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SUMMARY:Roma: proiezione di "L'urlo"
DESCRIPTION:Per il cineforum di aprile torniamo in Italia\, per un piccolo assaggio tra la vasta e variegata filmografia di due autori (ancora) non considerati grandi classici.\nDi Bolognini vedremo i due film più pasoliniani; “La notte brava” è sceneggiato da Pasolini ispirandosi al suo romanzo “Ragazzi di vita “. Vi si narrano le avventure notturne tra il picaresco e il folle\, tra furti e bravate\, di Scintillone\, Ruggeretto e Bella-Bella\, classici esponenti della gioventù sottoproletaria romana del dopoguerra. \nAncora sceneggiato da Pasolini\, ma ispirato ai “Racconti romani” di Moravia\, è “La giornata balorda”. Davide è un ragazzo padre disoccupato\, qualcuno gli ha promesso un lavoro ma deve “comprarselo”. Dove trovare la cifra necessaria? Comincia un giro per Roma tra personaggi poco raccomandabili e situazioni tra il surreale e il grottesco. \nAnche Bonifacio\, il protagonista di “Chi lavora è perduto “\, primo film di Tinto Brass\, è un giovane disoccupato\, ma nella sua visione del mondo libertaria e goliardica si limita a bighellonare per una Venezia tutt’altro che turistica\, incontrando gente strana. Naturalmente il film ha avuto vari problemi con la censura\, non tanto per oltraggio al pudore ma per la carica anarcoide e dissacrante con cui il regista si fa beffe dei “sacri valori” dello stato borghese. \nAncora più estremo e censurato è “L’urlo”. La protagonista è Anita\, che abbandona il futuro sposo sull’altare e fugge in cerca di avventure. Lo sperimentalismo surrealista è al servizio della satira dissacrante\, la provocazione non è fine a sé stessa ma diventa militanza. Tra i primi film di Gigi Proietti\, qui anche collaboratore ai dialoghi. È interessante mettere a confronto due città come Roma e Venezia\, in questi film lontane dagli stereotipi del turismo di massa\, e l’uso del dialetto (romano e veneto) come reazione alla massificazione linguistica radiotelevisiva che negli anni sessanta già diventa evidente. \nNon è un caso che il messaggio politico degli autori in questi film viene portato avanti rappresentando personaggi inevitabilmente al margine; la disillusione verso la militanza “istituzionale” era già piuttosto evidente. \nBolognini: \n3 aprile La notte brava (1959) \n10 aprile La giornata balorda (1960) \nBrass: \n17 aprile Chi lavora è perduto (1963) \n24 aprile L’urlo (1968) \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, cenare\, bere\, dire\, fare\, lottare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Carrara: ieri partigian* oggi antifascist*
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SUMMARY:Vicenza: Antidoto 2024-Fest Antifa-Antiguerra
DESCRIPTION:Lo scorso anno Vicenza si è mobilitata per chiedere il ripristino della clausola antifascista e respingere l’apertura di sedi di associazioni neofasciste in città\, quest’anno torniamo per dare supporto al popolo palestinese\, per contestare la presenza dell’adunata degli alpini e la scelta della nuova giunta di usare l’esercito per rendere la città più sicura.\nUna parte dei guadagni sarà devoluta a Ya Basta! Êdî Bese! a supporto della campagna di raccolta fondi per il campo profughi di Dheisheh.\nhttps://www.produzionidalbasso.com/…/dheisheh…/…\nAll’ignoranza e all’intolleranza\, al colonialismo e all’imperialismo proponiamo la socialità e la cultura come ANTIDOTO: domenica 21 aprile torniamo a Parco Fornaci con un grande evento.\nh.10.00/17.00 Apertura\, inizio attività e Mercato Genuino del Caracol Olol Jackson\nh.10.30/12.30 “Connessione Italia-Israele. Che ruolo ha l’Italia a fianco delle forze armate israeliane?” ne parliamo con Antonio Mazzeo. A cura di Ya Basta! Êdî Bese!\nh.12.30/14.00 Pic Nic\nh.16.00/22.30 Live\nLIVE\n•ALDAhttps://open.spotify.com/artist/4QmwiQZRTMyOkhgfJk3U5F…\n•66CLhttps://open.spotify.com/artist/02Vfjc7MDBRRzSkFxmswSI…\n•Bull Brigade (acustico)https://open.spotify.com/artist/5L5QSj7U8OMEq0T4lvrEU5…\n•Heaven or Las Vegashttps://open.spotify.com/artist/5ozL9iHS3LgG1tH7FfErqQ…\n•Thee Coppe\n•Plebeians Crewhttps://youtube.com/@plebeianscrew6370?si=qZ0iKBR0jym1zNs1\nATTIVITA’ PER TUTTƏ\n•Gioco dell’oca migratrice – Welcome Refugees Vicenza•Piantiamo umanità\, musiche e danze folcloristiche africane – Associazione Hu.Seed ODV e Progetto Nave•Laboratorio aperto di circo sociale e animazione con le bolle – Associazione Kervan•Allenamenti condivisi\, dimostrazioni e prove gratuite delle discipline di muay thay e boxe – Polisportiva Independiente•Laboratorio di stampa – ANPI•Laboratorio tessile – Porto Burci•Silent Lab – Non Dalla Guerra\nFACT (Futuro Ambiente Cultura Territori):\n10/12 Crea e Ricrea: repair cafe tessile\nh 10/12 Un Punto Alla Volta: corso base di maglia\n15.30/18 Mettici Una Toppa: lab di ricamo creativo su toppe\nSENZA PRENOTAZIONE\nBANCHETTI\n•Cibi dolci e salati pro Palestina delle Donne per la Palestina•Panini Farciti di Fornaci Rosse•Birre artigianali di Spaccisti Birrai (The Drunken Duck)•Formaggi vegan di Veggie Soul Antonella Roana•Banchetto informativo di Cascina Carpaneda•Banchetto informativo di Civiltà del Verde•Banchetto informativo della Comunità per l’Agroecologia Vicentina•Banchetto di Umanità Nova•Banchetto di Ya Basta! Êdî Bese!•Banchetto di Caracol Olol Jackson
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SUMMARY:Torino : presentazione del libro L'anarchia in 100 canti con A. lega
DESCRIPTION:Sabato 20 aprile\nore 17 in corso Palermo 46\nL’anarchia in 100 canti\ndi e con Alessio Lega\npresentazione del libro e concerto\na seguire pastasciuttata\, spritz e birrette\n\n\n\nOgni martedì fai un salto da\n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro\nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte\nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!\nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!\nInformati su lotte e appuntamenti!\ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46\n\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Milano: presentazione del libro "Il popolo tiranni più non vuole"
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SUMMARY:Roma: proiezione di "Chi lavora è perduto"
DESCRIPTION:Per il cineforum di aprile torniamo in Italia\, per un piccolo assaggio tra la vasta e variegata filmografia di due autori (ancora) non considerati grandi classici.\nDi Bolognini vedremo i due film più pasoliniani; “La notte brava” è sceneggiato da Pasolini ispirandosi al suo romanzo “Ragazzi di vita “. Vi si narrano le avventure notturne tra il picaresco e il folle\, tra furti e bravate\, di Scintillone\, Ruggeretto e Bella-Bella\, classici esponenti della gioventù sottoproletaria romana del dopoguerra. \nAncora sceneggiato da Pasolini\, ma ispirato ai “Racconti romani” di Moravia\, è “La giornata balorda”. Davide è un ragazzo padre disoccupato\, qualcuno gli ha promesso un lavoro ma deve “comprarselo”. Dove trovare la cifra necessaria? Comincia un giro per Roma tra personaggi poco raccomandabili e situazioni tra il surreale e il grottesco. \nAnche Bonifacio\, il protagonista di “Chi lavora è perduto “\, primo film di Tinto Brass\, è un giovane disoccupato\, ma nella sua visione del mondo libertaria e goliardica si limita a bighellonare per una Venezia tutt’altro che turistica\, incontrando gente strana. Naturalmente il film ha avuto vari problemi con la censura\, non tanto per oltraggio al pudore ma per la carica anarcoide e dissacrante con cui il regista si fa beffe dei “sacri valori” dello stato borghese. \nAncora più estremo e censurato è “L’urlo”. La protagonista è Anita\, che abbandona il futuro sposo sull’altare e fugge in cerca di avventure. Lo sperimentalismo surrealista è al servizio della satira dissacrante\, la provocazione non è fine a sé stessa ma diventa militanza. Tra i primi film di Gigi Proietti\, qui anche collaboratore ai dialoghi. È interessante mettere a confronto due città come Roma e Venezia\, in questi film lontane dagli stereotipi del turismo di massa\, e l’uso del dialetto (romano e veneto) come reazione alla massificazione linguistica radiotelevisiva che negli anni sessanta già diventa evidente. \nNon è un caso che il messaggio politico degli autori in questi film viene portato avanti rappresentando personaggi inevitabilmente al margine; la disillusione verso la militanza “istituzionale” era già piuttosto evidente. \nBolognini: \n3 aprile La notte brava (1959) \n10 aprile La giornata balorda (1960) \nBrass: \n17 aprile Chi lavora è perduto (1963) \n24 aprile L’urlo (1968) \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, cenare\, bere\, dire\, fare\, lottare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Roma: Lo Spazio Anarchico 19 Luglio non si chiude
DESCRIPTION:1945-2024 Il Gruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma non si muove da garbatella\nLo Spazio Anarchico 19 Luglio non si chiude\nNel 2025 il Gruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma festeggerà il suo ottuagenario a garbatella. Nel mese di agosto del 1945\, ad una manciata di mesi dopo la liberazione dal nazifascismo del 25 aprile\, fu annunciata la fondazione del gruppo e la sua inaugurazione a garbatella avvenne durante un convegno di anarchici antifascisti dedicato proprio a Carlo Cafiero. In quella piccola cantina di via Vettor Fausto 3\, al lotto 13 di pertinenza ATER Roma ( ex IACP)\, sono passate generazioni\, gruppi\, collettivi\, associazioni\, redazioni di giornali e riviste\, compagnie teatrali e gruppi musicali\, artisti\, poeti un microcosmo nel cuore di questo quartiere connesso con le esperienze culturali e politiche autogestite ed autorganizzate nelle lotte del movimento antiautoritario internazionale in una prospettiva concreta di libertà e solidaristica dal basso in Italia e in altre parti del mondo. Nel 2011 il Gruppo Cafiero ha avuto la necessità di ampliarsi a garbatella con lo Spazio Anarchico 19 Luglio\, in via Rocco da Cesinale 16\, 18 al Lotto 60 (ATER Roma)\, per dare maggiore spazio e voce ad un progetto di biblioteca popolare dedicata a Fabio Iacopucci e di archivio anarchico. Animatore di questa nuova iniziativa è stato Tommaso Aversa (Roma 1953/ Roma 2024) di garbatella conosciuto per la sua militanza nel movimento anarchico durata oltre cinquant’anni deceduto nel gennaio scorso. Lo Spazio Anarchico 19 Luglio è stato condiviso anche per i convegni\, le conferenze\, le presentazioni di libri\, le proiezioni filmiche\, per iniziative teatrali\, musicali e cinematografiche\, la diffusione di stampa ed editoria libertaria e anarchica in diverse lingue\, i progetti di solidarietà locali e internazionali\, i laboratori di pedagogia libertaria\, le assemblee di condominio\, i laboratori artistici\, le mostre d’arte\, i mercatini del dono e del baratto\, gli sportelli solidali e sindacali\, le interviste eccetera. Fino ad oggi abbiamo vissuto con il contributo volontario dei partecipanti e gli eventi culturali sono stati rigorosamente autorganizzati a sottoscrizione libera e operati tutti a titolo gratuito. A titolo gratuito e in economia sono stati messi a disposizione la manodopera e i materiali per la ristrutturazione e la manutenzione decennale del locale che era rimasto aperto e abbandonato nel degrado per circa 25 anni. Il progetto di archivio e biblioteca del Cafiero in questi anni finalmente ha preso forma ed è stato luogo di ricerca aperto al quartiere frequentato anche da studiosi e laureandi. Oltre a conservare libri e documenti appartenenti o donate al Gruppo Cafiero\, lo Spazio Anarchico 19 Luglio\, sta ospitando nella sua biblioteca fondi appartenenti anche a collezioni private di più recente datazione. L’ente regionale preposto\, sollecitato da mesi a convenire ad una regolarizzazione del canone di locazione di questo spazio\, in questi giorni sta venendo meno a prendere in considerazione i documenti richiesti in riferimento ad una delibera commissariale da se medesimo emessa nel 2016. Pertanto\, la neo direzione generale dell’istituzione preposta\, insediata nell’estate 2023\, ha disposto che\, mercoledì 17 aprile 2024\, ad una manciata di giorni di distanza dal prossimo 25 aprile\, anniversario della liberazione dal nazifascismo\, lo Spazio Anarchico 19 Luglio e tutto ciò che questo contiene\, di pertinenza e/o affidato e/o conservato dal Gruppo Anarchico Cafiero FAI Roma\, sia chiuso e con la forza pubblica.\nRiteniamo tutto questo inaccettabile e pertanto invitiamo tutte le realtà a noi solidali\, le associazioni\, i collettivi\, i media in main streaming a mobilitarsi\, a diffondere questo comunicato stampa e soprattutto a prendere parola\, informare\, prendere posizione in merito a quanto sta accadendo. Per eventuali approfondimenti potrete contattarci scrivendo a cafierofairoma@inventati.org. Invieremo aggiornamenti casomai fosse necessario.\n\nInfine facciamo appello a intervenire mercoledì 17 aprile 2024 a partire dalle ore 7:00 di mattina allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16\,18 ( metro B garbatella) in cui si terrà un presidio ed una conferenza stampa.\nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma\ncafierofairoma.wordpress.com
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SUMMARY:Roma : concerto di Alessio Castelli Marino in trio acustico allo Spazio anarchico 19 Luglio
DESCRIPTION:Domenica 14 aprile alle ore 17:00 proseguono gli straordinari incontri musicali d’autore con Alessio Castelli Marino allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16\,18 a garbatella. Storie di poveri diavoli della classe operaia\, di assassini seduti al bar\, di marinai in ammutinamento\, di soldati sconfitti e ribelli di guerra\, ballate e saltarelli di vizi e virtù\, d’amore e di odio. \nAlessio Castelli Marino\, è cantautore ventottenne di Ostia. Dopo aver militato per anni nella scena punk romana ha esordito come solista ad aprile 2023 con “Menarca”\, album che fonde il folk nostrano con influenze irlandesi\, il tutto cucito sulla base di un cantautorato vecchie maniere\, acustico e sincero. \nAlessio Castelli Marino cura\, oltre alla musica e alle parole\, tutti gli arrangiamenti\, dopo una lunga ricerca di sonorità e strumenti della canzone popolare italiana e non. \nCi troveremo a partire dalle ore 15.00 andando avanti per tutto il pomeriggio con diffusione di editoria e stampa anarchica e non mancherà il banchetto del Baratto? Si può fare! \n  \nAperitivo/bistrò a fine concerto. \n  \n(A) Sottoscrizione libera! \nGruppo Anarchico C.Cafiero FAI Roma \nhttp://www.cafierofairoma.wordpress.com \ncafierofairoma@inventati.org
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SUMMARY:Milano : Gianfranco Joe Marelli\, vita di un anarchico
DESCRIPTION:Gianfranco (Joe per gli intimi) Marelli\, uomo di grandi qualità umane e di infinite tensioni anarchiche. Uno dei più importanti studiosi italiani del Situazionismo ci saluta regalandoci delle poesie edite da Zero in Condotta (2024) che racchiudono tutto il suo percorso di vita di militante ma anche di amore e di lotta: di una vita vissuta sempre appieno.\nLe leggeranno CAMILLA CESCHI e MARCO FERRARINI con l’accompagnamento alla chitarra di GEO CARIGNANI.\nOra che Joe ha scelto di essere libero\, come l’abbiamo sempre conosciuto: libero.\n\nSabato 13 aprile alle ore 19:30\n\nTrattoria popolare – Arci Traverso\nVia Ambrogio Figino 13 – Milano\n\nIngresso riservato soci arci
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SUMMARY:Roma: ciclo di dibattiti sulla situazione in Asia occidentale
DESCRIPTION:L’inganno dei confini \nI conflitti armati in Asia occidentale\, su cui è tornata l’attenzione mediatica dallo scorso ottobre\, oltre a massacrare le popolazioni\, coinvolgono tutti gli stati: mai come oggi siamo sull’orlo di una crisi mondiale.\nL’area dell’Asia sudoccidentale ha sempre avuto precari equilibri accentuati dalla divisione coloniale dell’area tra vari stati\, dalla nascita di un forte integralismo religioso negli ultimi decenni e dagli interessi imperialisti.\nL’arco di crisi vede situazioni di conflitti guerreggiati\, ad alta o bassa intensità\, in Palestina\, Iran\,  Libano\, Yemen\, Siria\, Iraq\, Armenia\, Azerbaijan\, Georgia e Turchia.\nSi è passati dalle lotte di liberazione laiche\, panarabe e panislamiche a situazioni di esasperazione dei nazionalismi\, dei regionalismi e dei dogmatismi religiosi.\nLe forme di repressione delle libertà e di esasperazione nazionalista e guerrafondaia praticate negli stati dell’area sono analoghe a quelle perseguite in Europa dalla destra fascista\, sovranista e guerrafondaia.\nE’ proprio per questo che abbiamo deciso di organizzare\, nella nostra sede di via Vettor Fausto 3\, a Garbatella\, un ciclo di dibattiti che possano aiutarci a capire meglio\, analizzando e riflettendo collettivamente\, le dinamiche che animano questi conflitti.  Una chiave di lettura delle situazioni che tenga conto dei complessi aspetti che la riguardano. Con la speranza di individuare percorsi libertari di emancipazione sociale.\nAbbiamo pensato di invitare compagnə che vivono\, o hanno vissuto\, in quei paesi che studiano queste dinamiche o che sono impegnatə nelle lotte per la solidarietà alle popolazioni. \nCi vediamo e faremo dirette social (Facebook\, Instagram e YouTube)sui canali \nFacebook: Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin \nInstagram: @gruppoanarchico_bakunin.roma \nYoutube @gruppoanarchicobakunin-fai7749 \n\n–  Venerdì 15 marzo\, per parlare del Libano con Rossana Tufaro esperta di storia contemporanea dei paesi arabi e profonda conoscitrice della situazione libanese;\n–  Venerdì 22 marzo\, per parlare dell’Iran con Ghazal Afshar dell’Associazione giovani iraniani in Italia;\n–  Venerdì 6 aprile (da confermare) per parlare della Palestina con Khaled El Qaisi del Centro di documentazione palestinese di Roma\, Rayeh Zayed dell’UDAP e Flavio Rossi Albertini\, avvocato;\n–  Venerdì 13 aprile per parlare dello Yemen con Aladin Hussain\, anarchico\, pittore e profugo yemenita. \nI dibattiti cominceranno alle 19:30 (fuso orario di Roma) nella nostra sede di Via Vettor Fausto 3 (metro Roma B – Garbatella): entrare nel portone e scendere le scale. \nGruppo Anarchico Bakunin – FAI Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Livorno : incontro Fermiamo il genocidio a Gaza!
DESCRIPTION:Fermiamo il genocidio a Gaza!\nPer una prospettiva libertaria\, federalista e internazionalista \n\nSabato 13 aprile\npresso la Federazione Anarchica Livornese\nin Via degli Asili 33\, Livorno \n\ndalle ore 17\nIncontro con Gianmaria Valent\ndella Federazione Anarchica Reggiana \n\nDiscussione a partire dal documento approvato dal convegno nazionale FAI di Carrara nello scorso febbraio\n\ndalle ore 20\nAperitivo \n\nFederazione Anarchica Livornese\ncdcfedanarchicalivornese@virgilio.it \nIl documento è disponibile nell’orario di apertura sede: LUN e GIOV dalle 16 alle 20; può essere anche inviato per mail richiedendolo al nostro indirizzo
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SUMMARY:Torino : incontro su Emma Goldman La donna più pericolosa d'America
DESCRIPTION:Venerdì 12 aprile\nEmma Goldman\nLa donna più pericolosa d’America\nOre 21 corso Palermo 46\nNe parliamo con Selva Varengo curatrice della nuova edizione di “Vivendo la mia vita”\, l’autobiografia che Emma Goldman scrisse nel 1934.\n\n\n\n\nOgni martedì fai un salto da\n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro\nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte\nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!\nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!\nInformati su lotte e appuntamenti!\ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46\n\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Monfalcone (GO) : proiezione di Palazzina LAF di M.Riondino\, 2023
DESCRIPTION:Venerdì 12 aprile alle ore 20.30 \nproiezione al Caffè Esperanto di Palazzina LAF di Michele Riondino del 2023 \nIl film\, ambientato a Taranto\, racconta la storia dell’operaio Caterino Lamanna (Michele Rondino)\, che vive in una masseria caduta in disgrazia a causa della vicinanza all’impianto siderurgico e che sta per sposarsi con Anna\, con cui condivide il sogno di andare a vivere in città. E quando i dirigenti aziendali decidono di fare di lui una spia per individuare gli operai di cui sarebbe bene liberarsi\, Caterino comincia a pedinare i colleghi con lo scopo di denunciarli. Ben presto però\, non comprendendone il degrado\, chiede di essere collocato anche lui alla Palazzina LAF (acronimo di “laminatoio a freddo”\, che dà il titolo al film) il reparto-lager dell’Ilva dove declassare gli operai più “scomodi”. Sarà lì che Caterino scoprirà che ciò che credeva un paradiso in realtà è un inferno. \nIl film racconta attraverso gli occhi di un operaio uno dei più gravi casi di abuso in ambito lavorativo della storia italiana. Il titolo dell’opera riprende il nome dell’omonima palazzina\, adiacente al laminatoio a freddo\, di cui si raccontano gli eventi\, nella quale negli anni ’90 i proprietari e i dirigenti dell’Ilva di Taranto\, all’epoca dei fatti già del Gruppo Riva\, decisero di confinare gli impiegati che si erano opposti alla “novazione” del contratto\, ossia al declassamento a operai\, pratica illegale nonché pericolosa per gli stessi lavoratori. \n—\nCaffè Esperanto \nSiamo aperti ogni martedì dalle 18 alle 20 \nVia Terenziana\, 22 – 34074 Monfalcone (GO)
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SUMMARY:Pisa : presidio contro le guerre e la cancellazione delle spese militari
DESCRIPTION:V e n e r d ì 12 a p r i l e Pisa-Largo Ciro Menotti – ore 18\n\nCompleanno della NATO 75 ANNI… BASTANO\n\n\n\nPresidio\n\n-PER LA CANCELLAZIONE DELLE SPESE MILITARI\n– CONTRO LE NUOVE BASI MILITARI E PER LA CHIUSURA DI QUELLE ESISTENTI\n\n\n\nOrganizza Comitato Contro le Guerre\n\n\nSettantacinque anni fa (4 aprile 1949) venne creata la NATO (North Atlantic Treaty Organization) una alleanza miltare di 32 paesi con l’obiettivo di garantire la sicurezza degli stati che ne fanno parte. Specularmente\, nel 1955\, l’Unione sovietica stipulò con i suoi stati satelliti il cosiddetto “Patto di Varsavia”\, sciolto poi nel 1991 dopo la caduta del Muro di Berlino e la dissoluzione degli stati sedicenti socialisti. La NATO invece è rimasta in piedi e\, nel corso degli anni è stata coinvolta militarmente in diverse operazioni in varie parti del globo: regione dei Balcani\, Vicino Oriente\, Asia e Africa.\n\n\nOltre che una alleanza militare la NATO è una potente macchina economica che sovvenziona le industrie che producono armi obbligando i governi che aderiscono al trattato ad aumentare\, anno dopo anno\, gli stanziamenti diretti alle spese belliche. Entro il 2024 anche in Italia si dovrebbe destinare almeno il 2% del Prodotto Interno Lordo (PIL) alle spese militari\, questo significa trasferire miliardi di euro provenienti dalle tasse pagate da chi lavora alle tasche di chi produce armamenti vale a dire dei più ricchi. A queste vere e proprie ruberie va aggiunto il danno in vite umane causato dalle missioni militari\, che spesso non risolvono i problemi che pretendono di risolvere e dalle distruzioni materiali e ambientali causate dai conflitti.\n\n\nOggi non passa giorno che qualcuno non minacci o preveda l’allargamento delle crisi in atto (Ucraina\, Gaza\, solo per citare le più conosciute) e parallelamente l’aumento della militarizzazione del territorio con la costruzione di nuove installazioni a scopo militare\, come avviene anche a Pisa con il progetto di una nuova base nell’area di Coltano.\n\n\nLa NATO\, l’insieme delle industrie che producono armamenti e tutti i loro sostenitori sono tra i principali nemici della società\, sono quelli che rubano la ricchezza prodotta dalla maggioranza per arricchire una piccola minoranza\, sono quelli che alimentano le guerre e le distruzioni che colpiscono le persone e l’ambiente.\n\n\nProtestare contro la NATO in occasione della ricorrenza della sua fondazione significa contrastare la propaganda di morte degli eserciti\, incitare alla lotta per ostacolare la costruzione di nuove basi militari e fare pressione perché i conflitti vengano risolti in modo pacifico.\n\n\nV e n e r d ì 12 a p r i l e\nLargo Ciro Menotti – ore 18\n\n\nPER LA CANCELLAZIONE DELLE SPESE MILITARI\n\n\nCONTRO LE NUOVE BASI MILITARI E PER LA CHIUSURA DI QUELLE ESISTENTI\n\n\n75 ANNI… BASTANO\n\n\n\nComitato Contro le Guerre\n\nstampatoinproprio20240401\nguerre@anche.no
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SUMMARY:Roma : al Caffé del Disertore - Baratto? Si può fare! e proiezione
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SUMMARY:Roma: proiezione di "La giornata balorda"
DESCRIPTION:Per il cineforum di aprile torniamo in Italia\, per un piccolo assaggio tra la vasta e variegata filmografia di due autori (ancora) non considerati grandi classici.\nDi Bolognini vedremo i due film più pasoliniani; “La notte brava” è sceneggiato da Pasolini ispirandosi al suo romanzo “Ragazzi di vita “. Vi si narrano le avventure notturne tra il picaresco e il folle\, tra furti e bravate\, di Scintillone\, Ruggeretto e Bella-Bella\, classici esponenti della gioventù sottoproletaria romana del dopoguerra. \nAncora sceneggiato da Pasolini\, ma ispirato ai “Racconti romani” di Moravia\, è “La giornata balorda”. Davide è un ragazzo padre disoccupato\, qualcuno gli ha promesso un lavoro ma deve “comprarselo”. Dove trovare la cifra necessaria? Comincia un giro per Roma tra personaggi poco raccomandabili e situazioni tra il surreale e il grottesco. \nAnche Bonifacio\, il protagonista di “Chi lavora è perduto “\, primo film di Tinto Brass\, è un giovane disoccupato\, ma nella sua visione del mondo libertaria e goliardica si limita a bighellonare per una Venezia tutt’altro che turistica\, incontrando gente strana. Naturalmente il film ha avuto vari problemi con la censura\, non tanto per oltraggio al pudore ma per la carica anarcoide e dissacrante con cui il regista si fa beffe dei “sacri valori” dello stato borghese. \nAncora più estremo e censurato è “L’urlo”. La protagonista è Anita\, che abbandona il futuro sposo sull’altare e fugge in cerca di avventure. Lo sperimentalismo surrealista è al servizio della satira dissacrante\, la provocazione non è fine a sé stessa ma diventa militanza. Tra i primi film di Gigi Proietti\, qui anche collaboratore ai dialoghi. È interessante mettere a confronto due città come Roma e Venezia\, in questi film lontane dagli stereotipi del turismo di massa\, e l’uso del dialetto (romano e veneto) come reazione alla massificazione linguistica radiotelevisiva che negli anni sessanta già diventa evidente. \nNon è un caso che il messaggio politico degli autori in questi film viene portato avanti rappresentando personaggi inevitabilmente al margine; la disillusione verso la militanza “istituzionale” era già piuttosto evidente. \nBolognini: \n3 aprile La notte brava (1959) \n10 aprile La giornata balorda (1960) \nBrass: \n17 aprile Chi lavora è perduto (1963) \n24 aprile L’urlo (1968) \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, cenare\, bere\, dire\, fare\, lottare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Milano : assemblea antimilitarista
DESCRIPTION:La prossima assemblea antimilitarista sarà domenica 7 aprile a Milano presso la sede della FAM/Ateneo libertario in viale monza 255 (MM precotto).\n\n\nOrario di inizio ore 10.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nIn breve\n\n\n\nL’assemblea è nata dopo un incontro a carattere nazionale il 9 ottobre 2021 a milano e raccoglie vari gruppi e individualità impegnat* nella lotta dal basso contro il militarismo e le guerre.\n\n\nhttps://www.facebook.com/antimilitarista?locale=it_IT\n\n\n\n\n\nAssemblea Antimilitarista
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SUMMARY:Milano: mobilitazione  per la chiusura di tutti i CPR
DESCRIPTION:MOBILITAZIONE PER LA CHIUSURA DI TUTTI I CPR \n\n\nLa tortura legalizzata dei lager di Stato è ormai una innegabile certezza documentata da centinaia di foto\, video\, dossier e testimonianze\, arrivate anche nelle le aule giudiziarie\, a rivelare la vergogna finora tenuta nascosta.\nLa verità di oltre 25 anni di abusi\, violenze e soprusi dietro le sbarre dei luoghi di detenzione amministrativa a danno di persone che\, in gabbie nascoste nelle nostre città\, vengono private della libertà personale non per un reato\, ma per un illecito amministrativo che non possono non commettere: quello di non possedere un titolo di soggiorno che la legge non permette nei fatti di avere.\nQuesto odioso esempio di razzismo istituzionale (non esiste la detenzione amministrativa per un cittadin* italian*) è il colpo di coda dello stesso mostro che poggia la testa e le mani insanguinate sulle frontiere della Fortezza Europa\, all’ingresso della quale il nostro paese svolge il suo compito infame di fido cane da guardia.\nTra i suoi frutti più amari:\n il memorandum a firma Minniti che\, prorogato\, finanzia a tutt’oggi i lager libici e la guardia costiera che riporta all’inferno chi ne è sfuggito;\n il trattato Italia-Tunisia a firma Lamorgese e rinnovato dalla Meloni\, che dietro il paravento di scambi commerciali favorisce ogni anno la deportazione di migliaia di cittadini tunisini fuggiti dal proprio paese\, in mano ad un dittatore xenofobo e affamatore;\n il progressivo dilagare della detenzione amministrativa anche alle frontiere\, che imprigiona e criminalizza non più solo chi è etichettato come “migrante economico” ma anche le stesse persone richiedenti asilo tutelate dalla Costituzione.\nIl tutto mentre ancora più subdola e sofisticata si prepara ad essere la violenza al varco dell’UE tramite l’utilizzo di schedature preventive e scanner biometrici a rubare identità e libertà di movimento a chiunque abbia più di sei anni.\nPoi\, il destino di chi osa varcare la soglia\, sopravvivendo alle traversate e ai “game” balcanici\, invece\, è lo stesso di sempre: il ricatto della clandestinità e l’invisibilità totale\, sotto la minaccia costante della deportazione\, che aggiunge violenza a violenza\, fisica e psichica.\nNel mezzo\, la minaccia della detenzione amministrativa\, che istituzionalizza quella violazione sistematica dei diritti fondamentali che apre\, nelle nostre città\, pericolose voragini. Aree grigie in cui la legge è sospesa e tutto è permesso\, creando un arretramento dei diritti che costituisce un grave precedente non solo per chi ha a cuore la solidarietà con le persone migranti\, ma per tutte e tutti.\nE’ infatti il banco di prova per l’avanzata dell’arbitrio dello Stato\, che brandisce la clava del binomio “sicurezza – immigrazione” a suon di decreti liberticidi in bilico sulla finzione di un’emergenza perenne e sulla prospettazione di un pericolo costante per i nostri “valori”. Questo\, al fine di legittimare l’utilizzo della violenza e della repressione generalizzata\, dai manganelli nelle piazze\, ai piccoli e grandi soprusi quotidiani.\nEd esempio scandaloso di tale avanzata repressiva che surfa sapientemente sull’onda emotiva è stato l’osceno e paradossale spettacolo di ministri dalla faccia di tolla\, che\, ai piedi di un relitto ancora caldo su una costa calabra\, hanno usurpato il nome dell’ennesima strage di Stato\, di mare\, proprio per fare delle prospettive minnitiane del 2017 concreta realtà. Con\, fra l’altro\, il raddoppio del numero dei CPR e l’allungamento sei volte tanto dei tempi di detenzione massima. Per poi giungere all’aberrazione del progetto di delocalizzazione in territorio albanese di questo sistema\, come un qualsiasi call center\, al fine di proseguire ancora più indisturbati ed impuniti nell’azione di umiliazione della dignità umana di chi ha la colpa di non avere quel pezzo di carta che non gli si vuole dare.\nEbbene\, ora che gli strumenti repressivi – affinati negli anni anche da una certa sinistra\, nel gioco devastante di rincorsa delle destre in nome di sicurezza\, decoro e legalità – sono nelle mani di uno dei governi più fascisti dalla nostra Repubblica mettendo in pericolo chiunque\, non c’è neppure più il tempo di ricercare e rimpallarsi le colpe\, che restano trasversali e ben evidenti.\nE’ invece il tempo di pretendere e ottenere con un vasto fronte un’inversione di rotta\, la fine della violenza legalizzata\, che nei centri di permanenza per il rimpatrio vede la punta dell’iceberg e l’esempio più eclatante e simbolico.\nOltretutto\, i fatti ora parlano più chiaro che mai: non esiste un “caso Milano”\, non esiste un “caso Ousmane Sylla”; è la stessa detenzione amministrativa ad essere voluta e concepita come luogo di tortura psicofisica e di morte\, a perenne monito per i futuri ingressi\, e come prova muscolare a favor di telecamera in tempo di elezioni.\nE se alla favoletta del modello di CPR propugnato da alcuni “democratici” – quello in cui i diritti vengano monitorati e rispettati – non abbiamo mai creduto\, non ci crederemo proprio ora che le più recenti vicende del CPR di Milano ne dimostrano l’irrealizzabilità: commissariato dalla Procura\, resta il lager di sempre\, ripresentando le stesse atrocità che si ripetono da decenni in tutti i CPR\, in tutte le città e qualunque sia il gestore: sono proprio concepiti così.\nNon possiamo quindi assistere inerti alla moltiplicazione di questi luoghi di repressione e di lenta tortura psicofisica\, né tantomeno alla loro rimozione forzata dalla visuale della società civile: ne va dei diritti di tutte e di tutti.\nE’ dovere ed interesse di ciascuno e ciascuna mobilitarsi perché vengano chiusi\, a cominciare dal CPR di Milano\, che già fu chiuso una decina di anni fa: che sia un lager non lo diciamo solo noi e le circa 1850 persone rimaste impigliate tra le sue sbarre\, ma una montagna di prove inequivocabili\, anche sui tavoli di diverse Procure\, davanti alle quali non è più possibile fingere di non sapere.\n\n UN LAGER COMMISSARIATO RESTA SEMPRE UN LAGER: NON ESISTE UN MODO GIUSTO PER FARE UNA COSA INGIUSTA.\n I CPR VANNO CHIUSI TUTTI E SUBITO\, COMINCIAMO DA VIA CORELLI!\n NO CPR NO LAGER DI STATO\, NE’ A MILANO\, NE’ ALTROVE\, NE’ IN LIBIA NE’ IN ALBANIA!\n\nAppuntamento a Milano\,\nsabato 6 aprile 2024 ore 15\nin piazzaTricolore
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SUMMARY:Torino : cena antipasquale
DESCRIPTION:Venerdì 5 aprile\nCena antipasquale\nmenù vegano\nbenefit lotte\nore 20 corso Palermo 46\n\n\n\n\n\n\nOgni martedì fai un salto da\n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro\nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte\nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!\nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!\nInformati su lotte e appuntamenti!\ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Monfacone: "Andrea\, il nostro libraio"
DESCRIPTION:Gli amici di Andrea – Caffè Esperanto – Dobialab – Hotel Lussino\nOrganizzano a un anno dalla scomparsa \n“Andrea\, il nostro libraio” una serata di musica e letture per ricordare Andrea Cianel\, amico e libraio indipendente\nCon Piero Purich al sax \nDalle 18.30 all’Hotel Lussino\nDalle 20.30 al Caffè Esperanto \n—\nCaffè Esperanto \nSiamo aperti ogni martedì dalle 18 alle 20 \nVia Terenziana\, 22 – 34074 Monfalcone (GO)
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SUMMARY:Roma : al Caffè del Disertore - Baratto? Si può fare! e  proiezione film
DESCRIPTION:  \n \nVenerdì 5 aprile a partire dalle ore 16:00 ci troveremo Al Caffè del Disertore allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16/18 (Metro B – garbatella) con il seguente programma : \nore 16:00 –  Baratto? Si può fare! \nOre 17:30 – Proiezione Full Metal Jacket\, regia di Stanley Kubrick\, 1987 \nOre 19:30 –  Brindisi Pro Diserzione \nDurante tutto il pomeriggio ci sarà diffusione di stampa\, giornali ed editoria anarchica. \nAll’ordine del giorno varie ed eventuali \n  \n(A)         Sottoscrizione libera \n  \nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma \nwww.cafierofairoma.wordpress.com \ncafierofairoma@inventati.org
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SUMMARY:Roma: proiezione di "La notte brava"
DESCRIPTION:Per il cineforum di aprile torniamo in Italia\, per un piccolo assaggio tra la vasta e variegata filmografia di due autori (ancora) non considerati grandi classici.\nDi Bolognini vedremo i due film più pasoliniani; “La notte brava” è sceneggiato da Pasolini ispirandosi al suo romanzo “Ragazzi di vita “. Vi si narrano le avventure notturne tra il picaresco e il folle\, tra furti e bravate\, di Scintillone\, Ruggeretto e Bella-Bella\, classici esponenti della gioventù sottoproletaria romana del dopoguerra. \nAncora sceneggiato da Pasolini\, ma ispirato ai “Racconti romani” di Moravia\, è “La giornata balorda”. Davide è un ragazzo padre disoccupato\, qualcuno gli ha promesso un lavoro ma deve “comprarselo”. Dove trovare la cifra necessaria? Comincia un giro per Roma tra personaggi poco raccomandabili e situazioni tra il surreale e il grottesco. \nAnche Bonifacio\, il protagonista di “Chi lavora è perduto “\, primo film di Tinto Brass\, è un giovane disoccupato\, ma nella sua visione del mondo libertaria e goliardica si limita a bighellonare per una Venezia tutt’altro che turistica\, incontrando gente strana. Naturalmente il film ha avuto vari problemi con la censura\, non tanto per oltraggio al pudore ma per la carica anarcoide e dissacrante con cui il regista si fa beffe dei “sacri valori” dello stato borghese. \nAncora più estremo e censurato è “L’urlo”. La protagonista è Anita\, che abbandona il futuro sposo sull’altare e fugge in cerca di avventure. Lo sperimentalismo surrealista è al servizio della satira dissacrante\, la provocazione non è fine a sé stessa ma diventa militanza. Tra i primi film di Gigi Proietti\, qui anche collaboratore ai dialoghi. È interessante mettere a confronto due città come Roma e Venezia\, in questi film lontane dagli stereotipi del turismo di massa\, e l’uso del dialetto (romano e veneto) come reazione alla massificazione linguistica radiotelevisiva che negli anni sessanta già diventa evidente. \nNon è un caso che il messaggio politico degli autori in questi film viene portato avanti rappresentando personaggi inevitabilmente al margine; la disillusione verso la militanza “istituzionale” era già piuttosto evidente. \nBolognini: \n3 aprile La notte brava (1959) \n10 aprile La giornata balorda (1960) \nBrass: \n17 aprile Chi lavora è perduto (1963) \n24 aprile L’urlo (1968) \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, cenare\, bere\, dire\, fare\, lottare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Livorno: Fermiamo la corsa verso la guerra\, no missioni Aspides e Levante
DESCRIPTION:SAREMO IN PIAZZA GRANDE \nFERMIAMO LA CORSA VERSO LA GUERRA\nNO MISSIONI ASPIDES E LEVANTE \nAppena un mese fa\, con tempi rapidissimi\, il Governo ha fatto approvare dal Parlamento due nuove missioni\, “Aspides” nel Mar Rosso e “Levante” nel Mediterraneo Orientale. \nAspides è una missione dell’Unione Europea il cui comando è affidato alla Grecia; l’Italia ha il comando tattico delle forze operative ed ha il proprio centro a bordo del cacciatorpediniere Caio Duilio. L’operazione riunisce ben quattro distinte missioni: oltre ad “Aspides”\, la missione Atalanta targata UE a largo della Somalia\, la multinazionale EMASOH nello stretto di Hormuz e le CMF (Combined Maritime Forces) a guida USA. \nGli organi di informazione ufficiali e la propaganda governativa si sono soffermati sugli aiuti “sanitari” alla popolazione civile per mascherare col pretesto umanitario quella che in realtà è un’operazione di rafforzamento della presenza militare italiana nel Mediterraneo orientale\, in un contesto di guerra. \nLa rapidità con cui sono state autorizzate le nuove missioni e confermate quelle già attive\, unita alla disinformazione e alle falsificazioni strumentali della propaganda\, fa capire chiaramente che il governo punta ad avere mani libera nella gestione delle missioni militari. E’ stato infatti predisposto un disegno di legge per modificare le procedure di autorizzazione delle missioni militari. Secondo la nuova norma ci sarebbe una maggior flessibilità nell’impiego di uomini e mezzi \, con autorizzazioni che potrebbero arrivare dal Parlamento anche dopo mesi dall’effettivo inizio delle missioni. L’autorizzazione inoltre verrebbe data non più a specifiche missioni da approvare singolarmente\, ma ad operazioni su larga scala\, secondo il criterio non del singolo intervento\, ma di una campagna strategica complessiva ed articolata\, come l’operazione di cui fa parte Aspides\, definita “dispositivo multidominio”dal delirio bellico governativo. \nUn passo dopo l’altro\, con governi di diverso colore\, l’impegno militare all’estero cresce: anziché occuparsi dei problemi del paese\, il governo scodinzola dietro le avventure belliche delle potenze egemoni per soddisfare gli appetiti dei gruppi monopolistici e dell’industria bellica\, per portare guerra e morte alle popolazioni. E mentre i tagli alle spese sociali sono sempre più disastrosi\, le spese militari aumentano e le missioni assorbono oltre 1 miliardo e mezzo e di euro \nFERMIAMO LA CORSA VERSO LA GUERRA\nSMASCHERIAMO LA PROPAGANDA GOVERNATIVA\nNO ALLE NUOVE MISSIONI ASPIDES E LEVANTE\nBASTA MISSIONI MILITARI OVUNQUE \nIl Coordinamento Antimilitarista Livornese invita ogni persona amante della pace all’impegno per fermare la marcia verso la guerra. Visto che in Parlamento maggioranza e opposizione approvano senza battere ciglio nuove spese e nuove avventure\, spetta alle antimilitariste e agli antimilitaristi gettare sabbia negli ingranaggi delle politiche di guerra
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SUMMARY:Verona : presentazione del libro Le ombre di fiume\, M. Rossi
DESCRIPTION:Giovedì 28 marzo – ore 18:00 – alla “Sobilla” salita S. Sepolcro 6b\, Verona. \nPresentazione del libro Le ombre di Fiume di Marco Rossi a cura della Biblioteca Domaschi. \nPartecipa l’autore \n 
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SUMMARY:Roma: rassegna CINE (M)ART IUS – Paterson (2016)
DESCRIPTION:Per il mese di marzo mettiamo a confronto due registi come Warhol e Jarmusch\, che si sono distinti nell’immortalare umanità strana\, gente  fuori di testa\, diversi\, emarginati\, artisti contro\, o tutto ciò che la maggioranza ritiene tali. In questi film tutta gente molto cool: non c’è molta differenza tra l’impassibilità di una Nico o di una Edie Sedgwick\, per non parlare di un Lou Reed\, in Warhol\, e quella surreale di un Bill Murray o dei vari zombie\, vampiri e Ghost dogs in Jarmusch. \nIl tutto mentre il mondo intorno\, spesso assurdo caotico e folle\, sembra in procinto di disgregarsi. \nIn “Vinyl” Warhol mette in scena una sgangherata versione di “Arancia meccanica” col consueto stile iperrealista\, camera fissa\, piano sequenza al massimo delle possibilità tecniche (Warhol si procurò una cinepresa speciale con caricatori di pellicola maggiorati per limitare al più possibile gli stacchi) unità di tempo e luogo\, spazio chiuso cubico come un grande acquario o grande gabbia come metafora del mondo. Recitazione casuale\, gente che arriva sul set e si mette a vedere che succede\, performance sadomaso\, poi la pellicola finisce… Il cast è quello leggendario dei primi film di Warhol\, in primis l’iconico protagonista Gerard Malanga\, poi tra gli altri Ondine\, e la magnetica Edie Sedgwick che si limita a osservare il delirio con aria tra l’indifferente e l’attonita… \n“The Velvet Underground & Nico” è la ripresa di una performance del leggendario gruppo newyorkese; tutto è come dovrebbe essere\, volume mostruoso\, distorsione totale\, un noise che anticipa di decenni tutto il postrock\, postpunk\, postelettronica\, estetica video che asseconda il suono quindi inevitabilmente sporca e distorta… Il tutto mentre l’algida Nico si limita a suonare il tamburello\, vera e propria installazione vivente… La realtà fa irruzione con il piccolo Ari\, il figlio di Nico\, che si aggira sul set\, poi con la polizia che nel bel mezzo delle riprese arriva e spegne gli amplificatori… \nPassiamo al nuovo millennio con due film recenti di Jim Jarmusch\, regista il cui legame con la scena newyorkese è evidente fin dal primo film “Permanent vacation”. In “Limits of control”\, del 2009\, è evidente l’intento di Jarmusch di giocare coi limiti della comprensione umana di un mondo divenuto puro gaming\, le cui regole\, oltre che assurde\, cambiano continuamente di senso. È un film fatto di continui citazionismi\, iconografici\, letterari\, cinematografici; lo spazio e il tempo sono un labirinto dove il protagonista si aggira tentando di portare a termine una misteriosa missione\, eliminare un americano (ovviamente Murray) che è da qualche parte in un luogo inaccessibile\, cercando di collegare fra loro indizi apparentemente insensati forniti da personaggi enigmatici. Siamo più dalle parti di Jodorowsky che di Linch\, ma lo stile di Jarmusch è inconfondibile. Grande colonna sonora (lo stesso Jarmusch\, Sunn O)))\, Earth e Boris). Probabilmente il suo film meno compreso e più massacrato dalla critica. \n“Paterson”\, del 2016\, racconta una settimana nella vita di un autista di autobus di nome Paterson\, che vive a Paterson\, New Jersey\, una cittadina industriale come tante\, e di sua moglie Laura\, casalinga. Tutto sembra ordinario\, dimesso\, lontano dai riflettori\, eppure la vita si insinua nella quotidianità della coppia\, come una speciale grazia\, una luminosità che li rende a loro modo eroi della lotta alla disumanizzazione che avanza. Ancora una volta Jarmusch ci racconta di persone ai margini\, dimenticate dai grandi giochi del potere\, ma che proprio nel loro non rassegnarsi nonostante tutto rappresentano l’umanità che resiste. \n6 marzo Vinyl (Andy Warhol\, 1965) \n13 marzo The Velvet Underground & Nico (Andy Warhol\, 1966) \n20 marzo The limits of control (Jim Jarmusch\, 2009) \n27 marzo Paterson (Jim Jarmusch\, 2016) \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale) \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Roma : Gianluca Bernardo in concerto
DESCRIPTION:Domenica 24 marzo ci troveremo allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16\,18 a garbatella a partire dalle ore 15.00 con diffusione di editoria e stampa anarchica. Non mancherà il banchetto del Baratto? Si può fare! Dopo lo straordinario incontro musicale con la cantautrice Lalla Bertolini dello scorso dicembre alle ore 17:00 suonerà per noi Gianluca Bernardo cantautore romano classe 1984. Per diversi anni (1999 – 2012) è stato cantante e autore dei Rein\, storica band indie-folk con oltre 500 live e 3 dischi all’attivo con migliaia di copie vendute in Italia e all’estero.\nDal 2016 pubblica brani con il progetto psychofolk DerWald.\nNel 2020 ha iniziato la lenta gestazione di un disco proprio\, che sta rilasciando un singolo alla volta\, con calma.\nIn questa veste ha già pubblicato cinque brani e il cantiere dell’album è attivo e aperto. Nel 2022 è finalista del Premio Bindi con il brano “Come un padre” e viene selezionato per il premio “Fabrizio De Andrè”. \nGrande appassionato e conoscitore di folk e di canzone d’autore italiana e angloamericana\, ama divagare nel rock\, nell’elettronica\, nel reggae\, nella psichedelia\, nel punk e nella patchanka. Per poi\, comunque\, ritornare alla chitarra acustica che sta a casetta sua. \nAperitivo/bistrot a fine concerto. \n(A) Sottoscrizione libera! \nGruppo Anarchico C.Cafiero FAI Roma \nwww.cafierofairoma.wordpress.com \ncafierofairoma@inventati.org \n 
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SUMMARY:Torino : assemblea Case senza persone\, persone senza casa
DESCRIPTION:Sabato 23 marzo\nore 15 giardinetti tra corso Giulio Cesare e via Montanaro\nAssemblea\nCase senza persone\, persone senza casa\nCon Filippo Borreani\, sociologo e con Prendocasa\npoi musica\, poesia\, socialità\n(organizza oltredora antifascista)\n\n\n\n\n\nOgni martedì fai un salto da\n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro\nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte\nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!\nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!\nInformati su lotte e appuntamenti!\ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Alessandria : incontro "Nucleare pulito? Non esiste!
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SUMMARY:Torino : dibattito - Anarchia e decolonialità
DESCRIPTION:Venerdì 22 marzo\nOre 21 corso Palermo 46\nAnarchia e decolonialità\nVerso un’idea non nazionalista della decolonizzazione\, per un universale plurale\, che emerge nella concretezza dei percorsi di lotta.\nIl concetto di decolonialità è molto citato negli ultimi anni ma non sempre compreso. Manca soprattutto un’elaborazione di questa idea che la separi da nazionalismi\, comunitarismi e approcci basati su una prospettiva unica (piuttosto che su intersezioni) che rischiano di farla diventare una concezione escludente quando non lo è. È importante ricordare che\, come elaborata originariamente dal collettivo Modernità-Colonialità-Decolonialità (MCD) e poi arricchita dai contributi del femminismo indigeno\, degli studi sul pluriverso e delle epistemologie del Sud per non citare che alcuni dei principali ambiti di discussione\, la decolonialità mira a superare i limiti di precedenti approcci.\nSi tratta in particolare del culturalismo dei Postcolonial Studies\, che si sono spesso limitati a critiche della colonialità che restavano limitate a un’analisi del discorso e confinate in ambiti accademici\, e dell’economicismo di teorie quali lo sviluppo ineguale o il sistema mondo\, incapaci di includere quello che gli approcci decoloniali chiamano la “decolonizzazione epistemica”. In questo senso\, i punti qualificanti della decolonialità sono la necessità di non limitarsi alla pura teoria per connettersi alle lotte e situazioni reali\, di riscoprire modi di pensare al di fuori delle tradizioni intellettuali europee e di costruire ponti di solidarietà militanti attraverso diverse culture e assi di intervento.\nSulla base di questo discorso introduttivo\, e di alcuni casi empirici sudamericani di interazione tra gruppi anarchici e comunità indigene e afrodiscendenti\, si discuteranno le basi di un progetto anarchico di decolonialità\, basato sul fatto che la tradizione anarchica e molte delle comunità sopracitate condividono punti chiave quali la prassi organizzativa orizzontale\, l’azione diretta e l’idea di territorio come relazione sociale piuttosto che come area delimitata da confini “sovrani”. Esse condividono inoltre critiche delle principali pratiche autoritarie che hanno caratterizzato la Sinistra europea ed eurocentrica\, quali il concetto di avanguardia politica\, quello di intellettuale organico (di solito maschio e bianco) chiamato a “guidare” le lotte\, l’idea della rivoluzione come mera presa del potere politico e quella della decolonizzazione o “liberazione nazionale” come mera costruzione di un nuovo Stato.\nIn una singola definizione\, anarchismo e “lotta afro-indigena” condividono il principio della coerenza tra la teoria e la prassi\, che dovrebbe ispirare il più vasto campo della decolonialità.\nInterverrà Federico Ferretti\, geografo\, docente all’università di Bologna.\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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