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SUMMARY:REGGIO EMILIA\, TORINO\, MILANO\, PORDENONE: presentazione di "La rivoluzione sconosciuta. Il movimento anarchico nelle lotte per l'emancipazione sociale in Russia 1917-1921"
DESCRIPTION:Enzo Papa\, traduttore e curatore dell’edizione italiana\, presenta il libro: “La rivoluzione sconosciuta. Il movimento anarchico nelle lotte per l’emancipazione sociale in Russia” di Volin\, edizioni Zero in Condotta.  \nVolin\, anarchico\, tra i protagonisti della rivoluzione russa\, ci restituisce l’immagine viva di una rivoluzione sociale\, in cui la dimensione autogestionaria e libertaria dei Soviet viene soffocata a poco a poco dalla dittatura bolscevica. Non senza una forte resistenza.\n\nTeorico e rivoluzionario anarchico\, Vsevolod Michajlovič Eichenbaum\, detto Volin\, racconta la storia della Rivoluzione russa dal 1825 al 1939. Al centro i sommovimenti del 1905 e del 1917\, cui ha partecipato attivamente.\nDurante la rivoluzione del 1905 è tra i fondatori del primo Soviet di Pietroburgo. In Ucraina ha combattuto a fianco degli anarchici\, rompendo violentemente con i bolscevichi\, e fu incaricato di scrivere il manifesto della Confederazione anarchica ucraina “Nabat”\, con l’intento di unificare le diverse correnti anarchiche entro un’unica organizzazione.\nVolin\, che ha accesso a documenti e testimonianze di prima mano\, descrive\, con lucidità e rara finezza d’analisi\, l’intero processo del movimento rivoluzionario russo. Ci racconta\, dal punto di vista anarchico\, la nascita dei Soviet e l’annientamento del movimento anarchico da parte dello stalinismo\, passando per l’ascesa al potere dei bolscevichi\, la rivolta dei marinai di Kronstadt o ancora l’epopea insurrezionale di Nestor Machno e dei contadini ucraini.\nIn queste pagine\, si alternano i momenti dei grandi entusiasmi delle vittorie popolari\, gli episodi drammatici\, i conflitti e le repressioni\, la solidarietà e la generosità fra le classi più umili\, il senso della comunità\, le sperimentazioni di nuovi rapporti sociali\, le vicende di coraggio e di ferocia\, le strategie militari e l’attivismo politico. Questo documento storico eccezionale\, che si legge come un romanzo\, viene pubblicato nel 1947 a cura dei suoi compagni e amici\, “Les Amis de Voline”\, sulla base del manoscritto redatto da Volin nel 1939-1940 durante il suo esilio in Francia. \n\nReggio Emilia\nMercoledì 19 febbraio\nore 20 cena\nore 21 presentazione\nal Circolo Berneri\nvia Dom Minzoni 1D \nTorino\nGiovedì 20 febbraio\nore 21\nalla Federazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46 \nMilano\nVenerdì 21 febbraio\nore 21\nall’Ateneo Libertario\nviale Monza 255 (fermata MM1 Precotto) \nPordenone\nSabato 22 febbraio\nore 17.40\nCircolo Libertario E. Zapata\nvia Ungaresca 3B
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SUMMARY:TORINO: giornata di lotta antimilitarista!
DESCRIPTION:Con i disertori russi ed ucraini\, per un mondo senza eserciti e frontiere \nSabato 22 febbraio\ngiornata di lotta antimilitarista!\nOre 11 presidio al Balon \nFermiamo la guerra dall’Ucraina a Gaza\, dal Sudan al Kurdistan\, dallo Yemen al Congo… \nSono passati tre anni dall’invasione russa dell’Ucraina e il conflitto si inasprisce sempre di più.\nLe guerre insanguinano vaste aree del pianeta in una spirale che sembra non aver fine. Con la terribile guerra in Medio Oriente\, il conflitto nel Mar Rosso\, il moltiplicarsi degli attacchi turchi in Rojava\, le tensioni per Taiwan\, il perdurare dei conflitti per il controllo delle risorse nel continente africano\, il rischio di una guerra\, anche nucleare\, su scala planetaria è una possibilità reale.\nOpporsi concretamente è un’urgenza ineludibile. \nLa guerra in Ucraina ha nel proprio DNA uno scontro interimperialistico di enorme portata.\nIl prezzo di questa guerra lo pagano le popolazioni ucraine e russe.\nLo pagano oppositori\, sabotatori\, obiettori e disertori che subiscono pestaggi\, processi e carcere.\nLo paghiamo noi tutti stretti nella spirale dell’inflazione\, tra salari e pensioni da fame e fitti e bollette in costante aumento.\nIl governo italiano si è schierato in questa guerra inviando armi\, arrivando a schierare 3.500 militari nelle missioni in ambito NATO nell’est europeo e nel Mar Nero.\nL’Italia è impegnata in ben 43 missioni militari all’estero\, in buona parte in Africa\, dove le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difendono gli interessi di colossi come l’ENI.\nL’Italia vende armi a tutti i paesi in guerra\, contribuendo direttamente alle guerre di ogni dove. \nTorino punta tutto sull’industria bellica per il rilancio dell’economia. Un’economia di morte.\nLa nostra città è uno dei maggiori poli dell’industria bellica aerospaziale.\nEd è a Torino che sorgerà la Città dell’Aerospazio\, un centro di eccellenza per l’industria bellica aerospaziale promosso dal colosso armiero Leonardo e dal Politecnico subalpino. La Città dell’Aerospazio ospiterà un acceleratore d’innovazione nel campo della Difesa\, uno dei nove nodi europei del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A)\, una struttura della NATO.\nProgetti di morte che è impegno di tutt* inceppare.  \nOccorre capovolgere la logica perversa che vede nell’industria bellica il motore che renderà più prospera la nostra città. Un’economia di guerra produce solo altra guerra.\nProvate ad immaginare quante scuole\, ospedali\, trasporti pubblici di prossimità si potrebbero finanziare se la ricerca e la produzione venissero usate per la vita di noi tutti\, per la cura invece che per la guerra. \nLa guerra è anche interna. \nIl governo risponde alla povertà trattando le questioni sociali in termini di ordine pubblico: i militari dell’operazione “strade sicure” li trovate nelle periferie povere\, nei CPR\, nelle stazioni\, sui confini.\nIl comitato per l’ordine e la sicurezza ha dichiarato zone a sorveglianza rinforzata Barriera\, Aurora\, San Salvario\, il centro cittadino. \nCome se non bastasse il ministro della Difesa ha annunciato la costituzione di una “riserva”\, un corpo di 10.000 militari volontari in addestramento perenne che possono essere richiamati per far fronte a qualsiasi “emergenza” interna. \nIl governo di estrema destra alimenta la retorica identitaria\, i “sacri” confini\, l’esaltazione della guerra. Le scuole e le università sono divenute terreno di conquista per l’arruolamento dei corpi e delle coscienze.  \nIn Russia e in Ucraina c’è chi lotta perché le frontiere siano aperte per chi si oppone alla guerra.\nNoi facciamo nostra questa lotta contro le frontiere\, per l’accoglienza di obiettor\, renitent\, disertor* da entrambi i paesi. \nNoi non ci arruoliamo né con la NATO\, né con la Russia. Rigettiamo i vergognosi giochini di Trump\, Putin e dell’UE sulla pelle di popolazioni stremate dalla guerra\, messe a tacere da regimi\, che in Russia come in Ucraina\, gettano in galera chi vi si oppone concretamente.  \nSolo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di libere ed uguali che può porre fine alle guerre. \n\nOggi ci vorrebbero tutti arruolati.\nNoi disertiamo. \nNoi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato imperialista. Rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche. In ogni dove. Non ci sono nazionalismi buoni. \nNoi siamo al fianco di chi\, in ogni angolo della terra\, diserta la guerra. \nVogliamo un mondo senza frontiere\, eserciti\, oppressione\, sfruttamento e guerra. \nCoordinamento contro la guerra e la arma\nantimilitarista.to@gmail.com
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