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SUMMARY:BOLOGNA: Simposio Carcere e Giustizie
DESCRIPTION:Sabato 7/6 e Domenica 8/6 – Simposio Carcere e Giustizie\nCentro Sociale della Pace\, Via del Pratello 53\nOrganizzato da Comuni Mappe e Circolo Anarchico Berneri\nCARCERE Sabato 7\n-15.15 INTRODUZIONE AI LAVORI\n-15.30 Dario Melossi (Unibo): A dieci anni dalla scomparsa di Massimo Pavarini\, profili d’attualità del saggio “Carcere e Fabbrica”\n-16.00 Valerio Guizzardi: Discriminazioni di genere nel reinserimento lavorativo delle recluse\n-16.30 Sofia Fiore: “Crime is a social construct but harm is real” – Prospettive transfemministe sulla penalità\n-17.00 Discussione circolare\n17.30 Pausa caffè\n-18.00 Fabio Cacciamani\, Avvocato: Lo spazio carcere come specchio sociale dei modelli  capitalisti e sicuritari. DDL 1660/25  nei luoghi di detenzione\n-18.30 Morti in una città silente. La strage dell’8 marzo 2020 nel carcere Sant’Anna di Modena.\nPresenta l’autrice Sara Manzoli\n-19.00 Interviene Associazione Antigone\n-19.30 Patrizia Vicinelli: una Cenerentola a Rebibbia. Poesie e teatro con le detenute nel 1978\n20.00 Cena Palestinese a cura di Marco Ploom\n-20.30 Canti di lotta carceraria: a cura di Margherita Valtorta (voce e basso) e David Sarnelli (fisarmonica)\nS-Concerto: Carmen Ferrante Trio\n-23.00 CHIUSURA \nGIUSTIZIE Domenica 8\n-9.30 Ripresa lavori colazionando\n-10.00 Le Urmen\,  breve romanzo di  Matéo Maximoff – scrittore romanì. Pino de March racconta\n-10.30 Pratiche di Giustizia comunitaria nelle comunità Rom\, Sinte e Camminanti. Narrazioni di Jovanka\, scrittrice romanì\n-11.00 Discussione circolare\n11.30 Pausa caffè\n-12.00 Pratiche di Giustizia trasformativa e mutualismo: Colonna Solidale Autogestita dialoga con il Collettivo Smaschieramenti\n-12.30 Installazione di un progetto partecipativo a cura degli ospiti de “La Rupe”\n-13.00 Giulia de Rocco\, ricercatrice: Abolire le carceri: Obiettivo realistico?\n-13.30 Chiusura Lavori\n14.00 Pranzo conviviale \nDurante entrambe le giornate INSTALLAZIONE DI SPAZI COATTI\nLA PORTA come aveva fatto a non morire dopo il primo giorno?\ncon la voce narrante di Cinzia Russo
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SUMMARY:REGGIO EMILIA: Presidio Antimilitarista
DESCRIPTION:2 GIUGNO: BASTA CON LA FESTA DEL MILITARISMO\nLo scorso 2 giugno lo stato italiano ha\, come tutti\ngli anni\, festeggiato sé stesso\, con la solita\ninsalata di parate militari\, corone ai militi\,\ndiscorsi patriottardi. Militarismo puro e\nsemplice.\nDecine di conﬂitti devastano il mondo\, con la\nguerra russo-ucraina e il genocidio in Palestina\nche fanno la parte del leone. Senza dimenticare\nle guerre sporche in Africa a supporto delle\nmultinazionali occidentali\, anche l’italiana ENI\,\nper accaparrarsi le risorse energetiche e\nminerali. E senza dimenticare l’aiuto concreto\nche l’Italia dà alle RSF sudanesi\, gli ex\njanjaweed\, i “demoni a cavallo” del signore della\nguerra Hemedti\, colpevoli di stupri\, massacri e\nassassinii in Sudan.\nL’industria delle armi è un enorme mostro che\ndivora la spesa pubblica. I soldi delle nostre\ntasse\, invece di diventare servizi pubblici per\nmigliorare le nostre vite\, si trasformano in\nstrumenti di morte. Spesso la morte colpisce\nanche qui\, per i tagli alla sanità e ai servizi\nsociali\, per l’impoverimento di chi lavora\, per\nsalari e pensioni letteralmente da fame. Un altro\nmodo con cui l’industria bellica succhia i soldi\ndei lavoratori sono i fondi pensione. La tendenza\,\nin auge soprattutto all’estero ma in rapida\ndiffusione\, è quella di far entrare le redditizie\nazioni delle industrie belliche nei fondi\,\nrendendo chi li sottoscrive loro ﬁnanziatore e\ncomplice.\nI tentacoli dell’industria delle armi arrivano\nanche nella nostra città. L’Università di Modena\ne Reggio (UNIMORE) promuove il fondo NATO per\nl’innovazione ed è partner\, fra le altre\, del gruppo\narmiero francese THALES\, della Tel Aviv\nUniversity\, soprattutto attraverso il cyberlab del\ncampus di Modena\, e della famigerata Technion\,\nl’università israeliana dove si sviluppano le armi\nper l’esercito\, le stesse armi usate per la pulizia\netnica dei civili palestinesi a Gaza e in\nCisgiordania. Queste collaborazioni durano da\nanni\, e non sono state fermate né sospese con i\nmassacri di Gaza. Ma non solo. A Reggio\, nel\nparco innovazione delle Reggiane\, si è insediata\nuna società\, la SLM Solutions\, che si occupa di\nspeciali stampanti 3d utilizzabili per produrre\naerei da guerra e altre armi ad alta tecnologia\,\ncompresi missili. E di nuovo le armi prodotte con\nqueste tecnologie ﬁniscono anche all’esercito\nisraeliano. Quante delle vite spezzate a Gaza\ndevono la loro morte a tecnologie prodotte o\nprogettate a ﬁanco delle nostre case?\nSenza contare la guerra interna che lo stato attua\ncontro i suoi cittadini\, con sempre nuove vette\nd’impunità per i soliti noti e sempre più\nrepressione verso la sia pur minima lotta sociale\,\ncome dimostra l’ennesimo decreto sicurezza.\nDi fronte a tutto questo\, persone con un minimo\ndi coscienza non possono provare che disgusto.\nDi fronte a tutto questo non si può fare altro che\nopporsi. Riﬁutarsi di partecipare. Disertare. Non\nci sono arruolamenti in corso in Italia. Per ora\,\nvien da dire. Ma possiamo disertare comunque\,\ncon le nostre coscienze\, con il nostro pensiero\,\ncon la nostra voce\, con il nostro riﬁuto.\nOpponendoci alla propaganda militarista nelle\nscuole e nella società. Riﬁutando i discorsi che\nalimentano paure inventate per giustiﬁcare un\nabnorme aumento degli armamenti e anche\nmisure sempre più pesanti per limitare le libertà\ndi manifestazione e contestazione. Riﬁutando\nl’assuefazione al tema “guerra” che\, attraverso i\nmedia e i discorsi dei politici\, sta rendendo la\nmentalità e il linguaggio guerresco parte della\nnostra quotidianità e i militari nelle strade una\ncosa normale\, per quel senso di insicurezza\ncontinuamente fomentato dagli stessi politici e\ndai media. Dobbiamo denunciare le\ncollaborazioni delle nostre università con\nl’industria delle armi. Denunciare le stesse\nindustrie di morte che lavorano vicino a noi.\nDenunciare e riﬁutare i fondi pensione che\ninvestono nell’industria bellica.\nIn una frase: riﬁutare la guerra e il militarismo.\nASSEMBLEA ANTIMILITARISTA DI REGGIO EMILIA \nLINK: volantino 7 giugno
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SUMMARY:IMOLA: Presentazione del libro CRASS:ANOK4U2
DESCRIPTION:SABATO 7 GIUGNO 2025\nDALLE ORE 17:00\npresso\nARCHIVIO STORICO DELLA FAI\n\nVia Fratelli Bandiera 19 o da Via Caterina Sforza 5\, parco Verziere delle monache\, di fronte al parcheggio dell’Ospedale Vecchio \nPresentazione del libro\nCRASS:ANOK4U2\nMarco Pandin ci parla dei Crass\, gruppo e collettivo punk inglese nato negli anni ’70\, fonte d’ispirazione e punto di inizio di tutto il movimento d.i.y. legato all’anarchismo\, al femminismo e al primo animalismo. E ci parlerà anche della speranza che siano ancora oggi fonte di ispirazione. \nCi racconterà poi di Stella Nera\, la non- casa editrice e non-etichetta indipendente da lui fondata\, e di come\, dopo aver conosciuto i Crass\, abbia cercato di portare qui le stesse cose che facevano loro. “ANOK4U2 Il mio primo incontro con il punk anarchico è stato verso la fine dell’estate del 1979. Un mio amico era tornato da poco da un viaggio a Londra\, e mi aveva regalato un disco che a lui non piaceva. L’aveva preso perché era stato attratto dalla copertina inusuale\, un poster ripiegato\, ma una volta a casa l’aveva ascoltato e non gli era piaciuto. Era ” Stations of the Crass”\, il secondo disco dei Crass\, che invece a me ha fatto saltare le valvole. Ho cominciato a raccogliere le traduzioni dei loro testi perché mi interessavano personalmente\, poi mi sono reso conto che era una storia troppo grossa per tenerla per me: bisognava condividerla\, bisognava far sapere che a mille chilometri di distanza c’era della gente che stava facendo certe cose che per me erano importanti. Ero convinto che sarebbe stato possibile adattarne l’ispirazione alla nostra diversa sensibilità e magari fare non dico altrettanto ma almeno provarci. Così\, nel 1984\, ho raccolto tutto il materiale in un libro autoprodotto intitolato ” ANOK4U.” \nA SEGUIRE PROIEZIONE DI “SE HO VINTO\, SE HO PERSO” – il film di Gianluca Rossi dedicato ai Kina (2020). \nINTERVIENE L’AUTORE \nMARCO PANDIN \n“Mi chiamo Marco Pandin\, sono veneziano tra virgolette\, classe 1957. Negli anni Settanta mi sono gettato a capofitto nell’attività di vari gruppi musicali e teatrali di base\, poi ho fatto il conduttore nelle prime radio libere. Ho iniziato a scrivere su A/Rivista Anarchica nel 1984. Negli anni precedenti erano uscite parecchie cose a mio nome su Rockgarage (la fanzine che avevo contribuito a costruire) e Rockerilla: su quelle pagine mi occupavo preferibilmente di punk anarchico e la cosa aveva incuriosito Paolo Finzi che nel dicembre 1983 mi ha invitato a una riunione della redazione. Tra il 1984 e oggi ho prodotto\, coprodotto e pubblicato un bel po di roba (dischi\, cassette\, libretti\, libri\, cd\, dvd) con lo scopo esplicito di raccogliere fondi per A/Rivista Anarchica; alcune di queste iniziative hanno incontrato un’inaspettata fortuna. A questa attività editoriale a partire dal 1999 ho dato un nome fisso: stella*nera. Il catalogo di stella*nera è piuttosto eclettico e ricco dei contributi di artisti provenienti da un po’ tutto il mondo. Non mi sono mai arricchito (tolte le spese vive di realizzazione\, tutto il ricavato è finito nei fondi neri della A/Rivista)\, ho sempre voluto essere indipendente e sono riuscito a mantenermi estraneo ai giri commerciali (tutti\, anche quelli alternativi). Dopo l’improvvisa e drammatica chiusura del giornale nell’estate 2020\, sono cambiate alcune cose. Da allora stella*nera viene mandata avanti da un gruppo informale di volontari idealisti: non siamo affatto organizzati né strutturati\, ognuno è libero di collaborare come può e come sa fare. Abbiamo deciso di proseguire comunque e sostenere\, come ne siamo capaci\, altre testate del settore ed iniziative antagoniste e libertarie alle quali ci sentiamo vicini. Nel 1996 ho curato\, assieme al mio amico e compagno Stefano Giaccone\, il libro “Nel cuore della bestia” (ed. Zero in Condotta): con ogni probabilità è il primo libro sul punk in Italia\, è stato esaurito presto\, poi reso disponibile in rete\, ed è stato recentemente ristampato. Dal 1999 mi occupo della manutenzione e gestione dell’archivio sonoro dei Franti\, indefinibile collettivo torinese: ho curato le ristampe di “Non classificato e la pubblicazione di “Estamos en todas partes” . Tra i miei lavori più recenti c’è “No love\, no peace” \, un libro dove racconto della mia storia con gli anarcopunks inglesi Crass (c’è allegato un cd con le registrazioni di uno dei loro ultimi concerti del 1984). Nel 2014 stella*nera e Dethector hanno deciso di produrre cose insieme: il primo risultato concreto è il libro “Le tre opere” di Mike Watt. Nei tempi più recenti abbiamo pubblicato materiali di Timothy Leary\, Lalli e Stefano Risso\, Alessandro Spinazzi\, Joel Orchestra\, Roberto Dani\, Francesco Benozzo e Fabio Bonvicini.” \n  \nSABATO 7 GIUGNO 2025DALLE ORE 17:00pressoARCHIVIO STORICO DELLA FAIPresentazione del libroCRASS:ANOK4U2\nARCHIVIO STORICO DELLA FEDERAZIONE ANARCHICA ITALIANA \nASSEMBLEA ANARCHICA IMOLESE \nCENTRO STUDI SOCIALI ERRICO MALATESTA
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SUMMARY:ROMA: Pedagogia Hacker. Incontro e laboratorio attivo con C.I.R.C.E. - Centro internazionale di ricerca per le convivialità elettriche
DESCRIPTION:Pedagogia Hacker. Incontro e laboratorio attivo con CIRCE C.I.R.C.E. – Centro internazionale di ricerca per le convivialità elettriche – https://www.circex.org/it \nSabato 7 giugno a partire dalle ore 18:00 ci sarà il secondo laboratorio attivo di Pedagogia Hacker con CIRCE\, Centro internazionale di ricerca per le convivialità elettriche\, https://www.circex.org/it\, allo Spazio Anarchico 19 Luglio in via Rocco da Cesinale 16\,18 a Garbatella (Metro B). La pedagogia hacker attraverso un metodo innovativo mette in relazione la tecnologia con i corpi\, l’arte e il gioco\, in modo partecipato e creativo ci permette di ampliare consapevolezza e libertà. L’obiettivo della pedagogia hacker è di migliorare la nostra relazione con i dispositivi digitali nella vita di tutti i giorni e usare l’apprendimento come piacere e la ricerca come frutto dell’esperienza personale. Possiamo decostruire le relazioni tecniche per riappropriarcene in un senso “conviviale”\, cioè volto a un benessere collettivo che includa gli stessi dispositivi digitali.\nI temi trattati sono vari: autonomia e infrastrutture\, il dark web\, abbandonare google e vivere felici\, gamificazione\, nudge e tanto altro. \nDi seguito alcuni links utili: \nDavide Fant\, Carlo Milani\, Pedagogia Hacker\, Eleuthera 2024 https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=600\nAgnese Trocchi\, Internet\, Mon Amour\, Ledizioni 2019\nhttps://ima.circex.org)\nCarlo Milani\, Tecnologie conviviali\, Eleuthera 2024\nhttps://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=560\nhttps://www.hackmeeting.org/\nhttps://www.circex.org/it \nAl termine dell’incontro aperitivo della casa \nGruppo Anarchico C.Cafiero FAI Roma\nwww.cafierofairoma.wordpress.com
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SUMMARY:CARRARA: presentazione del libro "La rivoluzione sconosciuta"
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SUMMARY:CASTELBOLOGNESE: Aperture serali della BLAB con visite guidati e mercatino libri
DESCRIPTION:Apertura serale della BLAB in occasione della Sagra della Pentecoste (7-8 giugno 2025)\n\n\nVisite guidate e mercatino libri\n\n\n\nCastel Bolognese – Via Emilia interna 95\nSabato 7 e Domenica 8 giugno 2025 – dalle ore 19:00 alle 23:00
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