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SUMMARY:Milano : assemblea antimilitarista
DESCRIPTION:La prossima assemblea antimilitarista sarà domenica 7 aprile a Milano presso la sede della FAM/Ateneo libertario in viale monza 255 (MM precotto).\n\n\nOrario di inizio ore 10.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nIn breve\n\n\n\nL’assemblea è nata dopo un incontro a carattere nazionale il 9 ottobre 2021 a milano e raccoglie vari gruppi e individualità impegnat* nella lotta dal basso contro il militarismo e le guerre.\n\n\nhttps://www.facebook.com/antimilitarista?locale=it_IT\n\n\n\n\n\nAssemblea Antimilitarista
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SUMMARY:Milano: mobilitazione  per la chiusura di tutti i CPR
DESCRIPTION:MOBILITAZIONE PER LA CHIUSURA DI TUTTI I CPR \n\n\nLa tortura legalizzata dei lager di Stato è ormai una innegabile certezza documentata da centinaia di foto\, video\, dossier e testimonianze\, arrivate anche nelle le aule giudiziarie\, a rivelare la vergogna finora tenuta nascosta.\nLa verità di oltre 25 anni di abusi\, violenze e soprusi dietro le sbarre dei luoghi di detenzione amministrativa a danno di persone che\, in gabbie nascoste nelle nostre città\, vengono private della libertà personale non per un reato\, ma per un illecito amministrativo che non possono non commettere: quello di non possedere un titolo di soggiorno che la legge non permette nei fatti di avere.\nQuesto odioso esempio di razzismo istituzionale (non esiste la detenzione amministrativa per un cittadin* italian*) è il colpo di coda dello stesso mostro che poggia la testa e le mani insanguinate sulle frontiere della Fortezza Europa\, all’ingresso della quale il nostro paese svolge il suo compito infame di fido cane da guardia.\nTra i suoi frutti più amari:\n il memorandum a firma Minniti che\, prorogato\, finanzia a tutt’oggi i lager libici e la guardia costiera che riporta all’inferno chi ne è sfuggito;\n il trattato Italia-Tunisia a firma Lamorgese e rinnovato dalla Meloni\, che dietro il paravento di scambi commerciali favorisce ogni anno la deportazione di migliaia di cittadini tunisini fuggiti dal proprio paese\, in mano ad un dittatore xenofobo e affamatore;\n il progressivo dilagare della detenzione amministrativa anche alle frontiere\, che imprigiona e criminalizza non più solo chi è etichettato come “migrante economico” ma anche le stesse persone richiedenti asilo tutelate dalla Costituzione.\nIl tutto mentre ancora più subdola e sofisticata si prepara ad essere la violenza al varco dell’UE tramite l’utilizzo di schedature preventive e scanner biometrici a rubare identità e libertà di movimento a chiunque abbia più di sei anni.\nPoi\, il destino di chi osa varcare la soglia\, sopravvivendo alle traversate e ai “game” balcanici\, invece\, è lo stesso di sempre: il ricatto della clandestinità e l’invisibilità totale\, sotto la minaccia costante della deportazione\, che aggiunge violenza a violenza\, fisica e psichica.\nNel mezzo\, la minaccia della detenzione amministrativa\, che istituzionalizza quella violazione sistematica dei diritti fondamentali che apre\, nelle nostre città\, pericolose voragini. Aree grigie in cui la legge è sospesa e tutto è permesso\, creando un arretramento dei diritti che costituisce un grave precedente non solo per chi ha a cuore la solidarietà con le persone migranti\, ma per tutte e tutti.\nE’ infatti il banco di prova per l’avanzata dell’arbitrio dello Stato\, che brandisce la clava del binomio “sicurezza – immigrazione” a suon di decreti liberticidi in bilico sulla finzione di un’emergenza perenne e sulla prospettazione di un pericolo costante per i nostri “valori”. Questo\, al fine di legittimare l’utilizzo della violenza e della repressione generalizzata\, dai manganelli nelle piazze\, ai piccoli e grandi soprusi quotidiani.\nEd esempio scandaloso di tale avanzata repressiva che surfa sapientemente sull’onda emotiva è stato l’osceno e paradossale spettacolo di ministri dalla faccia di tolla\, che\, ai piedi di un relitto ancora caldo su una costa calabra\, hanno usurpato il nome dell’ennesima strage di Stato\, di mare\, proprio per fare delle prospettive minnitiane del 2017 concreta realtà. Con\, fra l’altro\, il raddoppio del numero dei CPR e l’allungamento sei volte tanto dei tempi di detenzione massima. Per poi giungere all’aberrazione del progetto di delocalizzazione in territorio albanese di questo sistema\, come un qualsiasi call center\, al fine di proseguire ancora più indisturbati ed impuniti nell’azione di umiliazione della dignità umana di chi ha la colpa di non avere quel pezzo di carta che non gli si vuole dare.\nEbbene\, ora che gli strumenti repressivi – affinati negli anni anche da una certa sinistra\, nel gioco devastante di rincorsa delle destre in nome di sicurezza\, decoro e legalità – sono nelle mani di uno dei governi più fascisti dalla nostra Repubblica mettendo in pericolo chiunque\, non c’è neppure più il tempo di ricercare e rimpallarsi le colpe\, che restano trasversali e ben evidenti.\nE’ invece il tempo di pretendere e ottenere con un vasto fronte un’inversione di rotta\, la fine della violenza legalizzata\, che nei centri di permanenza per il rimpatrio vede la punta dell’iceberg e l’esempio più eclatante e simbolico.\nOltretutto\, i fatti ora parlano più chiaro che mai: non esiste un “caso Milano”\, non esiste un “caso Ousmane Sylla”; è la stessa detenzione amministrativa ad essere voluta e concepita come luogo di tortura psicofisica e di morte\, a perenne monito per i futuri ingressi\, e come prova muscolare a favor di telecamera in tempo di elezioni.\nE se alla favoletta del modello di CPR propugnato da alcuni “democratici” – quello in cui i diritti vengano monitorati e rispettati – non abbiamo mai creduto\, non ci crederemo proprio ora che le più recenti vicende del CPR di Milano ne dimostrano l’irrealizzabilità: commissariato dalla Procura\, resta il lager di sempre\, ripresentando le stesse atrocità che si ripetono da decenni in tutti i CPR\, in tutte le città e qualunque sia il gestore: sono proprio concepiti così.\nNon possiamo quindi assistere inerti alla moltiplicazione di questi luoghi di repressione e di lenta tortura psicofisica\, né tantomeno alla loro rimozione forzata dalla visuale della società civile: ne va dei diritti di tutte e di tutti.\nE’ dovere ed interesse di ciascuno e ciascuna mobilitarsi perché vengano chiusi\, a cominciare dal CPR di Milano\, che già fu chiuso una decina di anni fa: che sia un lager non lo diciamo solo noi e le circa 1850 persone rimaste impigliate tra le sue sbarre\, ma una montagna di prove inequivocabili\, anche sui tavoli di diverse Procure\, davanti alle quali non è più possibile fingere di non sapere.\n\n UN LAGER COMMISSARIATO RESTA SEMPRE UN LAGER: NON ESISTE UN MODO GIUSTO PER FARE UNA COSA INGIUSTA.\n I CPR VANNO CHIUSI TUTTI E SUBITO\, COMINCIAMO DA VIA CORELLI!\n NO CPR NO LAGER DI STATO\, NE’ A MILANO\, NE’ ALTROVE\, NE’ IN LIBIA NE’ IN ALBANIA!\n\nAppuntamento a Milano\,\nsabato 6 aprile 2024 ore 15\nin piazzaTricolore
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SUMMARY:Torino : cena antipasquale
DESCRIPTION:Venerdì 5 aprile\nCena antipasquale\nmenù vegano\nbenefit lotte\nore 20 corso Palermo 46\n\n\n\n\n\n\nOgni martedì fai un salto da\n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro\nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte\nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!\nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!\nInformati su lotte e appuntamenti!\ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Monfacone: "Andrea\, il nostro libraio"
DESCRIPTION:Gli amici di Andrea – Caffè Esperanto – Dobialab – Hotel Lussino\nOrganizzano a un anno dalla scomparsa \n“Andrea\, il nostro libraio” una serata di musica e letture per ricordare Andrea Cianel\, amico e libraio indipendente\nCon Piero Purich al sax \nDalle 18.30 all’Hotel Lussino\nDalle 20.30 al Caffè Esperanto \n—\nCaffè Esperanto \nSiamo aperti ogni martedì dalle 18 alle 20 \nVia Terenziana\, 22 – 34074 Monfalcone (GO)
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SUMMARY:Roma : al Caffè del Disertore - Baratto? Si può fare! e  proiezione film
DESCRIPTION:  \n \nVenerdì 5 aprile a partire dalle ore 16:00 ci troveremo Al Caffè del Disertore allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16/18 (Metro B – garbatella) con il seguente programma : \nore 16:00 –  Baratto? Si può fare! \nOre 17:30 – Proiezione Full Metal Jacket\, regia di Stanley Kubrick\, 1987 \nOre 19:30 –  Brindisi Pro Diserzione \nDurante tutto il pomeriggio ci sarà diffusione di stampa\, giornali ed editoria anarchica. \nAll’ordine del giorno varie ed eventuali \n  \n(A)         Sottoscrizione libera \n  \nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma \nwww.cafierofairoma.wordpress.com \ncafierofairoma@inventati.org
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SUMMARY:Roma: proiezione di "La notte brava"
DESCRIPTION:Per il cineforum di aprile torniamo in Italia\, per un piccolo assaggio tra la vasta e variegata filmografia di due autori (ancora) non considerati grandi classici.\nDi Bolognini vedremo i due film più pasoliniani; “La notte brava” è sceneggiato da Pasolini ispirandosi al suo romanzo “Ragazzi di vita “. Vi si narrano le avventure notturne tra il picaresco e il folle\, tra furti e bravate\, di Scintillone\, Ruggeretto e Bella-Bella\, classici esponenti della gioventù sottoproletaria romana del dopoguerra. \nAncora sceneggiato da Pasolini\, ma ispirato ai “Racconti romani” di Moravia\, è “La giornata balorda”. Davide è un ragazzo padre disoccupato\, qualcuno gli ha promesso un lavoro ma deve “comprarselo”. Dove trovare la cifra necessaria? Comincia un giro per Roma tra personaggi poco raccomandabili e situazioni tra il surreale e il grottesco. \nAnche Bonifacio\, il protagonista di “Chi lavora è perduto “\, primo film di Tinto Brass\, è un giovane disoccupato\, ma nella sua visione del mondo libertaria e goliardica si limita a bighellonare per una Venezia tutt’altro che turistica\, incontrando gente strana. Naturalmente il film ha avuto vari problemi con la censura\, non tanto per oltraggio al pudore ma per la carica anarcoide e dissacrante con cui il regista si fa beffe dei “sacri valori” dello stato borghese. \nAncora più estremo e censurato è “L’urlo”. La protagonista è Anita\, che abbandona il futuro sposo sull’altare e fugge in cerca di avventure. Lo sperimentalismo surrealista è al servizio della satira dissacrante\, la provocazione non è fine a sé stessa ma diventa militanza. Tra i primi film di Gigi Proietti\, qui anche collaboratore ai dialoghi. È interessante mettere a confronto due città come Roma e Venezia\, in questi film lontane dagli stereotipi del turismo di massa\, e l’uso del dialetto (romano e veneto) come reazione alla massificazione linguistica radiotelevisiva che negli anni sessanta già diventa evidente. \nNon è un caso che il messaggio politico degli autori in questi film viene portato avanti rappresentando personaggi inevitabilmente al margine; la disillusione verso la militanza “istituzionale” era già piuttosto evidente. \nBolognini: \n3 aprile La notte brava (1959) \n10 aprile La giornata balorda (1960) \nBrass: \n17 aprile Chi lavora è perduto (1963) \n24 aprile L’urlo (1968) \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, cenare\, bere\, dire\, fare\, lottare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Livorno: Fermiamo la corsa verso la guerra\, no missioni Aspides e Levante
DESCRIPTION:SAREMO IN PIAZZA GRANDE \nFERMIAMO LA CORSA VERSO LA GUERRA\nNO MISSIONI ASPIDES E LEVANTE \nAppena un mese fa\, con tempi rapidissimi\, il Governo ha fatto approvare dal Parlamento due nuove missioni\, “Aspides” nel Mar Rosso e “Levante” nel Mediterraneo Orientale. \nAspides è una missione dell’Unione Europea il cui comando è affidato alla Grecia; l’Italia ha il comando tattico delle forze operative ed ha il proprio centro a bordo del cacciatorpediniere Caio Duilio. L’operazione riunisce ben quattro distinte missioni: oltre ad “Aspides”\, la missione Atalanta targata UE a largo della Somalia\, la multinazionale EMASOH nello stretto di Hormuz e le CMF (Combined Maritime Forces) a guida USA. \nGli organi di informazione ufficiali e la propaganda governativa si sono soffermati sugli aiuti “sanitari” alla popolazione civile per mascherare col pretesto umanitario quella che in realtà è un’operazione di rafforzamento della presenza militare italiana nel Mediterraneo orientale\, in un contesto di guerra. \nLa rapidità con cui sono state autorizzate le nuove missioni e confermate quelle già attive\, unita alla disinformazione e alle falsificazioni strumentali della propaganda\, fa capire chiaramente che il governo punta ad avere mani libera nella gestione delle missioni militari. E’ stato infatti predisposto un disegno di legge per modificare le procedure di autorizzazione delle missioni militari. Secondo la nuova norma ci sarebbe una maggior flessibilità nell’impiego di uomini e mezzi \, con autorizzazioni che potrebbero arrivare dal Parlamento anche dopo mesi dall’effettivo inizio delle missioni. L’autorizzazione inoltre verrebbe data non più a specifiche missioni da approvare singolarmente\, ma ad operazioni su larga scala\, secondo il criterio non del singolo intervento\, ma di una campagna strategica complessiva ed articolata\, come l’operazione di cui fa parte Aspides\, definita “dispositivo multidominio”dal delirio bellico governativo. \nUn passo dopo l’altro\, con governi di diverso colore\, l’impegno militare all’estero cresce: anziché occuparsi dei problemi del paese\, il governo scodinzola dietro le avventure belliche delle potenze egemoni per soddisfare gli appetiti dei gruppi monopolistici e dell’industria bellica\, per portare guerra e morte alle popolazioni. E mentre i tagli alle spese sociali sono sempre più disastrosi\, le spese militari aumentano e le missioni assorbono oltre 1 miliardo e mezzo e di euro \nFERMIAMO LA CORSA VERSO LA GUERRA\nSMASCHERIAMO LA PROPAGANDA GOVERNATIVA\nNO ALLE NUOVE MISSIONI ASPIDES E LEVANTE\nBASTA MISSIONI MILITARI OVUNQUE \nIl Coordinamento Antimilitarista Livornese invita ogni persona amante della pace all’impegno per fermare la marcia verso la guerra. Visto che in Parlamento maggioranza e opposizione approvano senza battere ciglio nuove spese e nuove avventure\, spetta alle antimilitariste e agli antimilitaristi gettare sabbia negli ingranaggi delle politiche di guerra
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SUMMARY:Verona : presentazione del libro Le ombre di fiume\, M. Rossi
DESCRIPTION:Giovedì 28 marzo – ore 18:00 – alla “Sobilla” salita S. Sepolcro 6b\, Verona. \nPresentazione del libro Le ombre di Fiume di Marco Rossi a cura della Biblioteca Domaschi. \nPartecipa l’autore \n 
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SUMMARY:Roma: rassegna CINE (M)ART IUS – Paterson (2016)
DESCRIPTION:Per il mese di marzo mettiamo a confronto due registi come Warhol e Jarmusch\, che si sono distinti nell’immortalare umanità strana\, gente  fuori di testa\, diversi\, emarginati\, artisti contro\, o tutto ciò che la maggioranza ritiene tali. In questi film tutta gente molto cool: non c’è molta differenza tra l’impassibilità di una Nico o di una Edie Sedgwick\, per non parlare di un Lou Reed\, in Warhol\, e quella surreale di un Bill Murray o dei vari zombie\, vampiri e Ghost dogs in Jarmusch. \nIl tutto mentre il mondo intorno\, spesso assurdo caotico e folle\, sembra in procinto di disgregarsi. \nIn “Vinyl” Warhol mette in scena una sgangherata versione di “Arancia meccanica” col consueto stile iperrealista\, camera fissa\, piano sequenza al massimo delle possibilità tecniche (Warhol si procurò una cinepresa speciale con caricatori di pellicola maggiorati per limitare al più possibile gli stacchi) unità di tempo e luogo\, spazio chiuso cubico come un grande acquario o grande gabbia come metafora del mondo. Recitazione casuale\, gente che arriva sul set e si mette a vedere che succede\, performance sadomaso\, poi la pellicola finisce… Il cast è quello leggendario dei primi film di Warhol\, in primis l’iconico protagonista Gerard Malanga\, poi tra gli altri Ondine\, e la magnetica Edie Sedgwick che si limita a osservare il delirio con aria tra l’indifferente e l’attonita… \n“The Velvet Underground & Nico” è la ripresa di una performance del leggendario gruppo newyorkese; tutto è come dovrebbe essere\, volume mostruoso\, distorsione totale\, un noise che anticipa di decenni tutto il postrock\, postpunk\, postelettronica\, estetica video che asseconda il suono quindi inevitabilmente sporca e distorta… Il tutto mentre l’algida Nico si limita a suonare il tamburello\, vera e propria installazione vivente… La realtà fa irruzione con il piccolo Ari\, il figlio di Nico\, che si aggira sul set\, poi con la polizia che nel bel mezzo delle riprese arriva e spegne gli amplificatori… \nPassiamo al nuovo millennio con due film recenti di Jim Jarmusch\, regista il cui legame con la scena newyorkese è evidente fin dal primo film “Permanent vacation”. In “Limits of control”\, del 2009\, è evidente l’intento di Jarmusch di giocare coi limiti della comprensione umana di un mondo divenuto puro gaming\, le cui regole\, oltre che assurde\, cambiano continuamente di senso. È un film fatto di continui citazionismi\, iconografici\, letterari\, cinematografici; lo spazio e il tempo sono un labirinto dove il protagonista si aggira tentando di portare a termine una misteriosa missione\, eliminare un americano (ovviamente Murray) che è da qualche parte in un luogo inaccessibile\, cercando di collegare fra loro indizi apparentemente insensati forniti da personaggi enigmatici. Siamo più dalle parti di Jodorowsky che di Linch\, ma lo stile di Jarmusch è inconfondibile. Grande colonna sonora (lo stesso Jarmusch\, Sunn O)))\, Earth e Boris). Probabilmente il suo film meno compreso e più massacrato dalla critica. \n“Paterson”\, del 2016\, racconta una settimana nella vita di un autista di autobus di nome Paterson\, che vive a Paterson\, New Jersey\, una cittadina industriale come tante\, e di sua moglie Laura\, casalinga. Tutto sembra ordinario\, dimesso\, lontano dai riflettori\, eppure la vita si insinua nella quotidianità della coppia\, come una speciale grazia\, una luminosità che li rende a loro modo eroi della lotta alla disumanizzazione che avanza. Ancora una volta Jarmusch ci racconta di persone ai margini\, dimenticate dai grandi giochi del potere\, ma che proprio nel loro non rassegnarsi nonostante tutto rappresentano l’umanità che resiste. \n6 marzo Vinyl (Andy Warhol\, 1965) \n13 marzo The Velvet Underground & Nico (Andy Warhol\, 1966) \n20 marzo The limits of control (Jim Jarmusch\, 2009) \n27 marzo Paterson (Jim Jarmusch\, 2016) \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale) \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Roma : Gianluca Bernardo in concerto
DESCRIPTION:Domenica 24 marzo ci troveremo allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16\,18 a garbatella a partire dalle ore 15.00 con diffusione di editoria e stampa anarchica. Non mancherà il banchetto del Baratto? Si può fare! Dopo lo straordinario incontro musicale con la cantautrice Lalla Bertolini dello scorso dicembre alle ore 17:00 suonerà per noi Gianluca Bernardo cantautore romano classe 1984. Per diversi anni (1999 – 2012) è stato cantante e autore dei Rein\, storica band indie-folk con oltre 500 live e 3 dischi all’attivo con migliaia di copie vendute in Italia e all’estero.\nDal 2016 pubblica brani con il progetto psychofolk DerWald.\nNel 2020 ha iniziato la lenta gestazione di un disco proprio\, che sta rilasciando un singolo alla volta\, con calma.\nIn questa veste ha già pubblicato cinque brani e il cantiere dell’album è attivo e aperto. Nel 2022 è finalista del Premio Bindi con il brano “Come un padre” e viene selezionato per il premio “Fabrizio De Andrè”. \nGrande appassionato e conoscitore di folk e di canzone d’autore italiana e angloamericana\, ama divagare nel rock\, nell’elettronica\, nel reggae\, nella psichedelia\, nel punk e nella patchanka. Per poi\, comunque\, ritornare alla chitarra acustica che sta a casetta sua. \nAperitivo/bistrot a fine concerto. \n(A) Sottoscrizione libera! \nGruppo Anarchico C.Cafiero FAI Roma \nwww.cafierofairoma.wordpress.com \ncafierofairoma@inventati.org \n 
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SUMMARY:Torino : assemblea Case senza persone\, persone senza casa
DESCRIPTION:Sabato 23 marzo\nore 15 giardinetti tra corso Giulio Cesare e via Montanaro\nAssemblea\nCase senza persone\, persone senza casa\nCon Filippo Borreani\, sociologo e con Prendocasa\npoi musica\, poesia\, socialità\n(organizza oltredora antifascista)\n\n\n\n\n\nOgni martedì fai un salto da\n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro\nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte\nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!\nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!\nInformati su lotte e appuntamenti!\ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Alessandria : incontro "Nucleare pulito? Non esiste!
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SUMMARY:Torino : dibattito - Anarchia e decolonialità
DESCRIPTION:Venerdì 22 marzo\nOre 21 corso Palermo 46\nAnarchia e decolonialità\nVerso un’idea non nazionalista della decolonizzazione\, per un universale plurale\, che emerge nella concretezza dei percorsi di lotta.\nIl concetto di decolonialità è molto citato negli ultimi anni ma non sempre compreso. Manca soprattutto un’elaborazione di questa idea che la separi da nazionalismi\, comunitarismi e approcci basati su una prospettiva unica (piuttosto che su intersezioni) che rischiano di farla diventare una concezione escludente quando non lo è. È importante ricordare che\, come elaborata originariamente dal collettivo Modernità-Colonialità-Decolonialità (MCD) e poi arricchita dai contributi del femminismo indigeno\, degli studi sul pluriverso e delle epistemologie del Sud per non citare che alcuni dei principali ambiti di discussione\, la decolonialità mira a superare i limiti di precedenti approcci.\nSi tratta in particolare del culturalismo dei Postcolonial Studies\, che si sono spesso limitati a critiche della colonialità che restavano limitate a un’analisi del discorso e confinate in ambiti accademici\, e dell’economicismo di teorie quali lo sviluppo ineguale o il sistema mondo\, incapaci di includere quello che gli approcci decoloniali chiamano la “decolonizzazione epistemica”. In questo senso\, i punti qualificanti della decolonialità sono la necessità di non limitarsi alla pura teoria per connettersi alle lotte e situazioni reali\, di riscoprire modi di pensare al di fuori delle tradizioni intellettuali europee e di costruire ponti di solidarietà militanti attraverso diverse culture e assi di intervento.\nSulla base di questo discorso introduttivo\, e di alcuni casi empirici sudamericani di interazione tra gruppi anarchici e comunità indigene e afrodiscendenti\, si discuteranno le basi di un progetto anarchico di decolonialità\, basato sul fatto che la tradizione anarchica e molte delle comunità sopracitate condividono punti chiave quali la prassi organizzativa orizzontale\, l’azione diretta e l’idea di territorio come relazione sociale piuttosto che come area delimitata da confini “sovrani”. Esse condividono inoltre critiche delle principali pratiche autoritarie che hanno caratterizzato la Sinistra europea ed eurocentrica\, quali il concetto di avanguardia politica\, quello di intellettuale organico (di solito maschio e bianco) chiamato a “guidare” le lotte\, l’idea della rivoluzione come mera presa del potere politico e quella della decolonizzazione o “liberazione nazionale” come mera costruzione di un nuovo Stato.\nIn una singola definizione\, anarchismo e “lotta afro-indigena” condividono il principio della coerenza tra la teoria e la prassi\, che dovrebbe ispirare il più vasto campo della decolonialità.\nInterverrà Federico Ferretti\, geografo\, docente all’università di Bologna.\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Roma: ciclo di dibattiti sulla situazione in Asia occidentale
DESCRIPTION:L’inganno dei confini \nI conflitti armati in Asia occidentale\, su cui è tornata l’attenzione mediatica dallo scorso ottobre\, oltre a massacrare le popolazioni\, coinvolgono tutti gli stati: mai come oggi siamo sull’orlo di una crisi mondiale.\nL’area dell’Asia sudoccidentale ha sempre avuto precari equilibri accentuati dalla divisione coloniale dell’area tra vari stati\, dalla nascita di un forte integralismo religioso negli ultimi decenni e dagli interessi imperialisti.\nL’arco di crisi vede situazioni di conflitti guerreggiati\, ad alta o bassa intensità\, in Palestina\, Iran\,  Libano\, Yemen\, Siria\, Iraq\, Armenia\, Azerbaijan\, Georgia e Turchia.\nSi è passati dalle lotte di liberazione laiche\, panarabe e panislamiche a situazioni di esasperazione dei nazionalismi\, dei regionalismi e dei dogmatismi religiosi.\nLe forme di repressione delle libertà e di esasperazione nazionalista e guerrafondaia praticate negli stati dell’area sono analoghe a quelle perseguite in Europa dalla destra fascista\, sovranista e guerrafondaia.\nE’ proprio per questo che abbiamo deciso di organizzare\, nella nostra sede di via Vettor Fausto 3\, a Garbatella\, un ciclo di dibattiti che possano aiutarci a capire meglio\, analizzando e riflettendo collettivamente\, le dinamiche che animano questi conflitti.  Una chiave di lettura delle situazioni che tenga conto dei complessi aspetti che la riguardano. Con la speranza di individuare percorsi libertari di emancipazione sociale.\nAbbiamo pensato di invitare compagnə che vivono\, o hanno vissuto\, in quei paesi che studiano queste dinamiche o che sono impegnatə nelle lotte per la solidarietà alle popolazioni. \nCi vediamo e faremo dirette social (Facebook\, Instagram e YouTube)sui canali \nFacebook: Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin \nInstagram: @gruppoanarchico_bakunin.roma \nYoutube @gruppoanarchicobakunin-fai7749 \n\n–  Venerdì 15 marzo\, per parlare del Libano con Rossana Tufaro esperta di storia contemporanea dei paesi arabi e profonda conoscitrice della situazione libanese;\n–  Venerdì 22 marzo\, per parlare dell’Iran con Ghazal Afshar dell’Associazione giovani iraniani in Italia;\n–  Venerdì 6 aprile (da confermare) per parlare della Palestina con Khaled El Qaisi del Centro di documentazione palestinese di Roma\, Rayeh Zayed dell’UDAP e Flavio Rossi Albertini\, avvocato;\n–  Venerdì 13 aprile per parlare dello Yemen con Aladin Hussain\, anarchico\, pittore e profugo yemenita. \nI dibattiti cominceranno alle 19:30 (fuso orario di Roma) nella nostra sede di Via Vettor Fausto 3 (metro Roma B – Garbatella): entrare nel portone e scendere le scale. \nGruppo Anarchico Bakunin – FAI Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Marghera (VE) : presentazione del libro Il tuono dell'Anarchia di He-Yin Zhen\, D Editore
DESCRIPTION:VENERDI’ 22 MARZO ALLE ORE 18.00 presenteremo il libro “Il Tuono dell’Anarchia” di He-Yin Zhen ( D Editore) presso l’ Ateneo degli Imperfetti (a Marghera\, via Bottenigo 209)\n\n\nNe discuteremo con :\n– Cristina Manzone (sinologa curatrice e traduttrice)\n– Rosssella Roncati (studiosa di movimenti femminili transnazionali)\n– Gabriella Gianfelici (poetessa e femminista)\n\n\nIl volume raccoglie sette saggi risalenti al 1907 (l’anno della morte di un’altra celebre femminista\, Qiu Jin 秋瑾); He-Yin Zhen li pubblicò su Giustizia Naturale (Tianyi bao 天义报)\, la rivista che dirigeva insieme al marito Liu Shipei 刘师培 (1884-1919). Giustizia Naturale\, peraltro\, merita una menzione a parte\, perché\, ferma restando la sua linea editoriale dichiaratamente libertaria\, fu la prima testata cinese a proporre una traduzione\, ancorché parziale\, del “Manifesto del Partito Comunista”. I sette documenti qui tradotti\, insieme al ricco saggio introduttivo di Cristina Manzone\, offrono un accesso inedito al pensiero di questa teorica\, sorprendentemente sofisticata (soprattutto se si considera che fu una femminista della primissima generazione)\, e altresì illuminano da una nuova angolazione i dibattiti intellettuali che erano in corso in quel momento.\n\n\nAll’incontro seguirà un momento conviviale in cui tutti siamo invitati a portare qualcosa da condividere fraternamente.
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SUMMARY:Carrara: Giordano Bruno martire del libero pensiero con Marco Matteoli
DESCRIPTION:Carrara: Giordano Bruno martire del libero pensiero con Marco Matteoli \nUna serata con uno dei più esperti studiosi delle opere della vita e del pensiero del ” Nolano ” Giordano Bruno. \nPresso la Sede del Gruppo Germinal in Piazza del Duomo in Carrara. \na Seguire Cena Sociale.
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SUMMARY:Roma : al Caffé del Disertore - Baratto? Si può fare! e proiezione Apocalypse now redux
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SUMMARY:Roma: rassegna CINE (M)ART IUS – The limits of control (2009)
DESCRIPTION:Per il mese di marzo mettiamo a confronto due registi come Warhol e Jarmusch\, che si sono distinti nell’immortalare umanità strana\, gente  fuori di testa\, diversi\, emarginati\, artisti contro\, o tutto ciò che la maggioranza ritiene tali. In questi film tutta gente molto cool: non c’è molta differenza tra l’impassibilità di una Nico o di una Edie Sedgwick\, per non parlare di un Lou Reed\, in Warhol\, e quella surreale di un Bill Murray o dei vari zombie\, vampiri e Ghost dogs in Jarmusch. \nIl tutto mentre il mondo intorno\, spesso assurdo caotico e folle\, sembra in procinto di disgregarsi. \nIn “Vinyl” Warhol mette in scena una sgangherata versione di “Arancia meccanica” col consueto stile iperrealista\, camera fissa\, piano sequenza al massimo delle possibilità tecniche (Warhol si procurò una cinepresa speciale con caricatori di pellicola maggiorati per limitare al più possibile gli stacchi) unità di tempo e luogo\, spazio chiuso cubico come un grande acquario o grande gabbia come metafora del mondo. Recitazione casuale\, gente che arriva sul set e si mette a vedere che succede\, performance sadomaso\, poi la pellicola finisce… Il cast è quello leggendario dei primi film di Warhol\, in primis l’iconico protagonista Gerard Malanga\, poi tra gli altri Ondine\, e la magnetica Edie Sedgwick che si limita a osservare il delirio con aria tra l’indifferente e l’attonita… \n“The Velvet Underground & Nico” è la ripresa di una performance del leggendario gruppo newyorkese; tutto è come dovrebbe essere\, volume mostruoso\, distorsione totale\, un noise che anticipa di decenni tutto il postrock\, postpunk\, postelettronica\, estetica video che asseconda il suono quindi inevitabilmente sporca e distorta… Il tutto mentre l’algida Nico si limita a suonare il tamburello\, vera e propria installazione vivente… La realtà fa irruzione con il piccolo Ari\, il figlio di Nico\, che si aggira sul set\, poi con la polizia che nel bel mezzo delle riprese arriva e spegne gli amplificatori… \nPassiamo al nuovo millennio con due film recenti di Jim Jarmusch\, regista il cui legame con la scena newyorkese è evidente fin dal primo film “Permanent vacation”. In “Limits of control”\, del 2009\, è evidente l’intento di Jarmusch di giocare coi limiti della comprensione umana di un mondo divenuto puro gaming\, le cui regole\, oltre che assurde\, cambiano continuamente di senso. È un film fatto di continui citazionismi\, iconografici\, letterari\, cinematografici; lo spazio e il tempo sono un labirinto dove il protagonista si aggira tentando di portare a termine una misteriosa missione\, eliminare un americano (ovviamente Murray) che è da qualche parte in un luogo inaccessibile\, cercando di collegare fra loro indizi apparentemente insensati forniti da personaggi enigmatici. Siamo più dalle parti di Jodorowsky che di Linch\, ma lo stile di Jarmusch è inconfondibile. Grande colonna sonora (lo stesso Jarmusch\, Sunn O)))\, Earth e Boris). Probabilmente il suo film meno compreso e più massacrato dalla critica. \n“Paterson”\, del 2016\, racconta una settimana nella vita di un autista di autobus di nome Paterson\, che vive a Paterson\, New Jersey\, una cittadina industriale come tante\, e di sua moglie Laura\, casalinga. Tutto sembra ordinario\, dimesso\, lontano dai riflettori\, eppure la vita si insinua nella quotidianità della coppia\, come una speciale grazia\, una luminosità che li rende a loro modo eroi della lotta alla disumanizzazione che avanza. Ancora una volta Jarmusch ci racconta di persone ai margini\, dimenticate dai grandi giochi del potere\, ma che proprio nel loro non rassegnarsi nonostante tutto rappresentano l’umanità che resiste. \n6 marzo Vinyl (Andy Warhol\, 1965) \n13 marzo The Velvet Underground & Nico (Andy Warhol\, 1966) \n20 marzo The limits of control (Jim Jarmusch\, 2009) \n27 marzo Paterson (Jim Jarmusch\, 2016) \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale) \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Palermo : presidio antimilitarista "La pace non si fa con gli eserciti"
DESCRIPTION:Si svolgerà a Palermo dal 17 al 20 marzo 2024 la quarta edizione del Forum Internazionale per la Pace\, la Sicurezza e la Prosperità (IFPSP)\, sul tema “L’impatto delle tensioni\, dei conflitti e della guerra contemporanei sulle principali istituzioni internazionali”.\nhttps://psp-forum.org/it/in-person-international-forum/\nDestinatari dell’iniziativa sono le giovani generazioni ed in particolare le /gli studenti degli Istituti scolastici superiori\, universitari\, cadetti di accademie militari; i relatori saranno accademici\, militari\, funzionari di pubblica sicurezza\, amministratori pubblici.\nL’IFPSP\, società fondata nel 2019\, è composta da ex militari di alto grado. Dopo i forum svolti ad Agira e a Piazza Armerina (Enna) quest’anno tocca a Palermo. La scelta della nostra isola è motivata dal fatto che “la Sicilia è stata la prima esperienza di un governo militare alleato coordinato\, progettato per iniziare la ricostruzione da parte delle democrazie liberali occidentali di uno Stato italiano pacifico durante l’estate del 1943”.\nL’evento palermitano prevede alzabandiera con fanfara militare\, onori ai caduti di guerra\, seminari curati dal Royal Military College\, dal Collège Militaire de Saint-Jean e dall’United States Military Army.\nUn evento che\, con dovizia di mezzi economici e di sponsor istituzionali\, intende indottrinare le menti delle/dei giovani partecipanti e militarizzare numerosi spazi culturali\, civili e religiosi della città (è previsto anche il precetto pasquale interforze con l’arcivescovo di Palermo).\nSembra di essere dalle parti dell’orwelliano la guerra è pace: un ‘peace washing’ da manuale.\nL’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e l’Assemblea noguerra Palermo ritengono che le ricadute educativo-pedagogiche di eventi del genere siano nefaste e che l’obiettivo non dichiarato sia il reclutamento di giovani nelle Forze Armate\, le quali presentano l’arruolamento come un “sicuro” sbocco lavorativo.\nIl Forum IFPSP si inserisce nel filone che da alcuni anni ha intensificato l’infiltrazione degli apparati militari nel mondo della formazione con lezioni tenute da militari\, partecipazione a parate\, visite a basi militari e PCTO in caserma\, contraddicendo le stesse linee guida del Ministero dell’Istruzione sull’educazione alla convivenza civile e l’art.11 della Costituzione\, sempre più bistrattato.\nAffidare agli apparati militari il compito di parlare di pace in un contesto in cui il nostro Paese è impegnato in più teatri di guerra (dall’invio di armi in Ucraina\, al sostegno a Israele – ma anche al Qatar! – al posizionamento di navi da guerra nel Mar Rosso con il rischio di incentivare l’escalation…) è quanto meno improprio.\nL’Osservatorio e l’Assemblea\, insieme con tante/i docenti\, genitori\, studenti\, cittadine/i\, ritengono che sia in atto un tentativo di “normalizzare” la guerra e l’uso della forza per risolvere i conflitti a beneficio dell’industria degli armamenti\, più florida che mai: la Leonardo s.p.a.\, presente anche a Palermo\, è oggi la maggiore d’Europa e tra le prime dieci del mondo\, con un fatturato annuo di 15 miliardi di euro nel 2022 e decisamente in crescita nel 2023. Così come cresce la spesa militare italiana\, a detrimento della spesa sociale\, sanitaria\, scolastica.\nPer ribadire in nostro NO alla guerra\, agli armamenti\, al militarismo ed alla mistificazione della pace\, mentre all’interno del Teatro Politeama si svolgerà la farsa finale della ‘kermesse’ noi saremo in piazza Ruggero Settimo (Politeama) MERCOLEDI’ 20 marzo dalle 14 alle 19\, piazza Castelnuovo\,Palermo\n\nAssemblea NoGuerra Palermo e Osservatorio Nomili Sicilia
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SUMMARY:Pordenone : il confine e l'amore - Concerto e presentazione libro
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SUMMARY:Firenze : riunione dell'assemblea antimilitarista fiorentina
DESCRIPTION:L’assemblea antimilitarista fiorentina indice una riunione regionale delle realtà antimilitariste per discutere: \n\nprossima assemblea antimilitarista del 7 aprile;\niniziative locali;\ncampagna contro la guerra in Palestina e nel Mar Rosso;\niniziative per 25 aprile e il 2 giugno.La riunione si terrà presso l’Archivio il ’68 (g.c) in via G. Paolo Orsini 44\, domenica 17 marzo a partire dalle ore 10:00.
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SUMMARY:Trieste : presentazione "Vivendo la mia vita"\, E. Goldman Ed. Quaderni di Paola
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SUMMARY:Torino : corteo No CPR
DESCRIPTION:Sabato 16 marzo\nCorteo No CPR\nore 14\,30\npiazza Castello\n\n\n\nOgni martedì fai un salto da\n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro\nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte\nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!\nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!\nInformati su lotte e appuntamenti!\ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Roma: ciclo di dibattiti sulla situazione in Asia occidentale
DESCRIPTION:Venerdì 15 marzo cominciamo un ciclo di dibattiti sulla situazione in Asia Occidentale.  \nParleremo del Libano conRossana Tufaro\, esperta di storia contemporanea dei paesi arabi e profonda conoscitrice della situazione libanese. \nCi vediamo venerdì 15 alle 19:30 in Via Vettor Fausto 3. \nL’inganno dei confini \nI conflitti armati in Asia occidentale\, su cui è tornata l’attenzione mediatica dallo scorso ottobre\, oltre a massacrare le popolazioni\, coinvolgono tutti gli stati: mai come oggi siamo sull’orlo di una crisi mondiale.\nL’area dell’Asia sudoccidentale ha sempre avuto precari equilibri accentuati dalla divisione coloniale dell’area tra vari stati\, dalla nascita di un forte integralismo religioso negli ultimi decenni e dagli interessi imperialisti.\nL’arco di crisi vede situazioni di conflitti guerreggiati\, ad alta o bassa intensità\, in Palestina\, Iran\,  Libano\, Yemen\, Siria\, Iraq\, Armenia\, Azerbaijan\, Georgia e Turchia.\nSi è passati dalle lotte di liberazione laiche\, panarabe e panislamiche a situazioni di esasperazione dei nazionalismi\, dei regionalismi e dei dogmatismi religiosi.\nLe forme di repressione delle libertà e di esasperazione nazionalista e guerrafondaia praticate negli stati dell’area sono analoghe a quelle perseguite in Europa dalla destra fascista\, sovranista e guerrafondaia.\nE’ proprio per questo che abbiamo deciso di organizzare\, nella nostra sede di via Vettor Fausto 3\, a Garbatella\, un ciclo di dibattiti che possano aiutarci a capire meglio\, analizzando e riflettendo collettivamente\, le dinamiche che animano questi conflitti.  Una chiave di lettura delle situazioni che tenga conto dei complessi aspetti che la riguardano. Con la speranza di individuare percorsi libertari di emancipazione sociale.\nAbbiamo pensato di invitare compagnə che vivono\, o hanno vissuto\, in quei paesi che studiano queste dinamiche o che sono impegnatə nelle lotte per la solidarietà alle popolazioni. \nCi vediamo e faremo dirette social (Facebook\, Instagram e YouTube)sui canali \nFacebook: Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin \nInstagram: @gruppoanarchico_bakunin.roma \nYoutube @gruppoanarchicobakunin-fai7749 \n\n–  Venerdì 15 marzo\, per parlare del Libano con Rossana Tufaro esperta di storia contemporanea dei paesi arabi e profonda conoscitrice della situazione libanese;\n–  Venerdì 22 marzo\, per parlare dell’Iran con Ghazal Afshar dell’Associazione giovani iraniani in Italia;\n–  Venerdì 6 aprile (da confermare) per parlare della Palestina con Khaled El Qaisi del Centro di documentazione palestinese di Roma\, Rayeh Zayed dell’UDAP e Flavio Rossi Albertini\, avvocato;\n–  Venerdì 13 aprile per parlare dello Yemen con Aladin Hussain\, anarchico\, pittore e profugo yemenita. \nI dibattiti cominceranno alle 19:30 (fuso orario di Roma) nella nostra sede di Via Vettor Fausto 3 (metro Roma B – Garbatella): entrare nel portone e scendere le scale. \nGruppo Anarchico Bakunin – FAI Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Livorno : presentazione libro Il rovescio della guerra e mostra antimilitarista
DESCRIPTION:Riapre la Biblioteca del Circolo culturale “Errico Malatesta”\nInaugurazione Venerdì 15 marzo\nPresso la sede della Federazione Anarchica Livornese\nin Via degli Asili 33\nAlle 17.30\nPresentazione del libro\nIl rovescio della guerra\,\nPsichiatria militare e “terapia elettrica” durante il Primo conflitto mondiale\nCon l’autore Marco Rossi e con il Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud\nMOSTRA ANTIMILITARISTA\ncon Vignette\, illustrazioni\, fumetti\, collage\, parole\nRealizzata dalla Casa editrice LIBERA e SENZA IMPEGNI\, Centro Studi CANAJA e Le LAB des CASTANEUX\nLa mostra sarà visibile negli orari di apertura della biblioteca fino a giovedì 4 aprile\nAlle 20.30 aperitivo\nOrario di apertura della biblioteca\nLunedì e giovedì dalle 16 alle 20\nGiovedì mattina su appuntamento\nbiblioteca.circoloemalatesta@gmail.com\nCircolo Culturale “Errico Malatesta”
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SUMMARY:Roma : al Caffé del Disertore - Baratto? Si può fare! e proiezione La zona di interesse
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SUMMARY:Milano : Grecia - criminalizzazione delle migrazioni e militarizzazione dei confini
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SUMMARY:Roma: rassegna CINE (M)ART IUS - The Velvet Underground & Nico (1966)
DESCRIPTION:Mercoledì 13 marzo al cineforum Garbatella prosegue la rassegna CINE (M) ART IUS con “The Velvet Underground & Nico” (Andy Warhol\, 1966). \nInizio alle ore 19:00 in via Vettor Fausto 3 (entrare dal portone e scendere le scale). \nCi vediamo mercoledì. \nGruppo Anarchico Bakunin – F.A.I. ROMA E LAZIO \nPer il mese di marzo mettiamo a confronto due registi come Warhol e Jarmusch\, che si sono distinti nell’immortalare umanità strana\, gente  fuori di testa\, diversi\, emarginati\, artisti contro\, o tutto ciò che la maggioranza ritiene tali. In questi film tutta gente molto cool: non c’è molta differenza tra l’impassibilità di una Nico o di una Edie Sedgwick\, per non parlare di un Lou Reed\, in Warhol\, e quella surreale di un Bill Murray o dei vari zombie\, vampiri e Ghost dogs in Jarmusch. \nIl tutto mentre il mondo intorno\, spesso assurdo caotico e folle\, sembra in procinto di disgregarsi. \nIn “Vinyl” Warhol mette in scena una sgangherata versione di “Arancia meccanica” col consueto stile iperrealista\, camera fissa\, piano sequenza al massimo delle possibilità tecniche (Warhol si procurò una cinepresa speciale con caricatori di pellicola maggiorati per limitare al più possibile gli stacchi) unità di tempo e luogo\, spazio chiuso cubico come un grande acquario o grande gabbia come metafora del mondo. Recitazione casuale\, gente che arriva sul set e si mette a vedere che succede\, performance sadomaso\, poi la pellicola finisce… Il cast è quello leggendario dei primi film di Warhol\, in primis l’iconico protagonista Gerard Malanga\, poi tra gli altri Ondine\, e la magnetica Edie Sedgwick che si limita a osservare il delirio con aria tra l’indifferente e l’attonita… \n“The Velvet Underground & Nico” è la ripresa di una performance del leggendario gruppo newyorkese; tutto è come dovrebbe essere\, volume mostruoso\, distorsione totale\, un noise che anticipa di decenni tutto il postrock\, postpunk\, postelettronica\, estetica video che asseconda il suono quindi inevitabilmente sporca e distorta… Il tutto mentre l’algida Nico si limita a suonare il tamburello\, vera e propria installazione vivente… La realtà fa irruzione con il piccolo Ari\, il figlio di Nico\, che si aggira sul set\, poi con la polizia che nel bel mezzo delle riprese arriva e spegne gli amplificatori… \nPassiamo al nuovo millennio con due film recenti di Jim Jarmusch\, regista il cui legame con la scena newyorkese è evidente fin dal primo film “Permanent vacation”. In “Limits of control”\, del 2009\, è evidente l’intento di Jarmusch di giocare coi limiti della comprensione umana di un mondo divenuto puro gaming\, le cui regole\, oltre che assurde\, cambiano continuamente di senso. È un film fatto di continui citazionismi\, iconografici\, letterari\, cinematografici; lo spazio e il tempo sono un labirinto dove il protagonista si aggira tentando di portare a termine una misteriosa missione\, eliminare un americano (ovviamente Murray) che è da qualche parte in un luogo inaccessibile\, cercando di collegare fra loro indizi apparentemente insensati forniti da personaggi enigmatici. Siamo più dalle parti di Jodorowsky che di Linch\, ma lo stile di Jarmusch è inconfondibile. Grande colonna sonora (lo stesso Jarmusch\, Sunn O)))\, Earth e Boris). Probabilmente il suo film meno compreso e più massacrato dalla critica. \n“Paterson”\, del 2016\, racconta una settimana nella vita di un autista di autobus di nome Paterson\, che vive a Paterson\, New Jersey\, una cittadina industriale come tante\, e di sua moglie Laura\, casalinga. Tutto sembra ordinario\, dimesso\, lontano dai riflettori\, eppure la vita si insinua nella quotidianità della coppia\, come una speciale grazia\, una luminosità che li rende a loro modo eroi della lotta alla disumanizzazione che avanza. Ancora una volta Jarmusch ci racconta di persone ai margini\, dimenticate dai grandi giochi del potere\, ma che proprio nel loro non rassegnarsi nonostante tutto rappresentano l’umanità che resiste. \n6 marzo Vinyl (Andy Warhol\, 1965) \n13 marzo The Velvet Underground & Nico (Andy Warhol\, 1966) \n20 marzo The limits of control (Jim Jarmusch\, 2009) \n27 marzo Paterson (Jim Jarmusch\, 2016) \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale) \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Palermo: "La guerra alle porte di casa"
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SUMMARY:Roma : per Tommaso Aversa
DESCRIPTION:Per Tommaso Aversa \nIl 12 gennaio scorso è venuto meno all’affetto dei compagni\, degli amici e dei famigliari Tommaso Aversa (Roma 19/03/1953-  Roma 12/01/2024). \nDal 1971 è stato nel Gruppo Anarchico C. Cafiero a garbatella struttura storica del movimento anarchico. Ha collaborato alla redazione del settimanale Umanità Nova in Via dei Taurini nel quartiere di S. Lorenzo negli anni settanta ed oltre. Presente alla controinformazione sulla strage di piazza Fontana e l’assassinio di Pinelli ha partecipato alla campagna di liberazione per Valpreda\, Bagnoli e gli altri indagati e successivamente per Giovanni Marini. Fondò con Fabio Iacopucci nel 1973 la Biblioteca Popolare dell`OAR (Organizzazione Anarchica Romana). Partecipe nel ’74 alla stampa di opuscoletti\, le autoriduzioni del telefono\, la Cooperativa Libraria di Distribuzione tra il ‘72 e il ’76\, insieme ad altri partecipò al progetto per la creazione di una radio a Roma. \nNegli anni ‘90 partecipò alla fondazione del Circolo Bakunin la cui esperienza si è sciolta nella creazione della rivista Libertaria. Sensibile agli eventi internazionali e studioso appassionato\, Tommaso è protagonista a garbatella della creazione dello Spazio Anarchico 19 Luglio. Il Cafiero è così raddoppiato nel 2011 con la riattivazione della Biblioteca popolare nel 2018 dedicata a Fabio Iacopucci. \nIL 15 gennaio scorso Tommaso ha attraversato per l’ultima volta il quartiere di garbatella si è fermato nei luoghi dove ha vissuto\, davanti allo Spazio Anarchico 19 Luglio e ha proseguito fino alla sede storica di via Vettor Fausto 3\, all’entrata del Lotto 13\, sotto la targa del Gruppo Anarchico Carlo Cafiero. \nA salutarlo i famigliari\, gli amici e le amiche del quartiere e non solo\, le compagne e i compagni che lo hanno accompagnato. \nUn lungo percorso militante ispirato all’anarchia durato oltre cinquant’anni. \nCi ritroveremo per una cerimonia laica martedì 12 marzo alle ore 10.00 presso il Tempietto Egizio nel cimitero del Verano di Roma dove Tommaso sarà tumulato. \n  \nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma \nwww.cafierofairoma.wordpress.com \ncafierofairoma@inventati.org \n 
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