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SUMMARY:Torino: Punto info antimilitarista al Balon
DESCRIPTION:Sabato 22 giugno\nore 10\,30\npunto info antimilitarista\nal Balon \nDa gennaio alcune aree della nostra città sono sottoposte a controllo militare quotidiano. In un primo tempo i soldati dell’operazione “Strade Sicure” sono stati inviati solo in Barriera di Milano: da aprile le pattuglie interforze sono anche a San Salvario e Aurora.\nSono presidi molto scenografici con esibizione di soldati in mimetica\, mitra spianati\, e blindati Lince con il supporto di polizia e carabinieri.\nTutte le suppellettili necessarie ad alimentare un clima di guerra sono state messe in campo.\nIn questi giorni il sindaco di Torino ha dichiarato che chiederà al prefetto che i presidi fissi siano sostituiti da un controllo diffuso sul territorio\, meno visibile ma\, a suo avviso\, più “efficace”. Lo Russo vuole cambiare la cartolina delle periferie torinesi.\nIn questi mesi gli antimilitaristi hanno contestato in più occasioni i presidi di “Strade Sicure”\, ed ogni volta i militari se ne sono andati: la governance metropolitana teme che l’opposizione all’occupazione militare si allarghi.\nIl sindaco prova a correre ai ripari rendendo meno visibile\, sul piano simbolico e materiale\, la presenza dei militari nel quartiere.\nNella sostanza cambierebbe ben poco. \nVivere in periferia non è mai stato facile. Oggi va ancora peggio: ovunque si allungano le file dei senza casa\, senza reddito\, senza prospettive. Per mettere insieme il pranzo con la cena in tanti si adattano ad una miriade di lavori precari\, sottopagati\, in nero\, senza tutele.\nOvunque si allunga la lista dei morti e dei mutilati sul lavoro: non sono incidenti ma la feroce logica del profitto che si mangia la vita e la salute di tanta gente.\nIn questi ultimi anni i ricchi sono diventati ancora più ricchi\, mentre chi era povero è diventato ancora più povero. Il prezzo di gas e luce è raddoppiato\, tanta gente è sotto sfratto o con la casa messa all’asta. Se non ci sono i soldi per il fitto e le bollette\, la tutela della salute diventa una merce di lusso che possono permettersi in pochi. Così dal 2015\, ben prima della pandemia\, per la prima volta dal 1945\, l’aspettativa di vita nel nostro paese si è ridotta. \nBarriera di Milano\, ormai da anni\, è divenuta un laboratorio dove sperimentare tecniche di controllo sociale prima impensabili\, pur di non spendere un soldo per la casa\, la sanità\, i trasporti\, le scuole. In questi anni la spesa militare è costantemente aumentata\, le missioni all’estero delle forze armate italiane si sono moltiplicate.\nI militari fanno sei mesi in missioni militari all’estero\, sei mesi per le strade delle nostre città.\nTante missioni sono in Africa\, dove le bandiere tricolori sventolano accanto a quelle gialle con il cane a sei zampe dell’ENI\, la punta di diamante del colonialismo italiano.\nLa guerra per il controllo delle risorse energetiche va di pari passo con l’offensiva contro le persone in viaggio\, per ricacciarle nelle galere libiche\, dove torture\, stupri e omicidi sono fatti normali.\nIn Barriera tanti sono immigrati o figli di immigrati arrivati dal sud come i cerignolesi della piazza del mercato. Poi sono arrivate altre persone\, nate in Africa\, in Cina\, in Sudamerica: i loro figli e nipoti vanno nelle stesse scuole e negli stessi giardinetti dei figli e dei nipoti degli immigrati degli anni Sessanta. Tanti degli attuali abitanti delle Barriera sono arrivati su un barcone e sono passati dalle prigioni in Libia e dagli hotspot in Italia.\nIl governo e i fascisti soffiano sul fuoco della guerra tra poveri italiani e poveri immigrati\, per avere mano libera a fare la guerra a noi tutti. \nNei quartieri poveri il controllo militare è diventato normale. Anzi! Ogni giorno è peggio.\nIntere aree vengono messe sotto assedio\, con continue retate di persone senza documenti o che vivono grazie ad un’economia informale.\nTorino da città dell’auto si sta trasformando in città dei bombardieri e vetrina per turisti. Una vetrina che i poveri che passano ore ai giardinetti non devono sporcare. L’aspirazione ad una socialità non mercificata va repressa.\nIl governo a tutti i livelli punta il dito sulle persone più povere\, razzializzate\, con il continuo ricatto dei permessi\, per nascondere la guerra sociale che ha scatenato contro tutti i poveri\, italiani e nati altrove\, schierandosi a fianco dei padroni grandi e piccoli.\nIl controllo etnicamente mirato del territorio mira a reprimere sul nascere ogni possibile insorgenza sociale.\nDa quando i militari sono stati inviati in Barriera di Milano\, l’area di corso Palermo limitrofa al mercato di piazza Foroni è stata costantemente militarizzata: in corso Palermo angolo via Sesia stazionano stabilmente mezzi dell’esercito e un’auto pattuglia della polizia o dei carabinieri. Da aprile i militari sono anche in largo Giulio Cesare.\nPer cosa? Per spostare di qualche centinaio di metri i pusher? Per alimentare la favola che se si cacciano gli spacciatori\, poi\, per magia\, Barriera diventa come la Crocetta?\nEppure. Basterebbe farla finita con il proibizionismo\, consentendo la vendita delle sostanze\, con tanto di etichetta e foglio informativo in appositi negozi\, per farla finita con le mafie e la disperazione dei tossici. E diminuirebbero drasticamente le morti causate da sostanze tagliate male\, velenose\, pericolose. \nCon la lotta\, la solidarietà il mutuo appoggio\, possiamo far si che le nostre vite diventino migliori.\nRiprendiamoci gli spazi dei quartieri militarizzati e resi deserti dalla polizia e dai militari. Proviamo ad immaginare di farla finita\, sin da ora\, con stato\, padroni\, militari\, polizia.\nCi raccontano la favola che una società complessa è ingovernabile dal basso mentre ci annegano nel caos della gestione centralizzata e burocratica delle scuole\, degli ospedali\, dei trasporti.\nCostruiamo insieme assemblee territoriali\, spazi\, scuole\, trasporti\, ambulatori autogestiti! Non è un’utopia ma l’unico orizzonte possibile per liberarci dallo stato e dal capitalismo.\nLa sicurezza è casa\, reddito\, sanità per tutte e tutti\, non soldati per per le strade! \nFederazione Anarchica Torinese – Assemblea antimilitarista\ncorso Palermo 46 – riunioni ogni martedì alle 20 – www.anarresinfo.org
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SUMMARY:Carrara: La tipografia compie 50 anni
DESCRIPTION:” Siamo lieti di invitarvi alla presentazione della pubblicazione “Intermittent Fevers”\, un progetto di ricerca multidisciplinare sviluppato dal 2020 che esplora le relazioni farmaco-coloniali tra Italia e Olanda attraverso la storia sociale della malaria.\n“Intermittent Fevers” approfondisce le implicazioni della retorica eco-fascista\, l’uso di metafore misogine sulla proprietà della terra e il controllo dei corpi. La pubblicazione contiene contributi dell’artista messicano Juan Arturo García\, della storica dell’arte Alessandra Franetovich e dell’artista portoghese Isadora Pedro Neves Marques. \nDurante l’evento sarà proiettato il cortometraggio “Once and for All”\, parte del progetto “Intermittent Fevers”\, che esplora il rapporto tra un fascismo in decadenza e un capitalismo in ascesa nel contesto della bonifica in Toscana. Lo spettacolo\, registrato tra Carrara e Pisa\, vede la partecipazione di Soledad Nicolazzi e Gilberto Colla.”
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