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SUMMARY:Roma : al Caffè del Disertore - Baratto? Si può fare! e  proiezione film
DESCRIPTION:  \n \nVenerdì 5 aprile a partire dalle ore 16:00 ci troveremo Al Caffè del Disertore allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16/18 (Metro B – garbatella) con il seguente programma : \nore 16:00 –  Baratto? Si può fare! \nOre 17:30 – Proiezione Full Metal Jacket\, regia di Stanley Kubrick\, 1987 \nOre 19:30 –  Brindisi Pro Diserzione \nDurante tutto il pomeriggio ci sarà diffusione di stampa\, giornali ed editoria anarchica. \nAll’ordine del giorno varie ed eventuali \n  \n(A)         Sottoscrizione libera \n  \nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma \nwww.cafierofairoma.wordpress.com \ncafierofairoma@inventati.org
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SUMMARY:Monfacone: "Andrea\, il nostro libraio"
DESCRIPTION:Gli amici di Andrea – Caffè Esperanto – Dobialab – Hotel Lussino\nOrganizzano a un anno dalla scomparsa \n“Andrea\, il nostro libraio” una serata di musica e letture per ricordare Andrea Cianel\, amico e libraio indipendente\nCon Piero Purich al sax \nDalle 18.30 all’Hotel Lussino\nDalle 20.30 al Caffè Esperanto \n—\nCaffè Esperanto \nSiamo aperti ogni martedì dalle 18 alle 20 \nVia Terenziana\, 22 – 34074 Monfalcone (GO)
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SUMMARY:Torino : cena antipasquale
DESCRIPTION:Venerdì 5 aprile\nCena antipasquale\nmenù vegano\nbenefit lotte\nore 20 corso Palermo 46\n\n\n\n\n\n\nOgni martedì fai un salto da\n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro\nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte\nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!\nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!\nInformati su lotte e appuntamenti!\ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Milano: mobilitazione  per la chiusura di tutti i CPR
DESCRIPTION:MOBILITAZIONE PER LA CHIUSURA DI TUTTI I CPR \n\n\nLa tortura legalizzata dei lager di Stato è ormai una innegabile certezza documentata da centinaia di foto\, video\, dossier e testimonianze\, arrivate anche nelle le aule giudiziarie\, a rivelare la vergogna finora tenuta nascosta.\nLa verità di oltre 25 anni di abusi\, violenze e soprusi dietro le sbarre dei luoghi di detenzione amministrativa a danno di persone che\, in gabbie nascoste nelle nostre città\, vengono private della libertà personale non per un reato\, ma per un illecito amministrativo che non possono non commettere: quello di non possedere un titolo di soggiorno che la legge non permette nei fatti di avere.\nQuesto odioso esempio di razzismo istituzionale (non esiste la detenzione amministrativa per un cittadin* italian*) è il colpo di coda dello stesso mostro che poggia la testa e le mani insanguinate sulle frontiere della Fortezza Europa\, all’ingresso della quale il nostro paese svolge il suo compito infame di fido cane da guardia.\nTra i suoi frutti più amari:\n il memorandum a firma Minniti che\, prorogato\, finanzia a tutt’oggi i lager libici e la guardia costiera che riporta all’inferno chi ne è sfuggito;\n il trattato Italia-Tunisia a firma Lamorgese e rinnovato dalla Meloni\, che dietro il paravento di scambi commerciali favorisce ogni anno la deportazione di migliaia di cittadini tunisini fuggiti dal proprio paese\, in mano ad un dittatore xenofobo e affamatore;\n il progressivo dilagare della detenzione amministrativa anche alle frontiere\, che imprigiona e criminalizza non più solo chi è etichettato come “migrante economico” ma anche le stesse persone richiedenti asilo tutelate dalla Costituzione.\nIl tutto mentre ancora più subdola e sofisticata si prepara ad essere la violenza al varco dell’UE tramite l’utilizzo di schedature preventive e scanner biometrici a rubare identità e libertà di movimento a chiunque abbia più di sei anni.\nPoi\, il destino di chi osa varcare la soglia\, sopravvivendo alle traversate e ai “game” balcanici\, invece\, è lo stesso di sempre: il ricatto della clandestinità e l’invisibilità totale\, sotto la minaccia costante della deportazione\, che aggiunge violenza a violenza\, fisica e psichica.\nNel mezzo\, la minaccia della detenzione amministrativa\, che istituzionalizza quella violazione sistematica dei diritti fondamentali che apre\, nelle nostre città\, pericolose voragini. Aree grigie in cui la legge è sospesa e tutto è permesso\, creando un arretramento dei diritti che costituisce un grave precedente non solo per chi ha a cuore la solidarietà con le persone migranti\, ma per tutte e tutti.\nE’ infatti il banco di prova per l’avanzata dell’arbitrio dello Stato\, che brandisce la clava del binomio “sicurezza – immigrazione” a suon di decreti liberticidi in bilico sulla finzione di un’emergenza perenne e sulla prospettazione di un pericolo costante per i nostri “valori”. Questo\, al fine di legittimare l’utilizzo della violenza e della repressione generalizzata\, dai manganelli nelle piazze\, ai piccoli e grandi soprusi quotidiani.\nEd esempio scandaloso di tale avanzata repressiva che surfa sapientemente sull’onda emotiva è stato l’osceno e paradossale spettacolo di ministri dalla faccia di tolla\, che\, ai piedi di un relitto ancora caldo su una costa calabra\, hanno usurpato il nome dell’ennesima strage di Stato\, di mare\, proprio per fare delle prospettive minnitiane del 2017 concreta realtà. Con\, fra l’altro\, il raddoppio del numero dei CPR e l’allungamento sei volte tanto dei tempi di detenzione massima. Per poi giungere all’aberrazione del progetto di delocalizzazione in territorio albanese di questo sistema\, come un qualsiasi call center\, al fine di proseguire ancora più indisturbati ed impuniti nell’azione di umiliazione della dignità umana di chi ha la colpa di non avere quel pezzo di carta che non gli si vuole dare.\nEbbene\, ora che gli strumenti repressivi – affinati negli anni anche da una certa sinistra\, nel gioco devastante di rincorsa delle destre in nome di sicurezza\, decoro e legalità – sono nelle mani di uno dei governi più fascisti dalla nostra Repubblica mettendo in pericolo chiunque\, non c’è neppure più il tempo di ricercare e rimpallarsi le colpe\, che restano trasversali e ben evidenti.\nE’ invece il tempo di pretendere e ottenere con un vasto fronte un’inversione di rotta\, la fine della violenza legalizzata\, che nei centri di permanenza per il rimpatrio vede la punta dell’iceberg e l’esempio più eclatante e simbolico.\nOltretutto\, i fatti ora parlano più chiaro che mai: non esiste un “caso Milano”\, non esiste un “caso Ousmane Sylla”; è la stessa detenzione amministrativa ad essere voluta e concepita come luogo di tortura psicofisica e di morte\, a perenne monito per i futuri ingressi\, e come prova muscolare a favor di telecamera in tempo di elezioni.\nE se alla favoletta del modello di CPR propugnato da alcuni “democratici” – quello in cui i diritti vengano monitorati e rispettati – non abbiamo mai creduto\, non ci crederemo proprio ora che le più recenti vicende del CPR di Milano ne dimostrano l’irrealizzabilità: commissariato dalla Procura\, resta il lager di sempre\, ripresentando le stesse atrocità che si ripetono da decenni in tutti i CPR\, in tutte le città e qualunque sia il gestore: sono proprio concepiti così.\nNon possiamo quindi assistere inerti alla moltiplicazione di questi luoghi di repressione e di lenta tortura psicofisica\, né tantomeno alla loro rimozione forzata dalla visuale della società civile: ne va dei diritti di tutte e di tutti.\nE’ dovere ed interesse di ciascuno e ciascuna mobilitarsi perché vengano chiusi\, a cominciare dal CPR di Milano\, che già fu chiuso una decina di anni fa: che sia un lager non lo diciamo solo noi e le circa 1850 persone rimaste impigliate tra le sue sbarre\, ma una montagna di prove inequivocabili\, anche sui tavoli di diverse Procure\, davanti alle quali non è più possibile fingere di non sapere.\n\n UN LAGER COMMISSARIATO RESTA SEMPRE UN LAGER: NON ESISTE UN MODO GIUSTO PER FARE UNA COSA INGIUSTA.\n I CPR VANNO CHIUSI TUTTI E SUBITO\, COMINCIAMO DA VIA CORELLI!\n NO CPR NO LAGER DI STATO\, NE’ A MILANO\, NE’ ALTROVE\, NE’ IN LIBIA NE’ IN ALBANIA!\n\nAppuntamento a Milano\,\nsabato 6 aprile 2024 ore 15\nin piazzaTricolore
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SUMMARY:Milano : assemblea antimilitarista
DESCRIPTION:La prossima assemblea antimilitarista sarà domenica 7 aprile a Milano presso la sede della FAM/Ateneo libertario in viale monza 255 (MM precotto).\n\n\nOrario di inizio ore 10.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nIn breve\n\n\n\nL’assemblea è nata dopo un incontro a carattere nazionale il 9 ottobre 2021 a milano e raccoglie vari gruppi e individualità impegnat* nella lotta dal basso contro il militarismo e le guerre.\n\n\nhttps://www.facebook.com/antimilitarista?locale=it_IT\n\n\n\n\n\nAssemblea Antimilitarista
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SUMMARY:Roma: proiezione di "La giornata balorda"
DESCRIPTION:Per il cineforum di aprile torniamo in Italia\, per un piccolo assaggio tra la vasta e variegata filmografia di due autori (ancora) non considerati grandi classici.\nDi Bolognini vedremo i due film più pasoliniani; “La notte brava” è sceneggiato da Pasolini ispirandosi al suo romanzo “Ragazzi di vita “. Vi si narrano le avventure notturne tra il picaresco e il folle\, tra furti e bravate\, di Scintillone\, Ruggeretto e Bella-Bella\, classici esponenti della gioventù sottoproletaria romana del dopoguerra. \nAncora sceneggiato da Pasolini\, ma ispirato ai “Racconti romani” di Moravia\, è “La giornata balorda”. Davide è un ragazzo padre disoccupato\, qualcuno gli ha promesso un lavoro ma deve “comprarselo”. Dove trovare la cifra necessaria? Comincia un giro per Roma tra personaggi poco raccomandabili e situazioni tra il surreale e il grottesco. \nAnche Bonifacio\, il protagonista di “Chi lavora è perduto “\, primo film di Tinto Brass\, è un giovane disoccupato\, ma nella sua visione del mondo libertaria e goliardica si limita a bighellonare per una Venezia tutt’altro che turistica\, incontrando gente strana. Naturalmente il film ha avuto vari problemi con la censura\, non tanto per oltraggio al pudore ma per la carica anarcoide e dissacrante con cui il regista si fa beffe dei “sacri valori” dello stato borghese. \nAncora più estremo e censurato è “L’urlo”. La protagonista è Anita\, che abbandona il futuro sposo sull’altare e fugge in cerca di avventure. Lo sperimentalismo surrealista è al servizio della satira dissacrante\, la provocazione non è fine a sé stessa ma diventa militanza. Tra i primi film di Gigi Proietti\, qui anche collaboratore ai dialoghi. È interessante mettere a confronto due città come Roma e Venezia\, in questi film lontane dagli stereotipi del turismo di massa\, e l’uso del dialetto (romano e veneto) come reazione alla massificazione linguistica radiotelevisiva che negli anni sessanta già diventa evidente. \nNon è un caso che il messaggio politico degli autori in questi film viene portato avanti rappresentando personaggi inevitabilmente al margine; la disillusione verso la militanza “istituzionale” era già piuttosto evidente. \nBolognini: \n3 aprile La notte brava (1959) \n10 aprile La giornata balorda (1960) \nBrass: \n17 aprile Chi lavora è perduto (1963) \n24 aprile L’urlo (1968) \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, cenare\, bere\, dire\, fare\, lottare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Roma : al Caffé del Disertore - Baratto? Si può fare! e proiezione
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SUMMARY:Pisa : presidio contro le guerre e la cancellazione delle spese militari
DESCRIPTION:V e n e r d ì 12 a p r i l e Pisa-Largo Ciro Menotti – ore 18\n\nCompleanno della NATO 75 ANNI… BASTANO\n\n\n\nPresidio\n\n-PER LA CANCELLAZIONE DELLE SPESE MILITARI\n– CONTRO LE NUOVE BASI MILITARI E PER LA CHIUSURA DI QUELLE ESISTENTI\n\n\n\nOrganizza Comitato Contro le Guerre\n\n\nSettantacinque anni fa (4 aprile 1949) venne creata la NATO (North Atlantic Treaty Organization) una alleanza miltare di 32 paesi con l’obiettivo di garantire la sicurezza degli stati che ne fanno parte. Specularmente\, nel 1955\, l’Unione sovietica stipulò con i suoi stati satelliti il cosiddetto “Patto di Varsavia”\, sciolto poi nel 1991 dopo la caduta del Muro di Berlino e la dissoluzione degli stati sedicenti socialisti. La NATO invece è rimasta in piedi e\, nel corso degli anni è stata coinvolta militarmente in diverse operazioni in varie parti del globo: regione dei Balcani\, Vicino Oriente\, Asia e Africa.\n\n\nOltre che una alleanza militare la NATO è una potente macchina economica che sovvenziona le industrie che producono armi obbligando i governi che aderiscono al trattato ad aumentare\, anno dopo anno\, gli stanziamenti diretti alle spese belliche. Entro il 2024 anche in Italia si dovrebbe destinare almeno il 2% del Prodotto Interno Lordo (PIL) alle spese militari\, questo significa trasferire miliardi di euro provenienti dalle tasse pagate da chi lavora alle tasche di chi produce armamenti vale a dire dei più ricchi. A queste vere e proprie ruberie va aggiunto il danno in vite umane causato dalle missioni militari\, che spesso non risolvono i problemi che pretendono di risolvere e dalle distruzioni materiali e ambientali causate dai conflitti.\n\n\nOggi non passa giorno che qualcuno non minacci o preveda l’allargamento delle crisi in atto (Ucraina\, Gaza\, solo per citare le più conosciute) e parallelamente l’aumento della militarizzazione del territorio con la costruzione di nuove installazioni a scopo militare\, come avviene anche a Pisa con il progetto di una nuova base nell’area di Coltano.\n\n\nLa NATO\, l’insieme delle industrie che producono armamenti e tutti i loro sostenitori sono tra i principali nemici della società\, sono quelli che rubano la ricchezza prodotta dalla maggioranza per arricchire una piccola minoranza\, sono quelli che alimentano le guerre e le distruzioni che colpiscono le persone e l’ambiente.\n\n\nProtestare contro la NATO in occasione della ricorrenza della sua fondazione significa contrastare la propaganda di morte degli eserciti\, incitare alla lotta per ostacolare la costruzione di nuove basi militari e fare pressione perché i conflitti vengano risolti in modo pacifico.\n\n\nV e n e r d ì 12 a p r i l e\nLargo Ciro Menotti – ore 18\n\n\nPER LA CANCELLAZIONE DELLE SPESE MILITARI\n\n\nCONTRO LE NUOVE BASI MILITARI E PER LA CHIUSURA DI QUELLE ESISTENTI\n\n\n75 ANNI… BASTANO\n\n\n\nComitato Contro le Guerre\n\nstampatoinproprio20240401\nguerre@anche.no
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SUMMARY:Monfalcone (GO) : proiezione di Palazzina LAF di M.Riondino\, 2023
DESCRIPTION:Venerdì 12 aprile alle ore 20.30 \nproiezione al Caffè Esperanto di Palazzina LAF di Michele Riondino del 2023 \nIl film\, ambientato a Taranto\, racconta la storia dell’operaio Caterino Lamanna (Michele Rondino)\, che vive in una masseria caduta in disgrazia a causa della vicinanza all’impianto siderurgico e che sta per sposarsi con Anna\, con cui condivide il sogno di andare a vivere in città. E quando i dirigenti aziendali decidono di fare di lui una spia per individuare gli operai di cui sarebbe bene liberarsi\, Caterino comincia a pedinare i colleghi con lo scopo di denunciarli. Ben presto però\, non comprendendone il degrado\, chiede di essere collocato anche lui alla Palazzina LAF (acronimo di “laminatoio a freddo”\, che dà il titolo al film) il reparto-lager dell’Ilva dove declassare gli operai più “scomodi”. Sarà lì che Caterino scoprirà che ciò che credeva un paradiso in realtà è un inferno. \nIl film racconta attraverso gli occhi di un operaio uno dei più gravi casi di abuso in ambito lavorativo della storia italiana. Il titolo dell’opera riprende il nome dell’omonima palazzina\, adiacente al laminatoio a freddo\, di cui si raccontano gli eventi\, nella quale negli anni ’90 i proprietari e i dirigenti dell’Ilva di Taranto\, all’epoca dei fatti già del Gruppo Riva\, decisero di confinare gli impiegati che si erano opposti alla “novazione” del contratto\, ossia al declassamento a operai\, pratica illegale nonché pericolosa per gli stessi lavoratori. \n—\nCaffè Esperanto \nSiamo aperti ogni martedì dalle 18 alle 20 \nVia Terenziana\, 22 – 34074 Monfalcone (GO)
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SUMMARY:Torino : incontro su Emma Goldman La donna più pericolosa d'America
DESCRIPTION:Venerdì 12 aprile\nEmma Goldman\nLa donna più pericolosa d’America\nOre 21 corso Palermo 46\nNe parliamo con Selva Varengo curatrice della nuova edizione di “Vivendo la mia vita”\, l’autobiografia che Emma Goldman scrisse nel 1934.\n\n\n\n\nOgni martedì fai un salto da\n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro\nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte\nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!\nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!\nInformati su lotte e appuntamenti!\ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46\n\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Livorno : incontro Fermiamo il genocidio a Gaza!
DESCRIPTION:Fermiamo il genocidio a Gaza!\nPer una prospettiva libertaria\, federalista e internazionalista \n\nSabato 13 aprile\npresso la Federazione Anarchica Livornese\nin Via degli Asili 33\, Livorno \n\ndalle ore 17\nIncontro con Gianmaria Valent\ndella Federazione Anarchica Reggiana \n\nDiscussione a partire dal documento approvato dal convegno nazionale FAI di Carrara nello scorso febbraio\n\ndalle ore 20\nAperitivo \n\nFederazione Anarchica Livornese\ncdcfedanarchicalivornese@virgilio.it \nIl documento è disponibile nell’orario di apertura sede: LUN e GIOV dalle 16 alle 20; può essere anche inviato per mail richiedendolo al nostro indirizzo
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SUMMARY:Roma: ciclo di dibattiti sulla situazione in Asia occidentale
DESCRIPTION:L’inganno dei confini \nI conflitti armati in Asia occidentale\, su cui è tornata l’attenzione mediatica dallo scorso ottobre\, oltre a massacrare le popolazioni\, coinvolgono tutti gli stati: mai come oggi siamo sull’orlo di una crisi mondiale.\nL’area dell’Asia sudoccidentale ha sempre avuto precari equilibri accentuati dalla divisione coloniale dell’area tra vari stati\, dalla nascita di un forte integralismo religioso negli ultimi decenni e dagli interessi imperialisti.\nL’arco di crisi vede situazioni di conflitti guerreggiati\, ad alta o bassa intensità\, in Palestina\, Iran\,  Libano\, Yemen\, Siria\, Iraq\, Armenia\, Azerbaijan\, Georgia e Turchia.\nSi è passati dalle lotte di liberazione laiche\, panarabe e panislamiche a situazioni di esasperazione dei nazionalismi\, dei regionalismi e dei dogmatismi religiosi.\nLe forme di repressione delle libertà e di esasperazione nazionalista e guerrafondaia praticate negli stati dell’area sono analoghe a quelle perseguite in Europa dalla destra fascista\, sovranista e guerrafondaia.\nE’ proprio per questo che abbiamo deciso di organizzare\, nella nostra sede di via Vettor Fausto 3\, a Garbatella\, un ciclo di dibattiti che possano aiutarci a capire meglio\, analizzando e riflettendo collettivamente\, le dinamiche che animano questi conflitti.  Una chiave di lettura delle situazioni che tenga conto dei complessi aspetti che la riguardano. Con la speranza di individuare percorsi libertari di emancipazione sociale.\nAbbiamo pensato di invitare compagnə che vivono\, o hanno vissuto\, in quei paesi che studiano queste dinamiche o che sono impegnatə nelle lotte per la solidarietà alle popolazioni. \nCi vediamo e faremo dirette social (Facebook\, Instagram e YouTube)sui canali \nFacebook: Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin \nInstagram: @gruppoanarchico_bakunin.roma \nYoutube @gruppoanarchicobakunin-fai7749 \n\n–  Venerdì 15 marzo\, per parlare del Libano con Rossana Tufaro esperta di storia contemporanea dei paesi arabi e profonda conoscitrice della situazione libanese;\n–  Venerdì 22 marzo\, per parlare dell’Iran con Ghazal Afshar dell’Associazione giovani iraniani in Italia;\n–  Venerdì 6 aprile (da confermare) per parlare della Palestina con Khaled El Qaisi del Centro di documentazione palestinese di Roma\, Rayeh Zayed dell’UDAP e Flavio Rossi Albertini\, avvocato;\n–  Venerdì 13 aprile per parlare dello Yemen con Aladin Hussain\, anarchico\, pittore e profugo yemenita. \nI dibattiti cominceranno alle 19:30 (fuso orario di Roma) nella nostra sede di Via Vettor Fausto 3 (metro Roma B – Garbatella): entrare nel portone e scendere le scale. \nGruppo Anarchico Bakunin – FAI Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Milano : Gianfranco Joe Marelli\, vita di un anarchico
DESCRIPTION:Gianfranco (Joe per gli intimi) Marelli\, uomo di grandi qualità umane e di infinite tensioni anarchiche. Uno dei più importanti studiosi italiani del Situazionismo ci saluta regalandoci delle poesie edite da Zero in Condotta (2024) che racchiudono tutto il suo percorso di vita di militante ma anche di amore e di lotta: di una vita vissuta sempre appieno.\nLe leggeranno CAMILLA CESCHI e MARCO FERRARINI con l’accompagnamento alla chitarra di GEO CARIGNANI.\nOra che Joe ha scelto di essere libero\, come l’abbiamo sempre conosciuto: libero.\n\nSabato 13 aprile alle ore 19:30\n\nTrattoria popolare – Arci Traverso\nVia Ambrogio Figino 13 – Milano\n\nIngresso riservato soci arci
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SUMMARY:Roma : concerto di Alessio Castelli Marino in trio acustico allo Spazio anarchico 19 Luglio
DESCRIPTION:Domenica 14 aprile alle ore 17:00 proseguono gli straordinari incontri musicali d’autore con Alessio Castelli Marino allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16\,18 a garbatella. Storie di poveri diavoli della classe operaia\, di assassini seduti al bar\, di marinai in ammutinamento\, di soldati sconfitti e ribelli di guerra\, ballate e saltarelli di vizi e virtù\, d’amore e di odio. \nAlessio Castelli Marino\, è cantautore ventottenne di Ostia. Dopo aver militato per anni nella scena punk romana ha esordito come solista ad aprile 2023 con “Menarca”\, album che fonde il folk nostrano con influenze irlandesi\, il tutto cucito sulla base di un cantautorato vecchie maniere\, acustico e sincero. \nAlessio Castelli Marino cura\, oltre alla musica e alle parole\, tutti gli arrangiamenti\, dopo una lunga ricerca di sonorità e strumenti della canzone popolare italiana e non. \nCi troveremo a partire dalle ore 15.00 andando avanti per tutto il pomeriggio con diffusione di editoria e stampa anarchica e non mancherà il banchetto del Baratto? Si può fare! \n  \nAperitivo/bistrò a fine concerto. \n  \n(A) Sottoscrizione libera! \nGruppo Anarchico C.Cafiero FAI Roma \nhttp://www.cafierofairoma.wordpress.com \ncafierofairoma@inventati.org
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SUMMARY:Roma: Lo Spazio Anarchico 19 Luglio non si chiude
DESCRIPTION:1945-2024 Il Gruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma non si muove da garbatella\nLo Spazio Anarchico 19 Luglio non si chiude\nNel 2025 il Gruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma festeggerà il suo ottuagenario a garbatella. Nel mese di agosto del 1945\, ad una manciata di mesi dopo la liberazione dal nazifascismo del 25 aprile\, fu annunciata la fondazione del gruppo e la sua inaugurazione a garbatella avvenne durante un convegno di anarchici antifascisti dedicato proprio a Carlo Cafiero. In quella piccola cantina di via Vettor Fausto 3\, al lotto 13 di pertinenza ATER Roma ( ex IACP)\, sono passate generazioni\, gruppi\, collettivi\, associazioni\, redazioni di giornali e riviste\, compagnie teatrali e gruppi musicali\, artisti\, poeti un microcosmo nel cuore di questo quartiere connesso con le esperienze culturali e politiche autogestite ed autorganizzate nelle lotte del movimento antiautoritario internazionale in una prospettiva concreta di libertà e solidaristica dal basso in Italia e in altre parti del mondo. Nel 2011 il Gruppo Cafiero ha avuto la necessità di ampliarsi a garbatella con lo Spazio Anarchico 19 Luglio\, in via Rocco da Cesinale 16\, 18 al Lotto 60 (ATER Roma)\, per dare maggiore spazio e voce ad un progetto di biblioteca popolare dedicata a Fabio Iacopucci e di archivio anarchico. Animatore di questa nuova iniziativa è stato Tommaso Aversa (Roma 1953/ Roma 2024) di garbatella conosciuto per la sua militanza nel movimento anarchico durata oltre cinquant’anni deceduto nel gennaio scorso. Lo Spazio Anarchico 19 Luglio è stato condiviso anche per i convegni\, le conferenze\, le presentazioni di libri\, le proiezioni filmiche\, per iniziative teatrali\, musicali e cinematografiche\, la diffusione di stampa ed editoria libertaria e anarchica in diverse lingue\, i progetti di solidarietà locali e internazionali\, i laboratori di pedagogia libertaria\, le assemblee di condominio\, i laboratori artistici\, le mostre d’arte\, i mercatini del dono e del baratto\, gli sportelli solidali e sindacali\, le interviste eccetera. Fino ad oggi abbiamo vissuto con il contributo volontario dei partecipanti e gli eventi culturali sono stati rigorosamente autorganizzati a sottoscrizione libera e operati tutti a titolo gratuito. A titolo gratuito e in economia sono stati messi a disposizione la manodopera e i materiali per la ristrutturazione e la manutenzione decennale del locale che era rimasto aperto e abbandonato nel degrado per circa 25 anni. Il progetto di archivio e biblioteca del Cafiero in questi anni finalmente ha preso forma ed è stato luogo di ricerca aperto al quartiere frequentato anche da studiosi e laureandi. Oltre a conservare libri e documenti appartenenti o donate al Gruppo Cafiero\, lo Spazio Anarchico 19 Luglio\, sta ospitando nella sua biblioteca fondi appartenenti anche a collezioni private di più recente datazione. L’ente regionale preposto\, sollecitato da mesi a convenire ad una regolarizzazione del canone di locazione di questo spazio\, in questi giorni sta venendo meno a prendere in considerazione i documenti richiesti in riferimento ad una delibera commissariale da se medesimo emessa nel 2016. Pertanto\, la neo direzione generale dell’istituzione preposta\, insediata nell’estate 2023\, ha disposto che\, mercoledì 17 aprile 2024\, ad una manciata di giorni di distanza dal prossimo 25 aprile\, anniversario della liberazione dal nazifascismo\, lo Spazio Anarchico 19 Luglio e tutto ciò che questo contiene\, di pertinenza e/o affidato e/o conservato dal Gruppo Anarchico Cafiero FAI Roma\, sia chiuso e con la forza pubblica.\nRiteniamo tutto questo inaccettabile e pertanto invitiamo tutte le realtà a noi solidali\, le associazioni\, i collettivi\, i media in main streaming a mobilitarsi\, a diffondere questo comunicato stampa e soprattutto a prendere parola\, informare\, prendere posizione in merito a quanto sta accadendo. Per eventuali approfondimenti potrete contattarci scrivendo a cafierofairoma@inventati.org. Invieremo aggiornamenti casomai fosse necessario.\n\nInfine facciamo appello a intervenire mercoledì 17 aprile 2024 a partire dalle ore 7:00 di mattina allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16\,18 ( metro B garbatella) in cui si terrà un presidio ed una conferenza stampa.\nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma\ncafierofairoma.wordpress.com
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SUMMARY:Roma: proiezione di "Chi lavora è perduto"
DESCRIPTION:Per il cineforum di aprile torniamo in Italia\, per un piccolo assaggio tra la vasta e variegata filmografia di due autori (ancora) non considerati grandi classici.\nDi Bolognini vedremo i due film più pasoliniani; “La notte brava” è sceneggiato da Pasolini ispirandosi al suo romanzo “Ragazzi di vita “. Vi si narrano le avventure notturne tra il picaresco e il folle\, tra furti e bravate\, di Scintillone\, Ruggeretto e Bella-Bella\, classici esponenti della gioventù sottoproletaria romana del dopoguerra. \nAncora sceneggiato da Pasolini\, ma ispirato ai “Racconti romani” di Moravia\, è “La giornata balorda”. Davide è un ragazzo padre disoccupato\, qualcuno gli ha promesso un lavoro ma deve “comprarselo”. Dove trovare la cifra necessaria? Comincia un giro per Roma tra personaggi poco raccomandabili e situazioni tra il surreale e il grottesco. \nAnche Bonifacio\, il protagonista di “Chi lavora è perduto “\, primo film di Tinto Brass\, è un giovane disoccupato\, ma nella sua visione del mondo libertaria e goliardica si limita a bighellonare per una Venezia tutt’altro che turistica\, incontrando gente strana. Naturalmente il film ha avuto vari problemi con la censura\, non tanto per oltraggio al pudore ma per la carica anarcoide e dissacrante con cui il regista si fa beffe dei “sacri valori” dello stato borghese. \nAncora più estremo e censurato è “L’urlo”. La protagonista è Anita\, che abbandona il futuro sposo sull’altare e fugge in cerca di avventure. Lo sperimentalismo surrealista è al servizio della satira dissacrante\, la provocazione non è fine a sé stessa ma diventa militanza. Tra i primi film di Gigi Proietti\, qui anche collaboratore ai dialoghi. È interessante mettere a confronto due città come Roma e Venezia\, in questi film lontane dagli stereotipi del turismo di massa\, e l’uso del dialetto (romano e veneto) come reazione alla massificazione linguistica radiotelevisiva che negli anni sessanta già diventa evidente. \nNon è un caso che il messaggio politico degli autori in questi film viene portato avanti rappresentando personaggi inevitabilmente al margine; la disillusione verso la militanza “istituzionale” era già piuttosto evidente. \nBolognini: \n3 aprile La notte brava (1959) \n10 aprile La giornata balorda (1960) \nBrass: \n17 aprile Chi lavora è perduto (1963) \n24 aprile L’urlo (1968) \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, cenare\, bere\, dire\, fare\, lottare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Carrara: un filosofo al mese\, De Montaigne
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SUMMARY:Milano: presentazione del libro "Il popolo tiranni più non vuole"
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SUMMARY:Torino : presentazione del libro L'anarchia in 100 canti con A. lega
DESCRIPTION:Sabato 20 aprile\nore 17 in corso Palermo 46\nL’anarchia in 100 canti\ndi e con Alessio Lega\npresentazione del libro e concerto\na seguire pastasciuttata\, spritz e birrette\n\n\n\nOgni martedì fai un salto da\n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro\nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte\nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!\nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!\nInformati su lotte e appuntamenti!\ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46\n\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Vicenza: Antidoto 2024-Fest Antifa-Antiguerra
DESCRIPTION:Lo scorso anno Vicenza si è mobilitata per chiedere il ripristino della clausola antifascista e respingere l’apertura di sedi di associazioni neofasciste in città\, quest’anno torniamo per dare supporto al popolo palestinese\, per contestare la presenza dell’adunata degli alpini e la scelta della nuova giunta di usare l’esercito per rendere la città più sicura.\nUna parte dei guadagni sarà devoluta a Ya Basta! Êdî Bese! a supporto della campagna di raccolta fondi per il campo profughi di Dheisheh.\nhttps://www.produzionidalbasso.com/…/dheisheh…/…\nAll’ignoranza e all’intolleranza\, al colonialismo e all’imperialismo proponiamo la socialità e la cultura come ANTIDOTO: domenica 21 aprile torniamo a Parco Fornaci con un grande evento.\nh.10.00/17.00 Apertura\, inizio attività e Mercato Genuino del Caracol Olol Jackson\nh.10.30/12.30 “Connessione Italia-Israele. Che ruolo ha l’Italia a fianco delle forze armate israeliane?” ne parliamo con Antonio Mazzeo. A cura di Ya Basta! Êdî Bese!\nh.12.30/14.00 Pic Nic\nh.16.00/22.30 Live\nLIVE\n•ALDAhttps://open.spotify.com/artist/4QmwiQZRTMyOkhgfJk3U5F…\n•66CLhttps://open.spotify.com/artist/02Vfjc7MDBRRzSkFxmswSI…\n•Bull Brigade (acustico)https://open.spotify.com/artist/5L5QSj7U8OMEq0T4lvrEU5…\n•Heaven or Las Vegashttps://open.spotify.com/artist/5ozL9iHS3LgG1tH7FfErqQ…\n•Thee Coppe\n•Plebeians Crewhttps://youtube.com/@plebeianscrew6370?si=qZ0iKBR0jym1zNs1\nATTIVITA’ PER TUTTƏ\n•Gioco dell’oca migratrice – Welcome Refugees Vicenza•Piantiamo umanità\, musiche e danze folcloristiche africane – Associazione Hu.Seed ODV e Progetto Nave•Laboratorio aperto di circo sociale e animazione con le bolle – Associazione Kervan•Allenamenti condivisi\, dimostrazioni e prove gratuite delle discipline di muay thay e boxe – Polisportiva Independiente•Laboratorio di stampa – ANPI•Laboratorio tessile – Porto Burci•Silent Lab – Non Dalla Guerra\nFACT (Futuro Ambiente Cultura Territori):\n10/12 Crea e Ricrea: repair cafe tessile\nh 10/12 Un Punto Alla Volta: corso base di maglia\n15.30/18 Mettici Una Toppa: lab di ricamo creativo su toppe\nSENZA PRENOTAZIONE\nBANCHETTI\n•Cibi dolci e salati pro Palestina delle Donne per la Palestina•Panini Farciti di Fornaci Rosse•Birre artigianali di Spaccisti Birrai (The Drunken Duck)•Formaggi vegan di Veggie Soul Antonella Roana•Banchetto informativo di Cascina Carpaneda•Banchetto informativo di Civiltà del Verde•Banchetto informativo della Comunità per l’Agroecologia Vicentina•Banchetto di Umanità Nova•Banchetto di Ya Basta! Êdî Bese!•Banchetto di Caracol Olol Jackson
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SUMMARY:Roma: proiezione di "L'urlo"
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SUMMARY:Massenzatico: 25 aprile rosso con Antonio Piccinini e Giacomo Matteotti
DESCRIPTION:25 APRILE ROSSO! // 25 APRILE 2024 con Antonio Piccinini e Giacomo Matteotti\nPROGRAMMA PROVVISORIO IN AGGIORNAMENTOCIRCOLO CUCINE DEL POPOLO-LA CAPANNINA PARADISA //Via Beethoven 78/e – Massenzatico (RE)\n11.00 – Dibattito – “Gli anarchici e la Resistenza” con Claudio Silingardi\, storico\, vicepresidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Modena.\nTEATRO ARTIGIANO // Via Beethoven 90 – Massenzatico (RE)13.00 – Cappelletti antifascisti\, bolliti\, salse di campagna\, torte – Prenotazione obbligatoria al 347 3729676 // € 25\,00 (bambini 0 – 3 anni gratis\, 4 – 10 anni 20 euro) Prevista alternativa vegan a richiesta\nPer prenotazioni e informazioni:Gianandrea 347 3729676\nCIRCOLO CUCINE DEL POPOLO-LA CAPANNINA PARADISA // Via Beethoven 78/e – Massenzatico (RE)ore 14 Ricordo di Antonio Piccinini e Giacomo Matteotti a seguire canzoni antifasciste con Riccardo Dodi\ndalle ore 15 Spazio bambine e bambini: giochi e caccia al tesoro\nore 16 “L’Asino Resistente” con Massimo Montanari\nore 19 Pastasciutta del Partigiano\n20.00 – Pastasciuttata del partigiano\nE’ richiesta la prenotazione e il pagamento anticipato per consentire una migliore organizzazione dell’evento.\nCIRCOLO ARCI CUCINE DEL POPOLOCIRCOLO ARCI LA CAPANNINA PARADISA
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SUMMARY:Milano : presidio e banchetto libertario per il 25 Aprile anarchico
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SUMMARY:Pordenone: mai più guerre!
DESCRIPTION:h 10.30Centro studi (Cinemazero)Ritrovo e deposizione coronaai cippi di F. Martelli e ai Deportati\nh 11.00Si parte verso ex caserma Martelli\nh 11.30ex caserma MartelliRicordo dei 9 partigianifucilati dai nazifascistiinterventi + microfono apertolive di canti antimilitaristi e partigiani+ intervento finale Coro dell’ANPI\nh 13.00Via Ungaresca\, 3B\, PordenoneCircolo Libertario E. ZapataPastasciutta Antifascista\n…………………………Per un 25 aprile antimilitarista:MAI PIU’ GUERRE!\nVenti di guerra lambiscono sempre più vicino l’Europa.Guerre imperversano ormai ovunque\, un rigurgito novecentesco riporta il militarismo come “mezzo” per nuove egemonie dove spartirsi risorse\, sbocchi e paesi fomentando i nazionalismi\, grazie ai mai sopiti integralismi e all’enorme business legato all’import/export di armi che non solo non ha mai smesso di rifocillare Stati e Industrie nel mondo ma semmai ha segnato aumenti esponenziali negli ultimi decenni\, un’escalation terrificante.L’Italia ha assunto nel tempo un sempre maggiore ruolo in termini di incremento di spese belliche a scapito dei servizi essenziali\, di ammodernamento delle strutture militari\, dell’investimento in missioni di guerra e nella NATO stessa.Schierata in diversi fronti armati continua a cedere pezzi di territorio ad esercitazioni che incrementano la militarizzazione e le sue conseguenze che qui in FVG conosciamo fin troppo bene.I 9 poligoni militari\, 3 solo in provincia di Pordenone\, continuano a devastare aree di prati stabili millenari\, zone protette e ricche di biodiversità e la salute di umani e non\, in un clima crescente di utilizzo pericoloso con aviolanci e addestramenti interforze anche con la onnipresente Base USAF di Aviano.\nPer questo il 25 aprile quest’anno non può che essere incentrato nell’ideale lotta di liberazione dal nazifascismo\, ideologie quelle fasciste e naziste che sugli stessi presupposti di imperialismo\, nazionalismo e guerra totale avevano incentrato la loro vocazione di dominazione.Vocazione che i vincitori di quella guerra mondiale hanno poi continuato su fronti contrapposti\, spartendosi il mondo con la rincorsa agli armamenti atomici\, sostenendo guerre a bassa intensità e che oggi esplodono in forme sempre più violente\, mostrando il vero volto degli Stati nella loro essenza di gendarmi di un capitale energivoro e mortifero.D’altra parte in quella lotta di liberazione\, non univoca e con le contraddizioni di motivazioni diverse portate sul piano generazionale e ideologico\, possiamo trovare in una parte\, aldilà delle miopie patriottiche\, la lungimiranza di chi lottava per un mondo senza classi\, confini ed eserciti: non l’esaltazione della divisa\, delle gerarchie e del militarismo ma la forza di una comunità che si organizza e si ribella\, non il fine ultimo e misero di un patriottismo buono per tutte le casacche e che fa il paio al nazionalismo come stiamo assistendo in questi ultimi decenni ma il senso storico di un’appartenenza internazionale ad una comunità di oppressi che sfruttatori non vogliono più\, non più pedine arruolate in un gioco globale di padroni che mettono popoli gli uni contro altri\, con leggi che tracciano muri\, costruiscono carceri e addestrano polizie per favorire le merci a scapito dei migranti .Questo 25 aprile non può che ritrovare il sentiero di una diserzione generalizzata: sabbia non olio nel motore del militarismo!
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SUMMARY:Torino: presidio alla lapide del partigiano Ilio Baroni
DESCRIPTION:alla lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni\, in corso Giulio Cesare angolo corso Novara dove Ilio cadde combattendo il 26 aprile 1945.\nRicordo\, bicchierata\, fiori\, musica.\nE\, dal vivo\, Alba&carenza503 e il Cor’occhio nel canzoniere anarchico e antifascista\n\n\n\nOgni martedì fai un salto da\n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro\nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte\nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!\nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!\nInformati su lotte e appuntamenti!\ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Asti: ancora in lotta contro fascismo\, guerra e repressione
DESCRIPTION:25 APRILE 2024: ANCORA IN LOTTA CONTRO FASCISMO\, GUERRA E REPRESSIONE\nGuerre e conflitti continuano a insanguinare vaste aree del pianeta\, in una spirale che sembra non avere fine. Il rischio di una guerra\, anche nucleare\, su scala planetaria è oggi una possibilità reale.L’attenzione mediatica sul conflitto russo-ucraino si è affievolita\, ma i venti di guerra non hanno smesso di soffiare. La guerra a Est continua mentre perdurano nel continente africano conflitti continui per il controllo delle risorse. Parallelamente in Rojava si moltiplicano gli attacchi turchi e non danno segno alcuno di cessare le tensioni tra Cina e Stati Uniti per il controllo di Taiwan.In questo scenario abbiamo assistito al riaccendersi della terribile guerra in Medio Oriente. Il massacro in atto a Gaza e in Cisgiordania trova le sue cause in una storia ben più lunga e ben più complessa del criminale attacco di Hamas del 7 ottobre scorso. Questa situazione è il frutto della pluridecennale politica coloniale e razzista dello stato di Israele\, il quale pratica sistematicamente un feroce apartheid contro le popolazioni palestinesi.In questo quadro di guerra globale l’Italia è schierata con tutto il suo arsenale: invia armi\, moltiplica il numero di militari impiegati in ambito NATO\, aumenta la spesa bellica sino a 104 milioni di euro al giorno. L’Italia è impegnata in ben 43 missioni militari all’estero\, in buona parte in Africa\, dove le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difendono gli interessi di colossi come l’ENI. L’Italia vende armi a tutti i paesi in guerra\, compresi Israele ed il Qatar\, contribuendo direttamente a quella guerra atroce.Al conflitto esterno se ne aggiunge un altro\, quello sul fronte interno. Una guerra che il governo Meloni ha dichiarato contro i poveri e le fasce più marginalizzate della popolazione\, contro i migranti e le ONG\, contro le soggettività non conformi e la libertà delle donne\, contro il movimento delle libere feste e delle occupazioni. Una guerra contro chi lotta nei CPR\, nelle carceri\, contro chi si batte per il diritto ad avere un tetto sopra la testa o contro chi fa un blocco stradale a favore del clima.Questa politica sembra trarre diretta ispirazione da personaggi quali Orban\, presidente di un paese\, l’Ungheria\, dove è possibile per i neonazisti sfilare in totale libertà\, mentre le persone che scendono in strada per protestare marciscono in galera e sono portate in tribunale in catene. È il caso di Ilaria Salis\, detenuta dal febbraio del 2023 nelle carceri ungheresi in condizioni disumane\, con l’accusa di aver attaccato un gruppo di nazi\, con altri compagni e compagne antifasciste. Accusa per cui rischia 24 anni di carcere.A questo proposito è bene ricordare che l’Ungheria\, esattamente come l’Italia\, è una repubblica parlamentare. Orban ha saputo infatti attuare una svolta pesantemente autoritaria\, rimanendo però all’interno dell’apparato democratico. Alla luce di tutto questo gli apprezzamenti reciproci tra Orban e Meloni andrebbero presi maggiormente sul serio.Le carceri ungheresi non sono poi così diverse da quelle italiane\, dove in soli quattro mesi\, quest’anno\, ci sono stati 31 suicidi\, una persona ogni tre giorni.Ma proprio in questi luoghi in cui si esercita il maggior livello di repressione e controllo continuano a generarsi momenti di resistenza e di lotta. Quotidianamente avvengono rivolte\, scioperi della fame\,dell’aria e del carrello ma quasi nulla trapela fuori dalle mura di cinta. Sappiamo che lo stato vorrebbe isolare e silenziare questi momenti ed è per questo che è giusto continuare ad alimentare la solidarietà tra dentro e fuori\, una solidarietà che si fa atto concreto\, una solidarietà che fa paura a chi ci governa. Lo stesso avviene all’interno dei centri per i rimpatri chiamati Cpr\, lager di stato\, dove ogni dignità umana viene negata. La lotta contro questi lager è segnata dalle rivolte interne e dalla solidarietà attiva fuori.Per tutte queste ragioni questo 25 aprile è più che mai necessario scendere in strada. Per dire no alla guerra e al militarismo. Per esprimere la nostra solidarietà a tutte le popolazioni martoriate dalle bombe\, dal freddo\, dalla mancanza di medicine\, cibo\, riparo. A fianco della gente che\, in ogni angolo del pianeta\, muore sotto le bombe sganciate da aerei costruiti nel nostro paese. Per dire no all’industria bellica\, all’invio di armi per la guerra\, alle missioni e alle spese militari all’estero che provocano morte e drenano soldi che andrebbero spesi per i trasporti\, la sanità\, la scuola.Dobbiamo scendere in strada per fermare il fascismo che avanza. Per chiedere la libertà per gli arrestati di Budapest e per tutt* coloro che sono vittime della repressione di stato. Questo governo non si fermerà nella sua opera di guerra interna ed esterna. Non si fermerà se non di fronte alle lotte che sapremo mettere in campo.Per un 25 aprile di resistenza: alla guerra\, alla repressione\, al fascismo\, anche quando quest’ultimo si mette la maschera della democrazia.\n\nAssemblea Antifa Asti
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SUMMARY:Trieste : concerto dei Montelupo e Spakkazuck
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SUMMARY:Torino: Spezzone Antimilitarista contro il G7 energia e ambiente
DESCRIPTION:Quest’anno il G7\, la rete che unisce i sette paesi più industrializzati\, è presieduta dal governo italiano. Il summit finale\, cui parteciperanno i capi di Stato\, si terrà a Bari in giugno.\nDal 28 al 30 aprile si svolgerà nella reggia di Venaria il vertice dedicato ad energia ed ambiente.\nLa scelta di mettere insieme queste due tematiche\, facendo convergere a Venaria i ministri e i loro sherpa\, è in se indicativa della volontà di considerare la tutela ambientale una variabile dipendente dagli orientamenti in materia di energia\, con un ben chiaro rapporto gerarchico.\nSe si pensa che l’ultima COP\, dedicata alla catastrofe climatica in corso\, si è tenuta in Qatar\, un paese che galleggia su un mare di gas e petrolio\, e la prossima sarà dall’11 al 22 novembre in Azerbaijan\, che deve la propria fortuna sull’essere un hub energetico basato principalmente sulle fonti fossili\, si comprende bene che la logica del profitto prevale su qualunque\, sempre ambiguo\, progetto di transizione ecologica.\nLa transizione ecologica deve essere un buon affare: finché non lo sarà le fonti fossili continueranno ad essere la scelta privilegiata dei governi e delle multinazionali energetiche.\nLa campagna di Plenitude è martellante. Spot\, cartelloni\, banner\, eventi\, inserzioni pubblicitarie mostrano scenari di “decarbonizzazione”\, “economia circolare”\, “sostenibilità”. Nel 2019 l’amministratore delegato Claudio Descalzi ha parlato di una “chiamata collettiva all’azione”\, dell’assunzione di “grandi responsabilità” di fronte alla “necessità di intervenire attivamente nel contrastare i cambiamenti climatici”.\nChiacchiere e fumo negli occhi.\nQuest’anno ENI ha detto chiaro e tondo che le rinnovabili costano molto e rendono poco\, per cui l’Ente Nazionale Idrocarburi continuerà ad investire in modo massiccio in gas e petrolio.\nDal 2019 ad oggi\, grazie ad una serie di acquisizioni ENI è divenuta “la seconda più grande compagnia E&P – esplorazione e produzione – in Norvegia\, con riserve e risorse totali pari a circa 1\,9 miliardi di barili di petrolio”\nNelle acque profonde del bacino di “Kutei”\, in Indonesia\, Eni si è invece aggiudicata nel 2019 il blocco esplorativo di West Ganal\, con i 17 miliardi di metri cubi di gas del giacimento “scoperto” denominato Maha.\nLo sfruttamento dei giacimenti di gas egiziano hanno raggiunto livelli record.\nQuesti sono solo alcuni esempi.\nIl 14 marzo di quest’anno ha presentato il suo Capital markets update 2024-2027\, con cui il Cane a sei zampe traccia il piano di sviluppo industriale per i prossimi anni.\nL’elemento centrale resta l’esplorazione e produzione di combustibili fossili: l’ENI invece di rallentare accelera. «La produzione Upstream è prevista crescere a un tasso medio annuo del 3-4% fino al 2027». Questa scelta\, in netto contrasto con quanto dichiarato nel 2021\, porterà ad un aumento significativo delle emissioni climaticide.\nSecondo Greenpeace Italia\, ReCommon e Reclaim Finance\, che hanno realizzato un’analisi della strategia climatica del Cane a sei zampe\, da qui al 2027 «Eni prevede di aumentare la produzione di petrolio e gas e di mantenerla costante fino al 2030. Così facendo\, la sua produzione sarà superiore di ben il 71% rispetto allo scenario emissioni nette zero».\nRestano marginali le attività sull’energia pulita: «Per ogni euro investito da Eni in combustibili fossili\, meno di sette centesimi sono stati investiti in energie rinnovabili sostenibili»\nAltra costante è la stretta interconnessione tra numerose missioni militari italiane in Africa (ma non solo) e gli interessi dell’ENI. \nMissioni militari all’estero tra gas\, petrolio e uranio\nLa diplomazia in armi del governo per garantire i profitti della multinazionale petrolifera va dalla Libia al Sahel al Golfo di Guinea. Queste aree hanno un’importanza strategica per gli interessi dell’ENI\, perché vi si trovano i maggiori produttori africani di gas e petrolio. L’obiettivo è la protezione delle piattaforme offshore e degli impianti di estrazione.\nL’ENI rappresenta oggi la punta di diamante del colonialismo italiano in Africa.\nLa bandiera con il cane a sei zampe dell’ENI sventola a fianco di quella tricolore in luoghi in cui la desertificazione e la predazione delle risorse macinano le vite di tanta parte di chi ci vive.\nAlla guerra neocoloniale per il controllo delle risorse energetiche si accompagna l’offensiva contro le persone in viaggio\, per ricacciare i migranti nelle galere libiche\, dove torture\, stupri e omicidi sono fatti normali. Le migrazioni verso i paesi ricchi sono frutto della ferocia predatoria delle politiche neocoloniali. \nNiger. La nuova frontiera del colonialismo made in Italy\nSettanta milioni di euro. È la cifra stanziata nel luglio 2022 dall’Unione Europea per supportare l’esercito del Niger. Soldi che Bruxelles ha difficoltà a gestire da quando\, a fine luglio 2023\, a Niamey i militari guidati dal generale Abdourahamane Tchiani hanno deposto il presidente Mohamed Bazoum.\nAlcuni degli stati membri dell’Unione di maggior peso hanno posizioni divergenti sull’argomento. Francia e Germania\, ad esempio\, spingono per ritirare i fondi e destinarli ad altri stati dell’Africa occidentale. L’Italia\, invece\, punta a mantenere un dialogo con Niamey e trovare un compromesso con la giunta militare al potere\, l’autoproclamato Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria.\nI 70 milioni di euro stanziati dall’UE per equipaggiare le forze armate nigerine sono infatti gestiti per conto dell’Unione dall’Agenzia Industrie Difesa (AID)\, ente controllato dal ministero della Difesa italiano. Un bel gruzzolo per mantenere la propria presenza militare in Niger\, dopo la cacciata dei francesi e\, più recentemente\, degli statunitensi\, cui è stato intimato di abbandonare la base per droni di Agadez. Nel frattempo nel paese subsahariano\, al di là dei toni da revanche anticoloniale adottati dai nuovi signori di Niamey\, si sono affacciati ed insediati altri attori\, la Cina e\, dall’11 aprile\, i russi degli Africa Corps (ex Wagner)\, che pur non essendo truppe regolari\, sarebbero dipendenti statali\, non mercenari privati.\nL’Italia mantiene buoni rapporti con i golpisti al governo ed intende restare nel paese\, dove da due anni ha una propria base. Il governo Meloni ha dichiarato che i militari italiani riprenderanno l’addestramento delle truppe nigerine.\nIl contingente militare tricolore è un tassello fondamentale nell’esternalizzazione della guerra ai migranti e\, non secondariamente\, per il controllo delle risorse di uranio del paese. L’uranio è alla base del combustibile per le centrali nucleari e per le bombe atomiche.\nIn Italia la propaganda pro nucleare\, ormai sdoganato dalle Cop come fonte equiparabile alle rinnovabili\, è sempre più martellante.\nTra uranio\, migranti e ridefinizione degli equilibri e delle aree di influenza l’imperialismo italiano prova a scavarsi il proprio spazio. \nIl gas azero\, la questione armena\, le armi di Leonardo\nLa repubblica di Artsakh\, un’enclave in territorio azero\,costituitasi tra il 1992 e il 1994\, non esiste più: nel settembre del 2023\, dopo un anno di assedio\, è stata occupata dalle truppe azere con un’operazione di pulizia etnica che ha portato all’espulsione di oltre 100mila armeni. Pochi mesi prima Leonardo con il beneplacito del ministro della Difesa Crosetto aveva fornito aerei militari e missili che sono stati impiegati nella guerra all’Artsakh da militari addestrati nel nostro paese.\nL’apertura verso il regime di Baku da parte di tutta l’Unione Europea ha una ragione precisa: il gas azero\, che ha in buona parte sostituito quello russo nella fornitura all’Europa.\nNel 2023 le importazioni di gas russo in Europa sono crollate: dal 42% del 2021 al 14%.\nPer questa ragione nessuno ha mosso un dito per la popolazione armena costretta alla fuga ed è probabile che se l’Azerbaijan dovesse attaccare ed annettere il sud dell’Armenia\, come promette da tempo\, lo scenario non si modificherebbe. E per chi ha giustamente da ridire sulla dittatura putiniana e i i suoi metodi spicci e brutali\, bisognerebbe ricordare che Ilham Aliyev si comporta con eleganza pari al suo omologo di Mosca.\nLa connessione tra scelte energetiche\, interessi dell’ENI e guerra con armi made in Italy\, sono del tutto trasparenti. \nDal 28 al 30 aprile nella Reggia di Venaria 7 tra i principali responsabili di guerre\, inquinamento\, sfruttamento\, catastrofe climatica si siederanno ad un tavolo per mettere in scena un spettacolo che mescolerà dichiarazioni altisonanti sul pianeta\, con chiacchiere sullo sviluppo e il benessere\, che\, ancora una volta saranno legati all’aumento infinito della produzione. \nOpporci alla guerra\, alla logica del profitto è una delle chiavi per rallentare la catastrofe ambientale in corso. \nFermarli è possibile. Fermarli è necessario.\nA partire da casa nostra.\nLottiamo contro il neocolonialismo tricolore\, boicottiamo l’ENI e le fabbriche d’armi\, impediamo il ritorno del nucleare\, blocchiamo le missioni militari all’estero. \nDomenica 28 aprile\nore 14\nparco Galileo Galilei a Venaria (TO)\nspezzone Antimilitarista\ncontro il G7 energia e ambiente\ncontro l’ENI\, la logica estrattivista\, le missioni militari neocoloniali dell’Italia \nAssemblea Antimilitarista di Torino \nhttps://www.anarresinfo.org/contro-il-g7-energia-ed-ambiente-eni-sangue-petrolio-guerra/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0b17KwahkkVhMfzwKT30lST6WpKukI_cir58I7IxGlTtOz8sAzUfrOZFk_aem_AdNyt1XfWzCG__52wQ3WzXIh7df_qTDq2e2UnyEA2hNfyymVTBIaBar-B7fFZk3i-8z6XiArBfie0t3dkJEU97fs
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SUMMARY:Imola: primo maggio anarchico
DESCRIPTION:1 maggio 2024\nPrato della Rocca Imola\nProgramma\nPresidio – manifestazione prato della rocca dalle 10 alle 13 con banchetto di libri e materiali di movimento\, e interventi di compagn@ a microfono\, con caratterizzazione antimilitarista ma non solo\, distribuzione del volantino\, microfono aperto ad interventi.\nAll’interno dell’iniziativa ospitiamo la mostra di Carlo Ferri.\nSegue pranzo conviviale in sede (ognun@ porti qualcosa\, noi garantiamo pane vino e portata base).\nInfine\, grande novità\, ci sarà una inedita asta di manifesti storici anarchici\, molto belli e selezionati.\nPartecipate numeros@ \nAssemblea degli anarchici imolesi
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