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SUMMARY:23-29 marzo. Settimana contro la logistica di guerra
DESCRIPTION:Le ferrovie sono uno strumento per fare la guerra. Questo ci dicono l’Unione Europea e i governi degli stati membri. Per questo l’Assemblea Antimilitarista riunita l’11 gennaio a Carrara (MS) ha indetto per la settimana dal 23 al 29 marzo una settimana di agitazione contro la logistica di guerra e la militarizzazione dei trasporti ferroviari. \nFin dalla sua costituzione l’Assemblea Antimilitarista è impegnata a coordinare e stimolare iniziative contro la produzione e il traffico di armi. Per questo ora invitiamo ad impegnarsi affinché le risorse destinate all’uso bellico siano destinate al miglioramento del servizio ferroviario per le e gli utenti\, oltre che al miglioramento delle condizioni economiche e di lavoro del personale dipendente e alla sicurezza (quella vera). \nL’Assemblea Antimilitarista quindi sostiene le iniziative del Collettivo Ferrovieri Contro la Guerra su questo tema. \nAnche nelle ferrovie\, un fiume di soldi pubblici vengono destinati alla politica dell’emergenza e della guerra che fa gli interessi dei piani autoritari dei governi e dei grandi gruppi industriali e finanziari loro amici. Di pari passo sono sempre meno i soldi destinati al miglioramento del servizio per i pendolari e la mobilità sostenibile\, alla sicurezza ferroviaria e al miglioramento delle condizioni economiche e di lavoro del personale ferroviario. \nCome dimostrano i disastri di Tempe in Grecia e Adamuz in Spagna\, il traffico ferroviario è sempre meno sicuro a causa dell’innovazione tecnologica\, della saturazione delle linee e della diminuzione del personale ferroviario. L’aumento del traffico militare porterà ad aumentare queste criticità\, se non sarà compensato da taglio del traffico civile. Il trasporto militare è anche e soprattutto trasporto di materie e ordigni esplosivi\, come le munizioni. È facile immaginare le conseguenze di un incidente in cui siano coinvolti questi treni anziché treni passeggeri. \nIl 19 novembre 2025 è stato pubblicato dalla Commissione Europea il pacchetto sulla mobilità militare dell’Unione\, poi approvato dal Parlamento europeo a larga maggioranza il 17 dicembre successivo. \nQuesto pacchetto porta l’UE un passo più vicino verso una “Schengen militare”. \nQuesta misura\, insieme alla tabella di marcia per la trasformazione dell’industria della difesa dell’UE sono settori prioritari nel Libro bianco e nella Defence Readiness Roadmap 2030. \nIl pacchetto ha come scopo la preparazione delle infrastrutture a duplice uso entro il 2027; per questo prevede 17\,65 miliardi di euro proposti nell’ambito del prossimo bilancio dell’Europa (2028-2034) per la mobilità militare; circa 500 progetti hotspot e investimenti mirati per eliminare i punti di strozzatura lungo i corridoi prioritari e infine strumenti per identificare\, potenziare e proteggere le infrastrutture strategiche. \nPer quanto riguarda l’Italia\, i progetti sono compresi nei 1\,74 miliardi (oltre il 50% destinati al trasporto via ferro) previsti dal Connecting Europe Facility nell’ambito dell’Action Plan 2.0 militare europeo. Dopo le stazioni in provincia di Pisa (Tombolo e Pontedera) e di Udine (Palmanova)\, gli interventi sono concentrati nelle stazioni di Genova e La Spezia. In particolare il finanziamento dell’Unione Europea prevede 28.774.201\,50 € erogati a RFI per lo scalo di Genova Sampierdarena- Parco Fuori Muro e 9.274.599\,00 € erogati all’Autorità del sistema portuale del Mar Ligure Orientale per lo scalo di La Spezia Marittima. È interessata anche Milano Smistamento\, dove sono in corso lavori per il nuovo terminal intermodale\, che potrebbe assumere importanza nei traffici militari\, vista la collocazione geografica (asse Reno-Alpi\, vicinanza coi valichi).La linea ad alta velocità in costruzione tra Torino e Lyon è indicata come snodo nevralgico di un corridoio militare\, che dovrebbe terminare a Kiev. \nL’assemblea Antimilitarista invita personale ferroviario e utenti del servizio\, insieme alle realtà antimilitariste\, pacifiste e internazionaliste a partecipare alle iniziative decise localmente. \nAssemblea Antimilitarista \nassembleantimilitarista@gmail.com \nAppuntamenti (in aggiornamento): \nLIVORNO \nMercoledì 25 marzo ore 12 presidio davanti alla stazione di Livorno Centrale – Piazza Dante. Coordinamento antimilitarista livornese. \nLa guerra viaggia sulle ferrovie.\nL’Unione Europea ha destinato un fiume di soldi pubblici alle ferrovie europee per adattarle ai traffici militari. Un primo pacchetto è stato approvato nel dicembre dell’anno scorso; questo pacchetto prevede di impiegare più di 17 miliardi di euro\, mentre il traffico ferroviario civile è sempre più fragile. I disastri in Grecia e in Spagna\, come i continui incidenti lungo le linee\, dimostrano che i governi pagano gli investimenti nel traffico militare con i tagli alla sicurezza e alla manutenzione\, ai servizi per i pendolari\, al personale ferroviario.\nRiprendiamo l’appello dell’Assemblea Antimilitarista per una settimana contro la logistica ferroviaria di guerra\, per costruire un movimento di massa unitario ed autonomo che faccia capire ai nostri governanti che non siamo disposti a rassegnarci ai loro piani militaristi ed autoritari.\nSosteniamo una circolazione ferroviaria civile e sicura.\nContrastiamo l’uso della rete ferroviaria a scopo bellico.\nLa guerra parte anche da qui fermiamola! \nTORINO \nNo ai treni di guerra! \nSabato 28 marzo\nore 16\na Porta Susa – lato corso Bolzano\nPresidio contro la militarizzazione delle ferrovie \nLe ferrovie sono sempre più al servizio della guerra. Un fiume di soldi pubblici sono stati destinati al trasporto bellico\, sottraendoli agli investimenti necessari per rendere più comodi e sicuri i treni che student e lavorator* pendolari usano quotidianamente. \nIn questi anni il trasporto ferroviario è diventato sempre più pericoloso\, perché i tagli del personale e l’esternalizzazione dei lavori di manutenzione espongono chi lavora e chi viaggia a rischi enormi.\nDa Viareggio a Brandizzo si allunga l’elenco delle stragi. Non sono incidenti ma omicidi\, i cui responsabili siedono nei consigli di amministrazione delle ferrovie e sui banchi dei governi. \nCon i nuovi investimenti nella logistica di guerra le ferrovie\, possibile obiettivo di droni e bombardamenti\, diventeranno sempre più pericolose. \nIl 17 dicembre 2025 è stato approvato dal Parlamento europeo il pacchetto sulla mobilità militare dell’Ue. Una sorta “Schengen militare”. Libero e facile passaggio per le armi che viaggiano su rotaia\, mentre profughi e migranti muoiono lungo le frontiere.\nQuesto pacchetto ha come scopo la preparazione delle infrastrutture a dual use entro il 2027. \nAlla mobilità militare sono stati destinati 17\,65 miliardi di euro per potenziare i corridoi prioritari eliminando i punti di strozzatura lungo i percorsi e predisporre gli strumenti per identificare e proteggere le infrastrutture strategiche.\nGrazie al dual use\, doppio uso civile e militare\, un treno pieno di esplosivi viaggerà accanto ad un treno passeggeri. \nPer quanto riguarda l’Italia\, i progetti sono compresi nei 1\,74 miliardi (oltre il 50% destinati al trasporto via ferro) previsti dal Connecting Europe Facility nell’ambito dell’Action Plan 2.0 militare europeo. Dopo le stazioni in provincia di Pisa (Tombolo e Pontedera) e di Udine (Palmanova)\, gli interventi sono concentrati nelle stazioni di Genova e La Spezia. In particolare il finanziamento dell’Unione Europea prevede 28.774.201\,50 euro erogati a RFI per lo scalo di Genova Sampierdarena – Parco Fuori Muro e 9.274.599\,00 euro erogati all’Autorità del sistema portuale del Mar Ligure Orientale per lo scalo di La Spezia Marittima.\nÈ interessata anche Milano Smistamento\, dove sono in corso lavori per il nuovo terminal intermodale\, che potrebbe assumere importanza nei traffici militari\, vista la collocazione geografica (asse Reno-Alpi\, vicinanza coi valichi).\nIn Piemonte la linea ad alta velocità in costruzione tra Torino e Lyon è indicata come snodo nevralgico di un corridoio militare\, che dovrebbe terminare a Kiev. \nI soldi sprecati per i treni che trasportano carri armati\, munizioni\, cannoni potrebbero essere impiegati per rendere più comodi e sicuri i treni che prendiamo ogni giorno per andare a lavorare e a studiare. \nLa terza guerra mondiale è ormai in corso. Le basi militari statunitensi in territorio italiano sono snodi fondamentali per la logistica e l’intelligence delle guerre che\, dall’Ucraina alla Palestina\, dall’Iran al Libano stanno incendiando aree sempre più estese del mondo a noi vicino. \nNon possiamo stare a guardare. Non possiamo accettare che la guerra diventi un’opzione tra le altre. \nLe basi delle guerre sono a due passi dalle nostre case.\nDipende da noi gettare sabbia e non olio nella macchina militarista. \nSe permettiamo che un treno carico di armi passi in mezzo alle nostre case siamo complici dell’omicidio di uomini\, donne e bambini uccisi da quelle armi.\nUn giorno qualcuno a noi caro potrebbe morire se quel treno avesse un incidente. \nLa guerra è già qui.\nFermala è possibile. \nOggi ci vorrebbero tutti arruolati.\nNoi disertiamo. \nVogliamo un mondo senza frontiere\, eserciti\, oppressione\, sfruttamento e guerra. \nFederazione Anarchica Torinese – Assemblea antimilitarista \nc.so Palermo 46\nriunioni ogni martedì h.20\,30 \nwww.anarresinfo.org\n 
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SUMMARY:ROMA: "I tre volti della Paura" al Cineforum Bakunin
DESCRIPTION:Capolavoro del 1963 di Mario Bava\, maestro del cinema fantastico italiano in tutte le sue declinazioni\, dal gotico al giallo horror al thriller soprannaturale fino ai primi esempi di slasher\, “I tre volti della paura” (“Black Sabbath” nella versione inglese) è uno di quei rari film che sono riusciti a imporre un’estetica\, un linguaggio narrativo\, divenendo paradigmatici. \nCerimoniere è il leggendario Boris Karloff\, attore feticcio del genere fin dai tempi del primo Frankenstein. La struttura a episodi consente a Bava di sfoggiare la sua capacità di spaziare nei vari generi: I Wurdalak\, è la classica storia gotica di vampiri; Il telefono\, è un inquietante thriller claustrofobico; La goccia d’acqua\, è un horror con risvolti parapsicologici. Girato come di consueto ottimizzando al massimo le (scarse) risorse e i tempi di lavorazione (strettissimi) Bava si affida completamente alla magia dell’ atmosfera\, resa più con colori e tagli di inquadratura che con effetti o effettacci speciali (dei quali comunque era maestro) e alla direzione degli attori e delle attrici\, sempre efficaci anche se spesso poco noti (qui l’unico “divo” è Boris Karloff). Il finale che svela il marchingegno della fizione filmica\, vera e propria rottura della quarta parete metacinematografica\, è stato più volte ripreso\, citato e scopiazzato in seguito. Enorme successo in America e in Inghilterra: dal titolo dell’edizione inglese del film\, Black Sabbath\, prenderà il nome la famosa band metal fondata da Ozzy Osbourne\, personaggio che non sfigurerebbe in un film di Mario Bava… \nDopo la proiezione si potrà dibattere\, bere\, fare\, mangiare\, cantare\, suonare… \nAppuntamento mercoledì 25 marzo alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto 3\, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale) \nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org \n 
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