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SUMMARY:Italia: dove e quando Festeggiare il 1° Maggio In Italia
DESCRIPTION:Milano: primo maggio anarchico alla FAM\nMaggio 1 @ 8:00 – 17:00\n  \n \nCarrara: 1° Maggio Anarchico 2023 Comizio e Corteo\n\nMaggio 1 @ 8:30 – 15:00\n\n\n\n1° Maggio 2023 \nCarrara \nTutt* i compagn* \nSono invitati a partecipare alla Manifestazione del 1 Maggio a Carrara. \nAgenda delle principali attività della giornata: \nOre 9: 30 Concentramento. Piazza De Andre’ (Già Piazza Cesare Battisti)\nOre 10:00  Comizio in piazza De Andre’ (Già Piazza Cesare Battisti)\nOre 11:30 inizio corteo con posa dei fiori alle targhe e monumenti in città\, con conclusione davanti alla sede storica del Germinal (Politeama) in piazza Matteotti. \nPer maggiori informazioni per chi viene da lontano o che intende soggiornare a Carrara invitiamo a contattarci all’email del Gruppo Germinal di Carrara : germinalfaicarrara@gmail.com \n \nTorino: 1 Maggio. Disertiamo la guerra\n\nMaggio 1 @ 9:00 – 13:00\n\n\n\nSpezzone antimilitarista al corteo da piazza Vittorio \nDopo il corteo pranzo benefit lotte contro la guerra alla FAT in corso Palermo 46.\nMenù vegan\nPer prenotazioni: antimilitarista.to@gmail.com \nAssemblea Antimilitarista – Federazione Anarchica Torinese \nwww.anarresinfo.org \nDi seguito il testo condiviso con il Coordinamento contro la guerra e chi la arma \nAd oltre un anno dall’invasione russa dell’Ucraina che ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa\, ovunque assistiamo ad una crescente corsa al riarmo\, all’aumento delle spese militari\, con nuovi progetti di basi e installazioni belliche\, con una sempre maggior influenza del complesso militare-industriale sulle vite di noi tutti.\nGuerre e conflitti insanguinano vaste aree del pianeta in una spirale che sembra non aver fine. Il rischio di una guerra su scala planetaria è una possibilità reale.\nOpporsi concretamente è un’urgenza ineludibile. \nLa guerra in Ucraina ha nel proprio DNA uno scontro interimperialistico di enorme portata.\nIl prezzo di questa guerra lo pagano le popolazioni ucraine martoriate dalle bombe\, dal freddo\, dalla mancanza di medicine\, cibo\, riparo.\nLo pagano le popolazioni russe\, sottoposte ad un embargo di cui sono prime vittime i poveri.\nLo pagano oppositori\, sabotatori\, obiettori e disertori che subiscono pestaggi\, processi e carcere.\nLo paghiamo noi tutti stretti nella spirale dell’inflazione\, tra salari e pensioni da fame e fitti e bollette in costante aumento.\nIl governo italiano si è schierato in questa guerra inviando armi\, moltiplicando il numero di militari impiegati in ambito NATO nell’est europeo e nel Mar Nero\, aumentando la spesa bellica sino a toccare i 104 milioni di euro al giorno.\nL’Italia è impegnata in ben 42 missioni militari all’estero\, in buona parte in Africa\, dove le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difendono gli interessi di colossi come l’ENI. \nTorino punta tutto sull’industria bellica per il rilancio dell’economia. Un’economia di morte.\nLa nostra città è già oggi uno dei maggiori centri dell’industria bellica aerospaziale.\nIn febbraio la cessione da parte di Leonardo di parte degli spazi dell’ex Alenia al Politecnico\, ha rimesso in moto il progetto della Città dell’aerospazio\, un centro di eccellenza per l’industria bellica aerospaziale\, fermo ai blocchi di partenza dal novembre 2021.\nLa Città dell’aerospazio\, promosso dal colosso armiero Leonardo e dal Politecnico subalpino\, sorgerà tra corso Francia e corso Marche.\nLa campagna di informazione e lotta fatta negli ultimi due anni è riuscita a far emergere dall’opacità un progetto che mira a trasformare la nostra città in polo ad alta tecnologia per lo sviluppo dell’industria bellica. Il focus sarà sulla ricerca di tecnologie capaci di migliorare l’efficienza dei micidiali strumenti già oggi capaci di distruggere il pianeta. Cruciale quindi il ruolo del Politecnico che accelera il processo di integrazione nel complesso militare industriale trasferendo parte della ricerca nello spazio di Leonardo.\nNon saranno certo le nebbie del “dual use” (militare e civile) o l’immaginario dei viaggi spaziali a nascondere la realtà.\nLa Città dell’Aerospazio\, ospiterà anche un acceleratore d’innovazione nel campo della Difesa\, uno dei nove nodi europei del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A)\, una struttura della NATO.\nFinché il nuovo polo bellico non sarà costruito\, l’acceleratore di innovazione avrà sede alle OGR.\nQuesta primavera ci sarà il lancio dei bandi per aziende e start up che verranno selezionate per dar concretezza ai programmi di innovazione tecnologica della NATO per il 2030.\nLa NATO ci investe un miliardo di dollari. Una montagna di soldi che verranno utilizzati per produrre tecnologie sempre più sofisticate\, sempre più mortali. \nCrosetto\, presidente del Distretto aerospaziale del Piemonte è divenuto ministro della Difesa e preme sull’acceleratore con la complicità attiva del rettore del Politecnico Saracco.\nLa Città dell’Aerospazio e l’acceleratore di innovazione della NATO sono sostenute attivamente dal governo della città\, da quello della Regione e da Confindustria.\nL’industria bellica è il motore di tutte le guerre. \nGiocano la carta del ricatto occupazionale\, in una città sempre più povera\, dove arrivare a fine mese è sempre più difficile\, dove salute\, istruzione\, trasporti sono sempre più un privilegio per chi può pagare. \nI poveri del nostro paese\, ogni volta che vanno a fare la spesa\, portano a casa sempre meno cibo\, abiti\, medicine\, perché l’aumento dei prezzi dell’energia e dei beni di prima necessità sta rendendo ancora più precarie le vite di noi tutti.\nOccorre capovolgere la logica perversa che vede nell’industria bellica il motore che renderà più prospera la nostra città.  Un’economia di guerra produce solo altra guerra.\nProvate ad immaginare quanto migliori sarebbero le nostre vite se le la ricerca e la produzione venissero usate per la cura invece che per la guerra. \nIn Russia e in Ucraina c’è chi rifiuta la guerra e il militarismo\, chi getta la divisa perché non vuole uccidere e non vuole morire per spostare il confine di uno Stato.\nMigliaia e migliaia di persone dalla Russia hanno attraversato i confini disobbedendo all’obbligo di andare in guerra\, affrontando la via dell’esilio\, rischiando anni di carcere.\nDal febbraio 2022 in Ucraina le frontiere sono chiuse per tutti gli uomini tra i 18 e i 60 anni. La debole legge sull’obiezione di coscienza in Ucraina è stata sospesa e le 5.000 domande di servizio civile respinte. \nIn Russia c’è un esodo che si è intensificato negli ultimi mesi. Dal 28 settembre 2022 anche le frontiere russe sono chiuse per chi non vuole fare la guerra.\nMolti altri restano e lottano\, nonostante la durissima repressione che colpisce antimilitaristi e pacifisti in entrambi i paesi.\nIn Ucraina c’è chi su posizioni non violente\, anarchiche o femministe ha scelto di non schierarsi\, di non combattere in questa guerra costruendo reti di solidarietà materiale con le vittime dei bombardamenti\, con chi ha perso il lavoro o è obbligat* dalle leggi di guerra del governo Zelensky a turni massacranti spesso senza paga.\nIn Russia e in Ucraina c’è chi lotta perché le frontiere siano aperte per chi si oppone alla guerra.\nNoi facciamo nostra questa lotta contro le frontiere\, per l’accoglienza di obiettori\, renitenti\, disertori da entrambi i paesi. \nNoi non ci arruoliamo né con la NATO\, né con la Russia. Né con Zelensky né con Putin. Rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche. L’antimilitarismo e l’internazionalismo sono stati centrali nelle lotte del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici sin dalle sue origini.\nLe frontiere sono solo linee sottili su una mappa: un nulla che diventa tragicamente reale quando militari ben armati lo trasformano in barriera invalicabile. Ma sempre c’è chi\, anche a rischio della vita\, le attraversa. Cancelliamole!\nPer opporsi alla guerra non basta l’indignazione\, occorre un ampio fronte di lotta.\nA due passi dalle nostre case ci sono installazioni militari\, poligoni e aeroporti\, caserme e industrie di morte. Chiudiamoli! \nNo alla guerra e al militarismo!\nSosteniamo chi si oppone alla guerra in Russia e in Ucraina!\nApriamo le frontiere ad obiettori e disertori! \nA fianco delle popolazioni ucraine martoriate dalle bombe\, dal freddo\, dalla mancanza di medicine\, cibo\, riparo. A fianco delle popolazioni russe sottoposte ad un embargo di cui sono prime vittime i poveri \nContro la guerra a profughi e migranti in mare e in montagna. Distruggiamo le frontiere! \nNo all’industria bellica\nChiudiamo e riconvertiamo le fabbriche d’armi\nNo alla Città dell’aerospazio! No alla Nato a Torino \nNo all’invio di armi per la guerra\nNo alle missioni militari all’estero \nNo alle spese militari e alla militarizzazione delle nostre città \nDisertiamo la guerra! \n  \n\nTrieste: corteo Primo Maggio\n\nMaggio 1 @ 9:00 – 21:00\n\n\n\nAnche quest’anno saremo in corteo il primo maggio con un nostro spezzone. \nVisti i gravi fatti del 25 aprile e in generale il clima di crescente repressione e ostacoli alla libertà di manifestare sfileremo con lo striscione “BASTA DIVIETI! LIBERTA’ DI MANIFESTARE” perché\, come abbiamo scritto nel nostro volantone diffuso il 25 aprile\, crediamo che questa sia una questione cruciale. \nInoltre\, in solidarietà al collettivo Burjana\, oggetto in questi mesi di una campagna di criminalizzazione e isolamento da parte della questura\, anche noi concluderemo il corteo con loro in piazza Libertà dove ci sarà una festa. Contemporaneamente alcun* compagn* saranno anche in piazza Unità alla fine del corteo ufficiale a diffondere il nuovo numero di Germinal. \nNel pomeriggio invece andremo a Monfalcone: dalle 14 in piazzetta Esposti Amianto a Panzano ci sarà la festa del primo maggio organizzata dal Caffè Esperanto e dall’Associazione Esposti Amianto. Qui trovate tutte le info. \nCi vediamo alle h.9 in campo san giacomo per il corteo \nGruppo Anarchico Germinal \n  \nEmpoli: W il 1 Maggio Anarchico. Corteo e comizio\n\nMaggio 1 @ 9:30 – 14:00\n \n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nImola: il 1°Maggio è nato anarchico\n\nMaggio 1 @ 10:00 – 17:00\n\n\n\nIl 1° maggio si terrà un presidio/ritrovo in Piazzale Giovanni dalle Bande Nere  sul Prato della Rocca in Imola dalle ore 10:00\, seguirà buffet. In caso di maltempo si svolgerà nella sede del Gruppo sociale Errico Malatesta\, via f.lli Bandiera 19 Imola. \nIl 1° Maggio è nato anarchico \nRitroviamo la voglia di lottare e di organizzarci per cambiare questa società perché si impone nuovamente una lotta concreta e autorganizzata contro tutte le ingiustizie e le forme di sfruttamento\,  contro le nuove povertà e le nuove emarginazioni. \nOggi il nemico è il migrante\, buono per lavorare in nero con paghe irrisorie ma che al tempo stesso sembra minacciare l’identità della nazione. Ma quale nazione!? Ma fateci il piacere\, non esiste la “nazione”\, la nazione è il mondo senza frontiere\, senza barriere cosiddette etniche\, senza guerre\, senza divisioni tra tutti coloro che sono costretti a lavorare assoggettati agli interessi di un capitalismo sfrenato e incontrollabile. \nRiprendiamo in mano le redini del nostro futuro e del nostro pianeta. \nGli stati-nazione e gli organismi sovranazionali hanno neutralizzato movimenti potenzialmente sovversivi come quello ambientalista\, cercando di promuovere un ecologismo “green” nell’illusione che sia possibile contrastare la crisi attuale mantenendo i paradigmi di crescita e guadagno economico infiniti. \nSolo la solidarietà fra chi patisce le stesse pene e subisce le stesse angherie è la condizione necessaria per aspirare\, e creare\, un mondo migliore nel quale i diritti collettivi e individuali sono quelli portatori di pace\, di libertà e benessere. \nBuon Primo Maggio di Solidarietà a tutte e tutti. \nGli anarchici e le anarchiche di Imola e del mondo intero. \nAssemblea degli Anarchici Imolesi \nJesi\n \nRagusa: primo maggio libertario\n\nIl Gruppo Anarchico di Ragusa\, la Confederazione Unitaria di Base (CUB) e il Comitato di Base NO MUOS organizzano\, in occasione del Primo Maggio\, un comizio in piazza San Giovanni alle ore 11\,30.\n\n\nPrima del comizio\, alle ore 11\, a cura del Comitato “9 aprile 1921” verrà deposta una corona di fiori sulla lapide che ricorda i tre braccianti uccisi dalla violenza fascista.\n\n\nA nome delle tre organizzazioni\, parlerà Pippo Gurrieri\, che si soffermerà sulle politiche del Governo contro i poveri\, contro le donne e la comunità LGBTQ+\, contro i lavoratori\, con provvedimenti tendenti a ridurre la libertà di manifestare e di protestare\, e sull’accanimento della coalizione governativa contro gli immigrati\, causa di non poche delle tragedie che tutti i giorni si verificano sulle nostre coste.\n\n\nL’oratore parlerà anche di autonomia differenziata e delle sue nefaste conseguenze sul Mezzogiorno e sulla Sicilia già ridotti in pezzi dopo 150 anni di colonizzazione capitalistica.\nUn argomento che non potrà mancare sarà quello della guerra in Ucraina\, del ruolo delle industrie belliche nel fomentarla e prolungarla\, della funzione della Sicilia\, sottoposta alla militarizzazione NATO-americana\, costretta a fungere da supporto essenziale alle strategie di guerra statunitensi\, con tutte le sue basi\, da Sigonella al MUOS a Trapani Birgi totalmente e quotidianamente coinvolte nel conflitto.\n\n\nNella giornata impropriamente definita “festa dei lavoratori”\, si parlerà del precariato e dello sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici\, della disoccupazione\, delle condizioni dei braccianti immigrati nella “fascia trasformata” e del caso di lupara bianca che ha colpito Daouda Diene ad Acate. Non soltanto denunce\, ma anche proposte per lottare e per migliorare l’attuale situazione di sfruttamento.\n\n\nIl comizio entrerà nel merito anche della campagna elettorale di Ragusa\, fornendo una lettura dall’esterno\, dalla parte di chi non si lascia coinvolgere dalla febbre elettorale: un’angolatura dalla quale si possono distinguere i difetti e le bramosie di tanti candidati\, le contraddizioni e le responsabilità di chi ha guidato o si accinge a guidare la città\, i problemi reali del territorio e di chi ci vive\, oggi coccolato dai candidati “vasa vasa” domani dimenticato e umiliato.\n\n\nUn primo maggio come sempre da oltre trent’anni\, all’insegna dell’antiautoritarismo\, della lotta dal basso\, della denuncia delle malefatte del potere vicino e lontano\, e della proposta politica e sindacale volta a far crescere una coscienza conflittuale e libertaria\, condizione per un percorso di liberazione di chi regge sulle proprie spalle questo mondo di speculatori\, arrivisti e privilegiati.
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SUMMARY:Carrara 28 Luglio: spettacolo di Ettore Castagna "I gabbiani vengono da Brooklyn"
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SUMMARY:Carrara 30 Settembre 2023  NOTE BANDITE canzoni di protesta
DESCRIPTION:Carrara dalle 20:00 presso la sede provvisoria\nIn piazza Duomo.\nUna serata all’insegna della musica e dei testi che hanno rese immortali le canzoni di protesta di eri ed oggi con un autore di grandi articoli e libri sul tema il compagno\nEm.Ri -ot accompagnato da Zio Canta.\nPosti per cena limitati contattateci il più presto possibile tramite email canali social su FB
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SUMMARY:CARRARA 07 OTTOBRE 2023 11 ANNI IMMAGINANDO MONDI NUOVI
DESCRIPTION:CARRARA 07 OTTOBRE 2023 ORE 18:00 \n11 ANNI IMMAGINANDO MONDI NUOVI \nSabato 07 Ottobre 2023 C/0 la Sede del Gruppo Anarchico Germinal di Carrara \nIn Piazza del Duomo di Carrara \nProgramma \nDibattito Pubblico Marmo ed Industria 4.0 \na seguire Musica e Buffet. \n  \nVi aspettiamo \n 
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SUMMARY:Pordenone: assemblea verso la manifestazione antimilitarista del 4 novembre
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SUMMARY:Roma: Sabato 16 dicembre: memorie del presente\, dibattito e proiezione allo Spazio Anarchico Vettor Fausto
DESCRIPTION:Ricordiamo Piazza Fontana e Pino Pinelli per discutere dell’oggi e costruire il domani \nSabato 16 dicembre dalle 19:00 in poi\, nello Spazio Anarchico “Vettor Fausto”\, in Via Vettor Fausto 3\, ricorderemo la “strage di stato” e parleremo delle stragi di oggi: quelle delle infinite guerre\, quelle dei transfemminicidi\, quelle dei morti sul lavoro\, quelle dei migranti\, quelle delle tante vittime sulla strada della libertà e delle violenze che il potere esercita oggi come ieri per mantenere il proprio dominio. \nProietteremo la versione integrale del film 12/12\, si discuterà\, si mangerà. \nCi vediamo sabato 16 dicembre dalle ore 19:00 a Garbatella\, in via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale). \nGruppo Anarchico “Bakunin” – FAI Roma e Lazio \n\n\n\nRicevi questa mail per averci chiesto di rimanere al corrente delle nostre iniziative\, per averci scritto\, per esserci scambiati le mail in qualche altra lista di discussione o per averci lasciato il tuo indirizzo di posta elettronica in qualche altro modo.\nPer rispondere\, inviarci materiale\, chiedere altre informazioni o farti cancellare dal nostro indirizzario  scrivi a: gruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Carrara Sabato 27 Gennaio: Kolkata Blooming in Hope
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SUMMARY:Empoli: Proiezione film "Addio Lugano Bella " Da Pietro Gori a Oreste Ristori
DESCRIPTION:Cari compagni\,\n vi segnaliamo questa nostra iniziativa\nnel percorso del progetto del monumento a Oreste Ristori\ne per il rilancio della memoria e del suo insegnamento\nattraverso gli esempi di vita dei nostri militanti.
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SUMMARY:Firenze: riunione anarchica toscana su antimilitarismo
DESCRIPTION:Le compagne e i compagni della Toscana presenti all’Assemblea Antimilitarista di Massenzatico hanno ritenuto opportuno convocare una riunione anarchica toscana per discutere delle problematiche antimilitariste. E’ previsto di confrontarci sulle questioni emergenti dei territori (comando NATO di Rovezzano\, base CC di San Piero a Grado\, ecc.) e sulle iniziative contro le guerre in corso. L’ordine del giorno sarò definito ad inizio riunione. \nDopo un confronto fra le realtà presenti\, è stato deciso di tenere la riunione a Firenze\, in Via Giampaolo Orsini\, 44\, presso l’Archivio 68\, domenica 4 febbraio a partire dalle ore 10\,00. \nLa riunione è aperta alle compagne e ai campagni conosciuti. \nRingraziamo le compagne e i compagni di Firenze per l’ospitalità. \nl’incaricato
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SUMMARY:MASSENZATICO(RE): Antonio Piccinini. A 100 anni dall'assassinio
DESCRIPTION:Carissim*\, \nvi segnalo questa iniziativa\, dedicata ad Antonio Piccinini a 100 anni dal suo assassinio per mano fascista.\nRicordo che quest’anno è stato costituito un comitato per il centenario con molte realtà locali\, al quale hanno aderito anche le Cucine del Popolo.\nQuesta è la prima iniziativa e ne seguiranno altre.\nPer la cena\, siccome prevediamo una grossa partecipazione\, chiediamo di prenotare per tempo per agevolare l’organizzazione.\nPotete prenotare al mio numero 347 3729676.
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SUMMARY:Roma: rassegna CINE (M)ART IUS - The Velvet Underground & Nico (1966)
DESCRIPTION:Mercoledì 13 marzo al cineforum Garbatella prosegue la rassegna CINE (M) ART IUS con “The Velvet Underground & Nico” (Andy Warhol\, 1966). \nInizio alle ore 19:00 in via Vettor Fausto 3 (entrare dal portone e scendere le scale). \nCi vediamo mercoledì. \nGruppo Anarchico Bakunin – F.A.I. ROMA E LAZIO \nPer il mese di marzo mettiamo a confronto due registi come Warhol e Jarmusch\, che si sono distinti nell’immortalare umanità strana\, gente  fuori di testa\, diversi\, emarginati\, artisti contro\, o tutto ciò che la maggioranza ritiene tali. In questi film tutta gente molto cool: non c’è molta differenza tra l’impassibilità di una Nico o di una Edie Sedgwick\, per non parlare di un Lou Reed\, in Warhol\, e quella surreale di un Bill Murray o dei vari zombie\, vampiri e Ghost dogs in Jarmusch. \nIl tutto mentre il mondo intorno\, spesso assurdo caotico e folle\, sembra in procinto di disgregarsi. \nIn “Vinyl” Warhol mette in scena una sgangherata versione di “Arancia meccanica” col consueto stile iperrealista\, camera fissa\, piano sequenza al massimo delle possibilità tecniche (Warhol si procurò una cinepresa speciale con caricatori di pellicola maggiorati per limitare al più possibile gli stacchi) unità di tempo e luogo\, spazio chiuso cubico come un grande acquario o grande gabbia come metafora del mondo. Recitazione casuale\, gente che arriva sul set e si mette a vedere che succede\, performance sadomaso\, poi la pellicola finisce… Il cast è quello leggendario dei primi film di Warhol\, in primis l’iconico protagonista Gerard Malanga\, poi tra gli altri Ondine\, e la magnetica Edie Sedgwick che si limita a osservare il delirio con aria tra l’indifferente e l’attonita… \n“The Velvet Underground & Nico” è la ripresa di una performance del leggendario gruppo newyorkese; tutto è come dovrebbe essere\, volume mostruoso\, distorsione totale\, un noise che anticipa di decenni tutto il postrock\, postpunk\, postelettronica\, estetica video che asseconda il suono quindi inevitabilmente sporca e distorta… Il tutto mentre l’algida Nico si limita a suonare il tamburello\, vera e propria installazione vivente… La realtà fa irruzione con il piccolo Ari\, il figlio di Nico\, che si aggira sul set\, poi con la polizia che nel bel mezzo delle riprese arriva e spegne gli amplificatori… \nPassiamo al nuovo millennio con due film recenti di Jim Jarmusch\, regista il cui legame con la scena newyorkese è evidente fin dal primo film “Permanent vacation”. In “Limits of control”\, del 2009\, è evidente l’intento di Jarmusch di giocare coi limiti della comprensione umana di un mondo divenuto puro gaming\, le cui regole\, oltre che assurde\, cambiano continuamente di senso. È un film fatto di continui citazionismi\, iconografici\, letterari\, cinematografici; lo spazio e il tempo sono un labirinto dove il protagonista si aggira tentando di portare a termine una misteriosa missione\, eliminare un americano (ovviamente Murray) che è da qualche parte in un luogo inaccessibile\, cercando di collegare fra loro indizi apparentemente insensati forniti da personaggi enigmatici. Siamo più dalle parti di Jodorowsky che di Linch\, ma lo stile di Jarmusch è inconfondibile. Grande colonna sonora (lo stesso Jarmusch\, Sunn O)))\, Earth e Boris). Probabilmente il suo film meno compreso e più massacrato dalla critica. \n“Paterson”\, del 2016\, racconta una settimana nella vita di un autista di autobus di nome Paterson\, che vive a Paterson\, New Jersey\, una cittadina industriale come tante\, e di sua moglie Laura\, casalinga. Tutto sembra ordinario\, dimesso\, lontano dai riflettori\, eppure la vita si insinua nella quotidianità della coppia\, come una speciale grazia\, una luminosità che li rende a loro modo eroi della lotta alla disumanizzazione che avanza. Ancora una volta Jarmusch ci racconta di persone ai margini\, dimenticate dai grandi giochi del potere\, ma che proprio nel loro non rassegnarsi nonostante tutto rappresentano l’umanità che resiste. \n6 marzo Vinyl (Andy Warhol\, 1965) \n13 marzo The Velvet Underground & Nico (Andy Warhol\, 1966) \n20 marzo The limits of control (Jim Jarmusch\, 2009) \n27 marzo Paterson (Jim Jarmusch\, 2016) \nCome sempre ci vedremo ogni mercoledì alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale) \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Roma: ciclo di dibattiti sulla situazione in Asia occidentale
DESCRIPTION:Venerdì 15 marzo cominciamo un ciclo di dibattiti sulla situazione in Asia Occidentale.  \nParleremo del Libano conRossana Tufaro\, esperta di storia contemporanea dei paesi arabi e profonda conoscitrice della situazione libanese. \nCi vediamo venerdì 15 alle 19:30 in Via Vettor Fausto 3. \nL’inganno dei confini \nI conflitti armati in Asia occidentale\, su cui è tornata l’attenzione mediatica dallo scorso ottobre\, oltre a massacrare le popolazioni\, coinvolgono tutti gli stati: mai come oggi siamo sull’orlo di una crisi mondiale.\nL’area dell’Asia sudoccidentale ha sempre avuto precari equilibri accentuati dalla divisione coloniale dell’area tra vari stati\, dalla nascita di un forte integralismo religioso negli ultimi decenni e dagli interessi imperialisti.\nL’arco di crisi vede situazioni di conflitti guerreggiati\, ad alta o bassa intensità\, in Palestina\, Iran\,  Libano\, Yemen\, Siria\, Iraq\, Armenia\, Azerbaijan\, Georgia e Turchia.\nSi è passati dalle lotte di liberazione laiche\, panarabe e panislamiche a situazioni di esasperazione dei nazionalismi\, dei regionalismi e dei dogmatismi religiosi.\nLe forme di repressione delle libertà e di esasperazione nazionalista e guerrafondaia praticate negli stati dell’area sono analoghe a quelle perseguite in Europa dalla destra fascista\, sovranista e guerrafondaia.\nE’ proprio per questo che abbiamo deciso di organizzare\, nella nostra sede di via Vettor Fausto 3\, a Garbatella\, un ciclo di dibattiti che possano aiutarci a capire meglio\, analizzando e riflettendo collettivamente\, le dinamiche che animano questi conflitti.  Una chiave di lettura delle situazioni che tenga conto dei complessi aspetti che la riguardano. Con la speranza di individuare percorsi libertari di emancipazione sociale.\nAbbiamo pensato di invitare compagnə che vivono\, o hanno vissuto\, in quei paesi che studiano queste dinamiche o che sono impegnatə nelle lotte per la solidarietà alle popolazioni. \nCi vediamo e faremo dirette social (Facebook\, Instagram e YouTube)sui canali \nFacebook: Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin \nInstagram: @gruppoanarchico_bakunin.roma \nYoutube @gruppoanarchicobakunin-fai7749 \n\n–  Venerdì 15 marzo\, per parlare del Libano con Rossana Tufaro esperta di storia contemporanea dei paesi arabi e profonda conoscitrice della situazione libanese;\n–  Venerdì 22 marzo\, per parlare dell’Iran con Ghazal Afshar dell’Associazione giovani iraniani in Italia;\n–  Venerdì 6 aprile (da confermare) per parlare della Palestina con Khaled El Qaisi del Centro di documentazione palestinese di Roma\, Rayeh Zayed dell’UDAP e Flavio Rossi Albertini\, avvocato;\n–  Venerdì 13 aprile per parlare dello Yemen con Aladin Hussain\, anarchico\, pittore e profugo yemenita. \nI dibattiti cominceranno alle 19:30 (fuso orario di Roma) nella nostra sede di Via Vettor Fausto 3 (metro Roma B – Garbatella): entrare nel portone e scendere le scale. \nGruppo Anarchico Bakunin – FAI Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Primo Maggio a Jesi
DESCRIPTION:Jesi – Giardini Sacco e Vanzetti\nDalle 11.30 \nAperitivo Sociale\nPer coltivare la memoria storica di una citta` che ha voluto dedicare\nuno spazio urbano a due innocenti\, uccisi solo perche` immigrati\,\nlavoratori\, anarchici. \nPranzo a seguire\npresso i locali del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri”\, in Via Pastrengo 2\n[ Gradita prenotazione\, scrivere a cslfabbri@gmail.com ]
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SUMMARY:Roma : proiezione Film Asfalto che scotta
DESCRIPTION:Il 12 giugno Asfalto che scotta (Claude Sautet\, 1960) uno dei piùclassici noir francesi\, scritto da José Giovanni\, con l’accoppiatavincente Lino Ventura Jean-Paul Belmondo. Abel\, latitante condannato amorte\, dopo una rapina a Milano torna clandestinamente in Franciaportandosi dietro moglie e figli. Rimasto solo e braccato non glirimaneche rifugiarsi da Stark\, l’unico amico rimasto\, e vendicarsi di chi loha tradito. Asciutto\, teso\, psicologicamente molto originale\, daidialoghi serrati\, vanta fra gli interpreti anche una inedita SandraMilodrammatica.Il 19 giugno Fuga senza scampo – Rebel (Robert Allen Schnitzer\,1970-75) è conosciuto soprattutto per essere uno dei primissimi film con protagonista Sylvester Stallone\, allora ben lontano dai fastihollywoodiani. Interpreta il contestatore Jerry Savage\, che deluso daimovimenti studenteschi\, si unisce a un gruppo di terroristi cheprogettano un attacco a una multinazionale che manda armi in Vietnam\,maconosce una figlia dei fiori pacifista… Girato con uno stilesemi-documentaristico\, è una tipica opera figlia dei suoi tempi\,interessante per lo sguardo “dall’interno” verso la controculturaamericana dei primi anni settanta.Possibile proiezione all’aperto (lotto XV) all’imbrunire (si decide almomento\, in caso ore 21)\, con aperitivo condiviso\,altrimenti proiezioneore 19.Porta qualcosa e nutri la mente! Come sempre dopo le proiezioni sipotrà dibattere\, cenare\, bere\, dire\, fare\, lottare…Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere lescale) a partire dalle 18.Gruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e LazioGruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:Reggio Emilia: raccolta fondi per gli anarchici ed anarchiche sudanesi
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SUMMARY:Bologna: mensa Popolare Autogestita benefit per Fiori di Loto
DESCRIPTION:1) Lunedì 17 giugno – Mensa Popolare Autogestita benefit per Fiori di Loto\ndalle ore 20\nUna serata di socialità e convivialità per mettere insieme pensieri ribelli\, sogni e rabbie\, risate e assalti al cielo.\nCena con menù a sopresa (vegano e onnivoro) e distribuzione di stampa anarchica.\nLa mensa utilizza prodotti di prossimità politica e geografica. È autogestita perché intende abbattere la divisione tra chi la organizza e chi ne usufruisce: tutte-i possono dare una mano econtribuire in qualche modo. È popolare perché accessibile a tutte le tasche. \nFiori di Loto è un’associazione che promuove e gestisce servizi di accoglienza\, con ospitalità a minori di famiglie che si trovano in difficoltà\, attivando progetti favorevoli all’equilibrio delle fragilità famigliari.\nLa comunità che vogliamo costruire è prima di tutto una casa\, cioè un luogo accogliente dove i bambini\, che arrivano da situazioni famigliari difficili\, possano sperimentare legami positivi e costruttivi. Dove imparare a condividere e dare un valore alle cose\, in un ambiente dove sentirsi a casa propria\, riconosciuti ed accompagnati nel loro percorso di crescita in tutti i suoi momenti.\n” Qualunque fiore tu sia\, quando verrà il tuo tempo sboccerai” \n+++++++ \nQui trovi il CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ >> https://circoloberneri.indivia.net/calendario \n+++++++ \nDAL LUNEDI’ AL VENERDI’:\nSu richiesta apertura della biblioteca Elio Xerri https://circoloberneri.indivia.net/progetti/biblioteca-elio-xerri\nPer prestiti e consultazioni testi. L’archivio della biblioteca (ancora in fase di completamento e di aggiornamento) è consultabile tramite il portale RebAl (http://www.rebal.info ). Puoi trovare un manualetto di accesso all’archivio digitale ed a quello cartaceo presso la pagina della biblioteca sul nostro sito. \nTUTTI I MERCOLEDI’:\n+ dalle 16 alle 20 LABORATORIO SERIGRAFIA FANKAOS\n+ dalle 17.30 alle 20 SPACCIO POPOLARE AUTOGESTITO\nallo SPA trovi generi alimentari prodotti senza sfruttamento della terra e delle persone\nhttps://mastodon.bida.im/@spacciopopolareautogestito \nTUTTI I GIOVEDI’:\n+ dalle 21 ASSEMBLEA DEL CIRCOLO ANARCHICO BERNERI \nOGNI DUE VENERDI’:\n+ dalle 16 alle 17.30 COLONNA SOLIDALE AUTOGESTITA\ndistribuzione di spese solidali. Se puoi\, porta riso\, pasta\, legumi o beni di prima necessità\, oppure fai una donazione qui https://colonnasolidale.org/dona/\nAssemblea ogni due martedì alle 19.30 al Circolo Anarchico Berneri\nhttps://colonnasolidale.org/ \nTUTTI I LUNEDI’ E I VENERDI’:\n+ dalle ore 10.30 alle ore 21 SALA STUDIO \nTUTTI I LUNEDI’ E I VENERDI’:\n+ dalle 17 CICLOFFICINA POPOLARE MICICLETTA \n+++++++ \nTutti i progetti sono autogestiti e autorganizzati in maniera orizzontale\, le decisioni sono prese collettivamente in assemblea col metodo del consenso. \nSiamo aperte alle proposte e alla partecipazione\, se sei interessata/o/*: \nvieni il GIOVEDI DALLE 21 in assemblea (Piazza di Porta S. Stefano 1\, Bologna)\n– o contattaci durante le altre giornate e serate di apertura\n– o scrivi una mail a berneri [chiocciola] autistici [punto] org\n—\nCircoloberneri newsletter\nCircoloberneri@autistici.org\nhttps://noise.autistici.org/mailman/listinfo/circoloberneri
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SUMMARY:Roma: Rebel Fuga senza scampo
DESCRIPTION:Il 12 giugno Asfalto che scotta (Claude Sautet\, 1960) uno dei piùclassici noir francesi\, scritto da José Giovanni\, con l’accoppiatavincente Lino Ventura Jean-Paul Belmondo. Abel\, latitante condannato amorte\, dopo una rapina a Milano torna clandestinamente in Franciaportandosi dietro moglie e figli. Rimasto solo e braccato non glirimaneche rifugiarsi da Stark\, l’unico amico rimasto\, e vendicarsi di chi loha tradito. Asciutto\, teso\, psicologicamente molto originale\, daidialoghi serrati\, vanta fra gli interpreti anche una inedita SandraMilodrammatica.Il 19 giugno Fuga senza scampo – Rebel (Robert Allen Schnitzer\,1970-75) è conosciuto soprattutto per essere uno dei primissimi film con protagonista Sylvester Stallone\, allora ben lontano dai fastihollywoodiani. Interpreta il contestatore Jerry Savage\, che deluso daimovimenti studenteschi\, si unisce a un gruppo di terroristi cheprogettano un attacco a una multinazionale che manda armi in Vietnam\,maconosce una figlia dei fiori pacifista… Girato con uno stilesemi-documentaristico\, è una tipica opera figlia dei suoi tempi\,interessante per lo sguardo “dall’interno” verso la controculturaamericana dei primi anni settanta.Possibile proiezione all’aperto (lotto XV) all’imbrunire (si decide almomento\, in caso ore 21)\, con aperitivo condiviso\,altrimenti proiezioneore 19.Porta qualcosa e nutri la mente! Come sempre dopo le proiezioni sipotrà dibattere\, cenare\, bere\, dire\, fare\, lottare…Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere lescale) a partire dalle 18.Gruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e LazioGruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:ROMA (Garbatella) : GIOVEDI 20 GIUGNO SECONDO PRESIDIO SOLIDALE CONTRO LO SGOMBERO DELLO SPAZIO ANARCHICO 19 LUGLIO
DESCRIPTION:GIOVEDI 20 GIUGNO SECONDO PRESIDIO SOLIDALE CONTRO LO SGOMBERO DELLO SPAZIO ANARCHICO 19 LUGLIO-GRUPPO ANARCHICO C.CAFIERO A GARBATELLAGIOVEDI 20 GIUGNO SECONDO PRESIDIO SOLIDALE CONTRO LO SGOMBERO DELLO SPAZIO ANARCHICO 19 LUGLIO-GRUPPO ANARCHICO C.CAFIERO A GARBATELLA \nLa mobilitazione contro lo sgombero dello Spazio Anarchico 19 luglio a garbatella non si è fermata. Giovedì 20 giugno ci sarà il secondo presidio solidale a partire dalle ore 8:00 e la conferenza stampa alle ore 11:30 allo Spazio Anarchico 19 Luglio ( metro B) a garbatella in via Rocco da Cesinale 16\,18. Sono stati mesi densi di impegni e grande è stato il sostegno e la solidarietà concreta arrivata. Ci sono stati anche molti comunicati solidali ma la revoca alla richiesta dell’inutile intervento della polizia non c’è stata. La dirigenza politica di Ater Roma ( Regione Lazio) sta continuando infatti con la sua “guerra” attivata nei nostri confronti e nei confronti di quelle associazioni\, spazi sociali e culturali contro la quale\, di volta in volta\, sta riversando tutta la propria autoritaria frustrazione con l’obbiettivo di “strozzare” e chiudere\, una dopo l’altra tutte le realtà di libertà autogestite\, parte integrante del patrimonio culturale di questa città. Per quanto ci riguarda vi informiamo che l’Ater Roma sta continuando a volerci tenere fuori dalle opportunità dei piani di rientro alle quali si può accedere\, come già hanno fatto altri\, attraverso dei procedimenti amministrativi che già abbiamo attivato. Nonostante le istanze dunque per arrivare ad un canone di affitto realistico e adeguato alle caratteristiche economiche e popolari del locale in questione\, che ricordiamo è rimasto abbandonato per 25 anni\, le azioni di contrasto attivate dalla dirigenza politica dell’Ater sono state motivate con delle fittizie\, false e diffamatorie informazioni. Si è ormai fatto palese che il vero motivo di questa volontà denigratoria sia del tutto politica e non amministrativa. Stiamo parlando di un locale di circa 100 metri quadri lasciato nelle macerie per decenni e che nel 2011 è tornato a vivere\, reso agibile grazie alla sottoscrizione libera e alla manodopera gratuita dei lavori autogestiti in economia messi in atto dai partecipanti. Abbiamo ancora tanto da fare\, dire\, scrivere per cambiare in meglio la condizione attuale. Non ci rassegneremo alle istanze autoritarie che ci vengono tirate addosso con l’obbiettivo di osteggiare e fare arretrare il nostro percorso e neanche di fronte alla speculazione e alla gentrificazione\, alla militarizzazione e alle guerre\, alla chiusura dei servizi sanitari e culturali\, alla repressione delle istanze di libertà in tutti i settori sociali ed economici colpiti. Non smetteremo di informare che\, oggi come ieri\, il nazionalismo e la politica guerrafondaia non curano gli interessi dei ceti popolari morsi dalla mancanza di reddito e di libertà e che\, anzi al contrario\, incrementano i massacri\, lo sfruttamento\, l’oppressione sulla pelle e con il sangue della povera gente.\nLa nostra attualità che affonda le sue radici nella memoria storica antifascista della città di Roma e in particolare nel quartiere di garbatella non si è spostata di un millimetro ed è dimostrata oggi come ieri in modo chiaro e trasparente nelle attività e nelle istanze quotidiane di libertà attivate e ben documentate sia nella Biblioteca popolare Fabio Iacopucci che nell’Archivio del Gruppo anarchico C. Cafiero FAI Roma che tra gli altri ospita anche fondi privati. \nVogliamo dedicare il presidio del 20 giugno all’ottantesimo anniversario della liberazione di Roma dal nazifascismo del 4 giugno 1944 e invitiamo le realtà\, le associazioni\, i collettivi\, le individualità eccetera a partecipare al presidio contro lo sgombero dello Spazio anarchico 19 Luglio di giovedì 20 giugno e sostenere ancora una volta le istanze di libertà. \nIl presidio solidale contro lo sgombero dello Spazio anarchico 19 luglio si terrà giovedì 20 giugno a partire dalle ore 8:00 e la conferenza stampa alle ore 11:30 allo Spazio Anarchico 19 Luglio a garbatella (metro B) in via Rocco da Cesinale 16\,18. \nGruppo Anarchico C.Cafiero FAI Roma\nwww.cafierofairoma.wordpress.com
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SUMMARY:Perugia: Santa Utopia
DESCRIPTION:XX giugno canteremo e brinderemo sotto quella che fu la casa di Pietro Castellini in via Ponte Vecchio a Ponte San Giovanni di Perugia alle 14\,30\, ora della sua morte e alle 16 Canteremo e brinderemo al Frontone\, in memoria di tutti i caduti\, per la libertà contro la guerra\, perché come scrisse Luigi Bonazzi alla fine della sua monumentale opera sulla storia di Perugia \n  \nPerugia XX giugno 1859/1944/2024 FieraMente Anticlericali Le religioni dividono\, la ragione unisce XXGiugno 2023Perugia Nella ricorrenza dei 165 anni delle tragiche giornate che videro la città di Perugia teatro di uno dei più atroci eccidi perpetrati dalle truppe dello Stato Pontificio contro una popolazione civile insorta nel nome della libertà nell’anniversario degli 80 anni dal ritiro dell’esercito tedesco occupante da Perugia i membri del Comitato Pietro Castellini in memoria e in continuità con le fiere tradizioni anticlericali\, socialiste e federaliste del risorgimento perugino/italiano\, anche quest’anno\, sia pur in forma ridotta a causa dell’impegno dei suoi membri contro le attuali  guerre ripropongono la giornata del XX giugno come FIERAMENTE ANTICLERICALI! – All’insegna del recupero e della difesa della memoria storica cittadina\, contro il trasversale e dilagante revisionismo storico volto ad occultare\, sminuire e ridimensionare la portata reale dei tragici eventi del Giugno 1859 col fine di devitalizzarne il significato\, scagionarne mandanti ed esecutori e cancellarne la memoria delle vittime; – in difesa del libero pensiero e della libertà di coscienza\, contro l’oscurantismo religioso; – a favore dell’autodeterminazione individuale e sociale\, contro le sistematiche ingerenze di tutte le istituzioni religiose nella vita politica\, culturale e morale della collettività; – in difesa dell’autodeterminazione sessuale e di genere\, della libertà di vivere secondo le “proprie” convinzioni e scelte etiche\, contro il fondamentalismo religioso che col suo intrinseco carattere dogmatico\, discriminante e totalitario\, predica e impone un’unica Realtà\, un’unica Morale\, un’unica Natura\, un’unica Verità; – in difesa di un’esistenza vitale e terrena\, per una sessualità libera\, contro l’inganno di tutte le dottrine religiose che al fine di manipolare e sottomettere ogni passione umana\, hanno fatto della morale della rinuncia\, del sacrificio\, dell’alienazione da sé l’unico modello da seguire; – contro un pensiero dominante che nei secoli ha fatto della sessualita’ una realtà di cui vergognarsi\, da reprimere e da cancellare\, arrivando al paradosso del concepimento senza peccato; per denunciare come da sempre le religioni\, affermando la velleità di ogni orizzonte terreno di emancipazione\, abbiano costituito il collante ideologico per giustificare logiche di sopraffazione e di sfruttamento e per mantenere la popolazione nell’ignoranza e nella miseria materiale; per rilanciare i valori dell’uguaglianza e della libertà\, contro Papi\, Mullah e Rabbini\, che oggi come ieri nel nome del loro unico dio\, non esistano a benedire nuove guerre di civiltà\, a scomunicare i nuovi eretici e a perseguitare con rinnovati anatemi chi non si uniforma alla loro unica Morale. I fatti del XX giugno 1859 14 Giugno del 1859: dopo decenni di soprusi e assoggettamento allo Stato Pontificio il popolo perugino\, sotto la guida di Francesco Guardabassi\, insorge reclamando la liberazione dall’odiato potere papale e rivendicando la volontà di partecipare al processo di unificazione delle terre italiane. Il delegato pontificio\, per riacquistare la sua libertà\, cede il governo della città agli insorti e si forma così a Perugia un governo provvisorio. Il mancato sostegno dei piemontesi\, che\, per non irritare il loro alleato francese Napoleone III si guardano bene dell’intervenire e anzi\, tramite Cavour impartiscono l’ordine ai capi del governo provvisorio di abbandonare Perugia e rifugiarsi nella vicina Toscana\, e la pronta reazione del Papa che non si fa attendere\, determinano la tragica conclusione delle giornate della rivolta. Il XX giugno un reggimento di duemila mercenari svizzeri rinforzato con elementi di artiglieria e guardia di Finanza entra in Perugia insorta attraverso Ponte S. Giovanni\, Via Romana\, fino al Frontone\, dove i cittadini hanno innalzato delle barricate improvvisate. La difesa dei perugini è disperata\, ma le forze mercenarie in poche ore sfondano lo sbarramento\, entrano in città e danno il via al saccheggio e al massacro degli insorti. La battaglia più cruenta si svolge al Borgo Bello\, quello che oggi in memoria di tali vicende è chiamato Borgo XX Giugno. La prima vittima delle repressione è il giovane Pietro Castellini. Il ventenne perugino cade assassinato sotto i colpi di moschetto delle guardie svizzere mentre tenta ” di liberarsi dalla furia degli assalitori”. E’ la prima vittima dell’ordine restauratore della Santa Sede\, della brutalità poliziesca incarnata dalla gendarmeria pontificia\, del comitato “rivoluzionario” che arriva a definirlo un demente e vittima infine della storiografia ufficiale che lo ha deliberatamente ignorato. La repressione sfociò in un massacro vero e proprio che ebbe risonanza internazionale. Se l’operazione militare si concluse con una vittoria sugli insorti allo stesso tempo confermò anche la natura tirannica dello Stato della Chiesa. Oggi A oltre un secolo e mezzo da quelle storiche giornate di ribellione\, consapevoli che senza memoria del passato non c’è futuro possibile\, abbiamo deciso di riscattare dalle ormai sterili e vuote cerimonie istituzionali il vivo ricordo di quegli uomini e quelle donne che con il prezzo della loro vita riconsegnarono alla città\, anche se soltanto per pochi giorni\, la libertà dalla tirannia pontificia. PER QUESTO memori di come quella di Perugia fu soltanto una delle infinite pagine di oppressione che la Chiesa Cattolica scrisse col sangue dei martiri\, consapevoli della secolare continuità storica e ideologica che lega le Sante Crociate alle nuove guerre di civiltà\, come dimostra l’appoggio della chiesa ortodossa russa alla guerra contro L’Ucraina\, continuità che c’è anche con le inquisizioni e i roghi di un tempo alle nuove discriminazioni contro tutte le minoranze\, contro le parole di “carità” e il falso umanitarismo ipocrita ed interclassista di Papa Bergoglio\, preoccupato di non perdere l’occasione di un abbraccio tra la chiesa cristiana Cattolica e quella cristiano Ortodossa\,  e che dietro la sua apparente bonomia sta  riproponendo la centralità della religione cattolica nella vita degli stati tramite l’appoggio a governi reazionari come quelli polacchi e ungherese\, cerca di imporre un modello unico di famiglia che nella realtà mai è esistito e ripropone il nostro mondo\, la natura\, come strumento a disposizione dell’uomo riproposto come essere superiore fatto a immagine e somiglianza di un dio .Tutto questo mentre si attraversa una grave crisi ecologica che dovrebbe spingerci a riconsiderare il nostro ruolo nel pianeta. Per questo rilanciamo l’attualità e la stringente necessità di una rinnovata e critica e pratica anticlericale che sappia tornare ad essere uno strumento di riscatto ed emancipazione dall’oppressione religiosa per arrestare il nuovo MedioEvo che avanza. Non ci interessa fare una pura commemorazione storica\, sbandierare un generico orgoglio perugino\, né di evitare di dire contro chi si ribellarono gli insorti del XX giugno 1859 o di parlare solo della resistenza\, del 1944\, o del risorgimento come di un movimento compatto\, teso solo a unire l’Italia. I fatti stessi di quel giorno dimostrano che il risorgimento fu diviso al suo interno e che la spaccatura passava tra i liberali filo sabaudi e la componente popolare\,democratica repubblicana e socialista. Tra i due schieramenti ci fu una lotta cruenta e ci furono vinti e vincitori; quest’ ultimi furono i liberali filo sabaudi\, i vinti furono i progressisti\, i repubblicani\, i democratici\, i socialisti. Il fatto stesso che Cavour diede l’ordine ai membri del governo provvisorio perugino di rifugiarsi in Toscana\, abbandonando la popolazione a se stessa dopo averla illusa con un miraggio di libertà\, è la prova di quanto egli tenesse in conto le sorti della popolazione. Uno storico di altissimo rilievo\, Gaetano Salvemini\, definì la vittoria dei liberali filo sabaudi rispetto alla componente democratica repubblicana come “L’origine della reazione”\, una reazione che a noi pare perduri ancora. Pertanto\, sia pure in forma ridotta\, anche questo XX giugno canteremo e brinderemo sotto quella che fu la casa di Pietro Castellini in via Ponte Vecchio a Ponte San Giovanni di Perugia alle 14\,30\, ora della sua morte e alle 16 Canteremo e brinderemo al Frontone\, in memoria di tutti i caduti\, per la libertà contro la guerra\, perché come scrisse Luigi Bonazzi alla fine della sua monumentale opera sulla storia di Perugia scritta poco dopo l’unità d’Italia : “Ma noi crediamo che da qui a non molti anni la immensa calamità delle armate permanenti sarà sparita dal cruento suolo d’Europa. Noi non sappiamo guarirci da quelle utopie che si chiamano i congressi della pace\, gli stati uniti d’Europa\, il giurì delle nazioni…”. La  lotta alla guerra e l’oscurantismo religioso sono motivi per brindare alla Memoria di Pietro Castellini\, anonimo martire\, Fulgido eroe\, pessimo tiratore\, incauto soggetto della città di Perugia e nello stesso tempo riproporre l’opera di Gaetano Salvemini “L’ origine della reazione”. Comitato Per la Memoria Storica E l’anticlericalismo
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SUMMARY:Milano : Relazione "la prospettiva della riduzione del tempo di lavoro"
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SUMMARY:Reggio Emilia: opporsi a tutte le guerre. incontro conviviale/assemblea dibattitto
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SUMMARY:Torino: Punto info antimilitarista al Balon
DESCRIPTION:Sabato 22 giugno\nore 10\,30\npunto info antimilitarista\nal Balon \nDa gennaio alcune aree della nostra città sono sottoposte a controllo militare quotidiano. In un primo tempo i soldati dell’operazione “Strade Sicure” sono stati inviati solo in Barriera di Milano: da aprile le pattuglie interforze sono anche a San Salvario e Aurora.\nSono presidi molto scenografici con esibizione di soldati in mimetica\, mitra spianati\, e blindati Lince con il supporto di polizia e carabinieri.\nTutte le suppellettili necessarie ad alimentare un clima di guerra sono state messe in campo.\nIn questi giorni il sindaco di Torino ha dichiarato che chiederà al prefetto che i presidi fissi siano sostituiti da un controllo diffuso sul territorio\, meno visibile ma\, a suo avviso\, più “efficace”. Lo Russo vuole cambiare la cartolina delle periferie torinesi.\nIn questi mesi gli antimilitaristi hanno contestato in più occasioni i presidi di “Strade Sicure”\, ed ogni volta i militari se ne sono andati: la governance metropolitana teme che l’opposizione all’occupazione militare si allarghi.\nIl sindaco prova a correre ai ripari rendendo meno visibile\, sul piano simbolico e materiale\, la presenza dei militari nel quartiere.\nNella sostanza cambierebbe ben poco. \nVivere in periferia non è mai stato facile. Oggi va ancora peggio: ovunque si allungano le file dei senza casa\, senza reddito\, senza prospettive. Per mettere insieme il pranzo con la cena in tanti si adattano ad una miriade di lavori precari\, sottopagati\, in nero\, senza tutele.\nOvunque si allunga la lista dei morti e dei mutilati sul lavoro: non sono incidenti ma la feroce logica del profitto che si mangia la vita e la salute di tanta gente.\nIn questi ultimi anni i ricchi sono diventati ancora più ricchi\, mentre chi era povero è diventato ancora più povero. Il prezzo di gas e luce è raddoppiato\, tanta gente è sotto sfratto o con la casa messa all’asta. Se non ci sono i soldi per il fitto e le bollette\, la tutela della salute diventa una merce di lusso che possono permettersi in pochi. Così dal 2015\, ben prima della pandemia\, per la prima volta dal 1945\, l’aspettativa di vita nel nostro paese si è ridotta. \nBarriera di Milano\, ormai da anni\, è divenuta un laboratorio dove sperimentare tecniche di controllo sociale prima impensabili\, pur di non spendere un soldo per la casa\, la sanità\, i trasporti\, le scuole. In questi anni la spesa militare è costantemente aumentata\, le missioni all’estero delle forze armate italiane si sono moltiplicate.\nI militari fanno sei mesi in missioni militari all’estero\, sei mesi per le strade delle nostre città.\nTante missioni sono in Africa\, dove le bandiere tricolori sventolano accanto a quelle gialle con il cane a sei zampe dell’ENI\, la punta di diamante del colonialismo italiano.\nLa guerra per il controllo delle risorse energetiche va di pari passo con l’offensiva contro le persone in viaggio\, per ricacciarle nelle galere libiche\, dove torture\, stupri e omicidi sono fatti normali.\nIn Barriera tanti sono immigrati o figli di immigrati arrivati dal sud come i cerignolesi della piazza del mercato. Poi sono arrivate altre persone\, nate in Africa\, in Cina\, in Sudamerica: i loro figli e nipoti vanno nelle stesse scuole e negli stessi giardinetti dei figli e dei nipoti degli immigrati degli anni Sessanta. Tanti degli attuali abitanti delle Barriera sono arrivati su un barcone e sono passati dalle prigioni in Libia e dagli hotspot in Italia.\nIl governo e i fascisti soffiano sul fuoco della guerra tra poveri italiani e poveri immigrati\, per avere mano libera a fare la guerra a noi tutti. \nNei quartieri poveri il controllo militare è diventato normale. Anzi! Ogni giorno è peggio.\nIntere aree vengono messe sotto assedio\, con continue retate di persone senza documenti o che vivono grazie ad un’economia informale.\nTorino da città dell’auto si sta trasformando in città dei bombardieri e vetrina per turisti. Una vetrina che i poveri che passano ore ai giardinetti non devono sporcare. L’aspirazione ad una socialità non mercificata va repressa.\nIl governo a tutti i livelli punta il dito sulle persone più povere\, razzializzate\, con il continuo ricatto dei permessi\, per nascondere la guerra sociale che ha scatenato contro tutti i poveri\, italiani e nati altrove\, schierandosi a fianco dei padroni grandi e piccoli.\nIl controllo etnicamente mirato del territorio mira a reprimere sul nascere ogni possibile insorgenza sociale.\nDa quando i militari sono stati inviati in Barriera di Milano\, l’area di corso Palermo limitrofa al mercato di piazza Foroni è stata costantemente militarizzata: in corso Palermo angolo via Sesia stazionano stabilmente mezzi dell’esercito e un’auto pattuglia della polizia o dei carabinieri. Da aprile i militari sono anche in largo Giulio Cesare.\nPer cosa? Per spostare di qualche centinaio di metri i pusher? Per alimentare la favola che se si cacciano gli spacciatori\, poi\, per magia\, Barriera diventa come la Crocetta?\nEppure. Basterebbe farla finita con il proibizionismo\, consentendo la vendita delle sostanze\, con tanto di etichetta e foglio informativo in appositi negozi\, per farla finita con le mafie e la disperazione dei tossici. E diminuirebbero drasticamente le morti causate da sostanze tagliate male\, velenose\, pericolose. \nCon la lotta\, la solidarietà il mutuo appoggio\, possiamo far si che le nostre vite diventino migliori.\nRiprendiamoci gli spazi dei quartieri militarizzati e resi deserti dalla polizia e dai militari. Proviamo ad immaginare di farla finita\, sin da ora\, con stato\, padroni\, militari\, polizia.\nCi raccontano la favola che una società complessa è ingovernabile dal basso mentre ci annegano nel caos della gestione centralizzata e burocratica delle scuole\, degli ospedali\, dei trasporti.\nCostruiamo insieme assemblee territoriali\, spazi\, scuole\, trasporti\, ambulatori autogestiti! Non è un’utopia ma l’unico orizzonte possibile per liberarci dallo stato e dal capitalismo.\nLa sicurezza è casa\, reddito\, sanità per tutte e tutti\, non soldati per per le strade! \nFederazione Anarchica Torinese – Assemblea antimilitarista\ncorso Palermo 46 – riunioni ogni martedì alle 20 – www.anarresinfo.org
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SUMMARY:Carrara: La tipografia compie 50 anni
DESCRIPTION:” Siamo lieti di invitarvi alla presentazione della pubblicazione “Intermittent Fevers”\, un progetto di ricerca multidisciplinare sviluppato dal 2020 che esplora le relazioni farmaco-coloniali tra Italia e Olanda attraverso la storia sociale della malaria.\n“Intermittent Fevers” approfondisce le implicazioni della retorica eco-fascista\, l’uso di metafore misogine sulla proprietà della terra e il controllo dei corpi. La pubblicazione contiene contributi dell’artista messicano Juan Arturo García\, della storica dell’arte Alessandra Franetovich e dell’artista portoghese Isadora Pedro Neves Marques. \nDurante l’evento sarà proiettato il cortometraggio “Once and for All”\, parte del progetto “Intermittent Fevers”\, che esplora il rapporto tra un fascismo in decadenza e un capitalismo in ascesa nel contesto della bonifica in Toscana. Lo spettacolo\, registrato tra Carrara e Pisa\, vede la partecipazione di Soledad Nicolazzi e Gilberto Colla.”
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SUMMARY:Ardenza: presentazione libro "Ardenza 1921 " Contro inchiesta sull'assassinio politico degli arditi del popolo Nardi e Baldasseroni
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