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SUMMARY:TORINO: 25 aprile. Oggi come ieri contro il fascismo azione diretta
DESCRIPTION:Alla lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni\nin corso Giulio Cesare angolo corso Novara dove Ilio cadde combattendo il 26 aprile 1945.\n(in caso di pioggia ci troviamo in piazza Crispi).\n\nRicordo\, bicchierata\, fiori\, musica.\nE\, dal vivo\, il Cor’okkio nel canzoniere anarchico e antifascista\n\nContro guerra\, militarismo\, repressione\, per la rivoluzione sociale\n\nCome ogni anno ci ritroviamo alla lapide che ricorda Ilio Baroni\, partigiano anarchico.\nOggi più che mai ritrovarci in quell’angolo di periferia\, dove cadde combattendo Baroni\, non è mero esercizio di memoria\, ma occasione per intrecciare i fili delle lotte\, perché il testimone lasciato da chi non c’è più è ora nelle nostre mani.\nIlio Baroni\, operaio toscano emigrato a Torino negli anni venti\, era comandante della VII brigata Sap delle Ferriere.\nLe Sap sabotavano la produzione\, diffondevano clandestinamente volantini antifascisti e si preparavano all’insurrezione. Ilio\, nome di battaglia “il Moro”\, è protagonista di azioni di guerriglia.\nIl 25 aprile Torino è paralizzata dallo sciopero generale\, scoppia l’insurrezione\, la città diventa un campo di battaglia.\nBaroni e i suoi attaccano la stazione Dora e si guadagnano un successo. Giunge una richiesta d’aiuto dalla Grandi Motori. Il Moro non esita ad aiutare i compagni nel mezzo di una battaglia furiosa\, e cade sotto il fuoco. È il 26 aprile.\nIlio Baroni non potrà vedere il momento per cui ha lottato duramente tutta la vita…\nMa il fascismo non è morto il 25 aprile del 1945…\n\nTra sfruttamento\, lavori precari e pericolosi\, morti in mare\, leggi razziste\, militari per le strade\, guerra\, la democrazia somiglia sempre più al fascismo. Gli eredi della dittatura oggi sono al governo e\, giorno dopo giorno\, moltiplicano la stretta repressiva nei confronti di pover* e oppositor* politic* e social*.\nLa gente di Barriera ha volti e storie diverse ma la stessa condizione di sfruttamento e oppressione di chi combatté il fascismo perché voleva una società senza stato né padroni.\nNel 1917\, in pieno conflitto mondiale\, lo sciopero contro la guerra e la fame si trasformò in insurrezione: ogni angolo della Barriera divenne una barricata. Per contrastare le cariche a cavallo vennero inaugurate le barricate elettrificate. In piazza Crispi c’era una scuola Moderna\, dove gli operai anarchici studiavano per impadronirsi del sapere riservato ai signori\, per imparare ad autogestire la società di liberi ed uguali che avevano nella testa e nelle mani.\nDurante il fascismo\, nonostante la durissima repressione\, in Barriera agiva uno dei tre gruppi anarchici clandestini di Torino. Negli anni della Resistenza la Barriera fu teatro di lotte durissime\, prima in fabbrica\, poi nelle strade.\nDifesero le fabbriche dalla distruzione\, perché era viva in loro la memoria degli anni Venti\, dell’occupazione delle fabbriche\, della lotta in armi per cacciare per sempre i padroni.\nLa fine del fascismo non portò la vita per la quale in tanti avevano lottato ed erano morti. Ma il filo delle lotte non si spezzò. Negli anni Sessanta e Settanta il volto della Barriera mutò: accanto ai torinesi e ai contadini piemontesi inurbati arrivarono lavoratori dal Meridione e dal Nord Est.\nLa convivenza non fu facile. Furono le lotte comuni a rompere il muro di diffidenza e persino di razzismo tra i lavoratori piemontesi e gli ultimi arrivati. In fabbrica il nemico di tutti era sempre il padrone e chi lo serviva\, nelle periferie operaie le lotte per la casa\, i trasporti\, le scuole\, la sanità furono il fronte sul quale si ricostruì la comunità della Barriera\, una comunità che diveniva includente\, nella solidarietà tra eguali.\nPoi sono arrivati gli anni Ottanta. E poco a poco tutto è cambiato. La lotta di classe continua\, ma a vincerla sinora sono stati i padroni.\nRitrovare un fronte di lotta comune con gli immigrati arrivati dall’Africa\, dalla Cina\, dal Sudamerica\, dai paesi dell’est non è sempre semplice\, anche se da qualche anno qualcosa si sta cominciando a muovere.\n\nVivere in periferia non è mai stato facile. Oggi va ancora peggio: ovunque si allungano le file dei senza casa\, senza reddito\, senza prospettive. Per mettere insieme il pranzo con la cena in tanti si adattano ad una miriade di lavori precari\, sottopagati\, in nero\, senza tutele.\nOvunque si allunga la lista dei morti e dei mutilati sul lavoro: non sono incidenti ma la feroce logica del profitto che si mangia la vita e la salute di tanta gente.\nIn questi ultimi anni i ricchi sono diventati ancora più ricchi\, mentre chi era povero è diventato ancora più povero.\nIl prezzo di gas e luce è raddoppiato\, tanta gente è sotto sfratto o con la casa messa all’asta. Se non ci sono i soldi per il fitto e le bollette\, la tutela della salute diventa una merce di lusso che possono permettersi in pochi. Così dal 2015\, ben prima della pandemia\, per la prima volta dal 1945\, l’aspettativa di vita nel nostro paese si è ridotta.\n\nBarriera di Milano\, ormai da anni\, è divenuta un laboratorio dove sperimentare tecniche di controllo sociale prima impensabili\, pur di non spendere un soldo per la casa\, la sanità\, i trasporti\, le scuole. In questi anni la spesa militare è costantemente aumentata\, le missioni all’estero delle forze armate italiane si sono moltiplicate.\nI militari fanno sei mesi in missioni militari all’estero\, sei mesi per le strade delle nostre città.\nTante missioni sono in Africa\, dove le bandiere tricolori sventolano accanto a quelle gialle con il cane a sei zampe dell’ENI\, la punta di diamante del colonialismo italiano.\nLa guerra per il controllo delle risorse energetiche va di pari passo con l’offensiva contro le persone in viaggio\, per ricacciarle nelle galere libiche\, dove torture\, stupri e omicidi sono fatti normali.\nIn Barriera tanti sono immigrati o figli di immigrati arrivati dal sud come i cerignolesi della piazza del mercato. Poi sono arrivate altre persone\, nate in Africa\, in Cina\, in Sudamerica: i loro figli e nipoti vanno nelle stesse scuole e negli stessi giardinetti dei figli e dei nipoti degli immigrati degli anni Sessanta. Tanti degli attuali abitanti delle Barriera sono arrivati su un barcone e sono passati dalle prigioni in Libia e dagli hotspot in Italia.\nIl governo e i fascisti soffiano sul fuoco della guerra tra poveri italiani e poveri immigrati\, per avere mano libera a fare la guerra a noi tutti.\n\nNei quartieri poveri il controllo militare è diventato normale. Anzi! Ogni giorno è peggio.\nIntere aree del quartiere vengono messe sotto assedio\, con continue retate di persone senza documenti o che vivono grazie ad un’economia informale.\nI militari dell’operazione “Strade Sicure” stazionano da oltre un anno in Barriera di Milano\, per offrire un’illusione di sicurezza a chi fatica ad arrivare a fine mese e non riesce a pagarsi la casa o una visita privata dal medico.\nTorino da città dell’auto si sta trasformando in città dei bombardieri e vetrina per turisti. Una vetrina che i poveri che passano ore ai giardinetti non devono sporcare. L’aspirazione ad avere una socialità non mercificata va repressa.\nIl governo a tutti i livelli punta il dito sulle persone più povere\, razzializzate\, con il continuo ricatto dei documenti\, per nascondere la guerra sociale che ha scatenato contro tutti i poveri\, italiani e nati altrove\, schierandosi a fianco dei padroni grandi e piccoli.\nIl controllo etnicamente mirato del territorio mira a reprimere sul nascere ogni possibile insorgenza sociale.\n\nCome anarchici radicati nel quartiere da oltre quarant’anni\, proviamo costruire reti solidali\,  iniziative di informazione\, lotta\, socialità negli spazi messi sotto assedio dalla polizia\, in quelli minacciati di sgombero o sfratto.\n\nCon la lotta\, la solidarietà il mutuo appoggio\, possiamo far si che le nostre vite diventino migliori.\nRiprendiamoci gli spazi del quartiere militarizzati e resi deserti dalla polizia e dai militari. Proviamo ad immaginare di farla finita\, sin da ora\, con stato\, padroni\, militari\, polizia.\nCi raccontano la favola che una società complessa è ingovernabile dal basso mentre ci annegano nel caos della gestione centralizzata e burocratica delle scuole\, degli ospedali\, dei trasporti.\nCostruiamo insieme assemblee territoriali\, spazi\, scuole\, trasporti\, ambulatori autogestiti! Non è un’utopia ma l’unico orizzonte possibile per liberarci dallo stato e dal capitalismo.\nLa sicurezza è casa\, reddito\, sanità per tutte e tutti\, non soldati per per le strade!\n\nLa memoria non è un esercizio retorico\, ma linfa che si espande tra le lotte di ieri e quelle di oggi.\nDa decenni hanno imbalsamato la Resistenza riducendola a mera lotta di liberazione nazionale\, per cancellarne la spinta sovversiva\, internazionalista\, contro stato e padroni.\nOggi ci vorrebbero tutti arruolati\, tutti schierati nelle guerre in cui il nostro paese è impegnato direttamente o indirettamente. Noi non ci stiamo. Noi non ci arruoliamo\, rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche. L’antimilitarismo\, l’internazionalismo\, il disfattismo rivoluzionario sono stati centrali nelle lotte del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici sin dalle sue origini. Sfruttamento ed oppressione colpiscono in egual misura a tutte le latitudini\, il conflitto contro i “propri” padroni e contro i “propri” governanti è il miglior modo di opporsi alla violenza statale e alla ferocia del capitalismo in ogni dove.\nSiamo a fianco della gente che\, ovunque nel mondo\, muore sotto le bombe\, siamo a fianco di chi\, ovunque nel mondo\, subisce carcere e repressione per essersi opposto alla guerra.\nSiamo contro l’economia di guerra qui e ovunque.\nSiamo a fianco di chi\, in ogni dove\, diserta la guerra tra gli stati\, che si contendono il dominio imperiale sui territori\, le risorse\, le vite di donne\, uomini e bambin*.\nSiamo contro la guerra e chi la arma\, a partire dal colosso armiero Leonardo\, che fa buoni affari con tutti e sta per costruire a Torino la città dell’aerospazio.\n\nSiamo disertori di ogni guerra\, partigiani contro ogni stato.\n\nI compagni e le compagne che lottarono per le strade di Barriera\, che difesero le fabbriche dalla distruzione\, avevano tra le mani il sogno di farla finita con oppressione e povertà.\nErano quelli come Ilio Baroni\, operaio alle Ferriere\, che cadde combattendo per l’anarchia.\n1945 – 2025. Oggi come ieri\nContro il fascismo\nAzione diretta\n\nVenerdì 25 aprile ore 15\n\nAlla lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni\nin corso Giulio Cesare angolo corso Novara dove Ilio cadde combattendo il 26 aprile 1945.\n(in caso di pioggia ci troviamo in piazza Crispi).\n\nRicordo\, bicchierata\, fiori\, musica.\nE\, dal vivo\, il Cor’okkio nel canzoniere anarchico e antifascista\n\nContro guerra\, militarismo\, repressione\, per la rivoluzione sociale.\n\nGiovedì 1 maggio\nore 9 piazza Vittorio\nSpezzone rosso e nero\nContro tutte le patrie per un mondo senza frontiere!\nPace tra gli oppressi\, guerra agli oppressori!\n\nFederazione Anarchica Torinese\nCorso Palermo 46\nRiunioni ogni martedì dalle 20\,30\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:IMOLA: presentazione de: Guerra civile\, Bologna dal primo dopoguerra alla marcia su Roma 1919 1922
DESCRIPTION:SABATO 26 APRILE\nPresentazione del libro\ndi Antonio Senta e Rodolfo Vittori\nedito da Zero in Condotta\, 2024\nGUERRA CIVILE\nBOLOGNA DAL PRIMO DOPOGUERRA ALLA MARCIA SU ROMA\n1919 ­ 1922\n\nQuesto libro ricostruisce in maniera analitica la situazione\npolitica e sociale di Bologna e provincia nei quattro anni dal\n1919 al 1922. Districandosi in una mole densissima di fatti\, gli\nautori rileggono una stagione centrale per la storia locale e\nitaliana\, dal momento che la città e la provincia felsinea sono\ntra i luoghi dove è più radicato il movimento socialista e dove\npoi si afferma violentemente il fascismo\, ben prima della\nmarcia su Roma dell’ottobre 1922. Lo fanno tenendo conto\ndella storiografia sul tema e utilizzando in maniera comparativa\ndiverse fonti\, alcune delle quali inedite: carte di polizia\,\ngiudiziarie\, stampa periodica\, materiali prodotti dalle varie parti\npolitiche. Ne esce un quadro interpretativo con alcuni elementi\ndi parziale novità\, tra cui l’emergere precoce del nazionalismo\ne il suo attivo procedere in senso antioperaio anticipando il\nprimo fascismo\, l’apporto dell’anarchismo nel fronte\nrivoluzionario e i tentativi\, deficitari ma esistenti\, di\nconcretizzare un’insurrezione sociale\, la centralità della\nquestione agraria\, i cui tecnicismi sono qui finalmente\ndistricati\, le diverse dinamiche della provincia\, dalla pianura\nall’Appennino\, con tutte le loro specificità: Molinella\, Imola\,\nBudrio\, Castiglione dei Pepoli\, Vergato sono solo alcune delle\nlocalità oggetto di estensive ricerche.\nAncora\, emerge prepotente il tema della violenza fascista\, la\ncui portata qualitativa e quantitativa risulta ancora maggiore di\nquanto messo in evidenza dalla storiografia precedente\, e\nappare chiara la compiacenza delle istituzioni liberali nei\nconfronti dello squadrismo\, in un quadro in cui le eccezioni\nconfermano una regola generale di tolleranza verso le camicie\nnere.\nNe esce un libro scientificamente rigoroso\, uno strumento\nimportante che offre al lettore una bussola per orientarsi\nnell’accavallarsi di fatti fondamentali per la successiva storia\ndel nostro paese.
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SUMMARY:PORDENONE: Nome di battaglia Dora: Nella Carli partigiana e sindacalista di Cordenons. 80° anniversario della liberazione dal nazifascismo
DESCRIPTION:80° anniversario della liberazione dal nazifascismo\nDALLA STESSA PARTE CI TROVERAI\n25 aprile pordenone\n\n\nprogramma\n\n\n4 aprile / ore 20.45\nNEOFASCISMO IN ITALIA E IN EUROPA\ncon Saverio Ferrari\ndell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre\npresso il Circolo Libertario E. Zapata\, Via Ungaresca\, 3B – Pordenone\n\n\n10 aprile / ore 18.00\nResistenza di montagna e di pianura\ntra Livenza e Tagliamento\ncon Gigi Bettoli\ndella redazione di www.storiastoriepn.it\npresso la Casa del Popolo di Torre di Pordenone\, Via Carnaro\, 10\n\n\n19 aprile / ore 15.30\ninfo-point bella ciao\nPasseggiata per i luoghi\ndella Pordenone antifascista\npartenza Stazione dei Treni di Pordenone\n\n\n25 aprile / 0re 10.00\nRitrovo e ricordo della Liberazione\nal Centro Studi – P.zza Maestri del Lavoro\nCorteo / ore 11:00\nverso l’ex Caserma Martelli di Via Montereale\nRicordo dei 9 partigiani fucilati\ndai nazifascisti\, interventi liberi\nchiude il Coro dell’ANPI\npastasciutta antifascista / 0re 13.00\ncon il coro Voci per la Pace di Vittorio Veneto\nCanti per la pace e contro le guerre\npresso il Circolo Libertario E. Zapata\, Via Ungaresca\, 3B\n\n\n29 aprile / ore 20.15\nNome di battaglia Dora: Nella Carli\npartigiana e sindacalista di Cordenons\nSala Consiliare “D. De Benedet” – Centro Culturale “Aldo Moro”\, Cordenons\n———\nIniziativa Libertaria – Pordenone\nCasa del Popolo – Torre di Pordenone\nAnpi Provinciale – Pordenone\nCircolo Arci “Tina Merlin” – Montereale Valcellina\nCircolo Arci “Arcipelago” – Cordenons\nIl Bene Comune – Pordenone\nPrimavera Transfemminista – Pordenone\nEcoTransFemm BabaJaga – Pordenone\nRifondazione Comunista – Pordenone
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SUMMARY:PRIMO MAGGIO ANARCHICO
DESCRIPTION:(in continuo aggiornamento) \nTORINO  \n \nTRIESTE\nore 9 Campo San Giacomo\nPartecipiamo al corteo indetto dal sindacalismo di base contro l’economia di guerra dietro lo striscione “Solidali siamo tutto\, divisi siamo nulla”. Alla fine del corteo banchetto in piazza della borsa. Gruppo Anarchico Germinal \n \nMONFALCONE \n \nCARRARA \n\n\n\n\n\n\n\n\nEMPOLI\n\n\nJESI\n\n\nRAGUSA\n\n\n\n\n\nIMOLA \nAnche quest’anno come Assemblea Anarchica Imolese organizzeremo la consueta giornata del Primo Maggio Anarchico a Imola  \nIl programma prevede un primo momento in mattinata dalle ore 10 alle 13 che si terrà nel prato della Rocca Sforzesca\, a pochi passi dal Archivio FAI\, una manifestazione pubblica con presidio e microfono aperto ad interventi che spazieranno dalla contrarietà alle guerre\, al decreto sicurezza e alla deriva autoritaria dei governi mondiali. La mattinata sarà corredata con esposizione di striscioni\, banchetto di libri di movimento\, musica. Inoltre ospiteremo un intervento di un artista imolese con esposizione di alcune sue opere create per l’ occasione. \nA seguire pranzo sociale e conviviale presso il Circolo in Via Fratelli Bandiera 19. \nNel pomeriggio ci sarà un’asta di manifesti storici e canti anarchici e di lotta. \nTutti i compagni e le compagne sono invitati/e ad intervenire attivamente all’organizzazione della giornata per la buona riuscita dell’iniziativa. \nAssemblea Anarchica Imolese  \nMILANO
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SUMMARY:DOMODOSSOLA: manifestazione per il disarmo
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SUMMARY:ALESSANDRIA: Mercatino autbiologic alLA PerlaNera
DESCRIPTION:Domenica 4 maggio 2025 MERCATINO AUTBIOLOGIC\nal Laboratorio Anarchico PerlaNera\nin Via Tiziano Vecellio 2 Alessandria dalle 10.00 alle 18.00\npiccolo mercato delle autoproduzioni\, i contadini e gli artigiani porteranno le loro proposte biologiche\, sostenibili\, rispettose dell’ambiente e per una sana alimentazione. Diffondiamo la cultura orizzontale dell’autoproduzione contro lo spreco e per il rispetto della terra e dei cicli vitali. Il gruppo di acquisto autogestito e solidale (Gaas PerlaNera) propone questa 17esima iniziativa per far conoscere nuove forme di aggregazione e di gestione dal basso del proprio quotidiano a partire dal cibo che ogni giorno si consuma fino ad arrivare a momenti più ludici con l’artigianato autoprodotto.\nSiamo una libera associazione senza scopi di lucro che ha come impegno anche di far conoscere piccole realtà che credono nella tutela dei territori\, nella tutela dei suoli per un’agricoltura rigenerativa\, contro lo sfruttamento sulla terra e della terra da parte delle multinazionali del cibo spazzatura. Per un rapporto armonico e autogestito fra la gente\, un luogo il mercatino del PerlaNera dove ci si incontra\, si discute\, ci si scambiano saperi e perchè no si trovano belle persone per una buon rapporto fra produttori e consumatori. Si ha la possibilità di conoscere coloro che ti propongono un prodotto\, te lo descrivono e ti spiegano tutto quello che ci sta dietro. Siamo per una crescita culturale e per un consumo critico e consapevole.\nDurante la giornata si terrà un laboratorio di macramè con la creazione di un bracciale con materiali professionali inclusi. Lo terrà Alessia creatrice della linea di gioielli Alma Gipsy Jewels dalle ore 14.30 alle ore 15.30. Prenotatevi o tramite il gaas PerlaNera o direttamente domenica al suo banco. Venite a trovarci e a fare un giro nel nostro spazio\, in via Tiziano Vecellio 2 ad Alessandria
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SUMMARY:PISA: presidio "Verità sugli abusi alla Stella Maris"
DESCRIPTION:presso il Tribunale di Pisa in Piazza della Repubblica\nPRESIDIO di SOLIDARIETÀ\nBASTA ABUSI! BASTA USO del TAPPETO CONTENITIVO!\nVERITÀ SUGLI ABUSI ALLA STELLA MARIS!\nSOLIDARIETÀ ALLE VITTIME DEI MALTRATTAMENTI! \nCOLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD\nantipsichiatriapisa@inventati.org \nVERITÀ SULLE VIOLENZE ALLA STELLA MARIS\, SOLIDARIETÀ ALLE VITTIME DEI MALTRATTAMENTI ! BASTA ABUSI! BASTA USO del TAPPETO CONTENITIVO! \nMartedì 6 maggio 2025 ore 10:30 quindicesimo presidio sotto il Tribunale di Pisa per una nuova udienza sui maltrattamenti nella struttura di Montalto di Fauglia destinata a ospitare persone autistiche\, gestita dalla Fondazione STELLA MARIS. In questa udienza dovrebbe essere ascoltato il nuovo consulente tecnico della difesa. \nNell’estate del 2016\, in seguito alla denuncia dei genitori di un giovane\, la struttura è stata posta sotto controllo con l’installazione di microcamere e\, dopo tre mesi di intercettazioni\, la Procura di Pisa ha configurato l’ipotesi di reato per maltrattamenti. Tra gli ospiti Mattia\, morto nel 2018 per soffocamento\, dovuto probabilmente al prolungato ed eccessivo uso di psicofarmaci. I continui cambi di terapia avevano comportato disfunzionalità e rischi al momento dei pasti di cui la famiglia afferma di non essere mai stata informata. Per questa vicenda vi è un altro procedimento penale\, il processo in primo grado si è chiuso con nessuna responsabilità da parte dei medici e della struttura. È iniziato il processo d’Appello presso il Tribunale di Firenze\, rinviato addirittura a novembre 2025. \nIl processo per maltrattamenti va avanti lentamente da oltre 6 anni: le udienze sono diradate considerando l’elevato numero di testimoni. Si tratta del più grande processo sulla disabilità in Italia. Nel periodo della pandemia è stato ospitato nel Palazzo dei Congressi di Pisa.\nGli imputati sono 15\, di cui due dottoresse che gestivano la struttura e il Direttore Sanitario della Stella Maris. Due imputati sono usciti di scena: un operatore che ha patteggiato la pena e il Direttore generale che\, dopo il rito abbreviato\, è stato condannato a 2 anni e 8 mesi\, poi assolto nel processo d’Appello.\nI genitori\, i tutori e altri testimoni ascoltati hanno riportato le violenze subite dai ragazzi di Montalto e documentate dalle videoregistrazioni che testimoniano gli oltre 280 episodi di violenza in meno di 4 mesi; violenza non episodica ma strutturale. In una delle ultime udienze una delle dottoresse ha dichiarato che a Montalto di Fauglia venivano usati\, in caso di crisi\, i “tappeti contenitivi” dove il paziente veniva immobilizzato\, contenuto e arrotolato. \nCome riporta la relazione del consulente tecnico\, professor Alfredo Verde: “Leggendo gli atti del presente procedimento abbiamo rinvenuto sicuramente la menzione di una lunga tradizione di abuso e violenza da parte degli operatori\, radicata negli anni\, e in parte tollerata\, in parte ignorata della direzione delle strutture”. E ancora: “In queste situazioni si sviluppano degenerazioni in cui la violenza e la sopraffazione divengono strumenti usati ogni giorno\, e l’istituzione perde le sue caratteristiche terapeutiche per divenire un luogo meramente coercitivo e afflittivo. Il comportamento degli operatori è apparso tipico delle istituzioni totali”. \nPer questi motivi e per ricordare le vittime degli abusi psichiatrici che ancora vengono perpetrati ai danni di persone private della libertà personale non in grado di difendersi da sole\, è un dovere seguire le vicende del processo nell’interesse di tutte/i.\nPartecipiamo al PRESIDIO in SOLIDARIETÀ alle VITTIME\nMARTEDÌ  6 MAGGIO ore 10.30 c/o il Tribunale di Pisa in Piazza della Repubblica. \nCollettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud\nComitato Sanità Pubblica Versilia-Massa Carrara\nCoordinamento Regionale Toscano Salute Ambiente Sanità \nper info:\nCollettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud\nvia San Lorenzo 38\, 56100 Pisa 3357002669\nantipsichiatriapisa@inventati.org  artaudpisa.noblogs.org
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SUMMARY:PISA: 1972-2025 Franco Serantini - Una storia antifascista
DESCRIPTION:Franco Serantini il 5 maggio del 1972 era in piazza per protestare contro un comizio fascista. Fu massacrato di botte da un gruppo di agenti di polizia\, arrestato e portato nel Carcere “Don Bosco”\, Morì in cella\, senza cure\, il 7 maggio. Oggi il Governo e i suoi complici vorrebbero mettere in discussione l’antifascismo per questo il ricordo di Franco oggi è ancora più vivo che mai. \nANTIFASCISTE E ANTIFASCISTI SEMPRE\n\nAppuntamento il 7 maggio alle 18 in Piazza Serantini (S. Silvestro) a Pisa\nCircolo Anarchico\, vicolo del Tidi 20\, Pisa
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SUMMARY:TERNI: Aperiferia "Merce ribelle" - Esplorazioni della forma canzone  a cura di  Marco Celentano e Lorenzo Pinoca
DESCRIPTION:CSA Cimarelli\nAperiferia\n09/05/25\nh. 18-20\,30\n\nMerce ribelle \nEsplorazioni della forma canzone \na cura di \nMarco Celentano e Lorenzo Pinoca \n\n \nScaletta \n(suscettibile di modifiche)\n \nGIOCHI VOCALI I \nPensare in musica: introduzione ritmica \nMerce ribelle: introduzione minima alla canzone \nNel dì dell’anarchia \nCome disse Euridice \nConfesso il mio decesso \n  \nGIOCHI VOCALI II \nImprovvisazione I: cantare 6 parole proposte dai presenti \nPoesia I: Tremmà \nPoesia II: Il sogno dei sionisti \nFreestyle non misogino 1: canta Gisella \nFreestyle non misogino 2: canta Pietro \nImprovvisazione II: cantare due argomenti proposti dai presenti \n  \nRIBELLIONI/RIFLESSIONI \nIl disertore (Boris Vian 1954) \nChiedo scusa se parlo di Maria (Giorgio Gaber 1973) \nI reduci (Giorgio Gaber 1976) \n  \nMELODIE FELICI \n10 minuti di ascolti da “La voce del padrone” (Franco Battiato 1981) \n  \nDONNE VERE E IMMAGINARIE \nPenelopea \nFilastrocca per Ingeborg Bachmann \n  \nODI\, AMORI E SGHIRIBIZZI \nAnnunciazione \nL’amore quando dura \nOdio tutto\, odio tutti \nImprovvisazione finale\, con parole proposte dai presenti\, aperta a chi vuol partecipare \n\nMerce ribelleEsplorazioni della forma canzonea cura diMarco Celentano e Lorenzo Pinoca
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SUMMARY:LIVORNO: Presentazione del libro "Il metodo anarchico\, gli esperimenti di Errico Malatesta con la rivoluzione 1889-1900"
DESCRIPTION:IL METODO ANARCHICO \npresso la FAL in Via degli Asili 33\nPresentazione del libro “Il metodo anarchico\, gli esperimenti di Errico Malatesta con la rivoluzione 1889-1900” di Davide Turcato\, Edizioni Odradek\, 2023 \ninterverrà l’autore in videoconferenza\na seguire aperitivo \n—- \nDavide Turcato è curatore dell’edizione delle Opere di Errico Malatesta pubblicata da Zero in Condotta e La Fiaccola\, è autore di diversi saggi su questa importante figura del movimento anarchico italiano\, pubblicati in lingua inglese ed italiana. Questo studio è stato originariamente pubblicato da Palgrave Macmillan nel 2012 con il titolo “Making sense of Anarchism”. \n“Il metodo anarchico” di Davide Turcato (Odradek 2023)\, dedicato al ritorno di Errico Malatesta in Europa alla fine degli anni ’80 dell’Ottocento\, è una lettura sicuramente interessante per chiunque voglia approfondire la conoscenza dell’ideale anarchico e in particolare del pensiero malatestiano.\nIl periodo è particolarmente significativo perché negli ultimi dieci anni del secolo il suo pensiero e la sua azione subiscono un’evoluzione da cui poi non si discosterà sostanzialmente fino alla sua morte. I primi segni di questa evoluzione si manifestano già nel primo periodico a cui Malatesta dà vita una volta tornato dall’America del Sud\,\n“L’Associazione”\, di cui escono sette numeri\, i primi tre a Nizza\, gli altri quattro a Londra. Turcato sottolinea l’importanza de “L’Associazione” perché è sulle sue pagine che Malatesta torna a scrivere\, dopo quattro anni in cui aveva pubblicato ben poco. “L’Associazione”\, sostiene Turcato\, rappresenta il momento in cui Malatesta introduce\, a volte in modo poco appariscente\, i capisaldi teorici di tutta l’evoluzione successiva.\nda Umanità Nova n. 3 del 16 feb 2025
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SUMMARY:MILANO: L'anarcosindacalismo in Germania\, presentazione del libro
DESCRIPTION:VENERDI’ 9 maggio\, ORE 21 \n\nall’ATENEO LIBERTARIO\, viale Monza 255 (fermata MM1 Precotto) \nparleremo dell’ALTRA GERMANIA: ANARCHICI E SINDACALISTI PRIMA DI HITLER \npresentando il volume L’ANARCOSINDACALISMO IN GERMANIA (affermazione\, ascesa e declino\, 1892-1933) \ncon il curatore David Bernardini\, autore della prefazione. \nInterviene dalla Germania\, online\, l’autore HARTMUT RUBNER.
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SUMMARY:MASSENZATICO: Convegno e Congresso della FAI
DESCRIPTION:La Commissione di Corrispondenza della FAI indice la seconda sessione del XXXII Congresso e un convegno della FAI il 10 e 11 maggio a Massenzatico (Reggio Emilia) presso le cucine del popolo in via Beethoven 78. \nI lavori avranno inizio alle 10\,30 di sabato 10 maggio e termineranno alle 17 di domenica 11 maggio. \nOrdine del giorno proposto: \nCongresso \n1) Rinnovo delle commissioni: CdC\, redazione cartacea di UN\, ZIC \n2) Forme di lotta e organizzazione nel conflitto sociale nei luoghi di lavoro\, di studio\, sui territori. \n3) Lotta alle frontiere e al razzismo di stato \n4) Organizzazione della Fai e rapporti con i movimenti \nConvegno \n1) Sviluppi della situazione internazionale \n2) Proseguimento del dibattito sul transfemminismo \n3) Relazione del gruppo di lavoro anticlericale e antireligioso. Integrazione del gruppo di lavoro. \n4) Relazione del gruppo di lavoro sull’ambiente \nAll’ incontro potranno partecipare come osservatori/osservatrici anarchici ed anarchiche conosciut*
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SUMMARY:FORLI': contro il DL repressione lo Stato di polizia e le politiche di guerra
DESCRIPTION:CONTRO LE LEGGI CHE DISCIPLINANO LE NOSTRE VITE\, E IN PARTICOLARE IL NUOVO DL SICUREZZA CHE VORREBBE RIDURCI A PERSONE ARRENDEVOLI\, MUTE E PASSIVE! \nCONTRO IL BARATRO DELLA GUERRA VERSO LA QUALE CI STANNO SPINGENDO STATI\, POLITICHE ECONOMICHE/ENERGETICHE E INTERESSI DELLE AZIENDE BELLICHE E DEI TECNOCRATI! \nAL FIANCO DELLA RESISTENZA DELLA POPOLAZIONE PALESTINESE\, PER FARLA FINITA CON IL SIONISMO ED OGNI ALTRA FORMA DI COLONIALISMO! \nSCENDIAMO IN STRADA PER VIVERE GLI SPAZI PUBBLICI NON SOLO DA SPETTATORI O CONSUMATRICI.\nCON RABBIA E CON GIOIA! \nCollettivo Samara – samara@inventati.org
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SUMMARY:POGGIBONSI: presidio contro la guerra e le ingiustizie sociali
DESCRIPTION:https://pietrogorivolterra.noblogs.org/post/2025/05/07/presidio-il-10-maggio-a-poggibonsi \nVOGLIAMO UN MONDO SENZA GUERRE E INGIUSTIZIE SOCIALI \nPRESIDIO IL 10 MAGGIO A POGGIBONSI IN PIAZZA DELLA STAZIONE DALLE ORE\n17.00 \nNoi non abbiamo stati\, confini\, privilegi\, proprietà da difendere!\nCrediamo in un altro mondo possibile\, di persone libere e solidali.\nPer questo diciamo a gran voce :\nNo alla guerra \, Si alla Diserzione\nNo al militarismo\, al fascismo e all’autoritarismo\, al riarmo e al\nnazionalismo\, causa e origine di ingiustizie sociali\, di discriminazioni\ndi ogni tipo\, della distruzione dell’ambiente e del consumismo\nalienante.\nCi stanno ingannando : 800 miliardi a prestito per riarmarsi\nsignificherà tagli alla sanità e alla scuola\, interventi sulle pensioni\,\naumenti più o meno mascherati di tasse e prezzi.\nQuesto clima diffuso di paura \, blocca e bloccherà rivendicazioni\nsociali\, idee ed esperienze di una diversa umanità\, lotte ambientali e\nlibertà individuali. Il Decreto Sicurezza può colpire anche te.\nRivendichiamo la dignità e la libertà di esistere. \n“…la guerra è in gestazione permanente all’interno dell’attuale sistema\nsociale. I conflitti armati\, di portata limitata o allargata\, coloniali\no tra potenze europee\, sono la conseguenza naturale e lo sbocco\ninevitabile e fatale di una società basata sulla disuguaglianza\neconomica dei cittadini\, sull’antagonismo brutale degli interessi\, una\nsocietà che pone il mondo del lavoro sotto il rigido e scellerato\ncontrollo di una minoranza di parassiti che detengono sia il potere\npolitico che quello economico. (…) Non è certo perfezionando\ncontinuamente gli armamenti e concentrando le menti e le volontà di\ntutti sull’organizzazione meticolosa dell’apparato militare che si opera\nper la pace.\nPerciò\, è del tutto idiota e puerile\, dopo aver moltiplicato le cause e\nle occasioni di conflitto\, cercare di attribuirne la responsabilità a\nquesto o a quel governo. Nessuna distinzione possibile può essere fatta\ntra guerre offensive e guerre difensive”.\n(l’Internazionale Anarchica – Manifesto contro la guerra – 1915) \nI Potenti scatenano ovunque guerre\, ma le loro guerre non sono le nostre\nguerre… nostra patria è il mondo intero! \nVIVA L’ANARCHIA E IL LIBERO PENSIERO!\nCircolo Libertario “E. Malatesta” della Montagnola Senese – SPAZIO\nLIBERTARIO PIETRO GORI VOLTERRA
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SUMMARY:PORDENONE: Comunque Nude\, presentazione del libro
DESCRIPTION:Sabato 10 maggio\, ore 17.45\npresso la sede del Circolo Libertario E. Zapata a Pordenone (via Ungaresca 3/B)\n—————–\nComunque Nude:\nla rappresentazione femminile nei monumenti pubblici italiani\n—————-\n📙 presentazione libro\ncon\n✔️Cristina Chiesura\n/co-autrice/\n✔️Erica Martin\n/attivista di Miriconosci?/ \n✒️Che immagine emerge della donna attraverso la nostra statuaria pubblica femminile? Questo libro scaturisce dall’indagine svolta dall’associazione Mi Riconosci tra il 2021 e il 2022\, che ha censito le statue pubbliche italiane dedicate a donne realmente esistite\, a figure anonime collettive o a personaggi letterari. I risultati della ricerca\, che ha ricevuto un’eco mediatica enorme anche a livello internazionale\, hanno confermato che la presenza femminile nella statutaria pubblica è molto bassa\, ma soprattutto ha evidenziato come buona parte delle statue esistenti perpetui stereotipi sessisti\, incasellando le donne rappresentate nei ruoli di madre/moglie/santa o seduttrice. Il rilievo dato poi al corpo femminile\, spesso ipersessualizzato\, è una caratteristica ricorrente che fa riflettere sui nostri modelli culturali: sembra che una donna\, per ottenere attenzione\, debba essere nuda. Perché? \nA cura di\nMi Riconosci?\nCircolo Libertario E. Zapata\nEcoTransFemm BabaJaga
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SUMMARY:BOLOGNA: Mensa popolare autogestita - Benefit per la CSA ARVAIA
DESCRIPTION:Serata conviviale di autofinanziamento per la cooperativa agricola.\nLa Mensa Popolare Autogestita utilizza prodotti di prossimità politica e geografica. È autogestita perché intende abbattere la divisione tra chi la organizza e chi ne usufruisce: tutte-i possono dare una mano e contribuire in qualche modo. È popolare perché accessibile a tutte le tasche \n+++++++ \nQui trovi il CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ >> https://circoloberneri.indivia.net/agenda \n+++++++ \nDAL LUNEDI’ AL VENERDI’:\nSu richiesta apertura della biblioteca Elio Xerri https://circoloberneri.indivia.net/progetti/biblioteca-elio-xerri\nPer prestiti e consultazioni testi. L’archivio della biblioteca (ancora in fase di completamento e di aggiornamento) è consultabile tramite il portale RebAl (http://www.rebal.info ). Puoi trovare un manualetto di accesso all’archivio digitale ed a quello cartaceo presso la pagina della biblioteca sul nostro sito. \nTUTTI I LUNEDI’:\n+ dalle 19 CICLOFFICINA POPOLARE MICICLETTA \nTUTTI I MARTEDI’:\n+ dalle 17.30 alle 20 SPACCIO POPOLARE AUTOGESTITO\nallo SPA trovi generi alimentari prodotti senza sfruttamento della terra e delle persone\nhttps://mastodon.bida.im/@spacciopopolareautogestito \nTUTTI I MERCOLEDI’:\n+ dalle 16.30 alle 20 LABORATORIO SERIGRAFIA FANKAOS \nTUTTI I GIOVEDI’:\n+ dalle 20 ASSEMBLEA DEL CIRCOLO ANARCHICO BERNERI \nOGNI DUE VENERDI’:\n+ dalle 16 alle 17.30 COLONNA SOLIDALE AUTOGESTITA\ndistribuzione di spese solidali. Se puoi\, porta riso\, pasta\, legumi o beni di prima necessità\, oppure fai una donazione qui https://colonnasolidale.org/dona/\nAssemblea ogni due martedì alle 19.30 al Circolo Anarchico Berneri\nhttps://colonnasolidale.org/ \nOGNI DUE DOMENICHE:\n+ dalle 13 PRANZO SOLIDALE AUTOGESTITO (cucina aperta dalle 9.30)\nUn laboratorio di cucina politica: lavoriamo solo prodotti recuperati e salvati dallo spreco dalla Colonna Solidale\, comprati da circuiti virtuosi per la sovranità alimentare\, oppure donati dalle compagn3.\nUn luogo di socialità e condivisione dei saperi culinari\, per passare un pranzo domenicale all’insegna del mutualismo e del buon cibo. \n+++++++ \nTutti i progetti sono autogestiti e autorganizzati in maniera orizzontale\, le decisioni sono prese collettivamente in assemblea col metodo del consenso. \nvieni il GIOVEDI DALLE 20.00 in assemblea (Piazza di Porta S. Stefano 1\, Bologna)\n– o contattaci durante le altre giornate e serate di apertura\n– o scrivi una mail a berneri [chiocciola] autistici [punto] org\n—\nCircoloberneri newsletter\nCircoloberneri@autistici.org\nhttps://noise.autistici.org/mailman/listinfo/circoloberneri
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SUMMARY:PISA: presentazione di “TANTO SCAPPO LO STESSO” di A. Banfi e “FRANCO BASAGLIA passato e presente di una rivoluzione” di L. Jona e E. Storace c/o Libreria Tra le righe
DESCRIPTION:PISA: martedì 13/05 ore 18:00 presentazione di\n“TANTO SCAPPO LO STESSO” di A. Banfi e\n“FRANCO BASAGLIA passato e presente di una rivoluzione” di L. Jona e E. Storace\nc/o Libreria Tra le righe\nSaranno presenti Ludovica Jona e Alice Banfi
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SUMMARY:ROMA: Cineforum Garbatella: Alphaville
DESCRIPTION:Ricominciano le proiezioni al Cineforum Garbatella. \nIl prossimo mercoledì 14 maggio proietteremo “Agente Lemmy Caution\, missione Alphaville” (1965) di Jean-Luc Godard \nIn un imprecisato futuro distopico un agente segreto arriva ad Alphaville\, megalopoli dominata dal cervello elettronico Alpha 60 dove la popolazione è interamente disumanizzata. Deve compiere una misteriosa missione dove altri prima di lui hanno fallito. In questa città ogni pensiero libero è bandito\, come la creatività\, l’irrazionalità\, i sentimenti\, la poesia. Gli “anormali” che si rifiutano di essere assorbiti vengono tranquillamente fatti sparire. L’amore non esiste ma ci sono persone appositamente programmate per intrattenere. L’agente Caution riesce a convertire all’umanità l’accompagnatrice che gli è stata assegnata\, e col suo aiuto distrugge Alpha 60 e fa piombare Alphaville nel caos. Operazione tipicamente godardiana di rimescolamento ironico dei generi (fantascienza\, noir\, spionistico) fa suo il linguaggio ultrapop dei fumetti e dei fotoromanzi per muovere una critica radicale e beffarda all’ideologia dominante\, partendo dalle basi stesse della tecnica cinematografica (montaggio\, illuminazione\, suono) mostrando i primi esempi di decostruzione che caratterizzeranno i suoi film successivi\, anche se in questo caso il risultato è particolarmente godibile. \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare…   Come sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor   Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \n Gruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \n gruppobakunin@federazioneanarchica.org \n“Agente Lemmy Caution\, missione Alphaville” (1965) di Jean-Luc Godard
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SUMMARY:VERONA: DISEGNIAMOCI gran baccanale del disegno dal vivo
DESCRIPTION:DISEGNIAMOCI\ngran baccanale del disegno dal vivo\nTema della serata: ULTIMO BALLO\nFESTEGGIAMO LA CHIUSURA DELLA STAGIONE EVENTI “LA SOBILLA” CON PICCOLA ESPOSIZIONE DEI VOSTRI MANUFATTI! \nDISEGNIAMOCIgran baccanale del disegno dal vivo\nDISEGNAMOCI è una serata di disegno dal vivo aperta a tutti e tutte. \nTi appassiona la matita? Allora vieni a metterti in gioco\, per conoscersi\, disegnare e condividere la passione per la grafite! \n> La Sobilla apre alle 19.30 con benvenuto disegnato\n> Si disegna dalle 20.00 alle 22.00 \n  \nFunziona così:\nsi disegna nel tempo massimo di una / due canzoni\, a turno dovrete posare ispirandovi al tema della serata (no nudo)\, per poi tornare comodamente a disegnare.\nVoi portate il vostro materiale da disegno\, ai tavoli\, alle sedie e ai generi di conforto ci pensa nonna Sobilla.\nNon c’è obbligo di posare\, non sono richieste abilità di alcun livello e non vengono impartite lezioni. \nVi aspettiamo baldanzos* al gran baccanale del disegnino! \nLa Sobilla >> ingresso libero con tessera (5 €) \nNO PARKING! (siamo in una strada privata)
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SUMMARY:ROMA: Presentazione del libro di Tano D'Amico "I nostri anni".
DESCRIPTION:Fin dai prodromi del ’68\, Tano D’Amico\, ha raccontato con la verità dei suoi scatti le rivolte giovanili\, l’assalto al cielo e le lotte operaie\, le guerre civili\, le dittature e le liberazioni\, le oppressioni e le Resistenze che hanno attraversato la storia del nostro paese\, come anche di Spagna\, Grecia\, Portogallo\, Irlanda\, Bosnia\, Chiapas e Palestina.\nUno dei più importanti fotografi del nostro tempo ha reso protagonisti del suo racconto di vita gli esclusi\, gli emarginati dal sistema: zingari\, senza-casa\, carcerati\, donne in lotta per l’autodeterminazione\, studenti e operai dei movimenti antagonisti\, profughi\, militanti\, vittime e partigiani rivoluzionari. \nVenerdì 16 maggio alle ore 19:00 presso lo Spazio Anarchico Vettor Fausto di via Vettor Fausto\, 3 – Garbatella – Roma\, dialogheremo con Tano D’Amico per la presentazione del suo nuovo libro “I nostri anni”. \nA seguire un momento di incontro e convivialità solidale a sottoscrizione libera\, con spaghettata e canti anarchici. \nGruppo Anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma & Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org \npresentazione del libro di Tano D’Amico “I nostri anni”.
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SUMMARY:REGGIO EMILIA: presentazione del libro "Il tuono dell'anarchia"
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SUMMARY:TORINO: Transfemminismo e anarchia
DESCRIPTION:Un universale plurale che spezza i generi in un’irriducibile molteplicità di percorsi individuali. \nVenerdì 16 maggio ore 21\nin corso Palermo 46 \nPresentazione dell’opuscolo della Fat e del Germinal di Trieste con alcun* autor* \nI nostri corpi degeneri\, abbattono le frontiere tra gli Stati\, lottano contro il nazionalismi ed ogni identità escludente\, frantumano le tante leggi del padre\, del padrone\, degli dei e dei loro preti.  \nQui potete leggere e scaricare liberamente i testi:\nhttps://www.anarresinfo.org/transfemminismo-percorsi-e-prospettive/\nhttps://germinalts.noblogs.org/post/2025/02/19/non-ci-puo-essere-anarchismo-senza-femminismo/\n\nE qui il PDF: transfemminismo e anarchia \nFederazione Anarchica Torinese\nCorso Palermo 46 – riunioni ogni martedì ore 20\,30\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:ALESSANDRIA: presentazione del libro "Nel cuore della Bestia"+concerto
DESCRIPTION:Il Laboratorio Anarchico PerlaNera in via Tiziano Vecellio 2 Alessandria\nsabato 17 maggio presenta il libro “Nel cuore della Bestia” alle ore 18.00\nOre 21.00 concerto\nUn evento importante\, un pezzo di storia musicale italiano al contempo una ricerca sonora che prosegue. Si inizia alle ore 18\,00 con la presentazione del libro “Nel cuore della bestia” saranno presenti gli autori del libro\, Stefano Giaccone\, uno dei fondatori dei Franti e l’altro Marco Pandin che fin dai primi anni ottanta è fanzinaro e poi reporter per A/Rivista Anarchica dalla trincea del punk e dell’autoproduzione. Quasi trent’anni fa usciva per la prima volta questo libro che ora è stato ristampato\, era il 1 maggio 1996 allora lo aveva pubblicato la casa editrice Zero in Condotta. Era il primo documento uscito in Italia dove si siano messi in relazione il punk e l’anarchia. Non un romanzo\, non un saggio\, non una lezione né una qualche rivendicazione ma un racconto semplice di vite\, una storia vera dentro le teste e attraverso le cantine dove si faceva musica e le manifestazioni in piazza. Dicono gli autori: ” Questo libro alla fine risulta un mosaico strano\, una ricostruzione artificiale e partigiana del nostro bisogno di essere disperatamente parte di un qualchecosa ed allo stesso tempo di chiamarci insistentemente e ostinatamente fuori da tutto. Non avremmo comunque mai immaginato che quel nostro libro sarebbe stato poi letto all’università e preso addirittura come testo di riferimento.” Ovviamente per gli autori\, e per noi\, non è questo il dato importante\, ma è quello dei giovani curiosi\, che vogliono sapere e capire cos’erano quegli anni e quel movimento. Ed ecco oggi: con uno sforzo collettivo che ha coinvolto anche gli editori di allora\, il libro è ristampato – con copertina e formato diversi dall’originale\, ma con identico contenuto.\nAltro piatto forte della giornata\, dopo l’apericena\, sarà il concerto dei LAST BLUES che inizierà alle 21\,00 puntuali. I LAST BLUES sono GIANLUCA DELLA TORCA e STEFANO GIACCONE. Gianluca è parte della scena Torinese e Nazionale\, per aver fondato\, composto e suonato dal vivo per GATTO CILIEGIA VS IL GRANDE FREDDO\, autori di album e CD di musica strumentale (un tempo definita “post-rock”) e colonne sonore per il cinema\, NICO\, 1988 (vincitori David di Donatello)\, Miss Marx\, Bar Sport e molti altri; musiche per la RADIO RAI e il Teatro. Gianluca\, oltre a suonare il basso\, la chitarra è un produttore artistico di vari album nel suo FRIDA’S STUDIO\, a Rivoli (TO). Ha suonato in varie incarnazioni del gruppo FraNTI\, sin dai primi anni 90. Stefano ha iniziato giovanissimo a suonare in gruppi di “canto politico-folk” a metà anni 70 per poi dedicarsi al Jazz e la composizione di canzoni. Nel 1982 fonda (con la cantante LALLI e altri Compagni) FRaNTI e l’etichetta indipendente BLU BUS\, unitamente ai Valdostani punk-rockers KINA\, ai quali si unisce per 3 anni (1990-1993). Dal 1995 Stefano si concentra sulla “Voce” nel senso più largo possibile\, canto\, recitazione\, sperimentazione. Gira tutta Europa (dal 1998 al 2009 vive a Londra\, Galles\, Bristol)\, con mille e uno progetti solisti ma a volte in collaborazione con FRANTI MM\, Gianluca\, Stefano e la cantante Giovanna Mais pubblicano un album di brani nuovi e qualche deep re-styling del repertorio FraNTI. Siamo a metà 2019\, iniziano a suonare dal vivo ma poi arriva il COVID…. nel 2024 Gianluca e Stefano\, suonano dal vivo come duo ma anche nel (secondo) spettacolo teatrale di Stefano su PASOLINI. Pasolini\, la Vecchia Verità – IL MUTAMENTO. LAST BLUES Dal titolo di una poesia di Cesare Pavese (una delle ultime che scrive)\, musicata da FraNTI nel lontano 1982\, i due decidono di darsi un nome\, un set strutturato ma sempre con l’esigenza di mettere in scena parole\, musica e immagini in modo diretto\, viscerale\, avvolgente. Come descritto nel video https://youtu.be/KfvouZeKw2Q?si=WdnScLx5klvzzDdi con basi ritmiche sapientemente create da Gianluca\, oltre a canzoni e reading originali\, dentro c’è NICO\, LINTON KWESI JOHNSON\, VIDEOproiezione\, FRaNTI\, PASOLINI\, JOY DIVISION\, tutto rivisto e rovesciato dal palco. Si può venire anche solo ad una delle iniziative della giornata\, ma come diceva Totò: ” E’ la somma che fa il totale!” e nel totale questa è una data importantissima! E allora ci vediamo il 17!
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SUMMARY:ROMA: Buskerville allo Spazio Anarchico 19 luglio
DESCRIPTION:Sabato 17 maggio torna il Buskerville allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 18 a garbatella. Il Buskerville comincerà a partire dalle ore 21:00. Il Buskerville è un festival musicale spontaneo e itinerante che si riassume in un microfono aperto dove possono esibirsi musiciste e musicisti in modalità principalmente acustica. Nasce da un’idea di Franco Fosca e\, tra varie versioni e rivisitazioni\, ruota attorno a pochi semplici principi che ne garantiscono l’orizzontalità e l’inclusività:\n1. Tutti possono partecipare iscrivendosi a inizio serata\n2. Chi suona estrae a sorte l’artista che segue\n3. Si eseguono due canzoni a testa\n4. Quando non si suona si ascolta chi sta suonando\nPer l’occasione ci troveremo dalle ore 19:00 con diffusione di editoria anarchica e per un aperitivo di accoglienza.Ringraziamo il Buskerville per la condivisione e per aver scelto lo Spazio Anarchico 19 Luglio come luogo ospitante del loro prossimo festival musicale itinerante. \nA sottoscrizione libera\nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma\nwww.cafierofairoma.wordpress.com
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SUMMARY:ROMA: "Colossus progetto Forbin" al cineforum Garbatella
DESCRIPTION:Prosegue il cineforum di maggio tra distopie e fantascienza \nMercoledì 21 maggio\, alle 19:00\, proietteremo “Colossus progetto Forbin” (1970\, Joseph Sargent). Colossus è un supercomputer che ai tempi della guerra fredda dovrebbe gestire al di là dell’errore umano la difesa atomica degli Stati Uniti. Naturalmente il cervellone prende il controllo del mondo alleandosi col suo omologo sovietico e  schiavizza il suo creatore professor Forbin. Il clima è quello del Dottor Stranamore\, tra politici idioti e paranoia nucleare\, mentre il tema delle “macchine pensanti” allora visto come remoto è oggi assolutamente attuale. Il film ha ispirato probabilmente il classico anni ’80 Wargames. \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor  Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:DOMODOSSOLA: Con la popolazione di Gaza - Presidio di cittadini e DIGIUNO a staffetta
DESCRIPTION:Con la popolazione di Gaza\n\nPresidio di cittadini e DIGIUNO a staffetta\n\nDomodossola 23 -28 maggio 2025\n\nIl Governo di Israele continua a violare ogni Diritto e ogni rispetto delle Leggi internazionali arrivando perfino a impedire con feroce determinazione che centinaia di migliaia di persone possano bere\, mangiare\, avere cure sanitarie e farmaci\, avere un rifugio sicuro e molto altro ancora.\n\nTutto ciò dopo un anno e mezzo di guerra che ha prodotto la totale devastazione di paesi\, città\, case\, ospedali\, scuole.\n\nMa il popolo palestinese non è Hamas! Sono uomini e donne\, bambini e bambine\, ragazzi e ragazze\, anziani e anziane. A tutti loro è oggi negato il diritto ad esistere.\nInoltre nessuno può entrare a Gaza. Israele lo impedisce con la forza. Ad oggi 212 giornalisti sono stati uccisi. Erano perlopiù giovani palestinesi che cercavano di mostrarci lo sterminio.\nL’ONU e tutte le Organizzazioni internazionali testimoniano e denunciano che è in atto un crimine umanitario e che ormai più di 50.000 persone sono state sterminate dall’esercito di Israele. Di queste almeno 15.000 erano minorenni\, bambini/e\, ragazzi/e.\nSono moltissime le voci che si alzano e denunciano questo massacro. Tra le più significative vi sono anche quelle di molti israeliani\, di ebrei europei o statunitensi.\nMa Israele è un Paese alleato dell’Occidente e ciò ha fatto sì\, finora\, che il suo Governo abbia potuto agire impunemente.\nE noi? Come contrastare il sentimento di impotenza e orrore che proviamo di fronte a ciò che accade a Gaza e al popolo Palestinese? Come cittadini italiani\, europei e del mondo cosa possiamo fare per dare  voce a chi vuole opporsi a questo stato di cose\, a questo sterminio quotidiano?\n\nProponiamo un gesto umanitario collettivo che è simbolico e politico. La popolazione di Gaza sta morendo di fame. Oltre che di guerra\, bombe\, ferite non curate.\nDigiuniamo anche noi.\n Pubblicamente.\nIn uno spazio comunale\, aperto e visibile.\n\nRitroviamoci. Aggreghiamo. Comunichiamo. Da cittadini di questo Paese e di questa Europa silente e quindi complice.\n\nCon la parola ma anche il silenzio del dolore che chiede subito l’ingresso delle 116.000 tonnellate di aiuti umanitari per la gente di Gaza (cibo\, medicinali\, carburanti…) bloccate dal governo israeliano da marzo. Con la richiesta che i giornalisti del mondo entrino a Gaza e testimonino ciò che è.\n\nCon la pressione sul Governo italiano e dell’Europa per fermare la catastrofe.\n\nIL GOVERNO CONVOCHI L’AMBASCIATORE ISRAELIANO PER:\n\nLA RIAPERTURA IMMEDIATA DEL VALICO DI RAFAH AGLI AIUTI UMANITARI\n\nIL RITIRO DAI TERRITORI OCCUPATI\n\nIL BLOCCO DI OGNI COLLABORAZIONE MILITARE E COMMERCIALE\n\nIL BLOCCO DI OGNI PIANO DI ANNESSIONE\n\nSe lo facessimo in migliaia\, se riuscissimo a far sì che tante altre città e paesi lo facessero forse… saremmo forse un pò tutti meno impotenti e più cittadini.\nTutto questo con poche parole chiare. Con il coinvolgimento di tutt* di ogni orientamento\, religione\, posizione politica. Trovandoci in piazza\, sotto una tenda\, a turni\, senza mangiare. Per dire forte: ” NON IN NOSTRO NOME !”\nRestiamo o torniamo umani.\n\nInvitiamo ad aderire pubblicamente all’iniziativa\, a portare la Vostra presenza al Presidio\n\n dal 23 al 28 maggio\n\npresso Piazza Rovereto a Domodossola.\n\nComitato Spontaneo Ossola
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SUMMARY:GORIZIA:  PER VAKHTANG E TUTTI GLI ALTRI: CHIUDIAMO TUTTI I CPR
DESCRIPTION:VENERDÌ 23 MAGGIO\nPRESIDI A GORIZIA E GRADISCA\n\nore 14 – PRESIDIO AL TRIBUNALE DI GORIZIA – Via Nazario Sauro 1 \nore 18 – PRESIDIO AL CPR DI GRADISCA D’ISONZO – davanti al CARA \nIl prossimo venerdì 23 maggio si terrà al tribunale di Gorizia una nuova udienza del processo per la morte\, nel gennaio 2020\, di Vakhtang Enukidze\, trentasettene di origine georgiana allora prigioniero nel cpr di Gradisca. Come già ricordato\, il processo vede giudicati per omicidio colposo Simone Borile\, allora capo della cooperativa Ekene (che gestisce tuttora il CPR di Gradisca) e l’allora centralinista del centro\, Roberto Maria La Rosa. \nIndipendentemente dai suoi esiti\, nessun processo in nessun aula di tribunale potrà fare alcuna “giustizia” né stabilire alcuna altra verità o “versione dei fatti”\, come piace scrivere a chi è pagato per fare da megafono alla voce degli amministratori dell’ordine. \nLa vicenda di Vakhtang è paradigmatica del normale funzionamento dei lager di stato\, come anche di tutte le carceri del circuito penale. \nIl 14 gennaio del 2020 Vakhtang litiga con un suo compagno di cella\, una decina di agenti in tenuta antisommosa entra e si accanisce su di lui. Vakthang verrà violentamente pestato\, includendo almeno un colpo sulla nuca e una ginocchiata sulla schiena. Subito dopo viene trascinato dai piedi e portato in prigione da dove\, due giorni dopo\, viene riportato nel CPR e\, come racconteranno più tardi i suoi compagni di prigionia\, il suo stato in quel momento è critico\, riuscendo a malapena a tenersi in piedi. Disperato\, grida dalla cella chiedendo un medico\, rimanendo completamente inascoltato\, come dal resto avviene quotidianamente nei CPR – ed esaurisce man mano le sue energie. A un certo punto smette di lamentarsi. Durante la notte\, cade dal letto\, senza alzarsi più. La mattina dopo\, i suoi compagni di cella lo trovano incosciente. Viene allora portato in ospedale – per la prima volta dal pestaggio – dove morirà poche ore dopo. \nDal primo momento\, nonostante i tentativi di depistaggio e insabbiamento\, le testimonianze uscite dal CPR sono state chiare: Vakhtang è morto di stato\, per mano dello stato. Così è stato rinaugurato il CPR di Gradisca d’Isonzo e ha continuato a produrre morte e tortura. \nI campi per le deportazioni\, come le carceri\, costituiscono l’apice della piramide del sistema di oppressione e monito nei confronti dei cosiddetti liberi. Ma guardare alle singole prigioni come strutture a sè stanti\, come più evidenti manifestazioni della brutalità dell’impianto razzista statale\, restituirebbe solo un orizzonte parziale rispetto alla complessità dell’intero sistema di dominio in cui esse stesse si inscrivono. I sopracitati Borile e La Rosa\, le cosiddette “mele marce”\, sono in realtà due dei tanti ingranaggi della macchina di sfruttamento\, oppressione\, ricatto e controllo che sulla vita degli ultimi e dei marginali  – ma anche di fasce man mano più ampie di popolazione – genera lauti profitti\, consenso elettorale e merce di scambio per accordi politici\, economici e sindacali. \nLa macchina che ogni giorno spezza le vite migranti attraverso il sequestro di persona istituzionalizzato (ufficialmente “detenzione amministrativa”) e il trasferimento coatto in Paesi dove\, molto spesso\, le persone deportate devono riaffrontare la miseria da cui erano scappati\, è anche un grande business che frutta milioni pubblici alle cooperative della “accoglienza”\, alle compagnie aeree e a tutta la molteplicità di attori complici del suo funzionamento (ognuno col suo ruolo e funzione) e che contribuisce a convogliare sempre più risorse all’apparato poliziesco-militare. \nA questo proposito\, in questi giorni alcuni partiti locali\, risvegliati dalla necessità di fare campagna elettorale sulla pelle (e sulla morte) dei prigionieri nei CPR – e nelle carceri – chiedono ipocritamente la chiusura del CPR di Gradisca (non di tutti gli altri). E lo fanno sedendosi a convegno e marciando a fianco di chi i CPR li ha aperti con la Legge Turco-Napolitano del 1998 e dei rappresentanti di chi al loro interno manganella e gasa a piacimento i reclusi\, contribuendo nel tempo – gli uni e gli altri – a tutte le svolte repressive degli ultimi anni. \nDa Torino a Brindisi\, da Macomer a a Trapani\, i CPR vengono percorsi dalle continue rivolte autonome dei prigionieri nel tentativo di riguadagnare la libertà\, opporsi alle deportazioni\, ribellarsi alla brutalità delle guardie e al trattamento loro imposto dagli enti gestori\, rivolte che spesso portano alla devastazione e chiusura di intere aree. \nSolo guardando alle rovine di questi lager – e di tutti coloro che ne permettono l’esistenza – si potrà pensare che giustizia è stata fatta\, per Vakhtang Enukidze e per tutte le altre centinaia di persone torturate e ammazzate là dentro. \nI CPR li hanno chiusi i fuochi e le rivolte dei prigionieri\, li hanno chiusi in passato e li chiuderanno ancora. A noi il compito della solidarietà attiva e complice a chi si rivolta. \nPer un mondo senza frontiere e galere! \nTutti liberi\, tutte libere \nAssemblea NO CPR fvg
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SUMMARY:CARRARA: chiamata alle arti\, stampe contro la guerra.
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SUMMARY:BOLOGNA:  presentazione di: "SOCIALMENTE PERICOLOSO. La triste ma vera storia di un ergastolo bianco"
DESCRIPTION:BOLOGNA VENERDì 23 MAGGIO alle ore 18 c/o Camere d’Aria in via Guelfa 40/4\nIl collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud presenta il libro :\n“SOCIALMENTE PERICOLOSO. La triste ma vera storia di un ergastolo bianco”\ndi Luigi Gallini edizioni Contrabbandiera.\nAlle ore 21:00 performance di musica-teatro “Nel distruggere la gabbia”\nParole e musiche di Enri Volta e Riccardo Dodi. \nIngresso libero + Apericena dalle 20 \nLa pericolosità sociale è un dispositivo giudiziario introdotto dal regime fascista. Con l’attribuzione della pericolosità sociale\, la vita della persona\, il suo destino\, viene consegnato interamente nelle mani del giudice fuori dalle garanzie del diritto e dentro\, invece\, alla discrezionalità delle concessioni. Si stabilisce\, quindi\, una relazione di potere assoluto fra chi giudica e valuta e chi viene giudicato e valutato molto simile all’ergastolo che si è radicato nella storia come potere totale sulla vita e sulla morte di una persona. \nBOLOGNA VENERDì 23 MAGGIO alle ore 18 c/o Camere d’Aria in via Guelfa 40/4Il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud presenta il libro :“SOCIALMENTE PERICOLOSO. La triste ma vera storia di un ergastolo bianco”di Luigi Gallini edizioni Contrabbandiera.
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