eserciti\, da tutte le “forze di sicurezza” e dalle loro prigioni\, per gettare le basi di un mondo realmente inclusivo da condividere assieme senza autorità\, senza dogmi e senza confini\, in una parola libertario.\nPer questo oggi le Donne Libertarie sono in piazza né con Putin\, né con la Nato\, non equidistanti dai contendenti di questa o altre guerre\, ma al di fuori delle logiche di sopraffazione e dominio che le sottendono\, per la creazione di una società egualitaria\, solidaristica e libertaria di tutte e tutti. \nDONNE LIBERTARIE di REGGIO EMILIA\n1 APRILE 2022
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SUMMARY:Bologna: cinespaccio "Sorry we missed you"
DESCRIPTION:Venerdì 1 Aprile\nIl CineSpaccio presenta:\nSorry we missed you (Ken Loach\, 2019) \ndalle 18 aperitivo a cura dello Spaccio Popolare Autogestito\ndalle 20 proiezione \nCircolo anarchico berneri porta santo stefano 1
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SUMMARY:Alessandria: proiezione "Kukushka - Disertare non è reato"
DESCRIPTION:Proiezione al Laboratorio Anarchico PerlaNera\, via Tiziano Vecellio 2 Alessandria\nINGRESSO GRATUITO\n\nKukushka – Disertare non è reato\nFinlandia 1944. L’esercito finlandese combatte contro l’Unione Sovietica a fianco dei nazisti. Willi è un cecchino finlandese che cerca di disertare\, mentre Ivan è un soldato dell’Armata Rossa scampato per un pelo alla morte. I due nemici\, condannati a morte dai loro rispettivi superiori\, si rifugiano nella fattoria di Anna – vedova di guerra da quattro anni – che offre asilo ad entrambi. I due\, pur così diversi\, dovranno imparare a convivere
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SUMMARY:Milano: Contro le politiche guerrafondaie dell'ENI\, contro tutte le guerre
DESCRIPTION:L’Italia è in guerra. I governi che si sono succeduti hanno coperto le operazioni belliche tricolori sotto un manto di ipocrisia. Missioni umanitarie\, operazioni di polizia internazionali hanno travestito l’invio di truppe sui fronti di guerra in Somalia\, Libano\, Serbia\, Iraq\, Afganistan\, Libia. Quest’estate\, per la prima volta in quarant’anni un ministro della Difesa\, in occasione del rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero\, ha rivendicato spudoratamente le avventure neocoloniali delle forze armate come strumento di tutela degli interessi dell’Italia. Ben 18 delle 40 missioni militari all’estero sono in Africa nel triangolo che va dalla Libia al Sahel sino al golfo di Guinea. Sono lì per fare la guerra ai migranti diretti in Europa e per sostenere l’ENI. La bandiera gialla con il cane a sei zampe dell’ENI accompagna il tricolore issato sui mezzi militari. Le multinazionali energetiche come l’ENI e le banche producono guerre e saccheggio ambientale. La guerra viene progettata\, organizzata\, condotta da generali senza divisa e stellette\, quelli che in giacca e cravatta siedono nei consigli d’amministrazione delle multinazionali insieme ai loro strapagati consulenti. Sono loro che lasciano ad altri il “lavoro sporco” mentre pianificano una guerra invisibile\, che apparentemente non distrugge\, non sparge sangue. Il fronte non è solo sui campi di battaglia ma passa attraverso le nostre città e le nostre vite. Un fronte invisibile\, solo apparentemente silenzioso\, ma che ogni giorno presenta il bollettino di caduti che hanno tanti volti. Il volto della classe lavoratrice\, con il carovita e il progressivo prelievo dai salari per finanziare le spese militari ormai senza limite. Il volto delle giovani generazioni ripagate con la precarietà\, con salari che bastano solo a sopravvivere. Il volto dell’ambiente devastato per alimentare la macchina della produzione. Essere in piazza significa denunciare tutto questo e lottare per una trasformazione sociale radicale che investa tutte e tutti\, umani e non umani\, per costruire un presente ed un futuro senza sfruttamento\, oppressione\, guerre e saccheggio dell’ambiente. Contro informare\, organizzarci e lottare sono le nostre armi. Le armi della dignità delle persone e della coscienza antiautoritaria di classe. Il conflitto imperialista tra la NATO\, che mira a continuare l’espansione ad est cominciata dopo la dissoluzione dell’Unione sovietica\, e la Russia\, che\, dopo decenni di arretramento\, ha deciso di passare al contrattacco occupando l’Ucraina\, ha causato un grande balzo in avanti della propaganda militarista. Draghi ha deciso un ulteriore aumento della spesa militare e l’invio di truppe sul fronte est della NATO. 500 militari\, scelti tra gli incursori della Marina\, Col Moschin\, Forze speciali dell’Aeronautica e Task Force 45\, si vanno ad aggiungere ai 240 alpini in Lettonia e i 138 uomini dell’Aeronautica in Romania. Nel Mar Nero ci sono la fregata FREMM “Margottini” e il cacciamine “Viareggio”\, oltre alla portaerei “Cavour” con i cacciabombardieri F-35. Noi non ci stiamo. Noi non ci arruoliamo né con la NATO\, né con la Russia. Rifiutiamo la retorica patriottica e nazionalista\, diretta emanazione della logica patriarcale\, come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche.  \nL’antimilitarismo\, l’internazionalismo\, il disfattismo rivoluzionario sono stati centrali nelle lotte del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici sin dalle sue origini. Sfruttamento ed oppressione colpiscono in egual misura a tutte le latitudini\, il conflitto contro i “propri” padroni e contro i “propri” governanti è il miglior modo di opporsi alla violenza statale e alla ferocia del capitalismo in ogni dove. Opporsi allo Stato di emergenza bellico\, all’aumento della spesa militare\, lottare per il ritiro di tutte le missioni militari all’estero\, per la chiusura e riconversione dell’industria bellica\, per aprire le frontiere a tutti i profughi\, ai migranti e ai disertori è un concreto ed urgente fronte di lotta.\nIl 2 aprile saremo quindi in piazza a denunciare le guerre scaturite dagli interessi delle multinazionali energetiche\, dal mantenimento di apparati militari sempre più costosi e dalla devastazione dell’ambiente schiacciato dalla logica feroce del profitto. Per indicare in modo chiaro i responsabili manifesteremo nelle piazze del potere finanziario da Piazza Affari a Piazza della Scala. \n\nContro le banche\, i veri padroni del sistema energetico\, i responsabili della rapina ambientale e del finanziamento dell’apparato industriale militare.  \nPer fermare le guerre non basta un no. Bisogna mettersi di mezzo. A partire dalle nostre città.\nSciopero generale-boicottaggio e blocco delle basi militari e delle fabbriche di morte! \nAssemblea Antimilitarista \n\n————————— \n\nMilan\, 2 April 2022\, 14.30-19.00\, from Piazza Affari to Piazza della Scala \nItaly entered war. Successive governments have covered the tricolor war operations under a cloak of hypocrisy. Under the ridiculous pretexts of “humanitarian missions”\, “international police operations” and so on\, they have dispatched troops to the war fronts in Somalia\, Lebanon\, Serbia\, Iraq\, Afghanistan\, Libya. This summer\, for the first time after forty years\, on the occasion of the refinancing of Italian military missions abroad\, a Minister of Defense has shamelessly claimed the neo-colonial adventures of the armed forces as a means of protecting Italy’s interests. As many as 18 of the 40 military missions abroad operate in Africa\, in the triangle that goes from Libya to the Sahel up to the Gulf of Guinea. They are there to wage war on migrants travelling to Europe and to support ENI [the Italian national oil company]. The yellow flag with the ENI six-legged dog [the company logo] accompanies the flag hoisted on military vehicles. Energy multinationals such as ENI and banks produce wars and environmental destruction. \nThe war is planned\, organized\, conducted by generals without uniforms and stars\, those who sit in suits and ties on the boards of multinationals together with their overpaid consultants. They are the ones who entrust the “dirty work” to others while planning an invisible war\, which apparently does not destroy\, does not shed blood. \nThe front is not only on the battlefields: it passes through our cities and our lives. It is an invisible front\, only apparently silent\, but which has its daily multifaceted death toll. It has the face of the working class\, suffering the increasing costs of living and the progressive extraction of limitless military spending from wages. It has the face of the younger generations that are suffering with precariousness\, earning salaries that are barely enough to survive. It has the face of the environment that is increasingly devastated to fuel the production machine. \nDemonstrating means denouncing all that and fighting for a radical social transformation that engages everyone\, humans and non-humans\, to build a present and a future without exploitation\, oppression\, wars and environmental destruction. Counter- informing\, organizing and fighting are our weapons. The weapons of the dignity of the people and of class anti-authoritarian conscience. \nThe current imperialist conflict between NATO\, which aims to continue its expansion to the east that began after the dissolution of the Soviet Union\, and Russia\, which decided to counterattack by occupying Ukraine after decades of retreat\, has caused a great leap forward in militarist propaganda. Draghi has decided to further increase military spending and to send troops to NATO’s eastern front. 500 soldiers\, chosen from among the raiders of the Navy\, Col Moschin\, Special Forces of the Air Force and Task Force 45\, are added to the 240 Alpini in Latvia and the 138 men of the Air Force in Romania. In the Black Sea there are the FREMM frigate “Margottini” and the minesweeper “Viareggio”\, as well as the aircraft carrier “Cavour” with the F-35 fighter-bombers. \nWe are not with them. We do not enlist either with NATO or with Russia. We reject all patriotic and nationalist rhetoric\, that is always a direct emanation of patriarchal logics and an element of legitimation of the states and their expansionist claims. Antimilitarism\, internationalism\, revolutionary defeatism/desertion have been central to the struggles of the workers’ movement since its origins. Exploitation and oppression strike in equal measure at all latitudes\, the conflict against one’s “own” masters and “own” rulers is the best way to oppose state violence and the ferocity of capitalism everywhere. \nWe oppose the state of war emergency\, the increase in military spending\, we fight for the withdrawal of all military missions abroad\, for the closure and conversion of the war industry\, to open the borders to all refugees\, migrants and deserters as a concrete and urgent front of struggle. \nOn 2 April\, we will therefore be in the streets denouncing the wars that have arisen from the interests of energy multinationals\, from the maintenance of increasingly expensive military apparatuses and from the devastation of the environment crushed by the ferocious logic of profit. To clearly indicate those responsible\, we will demonstrate in the squares of financial power from Piazza Affari to Piazza della Scala. \nWe stand against  the banks\, the real masters of the energy system\, those responsible for the environmental robbery and the financing of the military industrial apparatus. \nSaying no is not enough to stop wars: we have to stand in the way\, starting from our cities. \nGeneral strike – boycott and blockade of military bases and death factories! \nAntimilitarist Assembly
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SUMMARY:Roma: Boicotta gli stati e le multinazionali di guerra
DESCRIPTION:Sciopero generale e sociale contro la guerra \nLa guerra in Ucraina vede fronteggiarsi gli eserciti della Federazione Russa\, dell’Ucraina e degli alleati del patto atlantico NATO. Il 16 marzo il parlamento italiano con il Decreto Ucraina\, proposto dalla Lega Nord\, ha approvato un incremento della spesa militare di 38 miliardi l’anno ( 104 milioni al giorno) ed ha prorogato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre e non per ragioni legate alla pandemia da covid 19.\nLa propaganda bellica nazionalista diffusa sui nostri mezzi di informazione e la russofobia xenofoba inoltre è tutt’altro che foriera di una ricerca di pace e solidarietà tra le popolazioni che abitano i diversi paesi.\nGli effetti dell’economia di guerra nel nostro paese sono già tangibili e vanno a colpire i ceti popolari già toccati dalla crisi pandemica. Ribadiamo il nostro rifiuto della guerra voluta e perpetuata dagli stati in nome del controllo geopolitico del mercato delle risorse energetiche.\nLa guerra voluta e combattuta dagli stati porta morti\, distruzione in Ucraina e incrementa la povertà\, le diseguaglianze sociali\, l’odio tra le popolazioni e le differenti culture. L’economia di guerra in Italia porta ulteriori debiti per i lavoratori e le lavoratrici in un momento di estrema urgenza per le necessità sociali quali sanità\, istruzione\, lavoro\, reddito\, trasporti\, emergenza abitativa.\nLa guerra degli stati ingrassa di guadagni solo le tasche delle multinazionali produttrici di armi che sfruttano le materie prime con effetti devastanti umani\, sociali\, economici e ambientali.\nL’unica pace per cui lottiamo è quella che tiene conto della giustizia sociale e politica\, della solidarietà tra i popoli oppressi da tutti gli stati e da tutti gli interessi di profitto delle multinazionali di guerra.\nPertanto parteciperemo alle iniziative locali e nazionali promosse dal sindacalismo di base e conflittuale\, le realtà sociali e di lotta verso lo sciopero generale e sociale contro la guerra e l’economia di guerra da tenersi nella prossima primavera. \nFuori l’Italia dalla guerra\nNo Putin No Nato\nStop alle spese e alle missioni militari\nSciopero generale e sociale contro la guerra \nNe parleremo sabato 2 aprile dalle ore 16:00 allo Spazio Anarchico 19 Luglio via Rocco da Cesinale 16/18 a garbatella con interventi artistici contro la guerra. \n Gruppo Anarchico C.Cafiero FAIRoma
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SUMMARY:Bologna: pranzo di autofinanziamento dell’Associazione di Mutuo Soccorso+domande e risposte sull’autodifesa digitale
DESCRIPTION:Domenica 3 aprile a Vag61\, via Paolo Fabbri 110\, rione Cirenaica\, Bologna \nore 13 pranzo di autofinanziamento dell’Associazione di Mutuo Soccorso per il diritto di espressione (https://mutuosoccorso.noblogs.org/post/2022/03/23/dom-03-04-vag61-pranzo-di-autofinanziamento-domande-e-risposte-sullautodifesa-digitale/)\nè necessario prenotare al tel 375 653 3393 \na seguire: domande e risposte sull’autodifesa digitale\nsmascheriamo i falsi miti sulla sicurezza online: telegram è un’app sicura? Il mio telefono mi spia?L’anonimato su internet esiste o no? I miei dati sono davvero in una nuvola? \nDurante l’iniziativa sarà possibile effettuare il tesseramento 2022.
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SUMMARY:Milano: presentazione dell'ultimo volume edito delle Opere complete di Errico Malatesta
DESCRIPTION:presso l’Ateneo Libertario in viale Monza 255 (fermata MM1 Precotto) presentazione dell’ultimo volume edito delle Opere complete di Errico Malatesta curate da Davide Turcato\, “Fronte Unico Proletario. Il biennio rosso\, Umanità Nova e il fascismo (1919-1923)” a cura di Massimo Varengo \nzeroincondotta.org
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SUMMARY:Roma: Cineutopia "La banda bonnot"
DESCRIPTION:Parte il nuovo ciclo di film “Cineutopia”\, quattro appuntamenti settimanali con il cinema d’autore\, questa volta visto nel suo aspetto più politico. \nMercoledì 30 marzo proietteremo “Che gioia vivere!” (1961\, René Clément) un film che racconta le vicende tragicomiche di una famiglia di anarchici italiani alla vigilia della marcia su Roma. Con Alain Delon in un raro ruolo non drammatico\, e una formidabile squadra di attori italiani (Cervi\, Tognazzi\, Stoppa\, Moschin\, Trieste e il mitico “Capannelle”). \nMercoledì 6 aprile sarà la volta de “La banda Bonnot” (1968\, Philippe Fourastié) che ricostruisce la parabola del gruppo anarchico che negli anni dieci del novecento\, a Parigi\, tenne in scacco la polizia con clamorosi attentati e rapine. Con uno straordinario Jaques Brel (anche lui cantautore e attore come Pietrangeli)\, Annie Girardot e l’attrice godardiana Anne Wiazemsky. \nMercoledì 13 aprile sarà la volta di un film di pura finzione invece\, anche se con chiari riferimenti al clima dell’epoca. “Sterminate “Gruppo Zero”” (1974) di Claude Chabrol\, che verrà proiettato in versione integrale\, è un’amara riflessione sulla ferocia del potere repressivo. Anche qui Mariangela Melato\, tra le sue migliori interpretazioni drammatiche\, oltre a Fabio Testi e Lou Castel tra gli altri. \nMercoledì 20 aprile ci sarà l’unica eccezione ai film di produzione francese degli anni sessanta e settanta\, proietteremo “I giorni cantati” (1979) di Paolo Pietrangeli\, cantautore e regista recentemente scomparso. In questo film due generazioni a confronto\, quella degli *ex giovani” postsessantottini\, e quella dei post ’77. Protagonisti oltre allo stesso Pietrangeli\, Mariangela Melato e altri personaggi emblematici nel ruolo di se stessi\, come Giovanna Marini\, Francesco Guccini\, Roberto Benigni. \nLe proiezioni cominceranno alle ore 19:00 e si terranno presso lo Spazio Anarchico “Vettor Fausto” a Via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) metro B – Roma Garbatella. \nDopo le proiezioni ci sarà la possibilità di commentare insieme il film e aprire un dibattito. \nCi vediamo mercoledì! \nGruppo anarchico M.Bakunin F.A.I. Roma\nVia V.Fausto 3 metro Garbatella\ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Monfalcone: dibattito su "The Jungle" film documentario
DESCRIPTION:dibattito su “The Jungle” film documentario del regista Cristian Natoli. \nDopo una settimana di programmazione al Kinemax di Gorizia e Monfalcone parliamo dei temi del film con il regista Cristian Natoli\, lo sceneggiatore Enrique José Carcione e altri membri della troupe\nIn una delle “jungle” lungo il corso del fiume Isonzo si ritrova un gruppo di migranti. Su iniziativa di uno di loro – diventato mediatore – viene contattata una regista teatrale che farà con loro un laboratorio di teatro sociale\nCosa significa fare teatro\, cinema e arte con le persone migranti? Cos’è l’accoglienza?\nIl tema sottostante e troppo spesso taciuto però è il diritto al movimento.\nSegue momento conviviale🍕\nRicordiamo che al Caffè Esperanto in via terenziana 22 sono esposte le fotografie di Mara Fella nella mostra Game_and again
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SUMMARY:Palermo: manifestazione No alla alternanza scuola-lavoro nell’esercito
DESCRIPTION:MANIFESTAZIONE REGIONALE\nNo alla alternanza scuola-lavoro nell’esercito\n Ven 8 aprile\nore 8:30 / CONVEGNO NAZIONALE DI AGGIORNAMENTO/FORMAZIONE IN PRESENZA E VIDEOCONFERENZA RIVOLTO A TUTTO IL PERSONALE SCOLASTICO\nASL/PCTO: Un bilancio del loro svolgimento e delle ricadute sui processi didattici\nIIS Ettore Majorana – via G. Astorino\, 56 Palermo\nore 9:30 / MANIFESTAZIONE REGIONALE NO PCTO E NO GUERRA\nUfficio Scolastico regionale\, via Fattori\, 60\n\nChiediamo l’abrogazione dei PCTO nella scuola e del protocollo d’intesa tra l’USR Sicilia e il Comando Militare dell’Esercito in Sicilia del 29.12.2021 che prevede lo svolgimento del PCTO in 7 caserme siciliane\nABROGARE I PERCORSI PER LE COMPETENZE TRASVERSALI E PER L’ORIENTAMENTO\nI Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) è la pudica ridenominazione dell’Alternanza Scuola Lavoro introdotta con la legge 107/2015.\nIn entrambe le formulazioni siamo di fronte ad un’attività lavorativa obbligatoria che ha il fine malcelato di insegnare alle giovani generazioni le basi fondamentali (ideologiche e pratiche) del mondo del lavoro nell’epoca del neoliberismo trionfante: precarietà\, dequalificazione\, sfruttamento.\nSia nella Formazione Regionale sia nella Scuola Pubblica\, soprattutto negli Istituti Tecnici e Professionali\, questa pratica ha messo a disposizione delle aziende sui territori centinaia di migliaia di giovanissimi/e che\, con la giustificazione di imparare il mestiere\, introiettano la concezione dominante per cui è una fortuna trovare un impiego anche se i diritti salariali\, contrattuali\, di orario e organizzazione\, devono essere sacrificati.\nÈ questo ormai il volto palese di una scuola che ha perso il suo ruolo di formare e istruire per diventare cinghia di trasmissione di un sistema che “non solo sfrutta\, ma prepara allo sfruttamento ed educa a sfruttare”.\nCompresa nel pacchetto ASL/PCTO è l’evidente mancanza di sicurezza\, per cui si sono verificati numerosi e gravi incidenti a carico di studenti e studentesse.\nFino a giungere alle estreme conseguenze con la morte nel corso di uno stage di due ragazzi frequentanti Centri Regionali di Formazione Professionale\, ma che sarebbe potuto capitare in qualsiasi scuola secondaria.\nL’ASL/PCTO insieme agli stage gratuiti e al sotto inquadramento degli apprendisti\, costituisce la nuova frontiera del mercato del lavoro\, in cui lo scambio non è più tra forza lavoro e salario\, ma tra lavoro e formazione\, reale o presunta che sia.\nREVOCARE IL PROTOCOLLO D’INTESA TRA L’USR SICILIA E IL COMANDO MILITARE DELL’ESERCITO IN SICILIA DEL 29.12.2021\nRigettiamo con forza il Protocollo d’Intesa firmato dal Comando Militare dell’Esercito e dall’Ufficio\nScolastico\nRegionale della Sicilia il 29.12.2021\, che prevede l’impiego degli studenti delle scuole secondarie di secondo\ngrado in progetti lavorativi\, non retribuiti\, in 7 caserme dell’Esercito.\n“Riservare particolare attenzione al mondo scolastico\, accademico e scientifico per la diffusione dei valori eticosociali\, della storia e delle tradizioni militari ”\, così recita il protocollo\, ci sembra in netto contrasto con tutti i documenti di vari organismi internazionali che invitano le istituzioni a non propagandare fra le giovanissime generazioni i valori della guerra che\, peraltro\, è ripudiata nella nostra Costituzione.\nL’affermazione\, sempre del protocollo\, “rafforzare la correlazione fra il sistema educativo e la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale e naturalistico del territorio\, anche attraverso interventi mirati e puntali ” ci appare tragicomica poiché viviamo in una Regione che paga a caro prezzo la sottrazione di interi pezzi di territorio perché soggetti a servitù militari. Basti pensare allo scempio della sughereta di Niscemi per far posto alla base che ospita il Muos o alla costa di Punta Izzo ad Augusta interdetta alla fruizione.\nInfine leggiamo nel protocollo che tocchi all’esercito “il coordinamento e monitoraggio di ogni sviluppo dell’attività formativa”. Questo punto ci sembra il più grave\, ancora di più in un momento come questo che a causa della pandemia viviamo sotto una legislazione di emergenza. La scuola deve rafforzarsi come punto di riferimento delle nuove generazioni e non diventare cassa di risonanza o ancora peggio esecutore dei voleri dell’Esercito Italiano.\nLa scuola deve educare alla pace e alla convivenza tra i popoli e il modello scuola-caserma e la militarizzazione dell’educazione e del sapere vanno nella direzione opposta\nPertanto chiediamo all’USR Sicilia la revoca immediata del Protocollo in questione e alle scuole siciliane che le abbiano intraprese\, di sospendere ogni attività di collaborazione con istituzioni militari.\n8 aprile 2022\n\nMovimento NOMUOS
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SUMMARY:Lucca: presentazione di 'La rivoluzione ecologica.Il pensiero libertario di Murray Bookchin'
DESCRIPTION:presso la casa del popolo via de paoli 22 verciano-capannori \na seguire aperitivo a sostegno della casa del popolo. \nAlternativa libertaria \n 
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SUMMARY:Milano: presentazione della nuova edizione ampliata di "Morire non si può in aprile. L'assassinio di Teresa Galli e l'assalto fascista all'Avanti!"
DESCRIPTION:presso l’Ateneo Libertario in viale Monza 255 (fermata MM1 Precotto) presentazione della nuova edizione riveduta e ampliata di ‘Morire non si può in aprile. L’assassinio di Teresa Galli e l’assalto fascista all’Avanti!\, Milano 15 aprile 1919’ a cura dell’autore Marco Rossi. \n  \nzeroincondotta.org
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SUMMARY:Reggio Emilia: Comunarde\, storie di donne sulle barricate 
DESCRIPTION:Venerdì 8 aprile 2022 ore 21.00\nComunarde\, storie di donne sulle barricate\ncon l’autrice Federica Castelli\n\nCircolo Anarchico Berneri via Don Minzoni 1/d\, Reggio Emilia\n\nle Presentazioni saranno precedute da una cena alle ore 19.00\nNecessaria prenotazione per cene e presentazioni\nPer Info e prenotazioni:349 8757498
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SUMMARY:Milano: Assemblea nazionale verso lo sciopero contro la guerra
DESCRIPTION:VERSO LO SCIOPERO GENERALE E SOCIALE \nCONTRO LA GUERRA E L’ECONOMIA DI GUERRA \nAssemblea nazionale sabato 9 Aprile a Milano \nLa guerra in Ucraina sta seminando morte\, distruzione e miseria. Ad oggi non sembra essere imminente un cessate il fuoco duraturo tra le parti contendenti e il conflitto sta rischiando di espandersi a macchia d’olio. \nL’invasione dell’Ucraina ha messo a nudo le mire egemoniche di Putin e altrettanto quelle falsamente democratiche degli USA e dei loro alleati UE (Italia inclusa)\, e della Gran Bretagna\, nascoste dietro la massiccia presenza militare della Nato nei territori dell’Europa orientale nell’ex sfera di influenza russa\, una cintura composta da missili\, aerei e navi capaci di colpire le città russe. \nSiamo di fronte ad una catastrofe umanitaria con migliaia di morti e 6 milioni di persone in fuga dalle aree di guerra (compreso il Donbass)\, cosa inedita dal 1945. \nÈ giusto fornire assistenza medica ed umanitaria a tutte le popolazioni civili colpite\, altra cosa è invece diventare parte in causa nel conflitto con la fornitura di armi: la pace si favorisce col dialogo e la responsabilità\, non tramite strumenti di morte. \nLe ragioni del contendere sono il controllo economico del mercato delle risorse energetiche in nome dello sfruttamento e del profitto e nei mesi scorsi il loro effetto era già stato tangibile in parte anche nel nostro paese con l’aumento delle tariffe di gas ed energia elettrica\, oggi salite alle stelle. Le sanzioni paiono un boomerang che colpisce l’Europa\, ed in particolare l’economia italiana e quella tedesca\, a tutto vantaggio degli interessi Usa persino relativamente alle forniture di gas. Il riarmo tedesco\, altro effetto della crisi\, peraltro mai auspicato dal 1945\, con 200 miliardi investiti in 5 anni\, cancellerà il welfare più avanzato della Ue\, trascinando con sé alla rovina anche ciò che rimane del welfare in Italia e nel resto del continente. Un obiettivo fondamentale del neo-liberismo. \nNel nostro paese\, a fronte di una forte crisi economica causata dalla pandemia ancora in corso già devastante per le condizioni di vita dei ceti popolari in termini di licenziamenti e aumento della disoccupazione è stato raggiunto il record dei 25 miliardi per le spese militari nei primi mesi del 2022 di cui 78 milioni per l’impresa bellica in Ucraina a discapito delle urgenti necessità sociali quali sanità\, istruzione\, trasporti\, casa. \nA questo si aggiungono i fermi di molte filiere produttive a causa della scarsità delle materie prime\, del levitare dei loro costi e di quelli dell’energia\, dei processi di delocalizzazione di questi ultimi decenni e non per ultime delle immani privatizzazioni dei settori strategici per l’economia del paese. \nCome se non bastasse il governo si appresta a varare un piano di vera e propria economia di guerra con l’incremento delle spese per la Difesa verso il traguardo del 2 per cento\, passando dai circa 25 miliardi l’anno attuali (68 milioni al giorno) ad almeno 38 miliardi l’anno (104 milioni al giorno). \nPertanto facciamo appello a tutti i sindacati di base e conflittuali\, alle realtà sociali\, alle associazioni\, ai comitati impegnati nelle mobilitazioni contro il conflitto bellico in Ucraina e l’economia di guerra imposta a lavoratori/lavoratrici e ai ceti popolari a partecipare al percorso di costruzione verso lo sciopero generale nazionale di tutti i settori pubblici e privati che intendiamo mettere in campo nel mese di MAGGIO con i seguenti obbiettivi : \nL’immediato cessate il fuoco in quei territori\, la loro smilitarizzazione con il ritiro immediato di tutti gli eserciti e dei posizionamenti militari. Lo stop all’invio di armi in Ucraina e di soldati dall’Italia ai siti Nato. Il ritiro di tutte le missioni militari all’estero. \nDecreto-legge per il congelamento immediato dei prezzi di tutti i beni ed i servizi primari (generi alimentari di prima necessità a partire dal pane e della pasta\, utenze energetiche\, carburante\, assicurazioni etc). Non è ammissibile\, soprattutto in questa fase di guerra\, lasciare libertà di aumenti esponenziali dei prezzi alle imprese fornitrici e agli speculatori intermediari. \nSblocco dei contratti e aumenti salariali. Reintroduzione immediata della scala mobile con adeguamento automatico dei salari all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai/e e impiegati/e. \nContro le politiche di privatizzazione in atto. Per il controllo pubblico e democratico da parte degli stessi lavoratori e lavoratrici\, di tutte le aziende energetiche e strategiche nazionali. Questo al fine dell’abbattimento delle tariffe e per avviare realmente un processo di riconversione ecologica attraverso l’utilizzo di risorse naturali impiegate per fini pacifici\, per fermare il peggioramento delle condizioni climatiche\, per migliorare la qualità della vita. \nIn poche settimane\, complice l’economia di guerra imboccata dal governo Draghi\, siamo passati in Italia da una fantomatica transizione energetica “green” alla restaurazione delle centrali a carbone e alla minaccia del ritorno al nucleare. \nContro tutte le spese militari dirette\, indirette e indotte. Per destinare tali risorse economiche alla scuola\, alla sanità pubblica\, ai trasporti nonché al salario garantito per disoccupati e sottoccupati. \nRiduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Le conseguenze degli effetti combinati della pandemia\, della guerra guerreggiata e delle sanzioni alla Russia colpiranno esclusivamente lavoratori\, lavoratrici e disoccupati distruggendo posti di lavoro in Italia. Solo con la riduzione della giornata lavorativa si potranno salvare centinaia di migliaia di nuclei famigliari da una nuova ondata di povertà e disperazione. \nINVITIAMO TUTTO IL SINDACALISMO DI BASE CONFLITTUALE\, LE REALTA’ SOCIALI\, LE ASSOCIAZIONI E I COMITATI AL CONFRONTO\, PARTECIPANDO ALL’ \nASSEMBLEA NAZIONALE \nSABATO 9 APRILE ore 10.00 / 16.00 \nc/o ARCI BELLEZZA via Giovanni Bellezza 16/a MILANO \nADL Varese – COBAS Sardegna – CUB – SGB – UNICOBAS – USI CIT
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SUMMARY:Torino: manifestazione contro la guerra e chi la arma
DESCRIPTION:Contro la guerra e chi la armaSabato 9 aprilecorteo antimilitarista\nore 14\,30\nPiazza Borgo Dora al Balon. \nArrivo in piazza Castello \n* No alla città dell’aerospazio\, nuovo polo di ricerca\, progettazione e produzione di armi. \n* No al progetto D.I.A.N.A. della Nato a Torino \n* Chiusura e riconversione dell’industria bellica \n* No all’ENI che devasta l’ambiente e promuove guerre per il gas e il petrolio\n* Contro la guerra ai poveri che in ogni dove pagano il prezzo più alto. No al carovita!\n* No alle spese militari! Vogliamo case\, scuole\, ospedali\, trasporti per tutt* \n* Stop all’invio di armi in Ucraina\, ritiro di tutte le missioni militari all’estero \n* Solidarietà ed accoglienza ai profughi di tutte le guerre \n* Contro tutti gli imperialismi per un mondo senza frontiere \nCoordinamento contro la guerra e chi la arma – Torino \ninfo: antimilitarista.to@gmail.com \n 
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