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SUMMARY:ALESSANDRIA: Pranzo benefit per la nuova sede della Federazione Anarchica Torinese
DESCRIPTION:Pranzo benefit al Perla Nera\ndi Alessandria\nin via Tiziano Vecellio 2\n(a pochi passi dalla stazione ferroviaria)\n\nDOMENICA 6 SETTEMBRE 2026\n\nPRANZO PER LA\n\nF.A.T.\n\nHANNO DATO LO SFRATTO ALLA FEDERAZIONE ANARCHICA TORINESE\n\nLa Perla Nera organizza un pranzo benefit per l’acquistare una nuova sede\n\nPRENOTAZIONI AL NUMERO 347 402 5324\n\nMenù:\nAperitivo con salatini\n\nAntipasti:\nFlan bicolore con carote e piselli\nTortillas di ceci alla messicana con fagioli rossi\, peperoni e mais\nCialde di riso con crema di cannellini e radicchio\nPrimo:\n\nCrépès al forno con ragù di verdure\nSecondo:\n\nSformato di patate con cuore di funghi\n\ne… per finire\nSemifreddo alla menta e limone.\n\nSottoscrizione minima euro 20.\n\nPrenotazioni entro giovedì 3 settembre a 3474025324 (Salvatore) o al 3356990774 (Urbano) anche su WhatsApp.\n\nLa storica sede degli anarchici torinesi è sotto sfratto.\nQuesto pranzo benefit ha lo scopo di dare un contributo per una nuova casa alla Federazione Anarchica Torinese.
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SUMMARY:MILANO: pranzo resistente e coro dei disertori
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SUMMARY:MILANO: Presentazione del libro "Abbattere le mura del cielo"-iniziative antisfratto di via Torricelli
DESCRIPTION:Nell’ambito delle iniziative contro lo sfratto di via Torricelli 19\, uno spazio anarchico attivo da 50 anni. Presentazione del libro “Abbattere le mura del cielo” di Mauro De Agostini che ripercorre le vicende dei primi anni dell’occupazione.\nSABATO 5 SETTEMBRE 2026 ore 17\,00 gruppo anarchico Bruzzi-Malatesta via Torricelli 19 Milano – sarà presente l’autore”
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SUMMARY:LIVORNO: Gli orti urbani non si toccano
DESCRIPTION:Aderisce anche la Federazione Anarchica Livornese\, leggi qui il comunicato.
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SUMMARY:SAN LORENZO A MERSE: Festa Libertaria - IIIa edizione
DESCRIPTION:Torna a settembre la Festa Libertaria di San Lorenzo a Merse\, III* Edizione\, il 4/5/6 Settembre 2026\, organizzata dal Circolo Libertario E.Malatesta della Montagnola Senese\, dal Circolo Arci di San Lorenzo a Merse\, dalla Federazione Anarchica Elbano Maremmana\, dallo Spazio Libertario Pietro Gori di Volterra e da individualità anarchiche e Libertarie. \nIl programma prevede: cucina\, dibattiti\, teatro\, poesia e musica. \nVi aspettiamo! \nCircolo Libertario E. Malatesta della Montagnola Senese
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SUMMARY:BRANDIZZO: Presidio a 3 anni dalla strage
DESCRIPTION:📌 Domenica 30 agosto parteciperemo al presidio indetto da sindacati di base e associazioni\, nel terzo anniversario della strage di Brandizzo.\nAppuntamento alla stazione ferroviaria dalle 10\,15 alle 13.\n\n💥 Incidente sul lavoro? No\, guerra di classe!\n\n🟣 Sono passati tre anni. Alla stazione di Brandizzo 5 operai impiegati nella manutenzione della linea ferroviaria tra Torino e Milano vennero travolti da un treno che non aveva ricevuto nessun segnale di stop.\n\nNon fu un incidente. Un incidente è qualcosa di imponderabile\, impossibile da prevenire\, mentre la continua crescita di morti sul lavoro va di pari passo con i tagli ed i mancati investimenti sulla sicurezza.\nNelle ferrovie questo è un fatto strettamente legato alla secca riduzione del personale\, all’esternalizzazione dei lavori di manutenzione\, agli investimenti sulle linee ad alta velocità a discapito della viabilità ordinaria. Dove passano i treni ad alta velocità c’è un meccanismo che blocca tutto quando c’è un ostacolo sui binari.\nFacile e assolutorio parlare di errore umano. Ma anche gli errori umani si moltiplicano quando si lavora senza reali tutele\, quando non si investe sui sistemi di sicurezza perché il trasporto ferroviario per pendolari e viaggiatori poveri è un affare poco redditizio.\nI cinque operai morti a Brandizzo sono alcune delle migliaia di vittime della guerra di classe tra chi si arricchisce con il lavoro altrui e chi\, per vivere\, deve rischiare la vita.\n\n🟢 Ogni giorno tre persone muoiono sul lavoro.\nA questi si aggiungono i tanti che hanno perso la vita mentre si recavano in fabbrica\, in ufficio\, a fare una consegna. Un mercato del lavoro che costringe a spostamenti sempre più lunghi\, ad accettare un posto anche a trenta o quaranta chilometri di distanza\, fa si che si muoia anche mentre si va o si torna dai luoghi della servitù salariata. I tagli al trasporto pubblico espongono a maggiori rischi chi si deve muovere\, e sono frutto della stessa logica del profitto che porta le imprese a ridurre la spesa per la sicurezza.\n\n🔵 Di lavoro si muore anche per malattie professionali\, magari dopo qualche anno di pensione. Avvelenamenti cronici da sostanze tossiche\, esposizioni ad agenti oncogeni\, sfiancamento. O magari si è più fortunati: non si muore ma ci si porta fino alla tomba una qualche patologia più o meno debilitante.\n\n🔴 Negli ultimi dieci anni il numero di morti e feriti sul lavoro è costantemente aumentato. Lo sfruttamento da schiavi in agricoltura ha  ucciso braccianti stipati sui furgoncini senza manutenzione usati per portarli in campagna\, mentre altr* sono morti collassando sotto il sole rovente.\n\nQuest’estate quattro sono stati bruciati vivi dal caporale\, perché chiedevano il loro salario. La criminalità dello Stato che rende clandestini i braccianti va a braccetto con la criminalità di chi li sfrutta.\nSi muore nell’industria\, nella manutenzione\, nei cantieri\, nei campi\, nelle stive delle navi\, nei lavori stradali.\n\n⚫ Anche le nuove “professioni” della “gig economy” uccidono: si allunga l’elenco dei rider\, i fattorini in bici o in motorino\, che muoiono o si feriscono mentre portano cibo per qualche grande piattaforma. Lo stato delle strade\, la scarsa manutenzione dei mezzi\, le condizioni climatiche\, i ritmi frenetici del cottimo e la connessa ideologia che glorifica la performatività e l’autosfruttamento che le aziende vorrebbero che i lavoratori introiettassero\, sono le cause principali.\n\n🟡 La precarizzazione e l’aumento della ricattabilità davanti al padrone costringono ad accettare condizioni di lavoro che fino a qualche anno fa si sarebbero respinte.\n\n🟠 È così in tutto il mondo. La globalizzazione della povertà investe ogni angolo del pianeta. In ogni dove i padroni si arricchiscono sulla vita e sulla morte degli sfruttati. La nostra risposta\, come lavoratori\, disoccupati\, precari\, non potrà che essere sul piano internazionalista e di classe.\n\n\n🟢 In ogni dove si investe in armamenti e spesa militare\, per difendere ed estendere gli interessi imperiali degli stati e dei padroni. Provate ad immaginare se una piccola parte dei milioni di euro che il governo sperpera ogni giorno in spese militari fossero impiegati per rendere più sicura la rete ferroviaria del nostro paese.\nInvece gli unici investimenti riguardano la logistica militare\, trasformando così l’intera rete in obiettivo militare.\n\nProvate ad immaginare quanto sarebbero migliori le nostre vite se tutti quei soldi servissero per la cura e non per la guerra.\n\n🟣 I padroni stanno combattendo una guerra che come sfruttati dobbiamo riconoscere come tale. E combatterla. I sindacati confederali e le istituzioni si limitano a qualche frase di circostanza. Non ce ne stupiamo: il loro ruolo è quello di guardiani dell’ordine costituito.\n\n🔵 Spetta a noi prendere in mano le redini del nostro destino e\, con azione diretta\, picchetti\, blocchi\, costruendo spazi politici non statali\, moltiplicando le esperienze di autogestione\, costruendo reti sociali che sappiano inceppare la macchina e rendano efficaci gli scioperi e le lotte territoriali\, potremo liberarci e vivere una vita in cui non si muoia più in nome del profitto di qualche padrone.\n\n🔴 Siamo consapevoli che l’apparato repressivo del governo Meloni ha trasformato in reati gravi normali azioni di lotta\, che la possibilità di scioperare è seriamente ridotta\, ma è una ragione in più per rispondere alla repressione con le lotte. Ne va della vita e della salute di chi lavora.\n\n‼️Un mondo senza sfruttati né sfruttatori\, senza servi né padroni\, un mondo di liberi ed eguali è possibile. Tocca a noi costruirlo.\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nriunioni ogni martedì alle 21.\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:MILANO: L'anarchia non si sgombera. Inaugurazione mostra sui 50 anni dell'occupazione di via Torricelli + cena antisfratto
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SUMMARY:ROCCATEDERIGHI:  X° FestivalSedicid'Agosto
DESCRIPTION:  \nAbbiamo iniziato questa cosa quasi per gioco. Con poche risorse etanto entusiasmo. Come gioco\, appunto. Forse lo abbiamo fattosoprattutto per noi stessi\, per avere un attimo di respiro nel belmezzo del solleone di maremma. Non tanto perché avevamo chissà cosada dire\, ma per ascoltare le mille storie: quelle antiche\, daripetere per ricordare e quelle di resistenza ad oltranza. Storie diutopie concrete. Tenere viva la memoria di queste colline ribelli\,piena di gente abituata a maneggiare la dinamite e difendere i propridiritti.Grazie a\nl bosco ed all’acqua è rimasta una esperienzagestibile\, comunitaria\, senza forzature e poche invasioni. Una”VACANZA INTELLIGENTE E CONSAPEVOLE”\, capace di accoglierechi si ribella\, chi non ci sta e sogna qualcos’altro. Lapartecipazione e le collaborazioni sono state la nostra più grandesoddisfazione.Arrivati al d\necimo anno abbiamo azzardato a fareuna settimana intera. Rallentiamo tutto per darci il tempo diascoltare\, comprendere\, confrontarci. Èil momento per lasciare una traccia\, incidere. Rilanciare. Ciaspettiamo suggestioni e commistioni. Musicali ma anche altro…Comefondatore del \nFestivalSedicid’Agosto ho voglia di dire solamentegrazie e vi spiego perché. Nel 2022\, alla sest\na edizione delFestival\, gli eventi della vita mi hanno fatto andare viadall’Italia. A quel punto il Festival sarebbe andato a morire\, ma perfortuna c’erano Giampiero e Flavia. Giampiero e Flavia\, che hannopartecipato all’organizzazione del Festival fin dall’inizio\, hannopreso in mano le redini e hanno portato avanti il Festival\,migliorandolo\, fino alla decima edizione. Quindi mi sembradoveroso\ne di immenso piacere ringraziare Giampiero e Flavia e tuttiquelli che hanno partecipato e continueranno a partecipare alFestivalSedicid’Agosto.Anche quest’anno vi aspettia\nmo numerosie carichi\, e come dice Giampiero “Facciamo sentire la nostravoce”. Grazie a tutti\,Jonni
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SUMMARY:MILANO: Presidio F-estivo sotto il Comune "Occupiamoci di Milano"
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SUMMARY:LIVORNO: presentazione del libro "Pazzi da morire"+aperipizza
DESCRIPTION:LIVORNO MARTEDì 11 Agosto c/o EX-Caserma Occupata in via Adriana 16\nalle ore 20 APERIPIZZA a seguire presentazione del libro:\nPAZZI DA MORIRE.\nLe persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria\nedizioni Sensibili Alle Foglie\na cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
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SUMMARY:POZZUOLI: BLOCCHIAMO TUTTO OVUNQUE!
DESCRIPTION:MANIFESTAZIONE VENERDI 7 AGOSTO ORE 17.30 LARGO DELLE PALAZZINE NON FERMIAMOCI A POZZUOLI BLOCCHIAMO TUTTO OVUNQUE UN TETTO SULLA TESTA PER TUTTE LE PERSONE SFOLLATE E IN ATTESA DI CONTROLLI; L’APERTURA IMMEDIATA DELL’HUB; ACQUA CORRENTE E SERVIZI IN CITTA; SOSTEGNO AI LAVORATORI COLPITI E AL COMMERCIO LOCALE\, LA MESSA IN SICUREZZA DELLE NOSTRE CASE. POZZUOLI RESISTE E NON CI FAREMO CACCIARE DALLA NOSTRA CITTA! \n 
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SUMMARY:LIVORNO: In memoria di Filippo Filippetti anarchico livornese\, antifascista\, ucciso dai fascisti
DESCRIPTION:1922- 2026\nDomenica 2 agosto 2026 ore 19\nCommemorazione presso la lapide\nVia Provinciale Pisana 354\, Livorno\n(ex-scuola Camilli) \nFilippo Filipetti\, giovane anarchico\, viene ucciso il 2 agosto 1922 dai fascisti mentre si oppone\, assieme ad altri antifascisti\, ad una spedizione punitiva contro Livorno.\nIl 2 Agosto 1922 un gruppo di giovani antifascisti\, tra i quali alcuni anarchici\, ingaggia uno scontro armato nei pressi di Pontarcione con i camion dei fascisti. Muore nella sparatoria Filippo Filippetti\, membro degli Arditi del Popolo\, sindacalista dell’USI per il settore edile. \nNell’estate del 1922 si giocano le ultime carte per fermare la reazione antiproletaria: il paese è attraversato da un crescendo di aggressioni compiute dai fascisti nei confronti delle organizzazioni del movimento operaio e dei singoli militanti; si contano decine di morti fra gli antifascisti.\nDa mesi l’Unione Anarchica Italiana e il giornale “Umanità Nova” si battono a sostegno del movimento degli Arditi del Popolo\, per costituire un fronte unico proletario che organizzi la difesa. Su iniziativa del Sindacato Ferrovieri Italiano è costituita l’Alleanza del Lavoro\, a cui partecipano tutti i sindacati\, con l’appoggio dell’Unione Anarchica\, del Partito Repubblicano\, del Partito Comunista e del Partito Socialista. \nL’Alleanza del Lavoro indice uno sciopero generale ad oltranza per fermare le violenze fasciste a partire dalla mezzanotte del 31 luglio. I fascisti finanziati da agrari e industriali\, armati da Carabinieri ed Esercito\, protetti dalla monarchia e dalla Chiesa\, aggrediscono le roccaforti operaie.\nIn molte città\, fra cui Piombino\, Ancona\, Parma\, Civitavecchia\, Bari i fascisti vengono respinti anche grazie all’azione degli Arditi del Popolo. Nel momento in cui la resistenza operaia cresce\, CGL e PSI\, sperando in un ennesimo compromesso\, si ritireranno dalla lotta\, aprendo la strada alla rappresaglia armata del Governo. Livorno è uno dei centri dello scontro. Tra il 1° e il 2 Agosto 1922 squadre fasciste provenienti da tutta la Toscana lanciano la caccia agli antifascisti livornesi\, facendo irruzione nei quartieri popolari che resistono all’invasione. Molti furono gli assassinati in quei giorni. Popolani\, militanti comunisti\, anarchici\, repubblicani e socialisti\, tra i quali Luigi Gemignani\, Gilberto Catarsi\, Pietro Gigli\, Pilade Gigli\, Oreste Romanacci\, Bruno Giacomini e Genoveffa Pierozzi\, oltre al giovane anarchico Filippo Filippetti. \nIl movimento anarchico invita tutti le realtà antifasciste a partecipare alla commemorazione. \nFederazione Anarchica Livornese // cdcfedanarchicalivornese@virgilio.it // federazioneanarchica.org \nCollettivo Anarchico Libertario // collettivoanarchico@hotmail.it // collettivoanarchico.noblogs.org/
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SUMMARY:BOLOGNA: Corteo per il 2 agosto. La strage di Stato non è storia passata
DESCRIPTION:Domenica 2/8 Corteo per il 2 agosto. La strage di Stato non è storia passata\ndalle ore 8.30 in Piazza del Nettuno\nBOLOGNA \nLA STRAGE E I RESPONSABILI\nIl 2 agosto 1980\, alle 10.25 di mattina\, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo\, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.\nLa recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini\, ex esponente di Avanguardia Nazionale\, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.\nOGGI COME IERI\nLo Stato ordina\, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.\nPerché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi\, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali\, i ceti popolari\, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati\, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.\nLa continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”\, oggi sono i migranti\, i gruppi sociali marginalizzati.\nI respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici\, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori\, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.\nLA VIOLENZA DI OGGI\nLo abbiamo visto accadere anche qui\, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir\, 42 anni\, bolognese da 35 anni\, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti\, prima di restare immobile per sempre\, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia\, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.\nI decreti sicurezza\, le leggi bavaglio\, la repressione del dissenso\, l’attacco ai diritti dei lavoratori\, i respingimenti in mare e alle frontiere\, i lager per migranti\, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.\nA BOLOGNA NON SI PASSA\nRilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.\nOggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore\, della solidarietà contro l’oppressione.\nPerché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito. \nhttps://resistentibolognesi.bida.im/
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SUMMARY:TRIESTE: Cuatro esquinas de tango. Un viaggio cantato tra poesia ed emozione.
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SUMMARY:CARRARA: Corpi liberi. Filosofie della Liberazione animale + cena
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SUMMARY:IMOLA: Viva Bresci!
DESCRIPTION:Car@ compagn@\ncome ogni anno anche mercoledì 29 luglio ci ritroveremo per la consueta bicchierata pro Bresci dalle ore 20.30.\nNoi garantiamo vino e pane\, portate ciò che volete trovare per mangiare qualcosa assieme e passare la serata in convivialità. \n \nViva Bresci! Abbasso il re!
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SUMMARY:LONNO (BG): pizzata regicida ricordando Gaetano Bresci
DESCRIPTION:Pizzeria “Alba” – Lonno (Bg) \nVogliamo ricordare il 29 luglio 1900\, data in cui Gaetano Bresci sparò a Monza – in occasione di una visita ufficiale organizzata da circoli piccolo-borghesi – al re Umberto I uccidendolo\, per vendicare le centinaia di proletari trucidati sui selciati delle strade italiane\, che chiedevano pane e condizioni di vita meno inumane. \nTrucidati dalle forze militari e poliziesche al comando del criminale generale Bava Beccaris\, che proprio su ordine del re e del governo\, non esitò a sparare sulle folle inermi di proletari milanesi con i cannoni\, venendo perfino decorato per tale ripugnante condotta. \nTali pur efferati atti polizieschi impallidiscono oggi di fronte all’ennesima guerra europea tra Ucraina e Russia e soprattutto al genocidio dei palestinesi a Gaza e Cisgiordania\, perpetrato dal governo e dall’esercito israeliano. Ma\, ancora\, non possiamo non ricordare il fiume di sangue che sta scorrendo in tutto il Medio Oriente a partire dal martoriato popolo Kurdo. \nCosì come le innumerevoli guerre in corso in tutto il mondo\, come in Sudan\, in Myanmar\, ecc. \nRicordare la storia per non farsi abbindolare anche dall’attuale propaganda governativa\, che \ncome sempre offre scenari rosei\, mentre immense risorse vengono sperperate e scenari cupi di guerra si prospettano all’orizzonte… \nCi ritroviamo per tutto ciò in compagnia a Lonno di Nembro per una pizzata. \nCosto pizza 15 €\, quale sottoscrizione\, vino offerto dalla pizzeria “Alba” \n(Birre\, liquori\, dolci\, caffè\, eventuali altri extra ognuno se li paga a parte) \nSi ringrazia chi vorrà contribuire ulteriormente. \nLa sottoscrizione raccolta verrà utilizzata per attività di solidarietà libertaria. \nPrenotarsi alla pizzata entro domenica 26/07 via mail a: \nunderground@inventati.org \n 
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SUMMARY:BOLOGNA: Cena per Gaetano Bresci
DESCRIPTION:“Non ho ucciso Umberto\, ho ucciso il re\, ho ucciso un principio!”\nCi ritroviamo al Circolo Anarchico Berneri mercoledì 29 Luglio per celebrare con una cena il gesto di rivolta e liberazione che Gaetano Bresci compì nel 1900 uccidendo il Re Umberto I.\nColpevole innanzitutto di essere il re e di rappresentare\, dunque\, “un principio\, un’idea”\, Umberto I venne colpito a morte in quanto perpetratore di una politica di oppressione sistematica della popolazione e di repressione sanguinosa di ogni rivendicazione sociale. Ricordiamo\, infatti\, la carneficina dei moti di Milano per il pane nel 1898\, ordinata dal Re ed eseguita dal Generale Bava Beccaris\, il quale fece aprire il fuoco sulla folla dalla sua sbirraglia\, causando la morte di 80 persone e il ferimento di altre centinaia.\nÈ trascorso più di un secolo\, ma lo Stato mantiene e riproduce la stessa sistematica oppressione della popolazione – soprattutto quella povera\, migrante e non etero-normata – attraverso la violenza e la generalizzazione della repressione.\nLo abbiamo visto proprio qui in città negli scorsi mesi\, con la militarizzazione della città e in particolare del quartiere Pilastro\,  che è stato luogo di una lotta contro la sottrazione di suolo\, alberi\, aria operata dal Comune in occasione della costruzione del Museo delle bambine e dei bambini. Lo abbiamo dovuto di nuovo vedere proprio in questi ultimi giorni\, con l’uccisione di Abderrahim Fakir\, sempre al Pilastro\, da parte delle Forze dell’Ordine\, supportati dall’immobilismo dei soccorritori della Croce Rossa.\nLa violenza dello Stato come braccio armato del Capitale è sempre più forte e si abbatte in tutta Europa\, così come a Bologna\, contro tutti quei movimenti e quelle soggettività che mettono in discussione le politiche neoliberali\, lo sfruttamento e l’estrattivismo tipici di questa fase capitalistica\, contro i segmenti più poveri della società\, contro le soggettività non maschio-etero-cis nel loro processo di emancipazione dal binarismo e dalla violenza di genere\, contro le persone migranti che sempre più vengono usate come capri espiatori per la crisi da chi sbandiera la remigrazione come soluzione a tutti i mali\, contro le persone disabili\, patronizzate e lasciate sempre più a se stesse\, contro le persone che non hanno accesso alle cure per la salute mentale\, che pagano lo scotto dell’individualismo\, della cultura della performance\, della povertà e della marginalizzazione.\nCelebrare il gesto di Bresci significa dunque rivendicare la lotta sempre giusta contro chi ci (s)opprime e la resistenza alla repressione in ogni forma necessaria. \nMenu vegano a offerta libera\, e soprattutto generosa!!! \n*Lo spazio è accessibile solo tramite scale.
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SUMMARY:LIVORNO: Effetto Refugio 2026
DESCRIPTION:Da mercoledì 29 luglio a domenica 2 agosto a Livorno si terrà Effetto Refugio.\nCome FAL saremo presenti tutte le sere con il nostro banchetto. Il 29 luglio sera brinderemo a Gaetano Bresci.\nIl 2 agosto terremo come ogni anno la commemorazione di Filippo Filippetti alla lapide di Via Provinciale Pisana. \nEFFETTO REFUGIO 2026 \nAnche quest’anno vi aspettiamo\, dal 29 luglio al 2 agosto\, per cinque giorni di dibattiti su tematiche attuali e trasversali\, con collettivi locali e ospiti da fuori. E poi concerti\, performance e dj set per ballare! \nDal 29 luglio al 2 agosto\nal Teatrofficina Refugio\nScali del Refugio\, 8 \, Livorno \nPROGRAMMA COMPLETO \nMercoledì 29/07/26 \n– ore 17:00 presidio al carcere Le Sughere\n– ore 19:00 dibattito “Anime in gabbia – corpi reclusi umani e non umani”\na cura di GAL\, Agripunk e Collettivo Q_ra\n– ore 21:00 cena benefit di GAL\n– a seguire live di Ali roots\, dj set \nGiovedì 30/07/26 \n– ore 19:00 dibattito “Spezziamo la catena della guerra – dalle mobilitazioni per la Palestina alla militarizzazione dei territori” intervengono GAP e redattori del secondo numero del bollettino HUB\n– ore 21:00 cena benefit di Football Livorno\n– a seguire djset di Magician Tekno Boys \nVenerdì 31/07/26 \n– ore 19:00 dibattito “Cementocrazia – quando la speculazione edilizia minaccia la città” a cura di Orti Urbani\, Comitalo Limoncino\, Scrivania Autogestita\n– ore 21:00 cena benefit Orti Urbani e Comitato Limoncino\n– a seguire live di Badhonko \nSabato 1/08/26 \n– ore 19:00 dibattito “Non siamo carne da macello – contro la reintroduzione della leva militare e le politiche di riarmo” a cura di Scuola di Carta\, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e Coordinamento Antimilitarista Livornese\n– ore 21:00 cena benefit di Orti Urbani e Comitato Limoncino\n– a seguire live di Death of the villains\, djset di sbrock \nDomenica 2/08/26 \n-ore 19:00 dibattito “Salute sessuale – tra servizi e autogestione” a cura di consultorio\, Revulva\n– ore 21:00\n– a seguire live djset GuidoCassa \nTUTTI I GIORNI \n– Mostra sulle mobilitazioni dell’ultimo anno\n– Proiezione del progetto “Niente di personale\, tutto di collettivo” di Martino \n– Banchette\n– Distro\n– Bar a prezzi popolari
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SUMMARY:TRIESTE: La crisi climatica e le sue disuguaglianze. Come orientarsi tra scienza\, politica e giustizia climatica
DESCRIPTION:Martedì 28 luglio alle 20.30 in piazza Puecher (in caso di maltempo in via del bosco 52a)\nL’incontro sarà tenuto da Matteo Nurisso\, ricercatore in scienze del clima\, che si occupa dello sviluppo di strumenti per l’analisi dei modelli climatici utilizzati nella ricerca sul cambiamento climatico.\nNegli ultimi anni parlare di crisi climatica è diventato sempre più difficile. Una parte consistente della politica nega il problema o ne minimizza le cause. Anche un completo catastrofismo rischia di produrre immobilità e paura in gran parte della società.\nL’incontro nasce con l’idea di provare a costruire qualche strumento in più per leggere quello che succede. Partiremo dalle basi della scienza del clima: come funziona il sistema climatico\, cosa sappiamo del cambiamento climatico e come vengono prodotte le conoscenze che costruiscono la base del dibattito attuale.\nDa lì allargheremo lo sguardo. La crisi climatica non è solo una questione di temperature o di emissioni: è una crisi profondamente intrecciata con le disuguaglianze. Chi ha le risorse per proteggersi e chi invece ne subisce gli effetti più duri? Chi produce il sapere sul clima? Anche il mondo della ricerca non è uno spazio neutrale: riflette molte delle disuguaglianze che attraversano la società\, dal classismo alle barriere economiche\, fino alla sottorappresentazione di molte voci ed esperienze. Interrogarsi su chi produce il sapere sul clima significa quindi interrogarsi anche su quali prospettive trovano spazio e quali\, invece\, restano ai margini.
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SUMMARY:BOLOGNA: Verità e Giustizia per Fakir - Marcia Popolare
DESCRIPTION:Domenica 26/7 Verità e Giustizia per Fakir – Marcia Popolare\ndalle ore 18 via Svevo/ Panzini (quartiere Pilastro) \nMarcia Popolare: siamo tuttx Fakir!! \n 
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SUMMARY:IMOLA: Proiezione del documentario "In Campo Nemico - Storia di SupportoLegale"
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SUMMARY:LIVORNO: IN PIAZZA PER ABDERRAHIM FAKIR BASTA POLIZIA!
DESCRIPTION:Il tremendo omicidio consumato a freddo a Bologna dalle forze dell’ordine ai danni di una persona che chiedeva aiuto è qualcosa che riporta alla mente altri fatti\, altre brutalità\, altri omicidi\, successi troppe volte anche da noi e quindi impossibili da ascrivere solo alla brutalità della polizia che agisce altrove\, a Minneapolis come al Cairo\, come ad Ashdod.\nLa violenza e la brutalità della polizia sono anche qui\, le vittime e i morti ammazzati hanno nomi e cognomi.\nE proprio a 25 anni da Genova\, dalle torture di Bolzaneto\, da Carlo Giuliani ammazzato in piazza\, domenica 19 luglio a Bologna la polizia uccide un cittadino inerme che sta male. Lo fa con l’arroganza di sempre e con l’ulteriore impunità assicurata dallo scudo penale recentemente introdotto dal governo. Ma\, soprattutto – quello che ancor più colpisce – lo fa mentre i sanitari del 118 presenti non intervengono\, non soccorrono chi sta male e chiede aiuto.\nL’azienda sanitaria bolognese ha avviato un’indagine per accertare le responsabilità del personale sanitario coinvolto\, ma quella mancanza di soccorso non è solo responsabilità individuale.\nIn una realtà sanitaria devastante fatta di tagli\, riduzione di servizi e di personale\, la risposta alla gestione di una situazione spesso insostenibile è quella securitaria\, tanto per cambiare. E così è normale che in un pronto soccorso si moltiplichino i poliziotti invece che i medici e gli infermieri\, così come sui treni troviamo più polfer che ferrovieri. Per precise scelte governative e aziendali\, i lavoratori vengono indotti a delegare alle forze dell’ordine la gestione di alcune procedure lavorative\, assolte non secondo ciò che il contesto e la professionalità richiede\, ma in modo autoritario\, punitivo\, violento\, repressivo dalle forze dell’ordine: l’unico modo che conoscono.\nÈ anche così che si può morire\, per strada come in galera\, ammazzati da quei tutori dell’ordine che vediamo spesso nelle scuole a mostrare il loro volto più accattivante per propagandare un mestiere basato solo sull’esercizio della violenza.\nSolidarietà ai familiari e agli amici di Abderrahim Fakir.\nsosteniamo le iniziative di protesta contro la brutalità poliziesca\, contro la repressione e la violenza\, contro l’ossessione della sicurezza e le politiche securitarie del governo\, contro l’arroganza omicida delle forze dell’ordine. Partecipiamo al presidio di martedì 21 ore 17.30 Piazza Grande\n\n\nFederazione Anarchica Livornese
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SUMMARY:ROMA: Cena benefit e musica acustica
DESCRIPTION:  \nCENA BENEFIT E ACUSTIC LIVE MUSIC \nSabato 18 luglio abbiamo organizzato una cena benefit alle ore 20:30 allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16 a garbatella (metro B). Una serata di chiacchiere e convivialità con intervalli musicali in acustico. Vi aspettiamo per un brindisi estivo! \n (A) sottoscrizione libera \nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma \nwww.cafierofairoma.wordpress.com \n 
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SUMMARY:ROMA: dibattito "A 90 anni dalla rivoluzione spagnola"
DESCRIPTION:A 90 anni dalla Rivoluzione spagnola \n\nA novant’anni da Spagna ’36\, il Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma&Lazio propone per sabato 18 luglio\, dalle ore 20 presso lo spazio anarchico di via Vettor Fausto 3 (Garbatella)\, un dibattito che va oltre la semplice commemorazione storica. Partendo dalle esperienze di autogestione\, collettivizzazione\, democrazia diretta e federalismo libertario sviluppate nella Spagna rivoluzionaria\, ragioneremo sulle forme di organizzazione e trasformazione sociale. \nDalla Comune di Parigi del 1871 alla rivolta magonista della Bassa California (1911)\, dalla Repubblica dei Consigli di Baviera (1919) al Territorio Libero della makhnovščina ucraina (1918-1921)\, dall’autogoverno anarchico coreano nella regione dello Shinmin in Manciuria (1929-1931)\, alle TAZ\, alla Comune di Oaxaca del 2006\, fino alla rivoluzione del Rojava avviata nel 2012\, le rivoluzioni libertarie hanno cercato\, in contesti e forme diverse\, di costruire una società senza Stato\, senza padroni e fondata sull’autorganizzazione popolare. Pur sconfitte militarmente\, isolate o schiacciate dall’intervento di potenze esterne\, hanno lasciato un’eredità di pratiche emancipatrici e di libertà concreta che continua a interrogare il presente. \nIn tempi in cui sembrano affermarsi l’autoritarismo\, il razzismo\, il militarismo\, la devastazione ambientale\, il capitalismo selvaggio e la guerra come uniche prospettive per l’umanità\, discutiamo di come possiamo rovesciare il tavolo dello sfruttamento e di come si possa trasformare oggi la società. \nVi aspettiamo per parlarne insieme sabato 18 luglio ore 20 presso lo Spazio Anarchico di via Vettor Fausto 3 – Roma. \nGruppo Anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma&Lazio
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SUMMARY:MASSENZATICO: In ricordo di Camillo Prampolini
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SUMMARY:PALERMO: proiezione "A cena con il dittatore" cinema Rouge et noir
DESCRIPTION:1936: uno degli eventi più significativi e controversi del Novecento europeo\, la Guerra civile spagnola fu insieme conflitto sociale\, scontro internazionale\, battaglia ideale e tragedia umana.\nNon fu soltanto il terreno di confronto tra fascismo e antifascismo ma anche il luogo in cui esplosero le contraddizioni interne al movimento operaio e alla sinistra internazionale: il conflitto tra diverse idee di rivoluzione\, di democrazia e di trasformazione sociale.Le speranze nate nelle fabbriche e nelle campagne\, l’esperienza delle collettività anarchiche\, la mobilitazione popolare contro il fascismo\, ma anche le divisioni profonde che attraversarono il fronte repubblicano. Gli scontri del 1937 a Barcellona segnarono\, infatti\, una frattura drammatica perché mentre la guerra contro Franco era ancora in corso\, una parte della sinistra si trovò a combattere anche contro una parte di sé stessa. Le repressioni contro militanti anarchici e antistalinisti mostrarono come il sogno rivoluzionario potesse trasformarsi in un terreno di conflitto\, controllo e violenza politica.\nAl Rouge et Noir un mini ciclo di tre appuntamenti a novant’anni dalla Guerra civile spagnola\, si parte lunedì 29 giugno. Alle 20:30 gli interventi di Tommaso Baris\, docente universitario di storia contemporanea\, e di Salvo Vaccaro\, docente universitario di filosofia politica. A seguire\, alle 21:00\, la proiezione in lingua originale con sottotitoli in italiano) con “Terra e libertà” di Ken Loach\, 1995 – 109 min.\nSpagna 1936. Un giovane inglese raggiunge le Brigate Internazionali per combattere contro le truppe franchiste. Si mescola con spagnoli\, italiani\, americani\, francesi. Si innamora di Blanca e assiste al disgregarsi violento e dolorosissimo della solidarietà delle sinistre: i comunisti stalinisti da una parte e i comunisti del Poum e gli anarchici dall’altra.\nBiglietto unico al botteghino 6 euro.\nGli altri appuntamenti:Mercoledì 8 luglio “Libertarias” di Vicente ArandaGiovedì 16 luglio “A cena con il dittatore” di Manuel Gòmez Pereira.
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SUMMARY:ROMA: Cineforum Bakunin "I diavoli" (Ken Russell\, 1971)
DESCRIPTION:  \nproiezione de: I DIAVOLI (Ken Russell\, 1971) \nNel lontano 1634 in una piccola cittadina francese avvenne il più famoso caso di possessione demoniaca di massa della storia. Da questi eventi è stato tratto il libro “I Diavoli Di Loudun” del britannico Aldous Huxley\, da cui poi John Whiting si è ispirato per un dramma teatrale nel 1960. Solo un grande visionario come Ken Russell poteva riprendere in mano queste controverse vicende storiche trasformandole in sconvolgente anarchia. \nDurante la prima metà del XVII° secolo il cardinale Richelieu – ristabilita la pace dopo le guerre di religione – per consolidare il potere regio\, invia il barone di Laubardemont a Loudun con l’incarico di abbatterne le fortificazioni. Ma il prete Urbain Grandier (a cui sono stati conferiti pieni poteri fino all’elezione di un nuovo governatore) si oppone alla decisione di buttare giù le mura\, consapevole che questo sarebbe il primo passo per la completa revoca della libertà e dell’autonomia cittadina. Grandier è un uomo carismatico e affascinante\, piace alla gente così come piace alle suore Orsoline di Loudun: il prete intraprende numerose relazioni con le sue penitenti ma quando Madre Jeanne degli Angeli (la superiora del convento) mette gli occhi su di lui\, la storia prende la piega di una contorta e morbosa ossessione. \nI Diavoli” (“The Devils”) è puro isterismo e continua provocazione\, un film diretto magistralmente da un Ken Russell qui assolutamente ispirato. La messa in scena è barocca\, poiché ogni inquadratura è appesantita da personaggi convulsi e scenografie imponenti: possiamo toccare con mano uomini e oggetti che si compattano in una poltiglia fiammeggiante\, ecco che quindi ritorna il caos inteso come liberazione edonistica in opposizione alle costrizioni spirituali. Il retaggio storico viene quindi fagocitato da un caleidoscopio di immagini ricche di furiosa intensità\, come se ogni sequenza fosse il risultato di una bomba appena esplosa. Questo continuo movimento mette in circolo una rivoluzione ben più attuale di una semplice testimonianza legata alla possessione\, motivo per il quale “I Diavoli” è da sempre considerato uno dei titoli blasfemi per eccellenza. Presentata a Venezia nel 1971\, la pellicola fu accusata di volgarità e faziosità (scandalizzando buona parte della critica)\, mentre pochi mesi dopo arrivò puntuale il sequestro dalle sale cinematografiche italiane. \nQuello di Russell è un film sopra le righe in tutto e per tutto: Oliver Reed è in stato di grazia\, Vanessa Redgrave è sinuosamente inquietante\, “I Diavoli” sono praticamente dei serpenti velenosi pronti a morire pur di raggiungere il loro scopo. Che il genere conventuale esploso durante gli anni settanta prenda spunto da questa pellicola è un dato di fatto\, ma quello di Ken Russell è un lavoro che si pone al di là della religione e di quattro suore in preda a oscuri pruriti sessuali. Con “I Diavoli” inoltre veniamo catapultati oltre la soglia del dualismo bene contro male\, termini che si annullano a vicenda assimilati da questa spirale di inarrestabile perversione. \nIl piacere carnale\, la tortura\, il dolore\, la teatralità dei movimenti\, una lezione fondamentale che ritroveremo dopo pochi anni nel linguaggio dei connazionali Derek Jarman (qui scenografo) e Peter Greenaway. Il primo più esibizionista ma anche capace di svolte intimiste\, il secondo invece eccentrico e intellettuale fino al midollo. “I Diavoli” è un passaggio obbligato per tutto il nostro amato cinema di confine: visionario\, iconoclasta\, quasi surreale\, un istinto anticonformista in cui il demonio fa quasi da spettatore\, sghignazzando sul materialismo dilagante di ogni individuo. \nPresentata a Venezia nel 1971\, la pellicola fu accusata di volgarità e faziosità (scandalizzando buona parte della critica)\, mentre pochi mesi dopo arrivò puntuale il sequestro dalle sale cinematografiche italiane. \nLa versione restaurata contiene la celebre sequenza denominata “Lo stupro di Cristo”\, la quale fu motivo di grande scandalo all’epoca della prima proiezione a Venezia e\, per questo motivo\, completamente eliminata nella versione uscita inizialmente nei cinema. \nAnche Albino Luciani\, nel 1971 Patriarca di Venezia e poi futuro Papa con il nome di Giovanni Paolo I\, criticò duramente il film\, dopo la sua proiezione alla Mostra cinematografica\, in una lettera pastorale inviata ai fedeli della sua diocesi. \nPer noi resta un magnifica (a dir poco)pellicola. \nI fatti \, gli scandali e abusi (conosciuti e non) sessuali della Chiesa\,restano di fatto una realta’ spesso documentata e taciuta talvolta\,di cui purtroppo le vittime non sono attori/ci e non fanno parte di un cast cinematografico. \nQuella stessa realtà che ha tentato e tenta di censurare film e’ regista e spettatore\, carnefice e crudele falsificatore. \n  \nPORTA E CONDIVI CIO’ CHE VUOI MANGIARE/BERE. \nDopo la proiezione si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare\, cantare\, suonare… \nAppuntamento mercoledì 15 LUGLIO al tramonto (ora solare di Garbatella)\,in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio. \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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