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SUMMARY:CARRARA: Presentazione di "Trumpismo\, un mito politico" di Chiara Bottici
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SUMMARY:BOLOGNA: Corteo per il 2 agosto. La strage di Stato non è storia passata
DESCRIPTION:Domenica 2/8 Corteo per il 2 agosto. La strage di Stato non è storia passata\ndalle ore 8.30 in Piazza del Nettuno\nBOLOGNA \nLA STRAGE E I RESPONSABILI\nIl 2 agosto 1980\, alle 10.25 di mattina\, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo\, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.\nLa recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini\, ex esponente di Avanguardia Nazionale\, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.\nOGGI COME IERI\nLo Stato ordina\, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.\nPerché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi\, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali\, i ceti popolari\, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati\, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.\nLa continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”\, oggi sono i migranti\, i gruppi sociali marginalizzati.\nI respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici\, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori\, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.\nLA VIOLENZA DI OGGI\nLo abbiamo visto accadere anche qui\, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir\, 42 anni\, bolognese da 35 anni\, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti\, prima di restare immobile per sempre\, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia\, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.\nI decreti sicurezza\, le leggi bavaglio\, la repressione del dissenso\, l’attacco ai diritti dei lavoratori\, i respingimenti in mare e alle frontiere\, i lager per migranti\, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.\nA BOLOGNA NON SI PASSA\nRilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.\nOggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore\, della solidarietà contro l’oppressione.\nPerché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito. \nhttps://resistentibolognesi.bida.im/
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SUMMARY:REGGIO EMILIA: Giornata di Studi in memoria di Claudio Venza "Spagna '36: l'anarchia\, la guerra\, la rivoluzione"
DESCRIPTION:Giornata di studi a cura dell’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa\, della Biblioteca Panizzi e dell’Istoreco nel novantesimo della rivoluzione e dell’inizio della guerra civile in Spagna. \nIn memoria di Claudio Venza (1946-2022)\, militante anarchico e storico della Spagna libertaria. \n  \nSabato 24 ottobre 2026\, Sala del Planisfero\, Biblioteca Panizzi\, Via Farini 3\, Reggio Emilia \nMattina\, ore 9:30-12:30: Presiede Gemma Bigi \nEnrico Acciai: Un quadro storiografico \nAlfonso Botti: La guerra civile spagnola nella storia del Novecento \nEva Cecchinato: Il volontarismo in armi 1936-1939 \nMarco Puppini: Garibaldini ma non solo. Antifascisti italiani nella guerra di Spagna \nAlberto Ferraboschi: Gli intellettuali italiani e la Spagna di Franco. Antifranchismo culturale e mobilitazione democratica nel secondo dopoguerra \nGianni Carrozza: Non è un colpo di fulmine: Berneri in Spagna \n  \nPomeriggio: Presiede Antonio Senta (con un ricordo di Claudio Venza)\, ore 14:30-18:30 \nJosé Luis Gutiérrez Molina: Rivoluzione e collettivizzazioni nella produzione agricola e industriale \nEulalia Vega Masana: Donne anarchiche nella rivoluzione e nella guerra civile spagnola tra storia e memoria \nRoberto Simoni: L’anarchismo nelle campagne spagnole \nRodolfo Vittori: L’anarchismo italiano in Spagna tra rivoluzione e guerra nei fondi Gino Cerrito\, Claudio Venza e Ugo Fedeli \nDavid Bernardini: Rudolf Rocker e il dibattito sulla Spagna nell’anarchismo internazionale \nMichela Cimbalo: Solidaridad Internacional Antifascista (SIA): tra assistenza alla popolazione spagnola e costruzione di reti politiche transnazionali \n  \nA novanta anni dall’estate 1936 l’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa\, la Biblioteca Panizzi e l’Istoreco dedicano una giornata di studi alla ricostruzione storica degli avvenimenti che portarono all’affermazione del regime franchista in Spagna\, approfondendo le dinamiche di quegli anni dal punto di vista sia militare sia politico-sociale. Il 17 luglio del ’36 nel Marocco spagnolo le truppe coloniali danno il via alla sollevazione militare contro il legittimo governo repubblicano\, eletto nel febbraio precedente\, e in poco tempo i nacionales avranno la meglio in molte aree della Spagna\, iniziando subito eccidi sistematici di civili\, lavoratori\, sindacalisti e militanti di sinistra. Ma in buona parte della penisola la popolazione reagisce riuscendo a sventare il golpe in tante città e regioni\, come Barcellona\, la Catalogna e l’Aragona; grazie alla spinta propulsiva degli attivisti libertari e al protagonismo femminile procede con successo uno straordinario esperimento di rivoluzione sociale: l’autogestione dei servizi e delle industrie e la collettivizzazione delle terre. L’utopia si fa realtà\, ma sconta presto l’intervento militare dell’Asse in supporto dei franchisti\, il non intervento delle democrazie occidentali\, il sostegno ai golpisti da parte della Chiesa cattolica\, il ruolo controrivoluzionario dell’Unione Sovietica di Stalin. Così la breve estate dell’anarchia\, animata anche da volontari internazionalisti\, si spegne stritolata dalle logiche belliche e totalitarie\, pugnalata alle spalle dallo stalinismo\, reo dell’assassinio\, tra gli altri\, di Camillo Berneri nel maggio 1937 a Barcellona\, e dalla furia dei fascismi europei che infine vincono la guerra. Sulla Spagna cala il sipario della brutale dittatura franchista che durerà fino a metà anni Settanta. \n 
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