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SUMMARY:MILANO: Assemblea cittadina contro sfratti e sgomberi
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SUMMARY:BRANDIZZO: Presidio a 3 anni dalla strage
DESCRIPTION:📌 Domenica 30 agosto parteciperemo al presidio indetto da sindacati di base e associazioni\, nel terzo anniversario della strage di Brandizzo.\nAppuntamento alla stazione ferroviaria dalle 10\,15 alle 13.\n\n💥 Incidente sul lavoro? No\, guerra di classe!\n\n🟣 Sono passati tre anni. Alla stazione di Brandizzo 5 operai impiegati nella manutenzione della linea ferroviaria tra Torino e Milano vennero travolti da un treno che non aveva ricevuto nessun segnale di stop.\n\nNon fu un incidente. Un incidente è qualcosa di imponderabile\, impossibile da prevenire\, mentre la continua crescita di morti sul lavoro va di pari passo con i tagli ed i mancati investimenti sulla sicurezza.\nNelle ferrovie questo è un fatto strettamente legato alla secca riduzione del personale\, all’esternalizzazione dei lavori di manutenzione\, agli investimenti sulle linee ad alta velocità a discapito della viabilità ordinaria. Dove passano i treni ad alta velocità c’è un meccanismo che blocca tutto quando c’è un ostacolo sui binari.\nFacile e assolutorio parlare di errore umano. Ma anche gli errori umani si moltiplicano quando si lavora senza reali tutele\, quando non si investe sui sistemi di sicurezza perché il trasporto ferroviario per pendolari e viaggiatori poveri è un affare poco redditizio.\nI cinque operai morti a Brandizzo sono alcune delle migliaia di vittime della guerra di classe tra chi si arricchisce con il lavoro altrui e chi\, per vivere\, deve rischiare la vita.\n\n🟢 Ogni giorno tre persone muoiono sul lavoro.\nA questi si aggiungono i tanti che hanno perso la vita mentre si recavano in fabbrica\, in ufficio\, a fare una consegna. Un mercato del lavoro che costringe a spostamenti sempre più lunghi\, ad accettare un posto anche a trenta o quaranta chilometri di distanza\, fa si che si muoia anche mentre si va o si torna dai luoghi della servitù salariata. I tagli al trasporto pubblico espongono a maggiori rischi chi si deve muovere\, e sono frutto della stessa logica del profitto che porta le imprese a ridurre la spesa per la sicurezza.\n\n🔵 Di lavoro si muore anche per malattie professionali\, magari dopo qualche anno di pensione. Avvelenamenti cronici da sostanze tossiche\, esposizioni ad agenti oncogeni\, sfiancamento. O magari si è più fortunati: non si muore ma ci si porta fino alla tomba una qualche patologia più o meno debilitante.\n\n🔴 Negli ultimi dieci anni il numero di morti e feriti sul lavoro è costantemente aumentato. Lo sfruttamento da schiavi in agricoltura ha  ucciso braccianti stipati sui furgoncini senza manutenzione usati per portarli in campagna\, mentre altr* sono morti collassando sotto il sole rovente.\n\nQuest’estate quattro sono stati bruciati vivi dal caporale\, perché chiedevano il loro salario. La criminalità dello Stato che rende clandestini i braccianti va a braccetto con la criminalità di chi li sfrutta.\nSi muore nell’industria\, nella manutenzione\, nei cantieri\, nei campi\, nelle stive delle navi\, nei lavori stradali.\n\n⚫ Anche le nuove “professioni” della “gig economy” uccidono: si allunga l’elenco dei rider\, i fattorini in bici o in motorino\, che muoiono o si feriscono mentre portano cibo per qualche grande piattaforma. Lo stato delle strade\, la scarsa manutenzione dei mezzi\, le condizioni climatiche\, i ritmi frenetici del cottimo e la connessa ideologia che glorifica la performatività e l’autosfruttamento che le aziende vorrebbero che i lavoratori introiettassero\, sono le cause principali.\n\n🟡 La precarizzazione e l’aumento della ricattabilità davanti al padrone costringono ad accettare condizioni di lavoro che fino a qualche anno fa si sarebbero respinte.\n\n🟠 È così in tutto il mondo. La globalizzazione della povertà investe ogni angolo del pianeta. In ogni dove i padroni si arricchiscono sulla vita e sulla morte degli sfruttati. La nostra risposta\, come lavoratori\, disoccupati\, precari\, non potrà che essere sul piano internazionalista e di classe.\n\n\n🟢 In ogni dove si investe in armamenti e spesa militare\, per difendere ed estendere gli interessi imperiali degli stati e dei padroni. Provate ad immaginare se una piccola parte dei milioni di euro che il governo sperpera ogni giorno in spese militari fossero impiegati per rendere più sicura la rete ferroviaria del nostro paese.\nInvece gli unici investimenti riguardano la logistica militare\, trasformando così l’intera rete in obiettivo militare.\n\nProvate ad immaginare quanto sarebbero migliori le nostre vite se tutti quei soldi servissero per la cura e non per la guerra.\n\n🟣 I padroni stanno combattendo una guerra che come sfruttati dobbiamo riconoscere come tale. E combatterla. I sindacati confederali e le istituzioni si limitano a qualche frase di circostanza. Non ce ne stupiamo: il loro ruolo è quello di guardiani dell’ordine costituito.\n\n🔵 Spetta a noi prendere in mano le redini del nostro destino e\, con azione diretta\, picchetti\, blocchi\, costruendo spazi politici non statali\, moltiplicando le esperienze di autogestione\, costruendo reti sociali che sappiano inceppare la macchina e rendano efficaci gli scioperi e le lotte territoriali\, potremo liberarci e vivere una vita in cui non si muoia più in nome del profitto di qualche padrone.\n\n🔴 Siamo consapevoli che l’apparato repressivo del governo Meloni ha trasformato in reati gravi normali azioni di lotta\, che la possibilità di scioperare è seriamente ridotta\, ma è una ragione in più per rispondere alla repressione con le lotte. Ne va della vita e della salute di chi lavora.\n\n‼️Un mondo senza sfruttati né sfruttatori\, senza servi né padroni\, un mondo di liberi ed eguali è possibile. Tocca a noi costruirlo.\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nriunioni ogni martedì alle 21.\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:SAN LORENZO A MERSE: Festa Libertaria - IIIa edizione
DESCRIPTION:Torna a settembre la Festa Libertaria di San Lorenzo a Merse\, III* Edizione\, il 4/5/6 Settembre 2026\, organizzata dal Circolo Libertario E.Malatesta della Montagnola Senese\, dal Circolo Arci di San Lorenzo a Merse\, dalla Federazione Anarchica Elbano Maremmana\, dallo Spazio Libertario Pietro Gori di Volterra e da individualità anarchiche e Libertarie. \nIl programma prevede: cucina\, dibattiti\, teatro\, poesia e musica. \nVi aspettiamo! \nCircolo Libertario E. Malatesta della Montagnola Senese
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SUMMARY:LIVORNO: Gli orti urbani non si toccano
DESCRIPTION:Aderisce anche la Federazione Anarchica Livornese\, leggi qui il comunicato.
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SUMMARY:MILANO: Presentazione del libro "Abbattere le mura del cielo"-iniziative antisfratto di via Torricelli
DESCRIPTION:Nell’ambito delle iniziative contro lo sfratto di via Torricelli 19\, uno spazio anarchico attivo da 50 anni. Presentazione del libro “Abbattere le mura del cielo” di Mauro De Agostini che ripercorre le vicende dei primi anni dell’occupazione.\nSABATO 5 SETTEMBRE 2026 ore 17\,00 gruppo anarchico Bruzzi-Malatesta via Torricelli 19 Milano – sarà presente l’autore”
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SUMMARY:MILANO: pranzo resistente e coro dei disertori
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SUMMARY:ALESSANDRIA: Pranzo benefit per la nuova sede della Federazione Anarchica Torinese
DESCRIPTION:Pranzo benefit al Perla Nera\ndi Alessandria\nin via Tiziano Vecellio 2\n(a pochi passi dalla stazione ferroviaria)\n\nDOMENICA 6 SETTEMBRE 2026\n\nPRANZO PER LA\n\nF.A.T.\n\nHANNO DATO LO SFRATTO ALLA FEDERAZIONE ANARCHICA TORINESE\n\nLa Perla Nera organizza un pranzo benefit per l’acquistare una nuova sede\n\nPRENOTAZIONI AL NUMERO 347 402 5324\n\nMenù:\nAperitivo con salatini\n\nAntipasti:\nFlan bicolore con carote e piselli\nTortillas di ceci alla messicana con fagioli rossi\, peperoni e mais\nCialde di riso con crema di cannellini e radicchio\nPrimo:\n\nCrépès al forno con ragù di verdure\nSecondo:\n\nSformato di patate con cuore di funghi\n\ne… per finire\nSemifreddo alla menta e limone.\n\nSottoscrizione minima euro 20.\n\nPrenotazioni entro giovedì 3 settembre a 3474025324 (Salvatore) o al 3356990774 (Urbano) anche su WhatsApp.\n\nLa storica sede degli anarchici torinesi è sotto sfratto.\nQuesto pranzo benefit ha lo scopo di dare un contributo per una nuova casa alla Federazione Anarchica Torinese.
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SUMMARY:BOLOGNA: Incontro internazionale degli archivi anarchici della rete FICEDL — la Federazione Internazionale dei Centri studi e di Documentazione Libertari
DESCRIPTION:Incontro internazionale degli archivi anarchici della rete FICEDL — la Federazione Internazionale dei Centri studi e di Documentazione Libertari. Tre giorni per presentare i fondi\, condividere pratiche di conservazione e ragionare insieme sul ruolo della memoria dei movimenti. L’invito è aperto a tutti gli archivi anarchici\, a ricercatrici e ricercatori\, e a chiunque voglia mettere in rete la propria esperienza. \nhttps://ficedl2026.bida.im/
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SUMMARY:EMPOLI: Il giorno dello sbattezzo\, dell'editoria anarchica e del libero pensiero
DESCRIPTION:NE’ DEI’  NE PADRONI\nL’attualità della critica anticlericale è determinata dalla sfaccia esibizione di potenza continuamente esercitata sulla vita pubblica dal clericalismo\, sia nelle sue forme togate che in quelle borghesi e istituzionali.\nLa critica anticlericale che si accompagna alla critica atea è\, innanzitutto\, una battaglia per la libertà di tutti ( compreso i credenti )\, poi è una battaglia antiautoritaria che vuole sconfiggere le concezioni totalitarie ( delle dottrine religiose in generale\, e fra queste quelle monoteisteche in particolare che sono il fulcro logico e storico ) e\, infine\, è una ricerca delle ragioni della vita\, della sua essenza\, delle sue regole e delle sue basi etiche.\nNoi vogliamo vivere liberi da ogni manipolazione\, costrizione e sfruttamento\, in libertà gioire\, senza menzogne\, ne servi\, ne padroni.
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SUMMARY:TRIESTE: praticare l'Ecologia Sociale
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SUMMARY:NISCEMI: LA guerra è già qui
DESCRIPTION:LA GUERRA È GIÀ QUI\nAssemblea pubblica contro la guerra\, la militarizzazione e l’economia di guerra\nNiscemi – Biblioteca comunale \nDomenica 20 settembre 2026\, ore 16.00 \nPer troppo tempo abbiamo pensato alla guerra come a qualcosa che accade altrove. Lontano dalle nostre città\, lontano dalle nostre case\, lontano dalla nostra vita quotidiana. \nOggi quella distanza si sta riducendo. \nLe guerre che attraversano il mondo\, la corsa al riarmo\, l’aumento delle spese militari e la crescente contrapposizione tra blocchi stanno ridisegnando le priorità politiche ed economiche dei Paesi e delle società in cui viviamo. \nMa l’Italia non è estranea a questo processo. Il nostro Paese partecipa attivamente alle politiche di riarmo\, aumenta le risorse destinate alla spesa militare\, mette a disposizione territori e infrastrutture per le attività militari e mantiene una stretta integrazione con il dispositivo militare statunitense e NATO. Una parte dell’industria italiana è inoltre direttamente coinvolta nella produzione e nello sviluppo di sistemi e tecnologie per la difesa e per la guerra. \nLa guerra\, quindi\, non è più soltanto ciò che vediamo sugli schermi o qualcosa che riguarda altri Paesi: è parte sempre più concreta delle nostre vite\, dei territori in cui abitiamo e delle scelte che vengono compiute in nostro nome. \nLa vediamo anche nelle conseguenze economiche che ricadono sulle persone. L’andamento dei prezzi dei carburanti\, ad esempio\, dipende da molti fattori\, ma le tensioni internazionali e i conflitti incidono sui mercati dell’energia e sui costi che\, alla fine\, vengono scaricati sulla vita quotidiana di lavoratrici\, lavoratori e famiglie. Il prezzo della guerra non viene pagato soltanto da chi vive sotto le bombe: viene distribuito\, in forme diverse\, anche nei territori che continuano a definirsi in pace. \nIn Sicilia tutto questo assume un significato ancora più concreto. \nDa anni\, con il MUOS\, vediamo cosa significa la trasformazione del nostro territorio in una piattaforma strategica per le operazioni militari. La Sicilia è sempre più inserita in un sistema di basi\, infrastrutture e apparati che ne rafforzano la funzione strategica nel Mediterraneo\, subordinando spazi e territori a logiche militari che non rispondono ai bisogni di chi qui vive. \nMentre la guerra si avvicina\, mentre cresce la militarizzazione e mentre sempre più risorse vengono destinate agli armamenti e alla preparazione dei conflitti\, continuano a rimanere irrisolti i problemi che riguardano la vita quotidiana delle comunità: il dissesto del territorio\, i servizi pubblici\, la sanità\, i trasporti\, il lavoro\, lo spopolamento. \nE persino le conseguenze della frana di Niscemi rischiano di passare in secondo piano rispetto alle “necessità” belliche. \nA fronte di tutto questo\, il governo italiano continua a sostenere le politiche di riarmo e a rafforzare il proprio ruolo all’interno del sistema militare euro-atlantico\, mentre una parte crescente delle risorse pubbliche viene indirizzata verso la spesa militare e l’industria bellica. Le conseguenze di queste scelte ricadono sui territori e sulla vita delle persone\, mentre chi le contesta viene sempre più spesso considerato un problema di ordine pubblico. \nÈ per questo che non possiamo limitarci a osservare. \nMobilitarsi contro la guerra impone di interrogarsi sul mondo che si sta costruendo attorno a noi. Significa anche chiedersi quale futuro viene preparato alle nostre comunità e quale funzione vengono chiamati a svolgere i nostri territori. È necessario opporsi all’idea che la guerra e la militarizzazione siano un destino inevitabile\, davanti al quale non resta che adeguarsi. \nE bisogna anche difendere concretamente il diritto di organizzarsi\, di dissentire e di manifestare. \nIn questi giorni è stata annunciata l’emissione di altri fogli di via nei confronti di attivisti. Come movimento No MUOS denunciamo questi strumenti e ogni tentativo di colpire preventivamente il dissenso e di limitare la possibilità delle persone di organizzarsi e manifestare. \nNon può essere la repressione preventiva la risposta a chi pone domande sulla guerra\, sulla militarizzazione e sulle scelte che vengono compiute sui territori. \nProprio per questo il movimento No MUOS promuove una pubblica assemblea a Niscemi\, aperta a cittadine e cittadini\, associazioni\, movimenti\, realtà sociali e a chiunque voglia discutere e contribuire. \nPerché la guerra non riguarda soltanto chi la combatte. \nImpatta sui territori che vengono militarizzati. \nSottrae risorse ai bisogni collettivi. \nRiguarda il costo della vita. \nRiguarda le libertà e il diritto di dissentire. \nE se la guerra è sempre più vicina\, la risposta non può essere restare in silenzio. \nLA GUERRA È GIÀ QUI\nParliamone. Organizziamoci. Mobilitiamoci.\nNiscemi – Biblioteca comunale \nDomenica 20 settembre 2026\, ore 16.00 \nPer aderire\, partecipare all’assemblea o semplicemente manifestare il proprio sostegno all’iniziativa è possibile rivolgersi ai comitati No MUOS locali\, alle pagine social del movimento No MUOS\, al gruppo di comunicazione del movimento oppure scrivere a: nomuoscomunica@gmail.com
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SUMMARY:TORINO: Cena contro lo sfratto Benefit per la nuova casa della FAT
DESCRIPTION:Venerdì 25 settembre ore 20\nIn corso Palermo 46.\nMenù vegano\nVenite a mangiare a bere bene\nDateci una mano a costruire un nuovo spazio dove organizzarci per le lotte\, diffondere libri\, riviste ed idee\, praticare la solidarietà\, costruire insieme un mondo di libere ed eguali.\n\nPrenotazioni\nantimilitarista.to@gmail.com\n\nPer chi è lontano può inviare qui i propri contributi:\nIBAN IT04 I010 0501 0070 0000 0003 862 intestato a Emilio Penna
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SUMMARY:MASSENZATICO: Accordi libertari Festival della canzone anarchica
DESCRIPTION:ACCORDI LIBERTARI\nFESTIVAL DELLA CANZONE ANARCHICA 2026\nMASSENZATICO (RE) 2-3-4 OTTOBRE 2026\nAlmeno su una cosa tutti sono d’accordo: le canzoni anarchiche sono le più belle!\nDall’Ottocento ad oggi\, dal “fosco fin del secolo morente” al trionfo dell’intelligenza artificiale e della crisi\ndelle speranze collettive\, passando per tutte le resistenze e per il punk\, il canto ha accompagnato le lotte\ndegli anarchici. “Nostra patria è il mondo intero”\, “Amor ritiene uniti gli affetti naturali”\, “Anche se voi vi\ncredere assolti siete lo stesso coinvolti”\, “Coltelli per tagliare il pane dell’amicizia”… i poeti popolari hanno\nfornito slogan e idee al movimento dei lavoratori.\nLa rivendicazione di un mondo di giustizia sociale\, senza guerre e senza oppressioni individuali ha sempre\ntrovato il sostegno fisico degli anarchici e l’accompagnamento dei loro canti. Perché agli anarchici piace la\nvita\, e quale modo migliore di viverla che trovarsi ognuno con la sua voce fra canti collettivi e controcanti\nindividuali?\nÈ per questo che nelle giornate di venerdì 2\, sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026 si svolgeranno tre giorni\ndedicati al canto anarchico.\nSi svolgeranno a Massenzatico in provincia di Reggio Emilia: un luogo nel quale da molti anni gli anarchici si\nritrovano per una grande festa conviviale incentrata sul cibo “Le cucine del popolo”. Anche questa sarà una\nfesta dove ascoltare vecchi e nuovi canti\, incantarsi al suono delle chitarre\, seguire le narrazioni dei\ncantastorie storici e moderni\, vivere la condivisioni inclusiva dei cori popolari.\nDistribuiti nel corso dei tre giorni\, alternando momenti di ascolto ad altri di pura festa\, la dimensione fisica\ne quella poetica\, queste diverse forme di espressione musicale troveranno dei momenti dedicati.\n– Le giornate saranno all’insegna dei confronti\, degli approfondimenti\, dei laboratori.\n– I pomeriggi spettacoli e conferenze metteranno assieme i canti con la storia e con le storie dei singoli\ncantori: cantautori famosissimi come de André\, compagni storici come Pietro Gori\, figure del nostro mondo\ncome Paola Nicolazzi.\n– I tardi pomeriggi saranno dedicati a singoli momenti di brevi spettacoli.\n– Dopo la cena ci saranno concerti avvincenti e momenti di condivisione musicali fra svariati cori che\nintrecceranno le loro voci a quelli di tutti i partecipanti.\nUna grande festa della musica\, all’insegna del pensiero libertario.\nIl canto anarchico: un fenomeno per certi versi indefinibile\, ma che – come la rivoluzione – trova il suo\nmomento dall’incrocio fra la gioia della partecipazione e la liberazione dai tabù e dalle catene.\nSegnatevi questa importante iniziativa sul calendario: 2\, 3\, 4 ottobre 2026. Primo Festival della canzone\nanarchica.\nCIRCOLO ARCI CUCINE DEL POPOLO CIRCOLO ARCI CAPANNINA – PARADISA\nPer info 347 3729676 \nPROGRAMMA:\nVENERDÌ\nOre 18 Brindisi propiziatorio con Ester Fogliani\nOre 19 Inaugurazione del Festival con Enri Volta\nOre 20 Cena musicale con il coro L’Amata Rossa\nOre 22 Alessio Lega: I 100 canti dell’anarchia \nSABATO\nOre 11 Inaugurazione della mostra discografica\nOre 12 Presentazione del libro “Il canto anarchico in Italia” con Franco Schirone\nOre 13 Pranzo con il coro Stazione Rossa\nOre 14 Presentazione de Il Cantastorie di G.Vezzani con Claudio Piccoli e Tiziana Oppizzi\nOre 15 Fat Bones: parolieri e cantautori\nOre 16 Presentazione del libro “Siamo nati da soli”: Punk e politica con Alessia Masini\nOre 17 Mars on pluto: Canti d’amore\, di lotta e di lavoro\nOre 18 Francesco Pelosi: Vincenti tutta la vita\nOre 19 Mara Redeghieri e i Fulminant\nOre 20 Cena musicale con i cori Malfattori e Oltrecoro\nOre 22 Riccardo Dodi: Spagna Libertaria Sempre!\nOre 23 Naon Grrrl: Garage\, punk\, post punk\, danzereccio \nDOMENICA\nOre 11 Presentazione del libro “Cantare la piazza” con gli autori\nOre 12 Presentazione del libro “Pino Pinelli un racconto musicale” con gli autori\nOre 13 Pranzo musicale con il coro Violentipiovaschi\nOre 14 Presentazione del libro “Derisioni notturne” con Marco Fincardi\nOre 15 I Cantografi: Cronache musicali di un ideale\nOre 16 Donato Landini: Canzoniere per Giovanni Marini e Franco Serantini\nOre 17 Roberto Ruberti: Canzoni di Paola Nicolazzi\nOre 18 La Kattiveria Live!\nOre 19 Cena con canti sociali\nOre 21 Quarto Podere: Musica e utopia\nOre 22 Gran concerto della ciurma del galeone! \nSOTTOSCRIZIONE\nFESTIVAL DELLA CANZONE ANARCHICA\n2-3-4 OTTOBRE VIA BEETHOVEN 78\, MASSENZATICO (RE)\nDal 2 al 4 ottobre 2026 presso le Cucine del Popolo di Massenzatico (RE) si terrà la prima\nedizione di “Accordi Libertari”\, Festival della canzone anarchica\, che vedrà la partecipazione\ndi musicisti e musiciste\, cantautori e cantautrici\, studiosi e studiose e cori.\nSaranno tre giorni di presentazioni di libri\, musica\, memorie\, riflessioni\, concerti e canto\ncollettivo all’insegna del ricco repertorio libertario a partire dalla nascita del socialismo\ninternazionalista arrivando ad oggi.\nDurante l’evento sarà allestita una mostra di dischi dove\, accanto a quelli anarchici\,\ntroveremo vinili di alcuni cantautori libertari che daranno conto di buona parte della storia del\ncanzoniere anarchista.\nL’appuntamento è stato costruito dal basso e sarà senza padrini e senza padroni\, proprio per\nmantenere una precisa indipendenza culturale non disgiunta da una prassi autogestionaria.\nIl nostro festival sarà una tre giorni di cultura libertaria in uno spazio suggestivo\, senza\nbiglietto di ingresso\, con prezzi popolari\, garantendo i rimborsi ai musicisti attraverso un\npercorso di autofinanziamento.\nPertanto\, promuoviamo questa sottoscrizione\, libera e volontaria\, per sostenere e costruire\ntutte e tutti insieme questo primo incontro della canzone anarchica.\nPer versamenti:\nEnrico Orlandini – IBAN LT13 3250 0816 4428 8056 – causale festival canzone anarchica\nPer info e contatti\nGianandrea Ferrari 347 37 29676 – cuocarossonera@gmail.com\nCIRCOLO ARCI CUCINE DEL POPOLO – CIRCOLO ARCI LA CAPANNINA PARADISA\nReggio Emilia 30/07/2026
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SUMMARY:MILANO: convegno nazionale della FAI
DESCRIPTION:La Commissione di  Corrispondenza della FAI indice per i giorni 10 e 11 ottobre il convegno della Federazione. I lavori si svolgeranno a Milano presso la Federazione Anarchica Milanese in Viale Monza 255 \, con inizio alle ore 11\,00 del 10 ottobre.\nL’ ordine del giorno proposto è: \n1 – Prossimo congresso della Federazione: ordine del giorno e dibattito precongressuale. \n2 – Analisi politica e sociale e prossime iniziative di lotta della Federazione. \n3 – Attacco alla libertà di espressione ed alle reti comunicative. Analisi e prospettive di autodifesa. \n4 – Valutazioni su FAI festa. \n5 – Relazioni internazionali: prossima CRIFA e incontro del mediterraneo. \n6 – Varie ed eventuali \nIl convegno è aperto agli/alle osservator* anarchic*purché conosciut*.
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SUMMARY:REGGIO EMILIA: Giornata di Studi in memoria di Claudio Venza "Spagna '36: l'anarchia\, la guerra\, la rivoluzione"
DESCRIPTION:Spagna ’36: l’anarchia\, la guerra\, la rivoluzione \nGiornata di studi a cura dell’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa\, della Biblioteca Panizzi e dell’Istoreco nel novantesimo della rivoluzione e dell’inizio della guerra civile in Spagna. \nIn memoria di Claudio Venza (1946-2022)\, militante anarchico e storico della Spagna libertaria. \n  \nSabato 24 ottobre 2026\, Sala del Planisfero\, Biblioteca Panizzi\, Via Farini 3\, Reggio Emilia \nMattina\, ore 9:30-12:30: Presiede Gemma Bigi  \n\nEnrico Acciai: Un quadro storiografico \n \nAlfonso Botti: La guerra civile spagnola nella storia del Novecento \n \nEva Cecchinato: Il volontarismo in armi 1936-1939 \nMarco Puppini: Garibaldini ma non solo. Antifascisti italiani nella guerra di Spagna\nAlberto Ferraboschi: Gli intellettuali italiani e la Spagna di Franco. Antifranchismo culturale e mobilitazione democratica nel secondo dopoguerra \n \nGianni Carrozza: Non è un colpo di fulmine: Berneri in Spagna \n\n  \nPomeriggio: Presiede Antonio Senta (con un ricordo di Claudio Venza)\, ore 14:30-18:30  \n\nJosé Luis Gutiérrez Molina: Rivoluzione e collettivizzazioni nella produzione agricola e industriale\nEulalia Vega Masana: Donne anarchiche nella rivoluzione e nella guerra civile spagnola tra storia e memoria\nRenato Simoni: L’anarchismo nelle campagne spagnole \nRodolfo Vittori: L’anarchismo italiano in Spagna tra rivoluzione e guerra nei fondi Gino Cerrito\, Claudio Venza e Ugo Fedeli\nDavid Bernardini: Rudolf Rocker e il dibattito sulla Spagna nell’anarchismo internazionale \n \nMichela Cimbalo: Solidaridad Internacional Antifascista (SIA): tra assistenza alla popolazione spagnola e costruzione di reti politiche transnazionali\n\n  \nA novanta anni dall’estate 1936 l’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa\, la Biblioteca Panizzi e l’Istoreco dedicano una giornata di studi alla ricostruzione storica degli avvenimenti che portarono all’affermazione del regime franchista in Spagna\, approfondendo le dinamiche di quegli anni dal punto di vista sia militare sia politico-sociale. Il 17 luglio del ’36 nel Marocco spagnolo le truppe coloniali danno il via alla sollevazione militare contro il legittimo governo repubblicano\, eletto nel febbraio precedente\, e in poco tempo i nacionales avranno la meglio in molte aree della Spagna\, iniziando subito eccidi sistematici di civili\, lavoratori\, sindacalisti e militanti di sinistra. Ma in buona parte della penisola la popolazione reagisce riuscendo a sventare il golpe in tante città e regioni\, come Barcellona\, la Catalogna e l’Aragona; grazie alla spinta propulsiva degli attivisti libertari e al protagonismo femminile procede con successo uno straordinario esperimento di rivoluzione sociale: l’autogestione dei servizi e delle industrie e la collettivizzazione delle terre. L’utopia si fa realtà\, ma sconta presto l’intervento militare dell’Asse in supporto dei franchisti\, il non intervento delle democrazie occidentali\, il sostegno ai golpisti da parte della Chiesa cattolica\, il ruolo controrivoluzionario dell’Unione Sovietica di Stalin. Così la breve estate dell’anarchia\, animata anche da volontari internazionalisti\, si spegne stritolata dalle logiche belliche e totalitarie\, pugnalata alle spalle dallo stalinismo\, reo dell’assassinio\, tra gli altri\, di Camillo Berneri nel maggio 1937 a Barcellona\, e dalla furia dei fascismi europei che infine vincono la guerra. Sulla Spagna cala il sipario della brutale dittatura franchista che durerà fino a metà anni Settanta.
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