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SUMMARY:Livorno: assemblea cittadina. Basta violenza in divisa!
DESCRIPTION:“C’è poco da scegliere tra le mele marce”\nBasta violenza in divisa! \nDi fronte agli ultimi fatti di violenza in divisa a Livorno e a Milano scendiamo in piazza\, reagiamo alla prepotenza del potere. Fermiamo la violenza quotidiana in divisa\, repressiva\, sessista e razzista.\nNon si tratta di una mela marcia\, è tutto il cesto che è marcio. \n31 maggio\nASSEMBLEA CITTADINA\nOre 18 Piazza XX Settembre \n2 giugno\nPRESIDIO\nOre 19 Piazza Micheli / Quattro Mori \nLo scorso 24 maggio\, durante un arresto\, un carabiniere ha tirato un calcio in faccia a un giovane di 28 anni che si trovava già a terra e aveva le mani bloccate da un altro carabiniere che cercava di immobilizzarlo. Questa ennesima violenza in divisa\, documentata da un video\, è diventata un caso locale e nazionale suscitando larga indignazione. Una violenza razzista\, dal momento che il giovane colpito dal calcio è di nazionalità tunisina. \nQuello stesso giorno a Milano quattro agenti della polizia locale hanno colpito violentemente alla testa con il manganello Bruna\, 41 anni\, di origini brasiliane. Dopo averla fatta cadere a terra lungo un’aiuola hanno continuato a colpirla selvaggiamente alla testa e sul corpo. Scene di violenza transfobica\, sierofobica\, sessista e razzista che anche in questo caso sono state documentate da un video\, suscitando la rabbia che ha portato a manifestazioni a Milano e in altre città. \nQuesti casi sono solo la punta dell’iceberg della violenza quotidiana in divisa. Quante violenze avvengono nelle piazze\, nelle strade\, sui posti di lavoro\, nelle caserme\, nelle carceri\, senza che vi siano dei video? Ma anche di fronte a delle inequivocabili registrazioni video c’è chi si inventa fantasiose ricostruzioni per giustificare la violenza o per dire addirittura che si è trattato di gesti involontari. I media ufficiali screditano le persone che hanno subito violenza\, addebitando loro più o meno velatamente la responsabilità dell’aggressione subita: sembrano o fanno finta di non vedere i colpi battuti mentre si trovavano a terra\, inermi.\nI vertici locali dei Carabinieri annunciano di aver “trasferito a servizio non operativo” il militare responsabile del calcio. Una sanzione disciplinare ridicola rispetto alla richiesta di licenziamento giunta da più parti\, che però conferma la gravità dei fatti. Ad ogni modo\, al di là delle responsabilità del singolo carabiniere\, è chiaro che la violenza è un problema strutturale delle forze di polizia. \nSecondo dati del 2016 l’Italia è il terzo paese con più agenti di polizia per abitante\, superato solo dalla Russia e dalla Turchia. La militarizzazione e la violenza in divisa non l’ha creata il governo Meloni\, che comunque sogna una svolta autoritaria\, ha inasprito le norme repressive e vuole abolire il reato di tortura\, che già era estremamente limitato. È una violenza strutturale di fronte agli occhi di tuttx. Basti pensare a livello locale a Maurizio Tortorici\, a Marcello Lonzi\, a Fares Sghater. Ma anche alla violenza repressiva che colpisce chi protesta e le lotte sociali\, come nel caso delle cariche alla Stazione Marittima e in Piazza Cavour il 30 novembre e 1 dicembre 2012\, o delle cariche sugli Scali del Refugio il 1 agosto 2018. \nPer queste ragioni abbiamo deciso di convocare un’assemblea e un presidio. Per costruire legami di solidarietà\, per resistere e liberarci dalla violenza in divisa\, dal patriarcato\, dal sessismo e dal razzismo. \nLIVORNO ANTIFASCISTA
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