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SUMMARY:TRIESTE: Il Friuli 1976 tra autogestione e solidarietà
DESCRIPTION:Quando lo Stato crolla\, la gente si organizza. Il Friuli 1976 tra autogestione e solidarietà\nNe parliamo con Igor Londero\, autore di ‘Pa sopravivence\, no pa l’anarchie: forme di autogestione nel Friuli terremotato”\npiazza Peruginomartedì 7 luglio – h20.30\nLe celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto friulano\, volute da governo e giunta regionale\, sono state quello che spesso diventano queste ricorrenze: feste patriottiche\, retoriche della ricostruzione\, celebrazioni dei “Sindaci del terremoto” e dell’efficienza istituzionale. Una narrazione che ha deliberatamente rimosso quello che davvero accadde nelle settimane e nei mesi dopo il 6 maggio 1976.Perché quello che accadde fu altro. Quando lo Stato crollò letteralmente sotto le macerie — municipio\, caserma\, uffici\, comunicazioni — le borgate friulane non aspettarono nessuno. Si organizzarono da sole: comitati di tendopoli dove l’assemblea conservava tutti i poteri decisionali\, mense autogestite che erano prima di tutto spazi di democrazia diretta\, volontari integrati nelle comunità non come benefattori ma come compagni di lotta. Quando le autorità provarono a smantellare tutto questo — spostare le tende\, centralizzare le mense\, cacciare i volontari — la risposta fu la piattaforma del 16 luglio portata in duemila a Trieste\, la contestazione ad Andreotti.Colin Ward sosteneva che l’anarchia non è utopia futura ma realtà presente: emerge ogni volta che le persone si organizzano autonomamente\, senza gerarchie imposte. Il Friuli del 1976 è uno dei suoi esempi più nitidi. Ne parliamo.\nIgor Londero\, nato a Gemona 1 anno e un giorno prima del terremoto\, ricercatore di storia per l’Università degli Studi di Trieste\, autore del libro recentemente ristampato ‘Pa sopravivence\, no pa l’anarchie: forme di autogestione nel Friuli terremotato : l’esperienza della tendopoli di Godo’ (Gemona del Friuli)\, Forum-IFSML\, 2008.\n\nGruppo Anarchico Germinal
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SUMMARY:PALERMO: "Libertarias" Tre film a novantanni dalla guerra civile spagnola
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SUMMARY:CARRARA: FAI festa. All'arrembaggio del futuro!
DESCRIPTION:F(A)I Festa\nAll’arrembaggio del futuro!\nCarrara\n10-11-12 Luglio 2026 \nVenerdì 10 Piazza Duomo\nh.18 “25 anni dal G8 di Genova: un racconto di quell’esperienza nella prospettiva delle lotte di oggi” interverranno compagn* di “Anarchici contro il G8”\nA seguire cena e concerto in piazza delle Erbe con “I Premi Oskar” \nSabato 11 Piazza Duomo\nh.11 Trekking urbano alla scoperta dei luoghi dell’anarchismo in città\nh.18 “Anarchia e Transfemminismo: voci a confronto per un incontro ineludibile”\nA seguire cena e concerto in piazza delle Erbe con i “Suonificio popolare apuano” \nDomenica 12\nh.10.30 ritrovo a Gabellaccia\nGita alla lapide dove fu fondata la brigata partigiana anarchica “Elio” a Campocecina\nPranzo al sacco autogestito\nh.18 Gragnana al Circolo Malatesta\n“La necessità dell’antimilitarismo: esperienze di lotta contro la guerra e chi la arma”\nA seguire cena e concerto di Alessio Lega e Guido Baldoni \nPossibilità di campeggio gratuito autogestito \nFederazione Anarchica Italiana \nPer info logistiche: arrembaggio@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:PALERMO: "A cena con il dittatore" Tre film a novantanni dalla guerra civile spagnola
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SUMMARY:MASSENZATICO: Accordi libertari Festival della canzone anarchica
DESCRIPTION:ACCORDI LIBERTARI\nFESTIVAL DELLA CANZONE ANARCHICA 2026\nMASSENZATICO (RE) 2-3-4 OTTOBRE 2026\nAlmeno su una cosa tutti sono d’accordo: le canzoni anarchiche sono le più belle!\nDall’Ottocento ad oggi\, dal “fosco fin del secolo morente” al trionfo dell’intelligenza artificiale e della crisi\ndelle speranze collettive\, passando per tutte le resistenze e per il punk\, il canto ha accompagnato le lotte\ndegli anarchici. “Nostra patria è il mondo intero”\, “Amor ritiene uniti gli affetti naturali”\, “Anche se voi vi\ncredere assolti siete lo stesso coinvolti”\, “Coltelli per tagliare il pane dell’amicizia”… i poeti popolari hanno\nfornito slogan e idee al movimento dei lavoratori.\nLa rivendicazione di un mondo di giustizia sociale\, senza guerre e senza oppressioni individuali ha sempre\ntrovato il sostegno fisico degli anarchici e l’accompagnamento dei loro canti. Perché agli anarchici piace la\nvita\, e quale modo migliore di viverla che trovarsi ognuno con la sua voce fra canti collettivi e controcanti\nindividuali?\nÈ per questo che nelle giornate di venerdì 2\, sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026 si svolgeranno tre giorni\ndedicati al canto anarchico.\nSi svolgeranno a Massenzatico in provincia di Reggio Emilia: un luogo nel quale da molti anni gli anarchici si\nritrovano per una grande festa conviviale incentrata sul cibo “Le cucine del popolo”. Anche questa sarà una\nfesta dove ascoltare vecchi e nuovi canti\, incantarsi al suono delle chitarre\, seguire le narrazioni dei\ncantastorie storici e moderni\, vivere la condivisioni inclusiva dei cori popolari.\nDistribuiti nel corso dei tre giorni\, alternando momenti di ascolto ad altri di pura festa\, la dimensione fisica\ne quella poetica\, queste diverse forme di espressione musicale troveranno dei momenti dedicati.\n– Le giornate saranno all’insegna dei confronti\, degli approfondimenti\, dei laboratori.\n– I pomeriggi spettacoli e conferenze metteranno assieme i canti con la storia e con le storie dei singoli\ncantori: cantautori famosissimi come de André\, compagni storici come Pietro Gori\, figure del nostro mondo\ncome Paola Nicolazzi.\n– I tardi pomeriggi saranno dedicati a singoli momenti di brevi spettacoli.\n– Dopo la cena ci saranno concerti avvincenti e momenti di condivisione musicali fra svariati cori che\nintrecceranno le loro voci a quelli di tutti i partecipanti.\nUna grande festa della musica\, all’insegna del pensiero libertario.\nIl canto anarchico: un fenomeno per certi versi indefinibile\, ma che – come la rivoluzione – trova il suo\nmomento dall’incrocio fra la gioia della partecipazione e la liberazione dai tabù e dalle catene.\nSegnatevi questa importante iniziativa sul calendario: 2\, 3\, 4 ottobre 2026. Primo Festival della canzone\nanarchica.\nCIRCOLO ARCI CUCINE DEL POPOLO CIRCOLO ARCI CAPANNINA – PARADISA\nPer info 347 3729676
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SUMMARY:REGGIO EMILIA: Giornata di Studi in memoria di Claudio Venza "Spagna '36: l'anarchia\, la guerra\, la rivoluzione"
DESCRIPTION:Spagna ’36: l’anarchia\, la guerra\, la rivoluzione\nGiornata di studi a cura dell’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa\, della Biblioteca Panizzi e dell’Istoreco nel novantesimo della rivoluzione e dell’inizio della guerra civile in Spagna. \n“In memoria di Claudio Venza (1946-2022)\, militante anarchico e storico della Spagna libertaria”. \nSabato 24 ottobre 2026\, Sala del Planisfero\, Biblioteca Panizzi\, Via Farini 3\, Reggio Emilia \n\nSabato 24 ottobre 2026\,  Sala del Planisfero\, Biblioteca Panizzi\, Via Farini 3\, Reggio Emilia\nMattina\, ore 9:30-12:30: Presiede Gemma Bigi\n    1. Enrico Acciai: Un quadro storiografico\n    2. Alfonso Botti: La guerra civile spagnola nella storia del Novecento\n    3. Eva Cecchinato: Il volontarismo in armi 1936-1939\n    4. Alberto Ferraboschi: Gli intellettuali italiani e la Spagna di Franco. Antifranchismo culturale e mobilitazione democratica nel secondo dopoguerra\n    5. Gianni Carrozza: Non è un colpo di fulmine: Berneri in Spagna\n\nPomeriggio: Presiede Antonio Senta (con un ricordo di Claudio Venza)\, ore 14:30-18:30 \n    1. Eulalia Vega Masana: Donne anarchiche nella rivoluzione e nella guerra civile spagnola tra storia e memoria\n    2. Roberto Simoni: L’anarchismo nelle campagne spagnole\n    3. Rodolfo Vittori: L’anarchismo italiano in Spagna tra rivoluzione e guerra nei fondi Gino Cerrito\, Claudio Venza e Ugo Fedeli\n    4. David Bernardini: Rudolf Rocker e il dibattito sulla Spagna nell’anarchismo internazionale\n    5. Michela Cimbalo: Solidaridad Internacional Antifascista (SIA): tra assistenza alla popolazione spagnola e costruzione di reti politiche transnazionali\n\nA novanta anni dall’estate 1936 l’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa\, la Biblioteca Panizzi e l’Istoreco dedicano una giornata di studi alla ricostruzione storica degli avvenimenti che portarono all’affermazione del regime franchista in Spagna\, approfondendo le dinamiche di quegli anni dal punto di vista sia militare sia politico-sociale. Il 17 luglio del ’36 nel Marocco spagnolo le truppe coloniali danno il via alla sollevazione militare contro il legittimo governo repubblicano\, eletto nel febbraio precedente\, e in poco tempo i nacionales avranno la meglio in molte aree della Spagna\, iniziando subito eccidi sistematici di civili\, lavoratori\, sindacalisti e militanti di sinistra. Ma in buona parte della penisola la popolazione reagisce riuscendo a sventare il golpe in tante città e regioni\, come Barcellona\, la Catalogna e l’Aragona; grazie alla spinta propulsiva degli attivisti libertari e al protagonismo femminile procede con successo uno straordinario esperimento di rivoluzione sociale: l’autogestione dei servizi e delle industrie e la collettivizzazione delle terre. L’utopia si fa realtà\, ma sconta presto l’intervento militare dell’Asse in supporto dei franchisti\, il non intervento delle democrazie occidentali\, il sostegno ai golpisti da parte della Chiesa cattolica\, il ruolo controrivoluzionario dell’Unione Sovietica di Stalin. Così la breve estate dell’anarchia\, animata anche da volontari internazionalisti\, si spegne stritolata dalle logiche belliche e totalitarie\, pugnalata alle spalle dallo stalinismo\, reo dell’assassinio\, tra gli altri\, di Camillo Berneri nel maggio 1937 a Barcellona\, e dalla furia dei fascismi europei che infine vincono la guerra. Sulla Spagna cala il sipario della brutale dittatura franchista che durerà fino a metà anni Settanta.
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