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SUMMARY:TORINO: Sabotare le guerra! Disarmare l'Europa! Per un mondo senza eserciti e frontiere
DESCRIPTION:Giornata di informazione e lotta antimilitarista\npresidio al Balon\ndalle ore 10\,30 \nMentre l’Europa – e il mondo – fanno una precipitosa corsa al riarmo è sempre più necessario mettersi di mezzo\, inceppare gli ingranaggi\, lottare contro l’industria bellica e il militarismo.\nLa guerra insanguina vaste aree del pianeta in una spirale che sembra non aver fine. A tre anni dall’accelerazione violenta impressa dall’invasione russa dell’Ucraina il conflitto si inasprisce sempre di più. A Gaza è ripresa la pulizia etnica mentre gli Stati Uniti spingono per la deportazione dei gazawi. Se si aggiungono il conflitto nel Mar Rosso\, il moltiplicarsi degli attacchi turchi in Rojava\, i massacri degli alewiti in Siria\, le tensioni per Taiwan\, il perdurare dei conflitti per il controllo delle risorse nel continente africano dal Sudan al Congo\, il rischio di una guerra\, anche nucleare\, su scala planetaria è una possibilità reale.\nI paesi europei\, indeboliti da tre anni di guerra e dal conseguente aumento della spesa energetica\, reagiscono al repentino mutamento nella politica estera statunitense con un processo di riarmo\, che potrebbe aprire a nuove pericolose escalation belliche.\nLa guerra non è più così lontana come un tempo. \nI potenti che si contendono risorse e potere\, sono indifferenti alla distruzione di città\, alla contaminazione dell’ambiente\, al futuro negato di tanta parte di chi vive sul pianeta.\nLe macerie sono solo buoni affari per un capitalismo vorace e distruttivo che ha una sola logica\, quella del profitto ad ogni costo. Uomini\, donne\, bambine e bambini sono solo pedine sacrificabili in un gioco terribile\, che non ha altro limite se non quello imposto dalla forza di oppress e sfruttat\, che si ribellano ad un ordine del mondo intollerabile. \nIl prezzo delle guerre lo pagano bambine e bambini\, uomini e donne massacrati ed affamati in ogni angolo del pianeta.\nLo paghiamo noi tutti stretti nella spirale dell’inflazione\, tra salari e pensioni da fame e fitti e bollette in costante aumento.\nIl governo italiano si è schierato nella guerra in Ucraina inviando armi\, e dispiegando 3.500 militari nelle missioni in ambito NATO nell’est europeo e nel Mar Nero.\nL’Italia è impegnata in ben 43 missioni militari all’estero\, in buona parte in Africa\, dove le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difendono gli interessi di colossi come l’ENI.\nL’Italia vende armi a tutti i paesi in guerra\, contribuendo direttamente alle guerre di ogni dove. \nTorino punta tutto sull’industria bellica per il rilancio dell’economia. Un’economia di morte.\nLa nostra città è uno dei maggiori poli dell’industria bellica aerospaziale.\nEd è a Torino che sorgerà la Città dell’Aerospazio\, un centro di eccellenza per l’industria bellica aerospaziale promosso dal colosso armiero Leonardo e dal Politecnico subalpino. La Città dell’Aerospazio ospiterà un acceleratore d’innovazione nel campo della Difesa\, uno dei nove nodi europei del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A)\, una struttura della NATO. Progetti di morte che è impegno di tutt* inceppare.\nOccorre capovolgere la logica perversa che vede nell’industria bellica il motore che renderà più prospera la nostra città. Un’economia di guerra produce solo altra guerra.\nProvate ad immaginare quante scuole\, ospedali\, trasporti pubblici di prossimità si potrebbero finanziare se la ricerca e la produzione venissero usate per la vita di noi tutti\, per la cura invece che per la guerra.\nLa corsa alla guerra uccide anche in tempo di “pace”. La mancanza di prevenzione e cura per tutti è intrinsecamente omicida. La guerra non dichiarata ai migranti uccide ogni giorno lungo le frontiere del Belpaese. \nLa guerra è anche interna. Il governo con una forzatura inedita\, da stato di polizia\, ha trasformato il disegno di legge 1236 in decreto\, esautorando il parlamento e rendendo immediatamente operative misure repressive durissime. Colpi sempre più forti a chi lotta nei CPR e nelle carceri\, a chi si batte contro gli sfratti\, a chi occupa\, a chi fa scritte \, a chi blocca una strada o una ferrovia\, a chi sostiene e diffonde idee sovversive.\nIl governo risponde alla povertà trattando le questioni sociali in termini di ordine pubblico: i militari dell’operazione “strade sicure” li trovate nelle periferie povere\, nei CPR\, nelle stazioni\, sui confini.\nA Torino il comitato per l’ordine e la sicurezza ha dichiarato zone a sorveglianza rinforzata Barriera\, Aurora\, San Salvario\, il centro cittadino. Il governo di estrema destra alimenta la retorica identitaria\, i “sacri” confini\, l’esaltazione della guerra. Le scuole e le università sono divenute terreno di conquista per l’arruolamento dei corpi e delle coscienze. \nSolo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di libere ed uguali che può porre fine alle guerre.\nOggi ci vorrebbero tutti arruolati. Noi disertiamo.\nNoi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato imperialista. Rifiutiamo la retorica patriottica – anche quando veste l’abito buono europeista – come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche\, funzionali agli interessi del capitalismo. In ogni dove. Non ci sono nazionalismi buoni.\nNoi siamo al fianco di chi\, in ogni angolo della terra\, diserta la guerra. Noi siamo disfattisti contro il nostro governo\, e solidali con chi si batte contro il proprio.\nVogliamo un mondo senza frontiere\, eserciti\, oppressione\, sfruttamento e guerra. \nCoordinamento contro la guerra e chi la arma\nantimilitarista.to@gmail.com
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SUMMARY:RAVENNA: Spezzone libertario alla manifestazione "Usciamo dalla camera a gas"
DESCRIPTION:SABATO 12 APRILE / RAVENNA / ORE 14.00 / CONCENTRAMENTO IN PIAZZALE ALDO MORO /\nCORTEO NAZIONALE “USCIAMO DALLA CAMERA A GAS”.\nCI RITROVEREMO DIETRO LO STRISCIONE “CONTRO GUERRA E NOCIVITÀ”\n\nCostruiamo assieme uno spezzone libertario\, anticapitalista e antimilitarista contro le fonti fossili e il mondo che le necessita\, il rigassificatore e la linea adriatica Snam ad esso collegata\, la distruzione ambientale e delle altre specie animali\, ma soprattutto il legame tra l’approvvigionamento di fonti energetiche e la guerra degli Stati e dei padroni.Il prossimo 12 Aprile a Ravenna ci sarà la manifestazione nazionale “Usciamo dalla camera a gas” indetta da comitati e associazioni ambientaliste. Come libertari/e invitiamo alla partecipazione e alla formazione di uno SPEZZONE LIBERTARIO\, ANTICAPITALISTA E ANTIMILITARISTA per portare assieme ai contenuti ecologisti anche una ferma opposizione alle politiche economiche e di guerra dei padroni\, in cui i progetti strategici e politico-economici legati agli idrocarburi e al gas si inseriscono\, ancor più dopo il conflitto in Ucraina e la riduzione dei flussi di gas russo verso il continente europeo.\nNegli ultimi anni il consumo di gas in Italia è calato rispetto al passato: consumiamo circa 60 miliardi di metri cubi di gas all’anno che importiamo dall’estero\, in più ne produciamo altri 3 miliardi. Il GNL (gas liquefatto) che arriverà al rigassificatore di Ravenna da Qatar\, Algeria e Stati Uniti\, che all’anno garantirà l’8% degli approvvigionamenti italiani\, oltre ad avere costi economici e un impatto ecologico molto superiori rispetto al gas prodotto con le tecniche tradizionali\, è un di più che l’Italia venderà ai paesi dell’Europa centrale. Il governo Meloni\, in continuità col precedente esecutivo Draghi\, e in piena sintonia con la Commissione europea\, vuol far diventare l’Italia un hub del metano nel Mediterraneo. Oltre ai nuovi rigassificatori\, infatti\, è previsto il raddoppio del gasdotto TAP\, in cui Snam è implicata\, che da Melendugno (Lecce) porta il gas dell’Azerbaijan verso il nord Italia e l’Europa.\nIl vero problema è la domanda di energia che cresce sempre di più invece di diminuire\, come sarebbe necessario. I presupposti stessi del sistema capitalista si basano su un’iperbole di crescita infinita\, a livello economico\, industriale e tecnologico. Cementificazione e produzione industriale di massa\, spesso di merce di veloce deperimento\, hanno un impatto energetico e quindi ecologico devastante\, solo per citare alcuni dei molteplici aspetti che rendono impossibile in un mondo così organizzato (e imposto) un decremento del fabbisogno globale. Ma ora la domanda di energia sta crescendo in un modo mai visto prima\, con gli investimenti pubblici e privati che si stanno concentrando in produzioni energivore come l’hi-tech\, il digitale\, l’IA\, i data-center\, l’automazione\, la robotica\, l’industria militare e l’aerospaziale.\nI piani di riarmo dell’Europa (ReArm EU) e quelli per l’approvvigionamento e la transizione energetica (RePower EU)\, dal gas al nucleare ma che non tralasciano le stesse “rinnovabili”\, rispondono alle medesime logiche del complesso militar-industriale e viaggiano su un binario parallelo.\nMentre UE e Italia si apprestano a spendere centinaia di miliardi di euro per l’acquisto di armamenti e la costruzione di grandi opere e rigassificatori\, non un euro é giunto degli 1.2 miliardi del Pnrr promessi da Von Der Lyen e struttura commissariale per le persone alluvionate dell’Emilia-Romagna\, mentre continuano come sempre i tagli a sanità e spesa sociale per dirottare fondi verso Interno e Difesa. Ordine poliziesco e opzione militare\, guerra interna e guerra esterna\, sono sempre più connessi. Il nuovo DDL sicurezza\, con più tutele e poteri alle polizie e repressione sfrenata contro chi protesta\, si situa perfettamente in questo contesto.\nIn un presente segnato da conflitti\, massacri e genocidi che si stanno compiendo davanti ai nostri occhi – pensiamo solo a quello in corso nella Striscia di Gaza\, commesso per mezzo delle armi che transitano anche nel porto di Ravenna – non può esserci ecologismo possibile senza antimilitarismo e anticapitalismo.Graditi cartelli e bandiere di area libertaria\, antimilitarista\, anticapitalista e contro le gradi opere (no tav\, no tap\, no snam\, no tubo…). \nBrigata Prociona Imola / Collettivo Samara / Csa Capolinea Faenza /\nEqual Rights Forlì / Csa Spartaco Ravenna / Piccoli Fuochi Vagabondi /\nSpazio Libertario “Sole e Baleno” Cesena / Assemblea Anarchica Imolese/ Vascello Vegano. \n\n\nSABATO 12 APRILE / RAVENNA / ORE 14.00 / CONCENTRAMENTO IN PIAZZALE ALDO MORO /CORTEO NAZIONALE “USCIAMO DALLA CAMERA A GAS”.CI RITROVEREMO DIETRO LO STRISCIONE “CONTRO GUERRA E NOCIVITÀ”
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SUMMARY:LIVORNO: assemblea contro il traffico di armi
DESCRIPTION:La Federazione Anarchica Livornese parteciperà all’assemblea cittadina indetta dal Gruppo Autonomo Portuali sabato 12 alle ore 17\,30 presso il gazebo della Terrazza Mascagni.\n\nEsprime il proprio sostegno alle iniziative del GAP contro il traffico di armi nel porto di Livorno e condivide l’esigenza che da Livorno parta un messaggio forte contro le minacce di guerra.\n\nIl piano di riarmo voluto dal governo italiano e da quello dell’Unione Europea rappresentano un salto di qualità nella marcia contro la guerra\, accelerato dall’azione dei servizi segreti che prevedono un attacco all’Unione Europea nel giro di pochi anni.\n\nLa logica della deterrenza è sbandierata dalla presidente del consiglio e fa il paio con la mistica della competitività: la prima sostituisce alla collaborazione tra i popoli la minaccia reciproca tra i governi\, la seconda alla solidarietà internazionalista la competizione fra gli sfruttati di ogni paese che arricchisce solo le minoranze privilegiate e sfruttatrici.\n\nLa scelta del riarmo e della corsa verso la guerra si accompagnano a pratiche che puntano al superamento dei meccanismi della democrazia rappresentativa e alla limitazione del diritto di manifestare\, come il recente decreto legge sicurezza.\n\nOggi più che mai è necessario un vasto movimento di massa contro la guerra\, unitario e autonomo. La Federazione Anarchica Livornese vede nell’iniziativa del Gruppo Autonomo Portuali un importante momento in questa direzione.\n\nInvita tutte e tutti a manifestare contro la guerra e il riarmo nell’80° anniversario del 25 aprile 1945\, anniversario dell’insurrezione popolare vittoriosa contro la guerra e il fascismo.
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SUMMARY:ROMA: Presentazione del libro "Io e Matilde" di Marco Branchi.
DESCRIPTION:Sabato 12 Aprile 2025 dalle ore 18:00 in poi in Via Vettor Fausto 3\, Roma Garbatella continueremo il dibattito sull’intelligenza artificiale con la presentazione del libro “Io e Matilde” di Marco Branchi. \nL’autore\, introdotto da Francesco Fricche\, parlerà delle sue conversazioni con Matilde\, un’intelligenza artificiale antropizzata da lui\, su libertà\, arte e anarchia. \nLe canzoni di Marco Tranquilli accompagneranno la serata. \nA seguire cena solidale e convivialità: da ognuno secondo le sue possibilità\, ad ognuno secondo i suoi bisogni! \nCi vediamo sabato 12 aprile alle 18:00 in Via Vettor Fausto 3 (entrare nel portone e scendere le scale) \nGruppo Anarchico M. Bakunin – FAI Roma e Lazio \ngruppobakunin@federazioneanarchica.org \nPresentazione del libro “Io e Matilde”\, intervento di Francesco Fricche\, a seguire musica con Marco Tranquilli. Cena a sottoscrizione. 12 aprile ore 18 Spazio Anarchico Bakunin Roma
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SUMMARY:VERONA: Università sotto attacco:  Presentazione di "L'ACCADEMIA E IL FUORI"
DESCRIPTION:L’UNIVERSITA’ SOTTO ATTACCO\nIl lavoro intellettuale tra precarietà e neoliberalizzazione\nPresentazione del volume\n  \n“L’ACCADEMIA E IL FUORI” (ed. Orthotes)\na cura di Fabio Mengali Francesca Padovani e Alessia Tortolini\nSabato 12 aprile 2025\nLa Sobilla apre alle 18.00 con accogliente apertura\n> Inizio presentazione ore 18.30 \nCosa significa lavorare oggi all’interno dell’università italiana? Tra tagli massicci ai finanziamenti e aumento esponenziale del precariato\, l’autoreferenzialità del mondo accademico promuove la produzione di un sapere ultraspecializzato e ultrasettoriale\, precludendo il confronto tra i lavoratori e le lavoratrici\, e incrementando così la competizione e il senso di alienazione. È possibile costruire pratiche di resistenza all’interno dell’università e ricercare una collaborazione più sostanziale con realtà esterne\, come la scuola e la politica? \nNe parliamo con Fabio Mengali\, Francesco Padovani e Alessia Tortolini\, curatori e curatrice del volume L’accademia e il fuori. Il problema dell’intellettuale specializzato in Italia (Orthotes 2023)\, che raccoglie le riflessioni di lavoratori e lavoratrici della conoscenza sull’evoluzione delle condizioni materiali del lavoro intellettuale in Italia e sul rapporto tra mondo accademico e società. \nL’UNIVERSITA’ SOTTO ATTACCOIl lavoro intellettuale tra precarietà e neoliberalizzazionePresentazione del volume“L’ACCADEMIA E IL FUORI” (ed. Orthotes)a cura di Fabio Mengali Francesca Padovani e Alessia Tortolini
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