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SUMMARY:23-29 marzo. Settimana contro la logistica di guerra
DESCRIPTION:Le ferrovie sono uno strumento per fare la guerra. Questo ci dicono l’Unione Europea e i governi degli stati membri. Per questo l’Assemblea Antimilitarista riunita l’11 gennaio a Carrara (MS) ha indetto per la settimana dal 23 al 29 marzo una settimana di agitazione contro la logistica di guerra e la militarizzazione dei trasporti ferroviari. \nFin dalla sua costituzione l’Assemblea Antimilitarista è impegnata a coordinare e stimolare iniziative contro la produzione e il traffico di armi. Per questo ora invitiamo ad impegnarsi affinché le risorse destinate all’uso bellico siano destinate al miglioramento del servizio ferroviario per le e gli utenti\, oltre che al miglioramento delle condizioni economiche e di lavoro del personale dipendente e alla sicurezza (quella vera). \nL’Assemblea Antimilitarista quindi sostiene le iniziative del Collettivo Ferrovieri Contro la Guerra su questo tema. \nAnche nelle ferrovie\, un fiume di soldi pubblici vengono destinati alla politica dell’emergenza e della guerra che fa gli interessi dei piani autoritari dei governi e dei grandi gruppi industriali e finanziari loro amici. Di pari passo sono sempre meno i soldi destinati al miglioramento del servizio per i pendolari e la mobilità sostenibile\, alla sicurezza ferroviaria e al miglioramento delle condizioni economiche e di lavoro del personale ferroviario. \nCome dimostrano i disastri di Tempe in Grecia e Adamuz in Spagna\, il traffico ferroviario è sempre meno sicuro a causa dell’innovazione tecnologica\, della saturazione delle linee e della diminuzione del personale ferroviario. L’aumento del traffico militare porterà ad aumentare queste criticità\, se non sarà compensato da taglio del traffico civile. Il trasporto militare è anche e soprattutto trasporto di materie e ordigni esplosivi\, come le munizioni. È facile immaginare le conseguenze di un incidente in cui siano coinvolti questi treni anziché treni passeggeri. \nIl 19 novembre 2025 è stato pubblicato dalla Commissione Europea il pacchetto sulla mobilità militare dell’Unione\, poi approvato dal Parlamento europeo a larga maggioranza il 17 dicembre successivo. \nQuesto pacchetto porta l’UE un passo più vicino verso una “Schengen militare”. \nQuesta misura\, insieme alla tabella di marcia per la trasformazione dell’industria della difesa dell’UE sono settori prioritari nel Libro bianco e nella Defence Readiness Roadmap 2030. \nIl pacchetto ha come scopo la preparazione delle infrastrutture a duplice uso entro il 2027; per questo prevede 17\,65 miliardi di euro proposti nell’ambito del prossimo bilancio dell’Europa (2028-2034) per la mobilità militare; circa 500 progetti hotspot e investimenti mirati per eliminare i punti di strozzatura lungo i corridoi prioritari e infine strumenti per identificare\, potenziare e proteggere le infrastrutture strategiche. \nPer quanto riguarda l’Italia\, i progetti sono compresi nei 1\,74 miliardi (oltre il 50% destinati al trasporto via ferro) previsti dal Connecting Europe Facility nell’ambito dell’Action Plan 2.0 militare europeo. Dopo le stazioni in provincia di Pisa (Tombolo e Pontedera) e di Udine (Palmanova)\, gli interventi sono concentrati nelle stazioni di Genova e La Spezia. In particolare il finanziamento dell’Unione Europea prevede 28.774.201\,50 € erogati a RFI per lo scalo di Genova Sampierdarena- Parco Fuori Muro e 9.274.599\,00 € erogati all’Autorità del sistema portuale del Mar Ligure Orientale per lo scalo di La Spezia Marittima. È interessata anche Milano Smistamento\, dove sono in corso lavori per il nuovo terminal intermodale\, che potrebbe assumere importanza nei traffici militari\, vista la collocazione geografica (asse Reno-Alpi\, vicinanza coi valichi).La linea ad alta velocità in costruzione tra Torino e Lyon è indicata come snodo nevralgico di un corridoio militare\, che dovrebbe terminare a Kiev. \nL’assemblea Antimilitarista invita personale ferroviario e utenti del servizio\, insieme alle realtà antimilitariste\, pacifiste e internazionaliste a partecipare alle iniziative decise localmente. \nAssemblea Antimilitarista \nassembleantimilitarista@gmail.com \nAppuntamenti (in aggiornamento): \nLIVORNO \nMercoledì 25 marzo ore 12 presidio davanti alla stazione di Livorno Centrale – Piazza Dante. Coordinamento antimilitarista livornese. \nLa guerra viaggia sulle ferrovie.\nL’Unione Europea ha destinato un fiume di soldi pubblici alle ferrovie europee per adattarle ai traffici militari. Un primo pacchetto è stato approvato nel dicembre dell’anno scorso; questo pacchetto prevede di impiegare più di 17 miliardi di euro\, mentre il traffico ferroviario civile è sempre più fragile. I disastri in Grecia e in Spagna\, come i continui incidenti lungo le linee\, dimostrano che i governi pagano gli investimenti nel traffico militare con i tagli alla sicurezza e alla manutenzione\, ai servizi per i pendolari\, al personale ferroviario.\nRiprendiamo l’appello dell’Assemblea Antimilitarista per una settimana contro la logistica ferroviaria di guerra\, per costruire un movimento di massa unitario ed autonomo che faccia capire ai nostri governanti che non siamo disposti a rassegnarci ai loro piani militaristi ed autoritari.\nSosteniamo una circolazione ferroviaria civile e sicura.\nContrastiamo l’uso della rete ferroviaria a scopo bellico.\nLa guerra parte anche da qui fermiamola! \nTORINO \nNo ai treni di guerra! \nSabato 28 marzo\nore 16\na Porta Susa – lato corso Bolzano\nPresidio contro la militarizzazione delle ferrovie \nLe ferrovie sono sempre più al servizio della guerra. Un fiume di soldi pubblici sono stati destinati al trasporto bellico\, sottraendoli agli investimenti necessari per rendere più comodi e sicuri i treni che student e lavorator* pendolari usano quotidianamente. \nIn questi anni il trasporto ferroviario è diventato sempre più pericoloso\, perché i tagli del personale e l’esternalizzazione dei lavori di manutenzione espongono chi lavora e chi viaggia a rischi enormi.\nDa Viareggio a Brandizzo si allunga l’elenco delle stragi. Non sono incidenti ma omicidi\, i cui responsabili siedono nei consigli di amministrazione delle ferrovie e sui banchi dei governi. \nCon i nuovi investimenti nella logistica di guerra le ferrovie\, possibile obiettivo di droni e bombardamenti\, diventeranno sempre più pericolose. \nIl 17 dicembre 2025 è stato approvato dal Parlamento europeo il pacchetto sulla mobilità militare dell’Ue. Una sorta “Schengen militare”. Libero e facile passaggio per le armi che viaggiano su rotaia\, mentre profughi e migranti muoiono lungo le frontiere.\nQuesto pacchetto ha come scopo la preparazione delle infrastrutture a dual use entro il 2027. \nAlla mobilità militare sono stati destinati 17\,65 miliardi di euro per potenziare i corridoi prioritari eliminando i punti di strozzatura lungo i percorsi e predisporre gli strumenti per identificare e proteggere le infrastrutture strategiche.\nGrazie al dual use\, doppio uso civile e militare\, un treno pieno di esplosivi viaggerà accanto ad un treno passeggeri. \nPer quanto riguarda l’Italia\, i progetti sono compresi nei 1\,74 miliardi (oltre il 50% destinati al trasporto via ferro) previsti dal Connecting Europe Facility nell’ambito dell’Action Plan 2.0 militare europeo. Dopo le stazioni in provincia di Pisa (Tombolo e Pontedera) e di Udine (Palmanova)\, gli interventi sono concentrati nelle stazioni di Genova e La Spezia. In particolare il finanziamento dell’Unione Europea prevede 28.774.201\,50 euro erogati a RFI per lo scalo di Genova Sampierdarena – Parco Fuori Muro e 9.274.599\,00 euro erogati all’Autorità del sistema portuale del Mar Ligure Orientale per lo scalo di La Spezia Marittima.\nÈ interessata anche Milano Smistamento\, dove sono in corso lavori per il nuovo terminal intermodale\, che potrebbe assumere importanza nei traffici militari\, vista la collocazione geografica (asse Reno-Alpi\, vicinanza coi valichi).\nIn Piemonte la linea ad alta velocità in costruzione tra Torino e Lyon è indicata come snodo nevralgico di un corridoio militare\, che dovrebbe terminare a Kiev. \nI soldi sprecati per i treni che trasportano carri armati\, munizioni\, cannoni potrebbero essere impiegati per rendere più comodi e sicuri i treni che prendiamo ogni giorno per andare a lavorare e a studiare. \nLa terza guerra mondiale è ormai in corso. Le basi militari statunitensi in territorio italiano sono snodi fondamentali per la logistica e l’intelligence delle guerre che\, dall’Ucraina alla Palestina\, dall’Iran al Libano stanno incendiando aree sempre più estese del mondo a noi vicino. \nNon possiamo stare a guardare. Non possiamo accettare che la guerra diventi un’opzione tra le altre. \nLe basi delle guerre sono a due passi dalle nostre case.\nDipende da noi gettare sabbia e non olio nella macchina militarista. \nSe permettiamo che un treno carico di armi passi in mezzo alle nostre case siamo complici dell’omicidio di uomini\, donne e bambini uccisi da quelle armi.\nUn giorno qualcuno a noi caro potrebbe morire se quel treno avesse un incidente. \nLa guerra è già qui.\nFermala è possibile. \nOggi ci vorrebbero tutti arruolati.\nNoi disertiamo. \nVogliamo un mondo senza frontiere\, eserciti\, oppressione\, sfruttamento e guerra. \nFederazione Anarchica Torinese – Assemblea antimilitarista \nc.so Palermo 46\nriunioni ogni martedì h.20\,30 \nwww.anarresinfo.org\n 
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SUMMARY:IMOLA: Gli anarchici imolesi nella lotta antifascista e nella Resistenza
DESCRIPTION:«Quando un posto diventa un luogo». \nSabato 28 Marzo 2026 \nGli anarchici imolesi nella lotta antifascista e nella Resistenza. \nDurante questa giornata\, sono previste visite guidate all’ar­chivio storico della federazione anarchica italiana.  \nL’ingresso avverrà da via Caterina Sforza\, passando attraver­so il Verziere delle monache (parcheggio Ospedale vecchio).  \nL’organizzazione è affidata alla classe 5N RIM dell’Istituto Paolini Cassiano di Imola\, con la partecipazione del respon­sabile dell’archivio Massimo Ortalli. \nProgramma delle visite \nOre 10: Prima visita guidata all’archivio storico. \nOre 11: Seconda visita guidata\, seguita dai saluti delle autorità nell’ambito del progetto «Quando un posto diventa un luogo».
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SUMMARY:ROMA: spezzone anarchico al corteo "No kings" contro le guerre dei padroni\, contro la loro pace
DESCRIPTION:NO KINGS: CONTRO LE GUERRE DEI PADRONI\, CONTRO LA LORO PACE \nSabato 28 marzo scenderemo in piazza a Roma\, nel corteo che partirà alle ore 14.00 da Piazza della Repubblica per arrivare a Piazza San Giovanni. Come gruppo anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma & Lazio saremo in piazza non per chiedere una gestione più “umana” del potere\, ma per mettere in discussione le sue fondamenta. Una mobilitazione che\, nella stessa giornata\, attraverserà molte città del mondo\, nel tentativo di mettere in connessione le lotte locali con una crisi globale che non può più essere nascosta né raccontata con le solite menzogne. \nScenderemo in piazza il giorno dopo aver promosso un’iniziativa sulla diserzione e sul rifiuto di tutte le guerre. Perché disertare non è fuggire: è scegliere da che parte stare. È rompere con la logica dell’obbedienza\, sottrarsi alla macchina della guerra\, è costruire legami di solidarietà reale tra sfruttati\, al di là di ogni confine. \nSiamo in una fase storica in cui il potere ha scelto apertamente la via della guerra: guerra tra Stati\, guerra economica\, guerra sociale. Le risorse collettive vengono drenate per alimentare eserciti e industrie belliche\, mentre diritti\, salari e servizi vengono smantellati pezzo dopo pezzo. \nIl percorso della mobilitazione “No Kings” individua un nemico reale: un sistema fondato sul dominio di élite politiche\, finanziarie e industriali che decidono sopra le nostre vite. Un sistema che non conosce confini e che si riproduce ovunque\, da un continente all’altro\, imponendo sfruttamento\, controllo e repressione. \nMa non basta cambiare i nomi dei “sovrani” per cambiare il mondo. \nPer questo denunciamo\, senza ambiguità\, anche le contraddizioni presenti in piazza; ci saranno organizzazioni sindacali\, associazioni e partiti che negli anni hanno partecipato\, direttamente o indirettamente\, alla gestione di questo stesso sistema: realtà che oggi parlano di pace ma che hanno sostenuto governi responsabili di politiche securitarie\, missioni militari\, attacchi ai diritti e complicità nella costruzione di un’economia di guerra. \nNoi non dimentichiamo. \nRifiutiamo le guerre dei padroni. \nRifiutiamo i loro eserciti\, le loro frontiere\, le loro bandiere. \nMa rifiutiamo anche la loro pace: una pace fatta di sfruttamento quotidiano\, di morti sul lavoro\, di precarietà imposta\, di violenza di genere\, di repressione del dissenso; una pace costruita sulla guerra a migranti\, sui confini trasformati in cimiteri e sui lager di Stato che tutti i governi – senza eccezioni\, anche quelli che si definivano “di sinistra” – hanno contribuito a creare e rafforzare. \nNon c’è pace senza giustizia sociale. Non c’è libertà sotto il dominio dello Stato e del capitale. \nContro ogni re\, contro ogni potere. \nPer un mondo senza padroni\, senza eserciti\, senza Stati. \nViva l’anarchia! \n Gruppo anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma&Lazio \n gruppobakunin@federazioneanarchica.org
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SUMMARY:NISCEMI: manifestazione contro guerra e basi militari
DESCRIPTION:Niscemi\, manifestazione contro la guerra e le basi militari \nIl 28 marzo alle ore 15 il Movimento No MUOS scende in piazza a Niscemi (CL) contro la guerra e l’uso delle basi militari statunitensi\, in particolare il MUOS e la stazione NRTF. \nPartenza del corteo: via Carlo Marx angolo via Aldo Moro\, Niscemi (CL) \nNel cuore della sughereta di Niscemi sorgono due installazioni militari strategiche della US Navy: la stazione NRTF (Naval Radio Transmitter Facility) e il MUOS (Mobile User Objective System). Si tratta di infrastrutture operative ogni giorno dell’anno\, destinate esclusivamente alle comunicazioni militari statunitensi. Da qui passano quotidianamente le comunicazioni che sostengono le guerre degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti fanno la guerra da casa nostra\, utilizzando infrastrutture collocate sul nostro territorio ma sottratte alla sovranità dei cittadini. \nQuando un territorio ospita infrastrutture militari strategiche\, diventa automaticamente un potenziale bersaglio nei conflitti. Ma la guerra produce anche ricadute immediate sulla nostra vita: aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti\, incremento del costo della vita\, taglio delle spese sociali a vantaggio di quelle militari\, mentre tornano nel dibattito pubblico proposte come la reintroduzione della leva militare. \nIl 28 marzo si terranno altre manifestazioni in diverse città italiane\, tra cui Roma\, e saranno coinvolti diversi movimenti sociali e reti pacifiste\, come le piazze delle donne per la pace. In Sicilia\, recentemente\, ci sono state mobilitazioni a Sigonella e a Trapani per Birgi\, a cui abbiamo partecipato insieme ad altre realtà che lottano contro la militarizzazione. \nLa mobilitazione vuole ribadire che la Sicilia e l’Italia non possono essere piattaforme di guerra nel Mediterraneo. I territori devono tornare alla sovranità delle comunità che li abitano. Durante la manifestazione ci sarà anche un momento di confronto aperto con comitati\, associazioni e persone interessate a coordinare iniziative contro la guerra. \n📍 Niscemi (CL) – partenza corteo: via Carlo Marx angolo via Aldo Moro \n🗓 28 marzo 2026 \n🕒 ore 15:00 \n  \n ________ \nVersione aggiornata dell’appello / Testo completo su nomuos.info \n  \n28 marzo a Niscemi: liberiamo i territori dalla guerra \nIl 28 marzo alle ore 15 torniamo a scendere in piazza a Niscemi (CL)\, la città del MUOS\, per dire con forza no alla guerra e all’uso delle basi militari statunitensi in Italia. \nPartenza del corteo: via Carlo Marx angolo via Aldo Moro\, Niscemi (CL) \n  \nNel cuore della sughereta di Niscemi sorgono la stazione NRTF e il MUOS\, due infrastrutture militari strategiche operative tutto l’anno\, destinate esclusivamente alle comunicazioni militari statunitensi. \nDa qui passano quotidianamente segnali che sostengono le guerre degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti fanno la guerra da casa nostra\, utilizzando infrastrutture collocate sul nostro territorio ma sottratte alla sovranità dei cittadini. \nQuando un territorio ospita infrastrutture militari strategiche\, diventa automaticamente un potenziale bersaglio nei conflitti. Le ricadute della guerra sono già presenti nella nostra vita quotidiana: aumento dei prezzi di energia e carburanti\, incremento del costo della vita\, taglio delle spese sociali e pubbliche a vantaggio di quelle militari\, mentre tornano nel dibattito pubblico proposte come la reintroduzione della leva. \nIn Sicilia e in Italia\, recentemente\, si sono tenute manifestazioni contro la guerra a Sigonella e Trapani\, a cui abbiamo partecipato insieme ad altre realtà pacifiste e sociali. Il 28 marzo\, oltre a Niscemi\, si terranno mobilitazioni in altre città italiane\, tra cui Roma e le piazze delle donne per la pace.\nLa manifestazione che chiamiamo vuole collocarsi in questo solco comune di opposizione alla guerra in cui ci stanno portando\, perché riteniamo importante scendere in piazza anche in un luogo come Niscemi\, città ferita due volte\, prima dall’imposizione della base americana e poi da una frana che poteva e doveva essere prevenuta.\nA Niscemi e ovunque\, scendiamo in piazza con la fiducia che “i popoli in rivolta scrivono la storia”: dagli anni in cui il Movimento No MUOS ha invaso la base americana\, alle mobilitazioni per la Palestina divampate con la partenza delle flottiglie\, fino alle lotte dei lavoratori contro la guerra\, portuali e ferrovieri in testa. Fino all’esempio recente della stazione di Pisa\, dove un treno che trasportava mezzi militari è stato bloccato. \nDurante la manifestazione ci sarà un momento di confronto aperto con comitati\, associazioni e singoli cittadini interessati a coordinare iniziative contro la guerra. \n  \nIl 28 marzo ci ritroviamo a Niscemi per ribadire che: \n\ni territori non sono basi militari\nla guerra non può essere normalizzata\ni luoghi sottratti alle comunità devono tornare alle comunità\nla Sicilia e l’Italia non possono essere piattaforme di guerra nel Mediterraneo\n\nPer sottrarre i luoghi alla guerra e alle servitù militari. \nPer restituirli alle comunità locali. \n📍 Niscemi (CL) – partenza corteo: via Carlo Marx angolo via Aldo Moro \n🗓 28 marzo 2026 \n🕒 ore 15:00 \nAperto alle adesioni di associazioni\, comitati e singoli cittadini.
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SUMMARY:RIMINI: Presentazione dI "Tutta colpa del patriarcato"
DESCRIPTION:presso la Biblioteca Libertad – ISUR\, Via Nigra 26 \npresentazione del libro ‘Tutta colpa del patriarcato’. \nInterviene l’autore Andrea Papi. \nOrganizza il Circolo Culturale Libertario.
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SUMMARY:RONCHI DEI LEGIONARI: presidio antifascista contro il revisionismo storico
DESCRIPTION:In vista delle ricorrenze del 25 aprile e del 1° maggio\, Ronchi dei Partigiani e Caffè Esperanto promuovono un presidio antifascista in Piazza dell’Unità a Ronchi\, come momento di riflessione e confronto sul crescente revisionismo storico che riguarda la Resistenza\, la storia del confine orientale e le relazioni tra italiani e jugoslavi.\n\nNegli ultimi anni\, anche nel nostro territorio\, desta forte preoccupazione lo spazio sempre più ampio dato a narrazioni revisioniste\, spesso legate a letture nazionaliste e riconducibili ad ambienti della destra neofascista. Diverse ricostruzioni proposte in questi contesti sono state infatti messe in discussione da storiche e storici per imprecisioni\, omissioni e interpretazioni profondamente fuorvianti. Per questo è necessario reagire\, costruire consapevolezza e difendere una memoria antifascista\, complessa e fondata sui fatti.\n\nDurante il presidio si terrà anche la presentazione del libro dello storico Sandi Volk\, “Solo perché italiani? Un ricordo truccato. I primi vent’anni di riconoscimenti agli infoibati”: un’occasione per approfondire con rigore e spirito critico una pagina complessa della nostra storia\, troppo spesso piegata a fini politici.\n\nContro il revisionismo\nPer una memoria antifascista\nIn difesa della verità storica\n\n\nRonchi piazza dell’unità\n\nSabato 28 marzo ore 17-21
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SUMMARY:VERONA: Ideologia della sicurezza e limitazione delle libertà in Italia Incontro con Veronica Marchio
DESCRIPTION:PRIMO: SORVEGLIARE\nIdeologia della sicurezza e limitazione delle libertà in Italia\nIncontro con Veronica Marchio\nautrice di “La prevenzione coercitiva. Securitarismo e limitazione delle libertà in Italia” (Meltemi 2025)\nin dialogo con Marco Tabacchini \n> Presentazione alle ore 18:30 \nChe cosa significa prevenzione coercitiva? Da dove deriva il potere dello Stato di punire al di fuori del sistema di diritto penale? Che ruolo hanno il diritto e la pratica di polizia nel definire e controllare i soggetti e i gruppi definiti come socialmente pericolosi? \nQueste domande sono ancora più attuali nel contesto odierno: il governo italiano sembra infatti perseguire due linee programmatiche intorno lle politiche di sicurezza\, linee interconnese e che esprimono una precisa visione dell’ordine sociale: la protezione delle istituzioni da un lato e l’approfondimento delle dinamiche di prevenzione dello spazio del conflitto possibile dall’altro. \nLa creatività nelle tecniche di controllo è speculare all’invenzione di sempre nuovi target destinatari di intervento preventivo. La discussione che il libro può produrre è utile a tracciare alcune traiettorie di continuità nelle logiche e ad individuare le discontinuità del presente contesto neoautoritario. \n///// \nVeronica Marchio vive a Bologna ed è attualmente ricercatrice presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia per il progetto ERC “Social defence: uncovering the Transnational epistemology of the Punitive Age”.\nÈ parte della redazione della rivista di criminologia critica “Studi sulla questione criminale”. \nLa sobilla salita san sepolcro
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SUMMARY:BOLOGNA: Utopia-storia-rivoluzione spagna '36
DESCRIPTION:Sabato 28/3 – UTOPIA – STORIA – RIVOLUZIONE SPAGNA ’36\ndalle ore 18.30\ncena a prezzi popolari\, libri\, fanze\, stampe\, canti\, convivialità\n28 marzo 2026 – 18:30\nPRESENTAZIONE della RASSEGNA\nL’anarchismo e la guerra di Spagna 1936-1939 – Biblioteca Xerri\nVoci e memorie dalla Spagna libertaria: il fondo Claudio Venza – CSL Pinelli\nLa pedagogia libertaria come base della rivoluzione del ’36 – Valeria Giacomoni \n18 aprile 2026 – 14:30\nGIOCHI DA TAVOLA e GIOCHI DI RUOLO\nTierra y Libertad\, Popular Front\, No Pasaran!\, La Desbandá 1937\, etc. \n9 maggio 2026 – 14:30\nCINEFORUM\nVisione di pellicole storiche e contemporanee\, documentari\, filmati d’archivio\, corti etc. \n23 maggio 2026 – 14:30\nLABORATORIO di STORIOGRAFIA POPOLARE\nalla scoperta di materiali d’archivio sulla storia della rivoluzione e guerra civile spagnola \nBiblioteca Elio Xerri\nCircolo Anarchico Berneri\, Porta Santo Stefano\, Bologna (sono presenti barriere architettoniche)\nPer il programma dettagliato cerca su https://balotta.org/ \nSpagna 1936: il popolo in armi scende in strada contro il tentativo di golpe dei generali e dà vita alla rivoluzione libertaria\, agendo in prima persona. La Catalogna è rossa e nera\, così come altre regioni del paese. Nelle zone che rimangono in mano antifascista la rivoluzione sociale è realtà: autogestione dei servizi e delle industrie\, collettivizzazione delle terre.\nL’utopia si fa realtà\, ma ha contro molti nemici: le potenze occidentali cosiddette democratiche\, l’intervento militare nazifascista\, il ruolo in apparenza ambiguo ma di fatto controrivoluzionario dell’Unione Sovietica di Stalin. La breve estate dell’anarchia si spegne nel 1937\, stretta nella morsa infernale delle potenze europee\, assediata dal nazifascismo e pugnalata alle spalle dallo stalinismo che ordisce nel maggio 1937 a Barcellona l’assassinio di Camillo Berneri\, militante di riferimento per il movimento anarchico internazionale.\nLe giornate insurrezionali del luglio 1936 fanno accorrere migliaia di volontarə. Tra loro\, ben prima di socialistə e comunistə\, lə libertariə\, inclusə lə italianə esiliatə del fascismo: sono lə anarchicə che concorrono\, in armi\, a supportare la rivoluzione in atto\, perché “le rivoluzioni non si vincono\, si fanno”. Le vicende di questə militantə\, alcune decine di essə provenienti da Bologna e provincia\, testimoniano un antifascismo di lunga durata e internazionale\, che si combina con le istanze di emancipazione. In prima ﬁla negli scontri con il nascente fascismo nel 1919-1922\, sono costrettə all’esilio in Europa dove continua\, in diverse forme\, la lotta ai regimi\nfascisti\, che negli anni Trenta infestano il mondo. Combattono in Spagna e\, sconﬁttə nel 1939\, riprendono le armi nella Resistenza italiana ed europea; una volta sconﬁtto il nazifascismo continuano la lotta contro il regime di Franco\, sino alla sua morte a metà anni ’70.\nQuesta storia parla all’oggi: indica la nostra volontà di rivolta contro un ordine ingiusto\, e la necessità che movimenti popolari sioppongano con l’azione diretta al panorama attuale di fascismi\, guerra\, sfruttamento e devastazione ambientale. \n1936-2026: a las barricadas!
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