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SUMMARY:Massenzatico: 25 aprile rosso con Antonio Piccinini e Giacomo Matteotti
DESCRIPTION:25 APRILE ROSSO! // 25 APRILE 2024 con Antonio Piccinini e Giacomo Matteotti\nPROGRAMMA PROVVISORIO IN AGGIORNAMENTOCIRCOLO CUCINE DEL POPOLO-LA CAPANNINA PARADISA //Via Beethoven 78/e – Massenzatico (RE)\n11.00 – Dibattito – “Gli anarchici e la Resistenza” con Claudio Silingardi\, storico\, vicepresidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Modena.\nTEATRO ARTIGIANO // Via Beethoven 90 – Massenzatico (RE)13.00 – Cappelletti antifascisti\, bolliti\, salse di campagna\, torte – Prenotazione obbligatoria al 347 3729676 // € 25\,00 (bambini 0 – 3 anni gratis\, 4 – 10 anni 20 euro) Prevista alternativa vegan a richiesta\nPer prenotazioni e informazioni:Gianandrea 347 3729676\nCIRCOLO CUCINE DEL POPOLO-LA CAPANNINA PARADISA // Via Beethoven 78/e – Massenzatico (RE)ore 14 Ricordo di Antonio Piccinini e Giacomo Matteotti a seguire canzoni antifasciste con Riccardo Dodi\ndalle ore 15 Spazio bambine e bambini: giochi e caccia al tesoro\nore 16 “L’Asino Resistente” con Massimo Montanari\nore 19 Pastasciutta del Partigiano\n20.00 – Pastasciuttata del partigiano\nE’ richiesta la prenotazione e il pagamento anticipato per consentire una migliore organizzazione dell’evento.\nCIRCOLO ARCI CUCINE DEL POPOLOCIRCOLO ARCI LA CAPANNINA PARADISA
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SUMMARY:Milano : presidio e banchetto libertario per il 25 Aprile anarchico
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SUMMARY:Pordenone: mai più guerre!
DESCRIPTION:h 10.30Centro studi (Cinemazero)Ritrovo e deposizione coronaai cippi di F. Martelli e ai Deportati\nh 11.00Si parte verso ex caserma Martelli\nh 11.30ex caserma MartelliRicordo dei 9 partigianifucilati dai nazifascistiinterventi + microfono apertolive di canti antimilitaristi e partigiani+ intervento finale Coro dell’ANPI\nh 13.00Via Ungaresca\, 3B\, PordenoneCircolo Libertario E. ZapataPastasciutta Antifascista\n…………………………Per un 25 aprile antimilitarista:MAI PIU’ GUERRE!\nVenti di guerra lambiscono sempre più vicino l’Europa.Guerre imperversano ormai ovunque\, un rigurgito novecentesco riporta il militarismo come “mezzo” per nuove egemonie dove spartirsi risorse\, sbocchi e paesi fomentando i nazionalismi\, grazie ai mai sopiti integralismi e all’enorme business legato all’import/export di armi che non solo non ha mai smesso di rifocillare Stati e Industrie nel mondo ma semmai ha segnato aumenti esponenziali negli ultimi decenni\, un’escalation terrificante.L’Italia ha assunto nel tempo un sempre maggiore ruolo in termini di incremento di spese belliche a scapito dei servizi essenziali\, di ammodernamento delle strutture militari\, dell’investimento in missioni di guerra e nella NATO stessa.Schierata in diversi fronti armati continua a cedere pezzi di territorio ad esercitazioni che incrementano la militarizzazione e le sue conseguenze che qui in FVG conosciamo fin troppo bene.I 9 poligoni militari\, 3 solo in provincia di Pordenone\, continuano a devastare aree di prati stabili millenari\, zone protette e ricche di biodiversità e la salute di umani e non\, in un clima crescente di utilizzo pericoloso con aviolanci e addestramenti interforze anche con la onnipresente Base USAF di Aviano.\nPer questo il 25 aprile quest’anno non può che essere incentrato nell’ideale lotta di liberazione dal nazifascismo\, ideologie quelle fasciste e naziste che sugli stessi presupposti di imperialismo\, nazionalismo e guerra totale avevano incentrato la loro vocazione di dominazione.Vocazione che i vincitori di quella guerra mondiale hanno poi continuato su fronti contrapposti\, spartendosi il mondo con la rincorsa agli armamenti atomici\, sostenendo guerre a bassa intensità e che oggi esplodono in forme sempre più violente\, mostrando il vero volto degli Stati nella loro essenza di gendarmi di un capitale energivoro e mortifero.D’altra parte in quella lotta di liberazione\, non univoca e con le contraddizioni di motivazioni diverse portate sul piano generazionale e ideologico\, possiamo trovare in una parte\, aldilà delle miopie patriottiche\, la lungimiranza di chi lottava per un mondo senza classi\, confini ed eserciti: non l’esaltazione della divisa\, delle gerarchie e del militarismo ma la forza di una comunità che si organizza e si ribella\, non il fine ultimo e misero di un patriottismo buono per tutte le casacche e che fa il paio al nazionalismo come stiamo assistendo in questi ultimi decenni ma il senso storico di un’appartenenza internazionale ad una comunità di oppressi che sfruttatori non vogliono più\, non più pedine arruolate in un gioco globale di padroni che mettono popoli gli uni contro altri\, con leggi che tracciano muri\, costruiscono carceri e addestrano polizie per favorire le merci a scapito dei migranti .Questo 25 aprile non può che ritrovare il sentiero di una diserzione generalizzata: sabbia non olio nel motore del militarismo!
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SUMMARY:Torino: presidio alla lapide del partigiano Ilio Baroni
DESCRIPTION:alla lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni\, in corso Giulio Cesare angolo corso Novara dove Ilio cadde combattendo il 26 aprile 1945.\nRicordo\, bicchierata\, fiori\, musica.\nE\, dal vivo\, Alba&carenza503 e il Cor’occhio nel canzoniere anarchico e antifascista\n\n\n\nOgni martedì fai un salto da\n(A)distro – libri\, giornali\, documenti e… tanto altro\nSeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte\nVieni a spulciare tra i libri e le riviste\, le magliette e i volantini!\nSostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!\nInformati su lotte e appuntamenti!\ndalle 18 alle 20 in corso Palermo 46\n\n\nContatti:\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20\nContatti:\nfai_torino@autistici.org\n@senzafrontiere.to/\nhttps://t.me/SenzaFrontiere\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org\n\n\nwww.anarresinfo.org
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SUMMARY:Asti: ancora in lotta contro fascismo\, guerra e repressione
DESCRIPTION:25 APRILE 2024: ANCORA IN LOTTA CONTRO FASCISMO\, GUERRA E REPRESSIONE\nGuerre e conflitti continuano a insanguinare vaste aree del pianeta\, in una spirale che sembra non avere fine. Il rischio di una guerra\, anche nucleare\, su scala planetaria è oggi una possibilità reale.L’attenzione mediatica sul conflitto russo-ucraino si è affievolita\, ma i venti di guerra non hanno smesso di soffiare. La guerra a Est continua mentre perdurano nel continente africano conflitti continui per il controllo delle risorse. Parallelamente in Rojava si moltiplicano gli attacchi turchi e non danno segno alcuno di cessare le tensioni tra Cina e Stati Uniti per il controllo di Taiwan.In questo scenario abbiamo assistito al riaccendersi della terribile guerra in Medio Oriente. Il massacro in atto a Gaza e in Cisgiordania trova le sue cause in una storia ben più lunga e ben più complessa del criminale attacco di Hamas del 7 ottobre scorso. Questa situazione è il frutto della pluridecennale politica coloniale e razzista dello stato di Israele\, il quale pratica sistematicamente un feroce apartheid contro le popolazioni palestinesi.In questo quadro di guerra globale l’Italia è schierata con tutto il suo arsenale: invia armi\, moltiplica il numero di militari impiegati in ambito NATO\, aumenta la spesa bellica sino a 104 milioni di euro al giorno. L’Italia è impegnata in ben 43 missioni militari all’estero\, in buona parte in Africa\, dove le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difendono gli interessi di colossi come l’ENI. L’Italia vende armi a tutti i paesi in guerra\, compresi Israele ed il Qatar\, contribuendo direttamente a quella guerra atroce.Al conflitto esterno se ne aggiunge un altro\, quello sul fronte interno. Una guerra che il governo Meloni ha dichiarato contro i poveri e le fasce più marginalizzate della popolazione\, contro i migranti e le ONG\, contro le soggettività non conformi e la libertà delle donne\, contro il movimento delle libere feste e delle occupazioni. Una guerra contro chi lotta nei CPR\, nelle carceri\, contro chi si batte per il diritto ad avere un tetto sopra la testa o contro chi fa un blocco stradale a favore del clima.Questa politica sembra trarre diretta ispirazione da personaggi quali Orban\, presidente di un paese\, l’Ungheria\, dove è possibile per i neonazisti sfilare in totale libertà\, mentre le persone che scendono in strada per protestare marciscono in galera e sono portate in tribunale in catene. È il caso di Ilaria Salis\, detenuta dal febbraio del 2023 nelle carceri ungheresi in condizioni disumane\, con l’accusa di aver attaccato un gruppo di nazi\, con altri compagni e compagne antifasciste. Accusa per cui rischia 24 anni di carcere.A questo proposito è bene ricordare che l’Ungheria\, esattamente come l’Italia\, è una repubblica parlamentare. Orban ha saputo infatti attuare una svolta pesantemente autoritaria\, rimanendo però all’interno dell’apparato democratico. Alla luce di tutto questo gli apprezzamenti reciproci tra Orban e Meloni andrebbero presi maggiormente sul serio.Le carceri ungheresi non sono poi così diverse da quelle italiane\, dove in soli quattro mesi\, quest’anno\, ci sono stati 31 suicidi\, una persona ogni tre giorni.Ma proprio in questi luoghi in cui si esercita il maggior livello di repressione e controllo continuano a generarsi momenti di resistenza e di lotta. Quotidianamente avvengono rivolte\, scioperi della fame\,dell’aria e del carrello ma quasi nulla trapela fuori dalle mura di cinta. Sappiamo che lo stato vorrebbe isolare e silenziare questi momenti ed è per questo che è giusto continuare ad alimentare la solidarietà tra dentro e fuori\, una solidarietà che si fa atto concreto\, una solidarietà che fa paura a chi ci governa. Lo stesso avviene all’interno dei centri per i rimpatri chiamati Cpr\, lager di stato\, dove ogni dignità umana viene negata. La lotta contro questi lager è segnata dalle rivolte interne e dalla solidarietà attiva fuori.Per tutte queste ragioni questo 25 aprile è più che mai necessario scendere in strada. Per dire no alla guerra e al militarismo. Per esprimere la nostra solidarietà a tutte le popolazioni martoriate dalle bombe\, dal freddo\, dalla mancanza di medicine\, cibo\, riparo. A fianco della gente che\, in ogni angolo del pianeta\, muore sotto le bombe sganciate da aerei costruiti nel nostro paese. Per dire no all’industria bellica\, all’invio di armi per la guerra\, alle missioni e alle spese militari all’estero che provocano morte e drenano soldi che andrebbero spesi per i trasporti\, la sanità\, la scuola.Dobbiamo scendere in strada per fermare il fascismo che avanza. Per chiedere la libertà per gli arrestati di Budapest e per tutt* coloro che sono vittime della repressione di stato. Questo governo non si fermerà nella sua opera di guerra interna ed esterna. Non si fermerà se non di fronte alle lotte che sapremo mettere in campo.Per un 25 aprile di resistenza: alla guerra\, alla repressione\, al fascismo\, anche quando quest’ultimo si mette la maschera della democrazia.\n\nAssemblea Antifa Asti
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