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SUMMARY:Italia: dove e quando Festeggiare il 1° Maggio In Italia
DESCRIPTION:Milano: primo maggio anarchico alla FAM\nMaggio 1 @ 8:00 – 17:00\n  \n \nCarrara: 1° Maggio Anarchico 2023 Comizio e Corteo\n\nMaggio 1 @ 8:30 – 15:00\n\n\n\n1° Maggio 2023 \nCarrara \nTutt* i compagn* \nSono invitati a partecipare alla Manifestazione del 1 Maggio a Carrara. \nAgenda delle principali attività della giornata: \nOre 9: 30 Concentramento. Piazza De Andre’ (Già Piazza Cesare Battisti)\nOre 10:00  Comizio in piazza De Andre’ (Già Piazza Cesare Battisti)\nOre 11:30 inizio corteo con posa dei fiori alle targhe e monumenti in città\, con conclusione davanti alla sede storica del Germinal (Politeama) in piazza Matteotti. \nPer maggiori informazioni per chi viene da lontano o che intende soggiornare a Carrara invitiamo a contattarci all’email del Gruppo Germinal di Carrara : germinalfaicarrara@gmail.com \n \nTorino: 1 Maggio. Disertiamo la guerra\n\nMaggio 1 @ 9:00 – 13:00\n\n\n\nSpezzone antimilitarista al corteo da piazza Vittorio \nDopo il corteo pranzo benefit lotte contro la guerra alla FAT in corso Palermo 46.\nMenù vegan\nPer prenotazioni: antimilitarista.to@gmail.com \nAssemblea Antimilitarista – Federazione Anarchica Torinese \nwww.anarresinfo.org \nDi seguito il testo condiviso con il Coordinamento contro la guerra e chi la arma \nAd oltre un anno dall’invasione russa dell’Ucraina che ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa\, ovunque assistiamo ad una crescente corsa al riarmo\, all’aumento delle spese militari\, con nuovi progetti di basi e installazioni belliche\, con una sempre maggior influenza del complesso militare-industriale sulle vite di noi tutti.\nGuerre e conflitti insanguinano vaste aree del pianeta in una spirale che sembra non aver fine. Il rischio di una guerra su scala planetaria è una possibilità reale.\nOpporsi concretamente è un’urgenza ineludibile. \nLa guerra in Ucraina ha nel proprio DNA uno scontro interimperialistico di enorme portata.\nIl prezzo di questa guerra lo pagano le popolazioni ucraine martoriate dalle bombe\, dal freddo\, dalla mancanza di medicine\, cibo\, riparo.\nLo pagano le popolazioni russe\, sottoposte ad un embargo di cui sono prime vittime i poveri.\nLo pagano oppositori\, sabotatori\, obiettori e disertori che subiscono pestaggi\, processi e carcere.\nLo paghiamo noi tutti stretti nella spirale dell’inflazione\, tra salari e pensioni da fame e fitti e bollette in costante aumento.\nIl governo italiano si è schierato in questa guerra inviando armi\, moltiplicando il numero di militari impiegati in ambito NATO nell’est europeo e nel Mar Nero\, aumentando la spesa bellica sino a toccare i 104 milioni di euro al giorno.\nL’Italia è impegnata in ben 42 missioni militari all’estero\, in buona parte in Africa\, dove le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difendono gli interessi di colossi come l’ENI. \nTorino punta tutto sull’industria bellica per il rilancio dell’economia. Un’economia di morte.\nLa nostra città è già oggi uno dei maggiori centri dell’industria bellica aerospaziale.\nIn febbraio la cessione da parte di Leonardo di parte degli spazi dell’ex Alenia al Politecnico\, ha rimesso in moto il progetto della Città dell’aerospazio\, un centro di eccellenza per l’industria bellica aerospaziale\, fermo ai blocchi di partenza dal novembre 2021.\nLa Città dell’aerospazio\, promosso dal colosso armiero Leonardo e dal Politecnico subalpino\, sorgerà tra corso Francia e corso Marche.\nLa campagna di informazione e lotta fatta negli ultimi due anni è riuscita a far emergere dall’opacità un progetto che mira a trasformare la nostra città in polo ad alta tecnologia per lo sviluppo dell’industria bellica. Il focus sarà sulla ricerca di tecnologie capaci di migliorare l’efficienza dei micidiali strumenti già oggi capaci di distruggere il pianeta. Cruciale quindi il ruolo del Politecnico che accelera il processo di integrazione nel complesso militare industriale trasferendo parte della ricerca nello spazio di Leonardo.\nNon saranno certo le nebbie del “dual use” (militare e civile) o l’immaginario dei viaggi spaziali a nascondere la realtà.\nLa Città dell’Aerospazio\, ospiterà anche un acceleratore d’innovazione nel campo della Difesa\, uno dei nove nodi europei del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A)\, una struttura della NATO.\nFinché il nuovo polo bellico non sarà costruito\, l’acceleratore di innovazione avrà sede alle OGR.\nQuesta primavera ci sarà il lancio dei bandi per aziende e start up che verranno selezionate per dar concretezza ai programmi di innovazione tecnologica della NATO per il 2030.\nLa NATO ci investe un miliardo di dollari. Una montagna di soldi che verranno utilizzati per produrre tecnologie sempre più sofisticate\, sempre più mortali. \nCrosetto\, presidente del Distretto aerospaziale del Piemonte è divenuto ministro della Difesa e preme sull’acceleratore con la complicità attiva del rettore del Politecnico Saracco.\nLa Città dell’Aerospazio e l’acceleratore di innovazione della NATO sono sostenute attivamente dal governo della città\, da quello della Regione e da Confindustria.\nL’industria bellica è il motore di tutte le guerre. \nGiocano la carta del ricatto occupazionale\, in una città sempre più povera\, dove arrivare a fine mese è sempre più difficile\, dove salute\, istruzione\, trasporti sono sempre più un privilegio per chi può pagare. \nI poveri del nostro paese\, ogni volta che vanno a fare la spesa\, portano a casa sempre meno cibo\, abiti\, medicine\, perché l’aumento dei prezzi dell’energia e dei beni di prima necessità sta rendendo ancora più precarie le vite di noi tutti.\nOccorre capovolgere la logica perversa che vede nell’industria bellica il motore che renderà più prospera la nostra città.  Un’economia di guerra produce solo altra guerra.\nProvate ad immaginare quanto migliori sarebbero le nostre vite se le la ricerca e la produzione venissero usate per la cura invece che per la guerra. \nIn Russia e in Ucraina c’è chi rifiuta la guerra e il militarismo\, chi getta la divisa perché non vuole uccidere e non vuole morire per spostare il confine di uno Stato.\nMigliaia e migliaia di persone dalla Russia hanno attraversato i confini disobbedendo all’obbligo di andare in guerra\, affrontando la via dell’esilio\, rischiando anni di carcere.\nDal febbraio 2022 in Ucraina le frontiere sono chiuse per tutti gli uomini tra i 18 e i 60 anni. La debole legge sull’obiezione di coscienza in Ucraina è stata sospesa e le 5.000 domande di servizio civile respinte. \nIn Russia c’è un esodo che si è intensificato negli ultimi mesi. Dal 28 settembre 2022 anche le frontiere russe sono chiuse per chi non vuole fare la guerra.\nMolti altri restano e lottano\, nonostante la durissima repressione che colpisce antimilitaristi e pacifisti in entrambi i paesi.\nIn Ucraina c’è chi su posizioni non violente\, anarchiche o femministe ha scelto di non schierarsi\, di non combattere in questa guerra costruendo reti di solidarietà materiale con le vittime dei bombardamenti\, con chi ha perso il lavoro o è obbligat* dalle leggi di guerra del governo Zelensky a turni massacranti spesso senza paga.\nIn Russia e in Ucraina c’è chi lotta perché le frontiere siano aperte per chi si oppone alla guerra.\nNoi facciamo nostra questa lotta contro le frontiere\, per l’accoglienza di obiettori\, renitenti\, disertori da entrambi i paesi. \nNoi non ci arruoliamo né con la NATO\, né con la Russia. Né con Zelensky né con Putin. Rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche. L’antimilitarismo e l’internazionalismo sono stati centrali nelle lotte del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici sin dalle sue origini.\nLe frontiere sono solo linee sottili su una mappa: un nulla che diventa tragicamente reale quando militari ben armati lo trasformano in barriera invalicabile. Ma sempre c’è chi\, anche a rischio della vita\, le attraversa. Cancelliamole!\nPer opporsi alla guerra non basta l’indignazione\, occorre un ampio fronte di lotta.\nA due passi dalle nostre case ci sono installazioni militari\, poligoni e aeroporti\, caserme e industrie di morte. Chiudiamoli! \nNo alla guerra e al militarismo!\nSosteniamo chi si oppone alla guerra in Russia e in Ucraina!\nApriamo le frontiere ad obiettori e disertori! \nA fianco delle popolazioni ucraine martoriate dalle bombe\, dal freddo\, dalla mancanza di medicine\, cibo\, riparo. A fianco delle popolazioni russe sottoposte ad un embargo di cui sono prime vittime i poveri \nContro la guerra a profughi e migranti in mare e in montagna. Distruggiamo le frontiere! \nNo all’industria bellica\nChiudiamo e riconvertiamo le fabbriche d’armi\nNo alla Città dell’aerospazio! No alla Nato a Torino \nNo all’invio di armi per la guerra\nNo alle missioni militari all’estero \nNo alle spese militari e alla militarizzazione delle nostre città \nDisertiamo la guerra! \n  \n\nTrieste: corteo Primo Maggio\n\nMaggio 1 @ 9:00 – 21:00\n\n\n\nAnche quest’anno saremo in corteo il primo maggio con un nostro spezzone. \nVisti i gravi fatti del 25 aprile e in generale il clima di crescente repressione e ostacoli alla libertà di manifestare sfileremo con lo striscione “BASTA DIVIETI! LIBERTA’ DI MANIFESTARE” perché\, come abbiamo scritto nel nostro volantone diffuso il 25 aprile\, crediamo che questa sia una questione cruciale. \nInoltre\, in solidarietà al collettivo Burjana\, oggetto in questi mesi di una campagna di criminalizzazione e isolamento da parte della questura\, anche noi concluderemo il corteo con loro in piazza Libertà dove ci sarà una festa. Contemporaneamente alcun* compagn* saranno anche in piazza Unità alla fine del corteo ufficiale a diffondere il nuovo numero di Germinal. \nNel pomeriggio invece andremo a Monfalcone: dalle 14 in piazzetta Esposti Amianto a Panzano ci sarà la festa del primo maggio organizzata dal Caffè Esperanto e dall’Associazione Esposti Amianto. Qui trovate tutte le info. \nCi vediamo alle h.9 in campo san giacomo per il corteo \nGruppo Anarchico Germinal \n  \nEmpoli: W il 1 Maggio Anarchico. Corteo e comizio\n\nMaggio 1 @ 9:30 – 14:00\n \n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nImola: il 1°Maggio è nato anarchico\n\nMaggio 1 @ 10:00 – 17:00\n\n\n\nIl 1° maggio si terrà un presidio/ritrovo in Piazzale Giovanni dalle Bande Nere  sul Prato della Rocca in Imola dalle ore 10:00\, seguirà buffet. In caso di maltempo si svolgerà nella sede del Gruppo sociale Errico Malatesta\, via f.lli Bandiera 19 Imola. \nIl 1° Maggio è nato anarchico \nRitroviamo la voglia di lottare e di organizzarci per cambiare questa società perché si impone nuovamente una lotta concreta e autorganizzata contro tutte le ingiustizie e le forme di sfruttamento\,  contro le nuove povertà e le nuove emarginazioni. \nOggi il nemico è il migrante\, buono per lavorare in nero con paghe irrisorie ma che al tempo stesso sembra minacciare l’identità della nazione. Ma quale nazione!? Ma fateci il piacere\, non esiste la “nazione”\, la nazione è il mondo senza frontiere\, senza barriere cosiddette etniche\, senza guerre\, senza divisioni tra tutti coloro che sono costretti a lavorare assoggettati agli interessi di un capitalismo sfrenato e incontrollabile. \nRiprendiamo in mano le redini del nostro futuro e del nostro pianeta. \nGli stati-nazione e gli organismi sovranazionali hanno neutralizzato movimenti potenzialmente sovversivi come quello ambientalista\, cercando di promuovere un ecologismo “green” nell’illusione che sia possibile contrastare la crisi attuale mantenendo i paradigmi di crescita e guadagno economico infiniti. \nSolo la solidarietà fra chi patisce le stesse pene e subisce le stesse angherie è la condizione necessaria per aspirare\, e creare\, un mondo migliore nel quale i diritti collettivi e individuali sono quelli portatori di pace\, di libertà e benessere. \nBuon Primo Maggio di Solidarietà a tutte e tutti. \nGli anarchici e le anarchiche di Imola e del mondo intero. \nAssemblea degli Anarchici Imolesi \nJesi\n \nRagusa: primo maggio libertario\n\nIl Gruppo Anarchico di Ragusa\, la Confederazione Unitaria di Base (CUB) e il Comitato di Base NO MUOS organizzano\, in occasione del Primo Maggio\, un comizio in piazza San Giovanni alle ore 11\,30.\n\n\nPrima del comizio\, alle ore 11\, a cura del Comitato “9 aprile 1921” verrà deposta una corona di fiori sulla lapide che ricorda i tre braccianti uccisi dalla violenza fascista.\n\n\nA nome delle tre organizzazioni\, parlerà Pippo Gurrieri\, che si soffermerà sulle politiche del Governo contro i poveri\, contro le donne e la comunità LGBTQ+\, contro i lavoratori\, con provvedimenti tendenti a ridurre la libertà di manifestare e di protestare\, e sull’accanimento della coalizione governativa contro gli immigrati\, causa di non poche delle tragedie che tutti i giorni si verificano sulle nostre coste.\n\n\nL’oratore parlerà anche di autonomia differenziata e delle sue nefaste conseguenze sul Mezzogiorno e sulla Sicilia già ridotti in pezzi dopo 150 anni di colonizzazione capitalistica.\nUn argomento che non potrà mancare sarà quello della guerra in Ucraina\, del ruolo delle industrie belliche nel fomentarla e prolungarla\, della funzione della Sicilia\, sottoposta alla militarizzazione NATO-americana\, costretta a fungere da supporto essenziale alle strategie di guerra statunitensi\, con tutte le sue basi\, da Sigonella al MUOS a Trapani Birgi totalmente e quotidianamente coinvolte nel conflitto.\n\n\nNella giornata impropriamente definita “festa dei lavoratori”\, si parlerà del precariato e dello sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici\, della disoccupazione\, delle condizioni dei braccianti immigrati nella “fascia trasformata” e del caso di lupara bianca che ha colpito Daouda Diene ad Acate. Non soltanto denunce\, ma anche proposte per lottare e per migliorare l’attuale situazione di sfruttamento.\n\n\nIl comizio entrerà nel merito anche della campagna elettorale di Ragusa\, fornendo una lettura dall’esterno\, dalla parte di chi non si lascia coinvolgere dalla febbre elettorale: un’angolatura dalla quale si possono distinguere i difetti e le bramosie di tanti candidati\, le contraddizioni e le responsabilità di chi ha guidato o si accinge a guidare la città\, i problemi reali del territorio e di chi ci vive\, oggi coccolato dai candidati “vasa vasa” domani dimenticato e umiliato.\n\n\nUn primo maggio come sempre da oltre trent’anni\, all’insegna dell’antiautoritarismo\, della lotta dal basso\, della denuncia delle malefatte del potere vicino e lontano\, e della proposta politica e sindacale volta a far crescere una coscienza conflittuale e libertaria\, condizione per un percorso di liberazione di chi regge sulle proprie spalle questo mondo di speculatori\, arrivisti e privilegiati.
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