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SUMMARY:Roma: Appello mobilitazione in occasione dell'incontro dell'OMS sulla salute mentale
DESCRIPTION:IL CAPITALISMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE \n“Una buona salute mentale consente alle persone di lavorare in modo produttivo e di realizzare appieno il proprio potenziale. Al contrario\, una cattiva salute mentale interferisce con la capacità di lavorare\, studiare e apprendere nuove competenze. Essa ostacola i risultati scolastici dei bambini e può avere un impatto sulle prospettive occupazionali future. \nI ricercatori stimano che solo a causa della depressione e dell’ansia si perdono ogni anno 12 miliardi di giorni lavorativi produttivi\, per un costo di quasi 1.000 miliardi di dollari. Questo dato comprende i giorni persi per assenteismo\, presenzialismo (quando si va al lavoro ma non si lavora) e turnover del personale.” (World mental Health report. Tranforming mental health for all; Cap. 4.3.2 Economic Benefits; OMS 2022). \nIl 13 e 14 ottobre 2022 si terrà a Roma l’incontro internazionale promosso dall’OMS (Organizzazone Mondiale della Sanità) in cui si presenterà il World Mental Health Report. \nÈ in questa occasione che nasce la chiamata a scendere in piazza a Roma Giovedì 13 Ottobre. \nOCCUPARSI DELLE CAUSE NON GENERA PROFITTO \nLa gestione sanitaria dell’emergenza pandemica ha evidenziato una totale assenza di interventi diretti ad approfondire le cause che l’hanno determinata\, occupandosi esclusivamente dei sintomi. Focalizzare l’attenzione sulla ricerca delle cause avrebbe significato inevitabilmente attuare una radicale trasformazione delle politiche sociali\, economiche\, ambientali\, sanitarie\, relazionali. Troppo costoso e quindi\, poco produttivo. La psichiatria funziona con le stesse modalità: al presentarsi di una crisi non vengono prese in considerazione le cause che l’hanno determinata\, la persona viene espropriata della possibilità di esprimere i propri significati e di autodeterminarsi attraverso un potere del tutto arbitrario il cui interesse non é affatto quello dichiarato della cura\, ma piuttosto la progressiva medicalizzazione e cronicizzazione della crisi.\nLo Stato in questi due anni si è comportato allo stesso modo: in nome di una presunta irresponsabilità collettiva ha imposto le sue direttive dall’alto imponendosi come organo iper-razionale\, una mente che ‘decide’ e sovradetermina il ‘corpo’ sociale\, che in quanto ‘corpo’ è ad esso subordinato secondo un dualismo riduzionista para-psichiatrico appunto. Lo Stato e i suoi tecnici hanno valutato lo ‘stato di necessità’ secondo le leggi dell’economia\, e gestito l’emergenza/crisi con la contenzione – l’esproprio della salute – esattamente come avviene in psichiatria. Allo stesso modo si è imposto un trattamento farmacologico col ricatto\, impedendo alle persone di esprimere il proprio consenso\, assicurando l’immediato introito per Big Pharma e lasciando solo chi ha subito le conseguenze sulla propria salute degli effetti collaterali del vaccino.\n \nPER LA LIBERTÀ DI SCELTA CONTRO L’OBBLIGO DI CURA \nL’attuale prassi nelle istituzioni psichiatriche prevede l’assunzione obbligatoria di psicofarmaci che a lungo termine risultano il più delle volte essere dannosi e invalidanti. La progressiva cronicizzazione della sofferenza è funzionale da un lato alla presa in carico a vita dall’altro al profitto delle multinazionali del farmaco.\nLa parola della persona non viene presa in considerazione o addirittura giudicata come sintomo della malattia\, mentre vivere in una società fondata sulla prestazione e l’individualismo\, la solitudine e l’assenza di una dimensione comunitaria sembra cosa del tutto normale. Si interviene sui sintomi categorizzandoli come espressione di “malattia mentale” ricorrendo ai TSO\, alla contenzione fisica\, meccanica e farmacologica. Nei CIM i colloqui sono troppo brevi e non c’è nessuna possibilità di essere ascoltatз o di esprimere dubbi e difficoltà.\nCrediamo che rivendicare il diritto ad avere parola e ad autodeterminarsi significhi anche riappropriarsi delle proprie esperienze\, delle difficoltà\, della sofferenza e della molteplicità di modi\nper affrontarla. Siamo convintз che ci siano persone\, tra coloro che operano all’interno delle strutture sanitarie\, che si rifiutano di essere complici di questo sistema di oppressione e che\npreferiscono slegare piuttosto che contenere\, ascoltare piuttosto che mettere a tacere con i farmaci\, essere solidali con chi si sottrae alle logiche di competizione. Sono loro che vorremmo al nostro fianco. \nTECNOLOGIE E DIGITALIZZAZIONE: LA RELAZIONE NEGATA \nSi parla di “salute mentale digitale”\, un processo che strumentalizza le retoriche dell’innovazione\, dell’accessibilità e dell’inclusione\, introducendo invece forme sempre più specializzate di controllo\, disciplinamento ed esclusione. Una “salute” sempre più delegata al dispositivo tecnico\, costruita intorno alle esigenze del mercato dell’industria tecnologica e all’inesorabile sottrazione di reali spazi di soggettivazione\, autodeterminazione e solidarietà dal basso. \nCONTRO IL PROIBIZIONISMO PER LA RIDUZIONE DEL DANNO \nC’è un’evidente contraddizione nei proclami dell’OMS\, da un lato si promuove il consumo di sostanze “psicotrope” legali con effetti disastrosi\, dall’altro si criminalizza l’autoconsumo di sostanze psicoattive. Al mondo un detenuto su cinque è in carcere per violazioni delle leggi sulle droghe. In Italia circa un terzo della popolazione detenuta è in carcere per questo motivo. Il proibizionismo non solo ha fallito\, ma è esclusivamente funzionale al controllo sociale e a finanziare narco-mafie e narco-stati utili al riciclo e alla riproduzione del Capitale. E’ fondamentale dare voce allз consumatorз\, attivando politiche dal basso improntate alla riduzione del danno e al consumo consapevole.\n \nPER L’ABOLIZIONE DELLA CONTENZIONE E DELL’ELETTROSHOCK \nNonostante le belle parole dell’OMS nei reparti psichiatrici si continua a morire legati nei letti di contenzione. Continuano ad essere praticati dispositivi manicomiali e coercitivi come l’uso dell’elettroshock\, l’obbligo di cura\, la contenzione farmacologica\, le porte chiuse\, le grate alle finestre\, le limitazioni e il controllo della libertà personale. \nNon c’è salute nei CPR\, nelle carceri\, negli SPDC\, luoghi di tortura e annientamento delle persone. Non c’è salute dove c’è violenza e discriminazione di genere\, senza diritto effettivo all’aborto e supporto alla genitorialità. Non c’è salute nelle politiche economiche che finanziano armamenti e guerre\, sottraendo risorse alla collettività e ai bisogni delle persone. \nLa salute che vogliamo si basa su percorsi di solidarietà\, autogestione e mutualismo dal basso. E’ il frutto dell’interdipendenza tra corpi\, condizioni sociali e ambientali. \nNon si può garantire salute per tuttз\, senza lavoro\, scuola e università\, spazi comuni e di socialità liberati dalle logiche del profitto neoliberista. Crediamo che non ci sia bisogno di uno Stato né di un’organizzazione Mondiale che si proponga di riorganizzare e che sovradetermini la nostra salute e le nostre vite. Siamo convintз che ritrovarsi\, ricostruire delle relazioni e delle comunità\, riprendersi strade e spazi\, possa essere un primo passo per aprire un orizzonte nel quale dar vita a luoghi liberi dalle dinamiche individualistiche\, di sfruttamento e mercificazione. \nPRESIDIO COMUNICATIVO  \nGiovedì 13 ottobre alle ore 11.00 – Piazza del Risorgimento – Roma \nINVITIAMO TUTT3 A PARTECIPARE!  \nAssemblea Antipsichiatrica \n\nhttps://radioblackout.org/podcast/oms-coercizione-telehealth-contatori-e-smartcity/ \n 
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SUMMARY:Pisa: Guerra e gas. Gli sviluppi della guerra in Ucraina e i suoi riflessi in Italia
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SUMMARY:Pordenone: FRONTE DELLA PACE  Voci russe e ucraine contro l'invasione
DESCRIPTION:presso la sede del Circolo Libertario Emiliano Zapata – Biblioteca M. Cancian \nVia Ungaresca\, 3b / Pordenone \nin collaborazione con www.storiastoriepn.it \nFONTRE DELLA PACE \nVoci russe e ucraine contro l’invasione \ninterviene l’autore \nYURII COLOMBO \n/presentazione del libro edito per Castelvecchi” \nsegue dibattito \nAll’indomani dell’invasione armata da parte della Russia in Ucraina\, Yurii Colombo\, esperto di Russia ed ex Urss\, raccoglie le voci di intellettuali democratici e forze di sinistra di entrambi i Paesi. \nI contributi vertono sui temi più spinosi e controversi sollevati dalla guerra: va appoggiata la resistenza ucraina? La visione del “Mondo Russo” baluginata da Putin è un progetto imperiale pericoloso per tutta l’Europa?Quali sono le responsabilità della Nato in questa guerra? E quale sarà il futuro dei popoli che vivono nei territori dell’ex Urss? E inoltre: esiste un’alternativa ai regimi corrotti e oligarchici che dominano questi Paesi da trent’anni? Un mosaico di interpretazioni\, analisi e testimonianze provenienti dai due fronti\, capace di andare oltre stereotipi e semplificazioni che infestano il dibattito pubblico e di restituire la complessità di un conflitto che sta già avendo – e continuerà a produrre – conseguenze rilevanti sulla vita e sul futuro di milioni di europei. \n———————- \nYurii Colombo\, 1963\, vive a Mosca da molti anni. Laureato in scienze politiche a Milano e in Storia e letteratura russa a San Pietroburgo è madre lingua russa. Ha scritto migliaia di articoli per Il Manifesto\, Ogzero.org\, Il Fatto quotidiano\, Left e Jacobin (Usa)\, scrive regolarmente su www.matrioska.info.
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SUMMARY:Milano: Ma rullare vale? Presentazione della graphic novel
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SUMMARY:Torino: Rossobruni
DESCRIPTION:La storia e il pensiero politico del nazionalbolscevismo dalla prima democrazia tedesca (la Repubblica di Weimar) ai nazimaoisti degli anni Sessanta/ Settanta\, dall’ecologismo razzista degli anni Ottanta al nazionalcomunismo teorizzato nel decennio successivo come alternativa al cosiddetto “villaggio globale”.\nA lungo patrimonio pressoché esclusivo di un pulviscolo ideologico a destra del fascismo\, il rossobrunismo è ora uno dei tanti filoni che nutrono quel fenomeno nazionalpopulista che sta trasformando la vita di tutti noi.\nIntroduce l’incontro David Bernardini\, autore di “Nazionalbolscevismo. Piccola storia del rossobrunismo in Europa”\nIn corso Palermo 46 \nContatti:\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 21\nContatti: fai_torino@autistici.org – @senzafrontiere.to/ \nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail \nscrivi a: anarres@inventati.org \nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Roma:  sit-in contro il rinnovo del memorandum Italia Libia
DESCRIPTION:Saremo in piazza a Roma\, al Foro Traiano\, con un sit-in contro il rinnovo del memorandum Italia-Libia. \nSi tratta del memorandum che consente il finanziamento e l’addestramento della Guardia Costiera libica per intercettare i migranti diretti verso le coste europee. I migranti intercettati vengono poi rinchiusi nei Lager libici dove subiscono torture\, estorsioni\, stupri\, riduzione in schiavitù ed omicidi. \nInsieme a Black Lives Matter Roma e alla Rete Antirazzista vogliamo denunciare le responsabilità di tutti i governi che hanno sempre confermato questo memorandum e istituzionalizzato una strategia razzista\, criminale\, neocoloniale e di devastazione ambientale. \nDurante il presidio ci saranno diverse testimonianze sia di chi è riuscito a fuggire dai Lager libici\, sia di altre realtà in lotta contro il genocidio dei propri territori. \nVogliamo anche rivendicare la concessione dell’asilo politico a tutti i disertori di tutte le guerre\, a partire dal conflitto russo-ucraino. \n Invitiamo tuttə a partecipare! \nSabato 15 ottobre dalle ore 14:00 alle ore 17:00 al Foro Traiano (all’incrocio tra Via dei Fori Imperiali e Piazza Venezia) \nGruppo Anarchico “Mikhail Bakunin” –  FAI Roma e Lazio
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SUMMARY:Palermo: Basta guerra! Basta caro bollette!
DESCRIPTION:GUERRA\, CARO BOLLETTE\, DISOCCUPAZIONE\nÈ ORA DI LOTTARE!\nI mesi appena trascorsi e quelli che ci prepariamo ad attraversare sono stati e saranno decisivi\, in una fase storica di crisi strutturale che spinge sempre più milioni di proletari verso la disoccupazione e l’impoverimento.\nStiamo assistendo al prosieguo di una guerra\, che dura ormai da oltre sette mesi\, di cui Ucraina è l’insanguinato campo di battaglia tra il tentativo degli Stati Uniti di mantenere la propria presa egemonica sul mondo e la volontà della Russia di rivendicare la costruzione di un mondo multipolare. L’Europa è direttamente coinvolta: i governi hanno rinnovato la loro fedeltà al patto atlantico e garantito il proprio supporto agli Stati Uniti\, che dietro la retorica della difesa del popolo ucraino dall’aggressione russa tentano di nascondere il ruolo attivo che hanno avuto nel provocare e alimentare questa guerra.\nIl governo italiano di Mario Draghi non è stato da meno\, decidendo di raddoppiare le spese militari dei prossimi anni\, portandole a ben 38 miliardi entro il 2028. La partecipazione attiva a questo\, come ad altri conflitti è garantita anche dalla presenza di basi militari di proprietà degli Stati Uniti e della Nato\, tra cui quella di Sigonella e il Muos di Niscemi\, che sta anche devastando un’intera riserva naturale e provocando malattie ed emigrazione nella zona della Sicilia coinvolta.\nE mentre si continua a inviare armi\, lo Stato italiano si impegna anche a radicare sempre più la cultura della guerra. Un esempio di ciò è la cerimonia dell’alzabandiera svolta dentro la scuola primaria L.Capuana di Palermo (e in altre 30 scuole italiane) a cui hanno assistito gli alunni con i loro insegnanti\, alla presenza dei militari delle varie Forze Armate al canto dell’Inno nazionale.\nUna iniziativa che fa seguito al protocollo d’intesa siglato tra l’esercito italiano e l’Ufficio Scolastico Regionale per far svolgere agli studenti siciliani l’alternanza scuola-lavoro all’interno delle caserme\, sotto gli ordini dei militari. Il protocollo ha l’obiettivo esplicito di ampliare i valori della guerra\, che oggi più che mai necessitano di essere ripudiati. Ma il protocollo mira anche a “rafforzare la correlazione fra il sistema educativo e la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale e naturalistico del territorio”. Una scelta tragicomica in Sicilia\, che paga a caro prezzo la sottrazione di interi pezzi di terra perché soggetti a servitù militari.\nLa scuola-caserma non è la scuola che vogliamo\, il PCTO non rispecchia né la nostra idea di scuola né di lavoro. L’alternanza scuola-lavoro di per sé è inaccettabile: rende studenti minorenni manodopera gratuita al servizio delle aziende – nelle quali muoiono anche\, come dimostrato dai tre ragazzi morti quest’anno durante gli stage – serve a formare gli studenti alla precarietà\, a convivere con ritmi insostenibili\, lavorando diverse ore al giorno senza tutela. Il PCTO è il primo approccio con il mondo del lavoro. Un mondo del lavoro che produce precarietà\, sfruttamento\, lavoratori poveri\, inquinamento\, devastazione delle nostre terre.\nAll’aumento delle spese militari corrisponde una diminuzione marcata della spesa sociale. Oltre l’80% delle tasse che incassa lo Stato italiano provengono da lavoratori e pensionati. Quei soldi finiscono nelle casse di banche\, istituti finanziari e imprese\, non esiste alcuna redistribuzione né alcun ritorno sociale in termini di servizi.\nAd aggravare la situazione contribuisce l’aumento dell’inflazione e quindi dei carburanti\, delle bollette\, dei prezzi dei beni di prima necessità ormai in crescita costante da anni: la guerra rappresenta al massimo un punto di caduta piuttosto che la causa.\nSiamo dentro una crisi profonda\, che oggi sta assumendo anche il volto della crisi climatica ed energetica\, i cui costi vengono scaricati come sempre sulle classi proletarie. Mentre il prezzo delle bollette vola alle stelle\, aumentato del 162% nell’ultimo anno e del 60% a partire dal primo ottobre\, le multinazionali dell’energia come Eni\, Enel o Edison aumentano i loro profitti.\nDi fronte a questo\, lo scenario politico che si prospetta non è per nulla rassicurate: il governo Meloni che si formerà nelle prossime settimane porterà avanti con ancora più forza le politiche liberiste sostenute da tutti i governi\, sia di destra che di sinistra\, alle quali abbiamo assistito in questi anni e che ci hanno condotti nella catastrofe che stiamo vivendo.\nL’introduzione della flax tax porterebbe a far pagare le stesse tasse a chi guadagna migliaia di euro al mese e a chi alla fine del mese non riesce neanche ad arrivarci.\nPer di più\, la generalizzata diminuzione delle tasse sarebbe finanziata dal taglio della spesa pubblica\, che assesterebbe l’ennesimo\, devastante colpo alla scuola e alla sanità pubblica\, in favore dei privati e di chi può permettersi di pagarli.\nL’abolizione del reddito di cittadinanza spingerebbe al di sotto della soglia di povertà assoluta milioni di persone che ne necessitano per riuscire ad avere un pezzo di pane sulla tavola: soltanto a Palermo sono circa 65 mila le famiglie che ne beneficiano.\nLa fase che dobbiamo attraversare è decisiva: non possiamo accettare ulteriori attacchi al walfare\, mentre le bollette arrivano alle stelle e la disoccupazione dilaga.\nCostruire opposizione sociale nelle scuole\, nelle università\, nei luoghi di lavoro\, nei quartieri\, nelle piazze è necessario\, oggi più che mai. Il 15 ottobre scendiamo in piazza a Palermo contro la guerra\, contro l’invio di armi\, contro questo modello di scuola e di lavoro\, contro il caro bollette\, per difendere il reddito di cittadinanza\, pretendere il diritto al reddito universale e il diritto a una vita degna!\n\nConcentramento\, ore 17\, piazza Verdi – Palermo\n\nAssemblea NoGuerra Palermo; Laboratorio Andrea Ballarò; Potere al popolo Palermo; Cobas Palermo; SLAI COBAS per il sindacato di classe;\nMovimento femminista proletario rivoluzionario; Comitato di Base No Muos Palermo; Laboratorio Studentesco Autonomo; Studenti Palermitani;\nLaboratorio Sociale Malaspina; Il Partito Comunista dei Lavoratori – Palermo; Cub Palermo; Si Cobas Palermo; Unione popolare\nPer info e adesioni scrivete alla pagina dell’Assemblea contro la guerr
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SUMMARY:Monfalcone: Presentazione "La linea dell'orizzonte"
DESCRIPTION:Per Ottobre libertario sabato 15 ottobre alle ore 18 in via Sant’Ambrogio a Monfalcone (dietro al campanile) presentazione della “ethnographic novel” La linea dell’orizzonte insieme a Francesco Della Puppa\nUna storia a fumetti di bengalesi-italiani tra il golfo del Bengala\, il nord est d’Italia e la Gran Bretagna che ci parla delle dinamiche migratorie della comunità bangladese spiegate con l’immediatezza del fumetto\nDa una ricerca sociologica di Francesco Della Puppa\, con la sceneggiature di Francesco Matteuzzi e Francesco Della Puppa\, disegnata da Francesco Saresin \nIn caso di maltempo l’iniziativa si terrà presso il Caffè Esperanto di via terenziana\, 22 a Monfalcone \nFrancesco Della Puppa è ricercatore e docente di sociologia presso il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia\, membro del Master su Migrazioni e Trasformazioni Sociali presso la medesima università. Si interessa di migrazioni internazionali e asilo\, famiglia immigrata e ricongiungimento familiare\, genere e migrazioni\, immigrazione e sindacato\, lavoro\, cittadinanza
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SUMMARY:Trieste: La rivoluzione ecologica\, il pensiero libertario di Murray Bookchin + buffet e mostra manifesti
DESCRIPTION:Se non faremo l’impossibile\nci troveremo di fronte l’impensabile!\nLA RIVOLUZIONE ECOLOGICA\nIl pensiero libertario di Murray Bookchin\nPer Murray Bookchin l’unica soluzione possibile al disastro ecologico è la trasformazione radicale della società contemporanea in senso libertario\, eliminando il dominio di un essere umano sull’altro e cancellando il principio stesso della dominazione. La questione ecologica è quindi inscindibile dalla questione sociale.\nQuesto libro illustra in modo chiaro\, attraverso una disamina articolata delle tesi più importanti propugnate dal pensatore nordamericano\, tutti gli elementi propositivi dell’ecologia sociale\, a cominciare dalla democrazia diretta fino al confederalismo democratico che ha fortemente influenzato il processo rivoluzionario nella regione curda del Rojava.\ndi Selva Varengo Ed.Zero in Condotta\nSelva Varengo (1981)\, dottore di ricerca all’Università degli Studi di Milano. Studiosa del pensiero politico contemporaneo\, si occupa principalmente di anarchismo\, ecologismo e questioni di genere. Ha pubblicato diversi saggi e il volume Pagine anarchiche. Pëtr Kropotkin e il mensile “Freedom”.\nDalle 18.30 cibo&beveraggi per autofinanziamento\nAlle 19 visita guidata alla mostra in chiusura di manifesti anarchici triestini dal 1946 ad oggi\nh.20.30 presentazione del libro\nvia del Bosco 52a\nGruppo Anarchico Germinal – germinalts.noblogs.org
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SUMMARY:Bologna: Proiezione di “Nuestra libertad”+pranzo sociale
DESCRIPTION:Proiezione di “Nuestra libertad”\, regia Celina Esher\nA cura del collettivo transfemminista Mujeres Libres Bologna \nDomenica 16 Ottobre ci vediamo al circolo Anarchico Berneri per un pranzo conviviale e per guardare insieme il documentario FLY SO FAR (Nuestra Libertad). \nore 13:00 pranzo sociale\nore 15:30 proiezione documentario\na seguire dibattito \nCon questa iniziativa\, vogliamo contribuire a dare voce alla situazione de El Salvador\, che presenta una delle normative più restrittive al mondo riguardo l’interruzione volontaria di gravidanza. Abortire é infatti proibito in maniera assoluta\, anche in casi di stupro\, incesto\, o quando la stessa vita delle donne è a rischio. Succede inoltre che molto spesso le donne che soffrono emergenze ostetriche siano accusate di omicidio aggravato e che vengano condannate fino a 30 anni di carcere. Persino le donne che subiscono aborti spontanei\, che danno alla luce feti morti o che vivono gravi emergenze ostetriche possono essere processate per omicidio. \nQuesta terribile realtà viene ben raccontata nel documentario Nuestra Libertad\, della regista Celina Esher. La protagonista è Teodora Vázquez\, che diviene la portavoce de “Las 17”\, un gruppo di donne  acusate di omicidio aggravato ed incarcerate per aver avuto un aborti spontanei. Il caso di Teodora è diventato simbolo dell’estrema criminalizzazione dell’aborto e della crudeltá contro la donne del sistema salvadoregno. Teodora e le altre donne sono al contempo vittime del sistema legislativo e simbolo della lotta transfemminista\, di empowerment\, resilienza e solidarietá. \n*Questo evento si inserisce nel calendario che celebra il 50° anniversario del Circolo Anarchico Berneri (https://circoloberneri.indivia.net/50-anniversario)\, oltre che nella rassegna che ci accompagna verso (e oltre) il 28 Settembre\, la giornata internazionale dell’aborto libero\, sicuro e gratuito (https://mujeres-libres-bologna.noblogs.org/post/2022/09/23/abortembre-2022/)* \nMujeres Libres Bologna\nmujeres-libres-bologna.noblogs.org
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SUMMARY:Roma: cineforum "More"
DESCRIPTION:Tornano i nostri cineforum\, tutti i mercoledì alle 19. Cominciamo con due film di Barbet Schroeder con la colonna sonora dei Pink Floyd. \nMercoledì 19 ottobre ore 19 presentazione del film “More” di B. Schroeder (1969)\nMercoledì 26 ottobre ore 19 presentazione del film “La vallée” di B Schroeder(1972) \nA fine proiezione ci sarà un dibattito. \nVia Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) Metro B – Roma Garbatella \nBarbet Schroeder prima di essere un regista da premio Oscar\, era a Parigi ai tempi della Nouvelle Vague\, inizialmente scrivendo per i Cahier du cinema\, collaborando con Godard come aiuto regista e attore in piccoli ruoli\, poi come produttore di Rivette\, Rohmer\, Fassbinder e\ndello stesso Godard. Per il suo debutto come regista sceglie di mettere in scena il mondo della controcultura giovanile post maggio francese\, con uno sguardo oggettivo\, non moraleggiante. “More” (1969) è\, analogamente a film coevi come Easy rider o Zabriskie point\, il racconto di un viaggio alla ricerca della libertà. L’amore\, la droga\, Ibiza\, il sogno di una spiritualità naturista e misticheggiante in opposizione alla società dei consumi\, insomma i vari stereotipi del mondo hippie non sono però rappresentati romanticamente o idealisticamente\, ma più crudamente come una evasione dalla realtà verso l’autodistruzione. Per la colonna sonora il regista si rivolge ai Pink Floyd\, all’epoca ancora poco noti ma già considerati il gruppo più rappresentativo nell’ambiente della controcultura psichedelica. Le musiche andranno a far parte dell’album omonimo\, “Soundtrack from the film More”. Nel film sono presenti due brani\, lo strumentale “Hollywood” e la canzone “Seabirds”\, non inclusi nel disco\, e quindi sostanzialmente inediti. \nNel 1972 Schroeder chiede ancora il contributo dei Pink Floyd per il suo secondo lungometraggio\, “La vallée”. Ancora la storia di un viaggio verso la libertà\, il percorso iniziatico di una donna ricca e annoiata alla ricerca di una utopica valle\, in una regione inesplorata della Nuova Guinea\, una sorta di Eden dove avverrà la sua rinascita. Apparentemente più ottimistico di “More”\, in realtà vi si estremizza ancora di più l’aspetto della fuga dal mondo\, visto come irrimediabilmente corrotto e ostile. La colonna sonora diverrà l’album dei Pink Floyd “Obscured by clouds”\, l’ultimo della fase “psichedelica’ o “flower power” della band prima della svolta di “The dark side of the Moon”. \nGruppo Anarchico M.Bakunin – F.A.I. Roma e Lazio\ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Nocera umbra: incontro sul progetto "Rete adriatica" della Snam
DESCRIPTION:Progetto “Rete Adriatica ” della SNAm:\nGli organi tecnici della Regione Dell’Umbria si sono più di una volta\ndichiarati contro la realizzazione dell’opera considerandola lesiva agli\nequilibri faunistici\, della flora\, paesaggistici e idrogeologici della\nnostra regione\, in più con un notevole aumento del rischio sismico data\nl’elevata sismicità appenninica.\nRicordiamo che le precedenti autorità regionali dell’Umbria si sono più\nvolte espresse contro la costruzione della “Rete adriatica SNAM”\,\nsupportate da queste relazioni tecniche da loro commissionate. L’ultimo\ndocumento ufficiale in proposito è la Deliberazione dell’Assemblea\nLegislativa del 30 settembre 2014\, n. 357.\nCiò nonostante il governo in carica ha deciso per la sua realizzazione\,\ncon il consenso della giunta regionale dell’Umbria. Proprio ora che\nl’accaparramento delle risorse energetiche ha scatenato una guerra che\nminaccia di divenir mondiale.\nIl giorno 21 ottobre 2022 alle ore 21 saremo ospitati nella Piazzetta di\nBagnara nei locali del Circolo ARCI di Bagnara di NOCERA UMBRA per\nparlare del Mega gasdotto che passerebbe proprio per questo paese\, con\nil geofisico Dottor Francesco Dottor Aucone e con alcuni membri del\ncoordinamento NO gasdotto SNAM.\ncoordinamento no gasdotto SNAM.
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SUMMARY:Jesi: Cineforum libertario "Soggetto Donna"
DESCRIPTION:Tornano le rassegne cinematografiche al Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri”\nIngresso libero\, come sempre.\n\n\nven 21 ott. h. 21:00\nUna donna promettente (E. Fennell\, 113min.)\n\nLa trentenne Cassie ha buttato al vento ogni speranza: da quando ha abbandonato gli studi di medicina lavora in un piccolo bar\, vive coi genitori e ogni weekend gira per locali facendosi abbordare da sconosciuti. Cassie in realtà ha un piano: fingendosi ubriaca\, intende dimostrare come ogni uomo che la abborda nasconda il desiderio di violentarla o possederla con la forza.\nUn film che non ha bisogno di confrontarsi con la Storia con la S maiuscola perché ne é parte\, descrive una delle tante pieghe che il quotidiano può prendere\, per quanto particolari o diverse possano sembrare.
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SUMMARY:Bologna: Convergere per insorgere
DESCRIPTION:Dopo aver partecipato all’assemblea cittadina\, preparatoria della manifestazione del 22 ottobre 2022\, sentiamo l’esigenza di esprimere collettivamente un punto di vista rivoluzionario e libertario sullo stato del movimento sociale di opposizione e sulle prospettive che questa manifestazione può aprire. \n\nUna delle caratteristiche\, e dei limiti\, dei movimenti degli ultimi anni (sicuramente nell’ultimo decennio) è stata quella di esprimersi su obiettivi parziali\, fortemente autocentrati e di non cogliere la complessità dell’insieme dei problemi che l’umanità si trova ad affrontare.\nNel novero dell’umanità non includiamo certamente i redditieri\, i governanti\, i politicanti\, i padroni e i loro sgherri\, le strutture armate dello stato e del padronato e quanti sono complici del sistema di sfruttamento e di oppressione. Nell’attuale ordinamento politico-economico-militare-sociale non ravvisiamo nessun modello da imitare e non vediamo nessuna possibilità di riforma degli ordinamenti. Là dove si aprono spazi di libertà effettiva e dove si esperimentano nuove forme di convivenza basate sulla giustizie e l’eguaglianza\, questo avviene tramite l’insurrezione popolare come in Chiapas o in Rojava.\nL’elenco dei problemi è molto lungo ma\, troppo spesso\, i movimenti si sono concentrati su uno di questi e non è mai stato sufficiente la loro sommatoria per porre la questione di una trasformazione radicale dell’esistente per una società di libere e di uguali.\nTroppo spesso nel cavalcare i problemi abbiamo visto folgoranti carriere politiche che hanno\, puntualmente\, tradito i mandati. Troppo spesso i movimenti hanno cercato sponde politiche e istituzionali nell’illusione di perseguire l’obiettivo.\nA nostro parere il percorso evocato dall’iniziativa del collettivo di fabbrica GKN coglie la questione di fondo: per ogni lotta parziale\, per tutte le altre questioni aperte\, per una complessiva e radicale trasformazione dell’esistente. Quindi nel percorso di avvicinamento al 22 ottobre e per il dopo di questo appuntamento è bene che collettivi\, spazi\, comitati\, associazioni e sindacati assumano il compito di andare oltre il rimirare il loro ombelico e di assumere modalità e obiettivi che possano effettivamente e efficacemente avviare la ricomposizione di un movimento sociale e di massa che prepari una effettiva insurrezione.\nSe le parole hanno un significato e non una semplice suggestione evocativa dobbiamo essere conseguenti\, andare oltre l’esistente e oltre le nostre esistenze per un futuro che si può costituire solo attraverso una rottura dell’ordine costituito.\nUn movimento all’altezza di questo compito sarà sicuramente plurale ed inclusivo ma deve praticare una metodologia orizzontale\, consensuale\, autogestionaria e bandire i settarismi e le logiche egemoniche. \nCircolo Anarchico Berneri di Bologna
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SUMMARY:Monfalcone: Utopia e azione. Per una storia dell’anarchismo in Italia
DESCRIPTION:al Caffè Esperanto: Utopia e azione. Per una storia dell’anarchismo in Italia 1848-1984. Con Antonio Senta autore dell’omonimo libro edito Elèuthera. Seguono cena e dj set.\nAntonio Senta\, dopo un dottorato presso l’università degli studi di Trieste\, insegna storia e filosofia nei licei. È membro del comitato scientifico dell’Archivio Famiglia Berneri-Chessa di Reggio Emilia e della collana OttocentoDuemila promossa dall’associazione Clionet. Ha inoltre lavorato a lungo presso l’International Institut of Social History di Amsterdam alla catalogazione di materiale archivistico concernente l’anarchismo italiano\, argomento sul quale ha scritto diversi saggi: Utopia e azione. Per una storia dell’anarchismo in Italia 1848-1984 (2015); La pratica dell’autogestione (con Guido Candela\, 2017); Luigi Galleani. L’anarchico più pericoloso d’America (2018) (edito anche negli Stati Uniti e in Cile); Gli anarchici e la rivoluzione russa (1917-1922) (2019)
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SUMMARY:Roma: "La Russia dopo Putin"
DESCRIPTION:Sabato 22 ottobre 2022 dalle ore 18:00 nello spazio anarchico “Vettor Fausto”\, in Via Vettor Fausto 3\, conferenza dibattito con Yurii Colombo su guerra\, società civile e prospettive in Russia. \nYurii Colombo è un giornalista italiano residente in Russia\, scrive sul Manifesto\, sul Fatto quotidiano e su www.matrioska.info è l’autore\, tra gli altri\, dei libri “SVOBODA – Ucraina tra NATO e Russia dall’indipendenza ad oggi” e “La Russia dopo Putin” \nSarà una serata di dibattito e approfondimento organizzata per cercare di analizzare le radici profonde di drammatico e sanguinoso conflitto nel cuore d’Europa.\nUn conflitto armato che ha ormai superato i 200 giorni e che ha già determinato catastrofi umanitarie\, sociali\, ambientali e che sembra avviarsi verso ulteriori escalation. \nSabato 22 ottobre 2022 dalle ore 18:00 in Via Vettor Fausto 3 (Metro Roma B – Garbatella): entrare nel portone e scendere le scale. \nGruppo Anarchico Bakunin – FAI Roma e Lazio
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SUMMARY:Massenzatico: Assemblea Antimilitarista
DESCRIPTION:ASSEMBLEA ANTIMILITARISTA \n23 OTTOBRE h.10.30 presso le Cucine del Popolo in via Beethoven 78 a Massenzatico (Reggio Emilia) \nQuesti i punti di discussione proposti:\n– valutazione del percorso sin qui svolto;\n– 4 novembre;\n– campagna di sostegno ai compagni ucraini e russi che lottano contro la guerra e il nazionalismo;\n– iniziative in occasione dello sciopero generale di dicembre;\n– iniziativa di carattere nazionale (corteo) su spese militari\, carovita\, missioni all’estero\, basi etc;\n– convegno sull’ENI a Gela;\n\nIl 23 ottobre a Massenzatico\, Reggio Emilia\, torna a riunirsi l’Assemblea Antimilitarista.\n\nDopo le iniziative contro l’approvazione delle missioni militari italiane all’estero per il 2022 condotte nell’estate\, torniamo a confrontarci per rilanciare l’opposizione alla guerra e al militarismo. Le elezioni anticipate hanno modificato parzialmente lo scenario in cui ci troviamo a muoverci\, provocando anche una ridefinizione delle iniziative\, ma le politiche di guerra rimangono la priorità di ogni governo. In estate sono state approvate nuove missioni militari in Bulgaria\, Ungheria\, Qatar e Mozambico. I militari che l’italia spedisce all’estero salgono a 12000\, e la spesa per le missioni cresce fino a oltre 1 miliardo e 681 milioni di euro. Le nuove missioni\, che ormai neanche il governo chiama più “umanitarie”\, confermano la politica imperialista e neocoloniale dell’Italia. Da una parte orientata da una parte accaparrarsi il controllo di zone strategiche per l’estrazione e il commercio di risorse energetiche ed in particolare di gas\, sotto il marchio dell’ENI. Dall’altra parte volta ad aumentare il già imponente schieramento di mezzi e uomini in Europa orientale prendendo di fatto parte alla guerra in corso. L’Italia va nella direzione di un consolidamento del proprio ruolo nella NATO\, ciò è confermato sia dall’aumento delle spese militari\, deciso in maniera trasversale dai partiti\, per soddisfare gli standard richiesti dall’alleanza\, sia dall’assunzione del comando della missione NATO in Iraq nel maggio scorso.\nLe conseguenze devastanti della guerra iniziata con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia lo scorso 24 febbraio sono sotto i nostri occhi: morte e distruzione per chi vive nelle terre direttamente coinvolte nel conflitto\, mentre paura\, miseria\, autoritarismo\, militarismo divengono la normalità nel resto del continente. Rivendicare l’apertura dei confini\, esprimere sostegno ai disertori e ai renitenti di entrambe le parti è fondamentale in questa fase. Centinaia di migliaia di persone sono fuggite in questi mesi dalla Russia per sottrarsi al massacro\, mentre le proteste\, gli atti di insubordinazione e i sabotaggi proseguono nonostante la repressione. Dall’Ucraina si rafforzano le voci che chiedono l’apertura delle frontiere\, libertà per gli uomini tra i 18 e i 60 anni considerati adatti all’arruolamento che da sette mesi non possono uscire dal paese e vivono nel costante pericolo degli arruolamenti forzati. Il sostegno ai disertori è un atto concreto contro la guerra che pensiamo dovrebbe animare le prossime iniziative.\nAlcuni appuntamenti sono già chiari\, dalle iniziative per contestare il 4 novembre allo sciopero generale del sindacalismo di base del 2 dicembre che pone l’opposizione alla guerra e all’economia di guerra al centro della giornata di lotta. Altri sono da definire\, e l’assemblea del 23 sarà un momento in cui poterne discutere. Rafforzare questa rete nata un anno fa a Milano e che riunisce realtà attive nelle lotte sui territori è necessario in questa fase\, per mettere al centro la questione dell’antimilitarismo e proporre iniziative concrete contro la guerra.\n\nRicordiamo i punti qualificanti della nostra azione definiti nella prima assemblea del 9 ottobre 2021 a Milano:\n– lotta per il completo ritiro delle missioni militari all’estero;\n– boicottaggio attivo dell’Industria bellica per arrivare alla sua completa riconversione a uso civile;\n– mobilitazione contro tutte le forme di militarizzazione dei territori: dalle basi militari alla presenza dei militari\nnelle strade delle nostre città\, dei poligoni fino alla blindatura dei confini e dei mari contro chi migra dal suo\npaese;\n– denuncia delle spese militari quali risorse di tutt* sottratte ai servizi sociali come sanità\, scuola\, trasporti\, ecc.\n– lotta contro gli interessi delle multinazionali italiane\, in primis l’ENI\, che di fatto dettano al governo l’agenda\ndelle missioni militari all’estero;\n– lotta contro le devastazioni ambientali causate dagli eserciti e dalle multinazionali da essi protette\, e per creare\nintersezioni fra i movimenti ecologisti dal basso e l’antimilitarismo;\n– contrasto alla crescente propaganda militarista nelle scuole e ai sempre più forti legami fra l’industria militare\ne l’Università;\n– denuncia dell’intima correlazione fra la violenza sessista e patriarcale e la logica militarista.\n\nper contatti:\nassembleantimilitarista@gmail.com\nfb: assemblea antimilitarista
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SUMMARY:Roma: cineforum ""La vallée"
DESCRIPTION:Tornano i nostri cineforum\, tutti i mercoledì alle 19. Cominciamo con due film di Barbet Schroeder con la colonna sonora dei Pink Floyd. \nMercoledì 26 ottobre ore 19 presentazione del film “La vallée” di B Schroeder(1972) \nA fine proiezione ci sarà un dibattito. \nVia Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) Metro B – Roma Garbatella \nBarbet Schroeder prima di essere un regista da premio Oscar\, era a Parigi ai tempi della Nouvelle Vague\, inizialmente scrivendo per i Cahier du cinema\, collaborando con Godard come aiuto regista e attore in piccoli ruoli\, poi come produttore di Rivette\, Rohmer\, Fassbinder e\ndello stesso Godard. Per il suo debutto come regista sceglie di mettere in scena il mondo della controcultura giovanile post maggio francese\, con uno sguardo oggettivo\, non moraleggiante. “More” (1969) è\, analogamente a film coevi come Easy rider o Zabriskie point\, il racconto di un viaggio alla ricerca della libertà. L’amore\, la droga\, Ibiza\, il sogno di una spiritualità naturista e misticheggiante in opposizione alla società dei consumi\, insomma i vari stereotipi del mondo hippie non sono però rappresentati romanticamente o idealisticamente\, ma più crudamente come una evasione dalla realtà verso l’autodistruzione. Per la colonna sonora il regista si rivolge ai Pink Floyd\, all’epoca ancora poco noti ma già considerati il gruppo più rappresentativo nell’ambiente della controcultura psichedelica. Le musiche andranno a far parte dell’album omonimo\, “Soundtrack from the film More”. Nel film sono presenti due brani\, lo strumentale “Hollywood” e la canzone “Seabirds”\, non inclusi nel disco\, e quindi sostanzialmente inediti. \nNel 1972 Schroeder chiede ancora il contributo dei Pink Floyd per il suo secondo lungometraggio\, “La vallée”. Ancora la storia di un viaggio verso la libertà\, il percorso iniziatico di una donna ricca e annoiata alla ricerca di una utopica valle\, in una regione inesplorata della Nuova Guinea\, una sorta di Eden dove avverrà la sua rinascita. Apparentemente più ottimistico di “More”\, in realtà vi si estremizza ancora di più l’aspetto della fuga dal mondo\, visto come irrimediabilmente corrotto e ostile. La colonna sonora diverrà l’album dei Pink Floyd “Obscured by clouds”\, l’ultimo della fase “psichedelica’ o “flower power” della band prima della svolta di “The dark side of the Moon”. \nGruppo Anarchico M.Bakunin – F.A.I. Roma e Lazio\ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Monfalcone: Dalla lotta all’amianto alle nuove battaglie per la salute nei luoghi di lavoro
DESCRIPTION:al Caffè Esperanto in via terenziana 22\nIncontro dibattito \nDalla lotta all’amianto alle nuove battaglie per la salute nei luoghi di lavoro \nQuando diciamo che il capitalismo uccide non stiamo usando una metafora. Il capitalismo uccide con lo sfruttamento di lavoratori e delle risorse e lo fa non solo nel sud del mondo o nelle periferie delle metropoli.\nIl capitalismo uccide proprio qua a Monfalcone vulnerabile angolo del sempre meno ricco nord est. \nLa lotta contro questa tragedia che colpisce la nostra città è stata portata avanti dal basso\, in particolare dall’Associazione Esposti Amianto. \nDa alcuni anni questa vicenda è diventata campo di contesa tra opposti schieramenti politici. Nel frattempo a Monfalcone si continua a morire\, non solo di amianto. \n“Quando gli elefanti combattono è sempre l’erba a rimanere schiacciata” (detto africano) \nParleremo quindi di lotta all’amianto e di sicurezza sul posto di lavoro con Vito Totire \nVito Totire è medico del lavoro/psichiatra e presidente dell’Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute di Bologna
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SUMMARY:Milano: Cospirazione animale. Tra azione diretta e intersezionalità
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SUMMARY:Bologna: Presentazione del libro "Orizzontale e verticale. Le figure del potere"+cena+concerto
DESCRIPTION:Presentazione del libro “Orizzontale e verticale. Le figure del potere” di Stefano Boni\nQui potete leggere la scheda del libro >> https://eleuthera.it/materiali/BONI_STEFANO/introduzione-orizzontale-verticale_boni.html\na seguire cena + concerto Mars on Pluto \nCircolo anarchico berneri cassero di porta santo stefano 1 \n 
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SUMMARY:Civitavecchia: Convegno nazionale sugli Arditi del Popolo
DESCRIPTION:In concomitanza con la Marcia su Roma si ebbe la caduta della “ribelle\, irriducibile Civitavecchia”. La sede portuale ed industriale\, tra le principali del Lazio\, che\, sulla scorta delle decennali battaglie operaie\, principalmente dei lavoratori del porto\, e grazie all’organizzazione degli Arditi del popolo\, fu tra le ultime città in Italia a cadere sotto i colpi del movimento fascista.\nIl Centenario dell’espugnazione di Civitavecchia\, il centro che in questi ultimi anni si è maggiormente speso nella memoria dell’arditismo popolare\, aldilà della mera rievocazione locale\, è occasione per un’iniziativa di portata nazionale riguardo gli Arditi del popolo nel loro insieme.\nOre 10.00\nSala conferenze della Compagnia portuale\nvia della Cooperazione\, 1\nSaluti:\nGiorgio GARGIULO (Presidente della Sez. Anpi di Civitavecchia)\nPatrizio SCILIPOTI (Presidente della Compagnia portuale di Civitavecchia).\nIntroduzione:\nEnrico CIANCARINI (Presidente della Società storica civitavecchiese).\nRelazioni:\nSilvio ANTONINI (Viterbo\, presentazione del volume collettaneo Vincenti per qualche giorno\, Vincenti per tutta la vita)\nFranco DOMINICI (Grosseto\, Il Fascismo dalla Maremma a Civitavecchia)\nAntonia LOVECCHIO (Bari\, La Roccaforte inespugnabile di tutti i rivoltosi)\nAlessandro MANTOVANI (Schio\, I Rapporti tra Arditi del popolo e Partito comunista d’Italia)\nMarco ROSSI (Livorno\, La Battaglia di Livorno\, 1921-22)\nLorenzo TORE (Parma\, La Storia dell’arditismo popolare attraverso le interviste).\nCoordina:\nFabrizio BARBARANELLI (Presidente dell’Associazione Spazioliberoblog).\nore 13.00\nlargo Arditi del popolo\nOmaggio al MONUMENTO AGLI ARDITI DEL POPOLO.\nOrganizzano: la Compagnia portuale di Civitavecchia e la Società storica civitavecchiese\ncon la partecipazione della Sezione Anpi.
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SUMMARY:Trieste: arte e anarchia
DESCRIPTION:abio Santin presenta “21 anni di ApARTE”\nPaola Brolati inscena “La guerra spiegata ai poveri” di Ennio Flaiano\n“ApARTE” è una rivista semestrale contenitore di materiali irregolari di cultura libertaria. Per 20 anni ha mantenuto lo stesso aspetto di LP ed è stato assemblata manualmente. Al 21° anno (un tempo tale data corrispondeva alla maggior età)\, è arrivato il momento dei cambiamenti e di una nuova impostazione\, fermo restando la bellezza della rivista e la presenza dei fantastici gadget (inserti musicali\, francobolli @art\, modellini da ritagliare e incollare\, ecc.)\n19.30 rebekin di autofinanziamento\n20.30 presentazione rivista e rappresentazione\nin via del bosco 52a\n\nGruppo Anarchico Germinal
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SUMMARY:Monfalcone: Lungo la linea del fuoco.Camminata sui luoghi dell’incendio estivo sul Carso
DESCRIPTION: Carso/Kras: Lungo la linea del fuoco . Camminata sui luoghi dell’incendio estivo sul Carso con Francesco Boer\, autore di Il piccolo libro del fuoco. Dettagli su luogo di ritrovo ed itinerario su blog e social a seguire. Si raccomandano abbigliamento e calzature adeguate. Pranzo al sacco \nNedelja\, 30. oktober. 10.00 Kras: Po ognjeni črti. Sprehod po krajih poletnega požara na Krasu s Francescom Boerom\, avtorjem Il piccolo libro del fuoco [Male knjižice ognja]. Podrobnosti o zbirnem mestu in itinerarju sledite na blogu in socialnih omrežjih. Priporočamo ustrezno obleko in obutev. Pakirano kosilo.\nFrancesco Boer è ragioniere ed alchimista\, scrittore\, falso profeta e poeta. Nel suo incessante vagabondaggio ha trovato il tempo di scrivere innumerevoli testi tra cui: Il piccolo libro del fuoco\, (il Saggiatore\, 2022)\, I briganti della Carnia (White Cocal\, 2022)\, Troverai più nei boschi (il Saggiatore\, 2021)\, Contro dio (Cerchio della luna\, 2016) ecc. ecc.
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SUMMARY:Monfalcone: castagnata libertaria
DESCRIPTION: castagnata libertaria. Ore 17.00 Caffè Esperanto\nConclusione della terza edizione di ottobre libertario\, presentazione delle prossime iniziative\, vino\, castagne\nCon Makkianera Clownautore\nGiancarlo Lombardi aka Makkianera Clownautore è un cantautore goriziano. Influenzato dai classici della chanson francese come dal miglior cantautorato italiano. Testi e musica che incidono con un’ironia acida che fa sorridere ma pure pensare.
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SUMMARY:Roma: proiezione di "TERRAFERMA"
DESCRIPTION:Mercoledì 2 novembre nello Spazio Anarchico “Vettor Fausto”\, in occasione dell’ultimo giorno utile per annullare il Memorandum Italia-Libia con cui lo stato italiano finanzia la Guardia Costiera libica\, proietteremo il film TERRAFERMA di E. Crialese (2011). \nTerraferma è un film girato sull’isola di Linosa\, dove un gruppo di pescatori viene punito per aver salvato alcuni migranti in mare. Questo è un film di confini\, quello tra il mare e la terra\, tra l’antico lavoro della pesca e la novità dell’esternalizzazione delle frontiere\, tra le leggi del mare e le leggi dello Stato. Un film fatto di coscienze ed emozioni\, di orizzonti\, di luci lontane nel mare che per i disperati che cercano di attraversarlo verso l’occidente sembrano fari di speranza e di disobbedienza al razzismo autoritario. \nAl termine ci sarà un dibattito sulle realtà migranti\, sui lager libici e sulle responsabilità dell’Unione Europea per le violazioni dei diritti umani in tutte le zone utilizzate come deterrente per i flussi migratori. \nCi vediamo mercoledì 2 novembre\, dalle 19:00 in poi allo Spazio Anarchico “Vettor Fausto” in Via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) metro B – Roma Garbatella. \nGruppo Mikhail Bakunin FAI Roma&Lazio
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SUMMARY:Bologna: compleanno ciclofficina
DESCRIPTION:Festeggiamo insieme un anno di attività della Gloriosa Ciclofficina Popolare Ampioraggio dentro gli spazi del Circolo Anarchico Berneri! Brindiamo per infiniti anni di autoriparazione e condivisione di saperi. \n– dalle ore 19 apertura Ciclofficina\n– dalle ore 21.30 sferraglianti musiche gommate\n– birrette all night long
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SUMMARY:4-5 novembre: antimilitarismo contro tutte le guerre\, a fianco di chi diserta
DESCRIPTION:Numerose come sempre le iniziative antimilitariste previste attorno al 4 novembre\, festa delle forze armate. Qui l’appello dell’Assemblea Antimilitarista. \nQui un approfondimento su Radio Blackout. \nDi seguito gli appuntamenti che ci sono arrivati.\n \nIn aggiornamento. \n4 NOVEMBRE \nTORINO\nGiornata dei disertori\nore 17 piazza Castello angolo via Garibaldi\ncontro la cerimonia militarista per la “festa” della guerra \nSosteniamo chi si oppone alla guerra in Russia e in Ucraina! Apriamo le frontiere ad obiettori e disertori! \nIn Russia e in Ucraina c’è chi rifiuta la guerra e il militarismo\, chi getta la divisa perché non vuole uccidere e non vuole morire per spostare il confine di uno Stato. \nOgni anno il 4 novembre\, nell’anniversario della “vittoria”\, in Italia si festeggiano le forze armate\, si festeggia un immane massacro: 16 milioni di morti. Anche allora\, in tanti\, su tutti i fronti\, disertarono e morirono di fronte ad un plotone di esecuzione. \nIn memoria dei disertori di allora\, in solidarietà a chi oggi rifiuta l’arruolamento in Russia e in Ucraina una giornata di info e lotta per l’accoglienza di chi fugge l’arruolamento forzato\, per il ritiro delle missioni militari all’estero. \nContro tutte le patrie per un mondo senza frontiere! \nCoordinamento contro la guerra e chi la arma \nwww.anarresinfo.org \n  \nLIVORNO \nBASTA GUERRE! \nBASTA MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO! \npiazza GRANDE – ore 17.30 \nPRESIDIO-MANIFESTAZIONE \nIl 4 novembre in Italia è la “Festa delle Forze Armate”\, che celebra la “vittoria” della Prima Guerra Mondiale. Solo in Italia morirono oltre 600 mila soldati e oltre 500 mila civili per gli interessi della monarchia e dei circoli finanziari e militari ad essa legati. La retorica dell’unità nazionale fu usata per giustificare questo massacro. Moltissimi furono i disertori\, i fucilati e coloro che espressero un deciso rifiuto della guerra. Da sempre una giornata di propaganda guerrafondaia che spesso coinvolge anche le scuole. Oggi più che mai non c’è niente da festeggiare. La guerra in Ucraina a cui l’Italia partecipa come cobelligerante\, inviando armi e denaro\, ma anche schierando truppe e mezzi militari ai margini del conflitto\, crea una inaccettabile escalation militare con ripercussioni pesantissime anche qui: dall’aumento della propaganda militarista nelle scuole\, allo sfruttamento massiccio dei territori per scopi militari\, all’economia di guerra che viene imposta e che si traduce sempre più in carovita insostenibile\, taglio dei salari\, dell’occupazione e delle spese sociali. \n• fermare la guerra innescata e alimentata dau governi di ogni schieramento\, sia da quelli legati a Putin e che da quelli legati alla NATO \n• fermare le guerre diffuse in tutto il mondo\, che alimentano povertà\, predazione di risorse\, migrazioni forzate \n• bloccare l’invio di armi\, l’aumento delle spese militari\, il rifinanziamento delle missioni militari \n• impedire la costruzione della nuova base militare a Coltano\, l’ampliamento di Camp Darby e la crescente militarizzazione del territorio \n• opporsi alla crescente presenza degli ambienti militari nelle scuole\, perché le pratiche militari non devono interferire con l’educazione scolastica\, formativa\, e di sviluppo del libero pensiero degli alunni e degli studenti \n• rifiutare la propaganda bellica\, rifiutare le retoriche patriottiche\, rifiutare l’esaltazione della morte e delle stragi\, a partire da iniziative di lotta il prossimo 4 novembre \n• costruzione dello sciopero generale del 2 dicembre contro la guerra\, il carovita e l’economia di guerra \n• esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dalle guerre e sostegno ai disertori e a coloro che rifiutano le logiche dei loro governi \nIn una situazione gravissima come quella che stiamo vivendo l’opposizione alla guerra\, per essere reale ed efficace\, deve avere obiettivi chiari\, precisi e non generici \nCoordinamento cittadino per il ritiro immediato delle missioni militari italiane all’estero \n  \nPISA \nh.16 in largo ciro menotti \nPIAZZA CONTRO LA CULTURA DELLA GUERRA \npromuoviamo la cultura della pace \nIl 4 novembre\, nella giornata delle forze armate\, non c’è niente da festeggiare! \nIn Italia\, di fatto\, tira sempre di più un’aria di guerra\, come dimostra l’incredibile aumento della spesa che interessa il settore della difesa\, contestuale alla riduzione della spesa per lo Stato sociale. Anche a Pisa tirano questi venti\, come dimostra la crescente militarizzazione del territorio\, dove\, in un’area nella quale già ci sono il Cisam\, il Comfose\, Camp Darby e l’aeroporto militare\, si vuole imporre per decreto ministeriale la costruzione di una base militare\, destinata ai Gruppi di Intervento Speciali che operano in scenari bellici internazionali\, e che risulta quindi una struttura esplicitamente finalizzata alla guerra. \nChiediamo l’eliminazione di tutte le spese militari\, di non inviare più nessuna arma in ogni scenario di guerra e di non costruire ulteriori luoghi destinati alla guerra e quindi alla morte.\nSiamo consapevoli di quanto l’industria bellica sia un mercato estremamente ricco e che il nuovo ministro della difesa Guido Crosetto non sia altro che il braccio destro delle lobby che incentivano questo mostruoso commercio ma pretendiamo che il nostro governo non sia responsabile di conflitti in altre parti del mondo incluso quello in Ucraina\, che oltre che a causare morte tolgono risorse alla spesa sociale. Ad oggi non stiamo solo assistendo a un riarmamento che ha interessi globali ma assistiamo ad un processo ancora più grave\, un tentativo plateale di militarizzare della coscienza collettiva\, volto alla normalizzazione e all’accettazione acritica della necessità della guerra permanente. È in corso un’occupazione ad ogni livello del mondo della formazione e della ricerca da parte delle forze armate.\nUn’istituzione prestigiosa come la Scuola superiore “Sant’Anna” ha stipulato una collaborazione con la Divisione Vittorio Veneto focalizzata sulla difesa degli interessi delle multinazionali occidentali per le materie prime in Africa. La stessa istituzione è già nota\, per altro\, per le sue ricerche connesse allo sviluppo di sistemi militari a guida automatica finanziati da Leonardo S.p.a.\, leader dell’industria bellica nazionale.\nA Pisa\, Livorno e Firenze (e in molti altri luoghi d’Italia)\, poi\, si concedono spazi delle scuole pubbliche a un’organizzazione che propone corsi di ginnastica dichiaratamente ispirati alla disciplina militare (GDM\, ovvero Ginnastica Dinamica Militare).\nLa “Folgore” propone alle scuole\, in occasione dell’ottantesimo anniversario della battaglia di El Alamein\, una conferenza storica da tenere negli edifici scolastici e una visita alla Caserma “Gamerra”\, sede del Centro Addestramento Paracadutisti\, con un esplicito riferimento alle future scelte di vita degli studenti e a valori\, che sarebbero fondativi del corpo\, quali attaccamento al dovere\, spirito di sacrificio\, senso di appartenenza\, coraggio\, altruismo\, integrità.\nUna tipologia di proposta “educativa” che conosciamo bene\, visto che da anni con la “giornata della solidarietà” si prova a portare lз studentз in caserma già dai primi anni di scuola.\nIntanto il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca stipula accordi con l’Istituto Geografico Militare\, per la conduzione di conferenze informative\, in particolare presso gli Istituti Scolastici della Toscana\, su temi afferenti alla storia\, ai compiti e alle “opportunità professionali” della Forza Armata.\nInoltre in molti istituti scolastici lз studentз svolgono stage di alternanza scuola-lavoro in ambito militare. Ci pare aberrante che si prospettino opportunità lavorative e retribuzioni sicure senza palesare tutte le gravi implicazioni che il servizio militare comporta in un contesto sociale dove la precarietà e l’incertezza dei diritti nel mondo del lavoro sono prevalenti. Temiamo poi fortemente che questo connubio esercito-scuola\, che si manifesta in diverse forme anche in altri luoghi d’Italia\, sia funzionale alla riproposizione di quella concezione esaltata e aggressiva della nazione che tanti danni ha generato e che però spesso si produce in situazioni di guerra. Per questo vogliamo che l’esercito sia allontanato dai luoghi della formazione e riteniamo che sia necessario una profonda riflessione collettiva sugli effetti che questa sempre più pressante ingerenza delle forze armate ha nello sviluppo delle coscienze delle nuove generazioni. \nCi chiediamo quale sia il senso di continuare a festeggiare il 4 novembre\, giornata delle forze armate\, che in alcuni ambiti della destra sociale già viene invocata come festa nazionale. Una celebrazione di una vittoria che per noi significa voler festeggiare le morti provocate dalla guerra e tutte le vittime che in tutti gli schieramenti si producono ad ogni nuovo conflitto armato. \nProponiamo quindi\, proprio nella giornata del 4 novembre\, un momento che promuova la cultura della pace\, del disarmo e la risoluzione nonviolenta dei conflitti\, del femminismo e transfemminismo\, una giornata contro la guerra in una piazza aperta e tematica dove chiediamo a tutti e tutte di contribuire con ogni mezzo che possa promuovere senso critico e stimoli approfondimenti di conoscenza utili ad arginare la superficialità della propaganda militarista e che diano strumenti sempre più solidi per prevenire la guerra ad ogni livello. \nAppuntamento venerdì 4 novembre in Largo Ciro Menotti dalle 15:30 alle 19:30. \nProgramma:\nH. 16 Laboratorio per bambin*\nA seguire: Merenda\nH. 17:30 Laboratorio di introduzione alla serigrafia con il Collettivo Artistico contro la guerra “Fuck War”\nH. 18 Laboratorio studentesco:Mappiamo insieme la formazione ed i saperi di guerra \nMovimento No base-Nè a Coltano Nè altrove \n  \nBOLZANO \nPRESIDIO CONTRO LA GUERRA! h.15 piazza del grano \nTrasformiamo il 4 novembre nella festa del disertore: un giorno in cui la gerarchia militare\, il militarismo e la cieca obbedienza vengono sostituite dalla memoria storica\, dal pensiero critico\, dal rifiuto della guerra e di tutto ciò che la permette! \nLE LORO “VITTORIE” I NOSTRI MORTI \nNegli ultimi decenni l’Esercito italiano è stato impiegato in numerosi teatri di guerra. Dalla Somalia all’Afghanistan\, dall’Iraq alla Libia fino al Niger\, i soldati e le infrastrutture militari nazionali sono stati utilizzati laddove gli interessi del complesso militare-industriale-energetico lo richiedevano. \nDopo decenni di guerre geograficamente “lontane” che hanno devastato interi paesi e aree geografiche in cui l’unico effetto per noi visibile era costituito dall’arrivo di masse di profughi\, dal 24 febbraio scorso la guerra è ritornata nel cuore d’Europa\, dove gli interessi economici in campo ci stanno trascinando in un conflitto in cui l’opzione atomica appare possibile. \nMentre l’Ucraina viene distrutta da una guerra mondiale per procura\, i governi europei hanno avviato una corsa al riarmo che porterà l’industria bellica – fra cui Iveco Defence Vehicles – ad aumentare in modo osceno i propri profitti. \nAllo stesso tempo\, mentre il Governo Draghi prima come quello della Meloni poi richiedono sacrifici ai lavoratori\, multinazionali come ENI maturano incredibili dividendi per i propri azionisti. \nAl di là della nauseante retorica con cui vengono descritte le forze armate ogni 4 novembre\, la realtà dice altro. Oltre a invadere ed occupare altri paesi\, l’Esercito italiano è responsabile inoltre della devastazione di enormi parti della Sardegna\, ridotta a colonia militare per le esercitazioni della NATO. \nOggi come in passato\, le forze armate sono uno strumento al servizio di una ristretta élite economica di privilegiati che vorrebbe\, attraverso pesanti campagne massmediatiche\, convincerci a sacrificarci\, arruolarci e morire\, per i loro interessi. \nQuesto vale storicamente in Italia ma a maggior ragione in Russia e Ucraina oggi\, dove centinaia di migliaia di giovani vengono arruolati a forza e mandati al macello in nome degli interessi delle rispettive oligarchie. \nTrasformiamo il 4 novembre nella festa del disertore: un giorno in cui la gerarchia militare\, il militarismo e la cieca obbedienza vengono sostituite dalla memoria storica\, dal pensiero critico\, dal rifiuto della guerra e di tutto ciò che la permette. \nDISERTIAMO LE LORO GUERRE \nFERMIAMO LA GUERRA E L’ESCALATION NUCLEARE \nNO ALLA CORSA AL RIARMO \nCONTRO GLI AFFARI SPORCHI DI SANGUE DELL’INDUSTRIA BELLICA \nSOLIDALI CON LA POPOLAZIONE CIVILE UCRAINA \nE CON I PROFUGHI DI TUTTE LE GUERRE \nAntimilitariste e antimilitaristi \nMANTOVA \n\n\n\n\n\nIl Circolo libertario mantovano invita la cittadinanza a partecipare al presidio antimilitarista che si terrà venerdì 4 novembre dalle ore 16.00 in Largo XXIV Maggio di fronte al Famedio.\nPartecipano Sinistra Italiana Mantova\, Arci Virgilio\, Nonunadimeno Mantova\, Potere al popolo\, Equal\, Mantova per la pace\, La Boje\, Rifondazione Comunista ed Europa Verde.\n\n\n\n\n\nVOLTERRA \nore 18.30 \npresso Spazio libertario “P.Gori” – via don Minzoni 58 \nPresentazione\, con l’autore\, de “Il rovescio della guerra. Psichiatria miltare e “terapia elettrica” durante il Primo conflitto mondiale” (Edizioni Malamente). \nA seguire apericena di autofinanziamento \nhttps://edizionimalamente.it/catalogo/il-rovescio-della-guerra/ \n  \nPALERMO \nore 21 \nLaboratorio “Andrea Ballarò” \nQuando lo stato si prepara a uccidere si fa chiamare “Patria” \nRicordiamo tutti coloro che sono stati uccisi dalla Patria\, con un film che segnò un periodo storico importante per il nostro Paese.\nOnoriamo tutti i disertori\, i senza patria\, gli obiettori\, coloro che lottano per la PACE contro le guerre.\n \nAssemblea No Guerra – Palermo \n  \nALESSANDRIA \nProiezione al Laboratorio Anarchico PerlaNera. INGRESSO GRATUITO. H.20.30\nNiente di nuovo sul fronte occidentale\nPaul Bäumer\, giovane studente galvanizzato dal discorso patriottico del suo professore\, si arruola volontariamente nell’esercito imperiale tedesco. Insieme a un pugno di compagni parte per il fronte occidentale. In trincea l’euforia iniziale volge in disperazione e il primo bombardamento manda in frantumi gli ideali che gli avevano inculcato. Paul scopre l’orrore della Prima Guerra Mondiale e perde le sue illusioni con i compagni\, falciati uno dopo l’altro. Tra l’ottusità dei superiori e la determinazione del nemico\, marcia lentamente verso l’armistizio e la morte\n\nSICILIA \nAppello del movimento Nomuos \n  \n5 NOVEMBRE \nREGGIO EMILIA \nPRESIDIO ANTIMILITARISTA CONTRO TUTTE LE GUERRE AL FIANCO DEI DISERTORI\nOre 16 via Farini\nAssemblea Antimilitarista\n\nMONZA\nCome compagn* dell’Ateneo Libertario – Milano\, aderiamo e partecipiamo al corteo “Insorgiamo contro crisi climatica\, sociale ed economica” e invitiamo tutt* a dare vita ad uno spezzone rosso-nero caratterizzato esplicitamente su contenuti antimilitaristi e antiautoritari! \nh.14.30 p.zza Castello
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SUMMARY:Jesi: Cineforum libertario "Soggetto Donna"
DESCRIPTION:Tornano le rassegne cinematografiche al Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri”\nIngresso libero\, come sempre\n\n\nven 4 nov. h. 21:00\nMary Shelley (H. Al Mansour\, 120min.)\n\nMary Shelley racconta la storia di Mary\, figlia di William Goldwin pensatore rivoluzionario precursore dell’anarchismo\, e di Mary Wollstonecraft\, considerata una delle fondatrici del femminismo liberale. Autrice di uno dei più famosi romanzi gotici del mondo\, “Frankenstein”\, e della sua relazione ardente e tempestosa con il poeta anarchico Percy Bysshe Shelley. I due giovani legati da una chimica naturale vanno oltre i limiti della loro età e corrono insieme al loro tempo\, denso di avvenimenti\, di donne e uomini passati alla storia\, fucina di utopia e rivoluzione sociale. A soli 18 anni\, Mary è costretta a sfidare i tanti preconcetti contro l’emancipazione femminile\, a proteggere il suo lavoro di scrittrice e a forgiare la propria identità in un mondo stanco dell’antica miseria e povertà\, e pronto per scompigliare le pagine della Storia.
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