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SUMMARY:NISCEMI: Contro la militarizzazione dei territori
DESCRIPTION:2 GIUGNO: A NISCEMI CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DEI TERRITORI\n\n\nIl 2 giugno sarà una giornata di mobilitazione diffusa contro la militarizzazione dei territori. In tutta Italia movimenti\, comitati e realtà antimilitariste promuoveranno presidi\, manifestazioni e iniziative pubbliche contro basi militari\, servitù di guerra\, infrastrutture strategiche e politiche di riarmo.\n\n\nAnche a Niscemi saremo in piazza.\n\n\n Appuntamento ore 10:00 – Piazza Vittorio Emanuele\n\n\nLa militarizzazione non è qualcosa di distante dalle nostre vite. Qui a Niscemi lo sappiamo bene. Lo vediamo da anni con il MUOS\, con la trasformazione del territorio in nodo strategico delle guerre e delle telecomunicazioni militari statunitensi e NATO\, con il controllo crescente degli spazi e con un modello di sviluppo imposto dall’alto.\n\n\nMa oggi questo discorso si intreccia anche con quanto sta accadendo al nostro territorio sul piano ambientale e sociale.\n\n\nLa frana che ha colpito Niscemi non è soltanto un’emergenza “naturale”: è il segno di un territorio fragile\, abbandonato\, piegato da decenni di scelte politiche che hanno privilegiato interessi militari e strategici invece della messa in sicurezza\, della cura del territorio\, dei servizi e della tutela delle comunità.\n\n\nMentre miliardi vengono destinati alle spese militari\, ai sistemi d’arma e alle infrastrutture della guerra\, interi territori restano senza manutenzione\, senza prevenzione\, senza investimenti adeguati.\n\n\nPer questo il 2 giugno saremo in piazza anche per dire che esiste un’altra idea di sicurezza:\nnon quella fondata sulla guerra e sulla militarizzazione\,\nma quella che parte dalla tutela del territorio\, dalla salute\, dalla scuola\, dal lavoro\, dall’ambiente e dai diritti sociali.\n\n\nInvitiamo tutta la cittadinanza a partecipare al presidio.\n\n\nUn’Italia antimilitarista esiste già. Facciamola emergere\, anche da Niscemi.\nMovimento No muos
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SUMMARY:PONTEDERA: manifestazione contro la base militare e la guerra
DESCRIPTION:Per un 2 giugno No Base: Fine settimana lungo di mobilitazione contro la Guerra e la militarizzazione dei territori. \n  \nCome movimento No Base abbiamo partecipato alla Critical Mass contro il riarmo che da Livorno è arrivata davanti ai cancelli della base americana di Camp Darby. \nInsieme a centinaia di biciclette abbiamo tracciato il segno di una mobilità sostenibile e alternativa sulle strade che troppo spesso sono attraversate da armi e materiale bellico che dagli Stati Uniti di America giungono al porto di livorno per rifornire il deposito militare che da 50 anni occupa la Tenuta del Tombolo. Poco più di un mese fa proprio da Camp Darby eravamo partiti per una passeggiata di Liberazione che aveva riaperto il presidio dei Tre Pini adiacente all’area CIsam dove il Ministero della Difesa vuole cementificare un importante pezzo della ‘Selva Toscana’ – zona naturale protetta – per dare spazio ad una nuova base per i Gruppi di Intervento Speciale e per il Tuscania.  In contemporanea in questo fine settimana partecipiamo alla due giorni “Disertare la guerra\, costruire la pace” che si svolge a Pontremoli dove abbiamo contribuito al dibattito su Economia di guerra e Territori in Divisa portando l’esperienza e i contenuti raccolti nel Bollettino HUB – lavoro collettaneo che racconta nel dettaglio militarizzazione del Territorio Toscano Ligure. Iniziative che aprono un fine settimana lungo di iniziative antimilitariste diffuse su tutto il territorio nazionale volte a mostrare che esiste un Italia che ripudia la guerra ed è pronta a lottare per difendere il territorio da cemento e militarizzazione. Dalla Sardegna al Veneto\, dalla Sicilia alla Toscana\, non siamo né un grande campo di addestramento militare\, né una base logistica della Nato che alimenta la guerra Globale. \n Il 2 giugno saremo a Pontedera  alle 10 in piazza Cavour dove partirà il corteo contro la guerra e  il progetto che vorrebbe trasformare anche Pontedera in un avamposto logistico per reparti d’élite dei Carabinieri impegnati in scenari di guerra internazionali. Nel giorno della Festa della Repubblica abbiamo deciso di ripudiare la guerra\, come vuole la Costituzione\, in maniera concreta e visibile\, anziché celebrare le Forze Armate. Dopo Lo stanziamento di quasi 4 milioni di euro per il potenziamento del Binario 4 della stazione di Pontedera per favorire la sosta e il passaggio di treni carichi di armamenti\, esplosivi e munizioni\, non possiamo accettare che un bene comune come i 170 ettari di aree verdi individuate per la base di Pisa e Pontedera\, vengano sacrificati per poligoni di tiro e basi di addestramento militari al servizio della guerra. Allo stesso modo rifiutiamo che il costo previsto per la nuova base di 520 milioni di euro sia impiegato per infrastrutture militari anziché per servizi sociali è una scelta folle e insensata. \nFuori Pontedera dalle logiche di guerra! All’appello lanciato dal Movimento No Base\, hanno già risposto numerose realtà associative\, i comitati\, i sindacati\nInvitiamo tutte le cittadine e i cittadini a unirsi alla manifestazione. \n\nPontedera\, 31 Maggio 2026 \nMovimento No Base \n  \nLe adesioni ad oggi:\nAppello completo: https://movimentonobase.it/appello-alla-mobilitazione-il-2-giugno-pontedera-dice-no/ \n\nANPI Sezione Calcinaia – Fornacette\, Associazione La Rossa\, BreakNow\, Cantiere San Bernardo\, Caritas Ponsacco\, Cascina Oltre\, Chicco di Senape\, Circolo Arci il Botteghino\, Circolo Arci L’Ortaccio\, Circolo Arci Operaio Fornacette\, Circolo Arci Pace e Lavoro\, Circolo Italia-Cuba di Pisa\, Circolo Laudato Sì Pontedera Valdera\, Circolo Legambiente Valdera\, Collettivo Universitario Autonomo Pisa\, Comitato 25 Aprile\, Comitato Arci Valdera\, Comitato Attac Livorno\, Confederazione Cobas Pisa\, Coordinamento antimilitarista Livorno\, Coordinamento No Valdera avvelenata\, Coordinamento Versilia per la Palestina\, Distretto di Economia Solidale Altro Tirreno\, Emergency Pisa\, Ferrovieri Contro la Guerra\, Forum della Pace di Lucca\, Forum della Pace Viareggio\, Freedom Flotilla Italia- Viareggio\, Fronte della Gioventù Comunista\, Greenpeace Pisa\, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università\, Partito dei CARC – Federazione Toscana\, Partito dei Carc sez. Pisa\, Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Pisa\, Pax Christi Valdera\, Potere al Popolo Pisa\, Rete dei comunisti Pisa\, Rete nazionale “La Scuola per la Palestina”\, Rifondazione comunista – Circolo Karl Marx Pontedera\, Rifondazione Comunista Toscana\, RSU Ceva Lavoratori e delegati Piaggio iscritti al Sial Cobas\, Stop Rearm Pisa\, Stop Rearm Valdera\, Studentə per la Palestina Pisa\, Un ponte per – Comitato Toscano\, Una città in comune\, USB Pisa.  \n\n \nProgramma della Giornata del 2 giugno a Pontedera:\nOre 10:00 Concentramento In Piazza Cavour.\nPercorso di circa 2 km del Corteo: Corso Matteotti\, Via Ranieri Gotti\, Via della Misericordia\, Via Dante Alighieri\, via Brigate Partigiane\, Via XXIV Maggio\, arrivo in via Hangar.\nSoste tematiche: Comune di Pontedera\, Duomo\, Scuole Pacinotti\, Stazione Ferroviaria\, Case Popolari\, Stabilimento della Piaggio. \n  \nOre 13:00 Ritrovo alla Tenuta Isabella\, per pranzo e Assemblea nel pomeriggio. \n  \nInfo Logistiche: Per chi arriva in treno\, sarà garantito un servizio navetta dall’arrivo della manifestazione alla tenuta Isabella e ritorno alla stazione di Pontedera.
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SUMMARY:TORINO: giornata di lotta antimilitarista
DESCRIPTION:Una repubblica fondata sulla guerra \n2 giugno\ngiornata di lotta antimilitarista\nore 17 presidio in piazza XVIII dicembre\ninterventi\, musica e il canzoniere anarchico e antimilitarista del Cor’Occhio \nAd 80 anni dalla sua nascita la Repubblica Italiana mostra il proprio volto più autentico.\nLe sfilate e le cerimonie militari con cui la Repubblica celebra se stessa ne sono la rappresentazione materiale e simbolica.\nLa martellante retorica patriottica\, la litania governativa sulla “sicurezza” sono il cemento di un discorso pubblico che normalizza il permanente stato di guerra in cui siamo forzati a vivere.\nNon solo.\nNegli ultimi anni i governi hanno fatto una lunga campagna di arruolamento dei corpi e delle coscienze.\nPer questo servono corpi giovani ed obbedienti per rinforzare le forze armate\, si preparano a costituire una “riserva” militare di 10.000 uomini e a reintrodurre gradualmente la leva obbligatoria.\nDismessa la finzione delle guerre umanitarie oggi parlano in modo esplicito di “interesse nazionale”.\nCi vorrebbero tutt* arruolat*.\nTutt* pronti a sostenere l’orrore delle guerre in cui l’Italia è impegnata sostenendo che i militari difendono la vita e la libertà di ciascuno di noi.\nUna menzogna.\nNel nostro paese\, nella Repubblica “fondata sul lavoro” ogni giorno si allunga la contabilità di chi viene ucciso dal lavoro. Un lavoro sempre più precario\, pericoloso\, senza tutele.\nI padroni fanno la guerra di classe senza esclusione di colpi. Lavoratrici e lavoratori sono pedine intercambiabili in un gioco a carte truccate.\nFinché ci sarà una Repubblica che tutela la proprietà privata\, chi per vivere deve vendere braccia e cervello si giocherà la vita per arricchire i padroni.\nLe divise da parata\, le bandiere\, le medaglie\, la triade “dio\, patria\, famiglia” non sono il retaggio del passato\, ma la rappresentazione sempre attuale dell’attitudine imperialista e neoconiale dello stato italiano. \nL’Italia è in guerra. Le forze armate italiane sono impegnate direttamente in 40 missioni militari all’estero\nIn Africa le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difendono gli interessi di colossi come l’ENI.\nGli interessi dell’ENI non sono gli interessi di chi fatica ad arrivare a fine mese. \nL’Italia è in guerra. Dalle basi militari della NATO e degli Stati Uniti in territorio italiano ogni giorno si alzano in volo i droni che gestiscono l’intelligence per le guerre in Ucraina\, nel Mediterraneo orientale.\nGli interessi dei tanti Stati che si contendono il controllo delle risorse\, dei territori e delle vie di comunicazione non sono gli interessi dei poveri di questo paese. \nL’Italia è in guerra. Lungo i confini del Bel Paese\, in mare ed in montagna\, le polizie e le forze armate fanno la guerra ai migranti. Nel 2025 ci sono stati 27mila sequestri di persona nel Mediterraneo.\nLe imbarcazioni che trasportavano 27.000 uomini\, donne e bambini sono state assalite dai militari della Guardia Costiera libica\, che in più occasioni non hanno esitato a sparare.\nL’Italia fornisce alla Libia e alla Tunisia i pattugliatori e addestra i militari che sequestrano ed uccidono i naufraghi. \nL’Italia è in guerra. A pochi passi dalle nostre case si producono e si testano le armi impiegate nelle guerre di ogni dove. Le usano le truppe italiane nelle missioni di “pace” all’estero\, le vendono le industrie italiane ai paesi in guerra. Queste armi hanno ucciso milioni di persone\, distrutto città e villaggi\, avvelenato irrimediabilmente interi territori. \nL’Italia è in guerra. I militari sono sempre più presenti per le strade delle nostre città\, nelle periferie dove si allungano le file dei senza casa\, senza reddito\, precari. Provano a prevenire e reprimere ogni insorgenza sociale\, a mettere a tacere chiunque si ribelli ad un ordine sociale sempre più feroce\, ad attuare un controllo etnicamente mirato del territorio. \nGli eredi di Togliatti\, che diede l’amnistia ai fascisti ci raccontano la favola della Repubblica nata dalla resistenza al fascismo da difendere.\nUna crudele menzogna. Un insulto a chi combatteva per un mondo di libere ed eguali.\nOggi gli eredi diretti del fascismo sono al governo e stanno restaurando il fascismo. Non serve la dittatura formale per cancellare gli esili margini di libertà concessi a prezzo di lotte durate un secolo.\nLe questioni sociali sono diventate un affare di ordine pubblico per schiacciare con la violenza poliziesca le lotte politiche e sociali.\nL’insieme di leggi repressive\, che\, questo governo\, in perfetta continuità con i precedenti\, ha emanato\, possono seppellire in galera compagni e compagne per banali episodi di lotta. Ormai una semplice scritta sul muro\, un blocco stradale\, un picchetto\, un’occupazione\, magari coniugati ad uno dei tanti reati associativi\, sono trattati con estrema durezza.\nIl governo condanna a morte i migranti con il blocco navale e mette al confino (daspo\, fogli di via\, sorveglianza speciale\, sequestro preventivo) gli antifascisti. \nUna Repubblica fondata sulla guerra non ci rappresentava 80 anni fa e non ci rappresenta ora. \nSenzapatria ed antimilitarist*\nDisertiamo la guerra e chi la arma\nSiamo a fianco di chi\, in ogni geografia di questo mondo\, diserta la guerra\, si batte contro le frontiere\, lotta a fianco di chi vuole un mondo senza sfruttati e senza sfruttatori.\nBruciamo tutte le bandiere nazionali\, disertiamo tutti gli eserciti! \n2 giugno\ngiornata di lotta antimilitarista\nore 17 presidio in piazza XVIII dicembre\ninterventi\, musica e il canzoniere anarchico e antimilitarista del Cor’Occhio \nFederazione Anarchica Torinese\nAssemblea Antimilitarista\ncorso Palermo 46\nwww.anarresinfo.org
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