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SUMMARY:BOLOGNA: Carnevale popolare “Mille e Una Bolognina”
DESCRIPTION:1° edizione del Carnevale Popolare \nDomenica 2 marzo la la parata del carnevale popolare riempirà le strade percorrendo le vie della Blognina!  \nUdite udite! Si viene in maschera e c’è anche un tema!”Mille e Una Bolognina”!  Porta in parata i tuoi 1001 desideri e infiniti sogni! Ribalta narrazioni e costruisci nuove storie di quartiere e comunità aperte! Come nella tradizione dei blocos del carnivale popolare brasiliano attraverseremo la Bolognina suonando\, cantando e ballando\, con maschere e travestimenti! \nCi vediamo a partire dalle 11 a Fondo Comini per preparativi e vestizioni. Si parte alle 14! \n#no machi #no razzisti #no brumotti\n#si musica #si bimbi #si travisamenti #si maranza \n**************************************************** \nPerchè un Carnevale in Bolognina? \nLa Bolognina sta affrontando le conseguenze di un processo di gentrificazione urbana\, dell’impoverimento della popolazione e dell’acuirsi dell’esclusione sociale.\nLe operazioni di polizia\, giustificate da retoriche razziste e da una spettacolarizzazione mediatica del disagio sociale\, hanno solo aggravato il clima di insicurezza\, generando paura tra le persone. Ci domandiamo se questa situazione non sia il risultato delle politiche sociali di attacco e dismissione dei servizi di welfare e di prossimità: la distruzione del sistema di accoglienza\, l’accentramento e la riduzione dei servizi territoriali\, l’assenza di programmi abitativi credibili\, la strutturale carenza di fondi per l’intervento delle unità di strada e lo sgombero di spazi pubblici e lo sfratto dei presidi sociali.\nIn opposizione a logiche securitarie crediamo che l’antidoto il vero antidoto sia la costruzione di una Comunità viva\, attiva e solidale in grado di parlarsi\, conoscersi e aiutarsi.\nCon questo spirito domenica 2 marzo il primo Carnevale Sociale di quartiere vogliamo condividere una giornata di socialità e festa che riempirà le vie del quartiere in cui viviamo e che amiamo con musica\, giochi e travestimenti!
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SUMMARY:BOLOGNA: Mensa Popolare Autogestita - Benefit per CSA Arvaia
DESCRIPTION:Lunedì 3/3 – Mensa Popolare Autogestita – Benefit per CSA Arvaia\ndalle ore 20\nUna cena per raccontare Arvaia a chi non la conosce (anche se è già socio) \,a chi viene alle cene del Circolo “perchè al lunedi a Bolo non c’è nulla”\, a chi passa “perchè costa poco”\, a chi viene “perchè c’è una bella balotta”\, a chi dice “oh lo trovo sempre chiuso sto posto a parte al lunedì”\,  a chi fa parte del Circolo ma “sta cosa del mercato del martedi in un circolo anarchico proprio non la capisco”\, a chi “mi piacerebbe far la spesa qui ma costa tutto troppo”\, a chi “vengo solo stavolta perchè odio le anarchiche ma volevo esserci a tutti i costi che Arvaia è la più bella CSA di tutta Bologna”\, a chi spera “che ricomincino a fare la pasta al ragù”\, a chi pensa “che palle lavarsi piatto e bicchiere”.
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SUMMARY:ROMA:  "New York ore 3: l'ora dei vigliacchi" al cineforum Garbatella
DESCRIPTION:A proposito di U.S.A. : In periodo di premi Oscar e megapresidenti galattici simpatici come una fistola\, scopriamo qualche titolo della cosiddetta “New Hollywood”\, ricordando anche il grande Gene Hackman. \nTra gli anni sessanta e settanta le majors di Hollywood sono in crisi; i produttori non sanno più che pesci pigliare e decidono di rischiare dando fiducia a un gruppo di autori\, registi e attori “indipendenti” che si muovono fuori dai grossi circuiti\, abituati a lavorare velocemente e con pochi soldi. Nasce così il fenomeno della New Hollywood: film spesso on the road\, in location inedite come contesti urbani e periferie degradate\, città come New York diventano set di storie prese direttamente dalla cronaca nera o dal teatro off Broadway. Ispirandosi alla Nouvelle vague e al cinema italiano di genere\, creano di fatto una nuova estetica\, mostrando un’ America inedita\, politicamente scorretta\, lontana dagli stereotipi della vecchia Hollywood. \n5 marzo NEW YORK ORE 3: L’ORA DEI VIGLIACCHI (1967) di Larry Peerce. Il film è ambientato tutto di notte in un vagone della metropolitana di New York. Due teppisti fuori di testa sequestrano i passeggeri inermi e li sottopongono a un crudele gioco al massacro. A metà strada tra Arancia meccanica e I guerrieri della notte è un repertorio di varie umanità più o meno allo sbando\, dove il clima claustrofobico è accentuato dal bianco e nero espressionista che ricorda i noir anni ’40. È significativo che mentre in California si celebrava la “Summer of love” dei figli dei fiori\, a New York si rappresentasse negli stessi mesi un disagio urbano che ritroviamo in altri ambiti contemporanei\, basti pensare alla musica dei Velvet Underground. Pare che le riprese siano state effettuate abusivamente di notte nelle metropolitane del Bronx\, all’insaputa della polizia. Nel cast oltre a un giovanissimo Tony Musante\, gli esordienti Martin Sheen e Donna Mills. \n12 marzo NON TORNO A CASA STASERA (1969) di Francis Ford Coppola. Lei è una casalinga depressa e incinta in fuga dalla famiglia\, lui è un ragazzone ex giocatore di football mezzo suonato. Insieme girano per l’America senza una direzione precisa\, mentre sulle loro tracce è il solito sbirro infame. Tipico film on the road\, è il quarto lungometraggio di Coppola\, che ci mostra il lato oscuro della provincia americana\, intollerante\, retriva\, maschilista\, a cui si contrappongono due antieroi in cerca di una utopica libertà. Il titolo originale (The rain people) ricorda un certo tipo di umanità caratterizzata da uno stato d’animo inquieto\, instabile. Nel cast oltre a Shirley Knight nel ruolo della casalinga\, l’esordiente James Caan\, e Robert Duvall. \n19 marzo PER CENTO CHILI DI DROGA (1972) di Bill L. Norton. Il cantante Cisco Pike (Kris Kristofferson) con la carriera in crisi perché invischiato in storie di droga\, vorrebbe tirarsi fuori dal giro e starsene in pace con la sua donna\, ma un poliziotto del Narcotic Bureau lo ricatta per costringerlo a spacciare per lui. È il film di esordio di Norton\, girato lasciando molta libertà agli attori e privilegiando le situazioni\, le atmosfere crepuscolari rispetto alla trama. Interessante spaccato sulla sottocultura della droga nel mondo della musica (e sulla inveterata corruzione nella polizia) vanta una colonna sonora pop country cantata dallo stesso Kristofferson\, mentre Gene Hackman è il poliziotto corrotto. \n26 marzo LO SPAVENTAPASSERI (1973) di Jerry Shatzberg. Uno si è appena uscito di galera e vorrebbe aprire una stazione di servizio\, l’altro è un ragazzo padre pentito che vorrebbe conoscere il figlio che ha abbandonato con la moglie. Diventano amici inseparabili e si mettono in viaggio insieme ognuno alla ricerca della propria utopia. Il loro viaggio picaresco è l’occasione per mostrare il contrasto tra un’America spietata\, emarginante e disillusa e due persone ancora piene di umanità e di sogni. I due mostri sacri Gene Hackman e Al Pacino fanno a gara a chi è più bravo\, mentre la fotografia di Vilmos Zsigmond mette in risalto tutte le sfumature di un’atmosfera crepuscolare e struggente. Meritata Palma d’oro a Cannes. \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org \n 
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SUMMARY:ROMA: "NON TORNO A CASA STASERA (1969)" al Cineforum Garbatella
DESCRIPTION:A proposito di U.S.A. : In periodo di premi Oscar e megapresidenti galattici simpatici come una fistola\, scopriamo qualche titolo della cosiddetta “New Hollywood”\, ricordando anche il grande Gene Hackman. \nTra gli anni sessanta e settanta le majors di Hollywood sono in crisi; i produttori non sanno più che pesci pigliare e decidono di rischiare dando fiducia a un gruppo di autori\, registi e attori “indipendenti” che si muovono fuori dai grossi circuiti\, abituati a lavorare velocemente e con pochi soldi. Nasce così il fenomeno della New Hollywood: film spesso on the road\, in location inedite come contesti urbani e periferie degradate\, città come New York diventano set di storie prese direttamente dalla cronaca nera o dal teatro off Broadway. Ispirandosi alla Nouvelle vague e al cinema italiano di genere\, creano di fatto una nuova estetica\, mostrando un’ America inedita\, politicamente scorretta\, lontana dagli stereotipi della vecchia Hollywood. \n5 marzo NEW YORK ORE 3: L’ORA DEI VIGLIACCHI (1967) di Larry Peerce. Il film è ambientato tutto di notte in un vagone della metropolitana di New York. Due teppisti fuori di testa sequestrano i passeggeri inermi e li sottopongono a un crudele gioco al massacro. A metà strada tra Arancia meccanica e I guerrieri della notte è un repertorio di varie umanità più o meno allo sbando\, dove il clima claustrofobico è accentuato dal bianco e nero espressionista che ricorda i noir anni ’40. È significativo che mentre in California si celebrava la “Summer of love” dei figli dei fiori\, a New York si rappresentasse negli stessi mesi un disagio urbano che ritroviamo in altri ambiti contemporanei\, basti pensare alla musica dei Velvet Underground. Pare che le riprese siano state effettuate abusivamente di notte nelle metropolitane del Bronx\, all’insaputa della polizia. Nel cast oltre a un giovanissimo Tony Musante\, gli esordienti Martin Sheen e Donna Mills. \n12 marzo NON TORNO A CASA STASERA (1969) di Francis Ford Coppola. Lei è una casalinga depressa e incinta in fuga dalla famiglia\, lui è un ragazzone ex giocatore di football mezzo suonato. Insieme girano per l’America senza una direzione precisa\, mentre sulle loro tracce è il solito sbirro infame. Tipico film on the road\, è il quarto lungometraggio di Coppola\, che ci mostra il lato oscuro della provincia americana\, intollerante\, retriva\, maschilista\, a cui si contrappongono due antieroi in cerca di una utopica libertà. Il titolo originale (The rain people) ricorda un certo tipo di umanità caratterizzata da uno stato d’animo inquieto\, instabile. Nel cast oltre a Shirley Knight nel ruolo della casalinga\, l’esordiente James Caan\, e Robert Duvall. \n19 marzo PER CENTO CHILI DI DROGA (1972) di Bill L. Norton. Il cantante Cisco Pike (Kris Kristofferson) con la carriera in crisi perché invischiato in storie di droga\, vorrebbe tirarsi fuori dal giro e starsene in pace con la sua donna\, ma un poliziotto del Narcotic Bureau lo ricatta per costringerlo a spacciare per lui. È il film di esordio di Norton\, girato lasciando molta libertà agli attori e privilegiando le situazioni\, le atmosfere crepuscolari rispetto alla trama. Interessante spaccato sulla sottocultura della droga nel mondo della musica (e sulla inveterata corruzione nella polizia) vanta una colonna sonora pop country cantata dallo stesso Kristofferson\, mentre Gene Hackman è il poliziotto corrotto. \n26 marzo LO SPAVENTAPASSERI (1973) di Jerry Shatzberg. Uno si è appena uscito di galera e vorrebbe aprire una stazione di servizio\, l’altro è un ragazzo padre pentito che vorrebbe conoscere il figlio che ha abbandonato con la moglie. Diventano amici inseparabili e si mettono in viaggio insieme ognuno alla ricerca della propria utopia. Il loro viaggio picaresco è l’occasione per mostrare il contrasto tra un’America spietata\, emarginante e disillusa e due persone ancora piene di umanità e di sogni. I due mostri sacri Gene Hackman e Al Pacino fanno a gara a chi è più bravo\, mentre la fotografia di Vilmos Zsigmond mette in risalto tutte le sfumature di un’atmosfera crepuscolare e struggente. Meritata Palma d’oro a Cannes. \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:VERONA: Come ti reprimo gli ecovandali
DESCRIPTION:“COME TI REPRIMO GLI ECOVANDALI” \nPresentazione dei libri “L’ecovandalo. Perchè è ora di agire anche a costo di essere odiato” di Simone Ficicchia e il libro di poesie “Frammenti” di Erica Cardin \nUn incontro per parlare di lotta\, repressione e resistenza. A partire dal libro di Simone Ficicchia\, attraverseremo esperienze personali e collettive\, tra attivismo ambientale e giustizia. \nInterverranno:\n🔹 Simone Ficicchia – autore del libro e attivista\, ci racconterà da dove nasce questo titolo e il percorso che lo ha portato a scriverlo\, toccando anche le conseguenze della sorveglianza speciale.\n🔹 Alessandro Natali – avvocato penalista\, con un approfondimento sulla sorveglianza speciale e le novità del ddl 1660.\n🔹 Erica Cardin – Lettura di poesie dal suo ultimo libro. \nUn’occasione per discutere dell’attualità politica e dell’impegno del movimento @ultima.generazione. \n  \n> La Sobilla apre alle 19.30 con accogliente apertura\n> Presentazione ore 20.30 \nLa Sobilla >> ingresso libero con tessera (5 €) \nNO PARKING! (siamo in una strada privata) \na
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SUMMARY:ALESSANDRIA: Solidarietà Contadina per la Palestina
DESCRIPTION:Solidarietà Contadina per la Palestina.\nDomenica 16 marzo\nore 16.00\nal Laboratorio Anarchico PerlaNera\, via Tiziano Vecellio 2 Alessandria\nIncontro con Elisa Mascetti\n“Dall’8 al 18 dicembre una delegazione internazionale de La Via Campesina Internazionale si è recata in Cisgiordania\, nei territori palestinesi occupati\, a seguito dell’appello del membro locale UAWC (Unione dei Comitati dei Lavoratori Agricoli palestinesi).\nLa necessità di questa visita è nata dall’urgenza di esprimere solidarietà al popolo palestinese durante il genocidio in corso a Gaza e di raccogliere testimonianze sull’aggravarsi dell’occupazione e del sistema di apartheid sionista in Cisgiordania.”Questo è il comunicato dell’organizzazione internazionale La Via Campesina. La debole tregua attuale a Gaza\, peraltro correlata dalle inquietanti dichiarazioni di deportazione fatte da Trump\, gli attuali attacchi in Cisgiordania\, non fanno sperare sulle sorti di una popolazione massacrata e trucidata; questa visita incentrata sul costruire\, non certo villaggi turistici\, sulla natura e l’agricoltura\, è una risposta se pur esile estremamente simbolica e propositiva.\nNe parleremmo con Elisa Mascetti\, contadina di ARI\, agronoma e insegnante\, una dei due membri italiani della delegazione di La Via Campesina in Palestina ci parlerà della sua esperienza e delle azioni intraprese da La Via Campesina in sostegno alla resistenza dei contadini palestinesi.\nDopo l’intervento al Bar/ricata troverete un aperitivo.\nNella giornata abbiamo organizzato una distribuzione straordinaria dei prodotti del G.a.a.s. PerlaNera.
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SUMMARY:PALERMO:  film su Machno in sostegno della stampa anarchica e libertaria
DESCRIPTION:in sostegno alla stampa anarchica e libertaria \nNESTOR MACHNO – LA RIVOLUZIONE ANARCHICA IN UCRAINA \nun film di  Halène Châtelain \nsabato 22 marzo ore 17.00 \nal Laboratorio Andrea Ballarò (Largo Rodrigo Pantaleone 9-Palermo) \n“Nestor Machno e la rivoluzione anarchica in Ucraina” \nfilm di Hélén Chatelain \ndibattito e collegamento con le redazioni di Sicilia Libertaria e Umanità Nova \naperitivo rinforzato e musica \niniziativa  anarchica palermitana \nLaboratorio Andrea Ballarò-Nausicaa APS\, circolo ARCI largo Rodrigo Pantaleone 9\, Palermo 90143 tel 3295887243; 091201589 \ne mail: laboratorionausicaa@gmail.com pec nausicaaps@pec.it
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SUMMARY:ROMA: "LO SPAVENTAPASSERI (1973)" al cineforum Garbatella
DESCRIPTION:A proposito di U.S.A. : In periodo di premi Oscar e megapresidenti galattici simpatici come una fistola\, scopriamo qualche titolo della cosiddetta “New Hollywood”\, ricordando anche il grande Gene Hackman. \nTra gli anni sessanta e settanta le majors di Hollywood sono in crisi; i produttori non sanno più che pesci pigliare e decidono di rischiare dando fiducia a un gruppo di autori\, registi e attori “indipendenti” che si muovono fuori dai grossi circuiti\, abituati a lavorare velocemente e con pochi soldi. Nasce così il fenomeno della New Hollywood: film spesso on the road\, in location inedite come contesti urbani e periferie degradate\, città come New York diventano set di storie prese direttamente dalla cronaca nera o dal teatro off Broadway. Ispirandosi alla Nouvelle vague e al cinema italiano di genere\, creano di fatto una nuova estetica\, mostrando un’ America inedita\, politicamente scorretta\, lontana dagli stereotipi della vecchia Hollywood. \n5 marzo NEW YORK ORE 3: L’ORA DEI VIGLIACCHI (1967) di Larry Peerce. Il film è ambientato tutto di notte in un vagone della metropolitana di New York. Due teppisti fuori di testa sequestrano i passeggeri inermi e li sottopongono a un crudele gioco al massacro. A metà strada tra Arancia meccanica e I guerrieri della notte è un repertorio di varie umanità più o meno allo sbando\, dove il clima claustrofobico è accentuato dal bianco e nero espressionista che ricorda i noir anni ’40. È significativo che mentre in California si celebrava la “Summer of love” dei figli dei fiori\, a New York si rappresentasse negli stessi mesi un disagio urbano che ritroviamo in altri ambiti contemporanei\, basti pensare alla musica dei Velvet Underground. Pare che le riprese siano state effettuate abusivamente di notte nelle metropolitane del Bronx\, all’insaputa della polizia. Nel cast oltre a un giovanissimo Tony Musante\, gli esordienti Martin Sheen e Donna Mills. \n12 marzo NON TORNO A CASA STASERA (1969) di Francis Ford Coppola. Lei è una casalinga depressa e incinta in fuga dalla famiglia\, lui è un ragazzone ex giocatore di football mezzo suonato. Insieme girano per l’America senza una direzione precisa\, mentre sulle loro tracce è il solito sbirro infame. Tipico film on the road\, è il quarto lungometraggio di Coppola\, che ci mostra il lato oscuro della provincia americana\, intollerante\, retriva\, maschilista\, a cui si contrappongono due antieroi in cerca di una utopica libertà. Il titolo originale (The rain people) ricorda un certo tipo di umanità caratterizzata da uno stato d’animo inquieto\, instabile. Nel cast oltre a Shirley Knight nel ruolo della casalinga\, l’esordiente James Caan\, e Robert Duvall. \n19 marzo PER CENTO CHILI DI DROGA (1972) di Bill L. Norton. Il cantante Cisco Pike (Kris Kristofferson) con la carriera in crisi perché invischiato in storie di droga\, vorrebbe tirarsi fuori dal giro e starsene in pace con la sua donna\, ma un poliziotto del Narcotic Bureau lo ricatta per costringerlo a spacciare per lui. È il film di esordio di Norton\, girato lasciando molta libertà agli attori e privilegiando le situazioni\, le atmosfere crepuscolari rispetto alla trama. Interessante spaccato sulla sottocultura della droga nel mondo della musica (e sulla inveterata corruzione nella polizia) vanta una colonna sonora pop country cantata dallo stesso Kristofferson\, mentre Gene Hackman è il poliziotto corrotto. \n26 marzo LO SPAVENTAPASSERI (1973) di Jerry Shatzberg. Uno si è appena uscito di galera e vorrebbe aprire una stazione di servizio\, l’altro è un ragazzo padre pentito che vorrebbe conoscere il figlio che ha abbandonato con la moglie. Diventano amici inseparabili e si mettono in viaggio insieme ognuno alla ricerca della propria utopia. Il loro viaggio picaresco è l’occasione per mostrare il contrasto tra un’America spietata\, emarginante e disillusa e due persone ancora piene di umanità e di sogni. I due mostri sacri Gene Hackman e Al Pacino fanno a gara a chi è più bravo\, mentre la fotografia di Vilmos Zsigmond mette in risalto tutte le sfumature di un’atmosfera crepuscolare e struggente. Meritata Palma d’oro a Cannes. \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:EMPOLI: Presentazione del libro "Io e Matilde"
DESCRIPTION:Presentazione del libro di Marco Branchi “Io e Matilde”\, un dialogo con una intelligenza artificiale sulla libertà\, l’arte\, il controllo e le paure distopice. \nSABATO 29 MARZO ORE 17.30 \nCASA DEL POPOLO DELLE CASCINE \nVIA MEUCCI 67\, EMPOLI \n(vicino stazione ferroviaria) \n— \nGruppo anarchico M.Bakunin – FAI Roma Lazio \nCentro Studi Libertari Pietro Gori Empoli \n 
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SUMMARY:REGGIO EMILIA: Nessuno spazio ai fascisti!
DESCRIPTION: La manifestazione partirà da Viale Montegrappa angolo Via Emilia alle 16.30.\n\nNESSUNO SPAZIO AI FASCISTI\, NÉ OGGI NÉ MAI!Dopo la creazione delle zone rosse e l’impunità per le guardie che pestano i carcerati in dieci contro uno\, eccoci al terzo atto dell’involuzione autoritaria che sta investendo la nostra città.Da un paio di settimane stanno girando proclami di gruppi razzisti e fascisti che vogliono scendere in piazza per “riprendersi la città”. Una città che\, dopo la caduta del regime ottant’anni fa\, non è mai stata loro\, e in realtà nemmeno prima. Quindi cosa vogliono riprendersi? Il sospetto è che si vogliano accreditare non tanto come i fascisti che sono\, ma come “italiani per bene” che devono agire contro il degrado e riprendersi Reggio dalle mani di chissà quali forze del male. Che\, attenzione\, non sono le organizzazioni che hanno fatto di Reggio un crocevia dei traffici illeciti e dei reati finanziari\, ma persone che fanno parte di gruppi sociali marginalizzati\, di solito migranti o persone che sono considerate “altre” rispetto a stereotipi razzisti di “italianità”. Per “white boys” e “rete dei patrioti” questi sono il problema di Reggio e dell’Italia. Non i salari da fame\, gli affitti alle stelle\, lo sfascio della sanità e dell’istruzione pubblica\, gli omicidi sul lavoro\, la violenza di genere\, la spesa pubblica spostata dal sociale alle armi. No\, il problema sono spacciatori e teppistelli da strada. Fra l’altro\, leggendo le cronache\, le persone controllate dalla polizia nelle zone rosse sono più di mille e quelle allontanate appena sedici\, quindi il “degrado” non è che un pretesto.Il punto è che si sta diffondendo sempre più una cultura autoritaria che non cerca di risolvere le cause della povertà e del disagio sociale\, ma l’affronta semplicemente in termini repressivi con una legislazione sulla sicurezza volta a fermare i movimenti sociali e di opposizione. Per questa cultura si deve provare paura e disgusto per il povero\, non per la povertà. Questo governo sta accelerando sulle misure securitarie già percorse dai precedenti governi\, di qualsiasi schieramento. Guerra e repressione dei movimenti sociali non sono prerogativa della destra\, tutt’altro. Guerra esterna\, con decine di missioni militari all’estero e con la produzione e il traffico internazionale di armi. Guerra interna\, con i militari reduci dalle missioni utilizzati in veste di ordine pubblico nelle nostre città. Guerra condotta con la militarizzazione del territorio\, con operazioni preventive di repressione verso qualsiasi forma di opposizione\, verso chiunque sia un* potenziale antagonista del governo e del capitale\, verso chi disturba il “decoro” urbano.I fascisti\, che non sono certo quelli “storici” ma sempre fascisti sono\, costituiscono uno dei mezzi che il potere usa per esercitare provocazione e violenza verso poveri\, lavoratrici e lavoratori\, migranti\, persone non conformi e movimenti. Le loro logiche di dominio e autoritarismo sono le stesse del governo.Vogliamo una città accogliente\, che dia una risposta solidale ai problemi sociali e culturali\, che rifiuti ogni forma di fascismo\, militarismo e autoritarismo. Rivendichiamo una città e una cultura antifasciste e\, quindi\, antirazziste e antisessiste; una città che non criminalizzi chi è costrett* ai suoi margini\, ai percorsi impossibili per richiedere asilo\, permessi di soggiorno o cittadinanza e per avere lavoro e alloggio\, ma che si fondi su accoglienza e giustizia sociale.Del loro decoro di facciata non sappiamo che farcene. La dignità umana e la solidarietà sono il solo decoro in cui ci riconosciamo. La Resistenza ci ha insegnato che l’antifascismo si fa dal basso\, diffondendo logiche di solidarietà: per questo bisogna mobilitarsi contro l’adunata fascista del 30 marzo.A Reggio Emilia\, come altrove\, per i fascisti non c’è spazio. Né ora\, né mai.Federazione Anarchica Reggiana – FAIArea Libertaria Reggio Emilia
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SUMMARY:ROMA: FantaCine '70: "Operazione diabolica" di John Frankenheimer
DESCRIPTION:Aprile all’insegna della fantastico – fantascientifico fine ’60 primi ’70\, con uno sguardo particolare alle tematiche classiche del doppio\, delle identità sostituite\, dei replicanti\, dell’ibrido più o meno mostruoso. \nCominciamo il 2 aprile con uno dei capolavori di John Frankenheimer\, “Operazione diabolica”. Un ricco imprenditore in crisi decide di affidarsi a un’organizzazione segreta che dopo una finta morte crea una nuova identità. Dopo l’operazione scopre ben presto di trovarsi al centro di un allucinante complotto al quale sarà difficile sfuggire… Da un romanzo di David Ely\, metafora paranoide e terribile del sogno americano\, vanta una fotografia in bianco e nero (del veterano James Wong Howe) che dà corpo agli incubi distopici del protagonista\, interpretato da un dolente Rock Hudson per una volta lontano dagli stereotipi divistici hollywoodiani. \nIl 9 aprile “L’astronave degli esseri perduti” di Roy Ward Baker. Nel sottosuolo di Londra durante i lavori della metropolitana viene ritrovato uno strano scheletro preistorico semiumano\, poi un grosso oggetto metallico che viene dichiarato essere un’ arma di propaganda tedesca della seconda guerra mondiale ma che in realtà è un’ astronave aliena. Il dottor Quatermass indaga… Tra misteriose epidemie\, uomini scimmia geneticamente modificati\, extraterrestri imperialisti in forma di insettoni\, è il migliore della serie inglese su Quatermass\, un classico fantahorror pieno di atmosfere malsane dove la stessa identità umana viene messa in crisi. \nIl 16 aprile “La morte scarlatta viene dallo spazio”\, di Freddie Francis. Freddie Francis è uno specialista del b – movie horror inglese\, autore di decine di titoli compresi alcuni Dracula e Frankenstein. In quest’occasione si cimenta col genere fantascientifico in salsa horror. Da alcuni meteoriti fuoriescono misteriose entità aliene che si impossessano dei malcapitati giunti a studiarli; lo scopo è creare schiavi per costruire un’ astronave per la luna. Gli alieni non contenti diffondono per avere manodopera a buon mercato un’ epidemia che crea una sorta di morti viventi\, destinati alla deportazione sulla luna. Solo il dottor Temple è immune\, grazie a una placca metallica nella testa che lo protegge dai diabolici influssi. Con evidenti riferimenti alla serie Quatermass\, il film è un trionfo del kitsch più sfrenato ma nella sua assurdità riesce più a divertire che spaventare. Praticamente mai visto da noi. \nIl 23 aprile “L’invenzione” di Morel di Emidio Greco. Un naufrago sbarca su una strana isola\, popolata da personaggi in abiti anni venti che sembrano non vederlo. Ben presto nota che i personaggi sono come chiusi all’interno di un loop temporale\, non fanno che ripetere le stesse azioni\, le stesse frasi. In realtà sono repliche virtuali di uomini e donne reali generate dalla macchina del dottor Morel\, allo scopo di realizzare un simulacro di vita eterna. Dal romanzo “borgesiano” di Adolfo Bioy – Casares\, il film può essere considerato una metafora metafisica sul senso percepito del reale\, sul concetto di identità vera o presunta rispetto al tempo e allo spazio\, sulla realtà come visione di un occhio che crea nell’atto stesso del vedere; è anche quindi una riflessione sul cinema in generale. Nel cast oltre a Giulio Brogi\, attore di formazione teatrale che riesce a rendere un’interpretazione umana e sofferta\, Anna Karina\, interprete di vari film di Godard. Le musiche di Nicola Piovani e le scenografie art deco di Amedeo Fago creano il giusto contesto. \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor  Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org \n  \nCINEFORUM GARBATELLA
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SUMMARY:TRIESTE: Rosso dappertutto. Festa in piazza contro le zone rosse
DESCRIPTION:In rosso i nostri conti correnti: stipendi e pensioni al palo\, lavoro povero e sfruttato (quando c’è); aumentano i costi\, peggiorano i servizi sociali\, in primis la sanità e la scuola.\nRossa la rabbia in cui viviamo immers*: una rabbia che non ha niente di costruttivo\, fatta di ansia\, frustrazione e rancore. Viviamo interi pezzi di città come se fossimo sotto assedio\, in un clima in cui la paura di tutto e tutti domina le nostre vite.\nRosso il sangue di una violenza che esplode a sprazzi\, figlia dell’emarginazione\, della mancanza di prospettive\, del disagio profondo. Ci guadagnano le reti criminali. Ci guadagnano una stampa alla ricerca del sensazionalismo morboso e una politica di palazzo sempre pronta a scaricare responsabilità. Per il resto\, ci perdono tutt*\nE ora le zone rosse.\nPezzi di una città sempre più svuotata: chiudono i negozi di quartiere\, i rioni si fanno dormitori\, si investe solo sul centro vetrina per turisti. Moltissimo si potrebbe e dovrebbe fare\, dalla cura del verde\, all’azione educativa di strada\, all’edilizia popolare.\nE invece l’unica proposta sono restrizioni e camionette: pura messa in scena muscolare.\nLa città è malata\, ma si può curare. Non esistono risposte semplici\, ma esistono risposte dannose e quelle messe in campo oggi di certo lo sono.\nTrieste può essere meglio\, molto meglio di così. Noi ce la immaginiamo solidale e aperta\, con servizi pubblici di prossimità gratuiti e di qualità. Una città in cui le piazze siano spazi di scambio e socialità non mercificata\, in cui i rioni non divengano posti letto per turisti e anche le periferie possano essere luoghi belli dove vivere\, belli di ricchezza viva\, lontani dall’ossessione di un decoro di plastica.\nNoi ci mettiamo i nostri (piccoli) tasselli e invitiamo tutt* a partecipare ad una giornata di incontro e socialità in piazza Perugino\n\n\nNon mercatino del dono e dello scambio\nLetture e animazioni da 0 a 99 anni\nBanchetti informativi\, libri\, sorrisi e sbecolezzi\nParole al vento\, arte e musica dal vivo\nOcchi in cui guardarsi e mani da stringere\nPersone da conoscere\nTappeti rossi\, forse\n\n\nGruppo Anarchico Germinal\nG.a.s. Pacha\nAssociazione Culturale Tina Modotti\n\n\nROSSO DAPPERTUTTO
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SUMMARY:ROMA: FantaCine '70 "L'astronave degli esseri perduti" di Roy Ward Baker
DESCRIPTION:Aprile all’insegna della fantastico – fantascientifico fine ’60 primi ’70\, con uno sguardo particolare alle tematiche classiche del doppio\, delle identità sostituite\, dei replicanti\, dell’ibrido più o meno mostruoso. \nCominciamo il 2 aprile con uno dei capolavori di John Frankenheimer\, “Operazione diabolica”. Un ricco imprenditore in crisi decide di affidarsi a un’organizzazione segreta che dopo una finta morte crea una nuova identità. Dopo l’operazione scopre ben presto di trovarsi al centro di un allucinante complotto al quale sarà difficile sfuggire… Da un romanzo di David Ely\, metafora paranoide e terribile del sogno americano\, vanta una fotografia in bianco e nero (del veterano James Wong Howe) che dà corpo agli incubi distopici del protagonista\, interpretato da un dolente Rock Hudson per una volta lontano dagli stereotipi divistici hollywoodiani. \nIl 9 aprile “L’astronave degli esseri perduti” di Roy Ward Baker. Nel sottosuolo di Londra durante i lavori della metropolitana viene ritrovato uno strano scheletro preistorico semiumano\, poi un grosso oggetto metallico che viene dichiarato essere un’ arma di propaganda tedesca della seconda guerra mondiale ma che in realtà è un’ astronave aliena. Il dottor Quatermass indaga… Tra misteriose epidemie\, uomini scimmia geneticamente modificati\, extraterrestri imperialisti in forma di insettoni\, è il migliore della serie inglese su Quatermass\, un classico fantahorror pieno di atmosfere malsane dove la stessa identità umana viene messa in crisi. \nIl 16 aprile “La morte scarlatta viene dallo spazio”\, di Freddie Francis. Freddie Francis è uno specialista del b – movie horror inglese\, autore di decine di titoli compresi alcuni Dracula e Frankenstein. In quest’occasione si cimenta col genere fantascientifico in salsa horror. Da alcuni meteoriti fuoriescono misteriose entità aliene che si impossessano dei malcapitati giunti a studiarli; lo scopo è creare schiavi per costruire un’ astronave per la luna. Gli alieni non contenti diffondono per avere manodopera a buon mercato un’ epidemia che crea una sorta di morti viventi\, destinati alla deportazione sulla luna. Solo il dottor Temple è immune\, grazie a una placca metallica nella testa che lo protegge dai diabolici influssi. Con evidenti riferimenti alla serie Quatermass\, il film è un trionfo del kitsch più sfrenato ma nella sua assurdità riesce più a divertire che spaventare. Praticamente mai visto da noi. \nIl 23 aprile “L’invenzione” di Morel di Emidio Greco. Un naufrago sbarca su una strana isola\, popolata da personaggi in abiti anni venti che sembrano non vederlo. Ben presto nota che i personaggi sono come chiusi all’interno di un loop temporale\, non fanno che ripetere le stesse azioni\, le stesse frasi. In realtà sono repliche virtuali di uomini e donne reali generate dalla macchina del dottor Morel\, allo scopo di realizzare un simulacro di vita eterna. Dal romanzo “borgesiano” di Adolfo Bioy – Casares\, il film può essere considerato una metafora metafisica sul senso percepito del reale\, sul concetto di identità vera o presunta rispetto al tempo e allo spazio\, sulla realtà come visione di un occhio che crea nell’atto stesso del vedere; è anche quindi una riflessione sul cinema in generale. Nel cast oltre a Giulio Brogi\, attore di formazione teatrale che riesce a rendere un’interpretazione umana e sofferta\, Anna Karina\, interprete di vari film di Godard. Le musiche di Nicola Piovani e le scenografie art deco di Amedeo Fago creano il giusto contesto. \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor  Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org \n  \nCINEFORUM GARBATELLA
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SUMMARY:VERONA: DISEGNAMOCI: Gran baccanale del disegno dal vivo
DESCRIPTION:DISEGNIAMOCI\ngran baccanale del disegno dal vivo\nTi appassiona la matita? Allora vieni a metterti in gioco\, per conoscersi\, disegnare e condividere la passione per la grafite!\n  \n> La Sobilla apre alle 19.30 con benvenuto disegnato\n> Si disegna dalle 20.00 alle 22.00 \nFunziona così:\nsi disegna nel tempo massimo di una / due canzoni\, a turno dovrete posare ispirandovi al tema della serata (no nudo)\, per poi tornare comodamente a disegnare.\nVoi portate il vostro materiale da disegno\, ai tavoli\, alle sedie e ai generi di conforto ci pensa nonna Sobilla.\nNon c’è obbligo di posare\, non sono richieste abilità di alcun livello e non vengono impartite lezioni. \nVi aspettiamo baldanzos* al gran baccanale del disegnino! \n  \nDISEGNIAMOCIgran baccanale del disegno dal vivo
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SUMMARY:RAVENNA: Spezzone libertario alla manifestazione "Usciamo dalla camera a gas"
DESCRIPTION:SABATO 12 APRILE / RAVENNA / ORE 14.00 / CONCENTRAMENTO IN PIAZZALE ALDO MORO /\nCORTEO NAZIONALE “USCIAMO DALLA CAMERA A GAS”.\nCI RITROVEREMO DIETRO LO STRISCIONE “CONTRO GUERRA E NOCIVITÀ”\n\nCostruiamo assieme uno spezzone libertario\, anticapitalista e antimilitarista contro le fonti fossili e il mondo che le necessita\, il rigassificatore e la linea adriatica Snam ad esso collegata\, la distruzione ambientale e delle altre specie animali\, ma soprattutto il legame tra l’approvvigionamento di fonti energetiche e la guerra degli Stati e dei padroni.Il prossimo 12 Aprile a Ravenna ci sarà la manifestazione nazionale “Usciamo dalla camera a gas” indetta da comitati e associazioni ambientaliste. Come libertari/e invitiamo alla partecipazione e alla formazione di uno SPEZZONE LIBERTARIO\, ANTICAPITALISTA E ANTIMILITARISTA per portare assieme ai contenuti ecologisti anche una ferma opposizione alle politiche economiche e di guerra dei padroni\, in cui i progetti strategici e politico-economici legati agli idrocarburi e al gas si inseriscono\, ancor più dopo il conflitto in Ucraina e la riduzione dei flussi di gas russo verso il continente europeo.\nNegli ultimi anni il consumo di gas in Italia è calato rispetto al passato: consumiamo circa 60 miliardi di metri cubi di gas all’anno che importiamo dall’estero\, in più ne produciamo altri 3 miliardi. Il GNL (gas liquefatto) che arriverà al rigassificatore di Ravenna da Qatar\, Algeria e Stati Uniti\, che all’anno garantirà l’8% degli approvvigionamenti italiani\, oltre ad avere costi economici e un impatto ecologico molto superiori rispetto al gas prodotto con le tecniche tradizionali\, è un di più che l’Italia venderà ai paesi dell’Europa centrale. Il governo Meloni\, in continuità col precedente esecutivo Draghi\, e in piena sintonia con la Commissione europea\, vuol far diventare l’Italia un hub del metano nel Mediterraneo. Oltre ai nuovi rigassificatori\, infatti\, è previsto il raddoppio del gasdotto TAP\, in cui Snam è implicata\, che da Melendugno (Lecce) porta il gas dell’Azerbaijan verso il nord Italia e l’Europa.\nIl vero problema è la domanda di energia che cresce sempre di più invece di diminuire\, come sarebbe necessario. I presupposti stessi del sistema capitalista si basano su un’iperbole di crescita infinita\, a livello economico\, industriale e tecnologico. Cementificazione e produzione industriale di massa\, spesso di merce di veloce deperimento\, hanno un impatto energetico e quindi ecologico devastante\, solo per citare alcuni dei molteplici aspetti che rendono impossibile in un mondo così organizzato (e imposto) un decremento del fabbisogno globale. Ma ora la domanda di energia sta crescendo in un modo mai visto prima\, con gli investimenti pubblici e privati che si stanno concentrando in produzioni energivore come l’hi-tech\, il digitale\, l’IA\, i data-center\, l’automazione\, la robotica\, l’industria militare e l’aerospaziale.\nI piani di riarmo dell’Europa (ReArm EU) e quelli per l’approvvigionamento e la transizione energetica (RePower EU)\, dal gas al nucleare ma che non tralasciano le stesse “rinnovabili”\, rispondono alle medesime logiche del complesso militar-industriale e viaggiano su un binario parallelo.\nMentre UE e Italia si apprestano a spendere centinaia di miliardi di euro per l’acquisto di armamenti e la costruzione di grandi opere e rigassificatori\, non un euro é giunto degli 1.2 miliardi del Pnrr promessi da Von Der Lyen e struttura commissariale per le persone alluvionate dell’Emilia-Romagna\, mentre continuano come sempre i tagli a sanità e spesa sociale per dirottare fondi verso Interno e Difesa. Ordine poliziesco e opzione militare\, guerra interna e guerra esterna\, sono sempre più connessi. Il nuovo DDL sicurezza\, con più tutele e poteri alle polizie e repressione sfrenata contro chi protesta\, si situa perfettamente in questo contesto.\nIn un presente segnato da conflitti\, massacri e genocidi che si stanno compiendo davanti ai nostri occhi – pensiamo solo a quello in corso nella Striscia di Gaza\, commesso per mezzo delle armi che transitano anche nel porto di Ravenna – non può esserci ecologismo possibile senza antimilitarismo e anticapitalismo.Graditi cartelli e bandiere di area libertaria\, antimilitarista\, anticapitalista e contro le gradi opere (no tav\, no tap\, no snam\, no tubo…). \nBrigata Prociona Imola / Collettivo Samara / Csa Capolinea Faenza /\nEqual Rights Forlì / Csa Spartaco Ravenna / Piccoli Fuochi Vagabondi /\nSpazio Libertario “Sole e Baleno” Cesena / Assemblea Anarchica Imolese/ Vascello Vegano. \n\n\nSABATO 12 APRILE / RAVENNA / ORE 14.00 / CONCENTRAMENTO IN PIAZZALE ALDO MORO /CORTEO NAZIONALE “USCIAMO DALLA CAMERA A GAS”.CI RITROVEREMO DIETRO LO STRISCIONE “CONTRO GUERRA E NOCIVITÀ”
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SUMMARY:ROMA: Presentazione del libro "Io e Matilde" di Marco Branchi.
DESCRIPTION:Sabato 12 Aprile 2025 dalle ore 18:00 in poi in Via Vettor Fausto 3\, Roma Garbatella continueremo il dibattito sull’intelligenza artificiale con la presentazione del libro “Io e Matilde” di Marco Branchi. \nL’autore\, introdotto da Francesco Fricche\, parlerà delle sue conversazioni con Matilde\, un’intelligenza artificiale antropizzata da lui\, su libertà\, arte e anarchia. \nLe canzoni di Marco Tranquilli accompagneranno la serata. \nA seguire cena solidale e convivialità: da ognuno secondo le sue possibilità\, ad ognuno secondo i suoi bisogni! \nCi vediamo sabato 12 aprile alle 18:00 in Via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) \nGruppo Anarchico M. Bakunin – FAI Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org \nPresentazione del libro “Io e Matilde”\, intervento di Francesco Fricche\, a seguire musica con Marco Tranquilli. Cena a sottoscrizione. 12 aprile ore 18 Spazio Anarchico Bakunin Roma
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SUMMARY:VERONA: Università sotto attacco:  Presentazione di "L'ACCADEMIA E IL FUORI"
DESCRIPTION:L’UNIVERSITA’ SOTTO ATTACCO\nIl lavoro intellettuale tra precarietà e neoliberalizzazione\nPresentazione del volume\n  \n“L’ACCADEMIA E IL FUORI” (ed. Orthotes)\na cura di Fabio Mengali Francesca Padovani e Alessia Tortolini\nSabato 12 aprile 2025\nLa Sobilla apre alle 18.00 con accogliente apertura\n> Inizio presentazione ore 18.30 \nCosa significa lavorare oggi all’interno dell’università italiana? Tra tagli massicci ai finanziamenti e aumento esponenziale del precariato\, l’autoreferenzialità del mondo accademico promuove la produzione di un sapere ultraspecializzato e ultrasettoriale\, precludendo il confronto tra i lavoratori e le lavoratrici\, e incrementando così la competizione e il senso di alienazione. È possibile costruire pratiche di resistenza all’interno dell’università e ricercare una collaborazione più sostanziale con realtà esterne\, come la scuola e la politica? \nNe parliamo con Fabio Mengali\, Francesco Padovani e Alessia Tortolini\, curatori e curatrice del volume L’accademia e il fuori. Il problema dell’intellettuale specializzato in Italia (Orthotes 2023)\, che raccoglie le riflessioni di lavoratori e lavoratrici della conoscenza sull’evoluzione delle condizioni materiali del lavoro intellettuale in Italia e sul rapporto tra mondo accademico e società. \nL’UNIVERSITA’ SOTTO ATTACCOIl lavoro intellettuale tra precarietà e neoliberalizzazionePresentazione del volume“L’ACCADEMIA E IL FUORI” (ed. Orthotes)a cura di Fabio Mengali Francesca Padovani e Alessia Tortolini
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SUMMARY:ROMA: FantaCine '70: "La morte scarlatta viene dallo spazio"\, di Freddie Francis
DESCRIPTION:Aprile all’insegna della fantastico – fantascientifico fine ’60 primi ’70\, con uno sguardo particolare alle tematiche classiche del doppio\, delle identità sostituite\, dei replicanti\, dell’ibrido più o meno mostruoso. \nCominciamo il 2 aprile con uno dei capolavori di John Frankenheimer\, “Operazione diabolica”. Un ricco imprenditore in crisi decide di affidarsi a un’organizzazione segreta che dopo una finta morte crea una nuova identità. Dopo l’operazione scopre ben presto di trovarsi al centro di un allucinante complotto al quale sarà difficile sfuggire… Da un romanzo di David Ely\, metafora paranoide e terribile del sogno americano\, vanta una fotografia in bianco e nero (del veterano James Wong Howe) che dà corpo agli incubi distopici del protagonista\, interpretato da un dolente Rock Hudson per una volta lontano dagli stereotipi divistici hollywoodiani. \nIl 9 aprile “L’astronave degli esseri perduti” di Roy Ward Baker. Nel sottosuolo di Londra durante i lavori della metropolitana viene ritrovato uno strano scheletro preistorico semiumano\, poi un grosso oggetto metallico che viene dichiarato essere un’ arma di propaganda tedesca della seconda guerra mondiale ma che in realtà è un’ astronave aliena. Il dottor Quatermass indaga… Tra misteriose epidemie\, uomini scimmia geneticamente modificati\, extraterrestri imperialisti in forma di insettoni\, è il migliore della serie inglese su Quatermass\, un classico fantahorror pieno di atmosfere malsane dove la stessa identità umana viene messa in crisi. \nIl 16 aprile “La morte scarlatta viene dallo spazio”\, di Freddie Francis. Freddie Francis è uno specialista del b – movie horror inglese\, autore di decine di titoli compresi alcuni Dracula e Frankenstein. In quest’occasione si cimenta col genere fantascientifico in salsa horror. Da alcuni meteoriti fuoriescono misteriose entità aliene che si impossessano dei malcapitati giunti a studiarli; lo scopo è creare schiavi per costruire un’ astronave per la luna. Gli alieni non contenti diffondono per avere manodopera a buon mercato un’ epidemia che crea una sorta di morti viventi\, destinati alla deportazione sulla luna. Solo il dottor Temple è immune\, grazie a una placca metallica nella testa che lo protegge dai diabolici influssi. Con evidenti riferimenti alla serie Quatermass\, il film è un trionfo del kitsch più sfrenato ma nella sua assurdità riesce più a divertire che spaventare. Praticamente mai visto da noi. \nIl 23 aprile “L’invenzione” di Morel di Emidio Greco. Un naufrago sbarca su una strana isola\, popolata da personaggi in abiti anni venti che sembrano non vederlo. Ben presto nota che i personaggi sono come chiusi all’interno di un loop temporale\, non fanno che ripetere le stesse azioni\, le stesse frasi. In realtà sono repliche virtuali di uomini e donne reali generate dalla macchina del dottor Morel\, allo scopo di realizzare un simulacro di vita eterna. Dal romanzo “borgesiano” di Adolfo Bioy – Casares\, il film può essere considerato una metafora metafisica sul senso percepito del reale\, sul concetto di identità vera o presunta rispetto al tempo e allo spazio\, sulla realtà come visione di un occhio che crea nell’atto stesso del vedere; è anche quindi una riflessione sul cinema in generale. Nel cast oltre a Giulio Brogi\, attore di formazione teatrale che riesce a rendere un’interpretazione umana e sofferta\, Anna Karina\, interprete di vari film di Godard. Le musiche di Nicola Piovani e le scenografie art deco di Amedeo Fago creano il giusto contesto. \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor  Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org \n  \nCINEFORUM GARBATELLA
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SUMMARY:ROMA: FantaCine '70:  "L'invenzione" di Morel di Emidio Greco
DESCRIPTION:Aprile all’insegna della fantastico – fantascientifico fine ’60 primi ’70\, con uno sguardo particolare alle tematiche classiche del doppio\, delle identità sostituite\, dei replicanti\, dell’ibrido più o meno mostruoso. \nCominciamo il 2 aprile con uno dei capolavori di John Frankenheimer\, “Operazione diabolica”. Un ricco imprenditore in crisi decide di affidarsi a un’organizzazione segreta che dopo una finta morte crea una nuova identità. Dopo l’operazione scopre ben presto di trovarsi al centro di un allucinante complotto al quale sarà difficile sfuggire… Da un romanzo di David Ely\, metafora paranoide e terribile del sogno americano\, vanta una fotografia in bianco e nero (del veterano James Wong Howe) che dà corpo agli incubi distopici del protagonista\, interpretato da un dolente Rock Hudson per una volta lontano dagli stereotipi divistici hollywoodiani. \nIl 9 aprile “L’astronave degli esseri perduti” di Roy Ward Baker. Nel sottosuolo di Londra durante i lavori della metropolitana viene ritrovato uno strano scheletro preistorico semiumano\, poi un grosso oggetto metallico che viene dichiarato essere un’ arma di propaganda tedesca della seconda guerra mondiale ma che in realtà è un’ astronave aliena. Il dottor Quatermass indaga… Tra misteriose epidemie\, uomini scimmia geneticamente modificati\, extraterrestri imperialisti in forma di insettoni\, è il migliore della serie inglese su Quatermass\, un classico fantahorror pieno di atmosfere malsane dove la stessa identità umana viene messa in crisi. \nIl 16 aprile “La morte scarlatta viene dallo spazio”\, di Freddie Francis. Freddie Francis è uno specialista del b – movie horror inglese\, autore di decine di titoli compresi alcuni Dracula e Frankenstein. In quest’occasione si cimenta col genere fantascientifico in salsa horror. Da alcuni meteoriti fuoriescono misteriose entità aliene che si impossessano dei malcapitati giunti a studiarli; lo scopo è creare schiavi per costruire un’ astronave per la luna. Gli alieni non contenti diffondono per avere manodopera a buon mercato un’ epidemia che crea una sorta di morti viventi\, destinati alla deportazione sulla luna. Solo il dottor Temple è immune\, grazie a una placca metallica nella testa che lo protegge dai diabolici influssi. Con evidenti riferimenti alla serie Quatermass\, il film è un trionfo del kitsch più sfrenato ma nella sua assurdità riesce più a divertire che spaventare. Praticamente mai visto da noi. \nIl 23 aprile “L’invenzione” di Morel di Emidio Greco. Un naufrago sbarca su una strana isola\, popolata da personaggi in abiti anni venti che sembrano non vederlo. Ben presto nota che i personaggi sono come chiusi all’interno di un loop temporale\, non fanno che ripetere le stesse azioni\, le stesse frasi. In realtà sono repliche virtuali di uomini e donne reali generate dalla macchina del dottor Morel\, allo scopo di realizzare un simulacro di vita eterna. Dal romanzo “borgesiano” di Adolfo Bioy – Casares\, il film può essere considerato una metafora metafisica sul senso percepito del reale\, sul concetto di identità vera o presunta rispetto al tempo e allo spazio\, sulla realtà come visione di un occhio che crea nell’atto stesso del vedere; è anche quindi una riflessione sul cinema in generale. Nel cast oltre a Giulio Brogi\, attore di formazione teatrale che riesce a rendere un’interpretazione umana e sofferta\, Anna Karina\, interprete di vari film di Godard. Le musiche di Nicola Piovani e le scenografie art deco di Amedeo Fago creano il giusto contesto. \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare… \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor  Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org \n  \nCINEFORUM GARBATELLA
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SUMMARY:ASTI: Festa della Liberazione. Con Amore e Rabbia contro fascismo\, guerra e repressione
DESCRIPTION:CON AMORE E RABBIA CONTRO FASCISMO\, GUERRA E REPRESSIONE\n\n\n80 anni sono passati dalla Liberazione dell’ Italia dal nazifascismo e tutto sembra di nuovo sprofondare negli abissi da cui eravamo usciti\, armi in pugno\, quel lontano 25 aprile del 1945. \nGuerre continue e genocidi insanguinano sempre più vaste aree del pianeta. Formazioni politiche autoritarie prendono il potere in numerosi paesi europei e non\, tagliando sui servizi essenziali\, imponendo politiche repressive e di riarmo. In questo quadro\, la fortezza Europa affila i denti\, preparandosi a stanziare 800 miliardi di euro per l’ industria di morte della guerra. In Italia il governo neo-fascista di Meloni sostiene apertamente le politiche di riarmo europeo\, continuando nella sua opera di criminalizzazione della povertà e di repressione delle lotte.\nIl governo ha recentemente trasformato in decreto il disegno di legge sulla sicurezza\, bypassando completamente il parlamento e rendendo immediatamente operative misure repressive durissime. Un decreto che sprofonderà il nostro Paese in un vero e proprio stato di polizia\, dove le più banali proteste potranno essere punite con lunghi anni di carcere.\nDi fronte a tutto questo guardare all’ esperienza storica della Resistenza è oggi più che mai di vitale importanza. Nell’ astigiano in particolare la lotta partigiana ebbe caratteristiche che risultano oggi di grandissima forza e attualità. Le prime bande che agirono nella nostra zona furono opera di giovani contadini del luogo\, renitenti ai bandi di leva o ritornati a casa dopo l’armistizio dell’ 8 settembre. Un armistizio che per il popolo doveva significare fine della guerra\, senza se e senza ma. Giovani stanchi degli orrori del militarismo fascista\, insofferenti nei confronti di conflitti ritenuti completamente estranei ai loro reali interessi. Quei giovani avevano toccato con mano le conseguenze disastrose e inevitabili di un partito autoritario\, guerrafondaio e nazionalista al potere. Quei giovani avevano visto\, sotto la dittatura\, sfumare ogni conquista sindacale\, strappata ai padroni con grandi lotte dalla classe lavoratrice nei decenni precedenti. Avevano visto la messa a tacere violenta di ogni possibilità di dissentire. Avevano visto soprattutto i morti ammazzati per le guerre di Mussolini: oltre 400.000 italiani morti\, 2 milioni di case distrutte. Avevano visto tutto questo e avevano deciso di diventare finalmente protagonisti delle loro vite. Per uscire da questo inferno divennero partigiani e presero le armi\, spezzando secoli di rassegnazione\, impotenza e storia subita. Oggi quell’ esempio di protagonismo popolare deve essere più che mai vivo e presente all’ interno dei nostri movimenti di lotta. Fermare i fascisti al potere\, fermare l’escalation bellica è ancora possibile. Sta a noi. Scrolliamoci di dosso la rassegnazione. Rinforziamo le reti ed i movimenti che si battono contro la svolta autoritaria. Uniamo le forze: contro la guerra\, il militarismo\, le frontiere\, il patriarcato\, lo sfruttamento e la devastazione ambientale. Con amore e rabbia. Per un 25 aprile di lotta.\n\nASSEMBLEA ANTIFASCISTA ASTI
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SUMMARY:PISA: 1972-2025 Franco Serantini - Una storia antifascista
DESCRIPTION:Franco Serantini il 5 maggio del 1972 era in piazza per protestare contro un comizio fascista. Fu massacrato di botte da un gruppo di agenti di polizia\, arrestato e portato nel Carcere “Don Bosco”\, Morì in cella\, senza cure\, il 7 maggio. Oggi il Governo e i suoi complici vorrebbero mettere in discussione l’antifascismo per questo il ricordo di Franco oggi è ancora più vivo che mai. \nANTIFASCISTE E ANTIFASCISTI SEMPRE\n\nAppuntamento il 7 maggio alle 18 in Piazza Serantini (S. Silvestro) a Pisa\nCircolo Anarchico\, vicolo del Tidi 20\, Pisa
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SUMMARY:TERNI: Aperiferia "Merce ribelle" - Esplorazioni della forma canzone  a cura di  Marco Celentano e Lorenzo Pinoca
DESCRIPTION:CSA Cimarelli\nAperiferia\n09/05/25\nh. 18-20\,30\n\nMerce ribelle \nEsplorazioni della forma canzone \na cura di \nMarco Celentano e Lorenzo Pinoca \n\n \nScaletta \n(suscettibile di modifiche)\n \nGIOCHI VOCALI I \nPensare in musica: introduzione ritmica \nMerce ribelle: introduzione minima alla canzone \nNel dì dell’anarchia \nCome disse Euridice \nConfesso il mio decesso \n  \nGIOCHI VOCALI II \nImprovvisazione I: cantare 6 parole proposte dai presenti \nPoesia I: Tremmà \nPoesia II: Il sogno dei sionisti \nFreestyle non misogino 1: canta Gisella \nFreestyle non misogino 2: canta Pietro \nImprovvisazione II: cantare due argomenti proposti dai presenti \n  \nRIBELLIONI/RIFLESSIONI \nIl disertore (Boris Vian 1954) \nChiedo scusa se parlo di Maria (Giorgio Gaber 1973) \nI reduci (Giorgio Gaber 1976) \n  \nMELODIE FELICI \n10 minuti di ascolti da “La voce del padrone” (Franco Battiato 1981) \n  \nDONNE VERE E IMMAGINARIE \nPenelopea \nFilastrocca per Ingeborg Bachmann \n  \nODI\, AMORI E SGHIRIBIZZI \nAnnunciazione \nL’amore quando dura \nOdio tutto\, odio tutti \nImprovvisazione finale\, con parole proposte dai presenti\, aperta a chi vuol partecipare \n\nMerce ribelleEsplorazioni della forma canzonea cura diMarco Celentano e Lorenzo Pinoca
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SUMMARY:PISA: presentazione di “TANTO SCAPPO LO STESSO” di A. Banfi e “FRANCO BASAGLIA passato e presente di una rivoluzione” di L. Jona e E. Storace c/o Libreria Tra le righe
DESCRIPTION:PISA: martedì 13/05 ore 18:00 presentazione di\n“TANTO SCAPPO LO STESSO” di A. Banfi e\n“FRANCO BASAGLIA passato e presente di una rivoluzione” di L. Jona e E. Storace\nc/o Libreria Tra le righe\nSaranno presenti Ludovica Jona e Alice Banfi
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SUMMARY:ROMA: Cineforum Garbatella: Alphaville
DESCRIPTION:Ricominciano le proiezioni al Cineforum Garbatella. \nIl prossimo mercoledì 14 maggio proietteremo “Agente Lemmy Caution\, missione Alphaville” (1965) di Jean-Luc Godard \nIn un imprecisato futuro distopico un agente segreto arriva ad Alphaville\, megalopoli dominata dal cervello elettronico Alpha 60 dove la popolazione è interamente disumanizzata. Deve compiere una misteriosa missione dove altri prima di lui hanno fallito. In questa città ogni pensiero libero è bandito\, come la creatività\, l’irrazionalità\, i sentimenti\, la poesia. Gli “anormali” che si rifiutano di essere assorbiti vengono tranquillamente fatti sparire. L’amore non esiste ma ci sono persone appositamente programmate per intrattenere. L’agente Caution riesce a convertire all’umanità l’accompagnatrice che gli è stata assegnata\, e col suo aiuto distrugge Alpha 60 e fa piombare Alphaville nel caos. Operazione tipicamente godardiana di rimescolamento ironico dei generi (fantascienza\, noir\, spionistico) fa suo il linguaggio ultrapop dei fumetti e dei fotoromanzi per muovere una critica radicale e beffarda all’ideologia dominante\, partendo dalle basi stesse della tecnica cinematografica (montaggio\, illuminazione\, suono) mostrando i primi esempi di decostruzione che caratterizzeranno i suoi film successivi\, anche se in questo caso il risultato è particolarmente godibile. \nDopo le proiezioni si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare…   Come sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor   Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale). \n Gruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \n gruppobakunin@federazioneanarchica.org \n“Agente Lemmy Caution\, missione Alphaville” (1965) di Jean-Luc Godard
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SUMMARY:VERONA: DISEGNIAMOCI gran baccanale del disegno dal vivo
DESCRIPTION:DISEGNIAMOCI\ngran baccanale del disegno dal vivo\nTema della serata: ULTIMO BALLO\nFESTEGGIAMO LA CHIUSURA DELLA STAGIONE EVENTI “LA SOBILLA” CON PICCOLA ESPOSIZIONE DEI VOSTRI MANUFATTI! \nDISEGNIAMOCIgran baccanale del disegno dal vivo\nDISEGNAMOCI è una serata di disegno dal vivo aperta a tutti e tutte. \nTi appassiona la matita? Allora vieni a metterti in gioco\, per conoscersi\, disegnare e condividere la passione per la grafite! \n> La Sobilla apre alle 19.30 con benvenuto disegnato\n> Si disegna dalle 20.00 alle 22.00 \n  \nFunziona così:\nsi disegna nel tempo massimo di una / due canzoni\, a turno dovrete posare ispirandovi al tema della serata (no nudo)\, per poi tornare comodamente a disegnare.\nVoi portate il vostro materiale da disegno\, ai tavoli\, alle sedie e ai generi di conforto ci pensa nonna Sobilla.\nNon c’è obbligo di posare\, non sono richieste abilità di alcun livello e non vengono impartite lezioni. \nVi aspettiamo baldanzos* al gran baccanale del disegnino! \nLa Sobilla >> ingresso libero con tessera (5 €) \nNO PARKING! (siamo in una strada privata)
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SUMMARY:ROMA: Presentazione del libro di Tano D'Amico "I nostri anni".
DESCRIPTION:Fin dai prodromi del ’68\, Tano D’Amico\, ha raccontato con la verità dei suoi scatti le rivolte giovanili\, l’assalto al cielo e le lotte operaie\, le guerre civili\, le dittature e le liberazioni\, le oppressioni e le Resistenze che hanno attraversato la storia del nostro paese\, come anche di Spagna\, Grecia\, Portogallo\, Irlanda\, Bosnia\, Chiapas e Palestina.\nUno dei più importanti fotografi del nostro tempo ha reso protagonisti del suo racconto di vita gli esclusi\, gli emarginati dal sistema: zingari\, senza-casa\, carcerati\, donne in lotta per l’autodeterminazione\, studenti e operai dei movimenti antagonisti\, profughi\, militanti\, vittime e partigiani rivoluzionari. \nVenerdì 16 maggio alle ore 19:00 presso lo Spazio Anarchico Vettor Fausto di via Vettor Fausto\, 3 – Garbatella – Roma\, dialogheremo con Tano D’Amico per la presentazione del suo nuovo libro “I nostri anni”. \nA seguire un momento di incontro e convivialità solidale a sottoscrizione libera\, con spaghettata e canti anarchici. \nGruppo Anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma & Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org \npresentazione del libro di Tano D’Amico “I nostri anni”.
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SUMMARY:GORIZIA:  PER VAKHTANG E TUTTI GLI ALTRI: CHIUDIAMO TUTTI I CPR
DESCRIPTION:VENERDÌ 23 MAGGIO\nPRESIDI A GORIZIA E GRADISCA\n\nore 14 – PRESIDIO AL TRIBUNALE DI GORIZIA – Via Nazario Sauro 1 \nore 18 – PRESIDIO AL CPR DI GRADISCA D’ISONZO – davanti al CARA \nIl prossimo venerdì 23 maggio si terrà al tribunale di Gorizia una nuova udienza del processo per la morte\, nel gennaio 2020\, di Vakhtang Enukidze\, trentasettene di origine georgiana allora prigioniero nel cpr di Gradisca. Come già ricordato\, il processo vede giudicati per omicidio colposo Simone Borile\, allora capo della cooperativa Ekene (che gestisce tuttora il CPR di Gradisca) e l’allora centralinista del centro\, Roberto Maria La Rosa. \nIndipendentemente dai suoi esiti\, nessun processo in nessun aula di tribunale potrà fare alcuna “giustizia” né stabilire alcuna altra verità o “versione dei fatti”\, come piace scrivere a chi è pagato per fare da megafono alla voce degli amministratori dell’ordine. \nLa vicenda di Vakhtang è paradigmatica del normale funzionamento dei lager di stato\, come anche di tutte le carceri del circuito penale. \nIl 14 gennaio del 2020 Vakhtang litiga con un suo compagno di cella\, una decina di agenti in tenuta antisommosa entra e si accanisce su di lui. Vakthang verrà violentamente pestato\, includendo almeno un colpo sulla nuca e una ginocchiata sulla schiena. Subito dopo viene trascinato dai piedi e portato in prigione da dove\, due giorni dopo\, viene riportato nel CPR e\, come racconteranno più tardi i suoi compagni di prigionia\, il suo stato in quel momento è critico\, riuscendo a malapena a tenersi in piedi. Disperato\, grida dalla cella chiedendo un medico\, rimanendo completamente inascoltato\, come dal resto avviene quotidianamente nei CPR – ed esaurisce man mano le sue energie. A un certo punto smette di lamentarsi. Durante la notte\, cade dal letto\, senza alzarsi più. La mattina dopo\, i suoi compagni di cella lo trovano incosciente. Viene allora portato in ospedale – per la prima volta dal pestaggio – dove morirà poche ore dopo. \nDal primo momento\, nonostante i tentativi di depistaggio e insabbiamento\, le testimonianze uscite dal CPR sono state chiare: Vakhtang è morto di stato\, per mano dello stato. Così è stato rinaugurato il CPR di Gradisca d’Isonzo e ha continuato a produrre morte e tortura. \nI campi per le deportazioni\, come le carceri\, costituiscono l’apice della piramide del sistema di oppressione e monito nei confronti dei cosiddetti liberi. Ma guardare alle singole prigioni come strutture a sè stanti\, come più evidenti manifestazioni della brutalità dell’impianto razzista statale\, restituirebbe solo un orizzonte parziale rispetto alla complessità dell’intero sistema di dominio in cui esse stesse si inscrivono. I sopracitati Borile e La Rosa\, le cosiddette “mele marce”\, sono in realtà due dei tanti ingranaggi della macchina di sfruttamento\, oppressione\, ricatto e controllo che sulla vita degli ultimi e dei marginali  – ma anche di fasce man mano più ampie di popolazione – genera lauti profitti\, consenso elettorale e merce di scambio per accordi politici\, economici e sindacali. \nLa macchina che ogni giorno spezza le vite migranti attraverso il sequestro di persona istituzionalizzato (ufficialmente “detenzione amministrativa”) e il trasferimento coatto in Paesi dove\, molto spesso\, le persone deportate devono riaffrontare la miseria da cui erano scappati\, è anche un grande business che frutta milioni pubblici alle cooperative della “accoglienza”\, alle compagnie aeree e a tutta la molteplicità di attori complici del suo funzionamento (ognuno col suo ruolo e funzione) e che contribuisce a convogliare sempre più risorse all’apparato poliziesco-militare. \nA questo proposito\, in questi giorni alcuni partiti locali\, risvegliati dalla necessità di fare campagna elettorale sulla pelle (e sulla morte) dei prigionieri nei CPR – e nelle carceri – chiedono ipocritamente la chiusura del CPR di Gradisca (non di tutti gli altri). E lo fanno sedendosi a convegno e marciando a fianco di chi i CPR li ha aperti con la Legge Turco-Napolitano del 1998 e dei rappresentanti di chi al loro interno manganella e gasa a piacimento i reclusi\, contribuendo nel tempo – gli uni e gli altri – a tutte le svolte repressive degli ultimi anni. \nDa Torino a Brindisi\, da Macomer a a Trapani\, i CPR vengono percorsi dalle continue rivolte autonome dei prigionieri nel tentativo di riguadagnare la libertà\, opporsi alle deportazioni\, ribellarsi alla brutalità delle guardie e al trattamento loro imposto dagli enti gestori\, rivolte che spesso portano alla devastazione e chiusura di intere aree. \nSolo guardando alle rovine di questi lager – e di tutti coloro che ne permettono l’esistenza – si potrà pensare che giustizia è stata fatta\, per Vakhtang Enukidze e per tutte le altre centinaia di persone torturate e ammazzate là dentro. \nI CPR li hanno chiusi i fuochi e le rivolte dei prigionieri\, li hanno chiusi in passato e li chiuderanno ancora. A noi il compito della solidarietà attiva e complice a chi si rivolta. \nPer un mondo senza frontiere e galere! \nTutti liberi\, tutte libere \nAssemblea NO CPR fvg
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SUMMARY:LIVORNO: Voci possenti e corsare - presentazione del libro + concerti
DESCRIPTION:Voci possenti e corsare\nVenerdì 23 maggioAlla FAL in Via degli Asili 33\nore 19: Reading da “Voci possenti e corsare\, la Livorno ribelle dagli anni ottanta ad oggi” con l’autore Luca Falorni con accompagnamento di Luca Faggella\nore 20: Aperitivo\nore 21: Proiezione di una selezione di videoclip musicali di Falco Ranuli per: Lupe Velez; Endless Nostalgia (band underground legend di Verona); Luca Faggella & Giorgio Baldi; Hyena (elettronica dal collettivo RXSTenz di Milano). Prima Visione ASSOLUTA tre clip dei Delta Tau Chi\, leggendaria post-wave band di Livorno\, per festeggiare di 40 anni dal loro tape – album “Oedipus Rex”\nPer finire con: Luca Faggella live\n—–Circolo Culturale “Errico Malatesta” – biblioteca.circoloemalatesta@gmail.com \n\nVOCI POSSENTI E CORSARE- La Livorno ribelle dagli anni ottanta a oggi\nLuca Falorni – Edizioni Agenzia X\n\nCome ripercorrere attraverso la memoria propria\, ma soprattutto altrui\, alcuni passaggi significativi dell’aggregazione artistica e politica giovanile. Dalla metà degli anni ottanta al primo decennio del 2000. Dalle più classiche mobilitazioni nelle scuole e nell’ università\, alla scoperta dell’importanza della comunicazione\, alle occupazioni di spazi sociali\, alla tensione fortissima verso l’espressione artistica.\nLuca Falorni dà voce a un mondo che conosce bene\, ad anni che ha vissuto con la percezione chiara della svolta significativa\, tanto da voler documentare le esperienze prima attraverso le produzioni video\, poi con questo libro in cui tutti possono ritrovare un pezzo di se’\, grande o piccolo\, partecipe o critico\, ma tale da creare comunque un effetto specchio irresistibile.\nLo sguardo è quello di chi da quasi vent’anni vive a Milano\, dove fa l’insegnante continuando le sue varie attività di videomaker\, scrittore\, appassionato di cinema\, musica e versi propri ed altrui\, ma soprattutto conservando un forte legame con Livorno\, forte dell’asserzione “preferisco il rumore del mare”.\nLa distorsione dello sguardo\, l’angolatura costruita dal tempo e dallo spazio messo in mezzo sono la caratteristica forte di questo libro che vuol narrare la storia dell’underground livornese degli ultimi quindici anni del novecento\, anche attraverso le testimonianze sulla produzione di fanzines\, sull’approccio al cyber e al mondo della rete\, sulla volontà di politicizzare la tecnologia a scopo comunicativo negli anni successivi al tramonto delle radio\, sulla creazione di una crew video informatica.\nGuardare anni di mutamenti generali misurandoli per la loro ricaduta in una città di provincia dai connotati particolarissimi e farlo con l’occhio metropolitano è sicuramente interessante e non solo per chi quei luoghi li ha vissuti e ci vive.
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