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SUMMARY:Pordenone : presentazione libro Le ombre di fiume di M.Rossi
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SUMMARY:Roma: Cine(A)Brividi "The Tingler"
DESCRIPTION:Cine(A)Brividi\nIn occasione dei primi caldi ci rinfrescheremo a maggio con un ciclo di film tutti dedicati al brivido. \nTHE TINGLER – IL MOSTRO DI SANGUE (William Castle\, 1959) con l’ennesima magistrale interpretazione di Vincent Price\, nei panni del dottor Warren Chapin\, un anatomopatologo che disseziona condannati a morte. È proprio studiando questi corpi che scopre qualcosa di mostruoso legato alla paura… Anche qui il cinema genera mostri\, come in Blob\, girato un anno prima\, con la famosa scena del fluido mortale che aggredisce durante la proiezione di un film. Tantopiù che Castle fece installare in certi cinema il “Percepto”\, un congegno collegato alle poltrone che dava scosse elettriche nei momenti più terrificanti. Ma qui il mostro sembra anticipare direttamente certe visioni cronenberghiane da “Pasto Nudo”\, visioni indotte anche da buone dosi di LSD assunte dal dottor Chapin allo scopo di scoprire i segreti della paura (abbiamo qui una delle prime rappresentazioni in un film di un “viaggio” psichedelico). Girato in un suggestivo bianco e nero\, esplode in technicolor durante le scene più visionarie. \nSEI DONNE PER L’ASSASSINO (Mario Bava\, 1964) è l’antesignano di tutti gialli-thriller-horror all’italiana\, ampiamente scopiazzato da Dario Argento e di conseguenza da tutta una schiera di imitatori italiani e non solo\, fino ai giorni nostri. La trama è risibile\, il solito serial killer che fa fuori con fantasia e efferatezza le solite giovani donne\, in questo caso indossatrici di un atelier di alta moda. Ovviamente i motivi di interesse sono altri\, a parte quelli storici: la genialità di Bava nel creare una macchina narrativa che attenta continuamente alla logica\, il barocchismo visionario nell’uso del colore e del montaggio\, l’ironia da fumetto nero tutta italiana che rimanda ai vari coevi Diabolik\, Satanik eccetera. \nLA CASA CHE GRONDAVA SANGUE (Peter Duffel\, 1970) è un buon esempio di un tipico horror inglese anni ’70 a episodi\, quattro storie legate tra loro dalle indagini di un ispettore di Scotland Yard che lo conducono in una misteriosa dimora\, dove sembrano essere accaduti strani sanguinosi eventi. Il film vanta tra gli autori Robert Bloch\, ricordato soprattutto per “Psycho”\, mentre tra gli attori veri e propri mostri sacri del genere come Peter Cushing e Christopher Lee. Tra scrittori perseguitati dai propri personaggi\, statue di cera\, bambini diabolici e mantelli maledetti il divertimento è assicurato\, grazie anche al proverbiale humour nero tipicamente british. \nI CORPI PRESENTANO TRACCE DI VIOLENZA CARNALE (Sergio Martino\, 1973) Nonostante Martino sia più famoso per film scult come “Giovannona Coscialunga” e “L’allenatore nel pallone”\, in realtà è un autore molto più versatile e interessante: la sua produzione spazia dal giallo horror argentiano di “Tutti i colori del buio” e “Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave”\, al poliziottesco politico come “La polizia accusa: il servizio segreto uccide”\, a pseudocannibalici (“La montagna del Dio Cannibale”) a postapocalittici (“2019 dopo la caduta di New York”) a western metafisici (“Mannaja”). Per questo film possiamo ribadire quello che abbiamo già detto per Sei donne per l’assassino di Bava: serial killer e giovani donne (studentesse di arte)\, trama insignificante\, uso spregiudicato delle zoomate e dei grandangolari\, musiche “de paura” (qui dei leggendari fratelli Guido e Maurizio De Angelis) ma nonostante parta da motivi tipicamente argentiani\, poi il film prende una piega decisamente slasher\, con corpi martoriati e sangue a ettolitri\, inaugurando di fatto un genere a sé e canonizzando tutta una semantica gore e splatter. Il film è stato distribuito in America e ha fatto scuola\, basti pensare a classici come “Halloween” e “Venerdì 13”. \n8 maggio THE TINGLER \n15 maggio SEI DONNE PER L’ASSASSINO \n22 maggio LA CASA CHE GRONDAVA SANGUE \n29 maggio I CORPI PRESENTANO TRACCE DI VIOLENZA CARNALE \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, cenare\, bere\, dire\, fare\, lottare…Come sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio
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SUMMARY:Udine : presentazione libro Ecologia sociale e diritto alla città\, F.Venturini
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SUMMARY:Pisa: per ricordare Franco Serantini
DESCRIPTION:7 MAGGIO 1972\n7 MAGGIO 2024\nCOME OGNI ANNO DALLE 17\,30 CI RITROVIAMO IN PZ SERANTINI ( Pz. S. Silvestro )\nPER RICORDARE IL COMPAGNO FRANCO SERANTINI\nANARCHICO VENTENNE COLPITO A MORTE DALLA POLIZIA MENTRE SI OPPONEVA A UN COMIZIO FASCISTA.\nPER CONTINUARE A LOTTARE CONTRO IL VECCHIO E IL NUOVO FASCISMO CHA AVANZA.\nCONTRO IL MILITARISMO; L’AUTORITARISMO\, LA REPRESSIONE STATALE E DI OGNI GOVERNO.
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SUMMARY:Roma : concerto Lo Spazio Anarchico 19 Luglio non si chiude
DESCRIPTION:  \n \n  \nLo Spazio Anarchico 19Luglio non si chiude \nAssemblea e concerto verso il 20 giugno \nMercoledì 17 aprile 2024 c’è stato il presidio a garbatella in via Rocco da Cesinale 16\,18 al Lotto 60 per fermare l’annunciato sgombero dello Spazio Anarchico 19 Luglio da parte dell’Ater Roma ( ex Istituto case popolari) che ha chiesto l’intervento della forza pubblica. Dopo una lunga trattativa abbiamo ottenuto un rinvio al prossimo 20 giugno. \nNon un passo indietro dunque nella Campagna Lo Spazio anarchico 19 luglio non si chiude verso il prossimo appuntamento del 20 giugno. \nSabato 4 maggio dalle ore 15:30 \nAssemblea per gli aggiornamenti e il coordinamento delle varie iniziative. \nDomenica 5 Maggio ore 17:00 \nConcerto “Contro lo sgombero dello Spazio Anarchico 19 luglio sulle note di… Gianluca Bernardo e Alessio Castelli Marino & Compari”\, allo Spazio Anarchico 19 luglio in via Rocco da Cesinale 16. \n  \nPer chi vorrà contribuire alla Campagna di sottoscrizione potrà farlo : \n\ndirettamente partecipando alle nostre iniziative che troverete sul sito cafierofairoma.wordpress.com\ncon bonifico intestato a Associazione Culturale 19 Luglio IBAN IT63T0306909606100000403028\nper altre modalità scrivere a cafierofairoma@inventati.org\n\n  \nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma \nPer contatti : cafierofairoma@inventati.org \nwww.cafierofairoma.wordpress.com
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SUMMARY:Alessandria: piccolo mercato Autbiologic
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SUMMARY:Roma : Assemblea Lo Spazio Anarchico 19Luglio non si chiude
DESCRIPTION:Lo Spazio Anarchico 19Luglio non si chiude \nAssemblea e concerto verso il 20 giugno \nMercoledì 17 aprile 2024 c’è stato il presidio a garbatella in via Rocco da Cesinale 16\,18 al Lotto 60 per fermare l’annunciato sgombero dello Spazio Anarchico 19 Luglio da parte dell’Ater Roma ( ex Istituto case popolari) che ha chiesto l’intervento della forza pubblica. Dopo una lunga trattativa abbiamo ottenuto un rinvio al prossimo 20 giugno. \nNon un passo indietro dunque nella Campagna Lo Spazio anarchico 19 luglio non si chiude verso il prossimo appuntamento del 20 giugno. \nSabato 4 maggio dalle ore 15:30 \nAssemblea per gli aggiornamenti e il coordinamento delle varie iniziative. \nDomenica 5 Maggio ore 17:00 \nConcerto “Contro lo sgombero dello Spazio Anarchico 19 luglio sulle note di… Gianluca Bernardo e Alessio Castelli Marino & Compari”\, allo Spazio Anarchico 19 luglio in via Rocco da Cesinale 16. \n  \nPer chi vorrà contribuire alla Campagna di sottoscrizione potrà farlo : \n\ndirettamente partecipando alle nostre iniziative che troverete sul sito cafierofairoma.wordpress.com\ncon bonifico intestato a Associazione Culturale 19 Luglio IBAN IT63T0306909606100000403028\nper altre modalità scrivere a cafierofairoma@inventati.org\n\n  \nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma \nPer contatti : cafierofairoma@inventati.org \nwww.cafierofairoma.wordpress.com
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SUMMARY:Carrara: proiezione di "Food for profit"+cena vegan
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SUMMARY:Livorno : manifestazione antifascista "Via Salvini da Livorno!"
DESCRIPTION:MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA 02/05 P. GRANDE ORE 19.00: VIA SALVINI DA LIVORNO! \nGiovedì 2 Maggio il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini sarà a Livorno per presentare un suo libro\, vergognosamente ospitato all’interno del cinema teatro “4 Mori”\, struttura gestita dalla Compagnia Lavoratori Portuali\, rappresentando un insulto alla storia di questa città e a quella dei suoi lavoratori\, proprio all’indomani del Primo Maggio. Basti pensare alla riforma dei porti e alla privatizzazione che questo ministro e il suo governo stanno portando avanti per arricchire gli armatori sulla pelle di chi lavora. \nLivorno è una città nata sui valori di antirazzismo e antifascismo\, dove non è tollerato l’odio nei confronti del diverso o del nuovo. Una città che è cresciuta grazie alle persone migranti\, schernite e denigrate invece dai partiti di destra come la Lega\, Fratelli d’Italia\, ma anche da quei partiti che si definiscono “di sinistra” pur non avendo mai fornito un aiuto reale e tangibile alle persone sbarcate nei nostri porti. \nSalvini oltre ad essere stato fautore di politiche razziste\, autoritarie e discriminatorie (ricordiamo il decreto Salvini\, o il caso della Sea Watch)\, porta avanti le stesse parole d’ordine che sono state sfruttate durante il periodo più buio della nostra storia\, il regime fascista. Dio\, patria e famiglia\, tre parole che figure come Salvini\, Vannacci e Meloni hanno continuamente in bocca. \nSalvini e per estensione il suo partito\, rappresentano quell’Italia che continua a non garantire dei posti di lavoro sicuri e controllati\, che vede tagliati i fondi ai centri d’aiuto per le persone soggette a violenza domestica ma incentiva la presenza dei “Pro Vita” nei consultori. Quel paese in cui aumentano i CPR e le violenze nei centri di detenzione (ricordiamo il recente caso del Beccaria)\, in cui si continua a tagliare fondi per istruzione e sanità e a spendere sempre di più\, invece\, per le armi e per i manganelli con cui vengono repressi coloro che scelgono di manifestare il proprio dissenso. \nAllo stesso modo non possiamo permettere la presenza del ministro che con l’iniziativa dell’Italia dei sì sostiene attivamente le grandi opere a partire dalle trivelle fino ai rigassificatori\, dal ponte sullo stretto al Tav. Opere che equivalgono a devastazione di territori e a costi insostenibili pagati coi soldi dei cittadini. \nNon possiamo tollerare che un soggetto come Salvini\, che ha le mani macchiate del sangue degli studenti morti in PCTO\, degli operai morti sul lavoro\, delle persone a cui è stata spaccata la testa coi manganelli\, delle donne uccise da uomini\, figli sani del sistema patriarcale sostenuto da Lega e partiti limitrofi\, abbia la libertà di spargere parole d’odio in un teatro della nostra città. \nPer questo giovedì 2 Maggio\, abbiamo deciso di lanciare un corteo come Azione Livorno Antifascista\, a dimostrazione che questa città è unita e non tollera la presenza di Salvini e delle sue politiche fasciste\, razziste\, e discriminatorie su ogni fronte. \nInvitiamo tutti coloro che condividono questa chiamata a scendere in piazza e a far circolare questo appello\, si chiede di non esporre nel corso della manifestazione simboli di partiti e/o liste elettorali. \nGIOVEDÌ 2\, ORE 19.00 RITROVO IN PIAZZA GRANDE: VIA SALVINI DA LIVORNO!\nPrimo Maggio: Contro la Guerra di Classe\, Fermiamo la Strage di Lavoratori e Lavoratrici\nBuon Primo Maggio!\nhttps://www.livornotoday.it/cronaca/salvini-livorno-teatro-comunista-polemiche.html\nhttps://www.livornotoday.it/cronaca/salvini-livorno-quattro-mori.html\nRicordo l’appuntamento di oggi alle 19 in p grande a livorno
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SUMMARY:Milano: pranzo sociale del primo maggio
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SUMMARY:Primo Maggio a Jesi
DESCRIPTION:Jesi – Giardini Sacco e Vanzetti\nDalle 11.30 \nAperitivo Sociale\nPer coltivare la memoria storica di una citta` che ha voluto dedicare\nuno spazio urbano a due innocenti\, uccisi solo perche` immigrati\,\nlavoratori\, anarchici. \nPranzo a seguire\npresso i locali del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri”\, in Via Pastrengo 2\n[ Gradita prenotazione\, scrivere a cslfabbri@gmail.com ]
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SUMMARY:Ragusa: primo maggio anarchico
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SUMMARY:Monfalcone (GO) : manifestazione del 1 Maggio
DESCRIPTION:PRIMO MAGGIO: GIORNATA DI LAVORATORI E LAVORATRICI\n PERCHÉ SIAMO QUI\n\n\nDal 2018 abbiamo riportato la manifestazione del Primo Maggio a Monfalcone\, nella piazzetta degli Esposti Amianto.\nEravamo stufi dell’inutile passeggiata a Gradisca\, in un grazioso giardino lontano anni luce dai conflitti e dai problemi del lavoro della città/fabbrica di #Monfalcone.\nNon ci basta però soltanto il cambio di luogo: vogliamo un momento di #lotta\, di rivendicazione\, fatto dai lavoratori e non da strutture lontanissime dai loro bisogni\, una piazza che parli delle condizioni di lavoro nella nostra città\, dentro e fuori dal cantiere\, di chi qui è nato e di chi qui ha scelto di vivere.\nVorremmo provare ad immaginare un altro #futuro per la nostra città\, che non sia quello di dormitorio della sua industria e che questa industria produca benessere e non sfruttamento e armi di morte.\nPer questi ed altri motivi NON siamo in piazza della Repubblica a sentire i soliti discorsi vuoti\, di strutture che hanno rinunciato al loro ruolo di lotta\, permettendo il peggioramento della vita di chi lavora\, del suo salario\, delle sue pensioni\, del suo accesso alla salute.\nPer questo diamo appuntamento il Primo maggio a partire dalle 10 in piazza Cavour a Monfalcone (GO)
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SUMMARY:Empoli :  corteo e comizio del 1 Maggio anarchico di lotta internazionale
DESCRIPTION:Il giorno del 1° Maggio è collegato allo sciopero generale per le 8 ore di lavoro e fu indubbiamente uno strumento utile per unificare le forze operaie e scuotere l’opinione pubblica e le masse\, al fine di prepararle ad azioni più risolute.\nCosì è la nostra proposta quella di andare alla conquista della SETTIMANA LAVORATIVA DI SOLI 4 GIORNI.\nDi far uscire gli operai dal sindacalismo di Stato\, rilegato solamente alla sfera economica di miseri aumenti salariali e quindi dentro una logica capitalista coogestionaria.\nPer rafforzare un sindacalismo rivoluzionario\, di classe\, federalista\, autogestionario\, di azione diretta per una prospettiva libertaria al fine di eliminare definitivamente il modello capitalista e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
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SUMMARY:Torino: Spezzone antimilitarista al corteo
DESCRIPTION:Mercoledì 1° Maggio\nDisertiamo la guerra!\nore 9\nSpezzone antimilitarista al corteo da piazza Vittorio \nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Trieste: spezzone antimilitarista al corteo
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SUMMARY:Carrara : 1Maggio Anarchico 2024
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SUMMARY:Imola: primo maggio anarchico
DESCRIPTION:1 maggio 2024\nPrato della Rocca Imola\nProgramma\nPresidio – manifestazione prato della rocca dalle 10 alle 13 con banchetto di libri e materiali di movimento\, e interventi di compagn@ a microfono\, con caratterizzazione antimilitarista ma non solo\, distribuzione del volantino\, microfono aperto ad interventi.\nAll’interno dell’iniziativa ospitiamo la mostra di Carlo Ferri.\nSegue pranzo conviviale in sede (ognun@ porti qualcosa\, noi garantiamo pane vino e portata base).\nInfine\, grande novità\, ci sarà una inedita asta di manifesti storici anarchici\, molto belli e selezionati.\nPartecipate numeros@ \nAssemblea degli anarchici imolesi
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SUMMARY:Torino: Spezzone Antimilitarista contro il G7 energia e ambiente
DESCRIPTION:Quest’anno il G7\, la rete che unisce i sette paesi più industrializzati\, è presieduta dal governo italiano. Il summit finale\, cui parteciperanno i capi di Stato\, si terrà a Bari in giugno.\nDal 28 al 30 aprile si svolgerà nella reggia di Venaria il vertice dedicato ad energia ed ambiente.\nLa scelta di mettere insieme queste due tematiche\, facendo convergere a Venaria i ministri e i loro sherpa\, è in se indicativa della volontà di considerare la tutela ambientale una variabile dipendente dagli orientamenti in materia di energia\, con un ben chiaro rapporto gerarchico.\nSe si pensa che l’ultima COP\, dedicata alla catastrofe climatica in corso\, si è tenuta in Qatar\, un paese che galleggia su un mare di gas e petrolio\, e la prossima sarà dall’11 al 22 novembre in Azerbaijan\, che deve la propria fortuna sull’essere un hub energetico basato principalmente sulle fonti fossili\, si comprende bene che la logica del profitto prevale su qualunque\, sempre ambiguo\, progetto di transizione ecologica.\nLa transizione ecologica deve essere un buon affare: finché non lo sarà le fonti fossili continueranno ad essere la scelta privilegiata dei governi e delle multinazionali energetiche.\nLa campagna di Plenitude è martellante. Spot\, cartelloni\, banner\, eventi\, inserzioni pubblicitarie mostrano scenari di “decarbonizzazione”\, “economia circolare”\, “sostenibilità”. Nel 2019 l’amministratore delegato Claudio Descalzi ha parlato di una “chiamata collettiva all’azione”\, dell’assunzione di “grandi responsabilità” di fronte alla “necessità di intervenire attivamente nel contrastare i cambiamenti climatici”.\nChiacchiere e fumo negli occhi.\nQuest’anno ENI ha detto chiaro e tondo che le rinnovabili costano molto e rendono poco\, per cui l’Ente Nazionale Idrocarburi continuerà ad investire in modo massiccio in gas e petrolio.\nDal 2019 ad oggi\, grazie ad una serie di acquisizioni ENI è divenuta “la seconda più grande compagnia E&P – esplorazione e produzione – in Norvegia\, con riserve e risorse totali pari a circa 1\,9 miliardi di barili di petrolio”\nNelle acque profonde del bacino di “Kutei”\, in Indonesia\, Eni si è invece aggiudicata nel 2019 il blocco esplorativo di West Ganal\, con i 17 miliardi di metri cubi di gas del giacimento “scoperto” denominato Maha.\nLo sfruttamento dei giacimenti di gas egiziano hanno raggiunto livelli record.\nQuesti sono solo alcuni esempi.\nIl 14 marzo di quest’anno ha presentato il suo Capital markets update 2024-2027\, con cui il Cane a sei zampe traccia il piano di sviluppo industriale per i prossimi anni.\nL’elemento centrale resta l’esplorazione e produzione di combustibili fossili: l’ENI invece di rallentare accelera. «La produzione Upstream è prevista crescere a un tasso medio annuo del 3-4% fino al 2027». Questa scelta\, in netto contrasto con quanto dichiarato nel 2021\, porterà ad un aumento significativo delle emissioni climaticide.\nSecondo Greenpeace Italia\, ReCommon e Reclaim Finance\, che hanno realizzato un’analisi della strategia climatica del Cane a sei zampe\, da qui al 2027 «Eni prevede di aumentare la produzione di petrolio e gas e di mantenerla costante fino al 2030. Così facendo\, la sua produzione sarà superiore di ben il 71% rispetto allo scenario emissioni nette zero».\nRestano marginali le attività sull’energia pulita: «Per ogni euro investito da Eni in combustibili fossili\, meno di sette centesimi sono stati investiti in energie rinnovabili sostenibili»\nAltra costante è la stretta interconnessione tra numerose missioni militari italiane in Africa (ma non solo) e gli interessi dell’ENI. \nMissioni militari all’estero tra gas\, petrolio e uranio\nLa diplomazia in armi del governo per garantire i profitti della multinazionale petrolifera va dalla Libia al Sahel al Golfo di Guinea. Queste aree hanno un’importanza strategica per gli interessi dell’ENI\, perché vi si trovano i maggiori produttori africani di gas e petrolio. L’obiettivo è la protezione delle piattaforme offshore e degli impianti di estrazione.\nL’ENI rappresenta oggi la punta di diamante del colonialismo italiano in Africa.\nLa bandiera con il cane a sei zampe dell’ENI sventola a fianco di quella tricolore in luoghi in cui la desertificazione e la predazione delle risorse macinano le vite di tanta parte di chi ci vive.\nAlla guerra neocoloniale per il controllo delle risorse energetiche si accompagna l’offensiva contro le persone in viaggio\, per ricacciare i migranti nelle galere libiche\, dove torture\, stupri e omicidi sono fatti normali. Le migrazioni verso i paesi ricchi sono frutto della ferocia predatoria delle politiche neocoloniali. \nNiger. La nuova frontiera del colonialismo made in Italy\nSettanta milioni di euro. È la cifra stanziata nel luglio 2022 dall’Unione Europea per supportare l’esercito del Niger. Soldi che Bruxelles ha difficoltà a gestire da quando\, a fine luglio 2023\, a Niamey i militari guidati dal generale Abdourahamane Tchiani hanno deposto il presidente Mohamed Bazoum.\nAlcuni degli stati membri dell’Unione di maggior peso hanno posizioni divergenti sull’argomento. Francia e Germania\, ad esempio\, spingono per ritirare i fondi e destinarli ad altri stati dell’Africa occidentale. L’Italia\, invece\, punta a mantenere un dialogo con Niamey e trovare un compromesso con la giunta militare al potere\, l’autoproclamato Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria.\nI 70 milioni di euro stanziati dall’UE per equipaggiare le forze armate nigerine sono infatti gestiti per conto dell’Unione dall’Agenzia Industrie Difesa (AID)\, ente controllato dal ministero della Difesa italiano. Un bel gruzzolo per mantenere la propria presenza militare in Niger\, dopo la cacciata dei francesi e\, più recentemente\, degli statunitensi\, cui è stato intimato di abbandonare la base per droni di Agadez. Nel frattempo nel paese subsahariano\, al di là dei toni da revanche anticoloniale adottati dai nuovi signori di Niamey\, si sono affacciati ed insediati altri attori\, la Cina e\, dall’11 aprile\, i russi degli Africa Corps (ex Wagner)\, che pur non essendo truppe regolari\, sarebbero dipendenti statali\, non mercenari privati.\nL’Italia mantiene buoni rapporti con i golpisti al governo ed intende restare nel paese\, dove da due anni ha una propria base. Il governo Meloni ha dichiarato che i militari italiani riprenderanno l’addestramento delle truppe nigerine.\nIl contingente militare tricolore è un tassello fondamentale nell’esternalizzazione della guerra ai migranti e\, non secondariamente\, per il controllo delle risorse di uranio del paese. L’uranio è alla base del combustibile per le centrali nucleari e per le bombe atomiche.\nIn Italia la propaganda pro nucleare\, ormai sdoganato dalle Cop come fonte equiparabile alle rinnovabili\, è sempre più martellante.\nTra uranio\, migranti e ridefinizione degli equilibri e delle aree di influenza l’imperialismo italiano prova a scavarsi il proprio spazio. \nIl gas azero\, la questione armena\, le armi di Leonardo\nLa repubblica di Artsakh\, un’enclave in territorio azero\,costituitasi tra il 1992 e il 1994\, non esiste più: nel settembre del 2023\, dopo un anno di assedio\, è stata occupata dalle truppe azere con un’operazione di pulizia etnica che ha portato all’espulsione di oltre 100mila armeni. Pochi mesi prima Leonardo con il beneplacito del ministro della Difesa Crosetto aveva fornito aerei militari e missili che sono stati impiegati nella guerra all’Artsakh da militari addestrati nel nostro paese.\nL’apertura verso il regime di Baku da parte di tutta l’Unione Europea ha una ragione precisa: il gas azero\, che ha in buona parte sostituito quello russo nella fornitura all’Europa.\nNel 2023 le importazioni di gas russo in Europa sono crollate: dal 42% del 2021 al 14%.\nPer questa ragione nessuno ha mosso un dito per la popolazione armena costretta alla fuga ed è probabile che se l’Azerbaijan dovesse attaccare ed annettere il sud dell’Armenia\, come promette da tempo\, lo scenario non si modificherebbe. E per chi ha giustamente da ridire sulla dittatura putiniana e i i suoi metodi spicci e brutali\, bisognerebbe ricordare che Ilham Aliyev si comporta con eleganza pari al suo omologo di Mosca.\nLa connessione tra scelte energetiche\, interessi dell’ENI e guerra con armi made in Italy\, sono del tutto trasparenti. \nDal 28 al 30 aprile nella Reggia di Venaria 7 tra i principali responsabili di guerre\, inquinamento\, sfruttamento\, catastrofe climatica si siederanno ad un tavolo per mettere in scena un spettacolo che mescolerà dichiarazioni altisonanti sul pianeta\, con chiacchiere sullo sviluppo e il benessere\, che\, ancora una volta saranno legati all’aumento infinito della produzione. \nOpporci alla guerra\, alla logica del profitto è una delle chiavi per rallentare la catastrofe ambientale in corso. \nFermarli è possibile. Fermarli è necessario.\nA partire da casa nostra.\nLottiamo contro il neocolonialismo tricolore\, boicottiamo l’ENI e le fabbriche d’armi\, impediamo il ritorno del nucleare\, blocchiamo le missioni militari all’estero. \nDomenica 28 aprile\nore 14\nparco Galileo Galilei a Venaria (TO)\nspezzone Antimilitarista\ncontro il G7 energia e ambiente\ncontro l’ENI\, la logica estrattivista\, le missioni militari neocoloniali dell’Italia \nAssemblea Antimilitarista di Torino \nhttps://www.anarresinfo.org/contro-il-g7-energia-ed-ambiente-eni-sangue-petrolio-guerra/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0b17KwahkkVhMfzwKT30lST6WpKukI_cir58I7IxGlTtOz8sAzUfrOZFk_aem_AdNyt1XfWzCG__52wQ3WzXIh7df_qTDq2e2UnyEA2hNfyymVTBIaBar-B7fFZk3i-8z6XiArBfie0t3dkJEU97fs
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SUMMARY:Trieste : concerto dei Montelupo e Spakkazuck
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SUMMARY:Asti: ancora in lotta contro fascismo\, guerra e repressione
DESCRIPTION:25 APRILE 2024: ANCORA IN LOTTA CONTRO FASCISMO\, GUERRA E REPRESSIONE\nGuerre e conflitti continuano a insanguinare vaste aree del pianeta\, in una spirale che sembra non avere fine. Il rischio di una guerra\, anche nucleare\, su scala planetaria è oggi una possibilità reale.L’attenzione mediatica sul conflitto russo-ucraino si è affievolita\, ma i venti di guerra non hanno smesso di soffiare. La guerra a Est continua mentre perdurano nel continente africano conflitti continui per il controllo delle risorse. Parallelamente in Rojava si moltiplicano gli attacchi turchi e non danno segno alcuno di cessare le tensioni tra Cina e Stati Uniti per il controllo di Taiwan.In questo scenario abbiamo assistito al riaccendersi della terribile guerra in Medio Oriente. Il massacro in atto a Gaza e in Cisgiordania trova le sue cause in una storia ben più lunga e ben più complessa del criminale attacco di Hamas del 7 ottobre scorso. Questa situazione è il frutto della pluridecennale politica coloniale e razzista dello stato di Israele\, il quale pratica sistematicamente un feroce apartheid contro le popolazioni palestinesi.In questo quadro di guerra globale l’Italia è schierata con tutto il suo arsenale: invia armi\, moltiplica il numero di militari impiegati in ambito NATO\, aumenta la spesa bellica sino a 104 milioni di euro al giorno. L’Italia è impegnata in ben 43 missioni militari all’estero\, in buona parte in Africa\, dove le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difendono gli interessi di colossi come l’ENI. L’Italia vende armi a tutti i paesi in guerra\, compresi Israele ed il Qatar\, contribuendo direttamente a quella guerra atroce.Al conflitto esterno se ne aggiunge un altro\, quello sul fronte interno. Una guerra che il governo Meloni ha dichiarato contro i poveri e le fasce più marginalizzate della popolazione\, contro i migranti e le ONG\, contro le soggettività non conformi e la libertà delle donne\, contro il movimento delle libere feste e delle occupazioni. Una guerra contro chi lotta nei CPR\, nelle carceri\, contro chi si batte per il diritto ad avere un tetto sopra la testa o contro chi fa un blocco stradale a favore del clima.Questa politica sembra trarre diretta ispirazione da personaggi quali Orban\, presidente di un paese\, l’Ungheria\, dove è possibile per i neonazisti sfilare in totale libertà\, mentre le persone che scendono in strada per protestare marciscono in galera e sono portate in tribunale in catene. È il caso di Ilaria Salis\, detenuta dal febbraio del 2023 nelle carceri ungheresi in condizioni disumane\, con l’accusa di aver attaccato un gruppo di nazi\, con altri compagni e compagne antifasciste. Accusa per cui rischia 24 anni di carcere.A questo proposito è bene ricordare che l’Ungheria\, esattamente come l’Italia\, è una repubblica parlamentare. Orban ha saputo infatti attuare una svolta pesantemente autoritaria\, rimanendo però all’interno dell’apparato democratico. Alla luce di tutto questo gli apprezzamenti reciproci tra Orban e Meloni andrebbero presi maggiormente sul serio.Le carceri ungheresi non sono poi così diverse da quelle italiane\, dove in soli quattro mesi\, quest’anno\, ci sono stati 31 suicidi\, una persona ogni tre giorni.Ma proprio in questi luoghi in cui si esercita il maggior livello di repressione e controllo continuano a generarsi momenti di resistenza e di lotta. Quotidianamente avvengono rivolte\, scioperi della fame\,dell’aria e del carrello ma quasi nulla trapela fuori dalle mura di cinta. Sappiamo che lo stato vorrebbe isolare e silenziare questi momenti ed è per questo che è giusto continuare ad alimentare la solidarietà tra dentro e fuori\, una solidarietà che si fa atto concreto\, una solidarietà che fa paura a chi ci governa. Lo stesso avviene all’interno dei centri per i rimpatri chiamati Cpr\, lager di stato\, dove ogni dignità umana viene negata. La lotta contro questi lager è segnata dalle rivolte interne e dalla solidarietà attiva fuori.Per tutte queste ragioni questo 25 aprile è più che mai necessario scendere in strada. Per dire no alla guerra e al militarismo. Per esprimere la nostra solidarietà a tutte le popolazioni martoriate dalle bombe\, dal freddo\, dalla mancanza di medicine\, cibo\, riparo. A fianco della gente che\, in ogni angolo del pianeta\, muore sotto le bombe sganciate da aerei costruiti nel nostro paese. Per dire no all’industria bellica\, all’invio di armi per la guerra\, alle missioni e alle spese militari all’estero che provocano morte e drenano soldi che andrebbero spesi per i trasporti\, la sanità\, la scuola.Dobbiamo scendere in strada per fermare il fascismo che avanza. Per chiedere la libertà per gli arrestati di Budapest e per tutt* coloro che sono vittime della repressione di stato. Questo governo non si fermerà nella sua opera di guerra interna ed esterna. Non si fermerà se non di fronte alle lotte che sapremo mettere in campo.Per un 25 aprile di resistenza: alla guerra\, alla repressione\, al fascismo\, anche quando quest’ultimo si mette la maschera della democrazia.\n\nAssemblea Antifa Asti
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SUMMARY:Torino: presidio alla lapide del partigiano Ilio Baroni
DESCRIPTION:alla lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni\, in corso Giulio Cesare angolo corso Novara dove Ilio cadde combattendo il 26 aprile 1945.\nRicordo\, bicchierata\, fiori\, musica.\nE\, dal vivo\, Alba&carenza503 e il Cor’occhio nel canzoniere anarchico e antifascista\n\n\n\nOgni martedì fai un salto da\n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro\nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte\nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!\nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!\nInformati su lotte e appuntamenti!\ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Pordenone: mai più guerre!
DESCRIPTION:h 10.30Centro studi (Cinemazero)Ritrovo e deposizione coronaai cippi di F. Martelli e ai Deportati\nh 11.00Si parte verso ex caserma Martelli\nh 11.30ex caserma MartelliRicordo dei 9 partigianifucilati dai nazifascistiinterventi + microfono apertolive di canti antimilitaristi e partigiani+ intervento finale Coro dell’ANPI\nh 13.00Via Ungaresca\, 3B\, PordenoneCircolo Libertario E. ZapataPastasciutta Antifascista\n…………………………Per un 25 aprile antimilitarista:MAI PIU’ GUERRE!\nVenti di guerra lambiscono sempre più vicino l’Europa.Guerre imperversano ormai ovunque\, un rigurgito novecentesco riporta il militarismo come “mezzo” per nuove egemonie dove spartirsi risorse\, sbocchi e paesi fomentando i nazionalismi\, grazie ai mai sopiti integralismi e all’enorme business legato all’import/export di armi che non solo non ha mai smesso di rifocillare Stati e Industrie nel mondo ma semmai ha segnato aumenti esponenziali negli ultimi decenni\, un’escalation terrificante.L’Italia ha assunto nel tempo un sempre maggiore ruolo in termini di incremento di spese belliche a scapito dei servizi essenziali\, di ammodernamento delle strutture militari\, dell’investimento in missioni di guerra e nella NATO stessa.Schierata in diversi fronti armati continua a cedere pezzi di territorio ad esercitazioni che incrementano la militarizzazione e le sue conseguenze che qui in FVG conosciamo fin troppo bene.I 9 poligoni militari\, 3 solo in provincia di Pordenone\, continuano a devastare aree di prati stabili millenari\, zone protette e ricche di biodiversità e la salute di umani e non\, in un clima crescente di utilizzo pericoloso con aviolanci e addestramenti interforze anche con la onnipresente Base USAF di Aviano.\nPer questo il 25 aprile quest’anno non può che essere incentrato nell’ideale lotta di liberazione dal nazifascismo\, ideologie quelle fasciste e naziste che sugli stessi presupposti di imperialismo\, nazionalismo e guerra totale avevano incentrato la loro vocazione di dominazione.Vocazione che i vincitori di quella guerra mondiale hanno poi continuato su fronti contrapposti\, spartendosi il mondo con la rincorsa agli armamenti atomici\, sostenendo guerre a bassa intensità e che oggi esplodono in forme sempre più violente\, mostrando il vero volto degli Stati nella loro essenza di gendarmi di un capitale energivoro e mortifero.D’altra parte in quella lotta di liberazione\, non univoca e con le contraddizioni di motivazioni diverse portate sul piano generazionale e ideologico\, possiamo trovare in una parte\, aldilà delle miopie patriottiche\, la lungimiranza di chi lottava per un mondo senza classi\, confini ed eserciti: non l’esaltazione della divisa\, delle gerarchie e del militarismo ma la forza di una comunità che si organizza e si ribella\, non il fine ultimo e misero di un patriottismo buono per tutte le casacche e che fa il paio al nazionalismo come stiamo assistendo in questi ultimi decenni ma il senso storico di un’appartenenza internazionale ad una comunità di oppressi che sfruttatori non vogliono più\, non più pedine arruolate in un gioco globale di padroni che mettono popoli gli uni contro altri\, con leggi che tracciano muri\, costruiscono carceri e addestrano polizie per favorire le merci a scapito dei migranti .Questo 25 aprile non può che ritrovare il sentiero di una diserzione generalizzata: sabbia non olio nel motore del militarismo!
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SUMMARY:Milano : presidio e banchetto libertario per il 25 Aprile anarchico
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SUMMARY:Massenzatico: 25 aprile rosso con Antonio Piccinini e Giacomo Matteotti
DESCRIPTION:25 APRILE ROSSO! // 25 APRILE 2024 con Antonio Piccinini e Giacomo Matteotti\nPROGRAMMA PROVVISORIO IN AGGIORNAMENTOCIRCOLO CUCINE DEL POPOLO-LA CAPANNINA PARADISA //Via Beethoven 78/e – Massenzatico (RE)\n11.00 – Dibattito – “Gli anarchici e la Resistenza” con Claudio Silingardi\, storico\, vicepresidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Modena.\nTEATRO ARTIGIANO // Via Beethoven 90 – Massenzatico (RE)13.00 – Cappelletti antifascisti\, bolliti\, salse di campagna\, torte – Prenotazione obbligatoria al 347 3729676 // € 25\,00 (bambini 0 – 3 anni gratis\, 4 – 10 anni 20 euro) Prevista alternativa vegan a richiesta\nPer prenotazioni e informazioni:Gianandrea 347 3729676\nCIRCOLO CUCINE DEL POPOLO-LA CAPANNINA PARADISA // Via Beethoven 78/e – Massenzatico (RE)ore 14 Ricordo di Antonio Piccinini e Giacomo Matteotti a seguire canzoni antifasciste con Riccardo Dodi\ndalle ore 15 Spazio bambine e bambini: giochi e caccia al tesoro\nore 16 “L’Asino Resistente” con Massimo Montanari\nore 19 Pastasciutta del Partigiano\n20.00 – Pastasciuttata del partigiano\nE’ richiesta la prenotazione e il pagamento anticipato per consentire una migliore organizzazione dell’evento.\nCIRCOLO ARCI CUCINE DEL POPOLOCIRCOLO ARCI LA CAPANNINA PARADISA
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SUMMARY:Roma: proiezione di "L'urlo"
DESCRIPTION:Per il cineforum di aprile torniamo in Italia\, per un piccolo assaggio tra la vasta e variegata filmografia di due autori (ancora) non considerati grandi classici.\nDi Bolognini vedremo i due film più pasoliniani; “La notte brava” è sceneggiato da Pasolini ispirandosi al suo romanzo “Ragazzi di vita “. Vi si narrano le avventure notturne tra il picaresco e il folle\, tra furti e bravate\, di Scintillone\, Ruggeretto e Bella-Bella\, classici esponenti della gioventù sottoproletaria romana del dopoguerra. \nAncora sceneggiato da Pasolini\, ma ispirato ai “Racconti romani” di Moravia\, è “La giornata balorda”. Davide è un ragazzo padre disoccupato\, qualcuno gli ha promesso un lavoro ma deve “comprarselo”. Dove trovare la cifra necessaria? Comincia un giro per Roma tra personaggi poco raccomandabili e situazioni tra il surreale e il grottesco. \nAnche Bonifacio\, il protagonista di “Chi lavora è perduto “\, primo film di Tinto Brass\, è un giovane disoccupato\, ma nella sua visione del mondo libertaria e goliardica si limita a bighellonare per una Venezia tutt’altro che turistica\, incontrando gente strana. Naturalmente il film ha avuto vari problemi con la censura\, non tanto per oltraggio al pudore ma per la carica anarcoide e dissacrante con cui il regista si fa beffe dei “sacri valori” dello stato borghese. \nAncora più estremo e censurato è “L’urlo”. La protagonista è Anita\, che abbandona il futuro sposo sull’altare e fugge in cerca di avventure. Lo sperimentalismo surrealista è al servizio della satira dissacrante\, la provocazione non è fine a sé stessa ma diventa militanza. Tra i primi film di Gigi Proietti\, qui anche collaboratore ai dialoghi. È interessante mettere a confronto due città come Roma e Venezia\, in questi film lontane dagli stereotipi del turismo di massa\, e l’uso del dialetto (romano e veneto) come reazione alla massificazione linguistica radiotelevisiva che negli anni sessanta già diventa evidente. \nNon è un caso che il messaggio politico degli autori in questi film viene portato avanti rappresentando personaggi inevitabilmente al margine; la disillusione verso la militanza “istituzionale” era già piuttosto evidente. \nBolognini: \n3 aprile La notte brava (1959) \n10 aprile La giornata balorda (1960) \nBrass: \n17 aprile Chi lavora è perduto (1963) \n24 aprile L’urlo (1968) \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, cenare\, bere\, dire\, fare\, lottare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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