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SUMMARY:Pordenone: Russia e ucraina\, alle radici di una guerra
DESCRIPTION:Circolo Libertario “Emiliano Zapata” \nBiblioteca M. Cancian \nVia Ungaresca\, 3/B – Pordenone \nRussia e ucraina: \nalle radici di una guerra \nNe parliamo con \n> Yurii Colombo* \nche presenta la nuova edizione \ndel suo libro edito per Castelvecchi \n“SVOBODA – Ucraina tra NATO e Russia dall’indipendenza ad oggi” \n————————– \nDopo l’indipendenza (1991)\, l’Ucraina non ha più conosciuto pace. Malgrado il potenziale industriale e agricolo\, il Paese slavo ha oggi un tenore e una qualità della vita tra i più bassi del mondo. Il libro ricostruisce la vicenda ucraina in questi ultimi 25 anni\, soffermandosi sui passaggi più drammatici e controversi. Dalla Rivoluzione Arancione a Piazza Maidan\, dall’annessione russa della Crimea fino alla guerra civile nel Donbass\, l’Autore svela i retroscena economici e diplomatici di uno scontro dalle dimensioni globali in cui sono coinvolti la Russia\, gli Usa e l’Unione Europea. E che fa riemergere anche il “secolo breve” sovietico\, ancora non consegnato definitivamente agli archivi della Storia. \n—————– \nSaranno garantite misure per contrastare il COVID19 \n*Yurii Colombo\, 1963\, vive a Mosca da molti anni. Laureato in scienze politiche a Milano e in Storia e letteratura russa a San Pietroburgo è madre lingua russa. Ha scritto migliaia di articoli per il manifesto\, Ogzero.org\, il Fatto quotidiano\, Left e Jacobin (Usa)\, scrive regolarmente su www.matrioska.info
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SUMMARY:Bologna: per un 25 aprile internazionalista e solidale
DESCRIPTION:Perché il 25 aprile non è solo ricorrenza e memoria\, ma simbolo di lotta quotidiana. Perché “antifascismo” non è solo una parola con cui riempirsi la bocca per accalappiare consensi\, ma una pratica libera da dogmi e autoritarismi.\nL’antifascismo è solidarietà e internazionalismo e come tale oltrepassa e spezza i confini\, si oppone alle guerre volute da padroni e governi per i propri interessi particolari. Se media e personalità politiche più o meno influenti cercano di favorire una parte piuttosto che un’altra\, un esercito o un altro\, noi ricordiamo come non siano quelle le posizioni da assumere\, ma di come piuttosto vadano supportate le esperienze di autogestione e autorganizzazione che si creano al di fuori delle logiche di Stati e partiti\, poiché solo queste possono portare all’emancipazione di tuttə. \nPer questo il 25 aprile non può essere solo una data in cui ritrovarsi o ricordare\, ma anche uno spazio in cui\, tenendo conto di cosa il fascismo sia stato\, si riconoscano le tante facce che sta assumendo oggi in questo e altri paesi e in cui si possano promuovere nuove pratiche collettive di lotta di liberazione. \nNoi portiamo un mondo nuovo qui\, nei nostri cuori. Quel mondo sta crescendo in questo istante. \nCi vediamo mercoledì 30 marzo alle 20 presso il Centro Sociale della Pace in via del Pratello 53 per un’assemblea pubblica in preparazione al corteo del 25 aprile.
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SUMMARY:Roma: Cineutopia "Che gioia vivere!"
DESCRIPTION:Parte il nuovo ciclo di film “Cineutopia”\, quattro appuntamenti settimanali con il cinema d’autore\, questa volta visto nel suo aspetto più politico. \nMercoledì 30 marzo proietteremo “Che gioia vivere!” (1961\, René Clément) un film che racconta le vicende tragicomiche di una famiglia di anarchici italiani alla vigilia della marcia su Roma. Con Alain Delon in un raro ruolo non drammatico\, e una formidabile squadra di attori italiani (Cervi\, Tognazzi\, Stoppa\, Moschin\, Trieste e il mitico “Capannelle”). \nMercoledì 6 aprile sarà la volta de “La banda Bonnot” (1968\, Philippe Fourastié) che ricostruisce la parabola del gruppo anarchico che negli anni dieci del novecento\, a Parigi\, tenne in scacco la polizia con clamorosi attentati e rapine. Con uno straordinario Jaques Brel (anche lui cantautore e attore come Pietrangeli)\, Annie Girardot e l’attrice godardiana Anne Wiazemsky. \nMercoledì 13 aprile sarà la volta di un film di pura finzione invece\, anche se con chiari riferimenti al clima dell’epoca. “Sterminate “Gruppo Zero”” (1974) di Claude Chabrol\, che verrà proiettato in versione integrale\, è un’amara riflessione sulla ferocia del potere repressivo. Anche qui Mariangela Melato\, tra le sue migliori interpretazioni drammatiche\, oltre a Fabio Testi e Lou Castel tra gli altri. \nMercoledì 20 aprile ci sarà l’unica eccezione ai film di produzione francese degli anni sessanta e settanta\, proietteremo “I giorni cantati” (1979) di Paolo Pietrangeli\, cantautore e regista recentemente scomparso. In questo film due generazioni a confronto\, quella degli *ex giovani” postsessantottini\, e quella dei post ’77. Protagonisti oltre allo stesso Pietrangeli\, Mariangela Melato e altri personaggi emblematici nel ruolo di se stessi\, come Giovanna Marini\, Francesco Guccini\, Roberto Benigni. \nLe proiezioni cominceranno alle ore 19:00 e si terranno presso lo Spazio Anarchico “Vettor Fausto” a Via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) metro B – Roma Garbatella. \nDopo le proiezioni ci sarà la possibilità di commentare insieme il film e aprire un dibattito. \nCi vediamo mercoledì! \nGruppo anarchico M.Bakunin F.A.I. Roma\nVia V.Fausto 3 metro Garbatella\ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Bologna: Presentazione di Miti e molotov. Interviste su anarchia e narrativa
DESCRIPTION:dalle 19:00 aperitivo\ndalle 20:00 presentazione \nChiacchiere\, racconti e letture del libro di Margaret Killjoy /Miti e Molotov (Contrabbandiera\, 2020)/ \nMargaret Killjoy\, scrittrice\, musicista e attivista anarchica statunitense\, autrice fra le altre cose della /Guida steampunk all’apocalisse/ /(Agenzia X\, 2008) /e fondatrice dello Steampunk magazine\, indaga la profonda relazione esistente fra anarchia e narrativa intervistando alcuni autori e autrici di fiction: Ursula K.\nLe Guin <https://it.wikipedia.org/wiki/Ursula_K._Le_Guin>\, Alan Moore\n<https://contrabbandiera.it/alan-moore-in-miti-e-molotov-intervistato-da-margaret-killjoy/>\,\nCrimethInc. \, Prof. Calamity\, Jimmy T. Hand\, Octavio Buenaventura\, Cristy C. Road\, Starhawk\, Rick Dakan\, Michael Moorcock\, Lewis Shiner\, Jim Munroe\, Carissa van den Berk Clark. \nInsieme a loro rifletteremo sull’influsso delle idee e delle esperienze politiche radicali nella letteratura d’invenzione e sull’impellente necessità di dare spazio all’immaginazione nelle nostre vite per rendere possibile un concreto miglioramento della realtà in cui viviamo. \nhttps://contrabbandiera.it/product/miti-e-molotov-interviste-su-anarchia-e-narrativa/ \nCircolo anarchico berneri cassero di porta santo stefano 1
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SUMMARY:Alessandria: L'energia della guerra. Incontro con Daniele Ratti
DESCRIPTION:LABORATORIO ANARCHICO PERLANERA\nvia Tiziano Vecellio 2 Alessandria\nore 16\n\nDIBATTITO CON\nDANIELE RATTI\nL’ENERGIA DELLA GUERRA\n\nL’energia come presupposto dei conflitti e\ndelle minacce di guerra\n\nDaniele Ratti ci illustrerà i rapporti tra energia e bilanci militari\, tra energia\, N.A.T.O.\ne governo Russo\, tra energia e spedizioni militari italiane all’estero.\nCertamente dopo l’invasione da parte dell’esercito di Putin dell’Ucraina\, molti hanno dato segni di preoccupazione\, questa guerra nel cuore dell’Europa\, rende i sonni agitati\, principalmente per il rischio che questo conflitto assuma proporzioni mondiali; ma diciamolo chiaramente\, se queste preoccupazioni giungono solo adesso\, sono quanto meno tardive\, il pericolo di un conflitto mondiale non è certo cominciato con l’invasione dell’Ucraina e neanche quando il governo Italiano e i governi Europei hanno proclamato lo stato di emergenza!\nLa guerra che oggi riempie le pagine dei giornali\, che mostra immagini agghiaccianti sugli schermi dei televisori e dei computer è solo l’ultima in ordine di tempo\, un tenue vento gelido in un uragano immenso che incombe sul mondo intero\, questa cupa prassi bellicosa passata e presente è una costante in Asia\, in Medio Oriente e in Africa\, senza dimenticare l’Europa che era già stata coinvolta in questo delirio nel 1999 quando la Serbia era stata bombardata dagli aerei Nato.\nChiaramente\, in questo scenario anche lo stato Italiano ha fatto e fa la sua parte\, infatti \, anche se la maggioranza delle persone è convinta che l’ultima guerra fatta dall’esercito italiano è stata quella finita nel 1945 l’Italia è in guerra dal 1992! I governi che si sono succeduti hanno coperto le operazioni belliche tricolori adoperando varie ipocrite parole\, così ci hanno parlato di missioni umanitarie o di operazioni di polizia internazionale\, per travestire l’invio di truppe sui fronti di guerra in Somalia\, Libano\, Serbia\, Iraq\, Afganistan\, Libia.\nSolo quest’anno per la prima volta in occasione del rifinanziamento delle missioni militari all’estero il Ministero della difesa ha dichiarato\, togliendosi la maschera\, che queste avventure delle “nostre” forza armate sono uno strumento di tutela degli interessi Italiani.\nBen 18 delle 40 missioni militari all’estero sono in Africa nel triangolo che va dalla Libia al Sahel sino al golfo di Guinea . Sono lì per fare la guerra ai migranti diretti in Europa e per difendere e sostenere l’ENI.\nL’Italia è anche un grosso produttore ed esportatore di armi a livello internazionale.\nSolo per fare uno dei tanti esempi\, anche molte armi in dotazione dell’esercito russo che oggi invade l’Ucraina sono made in Italy.\nFermare o anche solo contrastare la produzione e il traffico d’armi è dunque un modo per inceppare la macchina che alimenta le guerre\, questo lo possiamo fare tutti\, senza muoversi molto da casa.\nSono assurdi e illogici quelli che per fermare la guerra parlano di inviare armi allo stato Ucraino (magari le stesse che abbiamo venduto ai Russi).\nLE ARMI SONO UNO STRUMENTO DI MORTE\,\nNON E’ NELLA LORO NATURA FERMARE LE GUERRE!\nCHI BUTTA BENZINA SUL FUOCO\, NON FERMA CERTO GLI INCENDI!\nL’attuale contrapposizione tra Putin e la NATO\, sbandierato dai mass media dove entrambi le parti proclamano le proprie inconfutabili ragioni tramite i propri mezzi di informazione e palesemente fallace\, entrambe le parti sono due facce della stessa medaglia che parla di egemonia\, imperialismo\, logiche post coloniali e controllo delle risorse e dell’energia.\nI politici sono da questo punto di vista peggio dei gangster\, guerrafondai che operano per i loro interessi economici e di potere.\nIn Russia e in Bielorussia le piazze gridano il loro NO alla guerra\, il loro NO alle scelte scellerate dei loro governi e molti sono i disertori alla guerra\, il potere risponde con arresti e pestaggi\, ma il dissenso aumenta\, esprimiamo la nostra solidarietà a queste piazze\, però anche noi dobbiamo fare la nostra parte a casa nostra combattendo le logiche imperialiste di Putin e della N.A.T.O. !\nNoi ribadiamo la nostra piena solidarietà ai popoli contro le logiche degli stati.\nIl nostro slogan è\nCONTRO L’IMPERIALISMO RUSSO E L’ESPANSIONISMO N.A.T.O.\nCONTRO LE FABBRICHE D’ARMI!\nL’unico dato positivo di questo tam…tam… mediatico è che ha messo a nudo lo stretto legame che c’è tra guerre ed energia.\nNell’incontro che si terrà domenica 27 Marzo alle ore 16\nDaniele Ratti ci darà i dati e i percorsi delle dinamiche di questo rapporto.
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SUMMARY:Gualtieri (RE): inaugurazione del Circolo libertario "Giovanna Caleffi"
DESCRIPTION:FEDERAZIONE ANARCHICA REGGIANA – FEDERAZIONE ANARCHICA ITALIANA \nINAUGURAZIONE DEL CIRCOLO LIBERTARIO “GIOVANNA CALEFFI” BASSA REGGIANA \n\nLa Federazione Anarchica Reggiana (F.A.I.) ricorderà Giovanna Caleffi\, a 60 anni dalla sua scomparsa\, in un’iniziativa Domenica 27 Marzo in piazza a Gualtieri alle ore 11\, sotto la targa a lei dedicata. \nPerseguitata duramente dal fascismo\, nell’esilio francese ha sostenuto la lotta straordinaria del popolo spagnolo contro la dittatura franchista perdendo anche il proprio compagno\, Camillo Berneri\, assassinato dagli stalinisti a Barcellona il 5 Maggio del 1937. \nArrestata in Francia e in Germania\, venne mandata al confino\, dal quale fuggirà riprendendo la battaglia antifascista. \nNel Settembre del 1945 parteciperà al Congresso di fondazione della Federazione Anarchica Italiana a Carrara diventando una militante di rilievo per l’anarchismo internazionale. \nDiresse la rivista anarchica “Volontà” fino alla sua morte avvalendosi di autorevoli collaboratori quali Albert Camus\, Gaetano Salvemini\, Ignazio Silone\, Pietro Calamandrei\, Aldo Capitini e tanti altri. \nFece tante battaglie femministe come quelle sul controllo delle nascite subendo ben due processi\, nel 1949 a Napoli e nel 1955 a Milano. \nSi dedicò alle colonie esive per i figli degli anarchici e delle famiglie povere\, sviluppando un’interessante riflessione sulla pedagogia libertaria\, come elemento essenziale per una cultura antiautoritaria. \nAlle ore 13 ci sposteremo a Santa Vittoria presso il Circolo Arci Al Palazzo dove Federico Ferretti terrà una conferenza sull’attualità dell’anarchismo e delle sue proposte\, in una prospettiva internazionalista fuori da qualsiasi istituzione e gerarchia. Oggi come nel passato\, infatti\, l’anarchismo è impegnato in molteplici battaglie: l’antimilitarismo (contro tutte le guerre e contro tutti gli eserciti); la presenza nel sindacalismo di base; l’intervento nelle lotte femministe e a sostegno delle soggettività LGBTQIA+; la lotta ecologista contro il saccheggio del territorio; il sostegno alle reti solidali dei e per migranti e profughi; e tante altre. \nL’iniziativa di Domenica 27 Marzo sarà importante per ribadire\, ancora una volta\, che solo la lotta costruita dal basso\, agita in maniera orizzontale\, senza deleghe né poteri può trasformare realmente la società in senso egualitario. \nApriamo insieme questo e molti altri spazi libertari! Vi aspettiamo tutte e tutti! \nPer info Enrico 347 1316798 \nReggio Emilia 24/03/2022
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SUMMARY:Roma: Contro la guerra per la diserzione. Film+assemblea
DESCRIPTION:Sabato 26 Marzo – dalle ore 19:00 – presso lo Spazio Anarchico “Vettor Fausto” a Via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) metro B – Roma Garbatella proietteremo il film “Kukushka – disertare non è reato” di Aleksandr Rogozkin. \nSeguirà un’assemblea/dibattito aperto per affrontare i temi della guerra tra gli Stati\, delle violenze ad essa collegate e delle varie forme di discriminazione che si verificano in ogni parte del mondo.\n \nSarà un’occasione per confrontarsi e stare insieme. \nCi vediamo sabato!\nGruppo Anarchico “M. Bakunin” – FAI Roma e Lazio
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SUMMARY:Pordenone: presentazione di "AGITE VOI STESSI. Scritti scelti rari e inediti"
DESCRIPTION:presso la sede del Circolo Libertario “Emiliano Zapata”via Ungaresca\, 3/B – Pordenone\nIncontro con\n>> Francesco Codello*\nche per i tipi della Baronata\nha curato l’antologia su Pëtr Kropotkin\n“AGITE VOI STESSI. Scritti scelti rari e inediti”\nIn un’epoca in cui regna trionfante il capitalismo delle multinazionali\, creando condizioni di terrore\, devastazione sociale\, sempre più diseguaglianza economica e gravi crisi ecologiche\, la visione di Kropotkin\, i suoi concetti politici\, soprattutto operativi\, assumono notevole rilevanza. Ai sostenitori del cosiddetto «Green New Deal»\, Kropotkin avrebbe sottolineato come lo stato capitalista non può essere la soluzione alla crisi ecologica dato che ne costituisce la causa. Come sostenne tempo fa l’ecologista sociale Murray Bookchin\, il capitalismo in relazione simbiotica con lo stato depreda la terra alla costante ricerca di profitto ed è quindi la principale causa della «crisi moderna».\n———————-\n*Francesco Codello\, Membro dell’European Democratic Education Community\, fondatore della «Rete dell’Educazione Libertaria»\, già redattore delle riviste «Volontà»\, «Libertaria» e ora della casa editrice «Elèuthera»\, autore tra gli altri di Educazione e anarchismo (1995)\, La Buona educazione (2005)\, Vaso creta o fiore? (2005)\, Liberi di imparare\, (con Irene Stella\, 2011)\, Né obbedire né comandare\, lessico libertario (2009) e ha curato la raccolta di saggi di Colin Ward dal titolo «L’educazione incidentale» (2018)\, un’antologia degli scritti libertari di Lev Tolstoj dal titolo «Il rifiuto di obbedire» (2019).
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SUMMARY:Monfalcone: Inaugurazione mostra fotografica"E questa volta? Ce l’avrà fatta?"
DESCRIPTION:Sabato 26 alle ore 17 presso il Caffé Esperanto in via terenziana 22\nInaugurazione mostra fotografica di Mara Fella: “E questa volta? Ce l’avrà fatta?”\nE’ la domanda che più frequentemente ci si pone quando si entra nell’ottica del Game – quando si capisce come funziona\, quali sono i rischi e quanti gli abusi subiti – ma soprattutto è la domanda che ci si pone quando quel racconto proviene da una persona che improvvisamente ha un nome proprio\, una voce che si impara a riconoscere ed uno sguardo che nonostante tutto sa sorridere.\nEmozioni di rabbia e vergogna si alternano: nessuno dovrebbe vivere così\, sospeso tra il fango e l’incertezza; è difficile evitare che il volto si contragga\, non sentire sulle spalle il peso di un’indefinita responsabilità e la necessità di dimostrarsi solidali prevarica ogni cosa. Ma è proprio in quel preciso momento che avviene qualcosa di straordinario: il regalo di un sorriso che invita a non restare sopraffatti ma piuttosto a continuare a battersi contro l’ingiustizia dei respingimenti.\nLe foto presentate sono state scattate nel mese di febbraio nelle jungle e negli squat nelle campagne intorno a Bihac\, nella Bosnia settentrionale a pochi km dal confine con la Croazia\, teatro dei più duri e crudeli pushback effettuati dalla polizia e dall’autorità di frontiera.\nLa mostra sarà visitabile durante gli orari di apertura del Caffè Esperanto e durante le iniziative qui organizzate.
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SUMMARY:Alessandria :presidio contro guerra\, fabbriche d'armi e missioni militari all'estero
DESCRIPTION:in Piazzetta della Lega ore 17\,00\nCONTRO GUERRA\, FABBRICHE D’ARMI E\nMISSIONI MILITARI ITALIANE ALL’ESTERO\n“È LA SOMMA CHE FA IL TOTALE!” \nUn tetro teatro di guerra incombe nuovamente sull’Europa e nel mondo intero.\nDi fronte al conflitto in corso in Ucraina\, che vede attualmente la Federazione Russa in fase d’attacco\, riaffermiamo il nostro totale rifiuto degli imperialismi degli Stati e delle coalizioni contendenti\, NATO e OTSC.\nLe guerre sono il risultato degli affari economici e di potere\, per questo non ci uniamo al coro di quelli che si dicono stupiti difronte ad un evento che in realtà era facilmente prevedibile già nel 1999 all’indomani dei bombardamenti sulla Serbia da parte degli aerei Nato\, dei quali era parte la squadriglia italiana inviata dal governo D’Alema .\nLa politica d’espansione ad Est degli Stati Uniti inevitabilmente avrebbe avuto\, prima o poi\, dei contraccolpi.\nL’inserimento\, a forza di bombe\, nello scenario di una Yugoslavia in decomposizione\, con la militarizzazione del Kosovo\, (le truppe italiane sono ancora lì) evidenziava l’inizio di una politica di avvicinamento militare a quello che rimaneva dell’ex Unione Sovietica approfittando della profonda crisi in cui versava dopo il suo scioglimento e il “libera tutti” alle varie repubbliche federative dal Baltico\, all’Ucraina\, alla Bielorussia\, a quelle asiatiche e caucasiche.\nQuesta recente escalation bellica in Ucraina non è una casualità\, si presenta con le stesse modalità e gli stessi scopi di sempre\, quelli delle guerre di conquista ! É la conseguenza naturale della competizione per la spartizione del globo nell’esclusivo interesse di monopoli e grandi aziende.\nGli stati che gestiscono la politica e l’economia del mondo\, preparano la guerra\, come uno strumento di espansione e di accaparramento di risorse e mercati.\nL’attacco Russo all’Ucraina è l’ultimo atto di una guerra imperialista!\nLe conseguenze di questo conflitto ci spaventano\n• perché chi è avido di conquista è da sempre accecato dal potere e poco incline a vedere il pericolo che può causare al mondo intero.\n• Perché investono SUBITO E DIRETTAMENTE anche noi\, operai\, studenti\, pensionati\, che stiamo già subendo una serie di rincari pesanti rispetto ai beni di prima necessità\, che rischiano di aumentare ulteriormente a causa delle sanzioni dell’UE alla Russia\, specie in campo energetico.\n• I soldi stanziati dal governo italiano per la guerra in Ucraina (i primi 170 milioni qualche giorno fa) sono fondi sottratti alla spesa sociale che si aggiungono ai 70 milioni al giorno di spese militari.\n• Inoltre\, la guerra diventa un’occasione per prorogare lo stato d’emergenza e limitare ulteriormente il diritto al dissenso e alla protesta. Non dobbiamo cadere nel tranello della propaganda martellante che maschera la tendenza alla guerra degli imperialismi degli stati. Propaganda che\, soffiando su rigurgiti nazionalisti\, aizza a parteggiare per la guerra e alimenta il razzismo contro i/le migranti. La guerra che oggi si sta combattendo altro non è che un affare goloso per i ricchi signori della morte: dalle aziende produttrici di armi come la Leonardo\, la BAE Systems\, la Northrop Grumman Corporation\, ai monopoli del petrolio e dell’energia\, come Shell\, Total\, Gazprom ed Eni. Inoltre\, è un’occasione ghiotta per gli Stati per aumentare le spese militari già in costante crescita a discapito delle spese sociali.\nLa nostra solidarietà va a tutti i popoli del mondo vittime delle guerre e delle aggressioni di tutti gli imperialismi. Non va certo ai governi imperialisti della Russia\, dei paesi della Nato\, dell’Unione europea o dell’Ucraina.\nRichiediamo una degna accoglienza senza discriminazioni di chi fugge dalle guerre mentre la fortezza Europa chiude i confini da anni nella rotta balcanica e la Polonia fa congelare donne\, uomini e bambini al confine con la Bielorussia.Detto questo possiamo parafrasando il grande Totò dire che “è la somma che fa il totale” questa è la somma dei generali e dei capi di stato\, noi proponiamo i nostri numeri le nostre risposte manifestando contro l’invio di armi e militari\, contro la presenza militare Italiana nel mondo\, contro l’Eni\, contro le fabbriche d’armi\, contro le basi NATO. Sono tutte lotte che possiamo fare senza allontanarci tanto da casa\, questo lo dobbiamo ai disertori Russi e bielorussi che subiscono la repressione\, lo dobbiamo a chi manifesta contro la guerra in Ucraina\, in Russia e in Bielorussia\, lo dobbiamo a chi è in piazza contro la NATO\, in Sicilia\, in Sardegna\, in Friuli e ovunque. \n2 APRILE MILANO\nore 14\,30 MANIFESTAZIONE\, ritrovo in Piazza Affari\nCONTRO LE POLITICHE GUERRAFONDAIE DELL’ENI\nE CONTRO TUTTE LE GUERRE.
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SUMMARY:Milano: "Gli spari a Est sono anche per noi. Kazakistan\, Russia. Guerre\, rivolte\, repressione" 
DESCRIPTION:“Gli spari a Est sono anche per noi. Kazakistan\, Russia. Guerre\, rivolte\, repressione” che si terrà sabato 26 marzo dalle 15.30\, in presenza in via Conchetta 18 a Milano\, e online sulla piattaforma Jitsi Meet (poco prima forniremo il link a chi ce lo avrà richiesto. Su computer non occorre scaricare alcun programma\, dovete solo autorizzare il browser a gestire il vostro microfono e la vostra webcam. Per il cellulare dovete scaricare l’app per Android o iOS.  https://jitsimeet.it/)\n\n \nAltre iniziative sono in preparazione.\n\n\n\nPer partecipare on line all’iniziativa “Gli spari a Est sono anche per noi” \nscrivete a: centrodocumentazionecontrolaguerra@inventati.org\nvi invieremo il link e i riferimenti per partecipare \n\n \n\n \n \n\nCentro di documentazione contro la guerra\ninformazioni\, materiali e analisi per opporsi alla barbarie del capitalismo decadente\, contro \nil terrorismo di stato occidentale e russo\, contro il terrorismo del cosiddetto “islamismo radicale”
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SUMMARY:Firenze: spezzone anarchico al corteo "Insorgiamo"
DESCRIPTION:Per una presenza anarchica alla manifestazione del 26 marzo a Firenze\nH 14.30 p. Vittorio Veneto \nNessun sussidio ai capitalisti\, nessuna fiducia nelle istituzioni – più reddito meno tempo di lavoro per tutt*! \nLa lunga lotta degli operai della GKN\, sostenuti della popolazione locale\, ha dimostrato la forza reale che l’azione diretta degli sfruttati può mettere in campo contro la violenza del capitalismo “sfrutta\, mordi e fuggi”. Quel capitalismo che sta mettendo in crisi migliaia di operai* e precar*\, con le tante vertenze occupazionali aperte nel nostro paese.\nPurtroppo la vertenza GKN\, nonostante il grande tessuto di solidarietà che ha avuto attorno\, non è riuscita a rompere del tutto la pratica di una difesa operaia fatta fabbrica per fabbrica. \nL’accordo sindacale che ne è venuto fuori salva per il momento i posti di lavoro  – e non è cosa da poco! – ma permette alla vecchia proprietà di andare a sfruttare altrove\, lasciando alle casse pubbliche il compito di traghettare i lavoratori verso un futuro che non può esser dato per scontato.\nLe cose forse non potevano andar meglio di così in mancanza di un percorso chiaro di indipendenza e autorganizzazione complessiva del movimento operaio italiano. \nUn percorso che lo sciopero generale dell’11 ottobre – promosso da tutto il sindacalismo alternativo e di base  – ha cominciato ad indicare\, ma che va ancora largamente costruito.\nAd un padronato sempre più teso a massimizzare lo sfruttamento del lavoro operaio\, ma anche teso a depredare le risorse pubbliche senza le quali non riuscirebbe a vivere\, bisogna opporre una piattaforma composta da obbiettivi unificanti\, come:\n– la riduzione del tempo di lavoro e la riduzione dell’età pensionabile per dividere il lavoro esistente tra occupat* e disoccupat*;\n– un reddito garantito a tutti\, per spostare risorse dai sussidi alle imprese\, vero assistenzialismo per ricchi\, verso il benessere delle classi sfruttate.\nPer fare questo è necessario sviluppare realmente il percorso di unità\, di organizzazione e di lotta\, fuori dalle burocrazie sindacali di Cgil\, Cisl e Uil\, avviato con lo sciopero generale dell’11 ottobre.\nCome anarchiche e anarchici federati della Toscana intendiamo essere protagonisti\, con il nostro contributo fattivo e di idee a questo percorso\, difficile ma necessario. \nFederazione Anarchica Italiana\nGruppi e individualità della Toscana \n  \n\nMANIFESTAZIONE NAZIONALE GKN \nFIRENZE 26 MARZO ORE 14\,30 concentramento piazza  Vittorio Veneto – lato Parco delle Cascine – FIRENZE \nCari compagni e compagne della Federazione Anarchica Italiana e non \,  \ncon questa facciamo un appello alla partecipazione numerosa degli anarchici toscani alla manifestazione nazionale che si terrà a Firenze organizzata dai lavoratori della GKN\, sabato 26 marzo 2022. Manifestazione organizzata dai lavoratori per chiamare alla mobilitazione tutte le realtà di lotta del territorio nazionale che in questi mesi si sono coagulate intorno a questi lavoratori e alla loro lotta che ha cambiato i rapporti di forza tra le organizzazioni sindacali\, i sindacati di base\, gli studenti\, i disoccupati\, le camere del lavoro\, l’associazionismo .  \nIn questo cambiamento ci siamo anche noi. Tentativo di riprenderci le piazze con i lavoratori che hanno fino ad oggi condiviso e contribuito alla lotta della GKN e delle centinaia di fabbriche colpite dai provvedimenti di licenziamento fatti dai padroni locali e multinazionali e che stanno sperimentando una nuova forma di organizzazione che sappia raccogliere il dissenso attivo e le diverse esigenze di lotta. \nCome non esserci\, in quanto anarchici? Come non manifestare con chi si batte per la giustizia sociale e climatica\, con chi lotta per i nuovi diritti sociali e civili\, con chi riafferma i valori dell’antifascismo e della Resistenza\, con chi rifiuta la guerra degli stati\, le disuguaglianze e il razzismo? \nCome non esserci? Come non legarci a questi lavoratori che hanno da mesi impersonato una battaglia autogestionaria e incisiva? Di lotta di classe oggi unica\, non solo nello sviluppo progressivo di un movimento autogestito dai lavoratori\, cresciuto dal basso\, che ha posto domande utili anche a noi anarchici\, per capire anche la nostra direzione verso la quale ogni obiettivo di lotta va posto\, per meglio attrezzarci sia nelle battaglie odierne che in quelle future. \nLa lotta della GKN ha aperto nuovi spazi di confronti e affinità che anche i nuovi movimenti sociali esprimono\, come i nuovi movimenti ambientali e studenteschi\, femministi e del sindacalismo di base che lottano per nuovi spazi di vita su questo terreno riconducibile ad una concezione autogestionaria sociale\, cercando una saldatura tra figure e organizzazioni diverse del processo organizzativo per la costruzione di un fronte unico di lotta.  \nQuesto non vuole assolutamente negare né tantomeno sottovalutare l’importanza di una presenza anarchica all’interno del processo antagonista e di opposizione sociale\, ma si vuole porre in evidenza la necessità di una diversa attrezzatura per far fronte alle profonde modifiche di carattere strategico\, della nostra presenza organizzativa in quanto anarchici. \nOra con questa manifestazione è venuto il momento di convergere e andare avanti assieme\, per ribadire con la nostra presenza che gli anarchici ci sono e ci saranno sempre nella lotta e nel cammino per una società diversa più giusta e libertaria. \nTUTTI GLI ANARCHICI A FIRENZE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI GKN !!! \nFEDERAZIONE ANARCHICA ITALIANA – F.A.I. Empoli – Castelfiorentino
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SUMMARY:Torino: presidio antimilitarista contro la guerra e chi la arma
DESCRIPTION:presidio antimilitarista contro la guerra e chi la arma\ndalle 10\,30\na Porta Palazzo – zona banchi delle scarpe \nSabato 2 aprile\nmanifestazione\nContro tutte le guerre e chi le arma\nRitiro delle truppe italiane all’estero\nChiusura e riconversione dell’industria bellica\nBasta spese militari!\nAbbattiamo le frontiere!\nSolidarietà ed accoglienza ai profughi di tutte le guerre\nore 14\,30 piazza affari – Milano \nSabato 9 aprile\nore 15\nManifestazione antimilitarista a Torino \nper contattare Assemblea Antimilitarista Torino\nantimilitarista.to@gmail.com\nriunioni mercoledì alle 21 in corso Palermo 46 \nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Carugate (MI): Selva Varengo presenta 'La rivoluzione ecologica. Il pensiero libertario di Murray Bookchin'
DESCRIPTION:Venerdì 25 marzo ore 21\,00 presso il Centro culturale Arion\, via san Francesco 3\, Selva Varengo presenta ‘La rivoluzione ecologica. Il pensiero libertario di Murray Bookchin’ nell’ambito del ciclo di incontri ‘Donne\, politica\, ambiente e sostenibilità’.
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SUMMARY:Reggio Emilia: incontro antimilitarista su esercito europeo e guerra
DESCRIPTION:Venerdì nella conferenza di Daniele Ratti parleremo della proposta di un esercito europeo e la tragedia che si sta consumando ai confini orientali dell’Europa sono il tentativo di ricercare nuovi equilibri internazionali. Europa e Russia \, sempre più in difficoltà nella competizione mondiale\, cercano attraverso il riarmo e la guerra\, una via d’uscita alle loro crisi ed un posto alla tavola di chi si spartisce le risorse globali. Il conto lo pagano i soli “noti”: chi è in trincea\, le lavoratrici ed i lavoratori con il taglio dei loro salari e lo smantellamento delle garanzie sociali. \nAssemblea Antimilitarista \npresso il circolo anarchico berneri in via don minzoni 4/d \nLa conferenza sarà preceduta da una cena alle ore 20.00 con prenotazione obbligatoria al numero 347 3729676
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SUMMARY:Roma: cineforum "Shaft contro i mercanti di schiavi"
DESCRIPTION:Da mercoledì prossimo riprende il cineforum e proseguiamo con il filone “blaxploitation”. \n\n  –    Mercoledì 2 marzo presenteremo un raro documentario del 1970\, “Seize the time” di Antonello Branca\, uno sguardo in presa diretta sui movimenti di liberazione afroamericani.\n–    Mercoledì 9 marzo\, proietteremo “Shaft il detective” del 1971\, il primo dei due classici della serie “Shaft”\, che può essere considerato tra gli antesignani del genere\, col carismatico Richard Roundtree e le musiche funky da premio oscar di Isaac Hayes; interessante anche perché è tra i primi film in cui vediamo rappresentate le Black Panters.\n–    Mercoledì 16 marzo\, vedremo “Blacula”\, del 1972\, una versione blaxploitation del mito di Dracula\, ambientato nell’America razzista degli anni settanta. Notevole l’interpretazione del protagonista\, l’attore shakespeariano William Marshall.\n–    Mercoledì 23 marzo\, completerà il ciclo “Shaft contro i mercanti di schiavi” del 1973\, il secondo della serie. Girato in gran parte in Africa\, in cui il nostro eroe intraprende una lotta senza tregua contro i trafficanti di esseri umani\, fino a decapitarne i vertici\, naturalmente bianchi. Incredibilmente attuale\, forse il più “politico” della serie. \n“Fighting souls” di Stratos Cutugno\, del 2021\, un breve contributo sull’uccisione di George Floyd\, verrà proiettato prima di ogni film. \nIl “blaxploitation” (da “black” e “exploitation”) si distingue tra i vari filoni di film di genere degli anni ’70 per avere come protagonisti attori afroamericani\, e per rivolgersi a un pubblico\, almeno negli Stati Uniti\, soprattutto afroamericano.\nTitoli come “Shaft”\, Superfly”\, “Cleopatra Jones” o “Foxy Brown”\, anche grazie a colonne sonore di maestri del funky e del soul come Curtis Mayfield e Isaac Hayes\, sono divenuti dei classici\, ispirando generazioni di cineasti\, dai nostri poliziotteschi fino a Tarantino.\nI personaggi di questi film per la prima volta mostrano sullo schermo un’immagine di donne e uomini neri dinamica\, attiva\, vincente\, spesso in aperto contrasto coi bianchi e senza timore di confrontarsi con le problematiche più scottanti dell’epoca.\nIl fatto che il grosso di questi film\, a parte alcune eccezioni\, è costituito da opere smaccatamente commerciali\, immesse sul mercato in massa per sfruttare un filone che\, per quanto settoriale\, era economicamente redditizio\, portò spesso a un atteggiamento di vero e proprio boicottaggio da parte dei movimenti per la lotta dei diritti degli afroamericani\, come le Black Panters; anche considerando il fatto che la maggior parte dei registi e dei produttori erano bianchi\, e ovviamente maschi.\nAnche per questa dimensione di ambiguità è interessante rivedere oggi questi film: al di là della loro straordinaria forza espressiva e dello stile estetico inconfondibile\, che li tende godibili di per sé\, possono stimolare spunti di  riflessione sull’industria dello spettacolo\, sulla storia della nostra percezione delle lotte per i diritti degli afroamericani\, e della società americana in genere. \nDopo le proiezioni ci sarà la possibilità di commentare insieme il film e intavolare un dibattito. \nLe proiezioni si terranno presso la sede del Gruppo “Bakunin” in via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) metro B – Garbatella ogni mercoledì a partire dalle ore 19:00. \nInfo: gruppobakunin@federazioneanarchica.org \nGRUPPO “BAKUNIN” – F.A.I. ROMA E LAZIO \nE’ gradita la prenotazione
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SUMMARY:Empoli: Ciao Dara. Una serata per Giacomo
DESCRIPTION:IMPORTANTE Ricordo a tutti coloro che parteciperanno alla serata per ricordare Giacomo e che vorranno restare a cena DEVONO PRENOTARSI NON OLTRE IL 16 MARZO telefonicamente al numero 0571- 54076 ore pasti. \nCasa del popolo delle Cascine \ndalle 17.30 \nPoesia sociale\, canti\, racconti e vino rosso per stramaledire le donne\, il tempo e il governo \nore 18 \nproiezione del video “una serata per Giacomo” \nore 20 \ncena-giro pizza \nore 21 \nmusica con Rino Sorce\, Piero Zannelli\, Paolo Becherini\, Burgassi Roberto e le cantanti Ilaria Cioni e Sandra Longo \n 
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SUMMARY:Pordenone: Tecnologie del dominio e pedagogia hacker
DESCRIPTION:Dibattito con\n> Carlo Milani Bertocchi\n/ collaboratore di C.i.r.c.e.\, ha pubblicato il libro “Il lato oscuro di Google” per le edizioni Milieu /\n\n\nCome funzionano le Tecnologie del Dominio? In che modo influenzano le nostre vite? Da dove vengono? Dove stiamo andando con queste tecnologie illimitate?\nDall’autodifesa digitale alla pedagogia hacker: cambiare i nostri comportamenti sperimentando insieme.\nentrata libera\n\n\nCircolo Libertario Zapata e Biblioteca Cancian in via ungaresca 3/b
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SUMMARY:Livorno: Fermiamo la guerra contro ogni imperialismo
DESCRIPTION:MANIFESTAZIONE\nP. Grande h 16.30\nLa Russia ha invaso l’Ucraina bombardando le città. Migliaia di morti\, miseria\, distruzione\, milioni di persone in fuga. Questo il risultato di tre settimane di guerra. La NATO e i governi UE tra cui l’Italia sono anch’essi in guerra. Fermiamo la guerra fermiamo l’estensione del conflitto.\nStop all’invio di armi all’Ucraina! Ritirare le truppe italiane dall’Europa orientale!\nPer fermare l’ampliamento della base USA di Camp Darby\nPer impedire l’aumento delle spese militari\nFermiamo la propaganda di guerra e il nuovo stato di emergenza del governo\nSolidarietà internazionalista\nCoordinamento cittadino per il ritiro immediato delle missioni militari italiane all’estero
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SUMMARY:Carrara: presidio antimilitarista
DESCRIPTION:Piazza Gramsci (ex piazza d’armi) \nContro tutte le guerre \nnè con Putin nè con la NATO \nNo alle missioni militari all’estero \nSì alla riconversione dell’industria bellica \n  \nInterventi \nRaccolta firme \nCanzoni contro la guerra \n  \nCoordinamento antimilitarista carrara
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SUMMARY:Torino: cacerolazo contro le guerre
DESCRIPTION:Sabato 19 marzo ore 11\nCacerolazo contro le guerre al Balon \nContatti:\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni mercoledì dalle 20\,30\nContatti: fai_torino@autistici.org – @senzafrontiere.to/ \nWild C.A.T. Collettivo Anarco-Femminista Torinese\ncorso Palermo 46 – @Wild.C.A.T.anarcofem \nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail \nscrivi a: anarres@inventati.org \nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Milano: Guerra e energia: l’Eni e le missioni militari italiane in Africa
DESCRIPTION:Guerra e energia: l’Eni e le missioni militari italiane in Africa\n \nInizio h.10.30 \nIntroduzione di un compagno dell’Assemblea Antimilitarista \nStefano Capello \nLa politica energetica italiana tra la prima e la seconda Repubblica. Continuità e rotture \nDaniele Ratti \nL’ENI Armata \nInizio discussione \npausa pranzo \nripresa 14.30 \nAntonio Mazzeo \nLe avventure neocoloniali dell’Italia dal Sahel al Mozambico \nAndrea Turco \nLa colonizzazione mentale\, il caso ENI a Gela \nMassimo Varengo \nUno sguardo antimperialista sulla guerra in Ucraina \nInterventi aperti \n\nL’incontro/convegno del 19 marzo si terrà presso il Laboratorio Occupato Kasciavit – Milano via San Faustino 64 (Lambrate FS – MM2 – Bus 39)\n\nL’assemblea antimilitarista tenutasi a Milano il 16 Gennaio ha accolto la proposta di articolare la prossima tappa antimilitarista con iniziative che si svilupperanno sul territorio di Milano.\nIl dibattito\, lo scambio di opinioni\, tra i diversi gruppi politici e individualità che hanno dato vita all’assemblea antimilitarista ha avuto un momento di sintesi nell’individuare due temi centrali: il ruolo delle multinazionali energetiche\, in particolare dell’Eni\, come motore delle missioni internazionali militari e l’Africa come teatro principale della competizione economica e militare.\nIn tale prospettiva è emersa quindi la necessità di dare vita a due distinti momenti: un incontro previsto per il 19 marzo e un’iniziativa di piazza per il 2 aprile.\nL’energia è diventata il momento centrale della “sicurezza” delle varie entità statali e quindi il solco entro il quale si è indirizzata e si svilupperà l’attività militare.\nLe multinazionali energetiche sono in primo piano\, in particolare l’Eni\, storica presenza nel bacino del Mediterraneo e soprattutto in Africa. Per tale ragione riteniamo che sia centrale analizzare la questione energetica\, le multinazionali di settore e\, per quanto ci riguarda più da vicino\, il peso specifico dell’Eni in tale contesto.\nEni\, presenza storica nel continente africano\, ha incentrato sempre più le attività nella sponda sud del Mediterraneo e Golfo di Guinea.\nIl controllo del corridoio sahariano\, il Sahel\, diventa indispensabile per mettere in “sicurezza” le attività industriali e non è un caso che oltre metà delle missioni internazionali italiane sono attive in Africa.\n\n\nL’incontro/convegno del 19 marzo si terrà presso il Laboratorio Occupato Kasciavit – Milano via San Faustino 64 – e verrà articolato in modo tale da consentire alle diverse soggettività presenti di esporre il loro punto di vista e la loro specifica attività.\nIl momento di analisi\, approfondimento e presa di coscienza del 19 Marzo sarà propedeutico all’iniziativa del 2 aprile.\n\n\nAssemblea Antimilitarista
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SUMMARY:Torino: Assemblea cittadina contro l'industria di guerra e la NATO
DESCRIPTION:alla tettoia dei contadini di Porta Palazzo\n\nInterventi sulla Città dell’Aerospazio\, sul ruolo della NATO in Italia\, testimonianze delle lotte contro l’ampliamento della base di Camp Derby a Livorno.\n\nLa NATO si prepara a sbarcare a Torino?\nTorino si candida ad ospitare nella nuova Città dell’Aerospazio\, che sorgerà tra corso Francia e corso Marche\, la sede di un acceleratore d’innovazione nel campo della Difesa e l’ufficio regionale per l’Europa del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A)\, una struttura della NATO.\nTorino\, finita l’era dell’automotive\, punta tutto sull’industria bellica per il rilancio dell’economia. Un’economia di morte.\nBloccare la nascita di un nuovo polo di ricerca\, progettazione e costruzione di ordigni bellici\, impedire che la NATO abbia una sua base a Torino è un impegno concreto contro il militarismo e contro la guerra.\nMentre il governo proclama lo stato di emergenza per la guerra imperialista per il controllo dell’Ucraina\, fermare la produzione e lo smercio d’armi è l’unico modo per inceppare la macchina che alimenta le guerre.\nPer fermare le guerre non basta un no. Bisogna mettersi di mezzo. A partire dalla nostra città.\nL’assemblea Antimilitarista promuove un’assemblea cittadina che lanci una campagna di informazione e lotta per bloccare l’industria di guerra e la NATO a Torino.\nInterventi sulla Città dell’Aerospazio\, sul ruolo della NATO in Italia\, testimonianze delle lotte contro l’ampliamento della base di Camp Derby a Livorno\nAlla tettoia dei contadini dalle ore 18.\nLa notizia della candidatura di Torino ad ospitare la sede di un acceleratore d’innovazione nel campo della Difesa e l’ufficio regionale per l’Europa del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A) della NATO è passata come sempre in sordina.\nLo stesso sito Difesa.it descrive pudicamente l’operazione come “Sinergia per l’innovazione tra Industria\, Mondo Accademico e Difesa”\nE prosegue: “L’offerta nazionale per la partecipazione all’iniziativa\, lanciata dai capi di Stato e di Governo al summit di Bruxelles del giugno 2021 nell’ambito dell’agenda NATO 2030\, consiste nella realizzazione di una rete federata di centri di sperimentazione e acceleratori d’innovazione con il compito di supportare la NATO e i paesi alleati nel proprio processo di innovazione\, sostenendo le start-up a sviluppare le tecnologie necessarie a preservare la superiorità tecnologica e facilitando la cooperazione tra settore privato e realtà militari.\nL’Italia propone di ospitare il Regional Office presso le strutture nella costituenda Città dello Spazio\, dove si insedierà\, a fianco dei laboratori e degli spazi per le start-up\, il Business Incubation Centre dell’Agenzia Spaziale Europea. Nelle more del completamento della Città dello Spazio\, saranno comunque disponibili per l’immediato degli uffici presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino.\nVerrà\, inoltre\, messo a disposizione del progetto il costituendo acceleratore Aerospace & Advanced Hardware e saranno rese disponibili le capacità di sperimentare tecnologie innovative presso il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN) della Marina Militare di La Spezia e il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) di Capua\, società partecipata dell’Agenzia Spaziale Italiana\, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e della Regione Campania. Un volta identificati\, i due uffici regionali\, uno in Europa e uno in Nord America\, fungeranno da hub dell’intera rete DIANA e sovraintenderanno alle attività degli acceleratori e dei vari test center.“\nLa candidatura di Torino ad ospitare l’acceleratore e l’ufficio europeo di DIANA è stata ufficialmente presentata il 20 gennaio\, durante un incontro che si è svolto negli uffici della Regione Piemonte.\nIl Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano\, Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti\, si è confrontato con David van Weel\, Assistant Secretary General for Emerging Security Challenges della NATO.\nLa saldatura tra iniziative come la Cittadella dell’aerospazio e la candidatura ad ospitare DIANA sono il segnale inequivocabile che siamo di fronte ad un importante cambio di paradigma per la città di Torino.\nIn autunno i media in occasione della mostra-mercato dell’industria bellica aerospaziale hanno descritto i colossi dell’industria bellica riuniti all’Oval come consesso di scienziati e tecnici che progettano e costruiscono navicelle per Marte e l’avventura spaziale.\nUn’operazione mediatica funzionale a creare una cortina fumogena intorno alla Cittadella dell’Aerospazio che sorgerà in corso Marche\, nell’area dello stabilimento Alenia di Torino\, il cui core business è la costruzione di cacciabombardieri e droni da guerra.\nI promotori della Cittadella\, non per caso\, sono Leonardo e Avio aero. Leonardo è il colosso dell’industria armiera italiana\, a capitale prevalentemente statale. L’accento è messo sull’innovazione\, le start up\, il legame sempre più stretto con la ricerca universitaria\, le “sfide tecnologiche dell’aeronautica e della esplorazione spaziale”\, con annessi oltre ad un museo e ad un parco urbano\, residenze per studenti e ricercatori\, uno «space center»\, un incubatore per startup del settore\nLo scorso ottobre Leonardo ha siglato l’accordo con il Politecnico\, che ha definito spazi e competenze.\nSi tratta di una scrittura privata con all’interno il contratto preliminare di costituzione di diritto di superficie tra l’Ateneo e la ditta Leonardo per la realizzazione della Piattaforma Aerospazio.\nL’avvio dei lavori è previsto nei primi mesi del 2022\, la conclusione nel 2023.\nLa città dell’aerospazio è\, nella sostanza\, un nuovo polo tecnologico dedicato all’industria di guerra. Il progetto coinvolge Regione Piemonte\, Comune\, Politecnico\, Università\, Camera di Commercio e Unione Industriale di Torino\, Api\, Cim 4.0\, il Distretto aerospaziale piemontese e Tne. Parlare di armi in modo schietto è considerato impopolare\, perciò si attua un’operazione di travestimento di una scelta strategica cruciale per il Piemonte\, benedetta lo scorso ottobre dal presidente di Confindustria Bonomi: ormai finito il tempo delle automobili\, si punta sull’industria bellica.\nTorino è già oggi uno dei centri della progettazione e produzione bellica.\nLa gran parte delle aziende italiane dell’aerospazio si trova in Piemonte\, dove il giro d’affari annuale è di 5 miliardi di euro di fatturato e 15 mila addetti ai lavori. I settori produttivi sono da tempo strettamente connessi con le università\, in primis il Politecnico\, e altri settori della formazione. La città dell’aerospazio rappresenta un ulteriore salto quantitativo e qualitativo per i rapporti tra l’industria bellica e l’università.\nIn Piemonte\, ci sono ben cinque attori internazionali di primo piano: Leonardo\, Avio Aero\, Collins Aerospace\, Thales Alenia Space\, ALTEC.\nL’industria bellica è un business che non va mai in crisi. L’Italia fa affari con chiunque.\nLa chiusura e riconversione dell’industria bellica è urgente e necessaria.\nLe armi italiane\, in prima fila il colosso pubblico Leonardo\, sono presenti su tutti i teatri di guerra. Guerre che paiono lontane sono invece vicinissime: le armi che uccidono civili in ogni dove\, sono prodotte non lontano dai giardini dove giocano i nostri bambini.\nPer fermare la guerra non basta un no. Occorre incepparne i meccanismi\, partendo dalle nostre città\, dal territorio in cui viviamo.\nBloccare la nuova Cittadella dell’Aerospazio\, impedire lo sbarco a Torino dell’ufficio europeo di DIANA opporsi a trasformare Torino in uno dei nodi della rete mondiale di acceleratori di innovazione al servizio della NATO è una scommessa importante da praticare. Specie oggi che una guerra dalle conseguenze imprevedibili infuria nel cuore d’Europa.\n\nAssemblea Antimilitarista – Torino
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SUMMARY:Roma: cineforum "Blacula"
DESCRIPTION:Riprende il cineforum e proseguiamo con il filone “blaxploitation”. \n\n  –    Mercoledì 2 marzo present19eremo un raro documentario del 1970\, “Seize the time” di Antonello Branca\, uno sguardo in presa diretta sui movimenti di liberazione afroamericani.\n–    Mercoledì 9 marzo\, proietteremo “Shaft il detective” del 1971\, il primo dei due classici della serie “Shaft”\, che può essere considerato tra gli antesignani del genere\, col carismatico Richard Roundtree e le musiche funky da premio oscar di Isaac Hayes; interessante anche perché è tra i primi film in cui vediamo rappresentate le Black Panters.\n–    Mercoledì 16 marzo\, vedremo “Blacula”\, del 1972\, una versione blaxploitation del mito di Dracula\, ambientato nell’America razzista degli anni settanta. Notevole l’interpretazione del protagonista\, l’attore shakespeariano William Marshall.\n–    Mercoledì 23 marzo\, completerà il ciclo “Shaft contro i mercanti di schiavi” del 1973\, il secondo della serie. Girato in gran parte in Africa\, in cui il nostro eroe intraprende una lotta senza tregua contro i trafficanti di esseri umani\, fino a decapitarne i vertici\, naturalmente bianchi. Incredibilmente attuale\, forse il più “politico” della serie. \n“Fighting souls” di Stratos Cutugno\, del 2021\, un breve contributo sull’uccisione di George Floyd\, verrà proiettato prima di ogni film. \nIl “blaxploitation” (da “black” e “exploitation”) si distingue tra i vari filoni di film di genere degli anni ’70 per avere come protagonisti attori afroamericani\, e per rivolgersi a un pubblico\, almeno negli Stati Uniti\, soprattutto afroamericano.\nTitoli come “Shaft”\, Superfly”\, “Cleopatra Jones” o “Foxy Brown”\, anche grazie a colonne sonore di maestri del funky e del soul come Curtis Mayfield e Isaac Hayes\, sono divenuti dei classici\, ispirando generazioni di cineasti\, dai nostri poliziotteschi fino a Tarantino.\nI personaggi di questi film per la prima volta mostrano sullo schermo un’immagine di donne e uomini neri dinamica\, attiva\, vincente\, spesso in aperto contrasto coi bianchi e senza timore di confrontarsi con le problematiche più scottanti dell’epoca.\nIl fatto che il grosso di questi film\, a parte alcune eccezioni\, è costituito da opere smaccatamente commerciali\, immesse sul mercato in massa per sfruttare un filone che\, per quanto settoriale\, era economicamente redditizio\, portò spesso a un atteggiamento di vero e proprio boicottaggio da parte dei movimenti per la lotta dei diritti degli afroamericani\, come le Black Panters; anche considerando il fatto che la maggior parte dei registi e dei produttori erano bianchi\, e ovviamente maschi.\nAnche per questa dimensione di ambiguità è interessante rivedere oggi questi film: al di là della loro straordinaria forza espressiva e dello stile estetico inconfondibile\, che li tende godibili di per sé\, possono stimolare spunti di  riflessione sull’industria dello spettacolo\, sulla storia della nostra percezione delle lotte per i diritti degli afroamericani\, e della società americana in genere. \nDopo le proiezioni ci sarà la possibilità di commentare insieme il film e intavolare un dibattito. \nLe proiezioni si terranno presso la sede del Gruppo “Bakunin” in via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) metro B – Garbatella ogni mercoledì a partire dalle ore 19:00. \nInfo: gruppobakunin@federazioneanarchica.org \nGRUPPO “BAKUNIN” – F.A.I. ROMA E LAZIO \nE’ gradita la prenotazione
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SUMMARY:Torino: Né con la Russia né con la NATO! Punto informativo antimilitarista
DESCRIPTION:via Po \nContatti:\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni mercoledì dalle 20\,30\nContatti: fai_torino@autistici.org – @senzafrontiere.to/ \nWild C.A.T. Collettivo Anarco-Femminista Torinese\ncorso Palermo 46 – @Wild.C.A.T.anarcofem \nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail \nscrivi a: anarres@inventati.org \nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Reggio Emilia: Nè con Putin\, nè con la Nato\, disertare le guerre
DESCRIPTION:Presidio antimilitarista contro tutte le guerre e contro tutti gli eserciti \npiazza Prampolini \na seguire cena al circolo berneri \n  \nAssemblea Antimilitarista
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SUMMARY:Pordenone: tutte le guerre contro di noi\, noi contro tutte le guerre
DESCRIPTION:Pordenone – P.zza XX Settembre\nTUTTE LE GUERRE CONTRO DI NOI\nNOI CONTRO TUTTE LE GUERRE\nPresidio antimilitarista\nCondanniamo l’aggressione armata di Putin alle popolazioni dell’Ucraina\, ci schieriamo con quanti lottano contro gli imperialismi di qualsiasi specie\, gli interventi militari\, il nazionalismo; con chi soffre sotto le bombe del potente di turno (in Ucraina\, ma anche in Siria\, in Yemen\, in Etiopia\, ecc.); con chi coraggiosamente – come in Russia – manifesta contro la guerra e la politica di distruzione e di morte.\nCi impegniamo nella lotta contro il nostro imperialismo che manda soldati e mezzi a sostegno della NATO\, in Lituania come in Romania e nel Mar Nero\, oppure li invia nel continente africano a sostegno delle politiche di rapina delle ‘nostre’ imprese e dei ‘nostri’ oligarchi.\nNessun individuo\, nessuna risorsa per la guerra degli stati!
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SUMMARY:Niscemi: corteo regionale. No alla guerra imperialista in Ucraina
DESCRIPTION:16La recente escalation bellica in Ucraina non è una casualità\, ma la conseguenza naturale della competizione interimperialista per la spartizione del globo nell’esclusivo interesse di monopoli e grandi aziende.\nLa guerra è la continuazione della politica con altri mezzi ed è per questo motivo che gli imperialisti la guerra la preparano\, in quanto strumento ultimo di espansione e di accaparramento di risorse e mercati.\nL’attacco russo all’Ucraina è l’ultimo atto di una guerra interimperialista\, risvolto delle politiche di espansione del dominio degli Stati Uniti\, che dal 1993 hanno lavorato ininterrottamente per favorire l’ingresso nella NATO ai paesi dell’ex blocco orientale\, ma anche risvolto delle politiche del regime oligarchico russo\, tese a ricostruire zone di influenza e cuscinetto ad ovest. Una guerra iniziata nel 2014 nel Donbass con la strenua resistenza delle milizie popolari all’aggressione dell’Ucraina\, che ha già fatto oltre 14mila morti.\nLe conseguenze di questo conflitto investono direttamente anche le classi subalterne del nostro Paese che già ad inizio anno hanno subìto una serie di rincari pesanti rispetto ai beni di prima necessità\, che rischiano di aumentare ulteriormente a causa delle sanzioni dell’UE alla Russia\, specie in campo energetico.\nI soldi stanziati dal governo italiano per la guerra in Ucraina (i primi 170 milioni qualche giorno fa) sono fondi sottratti alla spesa sociale che si aggiungono ai 70 milioni al giorno di spese militari. Inoltre\, la guerra diventa un’occasione per prorogare lo stato d’emergenza e limitare ulteriormente il diritto al dissenso e alla protesta.\nLa Sicilia\, in particolar modo\, con le numerose basi militari che costellano il suo territorio\, rappresenta un fondamentale avamposto militare per i piani dell’imperialismo USA – Nato. I droni che sorvolano i cieli ucraini partono da Sigonella e gli ordini di guerra transitano dalla stazione Muos di Niscemi.\nIl coinvolgimento diretto della Sicilia nella guerra in Ucraina espone il popolo siciliano al rischio concreto di ritorsioni militari senza ritorno\, se consideriamo la centralità delle istallazioni militari siciliane\, e in special modo il MUOS\, nel quadro strategico dell’imperialismo americano.\nNon dobbiamo cadere nel tranello della propaganda martellante messa in campo fin dai primi momenti del conflitto. Propaganda che maschera la tendenza alla guerra degli opposti imperialismi\, semplificandola nello scontro fra l’Occidente democratico e pacifista e il “nuovo Hitler”. Propaganda che\, soffiando su rigurgiti nazionalisti\, aizza a parteggiare per la guerra e alimenta il razzismo contro i/le migranti.\nLa guerra che oggi si sta combattendo altro non è che un affare goloso per i capitalisti della morte: dalle aziende produttrici di armi come la Leonardo\, la BAE Systems\, la Northrop Grumman Corporation\, ai monopoli del petrolio e dell’energia\, come Shell\, Total\, Gazprom ed Eni. Inoltre\, è un’occasione ghiotta per gli Stati per aumentare le spese militari già in costante crescita a discapito delle spese sociali.\nLa nostra solidarietà va a tutti i popoli del mondo vittime delle guerre e delle aggressioni di tutti gli imperialismi. Non va certo ai Governi imperialisti della Russia\, dei paesi della Nato\, dell’Unione europea o dell’Ucraina.\nRichiediamo una degna accoglienza senza discriminazioni di chi fugge dalle guerre mentre la fortezza Europa chiude i confini da anni nella rotta balcanica e la Polonia fa congelare donne\, uomini e bambini al confine con la Bielorussia.\n\nNon chiudiamo gli occhi di fronte a quello che sta avvenendo in Ucraina\, in Italia e nel mondo: organizziamo una grande manifestazione regionale il 12 marzo a Niscemi contro la guerra imperialista!\n\nLa guerra dei padroni non la pagheremo noi!\nSmilitarizziamo la Sicilia! Fuori l’Italia dalla NATO!\n\nNo alla guerra\, contro tutti gli imperialismi!\nInfo bus da Catania: 3458421319 / 3927955420\nInfo bus da Palermo: 3291296576 / 3480712536\nInfo bus da Ragusa: 3382818189
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SUMMARY:Imola: Mobilitiamoci contro la guerra
DESCRIPTION:MOBILITIAMOCI CONTRO LA GUERRA \nPer fermare il massacro.\nContro l’imperialismo ed il nazionalismo.\nPer un movimento radicale di opposizione alle guerre degli stati.\nPer rivendicare la fraternizzazione tra i popoli oppressi e la ribellione\ncontro chi impone la guerra.\nCon il popolo ucraino\, con il popolo russo. \nPresidio di protesta\, informazione e confronto. \nPiazza Caduti per la libertà \nPortare i propri contenuti.\nNo bandiere nazionali. \nAssemblea Anarchici Imolesi
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SUMMARY:Torino: Spezziamo le ali al militarismo! Presidio all'Energy Center
DESCRIPTION:Presidio antimilitarista di fronte all’auditorium dell’Energy Center del Politecnico in via Paolo Borsellino 38/16\n\nNell’auditorium si svolgerà un convegno dal titolo “Il futuro dell’aerospazio: opportunità di sviluppo per le PMI nella filiera”\, cui interverranno rappresentanti del politecnico e delle maggiori industrie belliche del settore: Leonardo\, Avio Aero\, Thales Alenia Space\, Mecaer con l’introduzione della presidente del Distretto Aerospaziale del Piemonte. Questo convegno è solo un ulteriore tassello del mosaico che vede al centro uno strettissimo intreccio di interessi tra il Politecnico Torinese e l’industria aerospaziale di guerra\, che troverà il suo culmine nella realizzazione della Città dell’Aerospazio\, che sorgerà nell’area tra corso Marche e corso Francia\, in un’area di proprietà di Leonardo.\nIl segnale inequivocabile di una scelta strategica per il futuro della città\, che si lega più che nel recente passato\, all’industria bellica. Non solo. Presto a Torino potrebbe sbarcare anche la NATO.\nLa NATO si prepara a sbarcare a Torino?\nLa notizia della candidatura di Torino ad ospitare la sede di un acceleratore d’innovazione nel campo della Difesa e l’ufficio regionale per l’Europa del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A) della NATO è passata come sempre in sordina.\nLo stesso sito Difesa.it descrive pudicamente l’operazione come “Sinergia per l’innovazione tra Industria Mondo Accademico e Difesa”\nE prosegue: “L’offerta nazionale per la partecipazione all’iniziativa\, lanciata dai capi di Stato e di Governo al summit di Bruxelles del giugno 2021 nell’ambito dell’agenda NATO 2030\, consiste nella realizzazione di una rete federata di centri di sperimentazione e acceleratori d’innovazione con il compito di supportare la NATO e i paesi alleati nel proprio processo di innovazione\, sostenendo le start-up a sviluppare le tecnologie necessarie a preservare la superiorità tecnologica e facilitando la cooperazione tra settore privato e realtà militari.\nL’Italia propone di ospitare il Regional Office presso le strutture nella costituenda Città dello Spazio\, dove si insedierà\, a fianco dei laboratori e degli spazi per le start-up\, il Business Incubation Centre dell’Agenzia Spaziale Europea. Nelle more del completamento della Città dello Spazio\, saranno comunque disponibili per l’immediato degli uffici presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino.\nVerrà\, inoltre\, messo a disposizione del progetto il costituendo acceleratore Aerospace & Advanced Hardware e saranno rese disponibili le capacità di sperimentare tecnologie innovative presso il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN) della Marina Militare di La Spezia e il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) di Capua\, società partecipata dell’Agenzia Spaziale Italiana\, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e della Regione Campania. Un volta identificati\, i due uffici regionali\, uno in Europa e uno in Nord America\, fungeranno da hub dell’intera rete DIANA e sovraintenderanno alle attività degli acceleratori e dei vari test center.“\nLa candidatura di Torino ad ospitare l’acceleratore e l’ufficio europeo di DIANA è stata ufficialmente presentata il 20 gennaio\, durante un incontro che si è svolto negli uffici della Regione Piemonte. Il Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano\, Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti\, si è confrontato con David van Weel\, Assistant Secretary General for Emerging Security Challenges della NATO.\nLa saldatura tra iniziative come la Cittadella dell’aerospazio e la candidatura ad ospitare DIANA sono il segnale inequivocabile che siamo di fronte ad un importante cambio di paradigma per la città di Torino.\nIn autunno i media in occasione della mostra-mercato dell’industria bellica aerospaziale hanno descritto i colossi dell’industria bellica riuniti all’Oval come consesso di scienziati e tecnici che progettano e costruiscono navicelle per Marte e l’avventura spaziale.\nUn’operazione mediatica funzionale a creare una cortina fumogena intorno alla Cittadella dell’Aerospazio che sorgerà in corso Marche\, nell’area dello stabilimento Alenia di Torino\, il cui core business è la costruzione di cacciabombardieri e droni da guerra.\nI promotori della Cittadella\, non per caso\, sono Leonardo e Avio aero. Leonardo è il colosso dell’industria armiera italiana\, a capitale prevalentemente statale. L’accento è messo sull’innovazione\, le start up\, il legame sempre più stretto con la ricerca universitaria\, le “sfide tecnologiche dell’aeronautica e della esplorazione spaziale”\, con annessi oltre ad un museo e ad un parco urbano\, residenze per studenti e ricercatori\, uno «space center»\, un incubatore per startup del settore\nLo scorso ottobre Leonardo ha siglato l’accordo con il Politecnico\, che ha definito spazi e competenze.\nSi tratta di una scrittura privata con all’interno il contratto preliminare di costituzione di diritto di superficie tra l’Ateneo e la ditta Leonardo per la realizzazione della Piattaforma Aerospazio.\nL’avvio dei lavori è previsto nei primi mesi del 2022\, la conclusione nel 2023.\nLa città dell’aerospazio è\, nella sostanza\, un nuovo polo tecnologico dedicato all’industria di guerra. Il progetto coinvolge Regione Piemonte\, Comune\, Politecnico\, Università\, Camera di Commercio e Unione Industriale di Torino\, Api\, Cim 4.0\, il Distretto aerospaziale piemontese e Tne. Parlare di armi in modo schietto è considerato impopolare\, perciò si attua un’operazione di travestimento di una scelta strategica cruciale per il Piemonte\, benedetta lo scorso ottobre dal presidente di Confindustria Bonomi: ormai finito il tempo delle automobili\, si punta sull’industria bellica.\nTorino è già oggi uno dei centri della progettazione e produzione bellica.\nLa gran parte delle aziende italiane dell’aerospazio si trova in Piemonte\, dove il giro d’affari annuale è di 5 miliardi di euro di fatturato e 15 mila addetti ai lavori. I settori produttivi sono da tempo strettamente connessi con le università\, in primis il Politecnico\, e altri settori della formazione. La città dell’aerospazio rappresenta un ulteriore salto quantitativo e qualitativo per i rapporti tra l’industria bellica e l’università.\nIn Piemonte\, ci sono ben cinque attori internazionali di primo piano: Leonardo\, Avio Aero\, Collins Aerospace\, Thales Alenia Space\, ALTEC.\nL’industria bellica è un business che non va mai in crisi. L’Italia fa affari con chiunque.\nLa chiusura e riconversione dell’industria bellica è urgente e necessaria.\nLe armi italiane\, in prima fila il colosso pubblico Leonardo\, sono presenti su tutti i teatri di guerra. Guerre che paiono lontane sono invece vicinissime: le armi che uccidono civili in ogni dove\, sono prodotte non lontano dai giardini dove giocano i nostri bambini.\nPer fermare la guerra non basta un no. Occorre incepparne i meccanismi\, partendo dalle nostre città\, dal territorio in cui viviamo.\nBloccare la nuova Cittadella dell’Aerospazio\, impedire lo sbarco a Torino dell’ufficio europeo di DIANA opporsi a trasformare Torino in uno dei nodi della rete mondiale di acceleratori di innovazione al servizio della NATO è una scommessa importante da praticare. Specie oggi che una guerra dalle conseguenze imprevedibili infuria nel cuore d’Europa.\nAssemblea Antimilitarista – Torino
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