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SUMMARY:Perugia: Santa Utopia
DESCRIPTION:XX giugno canteremo e brinderemo sotto quella che fu la casa di Pietro Castellini in via Ponte Vecchio a Ponte San Giovanni di Perugia alle 14\,30\, ora della sua morte e alle 16 Canteremo e brinderemo al Frontone\, in memoria di tutti i caduti\, per la libertà contro la guerra\, perché come scrisse Luigi Bonazzi alla fine della sua monumentale opera sulla storia di Perugia \n  \nPerugia XX giugno 1859/1944/2024 FieraMente Anticlericali Le religioni dividono\, la ragione unisce XXGiugno 2023Perugia Nella ricorrenza dei 165 anni delle tragiche giornate che videro la città di Perugia teatro di uno dei più atroci eccidi perpetrati dalle truppe dello Stato Pontificio contro una popolazione civile insorta nel nome della libertà nell’anniversario degli 80 anni dal ritiro dell’esercito tedesco occupante da Perugia i membri del Comitato Pietro Castellini in memoria e in continuità con le fiere tradizioni anticlericali\, socialiste e federaliste del risorgimento perugino/italiano\, anche quest’anno\, sia pur in forma ridotta a causa dell’impegno dei suoi membri contro le attuali  guerre ripropongono la giornata del XX giugno come FIERAMENTE ANTICLERICALI! – All’insegna del recupero e della difesa della memoria storica cittadina\, contro il trasversale e dilagante revisionismo storico volto ad occultare\, sminuire e ridimensionare la portata reale dei tragici eventi del Giugno 1859 col fine di devitalizzarne il significato\, scagionarne mandanti ed esecutori e cancellarne la memoria delle vittime; – in difesa del libero pensiero e della libertà di coscienza\, contro l’oscurantismo religioso; – a favore dell’autodeterminazione individuale e sociale\, contro le sistematiche ingerenze di tutte le istituzioni religiose nella vita politica\, culturale e morale della collettività; – in difesa dell’autodeterminazione sessuale e di genere\, della libertà di vivere secondo le “proprie” convinzioni e scelte etiche\, contro il fondamentalismo religioso che col suo intrinseco carattere dogmatico\, discriminante e totalitario\, predica e impone un’unica Realtà\, un’unica Morale\, un’unica Natura\, un’unica Verità; – in difesa di un’esistenza vitale e terrena\, per una sessualità libera\, contro l’inganno di tutte le dottrine religiose che al fine di manipolare e sottomettere ogni passione umana\, hanno fatto della morale della rinuncia\, del sacrificio\, dell’alienazione da sé l’unico modello da seguire; – contro un pensiero dominante che nei secoli ha fatto della sessualita’ una realtà di cui vergognarsi\, da reprimere e da cancellare\, arrivando al paradosso del concepimento senza peccato; per denunciare come da sempre le religioni\, affermando la velleità di ogni orizzonte terreno di emancipazione\, abbiano costituito il collante ideologico per giustificare logiche di sopraffazione e di sfruttamento e per mantenere la popolazione nell’ignoranza e nella miseria materiale; per rilanciare i valori dell’uguaglianza e della libertà\, contro Papi\, Mullah e Rabbini\, che oggi come ieri nel nome del loro unico dio\, non esistano a benedire nuove guerre di civiltà\, a scomunicare i nuovi eretici e a perseguitare con rinnovati anatemi chi non si uniforma alla loro unica Morale. I fatti del XX giugno 1859 14 Giugno del 1859: dopo decenni di soprusi e assoggettamento allo Stato Pontificio il popolo perugino\, sotto la guida di Francesco Guardabassi\, insorge reclamando la liberazione dall’odiato potere papale e rivendicando la volontà di partecipare al processo di unificazione delle terre italiane. Il delegato pontificio\, per riacquistare la sua libertà\, cede il governo della città agli insorti e si forma così a Perugia un governo provvisorio. Il mancato sostegno dei piemontesi\, che\, per non irritare il loro alleato francese Napoleone III si guardano bene dell’intervenire e anzi\, tramite Cavour impartiscono l’ordine ai capi del governo provvisorio di abbandonare Perugia e rifugiarsi nella vicina Toscana\, e la pronta reazione del Papa che non si fa attendere\, determinano la tragica conclusione delle giornate della rivolta. Il XX giugno un reggimento di duemila mercenari svizzeri rinforzato con elementi di artiglieria e guardia di Finanza entra in Perugia insorta attraverso Ponte S. Giovanni\, Via Romana\, fino al Frontone\, dove i cittadini hanno innalzato delle barricate improvvisate. La difesa dei perugini è disperata\, ma le forze mercenarie in poche ore sfondano lo sbarramento\, entrano in città e danno il via al saccheggio e al massacro degli insorti. La battaglia più cruenta si svolge al Borgo Bello\, quello che oggi in memoria di tali vicende è chiamato Borgo XX Giugno. La prima vittima delle repressione è il giovane Pietro Castellini. Il ventenne perugino cade assassinato sotto i colpi di moschetto delle guardie svizzere mentre tenta ” di liberarsi dalla furia degli assalitori”. E’ la prima vittima dell’ordine restauratore della Santa Sede\, della brutalità poliziesca incarnata dalla gendarmeria pontificia\, del comitato “rivoluzionario” che arriva a definirlo un demente e vittima infine della storiografia ufficiale che lo ha deliberatamente ignorato. La repressione sfociò in un massacro vero e proprio che ebbe risonanza internazionale. Se l’operazione militare si concluse con una vittoria sugli insorti allo stesso tempo confermò anche la natura tirannica dello Stato della Chiesa. Oggi A oltre un secolo e mezzo da quelle storiche giornate di ribellione\, consapevoli che senza memoria del passato non c’è futuro possibile\, abbiamo deciso di riscattare dalle ormai sterili e vuote cerimonie istituzionali il vivo ricordo di quegli uomini e quelle donne che con il prezzo della loro vita riconsegnarono alla città\, anche se soltanto per pochi giorni\, la libertà dalla tirannia pontificia. PER QUESTO memori di come quella di Perugia fu soltanto una delle infinite pagine di oppressione che la Chiesa Cattolica scrisse col sangue dei martiri\, consapevoli della secolare continuità storica e ideologica che lega le Sante Crociate alle nuove guerre di civiltà\, come dimostra l’appoggio della chiesa ortodossa russa alla guerra contro L’Ucraina\, continuità che c’è anche con le inquisizioni e i roghi di un tempo alle nuove discriminazioni contro tutte le minoranze\, contro le parole di “carità” e il falso umanitarismo ipocrita ed interclassista di Papa Bergoglio\, preoccupato di non perdere l’occasione di un abbraccio tra la chiesa cristiana Cattolica e quella cristiano Ortodossa\,  e che dietro la sua apparente bonomia sta  riproponendo la centralità della religione cattolica nella vita degli stati tramite l’appoggio a governi reazionari come quelli polacchi e ungherese\, cerca di imporre un modello unico di famiglia che nella realtà mai è esistito e ripropone il nostro mondo\, la natura\, come strumento a disposizione dell’uomo riproposto come essere superiore fatto a immagine e somiglianza di un dio .Tutto questo mentre si attraversa una grave crisi ecologica che dovrebbe spingerci a riconsiderare il nostro ruolo nel pianeta. Per questo rilanciamo l’attualità e la stringente necessità di una rinnovata e critica e pratica anticlericale che sappia tornare ad essere uno strumento di riscatto ed emancipazione dall’oppressione religiosa per arrestare il nuovo MedioEvo che avanza. Non ci interessa fare una pura commemorazione storica\, sbandierare un generico orgoglio perugino\, né di evitare di dire contro chi si ribellarono gli insorti del XX giugno 1859 o di parlare solo della resistenza\, del 1944\, o del risorgimento come di un movimento compatto\, teso solo a unire l’Italia. I fatti stessi di quel giorno dimostrano che il risorgimento fu diviso al suo interno e che la spaccatura passava tra i liberali filo sabaudi e la componente popolare\,democratica repubblicana e socialista. Tra i due schieramenti ci fu una lotta cruenta e ci furono vinti e vincitori; quest’ ultimi furono i liberali filo sabaudi\, i vinti furono i progressisti\, i repubblicani\, i democratici\, i socialisti. Il fatto stesso che Cavour diede l’ordine ai membri del governo provvisorio perugino di rifugiarsi in Toscana\, abbandonando la popolazione a se stessa dopo averla illusa con un miraggio di libertà\, è la prova di quanto egli tenesse in conto le sorti della popolazione. Uno storico di altissimo rilievo\, Gaetano Salvemini\, definì la vittoria dei liberali filo sabaudi rispetto alla componente democratica repubblicana come “L’origine della reazione”\, una reazione che a noi pare perduri ancora. Pertanto\, sia pure in forma ridotta\, anche questo XX giugno canteremo e brinderemo sotto quella che fu la casa di Pietro Castellini in via Ponte Vecchio a Ponte San Giovanni di Perugia alle 14\,30\, ora della sua morte e alle 16 Canteremo e brinderemo al Frontone\, in memoria di tutti i caduti\, per la libertà contro la guerra\, perché come scrisse Luigi Bonazzi alla fine della sua monumentale opera sulla storia di Perugia scritta poco dopo l’unità d’Italia : “Ma noi crediamo che da qui a non molti anni la immensa calamità delle armate permanenti sarà sparita dal cruento suolo d’Europa. Noi non sappiamo guarirci da quelle utopie che si chiamano i congressi della pace\, gli stati uniti d’Europa\, il giurì delle nazioni…”. La  lotta alla guerra e l’oscurantismo religioso sono motivi per brindare alla Memoria di Pietro Castellini\, anonimo martire\, Fulgido eroe\, pessimo tiratore\, incauto soggetto della città di Perugia e nello stesso tempo riproporre l’opera di Gaetano Salvemini “L’ origine della reazione”. Comitato Per la Memoria Storica E l’anticlericalismo
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SUMMARY:Reggio Emilia: opporsi a tutte le guerre. incontro conviviale/assemblea dibattitto
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SUMMARY:Torino: Punto info antimilitarista al Balon
DESCRIPTION:Sabato 22 giugno\nore 10\,30\npunto info antimilitarista\nal Balon \nDa gennaio alcune aree della nostra città sono sottoposte a controllo militare quotidiano. In un primo tempo i soldati dell’operazione “Strade Sicure” sono stati inviati solo in Barriera di Milano: da aprile le pattuglie interforze sono anche a San Salvario e Aurora.\nSono presidi molto scenografici con esibizione di soldati in mimetica\, mitra spianati\, e blindati Lince con il supporto di polizia e carabinieri.\nTutte le suppellettili necessarie ad alimentare un clima di guerra sono state messe in campo.\nIn questi giorni il sindaco di Torino ha dichiarato che chiederà al prefetto che i presidi fissi siano sostituiti da un controllo diffuso sul territorio\, meno visibile ma\, a suo avviso\, più “efficace”. Lo Russo vuole cambiare la cartolina delle periferie torinesi.\nIn questi mesi gli antimilitaristi hanno contestato in più occasioni i presidi di “Strade Sicure”\, ed ogni volta i militari se ne sono andati: la governance metropolitana teme che l’opposizione all’occupazione militare si allarghi.\nIl sindaco prova a correre ai ripari rendendo meno visibile\, sul piano simbolico e materiale\, la presenza dei militari nel quartiere.\nNella sostanza cambierebbe ben poco. \nVivere in periferia non è mai stato facile. Oggi va ancora peggio: ovunque si allungano le file dei senza casa\, senza reddito\, senza prospettive. Per mettere insieme il pranzo con la cena in tanti si adattano ad una miriade di lavori precari\, sottopagati\, in nero\, senza tutele.\nOvunque si allunga la lista dei morti e dei mutilati sul lavoro: non sono incidenti ma la feroce logica del profitto che si mangia la vita e la salute di tanta gente.\nIn questi ultimi anni i ricchi sono diventati ancora più ricchi\, mentre chi era povero è diventato ancora più povero. Il prezzo di gas e luce è raddoppiato\, tanta gente è sotto sfratto o con la casa messa all’asta. Se non ci sono i soldi per il fitto e le bollette\, la tutela della salute diventa una merce di lusso che possono permettersi in pochi. Così dal 2015\, ben prima della pandemia\, per la prima volta dal 1945\, l’aspettativa di vita nel nostro paese si è ridotta. \nBarriera di Milano\, ormai da anni\, è divenuta un laboratorio dove sperimentare tecniche di controllo sociale prima impensabili\, pur di non spendere un soldo per la casa\, la sanità\, i trasporti\, le scuole. In questi anni la spesa militare è costantemente aumentata\, le missioni all’estero delle forze armate italiane si sono moltiplicate.\nI militari fanno sei mesi in missioni militari all’estero\, sei mesi per le strade delle nostre città.\nTante missioni sono in Africa\, dove le bandiere tricolori sventolano accanto a quelle gialle con il cane a sei zampe dell’ENI\, la punta di diamante del colonialismo italiano.\nLa guerra per il controllo delle risorse energetiche va di pari passo con l’offensiva contro le persone in viaggio\, per ricacciarle nelle galere libiche\, dove torture\, stupri e omicidi sono fatti normali.\nIn Barriera tanti sono immigrati o figli di immigrati arrivati dal sud come i cerignolesi della piazza del mercato. Poi sono arrivate altre persone\, nate in Africa\, in Cina\, in Sudamerica: i loro figli e nipoti vanno nelle stesse scuole e negli stessi giardinetti dei figli e dei nipoti degli immigrati degli anni Sessanta. Tanti degli attuali abitanti delle Barriera sono arrivati su un barcone e sono passati dalle prigioni in Libia e dagli hotspot in Italia.\nIl governo e i fascisti soffiano sul fuoco della guerra tra poveri italiani e poveri immigrati\, per avere mano libera a fare la guerra a noi tutti. \nNei quartieri poveri il controllo militare è diventato normale. Anzi! Ogni giorno è peggio.\nIntere aree vengono messe sotto assedio\, con continue retate di persone senza documenti o che vivono grazie ad un’economia informale.\nTorino da città dell’auto si sta trasformando in città dei bombardieri e vetrina per turisti. Una vetrina che i poveri che passano ore ai giardinetti non devono sporcare. L’aspirazione ad una socialità non mercificata va repressa.\nIl governo a tutti i livelli punta il dito sulle persone più povere\, razzializzate\, con il continuo ricatto dei permessi\, per nascondere la guerra sociale che ha scatenato contro tutti i poveri\, italiani e nati altrove\, schierandosi a fianco dei padroni grandi e piccoli.\nIl controllo etnicamente mirato del territorio mira a reprimere sul nascere ogni possibile insorgenza sociale.\nDa quando i militari sono stati inviati in Barriera di Milano\, l’area di corso Palermo limitrofa al mercato di piazza Foroni è stata costantemente militarizzata: in corso Palermo angolo via Sesia stazionano stabilmente mezzi dell’esercito e un’auto pattuglia della polizia o dei carabinieri. Da aprile i militari sono anche in largo Giulio Cesare.\nPer cosa? Per spostare di qualche centinaio di metri i pusher? Per alimentare la favola che se si cacciano gli spacciatori\, poi\, per magia\, Barriera diventa come la Crocetta?\nEppure. Basterebbe farla finita con il proibizionismo\, consentendo la vendita delle sostanze\, con tanto di etichetta e foglio informativo in appositi negozi\, per farla finita con le mafie e la disperazione dei tossici. E diminuirebbero drasticamente le morti causate da sostanze tagliate male\, velenose\, pericolose. \nCon la lotta\, la solidarietà il mutuo appoggio\, possiamo far si che le nostre vite diventino migliori.\nRiprendiamoci gli spazi dei quartieri militarizzati e resi deserti dalla polizia e dai militari. Proviamo ad immaginare di farla finita\, sin da ora\, con stato\, padroni\, militari\, polizia.\nCi raccontano la favola che una società complessa è ingovernabile dal basso mentre ci annegano nel caos della gestione centralizzata e burocratica delle scuole\, degli ospedali\, dei trasporti.\nCostruiamo insieme assemblee territoriali\, spazi\, scuole\, trasporti\, ambulatori autogestiti! Non è un’utopia ma l’unico orizzonte possibile per liberarci dallo stato e dal capitalismo.\nLa sicurezza è casa\, reddito\, sanità per tutte e tutti\, non soldati per per le strade! \nFederazione Anarchica Torinese – Assemblea antimilitarista\ncorso Palermo 46 – riunioni ogni martedì alle 20 – www.anarresinfo.org
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SUMMARY:Carrara: La tipografia compie 50 anni
DESCRIPTION:” Siamo lieti di invitarvi alla presentazione della pubblicazione “Intermittent Fevers”\, un progetto di ricerca multidisciplinare sviluppato dal 2020 che esplora le relazioni farmaco-coloniali tra Italia e Olanda attraverso la storia sociale della malaria.\n“Intermittent Fevers” approfondisce le implicazioni della retorica eco-fascista\, l’uso di metafore misogine sulla proprietà della terra e il controllo dei corpi. La pubblicazione contiene contributi dell’artista messicano Juan Arturo García\, della storica dell’arte Alessandra Franetovich e dell’artista portoghese Isadora Pedro Neves Marques. \nDurante l’evento sarà proiettato il cortometraggio “Once and for All”\, parte del progetto “Intermittent Fevers”\, che esplora il rapporto tra un fascismo in decadenza e un capitalismo in ascesa nel contesto della bonifica in Toscana. Lo spettacolo\, registrato tra Carrara e Pisa\, vede la partecipazione di Soledad Nicolazzi e Gilberto Colla.”
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SUMMARY:Ardenza: presentazione libro "Ardenza 1921 " Contro inchiesta sull'assassinio politico degli arditi del popolo Nardi e Baldasseroni
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SUMMARY:Monfalcone: Area Verde in pericolo tutti in piazza
DESCRIPTION:Venerdì 28 giugno\nIn via Grado a Monfalcone c’è un’area verde che il comune vorrebbe distruggere per costruire il nuovo campus scolastico.\nAl suo interno ci sono dei campi\, ma anche dei prati e un boschetto\, che secondo gli atti del Comune\, “non c’è”.\nDopo la manifestazione del primo giugno ci ritroviamo nella stessa zona per discutere del progetto e stare insieme ascoltando un pò di musica e condividendo ciò che ognuno vorrà portare. \nDalle 19 intervento di Federico Venturini\, attivista/ricercatore su consumo di suolo\, città e sostenibilità\, poi microfono aperto \nDalle 20 al calar della notte musica con: \nCORALLO\nAnche se dei costruttori ormai non c’è più traccia\, è rimasta l’antica struttura a narrare le storie dei suoi molteplici abitanti. Una voce e una chitarra guideranno attraverso questo inedito viaggio tra canzoni vecchie\, nuove\, italiane e internazionali.\nALBERTO BLASIZZA\nCantautore nato a Gorizia\, le sue canzoni si muovono tra contrasti di luci ed ombre\, introspezione e rabbia infuocata… e un pizzico di ironia \nCaffè Esperanto \nSiamo aperti ogni martedì dalle 18 alle 20 \nVia Terenziana\, 22 – 34074 Monfalcone (GO)
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SUMMARY:Pordenone :Assemblea/dibattito GIÙ LE MANI DAL TAGLIAMENT0
DESCRIPTION:Venerdi 28 giugno al circolo zapata in via ungaresca 3b h.20.30 \ninterverranno esponenti del comitato “Tagliamento Libero” \nIn data 11 aprile 2024\, la Giunta Regionale del FVG ha approvato il documento preliminare (Delibera n. 530) con il quale vengono realizzati diversi “interventi per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico lungo il corso del fiume Tagliamento”. Tra questi\, il più impattante riguarda la “Costruzione di una traversa laminante\, con luci mobili a paratoie piane\, adiacente al ponte Dignano per la creazione di un bacino di espansione in linea\, in alveo attivo” che prevede una spesa complessiva stimata di 200 milioni di euro. \nIn seguito alle tragiche alluvioni del 1965 e 1966\, la Regione FVG aveva già in passato proposto alcune soluzioni\, tra le quali la realizzazione di uno sbarramento all’altezza della stretta di Pinzano e\, a valle della stretta\, la costruzione di sei casse di espansione. Questi progetti\, al tempo\, videro la determinata opposizione della cittadinanza locale che auto-organizzata in comitati locali riuscì a bloccarli. \nIl fiume Tagliamento è l’ultimo grande fiume dell’Europa centrale che ancora scorre liberamente. Esso è oggetto di interesse per gruppi di studio di molte università di vari paesi del mondo per la rinaturalizzazione di fiumi ormai compromessi. Esso rappresenta un habitat naturale unico per la ricchezza di biodiversità\, grazie anche alla presenza di numerosi prati stabili. \nIl fiume Tagliamento viene ritenuto un ecosistema estremamente prezioso\, essendo considerato l’ultimo corridoio fluviale morfologicamente intatto delle Alpi e per questo è stato designato ZPS (Zona di Pro-tezione Speziale) e ZSC (Zona Speciale di Conservazione). \nAnche per quest’ultima malsana idea della Regione di realizzare una traversa laminante si è fatta sentire la voce contraria di tante persone provenienti dai luoghi interessati e non solo. A questo scopo è stata avviata una campagna di difesa ambientale (Tiliment libar/Tagliamento libero) che prevede “azioni di sensibilizzazione e informazione volta a tutelare il bene comune Tagliamento”. Riteniamo l’operazione avviata dalla Regione composta da progetti inaccettabili che avranno ripercussioni devastanti sull’intero alveo del fiume Tagliamento e lungo il Medio Friuli. Tali opere appaiono più il frutto di decisioni prese nelle stanze chiuse della politica\, che rispondono ad esigenze affaristiche particolari più che alla salvaguardia delle comunità locali. \nMolti dei problemi idrogeologici che oggi stiamo subendo sono la conseguenza di scelte politiche e amministrative sbagliate e di uno sfruttamento del territorio a soli fini speculativi. Emblematici sono gli esempi della diga di Ravedis che ha comportato la distruzione di una delle più belle valli della regione\, ancora oggi solo parzialmente funzionante e costata cifre enormi prelevate dalle tasche dei e delle contribuenti; e la diga di Barcis che ha provocato gravi problemi idrogeologici all’abitato con il blocco delle ghiaie che hanno alzato il livello dell’alveo del torrente Cellina e riempito per metà l’invaso del lago. Anche qui\, invece di rinaturalizzare il torrente\, si preferisce spendere milioni di euro per lo sghiaiamento\, senza peraltro risolvere nulla\, dal momento che dovrebbe essere prelevato materiale inerte in quantità paragonabile a quanto ne porta a valle il fiume. \nIn pratica si crea una cava di prestito finanziata dal pubblico con sommo gaudio per i fornitori di ghiaia\, Senza considerare l’inquinamento ambientale e il traffico con il continuo via vai di mezzi pesanti. \nÉ ora di porre un freno a questi progetti scellerati. L’ambiente è un bene comune che va tutelato e difeso dalle speculazioni e da scelte politiche che sono il prodotto di una mentalità che non sa cogliere la complessità degli ecosistemi e di conseguenza non agisce preventivamente ma solo per mette- re una pezza sugli effetti finali. \nINIZIATIVA LIBERTARIA – PORDENONE
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SUMMARY:Carrara: proiezione Documentario Erasmus a Gaza di Viviana Codemo
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SUMMARY:Alessandria: dall'ordine americano al grande caos
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SUMMARY:Livorno: assemblea coordinamento antimilitarista livornese
DESCRIPTION:Gli ultimi sviluppi sulle politiche di guerra avallate dall’attuale governo coinvolgono direttamente anche il nostro territorio.\nDa una parte il passaggio della ex Wass da Leonardo a Fincantieri che riguarda lo stabilimento in via di Levante a Livorno. Nonostante il passaggio\, il sito continuerà a produrre armamenti come siluri e sonar e ad essere di conseguenza complice di guerre in varie parti del mondo senza aver\, oltretutto\, garantito la stabilità occupazionale.\nDall’altra la notizia dello stanziamento di 20 milioni per la costruzione della nuova base militare nell’area CISAM a San Piero a Grado\, l’ennesima opera di guerra e devastazione ambientale.\nTutto ciò in un contesto internazionale sempre più delicato in cui l’escalation bellica è oramai arrivata al culmine. Lo vediamo con il genocidio in atto nei confronti del popolo palestinese e nel conflitto russo-ucraino.\nPer questo invitiamo le realtà e le persone interessate a partecipare all’assemblea del coordinamento antimilitarista livornese giovedì 4 luglio alle ore 21:00 alla FAI\, in via degli asili 33 a Livorno. Verrà analizzata la situazione e verranno proposte iniziative da mettere in campo nelle prossime settimane per contrastare e opporsi a queste politiche di guerra.\nVi aspettiamo!
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SUMMARY:IMOLA: big tech e guerra
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SUMMARY:Torino: CPR\, stragi in mare\, campi di concentramento al Balon
DESCRIPTION:Sabato 6 luglio\nCPR\, stragi in mare\, campi di concentramento \nore 10\,30 \npunto info contro frontiere e CPR \nal Balon \nOgni martedì fai un salto da \n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro  \nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte \nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!  \nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato! \nInformati su lotte e appuntamenti! \ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46  \nContatti: \nFederazione Anarchica Torinese \ncorso Palermo 46  \nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20  \nContatti:  \nfai_torino@autistici.org  \n@senzafrontiere.to/  \nhttps://t.me/SenzaFrontiere  \nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail \nscrivi a: anarres@inventati.org \nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Carrara: Un filosofo al mese. La cultura della libertà: «IPAZIA» di J. Toland
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SUMMARY:Roma: contro lo sgombero dello spazio anarchico 19 Luglio
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SUMMARY:Milano : è tempo di difendere il Rojava
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SUMMARY:Carrara: commemorazione della rivolta delle donne carraresi
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SUMMARY:Reggio Emilia: tortellata Libertaria
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SUMMARY:Trieste: Incontro con attivista Refuser Solidarity Network
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SUMMARY:LIVORNO: basta guerre e fabbriche di morti
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SUMMARY:CARRARA: fermiamo il genocidio  a Gaza per una prospettiva libertaria federalista internazionalista
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SUMMARY:Roma: spazio anarchico 19 Luglio? 13 anni suonati
DESCRIPTION:SPAZIO ANARCHICO 19 LUGLIO? 13 ANNI SUONATI! \nSabato 20 luglio a partire dalle ore 19:00 ci troveremo allo Spazio anarchico 19 Luglio in via Rocco da\nCesinale 16\,18 per festeggiare il tredicesimo compleanno di questo spazio che\, in continuità con le attività\ndel Gruppo Anarchico C. Cafiero nel quartiere di garbatella\, è stato riaperto e restituito al quartiere con i\nconvegni\, le conferenze\, le presentazioni di libri\, le proiezioni filmiche\, le iniziative teatrali\, musicali e\ncinematografiche\, la diffusione di stampa ed editoria libertaria e anarchica in diverse lingue e tanto altro.\nTra le altre vanno avanti le attività della biblioteca popolare e dell’archivio. Negli ultimi mesi in seguito alle\nreiterate minacce di sgombero ci siamo organizzati con numerosi interventi musicali di Gianluca Bernardo\,\nAlessio Castelli Marino e i Compari\, Lalla Bertolini\, il Coro Sgarbatello diretto da Nora Tigges\, Mille Papaveri\nRossi a Roma\, Eleonora Gatto Cugini\, Mr Paganini e tanti altri musicisti intervenuti in solidarietà.\nPer un 13esimo compleanno suonato sabato 20 luglio ci troveremo ancora con musica e testi d’autore a\npartire dalle ore 19:00 allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16\,18 a garbatella (metro B)! \nGruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma\nwww.cafierofairoma.wordpress.com
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SUMMARY:GRAGNANA - CARRARA: canzoni per l'Anarchia
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SUMMARY:REGGIO EMILIA: Il delitto Matteotti. Aperitivo e film
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SUMMARY:CARRARA: Viva Bresci apericena regicida  concerto coro staziona rossa
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SUMMARY:CARRARA: il materialismo queer è possibile presentazione libro con autore
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SUMMARY:LIVORNO: effetto rifugio    𝐺𝑈𝐸𝑅𝑅𝐴 𝐴𝐼 𝐶𝑂𝑅𝑃𝐼
DESCRIPTION:Torna anche quest’anno Effetto Refugio\, uno spazio di condivisione\, di lotta e di critica durante la kermesse cittadina.\nVi aspettiamo dal 31 luglio al 4 agosto per cinque giorni di dibattiti\, presentazioni di libri e opuscoli\, assemblee aperte e infine concerti e dj set per ballare!\nTutto il ricavato va a finanziare la cassa di resistenza\, uno strumento di solidarietà e mutuo aiuto per permetterci di sostenere le spese delle nostre lotte.\nQui il programma completo ⤵️ \n𝐌𝐄𝐑𝐂𝐎𝐋𝐄𝐃𝐈̀ 𝟑𝟏 𝐋𝐔𝐆𝐋𝐈𝐎\n𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟗 📢 𝐺𝑈𝐸𝑅𝑅𝐴 𝐴𝐼 𝐶𝑂𝑅𝑃𝐼 – Maternità obbligatoria\, consultori chiusi\, aborto negato: il governo “dio-patria famiglia” contro le scelte delle donne e delle libere soggettività.\nDibattito a cura di NonUnaDiMeno Livorno e Obiezione Respinta. \n𝐚 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 🎵 La Roboterie dj set \n🎨 𝗘𝗦𝗣𝗢𝗦𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗣𝗘𝗥𝗠𝗔𝗡𝗘𝗡𝗧𝗘: 𝑨 𝑪𝑨𝑳𝑳 𝑭𝑶𝑹 𝑷𝑨𝑳𝑬𝑺𝑻𝑰𝑵𝑬 a cura del collettivo IN/CROCI\n📷 𝐌𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐅𝐎𝐓𝐎𝐆𝐑𝐀𝐅𝐈𝐂𝐀: #𝑵𝑶𝑵𝑼𝑵𝑴𝑰𝑵𝑼𝑻𝑶𝑫𝑰𝑷𝑰𝑼 – 30 𝑨𝑵𝑵𝑰 𝑫𝑰 𝑨𝑻𝑻𝑬𝑺𝑨 a cura del progetto collettivo “Percorsi fotografici”\n𝐁𝐀𝐍𝐂𝐇𝐄𝐓𝐓𝐈:\n📖 IN/CROCI\n📖 LE RUZZE\n📖 PERCORSI FOTOGRAFICI\n📖 ASIA – USB\n📖 COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD\n📖 ASSOCIAZIONE LIVORNO PER LA PALESTINA\n📖 FEDERAZIONE ANARCHICA LIVORNESE\n📖 COLLETTIVO ANARCHICO LIVORNESE\nVi aspettiamo!\n**********************************************************\nEffetto Refugio è un evento autogestito che dal 2006 si svolge al Teatrofficina Refugio\, durante i giorni della kermesse cittadina Effetto Venezia.\nFin dalla prima edizione le realtà promotrici hanno avvertito la necessità di creare uno spazio critico in tale contesto festivaliero\, dove fosse possibile proporre anche occasioni di incontro e dibattito e progetti artistici spesso ignorati e contrapposti alle logiche istituzionali\, e per questo\, altrettanto spesso\, colpiti da azioni repressive. Effetto Refugio è infatti da sempre anche un importante momento di conoscenza e adesione alle campagne promosse a favore delle persone raggiunte da questi provvedimenti
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SUMMARY:LIVORNO: effetto rifugio 𝑁𝐸𝑆𝑆𝑈𝑁𝐴 𝐺𝑈𝐸𝑅𝑅𝐴\, 𝑁𝐸𝑆𝑆𝑈𝑁𝐴 𝐵𝐴𝑆𝐸\, 𝑁𝐸𝑆𝑆𝑈𝑁 𝐸𝑆𝐸𝑅𝐶𝐼𝑇𝑂
DESCRIPTION:Torna anche quest’anno Effetto Refugio\, uno spazio di condivisione\, di lotta e di critica durante la kermesse cittadina.\nVi aspettiamo dal 31 luglio al 4 agosto per cinque giorni di dibattiti\, presentazioni di libri e opuscoli\, assemblee aperte e infine concerti e dj set per ballare!\nTutto il ricavato va a finanziare la cassa di resistenza\, uno strumento di solidarietà e mutuo aiuto per permetterci di sostenere le spese delle nostre lotte.\nQui il programma completo ⤵️\n𝐆𝐈𝐎𝐕𝐄𝐃𝐈̀ 𝟏 𝐀𝐆𝐎𝐒𝐓𝐎\n𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟗 📢 𝑁𝐸𝑆𝑆𝑈𝑁𝐴 𝐺𝑈𝐸𝑅𝑅𝐴\, 𝑁𝐸𝑆𝑆𝑈𝑁𝐴 𝐵𝐴𝑆𝐸\, 𝑁𝐸𝑆𝑆𝑈𝑁 𝐸𝑆𝐸𝑅𝐶𝐼𝑇𝑂 – Esperienze di lotta antimilitarista sui territori.\nDibattito a cura di Coordinamento antimilitarista livornese. Partecipano: Movimento No Base – Né a Coltano né altrove\, Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell’Università\, Assemblea antimilitarista toscana\, varie realtà territoriali antimilitariste.\n𝐚 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 🎵 Antonio Ghezzani – Concerto per la Palestina \n🎨 𝗘𝗦𝗣𝗢𝗦𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗣𝗘𝗥𝗠𝗔𝗡𝗘𝗡𝗧𝗘: 𝑨 𝑪𝑨𝑳𝑳 𝑭𝑶𝑹 𝑷𝑨𝑳𝑬𝑺𝑻𝑰𝑵𝑬 a cura del collettivo IN/CROCI\n📷 𝐌𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐅𝐎𝐓𝐎𝐆𝐑𝐀𝐅𝐈𝐂𝐀: #𝑵𝑶𝑵𝑼𝑵𝑴𝑰𝑵𝑼𝑻𝑶𝑫𝑰𝑷𝑰𝑼 – 30 𝑨𝑵𝑵𝑰 𝑫𝑰 𝑨𝑻𝑻𝑬𝑺𝑨 a cura del progetto collettivo “Percorsi fotografici”\n𝐁𝐀𝐍𝐂𝐇𝐄𝐓𝐓𝐈:\n📖 IN/CROCI\n📖 LE RUZZE\n📖 PERCORSI FOTOGRAFICI\n📖 ASIA – USB\n📖 COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD\n📖 ASSOCIAZIONE LIVORNO PER LA PALESTINA\n📖 FEDERAZIONE ANARCHICA LIVORNESE\n📖 COLLETTIVO ANARCHICO LIVORNESE\nVi aspettiamo!\n**********************************************************\nEffetto Refugio è un evento autogestito che dal 2006 si svolge al Teatrofficina Refugio\, durante i giorni della kermesse cittadina Effetto Venezia.\nFin dalla prima edizione le realtà promotrici hanno avvertito la necessità di creare uno spazio critico in tale contesto festivaliero\, dove fosse possibile proporre anche occasioni di incontro e dibattito e progetti artistici spesso ignorati e contrapposti alle logiche istituzionali\, e per questo\, altrettanto spesso\, colpiti da azioni repressive. Effetto Refugio è infatti da sempre anche un importante momento di conoscenza e adesione alle campagne promosse a favore delle persone raggiunte da questi provvedimenti
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SUMMARY:LIVORNO : 1922- 2024 In memoria di Filippo Filippetti anarchico livornese\, antifascista\, ucciso dai fascisti
DESCRIPTION:Venerdì 2 agosto 2024 ore 19\nCommemorazione presso la lapide\nVia Provinciale Pisana 354\, Livorno\n(ex-scuola Cammilli)\n\nFilippo Filipetti\, giovane anarchico\, viene ucciso il 2 agosto 1922 dai fascisti mentre si oppone\, assieme ad altri antifascisti\, ad una spedizione punitiva contro Livorno.\nIl 2 Agosto 1922 un gruppo di giovani antifascisti\, tra i quali alcuni anarchici\, ingaggia uno scontro armato nei pressi di Pontarcione con i camion dei fascisti. Muore nella sparatoria Filippo Filippetti\, membro degli Arditi del Popolo\, sindacalista dell’USI per il settore edile\nNell’estate del 1922 si giocano le ultime carte per fermare la reazione antiproletaria: il paese è attraversato da un crescendo di aggressioni compiute dai fascisti nei confronti delle organizzazioni del movimento operaio e dei singoli militanti; si contano decine di morti fra gli antifascisti.\nDa mesi l’Unione Anarchica Italiana e il giornale “Umanità Nova” si battono a sostegno del movimento degli Arditi del Popolo\, per costituire un fronte unico proletario che organizzi la difesa. Su iniziativa del Sindacato Ferrovieri Italiano è costituita l’Alleanza del Lavoro\, a cui partecipano tutti i sindacati\, con l’appoggio dell’Unione Anarchica\, del Partito Repubblicano\, del Partito Comunista e del Partito Socialista.\nL’Alleanza del Lavoro indice uno sciopero generale ad oltranza per fermare le violenze fasciste a partire dalla mezzanotte del 31 luglio. I fascisti finanziati da agrari e industriali\, armati da Carabinieri ed Esercito\, protetti dalla monarchia e dalla Chiesa\, aggrediscono le roccaforti operaie.\nIn molte città\, fra cui Piombino\, Ancona\, Parma\, Civitavecchia\, Bari i fascisti vengono respinti anche grazie all’azione degli Arditi del Popolo. Nel momento in cui la resistenza operaia cresce\, CGL e PSI\, sperando in un ennesimo compromesso\, si ritireranno dalla lotta\, aprendo la strada alla rappresaglia armata del Governo. Livorno è uno dei centri dello scontro. Tra il 1° e il 2 Agosto 1922 squadre fasciste provenienti da tutta la Toscana lanciano la caccia agli antifascisti livornesi\, facendo irruzione nei quartieri popolari che resistono all’invasione. Molti furono gli assassinati in quei giorni. Popolane e popolani\, militanti comunisti\, anarchici\, repubblicani e socialisti\, tra i quali Luigi Gemignani\, Gilberto Catarsi\, Pietro Gigli\, Pilade Gigli\, Oreste Romanacci\, Bruno Giacomini e Genoveffa Pierozzi\, oltre al giovane anarchico Filippo Filippetti.\nLo stato liberale schiera le truppe nei quartieri popolari\, appoggiate da autoblindo e mitragliatrici\, per fermare la risposta antifascista.\nOggi più che mai l’antifascismo va ricordato e praticato nella realtà quotidiana.\nIl movimento anarchico invita tutte le realtà antifasciste a partecipare alla commemorazione.\n\nFederazione Anarchica Livornese
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