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SUMMARY:Milano: Guerra e energia: l’Eni e le missioni militari italiane in Africa
DESCRIPTION:Guerra e energia: l’Eni e le missioni militari italiane in Africa\n \nInizio h.10.30 \nIntroduzione di un compagno dell’Assemblea Antimilitarista \nStefano Capello \nLa politica energetica italiana tra la prima e la seconda Repubblica. Continuità e rotture \nDaniele Ratti \nL’ENI Armata \nInizio discussione \npausa pranzo \nripresa 14.30 \nAntonio Mazzeo \nLe avventure neocoloniali dell’Italia dal Sahel al Mozambico \nAndrea Turco \nLa colonizzazione mentale\, il caso ENI a Gela \nMassimo Varengo \nUno sguardo antimperialista sulla guerra in Ucraina \nInterventi aperti \n\nL’incontro/convegno del 19 marzo si terrà presso il Laboratorio Occupato Kasciavit – Milano via San Faustino 64 (Lambrate FS – MM2 – Bus 39)\n\nL’assemblea antimilitarista tenutasi a Milano il 16 Gennaio ha accolto la proposta di articolare la prossima tappa antimilitarista con iniziative che si svilupperanno sul territorio di Milano.\nIl dibattito\, lo scambio di opinioni\, tra i diversi gruppi politici e individualità che hanno dato vita all’assemblea antimilitarista ha avuto un momento di sintesi nell’individuare due temi centrali: il ruolo delle multinazionali energetiche\, in particolare dell’Eni\, come motore delle missioni internazionali militari e l’Africa come teatro principale della competizione economica e militare.\nIn tale prospettiva è emersa quindi la necessità di dare vita a due distinti momenti: un incontro previsto per il 19 marzo e un’iniziativa di piazza per il 2 aprile.\nL’energia è diventata il momento centrale della “sicurezza” delle varie entità statali e quindi il solco entro il quale si è indirizzata e si svilupperà l’attività militare.\nLe multinazionali energetiche sono in primo piano\, in particolare l’Eni\, storica presenza nel bacino del Mediterraneo e soprattutto in Africa. Per tale ragione riteniamo che sia centrale analizzare la questione energetica\, le multinazionali di settore e\, per quanto ci riguarda più da vicino\, il peso specifico dell’Eni in tale contesto.\nEni\, presenza storica nel continente africano\, ha incentrato sempre più le attività nella sponda sud del Mediterraneo e Golfo di Guinea.\nIl controllo del corridoio sahariano\, il Sahel\, diventa indispensabile per mettere in “sicurezza” le attività industriali e non è un caso che oltre metà delle missioni internazionali italiane sono attive in Africa.\n\n\nL’incontro/convegno del 19 marzo si terrà presso il Laboratorio Occupato Kasciavit – Milano via San Faustino 64 – e verrà articolato in modo tale da consentire alle diverse soggettività presenti di esporre il loro punto di vista e la loro specifica attività.\nIl momento di analisi\, approfondimento e presa di coscienza del 19 Marzo sarà propedeutico all’iniziativa del 2 aprile.\n\n\nAssemblea Antimilitarista
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SUMMARY:Torino: Assemblea cittadina contro l'industria di guerra e la NATO
DESCRIPTION:alla tettoia dei contadini di Porta Palazzo\n\nInterventi sulla Città dell’Aerospazio\, sul ruolo della NATO in Italia\, testimonianze delle lotte contro l’ampliamento della base di Camp Derby a Livorno.\n\nLa NATO si prepara a sbarcare a Torino?\nTorino si candida ad ospitare nella nuova Città dell’Aerospazio\, che sorgerà tra corso Francia e corso Marche\, la sede di un acceleratore d’innovazione nel campo della Difesa e l’ufficio regionale per l’Europa del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A)\, una struttura della NATO.\nTorino\, finita l’era dell’automotive\, punta tutto sull’industria bellica per il rilancio dell’economia. Un’economia di morte.\nBloccare la nascita di un nuovo polo di ricerca\, progettazione e costruzione di ordigni bellici\, impedire che la NATO abbia una sua base a Torino è un impegno concreto contro il militarismo e contro la guerra.\nMentre il governo proclama lo stato di emergenza per la guerra imperialista per il controllo dell’Ucraina\, fermare la produzione e lo smercio d’armi è l’unico modo per inceppare la macchina che alimenta le guerre.\nPer fermare le guerre non basta un no. Bisogna mettersi di mezzo. A partire dalla nostra città.\nL’assemblea Antimilitarista promuove un’assemblea cittadina che lanci una campagna di informazione e lotta per bloccare l’industria di guerra e la NATO a Torino.\nInterventi sulla Città dell’Aerospazio\, sul ruolo della NATO in Italia\, testimonianze delle lotte contro l’ampliamento della base di Camp Derby a Livorno\nAlla tettoia dei contadini dalle ore 18.\nLa notizia della candidatura di Torino ad ospitare la sede di un acceleratore d’innovazione nel campo della Difesa e l’ufficio regionale per l’Europa del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A) della NATO è passata come sempre in sordina.\nLo stesso sito Difesa.it descrive pudicamente l’operazione come “Sinergia per l’innovazione tra Industria\, Mondo Accademico e Difesa”\nE prosegue: “L’offerta nazionale per la partecipazione all’iniziativa\, lanciata dai capi di Stato e di Governo al summit di Bruxelles del giugno 2021 nell’ambito dell’agenda NATO 2030\, consiste nella realizzazione di una rete federata di centri di sperimentazione e acceleratori d’innovazione con il compito di supportare la NATO e i paesi alleati nel proprio processo di innovazione\, sostenendo le start-up a sviluppare le tecnologie necessarie a preservare la superiorità tecnologica e facilitando la cooperazione tra settore privato e realtà militari.\nL’Italia propone di ospitare il Regional Office presso le strutture nella costituenda Città dello Spazio\, dove si insedierà\, a fianco dei laboratori e degli spazi per le start-up\, il Business Incubation Centre dell’Agenzia Spaziale Europea. Nelle more del completamento della Città dello Spazio\, saranno comunque disponibili per l’immediato degli uffici presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino.\nVerrà\, inoltre\, messo a disposizione del progetto il costituendo acceleratore Aerospace & Advanced Hardware e saranno rese disponibili le capacità di sperimentare tecnologie innovative presso il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN) della Marina Militare di La Spezia e il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) di Capua\, società partecipata dell’Agenzia Spaziale Italiana\, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e della Regione Campania. Un volta identificati\, i due uffici regionali\, uno in Europa e uno in Nord America\, fungeranno da hub dell’intera rete DIANA e sovraintenderanno alle attività degli acceleratori e dei vari test center.“\nLa candidatura di Torino ad ospitare l’acceleratore e l’ufficio europeo di DIANA è stata ufficialmente presentata il 20 gennaio\, durante un incontro che si è svolto negli uffici della Regione Piemonte.\nIl Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano\, Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti\, si è confrontato con David van Weel\, Assistant Secretary General for Emerging Security Challenges della NATO.\nLa saldatura tra iniziative come la Cittadella dell’aerospazio e la candidatura ad ospitare DIANA sono il segnale inequivocabile che siamo di fronte ad un importante cambio di paradigma per la città di Torino.\nIn autunno i media in occasione della mostra-mercato dell’industria bellica aerospaziale hanno descritto i colossi dell’industria bellica riuniti all’Oval come consesso di scienziati e tecnici che progettano e costruiscono navicelle per Marte e l’avventura spaziale.\nUn’operazione mediatica funzionale a creare una cortina fumogena intorno alla Cittadella dell’Aerospazio che sorgerà in corso Marche\, nell’area dello stabilimento Alenia di Torino\, il cui core business è la costruzione di cacciabombardieri e droni da guerra.\nI promotori della Cittadella\, non per caso\, sono Leonardo e Avio aero. Leonardo è il colosso dell’industria armiera italiana\, a capitale prevalentemente statale. L’accento è messo sull’innovazione\, le start up\, il legame sempre più stretto con la ricerca universitaria\, le “sfide tecnologiche dell’aeronautica e della esplorazione spaziale”\, con annessi oltre ad un museo e ad un parco urbano\, residenze per studenti e ricercatori\, uno «space center»\, un incubatore per startup del settore\nLo scorso ottobre Leonardo ha siglato l’accordo con il Politecnico\, che ha definito spazi e competenze.\nSi tratta di una scrittura privata con all’interno il contratto preliminare di costituzione di diritto di superficie tra l’Ateneo e la ditta Leonardo per la realizzazione della Piattaforma Aerospazio.\nL’avvio dei lavori è previsto nei primi mesi del 2022\, la conclusione nel 2023.\nLa città dell’aerospazio è\, nella sostanza\, un nuovo polo tecnologico dedicato all’industria di guerra. Il progetto coinvolge Regione Piemonte\, Comune\, Politecnico\, Università\, Camera di Commercio e Unione Industriale di Torino\, Api\, Cim 4.0\, il Distretto aerospaziale piemontese e Tne. Parlare di armi in modo schietto è considerato impopolare\, perciò si attua un’operazione di travestimento di una scelta strategica cruciale per il Piemonte\, benedetta lo scorso ottobre dal presidente di Confindustria Bonomi: ormai finito il tempo delle automobili\, si punta sull’industria bellica.\nTorino è già oggi uno dei centri della progettazione e produzione bellica.\nLa gran parte delle aziende italiane dell’aerospazio si trova in Piemonte\, dove il giro d’affari annuale è di 5 miliardi di euro di fatturato e 15 mila addetti ai lavori. I settori produttivi sono da tempo strettamente connessi con le università\, in primis il Politecnico\, e altri settori della formazione. La città dell’aerospazio rappresenta un ulteriore salto quantitativo e qualitativo per i rapporti tra l’industria bellica e l’università.\nIn Piemonte\, ci sono ben cinque attori internazionali di primo piano: Leonardo\, Avio Aero\, Collins Aerospace\, Thales Alenia Space\, ALTEC.\nL’industria bellica è un business che non va mai in crisi. L’Italia fa affari con chiunque.\nLa chiusura e riconversione dell’industria bellica è urgente e necessaria.\nLe armi italiane\, in prima fila il colosso pubblico Leonardo\, sono presenti su tutti i teatri di guerra. Guerre che paiono lontane sono invece vicinissime: le armi che uccidono civili in ogni dove\, sono prodotte non lontano dai giardini dove giocano i nostri bambini.\nPer fermare la guerra non basta un no. Occorre incepparne i meccanismi\, partendo dalle nostre città\, dal territorio in cui viviamo.\nBloccare la nuova Cittadella dell’Aerospazio\, impedire lo sbarco a Torino dell’ufficio europeo di DIANA opporsi a trasformare Torino in uno dei nodi della rete mondiale di acceleratori di innovazione al servizio della NATO è una scommessa importante da praticare. Specie oggi che una guerra dalle conseguenze imprevedibili infuria nel cuore d’Europa.\n\nAssemblea Antimilitarista – Torino
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SUMMARY:Roma: cineforum "Blacula"
DESCRIPTION:Riprende il cineforum e proseguiamo con il filone “blaxploitation”. \n\n  –    Mercoledì 2 marzo present19eremo un raro documentario del 1970\, “Seize the time” di Antonello Branca\, uno sguardo in presa diretta sui movimenti di liberazione afroamericani.\n–    Mercoledì 9 marzo\, proietteremo “Shaft il detective” del 1971\, il primo dei due classici della serie “Shaft”\, che può essere considerato tra gli antesignani del genere\, col carismatico Richard Roundtree e le musiche funky da premio oscar di Isaac Hayes; interessante anche perché è tra i primi film in cui vediamo rappresentate le Black Panters.\n–    Mercoledì 16 marzo\, vedremo “Blacula”\, del 1972\, una versione blaxploitation del mito di Dracula\, ambientato nell’America razzista degli anni settanta. Notevole l’interpretazione del protagonista\, l’attore shakespeariano William Marshall.\n–    Mercoledì 23 marzo\, completerà il ciclo “Shaft contro i mercanti di schiavi” del 1973\, il secondo della serie. Girato in gran parte in Africa\, in cui il nostro eroe intraprende una lotta senza tregua contro i trafficanti di esseri umani\, fino a decapitarne i vertici\, naturalmente bianchi. Incredibilmente attuale\, forse il più “politico” della serie. \n“Fighting souls” di Stratos Cutugno\, del 2021\, un breve contributo sull’uccisione di George Floyd\, verrà proiettato prima di ogni film. \nIl “blaxploitation” (da “black” e “exploitation”) si distingue tra i vari filoni di film di genere degli anni ’70 per avere come protagonisti attori afroamericani\, e per rivolgersi a un pubblico\, almeno negli Stati Uniti\, soprattutto afroamericano.\nTitoli come “Shaft”\, Superfly”\, “Cleopatra Jones” o “Foxy Brown”\, anche grazie a colonne sonore di maestri del funky e del soul come Curtis Mayfield e Isaac Hayes\, sono divenuti dei classici\, ispirando generazioni di cineasti\, dai nostri poliziotteschi fino a Tarantino.\nI personaggi di questi film per la prima volta mostrano sullo schermo un’immagine di donne e uomini neri dinamica\, attiva\, vincente\, spesso in aperto contrasto coi bianchi e senza timore di confrontarsi con le problematiche più scottanti dell’epoca.\nIl fatto che il grosso di questi film\, a parte alcune eccezioni\, è costituito da opere smaccatamente commerciali\, immesse sul mercato in massa per sfruttare un filone che\, per quanto settoriale\, era economicamente redditizio\, portò spesso a un atteggiamento di vero e proprio boicottaggio da parte dei movimenti per la lotta dei diritti degli afroamericani\, come le Black Panters; anche considerando il fatto che la maggior parte dei registi e dei produttori erano bianchi\, e ovviamente maschi.\nAnche per questa dimensione di ambiguità è interessante rivedere oggi questi film: al di là della loro straordinaria forza espressiva e dello stile estetico inconfondibile\, che li tende godibili di per sé\, possono stimolare spunti di  riflessione sull’industria dello spettacolo\, sulla storia della nostra percezione delle lotte per i diritti degli afroamericani\, e della società americana in genere. \nDopo le proiezioni ci sarà la possibilità di commentare insieme il film e intavolare un dibattito. \nLe proiezioni si terranno presso la sede del Gruppo “Bakunin” in via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) metro B – Garbatella ogni mercoledì a partire dalle ore 19:00. \nInfo: gruppobakunin@federazioneanarchica.org \nGRUPPO “BAKUNIN” – F.A.I. ROMA E LAZIO \nE’ gradita la prenotazione
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SUMMARY:Torino: Né con la Russia né con la NATO! Punto informativo antimilitarista
DESCRIPTION:via Po \nContatti:\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni mercoledì dalle 20\,30\nContatti: fai_torino@autistici.org – @senzafrontiere.to/ \nWild C.A.T. Collettivo Anarco-Femminista Torinese\ncorso Palermo 46 – @Wild.C.A.T.anarcofem \nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail \nscrivi a: anarres@inventati.org \nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Reggio Emilia: Nè con Putin\, nè con la Nato\, disertare le guerre
DESCRIPTION:Presidio antimilitarista contro tutte le guerre e contro tutti gli eserciti \npiazza Prampolini \na seguire cena al circolo berneri \n  \nAssemblea Antimilitarista
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SUMMARY:Pordenone: tutte le guerre contro di noi\, noi contro tutte le guerre
DESCRIPTION:Pordenone – P.zza XX Settembre\nTUTTE LE GUERRE CONTRO DI NOI\nNOI CONTRO TUTTE LE GUERRE\nPresidio antimilitarista\nCondanniamo l’aggressione armata di Putin alle popolazioni dell’Ucraina\, ci schieriamo con quanti lottano contro gli imperialismi di qualsiasi specie\, gli interventi militari\, il nazionalismo; con chi soffre sotto le bombe del potente di turno (in Ucraina\, ma anche in Siria\, in Yemen\, in Etiopia\, ecc.); con chi coraggiosamente – come in Russia – manifesta contro la guerra e la politica di distruzione e di morte.\nCi impegniamo nella lotta contro il nostro imperialismo che manda soldati e mezzi a sostegno della NATO\, in Lituania come in Romania e nel Mar Nero\, oppure li invia nel continente africano a sostegno delle politiche di rapina delle ‘nostre’ imprese e dei ‘nostri’ oligarchi.\nNessun individuo\, nessuna risorsa per la guerra degli stati!
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SUMMARY:Niscemi: corteo regionale. No alla guerra imperialista in Ucraina
DESCRIPTION:16La recente escalation bellica in Ucraina non è una casualità\, ma la conseguenza naturale della competizione interimperialista per la spartizione del globo nell’esclusivo interesse di monopoli e grandi aziende.\nLa guerra è la continuazione della politica con altri mezzi ed è per questo motivo che gli imperialisti la guerra la preparano\, in quanto strumento ultimo di espansione e di accaparramento di risorse e mercati.\nL’attacco russo all’Ucraina è l’ultimo atto di una guerra interimperialista\, risvolto delle politiche di espansione del dominio degli Stati Uniti\, che dal 1993 hanno lavorato ininterrottamente per favorire l’ingresso nella NATO ai paesi dell’ex blocco orientale\, ma anche risvolto delle politiche del regime oligarchico russo\, tese a ricostruire zone di influenza e cuscinetto ad ovest. Una guerra iniziata nel 2014 nel Donbass con la strenua resistenza delle milizie popolari all’aggressione dell’Ucraina\, che ha già fatto oltre 14mila morti.\nLe conseguenze di questo conflitto investono direttamente anche le classi subalterne del nostro Paese che già ad inizio anno hanno subìto una serie di rincari pesanti rispetto ai beni di prima necessità\, che rischiano di aumentare ulteriormente a causa delle sanzioni dell’UE alla Russia\, specie in campo energetico.\nI soldi stanziati dal governo italiano per la guerra in Ucraina (i primi 170 milioni qualche giorno fa) sono fondi sottratti alla spesa sociale che si aggiungono ai 70 milioni al giorno di spese militari. Inoltre\, la guerra diventa un’occasione per prorogare lo stato d’emergenza e limitare ulteriormente il diritto al dissenso e alla protesta.\nLa Sicilia\, in particolar modo\, con le numerose basi militari che costellano il suo territorio\, rappresenta un fondamentale avamposto militare per i piani dell’imperialismo USA – Nato. I droni che sorvolano i cieli ucraini partono da Sigonella e gli ordini di guerra transitano dalla stazione Muos di Niscemi.\nIl coinvolgimento diretto della Sicilia nella guerra in Ucraina espone il popolo siciliano al rischio concreto di ritorsioni militari senza ritorno\, se consideriamo la centralità delle istallazioni militari siciliane\, e in special modo il MUOS\, nel quadro strategico dell’imperialismo americano.\nNon dobbiamo cadere nel tranello della propaganda martellante messa in campo fin dai primi momenti del conflitto. Propaganda che maschera la tendenza alla guerra degli opposti imperialismi\, semplificandola nello scontro fra l’Occidente democratico e pacifista e il “nuovo Hitler”. Propaganda che\, soffiando su rigurgiti nazionalisti\, aizza a parteggiare per la guerra e alimenta il razzismo contro i/le migranti.\nLa guerra che oggi si sta combattendo altro non è che un affare goloso per i capitalisti della morte: dalle aziende produttrici di armi come la Leonardo\, la BAE Systems\, la Northrop Grumman Corporation\, ai monopoli del petrolio e dell’energia\, come Shell\, Total\, Gazprom ed Eni. Inoltre\, è un’occasione ghiotta per gli Stati per aumentare le spese militari già in costante crescita a discapito delle spese sociali.\nLa nostra solidarietà va a tutti i popoli del mondo vittime delle guerre e delle aggressioni di tutti gli imperialismi. Non va certo ai Governi imperialisti della Russia\, dei paesi della Nato\, dell’Unione europea o dell’Ucraina.\nRichiediamo una degna accoglienza senza discriminazioni di chi fugge dalle guerre mentre la fortezza Europa chiude i confini da anni nella rotta balcanica e la Polonia fa congelare donne\, uomini e bambini al confine con la Bielorussia.\n\nNon chiudiamo gli occhi di fronte a quello che sta avvenendo in Ucraina\, in Italia e nel mondo: organizziamo una grande manifestazione regionale il 12 marzo a Niscemi contro la guerra imperialista!\n\nLa guerra dei padroni non la pagheremo noi!\nSmilitarizziamo la Sicilia! Fuori l’Italia dalla NATO!\n\nNo alla guerra\, contro tutti gli imperialismi!\nInfo bus da Catania: 3458421319 / 3927955420\nInfo bus da Palermo: 3291296576 / 3480712536\nInfo bus da Ragusa: 3382818189
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SUMMARY:Imola: Mobilitiamoci contro la guerra
DESCRIPTION:MOBILITIAMOCI CONTRO LA GUERRA \nPer fermare il massacro.\nContro l’imperialismo ed il nazionalismo.\nPer un movimento radicale di opposizione alle guerre degli stati.\nPer rivendicare la fraternizzazione tra i popoli oppressi e la ribellione\ncontro chi impone la guerra.\nCon il popolo ucraino\, con il popolo russo. \nPresidio di protesta\, informazione e confronto. \nPiazza Caduti per la libertà \nPortare i propri contenuti.\nNo bandiere nazionali. \nAssemblea Anarchici Imolesi
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SUMMARY:Torino: Spezziamo le ali al militarismo! Presidio all'Energy Center
DESCRIPTION:Presidio antimilitarista di fronte all’auditorium dell’Energy Center del Politecnico in via Paolo Borsellino 38/16\n\nNell’auditorium si svolgerà un convegno dal titolo “Il futuro dell’aerospazio: opportunità di sviluppo per le PMI nella filiera”\, cui interverranno rappresentanti del politecnico e delle maggiori industrie belliche del settore: Leonardo\, Avio Aero\, Thales Alenia Space\, Mecaer con l’introduzione della presidente del Distretto Aerospaziale del Piemonte. Questo convegno è solo un ulteriore tassello del mosaico che vede al centro uno strettissimo intreccio di interessi tra il Politecnico Torinese e l’industria aerospaziale di guerra\, che troverà il suo culmine nella realizzazione della Città dell’Aerospazio\, che sorgerà nell’area tra corso Marche e corso Francia\, in un’area di proprietà di Leonardo.\nIl segnale inequivocabile di una scelta strategica per il futuro della città\, che si lega più che nel recente passato\, all’industria bellica. Non solo. Presto a Torino potrebbe sbarcare anche la NATO.\nLa NATO si prepara a sbarcare a Torino?\nLa notizia della candidatura di Torino ad ospitare la sede di un acceleratore d’innovazione nel campo della Difesa e l’ufficio regionale per l’Europa del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A) della NATO è passata come sempre in sordina.\nLo stesso sito Difesa.it descrive pudicamente l’operazione come “Sinergia per l’innovazione tra Industria Mondo Accademico e Difesa”\nE prosegue: “L’offerta nazionale per la partecipazione all’iniziativa\, lanciata dai capi di Stato e di Governo al summit di Bruxelles del giugno 2021 nell’ambito dell’agenda NATO 2030\, consiste nella realizzazione di una rete federata di centri di sperimentazione e acceleratori d’innovazione con il compito di supportare la NATO e i paesi alleati nel proprio processo di innovazione\, sostenendo le start-up a sviluppare le tecnologie necessarie a preservare la superiorità tecnologica e facilitando la cooperazione tra settore privato e realtà militari.\nL’Italia propone di ospitare il Regional Office presso le strutture nella costituenda Città dello Spazio\, dove si insedierà\, a fianco dei laboratori e degli spazi per le start-up\, il Business Incubation Centre dell’Agenzia Spaziale Europea. Nelle more del completamento della Città dello Spazio\, saranno comunque disponibili per l’immediato degli uffici presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino.\nVerrà\, inoltre\, messo a disposizione del progetto il costituendo acceleratore Aerospace & Advanced Hardware e saranno rese disponibili le capacità di sperimentare tecnologie innovative presso il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN) della Marina Militare di La Spezia e il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) di Capua\, società partecipata dell’Agenzia Spaziale Italiana\, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e della Regione Campania. Un volta identificati\, i due uffici regionali\, uno in Europa e uno in Nord America\, fungeranno da hub dell’intera rete DIANA e sovraintenderanno alle attività degli acceleratori e dei vari test center.“\nLa candidatura di Torino ad ospitare l’acceleratore e l’ufficio europeo di DIANA è stata ufficialmente presentata il 20 gennaio\, durante un incontro che si è svolto negli uffici della Regione Piemonte. Il Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano\, Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti\, si è confrontato con David van Weel\, Assistant Secretary General for Emerging Security Challenges della NATO.\nLa saldatura tra iniziative come la Cittadella dell’aerospazio e la candidatura ad ospitare DIANA sono il segnale inequivocabile che siamo di fronte ad un importante cambio di paradigma per la città di Torino.\nIn autunno i media in occasione della mostra-mercato dell’industria bellica aerospaziale hanno descritto i colossi dell’industria bellica riuniti all’Oval come consesso di scienziati e tecnici che progettano e costruiscono navicelle per Marte e l’avventura spaziale.\nUn’operazione mediatica funzionale a creare una cortina fumogena intorno alla Cittadella dell’Aerospazio che sorgerà in corso Marche\, nell’area dello stabilimento Alenia di Torino\, il cui core business è la costruzione di cacciabombardieri e droni da guerra.\nI promotori della Cittadella\, non per caso\, sono Leonardo e Avio aero. Leonardo è il colosso dell’industria armiera italiana\, a capitale prevalentemente statale. L’accento è messo sull’innovazione\, le start up\, il legame sempre più stretto con la ricerca universitaria\, le “sfide tecnologiche dell’aeronautica e della esplorazione spaziale”\, con annessi oltre ad un museo e ad un parco urbano\, residenze per studenti e ricercatori\, uno «space center»\, un incubatore per startup del settore\nLo scorso ottobre Leonardo ha siglato l’accordo con il Politecnico\, che ha definito spazi e competenze.\nSi tratta di una scrittura privata con all’interno il contratto preliminare di costituzione di diritto di superficie tra l’Ateneo e la ditta Leonardo per la realizzazione della Piattaforma Aerospazio.\nL’avvio dei lavori è previsto nei primi mesi del 2022\, la conclusione nel 2023.\nLa città dell’aerospazio è\, nella sostanza\, un nuovo polo tecnologico dedicato all’industria di guerra. Il progetto coinvolge Regione Piemonte\, Comune\, Politecnico\, Università\, Camera di Commercio e Unione Industriale di Torino\, Api\, Cim 4.0\, il Distretto aerospaziale piemontese e Tne. Parlare di armi in modo schietto è considerato impopolare\, perciò si attua un’operazione di travestimento di una scelta strategica cruciale per il Piemonte\, benedetta lo scorso ottobre dal presidente di Confindustria Bonomi: ormai finito il tempo delle automobili\, si punta sull’industria bellica.\nTorino è già oggi uno dei centri della progettazione e produzione bellica.\nLa gran parte delle aziende italiane dell’aerospazio si trova in Piemonte\, dove il giro d’affari annuale è di 5 miliardi di euro di fatturato e 15 mila addetti ai lavori. I settori produttivi sono da tempo strettamente connessi con le università\, in primis il Politecnico\, e altri settori della formazione. La città dell’aerospazio rappresenta un ulteriore salto quantitativo e qualitativo per i rapporti tra l’industria bellica e l’università.\nIn Piemonte\, ci sono ben cinque attori internazionali di primo piano: Leonardo\, Avio Aero\, Collins Aerospace\, Thales Alenia Space\, ALTEC.\nL’industria bellica è un business che non va mai in crisi. L’Italia fa affari con chiunque.\nLa chiusura e riconversione dell’industria bellica è urgente e necessaria.\nLe armi italiane\, in prima fila il colosso pubblico Leonardo\, sono presenti su tutti i teatri di guerra. Guerre che paiono lontane sono invece vicinissime: le armi che uccidono civili in ogni dove\, sono prodotte non lontano dai giardini dove giocano i nostri bambini.\nPer fermare la guerra non basta un no. Occorre incepparne i meccanismi\, partendo dalle nostre città\, dal territorio in cui viviamo.\nBloccare la nuova Cittadella dell’Aerospazio\, impedire lo sbarco a Torino dell’ufficio europeo di DIANA opporsi a trasformare Torino in uno dei nodi della rete mondiale di acceleratori di innovazione al servizio della NATO è una scommessa importante da praticare. Specie oggi che una guerra dalle conseguenze imprevedibili infuria nel cuore d’Europa.\nAssemblea Antimilitarista – Torino
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SUMMARY:Roma: cineforum "Shaft il detective"
DESCRIPTION:Riprende il cineforum e proseguiamo con il filone “blaxploitation”. \n\n  –    Mercoledì 2 marzo presenteremo un raro documentario del 1970\, “Seize the time” di Antonello Branca\, uno sguardo in presa diretta sui movimenti di liberazione afroamericani.\n–    Mercoledì 9 marzo\, proietteremo “Shaft il detective” del 1971\, il primo dei due classici della serie “Shaft”\, che può essere considerato tra gli antesignani del genere\, col carismatico Richard Roundtree e le musiche funky da premio oscar di Isaac Hayes; interessante anche perché è tra i primi film in cui vediamo rappresentate le Black Panters.\n–    Mercoledì 16 marzo\, vedremo “Blacula”\, del 1972\, una versione blaxploitation del mito di Dracula\, ambientato nell’America razzista degli anni settanta. Notevole l’interpretazione del protagonista\, l’attore shakespeariano William Marshall.\n–    Mercoledì 23 marzo\, completerà il ciclo “Shaft contro i mercanti di schiavi” del 1973\, il secondo della serie. Girato in gran parte in Africa\, in cui il nostro eroe intraprende una lotta senza tregua contro i trafficanti di esseri umani\, fino a decapitarne i vertici\, naturalmente bianchi. Incredibilmente attuale\, forse il più “politico” della serie. \n“Fighting souls” di Stratos Cutugno\, del 2021\, un breve contributo sull’uccisione di George Floyd\, verrà proiettato prima di ogni film. \nIl “blaxploitation” (da “black” e “exploitation”) si distingue tra i vari filoni di film di genere degli anni ’70 per avere come protagonisti attori afroamericani\, e per rivolgersi a un pubblico\, almeno negli Stati Uniti\, soprattutto afroamericano.\nTitoli come “Shaft”\, Superfly”\, “Cleopatra Jones” o “Foxy Brown”\, anche grazie a colonne sonore di maestri del funky e del soul come Curtis Mayfield e Isaac Hayes\, sono divenuti dei classici\, ispirando generazioni di cineasti\, dai nostri poliziotteschi fino a Tarantino.\nI personaggi di questi film per la prima volta mostrano sullo schermo un’immagine di donne e uomini neri dinamica\, attiva\, vincente\, spesso in aperto contrasto coi bianchi e senza timore di confrontarsi con le problematiche più scottanti dell’epoca.\nIl fatto che il grosso di questi film\, a parte alcune eccezioni\, è costituito da opere smaccatamente commerciali\, immesse sul mercato in massa per sfruttare un filone che\, per quanto settoriale\, era economicamente redditizio\, portò spesso a un atteggiamento di vero e proprio boicottaggio da parte dei movimenti per la lotta dei diritti degli afroamericani\, come le Black Panters; anche considerando il fatto che la maggior parte dei registi e dei produttori erano bianchi\, e ovviamente maschi.\nAnche per questa dimensione di ambiguità è interessante rivedere oggi questi film: al di là della loro straordinaria forza espressiva e dello stile estetico inconfondibile\, che li tende godibili di per sé\, possono stimolare spunti di  riflessione sull’industria dello spettacolo\, sulla storia della nostra percezione delle lotte per i diritti degli afroamericani\, e della società americana in genere. \nDopo le proiezioni ci sarà la possibilità di commentare insieme il film e intavolare un dibattito. \nLe proiezioni si terranno presso la sede del Gruppo “Bakunin” in via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) metro B – Garbatella ogni mercoledì a partire dalle ore 19:00. \nInfo: gruppobakunin@federazioneanarchica.org \nGRUPPO “BAKUNIN” – F.A.I. ROMA E LAZIO \nE’ gradita la prenotazione
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SUMMARY:Lotto marzo giornata di sciopero e lotta transfemminista
DESCRIPTION:Come tutti gli anni anche questo marzo vedrà mobilitazioni e iniziative in tantissime città. \nAnche quest’anno vari sindacati di base e conflittuali hanno indetto sciopero per l’intera giornata sia per il settore pubblico che privato. \nQui segnaliamo gli appuntamenti che vedranno una partecipazione dei compagni e della compagne della FAI (in aggiornamento) \nTORINO \nPer un 8 marzo transfemminista\, libertario\, anticapitalista facciamola finita con miele\, mimose e buoni sentimenti! \nCacciamo i cattofascisti da consultori e ospedali! \nVogliamo essere libere di decidere se e quando avere figli. Aborto libero! \nAlla violenza machista e patriarcale\, a polizia giudici e carceri opponiamo la solidarietà\, il mutuo appoggio\, l’autodifesa femminista. \nLottiamo contro il lavoro sfruttato e sessualizzato\, contro chi ci vuole inchiodare alla fatica gratuita\ndella cura di bambini\, anziani\, disabili. \nSpezziamo la gabbia del binarismo e delle identità rigide e gerarchizzate. \nNon siamo serve\, non vogliamo diventare padrone! \nSenza dio\, senza patria\, senza famiglia. Liber* \nWild C.A.T. Collettivo Anarco-Femminista Torinese\ncorso Palermo 46 – @Wild.C.A.T.anarcofem \nMILANO \nCome Ateneo Libertario e Federazione Anarchica Milanese aderiamo e partecipiamo alla giornata di mobilitazione dell’8 Marzo lanciata dalla rete Non Una Di Meno – Milano. Invitiamo tutti\, tutt e tutte le compagne libertarie a unirsi al nostro spezzone anarchico nel corteo cittadino!\nNé Dio\, né Stato\, né etero-cis-patriarcato!🖤💜 \nTRIESTE \nPartecipazione al corteo di Nonunadimeno\, appuntamento h.17.30 in p.volontari giuliani \nREGGIO EMILIA \nPartecipazione al presidio indetto da Usi-cit e cobas scuola in piazza casotti dalle 10.30 \nLIVORNO \nPartecipazione al presidio indetto da Nonunadimeno Livorno. \nContro tutte le guerre\, contro tutte le oppressioni\, contro tutte le discriminazioni. \nOre 10 in piazza Grande \nCATANIA \nPartecipazione al corteo indetto da Nonunadimeno. Piazza Roma h.9.30
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SUMMARY:Pordenone: proiezione di "Se ho vinto se ho perso" + cena
DESCRIPTION:> proiezione di alcuni stralci del documentario\n“Se ho Vinto Se ho Perso”\n/regia di Gian Luca Rossi\, 2019/\nsui Kina\n/band anarcopunk/\n> presentazione del libro omonimo\ncurato da Marco Pandin (presente con noi)\n/edizioni Stella Nera/\n> segue dibattito e Cena Sociale\n——————–\nI Kina sono stati e sono uno dei gruppi più importanti dell’Hardcore Punk italiano. Nati nel 1982 ad Aosta\, hanno suonato in Italia ed in Europa. Fedeli all’idea di antagonismo e del “fai da te”\, fondarono assieme ai Franti l’etichetta discografica Blu Bus. Nel 2019 è uscito il docufilm “Se ho Vinto Se ho Perso”\, ora nel 2021 stella * nera ha appena pubblicato un libro di circa sessanta pagine con testi\, interviste e molte foto. Assieme al libro un CD con registrazioni del reunion tour del 2019 e in DVD il docufilm “Se ho Vinto Se ho Perso” diretto da Gian Luca Rossi.
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SUMMARY:Livorno: FERMIAMO LA GUERRA Contro ogni imperialismo
DESCRIPTION:MANIFESTAZIONE A LIVORNO\nSabato 5 marzo h 16.30\nPiazza Grande\nNé con la Nato né con Putin\nSolidarietà internazionalista\nCoordinamento cittadino per il ritiro delle missioni militari italiane all’estero\n\n\nFERMIAMO LA GUERRA \nContro ogni forma di imperialismo \nContro la guerra in Ucraina\nIl 24 febbraio la Russia ha invaso l’Ucraina bombardando le principali città\, il conflitto sta proseguendo causando centinaia di vittime e distruzioni materiali. Condanniamo fermamente queste azioni che colpiscono in primo luogo la popolazione civile. Le classi sfruttate e oppresse dell’intero continente stanno già pagando le conseguenze umanitarie e sociali di questa guerra. I governi degli Stati Uniti e della Gran Bretagna\, dell’Unione Europea e della Russia si contendono il potere con armi ed eserciti giocando sulla nostra pelle. La NATO dopo aver portato con la Russia l’escalation fino allo scontro ne approfitta per consolidarsi e serrare le proprie fila\, incrementa la presenza di contingenti militari nella regione e consegna carichi di armi all’Ucraina\, oltre ad aver imposto sanzioni alla Russia che in gran parte graveranno sulla popolazione. \nStop all’invio di armi in Ucraina! Ritirare subito le truppe italiane dall’Europa orientale!\n– Il governo italiano spinge il paese verso la guerra. 1350 militari inviati in Romania e Ungheria. Potenziamento delle missioni in Lettonia\, Romania e Mar Nero con ulteriori 605 unità\, mezzi corazzati\, navi e aerei. Questo incremento del contingente NATO costa 174 milioni di euro. Altri 2000 militari sono pronti a intervenire in caso il governo lo ritenga necessario.\n– Dall’aeroporto di Pisa sono partiti i primi carichi di armamenti per l’Ucraina. Saranno missili terra aria Stinger\, controcarro Spike\, mitragliatrici leggere e pesanti\, munizioni\, mine anticarro ad essere consegnate all’Ucraina. Fino a 150 milioni di euro di materiale bellico per alimentare la guerra. Le armi italiane sono utilizzate da entrambi gli schieramenti\, l’industria bellica fa affari d’oro.\n– La dichiarazione dello stato di emergenza per la situazione in Ucraina lascia mano libera al governo nel prendere questo genere di misure. Altri 110 milioni sono stati inviati dall’Italia al governo di Kiev.\nDobbiamo costruire un’opposizione antimilitarista per impedire la partecipazione italiana alla guerra e fermare la potente iniezione di armi e denaro nel conflitto in corso. \nPer fermare l’ampliamento della base USA di Camp Darby\nGià oggi arsenale e nodo determinante per la logistica di armi e mezzi nel Mediterraneo e non solo. L’ampliamento della base prevede tra l’altro la creazione di una nuova linea ferroviaria\, che trasporterà fino a due treni carichi di armi ogni giorno. \nPer impedire l’aumento delle spese militari.\nNel 2022 le spese militari hanno superato i 26 miliardi di euro e con questa guerra aumenteranno. Nel 2021 1 miliardo e 100 milioni sono stati spesi solo per le missioni militari italiane tra cui gli interventi neocoloniali in Africa. \nSolidarietà internazionalista\nNon collaboriamo con la guerra\, scioperiamo nei settori strategici per il trasporto di armi e equipaggiamenti militari\, nei porti e nelle ferrovie. C’è bisogno di uno sciopero generale. Fermiamo le produzioni belliche. Disertiamo la guerra. \nCoordinamento cittadino per il ritiro delle missioni militari italiane all’estero // no_missioni_livorno@anche.no
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SUMMARY:Torino: Gender Strike Giornata transfemminista queer
DESCRIPTION:Promuove la rete Free(k) Pride \nGender Strike! Giornata transfemminista queer \nSabato 5 marzo ore 15 ai giardini (ir)reali – corso San Maurizio angolo via Rossini (se piove ci si sposta a Parco Dora) \nInterventi\, musica\, banchekke\, malormonesse\, merenda veg\, performance segneranno un pomeriggio in cui si parlerà di aborto\, salute trans\, lotta antimilitarista contro tutti i machismi e gli imperialismi\, lotta delle donne polacche\, stupro come arma di guerra\, lavoro femminilizzato e sfruttato. \nstrike de-genere! una giornata per salutare il binario e tutto il vagone di chi ci vuole fare andare verso un’unica direzione: patriarcato\, macho padrone! \nUn’occasione\, in vista dell’8 marzo\, di proporre lo sciopero dai generi come pratica costitutivamente destabilizzante l machismo eteropatriarcale. \nLe identità erranti\, fluide\, in transito\, eccedenti la rigidezza dei generi rompono il binarismo e dissolvono la gerarchia basata sui ruoli di genere imposti. I corpi costitutivamente o-sceni\, fuori dallo spazio del rappresentabile e del rappresentato\, quando emergono sulla scena pubblica spezzano l’ordine del padre.\nL’intersezione con la molteplicità delle esclusioni e dell* esclus* è sovversiva rispetto al mondo nel quale siamo forzat* a vivere\, perché apre uno spazio di sperimentazione nella lotta. \nLa scommessa dello sciopero transfemminista rappresenta un’occasione importante per chiudere i conti con quel cocktail velenoso di miele\, mimose e buoni sentimenti e costruire un momento di lotta ampio\, anticapitalista\, libertario. Uno dei tanti punti di innesco di un conflitto diffuso e quotidiano\, per estirpare le radici simboliche e materiali del patriarcato.\nPovertà\, violenza\, attacco all’aborto\, gabbie familiari sono gli anelli di una catena che segna la vita delle donne e delle non-conformi. Questa catena è divenuta sempre più robusta e stringente.\nLa precarietà del lavoro femminile\, la minor retribuzione\, rendono il salario delle persone riconosciute socialmente come donne meno importante di quello degli uomini e le ricacciano nella gabbia familiare\, una gabbia che\, con la crisi pandemica\, si è stretta sempre più. Le politiche familiste che hanno segnato l’agire dei governi di questi anni\, coniugate con la maggiore precarietà della condizione lavorativa femminile\, ha aperto una voragine\, che sta inghiottendo la libertà di tantissimə. \nLa gabbia familiare è il terreno dove ri-fondare l’ordine patriarcale\, incrinato dai percorsi di libertà di tuttə. Percorsi che\, in ogni angolo del pianeta\, hanno scatenato una guerra senza esclusione di colpi. Una guerra che si esplicita sia nelle leggi\, sia nella crescente violenza misogina che attraversa le società. \nPreti e fascist sguazzano in questo pantano\, che apre ulteriori voragini negli spazi di autonomia delle persone non etero cisgender. Le destre razziste e misogine vorrebbero che chiunque ha una vagina adempiesse al ruolo di fattrice dellu figliu per la patria\, come contrappeso alla presenza dellu bambinu natu qui da genitoru immigrat\, all’insegna del binomio sangue e terra\, che fonda ogni identità escludente. \nLe destre\, ma non solo\, sostengono il capitalismo e la divisione in classi\, ma li vorrebbero mitigati da un forte stato etico\, saldamente fondato sulla famiglia\, sulla nazione\, sulla religione. Dio\, patria\, famiglia\, un assioma che non disturba gli affari ma rimette in ordine il mondo.\nQuesta formula funziona bene in un modello bellico\, dove la guerra è orizzonte perenne. Il nemico è lo straniero\, l’estraneo\, l’immigrato\, ma soprattutto tutt* quell* che si sottraggono alla norma\, alla legge del padre\, alla gerarchia basata sui ruoli imposti in base al sesso attribuito alla nascita\, al binarismo di genere\, alla prigione identitaria. \nLa guerra rappresenta la summa del machismo eteropatriarcale: la violenza viene istituzionalizzata e “normalizzata” negli eserciti. Massacri\, stupri\, devastazioni sono attività inscritte nello spazio materiale e simbolico dell’eroismo patriottico. \n“contro tutti i maCISmi\, contro tutti gli imperialismi”! \nFacciamo strike a preti\, eserciti\, fascist\, poliziott! \n  \nContatti:\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni mercoledì dalle 20\,30\nContatti: fai_torino@autistici.org – @senzafrontiere.to/ \nWild C.A.T. Collettivo Anarco-Femminista Torinese\ncorso Palermo 46 – @Wild.C.A.T.anarcofem \nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail \nscrivi a: anarres@inventati.org
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SUMMARY:Trieste: proiezione di "Se ho vinto se ho perso"
DESCRIPTION:Proiezione del documentario sulla storia dei Kina “Se ho vinto\, se ho perso” e chiacchierata con Marco Pandin\, dell’etichetta Stella Nera.\nI Kina sono stati e sono uno dei gruppi più importanti dell’Hardcore Punk italiano. Nati nel 1982 ad Aosta\, hanno suonato in Italia ed in Europa. Fedeli all’idea di antagonismo e del “fai da te”\, fondarono assieme ai Franti l’etichetta discografica Blu Bus. Nel 2019 è uscito il docufilm “Se ho Vinto Se ho Perso”\, ora nel 2021 stella * nera ha appena pubblicato un libro di circa sessanta pagine con testi\, interviste e molte foto. Assieme al libro un CD con registrazioni del reunion tour del 2019 e in DVD il docufilm “Se ho Vinto Se ho Perso” diretto da Gian Luca Rossi.\nPosti limitati\, è necessario prenotarsi scrivendo una mail a gruppoanarchicogerminal@hotmail.com\nDurante la serata chiediamo l’uso delle mascherine FFP2 a tutela della salute collettiva.\n\nin via del bosco 52\nGruppo Anarchico germinal
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SUMMARY:Reggio Emilia: Emma Goldman "La libertà della donna come lotta per l'autodeterminazione"
DESCRIPTION:con l’autrice Federica Ermacora \nal circolo anarchico berneri in via don minzoni 1/d \niniziativa preceduta da cena alle 19 \ngradite prenotazioni per cena e incontro \ndonne libertarie reggio emilia
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SUMMARY:Roma: cineforum "Seize the time"
DESCRIPTION:Da mercoledì prossimo riprende il cineforum e proseguiamo con il filone “blaxploitation”. \n\n  –    Mercoledì 2 marzo presenteremo un raro documentario del 1970\, “Seize the time” di Antonello Branca\, uno sguardo in presa diretta sui movimenti di liberazione afroamericani.\n–    Mercoledì 9 marzo\, proietteremo “Shaft il detective” del 1971\, il primo dei due classici della serie “Shaft”\, che può essere considerato tra gli antesignani del genere\, col carismatico Richard Roundtree e le musiche funky da premio oscar di Isaac Hayes; interessante anche perché è tra i primi film in cui vediamo rappresentate le Black Panters.\n–    Mercoledì 16 marzo\, vedremo “Blacula”\, del 1972\, una versione blaxploitation del mito di Dracula\, ambientato nell’America razzista degli anni settanta. Notevole l’interpretazione del protagonista\, l’attore shakespeariano William Marshall.\n–    Mercoledì 23 marzo\, completerà il ciclo “Shaft contro i mercanti di schiavi” del 1973\, il secondo della serie. Girato in gran parte in Africa\, in cui il nostro eroe intraprende una lotta senza tregua contro i trafficanti di esseri umani\, fino a decapitarne i vertici\, naturalmente bianchi. Incredibilmente attuale\, forse il più “politico” della serie. \n“Fighting souls” di Stratos Cutugno\, del 2021\, un breve contributo sull’uccisione di George Floyd\, verrà proiettato prima di ogni film. \nIl “blaxploitation” (da “black” e “exploitation”) si distingue tra i vari filoni di film di genere degli anni ’70 per avere come protagonisti attori afroamericani\, e per rivolgersi a un pubblico\, almeno negli Stati Uniti\, soprattutto afroamericano.\nTitoli come “Shaft”\, Superfly”\, “Cleopatra Jones” o “Foxy Brown”\, anche grazie a colonne sonore di maestri del funky e del soul come Curtis Mayfield e Isaac Hayes\, sono divenuti dei classici\, ispirando generazioni di cineasti\, dai nostri poliziotteschi fino a Tarantino.\nI personaggi di questi film per la prima volta mostrano sullo schermo un’immagine di donne e uomini neri dinamica\, attiva\, vincente\, spesso in aperto contrasto coi bianchi e senza timore di confrontarsi con le problematiche più scottanti dell’epoca.\nIl fatto che il grosso di questi film\, a parte alcune eccezioni\, è costituito da opere smaccatamente commerciali\, immesse sul mercato in massa per sfruttare un filone che\, per quanto settoriale\, era economicamente redditizio\, portò spesso a un atteggiamento di vero e proprio boicottaggio da parte dei movimenti per la lotta dei diritti degli afroamericani\, come le Black Panters; anche considerando il fatto che la maggior parte dei registi e dei produttori erano bianchi\, e ovviamente maschi.\nAnche per questa dimensione di ambiguità è interessante rivedere oggi questi film: al di là della loro straordinaria forza espressiva e dello stile estetico inconfondibile\, che li tende godibili di per sé\, possono stimolare spunti di  riflessione sull’industria dello spettacolo\, sulla storia della nostra percezione delle lotte per i diritti degli afroamericani\, e della società americana in genere. \nDopo le proiezioni ci sarà la possibilità di commentare insieme il film e intavolare un dibattito. \nLe proiezioni si terranno presso la sede del Gruppo “Bakunin” in via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) metro B – Garbatella ogni mercoledì a partire dalle ore 19:00. \nInfo: gruppobakunin@federazioneanarchica.org \nGRUPPO “BAKUNIN” – F.A.I. ROMA E LAZIO \nE’ gradita la prenotazione
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SUMMARY:Monfalcone: festa di carnevale
DESCRIPTION:Dopo la riuscita giornata per Fabrizio De André al Caffè Esperanto scoppia la festa di carnevale.\nFrittelle\, crostoli\, prodotti del Gas\, biceri e birrette.\nPer rispolverare lo spirito del carnevale contro preti e padroni festeggeremo e canteremo (noi organizziamo il karaoke\, se volete portate una chitarra… ) e magari usciremo in allegra brigata per le vie… \nMartedì 1.3 dalle 18.30 al Caffè Esperanto in via terenziana 22
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SUMMARY:Catania: Assemblea Regionale contro la guerra imperialista in Ucraina
DESCRIPTION:La guerra è la politica fatta con altri mezzi. Questo è quello che sta accadendo in Ucraina adesso\, questo è quello che i paesi della NATO\, con in testa gli USA\, in competizione con la Russia hanno determinato. Come Movimento No Muos ci schieriamo contro le politiche imperialiste e guerrafondaie che attaccano i popoli condannati a pagare le conseguenze delle guerre. Come Movimento No Muos ancora una volta dichiariamo l’urgenza di smantellare le basi USA e Nato dalla nostra terra perchè non vogliamo essere coinvolti in queste barbarie.\nInvitiamo tutte e tutti a partecipare all’assemblea pubblica del Movimento No Muos per organizzare momenti di mobilitazione contro la guerra imperialista.\nCi vediamo domenica 27 febbraio alle ore 16.00 al CSP Graziella Giuffrida in via Vittorio Emanuele 436\, Catania.\nLa riunione non si terrà a Niscemi in modo da permettere di partecipare all’appuntamento al porto di Catania che si terrà nella mattinata promosso dal Comitato No Muos-No Sigonella.
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SUMMARY:Pisa: Abbattiamo i muri! Calais e la Fortezza Europa
DESCRIPTION:Torna Roots And Culture (la serata reggae benefit per il settimanale anarchico Umanità Nova) al Cantiere Sanbernardo. \nAi controlli Roots Militant HiFi...\n\n\n26 febbraio\nAl Cantiere Sanbernardo - via Pietro Gori - Pisa\n\nAbbattiamo i muri!\nCalais e la Fortezza Europa\n\nDalle h 18 \nproiezione fotoreportage da Calais di Giacomo Sini\n\nA seguire\ninterventi e dibattito con Giacomo Sini e Dario Antonelli\n\nDalle h 20.30\napericena vegetariana\n\naccompagnamento musicale\nby ROOTS MILITANT HI FI\n\nCircolo anarchico Vicolo del tidi
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SUMMARY:Alessandria: Presentazione dei volumi delle edizioni Galzerano
DESCRIPTION:Laboratorio Anarchico PerlaNera \nVia Tiziano Vecellio 2 ad Alessandria \nPresentazione dei volumi delle edizioni Galzerano con in persona l’editore Giuseppe Galzerano.\nNel lontano1975 un giovane studente lavoratore iniziò con un «capitale» di trecentomila lire (poco più di centocinquanta euro). Quei pochi soldi che aveva erano il frutto di quando portava l’acqua alle tabacchine assetate con la sua bicicletta e di quando innaffiava le coltivazioni di fragole\, oltre che dal ricavato di una vertenza sindacale contro un agrario.\nCosì\, quindi\, naque la casa editrice che ha la sede a Casal Velino Scalo\, frazione del comune di Castelnuovo Cilento\, in provincia di Salerno\, che si occupa di storia sociale e politica\, anarchismo\, antifascismo\, emigrazione\, rivolte contadine\, cultura popolare\, questione meridionale e Cilento; temi affrontati e proposti per dare voce ai ribelli e ai rivoluzionari\, ai vinti e ai sofferenti.\nAlla casa editrice è stato attribuito per ben quattro volte il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri ( cosa non di poco conto\, visto che spesso le opere narrano la storia di anarchici\, alcuni dei quali erano anche attentatori).\nTra i suoi libri troviamo la testimonianza di Antonio Margariti «America! America»\, finalista al Premio Viareggio e medaglia d’oro al Premio Villa S. Giovanni\, opera per cui ha prodotto la ristampa per ben sei volte e dalle ventiduemila copie di tiratura. Diversi premi letterari\, tra i quali ricordiamo il Premio Arena al volume su Giovanni Passannante e il Premio Internazionale Grazia Deledda.\nUna volta studente oggi Giuseppe Galzerano è un noto ricercatore storico\, che ora\, oltre che i capelli grigi ha anche due lauree\, per la sua casa editrice oltre che editore è anche ricercatore\, scrittore\, correttore di bozze\, pianificatore\, manager\, uomo- marketing\, ufficio stampa\, fattorino e persino venditore porta a porta dei suoi libri. E’ un onore avere come ospite questo importante editore\, che farà tantissimi chilometri per illustrarci le sue creazioni. Vale veramente la pena passare un sabato pomeriggio insieme a quest’uomo tenace e di cultura.
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SUMMARY:Manifestazioni contro la guerra
DESCRIPTION:In tantissime città si stanno svolgendo e si svolgeranno iniziative di piazza contro la guerra in Ucraina\, qui segnaliamo quelle a cui parteciperanno le compagne e i compagni della FAI (in aggiornamento).\n \nLa redazione web \nROMA  \nPiazza San Marco (p.Venezia) ore 17 \n𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗧𝗘 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗥𝗔𝗭𝗭𝗜𝗦𝗧𝗔 invita a 𝗠𝗢𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔𝗥𝗦𝗜 𝗣𝗘𝗥 𝗗𝗘𝗡𝗨𝗡𝗖𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗜 𝗧𝗨𝗥𝗣𝗜 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗘𝗦𝗦𝗜 𝗜𝗠𝗣𝗘𝗥𝗜𝗔𝗟𝗜𝗦𝗧𝗜 𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗦𝗖𝗢𝗡𝗚𝗜𝗨𝗥𝗔𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔!\nIl conflitto russo-ucraino\, già in atto da 7 anni e che ha causato più di 15.000 vittime\, si prospetta ora come un’𝗲𝗻𝗻𝗲𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶\, troppo vicina a noi per non allarmarci: sono in campo a minacciarsi 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗶𝗮\, 𝗨𝗦𝗔 𝗲 𝗡𝗔𝗧𝗢. 𝗦𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗲 𝗲𝘀𝗽𝗮𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲\, 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲\, 𝗱𝗲𝗿𝗶𝘃𝗲 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗽𝗶𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗲𝗱 𝗔𝗹𝗹𝗲𝗮𝗻𝘇𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝘂𝗻’𝗲𝘀𝗰𝗮𝗹𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗮\, che in Europa può scatenare una guerra dalla potenziale connotazione nucleare. 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗻𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶. 𝗟𝗮 𝗺𝗶𝗻𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮 𝗰𝗶 𝗿𝗶𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲!\nDietro alla sbandierata strategia di “deterrenza e difesa”\, l’Italia nasconde il pieno coinvolgimento militare. 𝗜𝗹 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝗽𝘂𝗱𝗶𝗮 𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗺𝗮 𝗰𝗶 𝗳𝗮 𝗮𝗳𝗳𝗮𝗿𝗶. La spesa militare nel bilancio dello stato italiano è aumentata in tre anni del 20%. Quella per l’acquisto di nuovi armamenti è addirittura aumentata del 73\,6% (www.milex.org): si continua ad alimentare il fiorente mercato delle armi. Intorno all’Ucraina sono già stati inviati una squadriglia di caccia e 140 avieri\, e non solo.\nAncora una volta 𝗴𝗹𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲\, 𝘀𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗲 𝗲 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗹𝗮𝗴𝗲𝗹𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝘀𝗰𝗲𝗹𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗺𝗯𝗮𝗿𝗰𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗶𝗻 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲\, 𝗱𝗲𝘃𝗮𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲\, 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗺𝗶𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶. \nPACE E PACIFICAZIONE PER LA GENTE DELL’UCRAINA E DELLA RUSSIA! NO ALLE GUERRE DEGLI STATI \naderiscono: \nArtisti Resistenti Roma\nAssociazione Nazionale Giuristi Democratici\nBlack Lives Matter\nEthiopian Comunity #NoMore\nGruppo Anarchico Mikhail Bakunin FAI Roma-Lazio\nLa Comune\nLasciateCIEntrare\nLe Donne in Nero\nLe Veglie contro le morti in mare\nMani Rosse Antirazziste\nPRC Partito della Rifondazione Comunista\nPrima gli esseri umani\nReteRomana Palestina\nU.S. Citizens for Peace & Justice – Rome\nWILPF-Italy Women International League for Peace and Freedom  \n  \nANCONA \nPiazza Cavour h.17 \nPartecipazione e volantinaggio al presidio  \nFai Jesi e Chiaravalle \n  \nLIVORNO \nPIAZZA GRANDE h.16.00 \nFERMIAMO LA GUERRA \nContro ogni forma di imperialismo  \nContro la guerra in Ucraina \nIl 24 febbraio la Russia ha invaso l’Ucraina bombardando le principali città. Condanniamo fermamente queste azioni che colpiscono in primo luogo la popolazione civile. Le classi sfruttate e oppresse dell’intero continente stanno già pagando le conseguenze umanitarie e sociali di questa guerra. \nI governi degli Stati Uniti e della Gran Bretagna\, dell’Unione Europea e della Russia si contendono il potere con armi ed eserciti giocando sulla nostra pelle. La NATO dopo aver portato con la Russia l’escalation fino allo scontro ne approfitta per consolidarsi e serrare le proprie fila.  \nPer il ritiro immediato delle truppe\, delle navi e degli aerei italiani dall’Europa orientale \nLettonia: truppe con carri armati e cingolati da neve\, nell’ambito della missione “Baltic Guardian” della NATO. \nRomania: nei pressi di Costanza è presente una squadriglia di 4 caccia Typhoon nell’ambito della missione “Air Black Storm”. \nMar Nero: sono presenti una fregata FREMM\, un cacciamine e una portaerei con caccia F-35. \nQuesto dispiegamento di forze costa già 78 milioni. Cosa farà l’Italia? È stato già annunciato l’invio di altri 2000 soldati italiani e le forze armate sono in allerta. Dobbiamo costruire un’opposizione antimilitarista per impedire la partecipazione italiana alla guerra.  \nPer fermare l’ampliamento della base USA di Camp Darby \nGià oggi arsenale e nodo determinante per la logistica di armi e mezzi nel Mediterraneo e non solo. L’ampliamento della base prevede tra l’altro la creazione di una nuova linea ferroviaria\, che trasporterà fino a due treni carichi di armi ogni giorno.  \nPer impedire l’aumento delle spese militari. \nNel 2022 le spese militari hanno superato i 26 miliardi di euro. Nel 2021 1 miliardo e 100 milioni sono stati spesi solo per le missioni militari italiani tra cui gli interventi neocoloniali in Africa.  \nSolidarietà internazionalista \nFacciamoci sentire contro la guerra. Non collaboriamo con la guerra\, scioperiamo nei settori strategici per il trasporto di armi e equipaggiamenti militari\, nei porti e nelle ferrovie. C’è bisogno di uno sciopero generale. Fermiamo le produzioni belliche. Disertiamo la guerra.  \nCoordinamento cittadino per il ritiro immediato delle missioni militari italiane all’estero \nno_missioni_livorno@anche.no \n  \nCATANIA \nPiazza Castello Ursino h.17 \nVolantinaggio al presidio contro la guerra  \nGruppo Anarchico Galatea-FAI \n  \nREGGIO EMILIA  \nDavanti al Teatro Ariosto h.15.30 \nricordando Mario e Fermo \ncontro il militarismo di ieri e di oggi \nAssemblea Antimilitarista di Reggio Emilia \n  \nPALERMO \nPiazza Verdi h.17  \n  \nPORDENONE \nPiazzetta Cavour h.17 \nTUTTE LE GUERRE CONTRO DI NOI\nNOI CONTRO TUTTE LE GUERRE\nPRESIDIO ANTIMILITARISTA\nNO PUTIN / NO N.A.T.O. \nLe politiche di potenza degli stati\, i nazionalismi\, le piccole patrie\, sono solo paraventi per nascondere lo sfruttamento delle classi lavoratrici\, delle risorse\, dei territori in una folle riaffermazione di un capitalismo energivoro.\nL’Italia è pesantemente coinvolta nel confronto\, con le basi militari USA e Nato in tutto il paese\, e in particolare con le installazioni in Sicilia utilizzate per il controllo della flotta russa nel Mediterraneo ma anche a Pordenone con i cacciabombardieri che partono da Aviano\, con le 50 atomiche che abbiamo sotto le nostre case.Con il coinvolgimento diretto del militarismo italiano\nche continua a venire finanziato mentre la sanità\, nazionale e locale\, viene privatizzata e umiliata sempre di più. \nIniziativa Libertaria – PN \n  \nTORINO \nBalon h.10 \nPunto info contro tutte le guerre\, contro tutti gli eserciti \nAssemblea antimilitarista e Federazione Anarchica Torinese \n  \nTRIESTE \nLargo Barriera h.10.30 \nPartecipazione e volantinaggio al presidio contro la guerra \nGruppo Anarchico Germinal \n  \nMILANO \nPiazza Cairoli h.15 \nMilano contro la guerra \nPartecipano le compagne e i compagni dell’Ateneo Libertario e della FAI di Milano \n  \nEMPOLI \nP.za del Leoni h.16.30 \nPresidio anarchico contro la guerra\, gli stati e le frontiere \nFederazione Anarchica Empoli e Valdelsa \n  \nPISA \nPiazza Garibaldi h.17 \nPRESIDIO CONTRO LA GUERRA IN UCRAINA (né con Putin\, né con la Nato) \nCircolo Anarchico di Vicolo del Tidi
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SUMMARY:Alessandria: proiezione della conferenza "Ascoltare gli alberi"
DESCRIPTION:Laboratorio Anarchico PerlaNera\, via Tiziano Vecellio 2 Alessandria \nVENERDI’ 25 febbraio 2022 \nore 20.30 \nCINEFORUM PERLANERA \nPROIEZIONE DELLA CONFERENZA “ASCOLTARE GLI ALBERI” \nIl Botanico STEFANO MANCUSO racconta HENRY DAVID THOREAU \nIn dialogo con gli alberi\, lo scrittore proto-ecologista Henry David Thoreau descrive con entusiasmo tutta la loro bellezza\, diversità e capacità di comunicare come persone. Quaranta pagine in forma di diario da infilare in tasca per una camminata in ascolto della natura\, alla ricerca della propria spiritualità e di una vita non consumistica in equilibrio con il pianeta. \n«Quando desidero rinnovarmi vado in cerca del bosco più buio\, entro in una palude come in un luogo sacro. Là è la forza e il midollo della natura. Il bosco selvatico copre il terriccio vergine e lo stesso suolo è buono per uomini e animali. La salvezza di una città non è dovuta agli uomini retti che la abitano più che ai boschi che la circondano\, una comunità sulla quale svetta una foresta primitiva.»\n\nStefano Mancuso è innamorato di questo libro.
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SUMMARY:Bologna: Incontro della Ciurma Pirata
DESCRIPTION:“Siamo una ciurma inaemmica…”\nIn vista dell’assemblea della /Ciurma pirata della modulazione di ampiezza/ parliamo *di radio libere e radio pirata *con Paolo Soglia eRadio Wombat <https://radiowombat.net/>(Firenze)\, Radio Spore <https://radiospore.oziosi.org>(Bologna)\, Radio Forte <https://forteprenestino.net/mobilitazioni/1822-ascolta-radio-forte>(Roma) Radio Gramma <https://buridda.org/radiogramma-2/> (Genova) e Radio Eustachio <https://eustachio.indivia.net/blog/> (Verona). Paolo Soglia\, giornalista\, è stato direttore di Radio Città del Capo e coautore del saggio /Con una certa frequenza – 30  anni di radio a Bologna/ (Yema edizioni\, 2008). ” \nDalle 19:30 cena\nDalle 21:00 incontro \ncircolo anarchico berneri porta santo stefano 1\n……………….. \nhttps://radiowombat.net/ \nhttps://radiospore.oziosi.org/ <https://radiospore.oziosi.org/> \nhttps://buridda.org/radiogramma-2/ \nhttps://forteprenestino.net/mobilitazioni/1822-ascolta-radio-forte \nhttps://eustachio.indivia.net/blog/
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SUMMARY:Palermo: Assemblea NO PCTO
DESCRIPTION:Mentre pubblicavamo l’evento di venerdì 18 febbraio\, nelle Marche un altro studente perdeva la vita; dopo Lorenzo Parelli\, Giuseppe Lenoci di 16 anni ha è morto in un incidente stradale a bordo di un furgone della ditta di Termo-Idraulica dove svolgeva il suo PCTO. Non possiamo più fare finta di niente; anche in Sicilia le cose non vanno meglio: l’ufficio scolastico regionale siciliano ha siglato a Dicembre 2021\, un protocollo d’intesa con il comando militare della regione Sicilia\, per lo svolgimento di Progetti PCTO in caserme militari delle città di Palermo\, Catania e Messina. Saranno impiegati oltre 100 alunni delle scuole secondarie siciliane; riteniamo pericoloso e inaccettabile questa scelta che mette studenti e studentesse sotto gli ordini di militari graduati per svolgere mansioni e servizi all’interno di caserme operative o comandi distrettuali. Dopo il primo incontro\, ci rivediamo per organizzare una protesta decisa verso l’USR chiedendo una revoca immediata del protocollo e l’abolizione del PCTO in tutta la regione. Sono invitati a partecipare Associazioni\, comitati\, collettivi studenteschi\, docenti e personale della scuola; “dis-educare” i giovani alla disciplina ed all’obbedienza è frutto di un disegno ben preciso nel voler militarizzare ogni aspetto della società dalla sanità alla scuola. \nComitato di base NOMUOS PAlermo \npresso il laboratorio Ballarò largo rodrigo pantaleone 9
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SUMMARY:Milano: presentazione del libro “ABBATTERE LE MURA DEL CIELO: Storie di anarchiche\, anarchici e occupazioni (Milano 1975-1985)”
DESCRIPTION:Martedì 22 febbraio 2022 ore 19\,00\nMilano: presentazione del libro di Mauro De Agostini\, “ABBATTERE LE MURA DEL CIELO: Storie di anarchiche\, anarchici e occupazioni (Milano 1975-1985)”\, ZIC\nLibrOsteria via Cesare Cesariano 7\, presentazione con aperitivo\, sarà presente l’autore
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SUMMARY:Torino: Via i militari da Barriera!
DESCRIPTION:Via i militari da Barriera!\ngiornata di informazione e lotta ai giardinetti di corso Palermo angolo via Sesia \nContatti:\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni mercoledì dalle 20\,30\nContatti: fai_torino@autistici.org – @senzafrontiere.to/ \nWild C.A.T. Collettivo Anarco-Femminista Torinese\ncorso Palermo 46 – @Wild.C.A.T.anarcofem \nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail \nscrivi a: anarres@inventati.org \nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Monfalcone: Cantata anarchica per Fabrizio De André
DESCRIPTION:Buon compleanno Faber!\nIl 18 febbraio Fabrizio De André avrebbe compiuto 82 anni. Vogliamo ricordarlo in piazza Cavour cantando le sue canzoni collettivamente. Abbiamo scelto le sue canzoni per noi più significative per quello di cui parlano e per quello che tuttora ci comunicano.\nSe vuoi porta uno strumento per accompagnare la cantata.\nDistribuiremo un piccolo canzoniere e\, per chi vuole\, ci sarà poi un momento conviviale al Caffè Esperanto
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SUMMARY:Livorno: Facciamoci sentire contro le guerre
DESCRIPTION:Facciamoci sentire contro le guerre \nPer il ritiro immediato delle truppe\, delle navi e degli aerei italiani dall’Europa orientale \nPer fermare l’ampliamento della base USA di Camp Darby \nPer impedire l’aumento delle spese militari \nManifestazione sabato 19 \nConcentramento alle ore 17 in Piazza Grande – Livorno \nPer fermare l’escalation imperialista in Ucraina \nCoordinamento cittadino per il ritiro immediato delle missioni militari all’estero
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SUMMARY:Convegno della FAI
DESCRIPTION:CONVEGNO DELLA FEDERAZIONE ANARCHICA ITALIANA \nIl prossimo convegno della FAI si terrà il 19-20 febbraio.\nL’ordine del giorno proposto è: \n1) Adesioni e dimissioni\n2) Valutazione andamento della campagna antimilitarista\n3) Aggiornamenti dalla Commissione di Relazioni Internazionali\n4) Discussione sulla vicenda Umanità Nova/Sicilia Libertaria\n5) Prossimi impegni e scadenze della Federazione\n6) Proposta di discussione dalla FAI di Jesi\n7) Odg e luogo del prossimo congresso\n8) Varie ed eventuali \nCome sempre il convegno sarà aperto a osservatori/trici purchè conosciut*.\nPer info: cdc@federazioneanarchica.org \nSaluti anarchici\nLa Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana
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