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SUMMARY:Bergamo: Anarchist bookfair 23ima edizione
DESCRIPTION:Presso il circolo ARCI “Al Bafo” p.za – Bolognini a Seriate\nProgramma:\nSabato 17 dicembre\nore 15\,00 apertura esposizione editoria libertaria\nore 16\,00 presentazione de:\n“Il Fiore meraviglioso”\na cura del circolo ANPI di Ispra (VB)\nore 18\,00 presentazione del libro:\n“Ombre dal Futuro-Viaggio nella letteratura distopica”\ndi Marco Sommariva. Interverrà l’autore.\nore 20\,30 momento conviviale\nDomenica 18 dicembre\nore 11\,00 apertura esposizione editoria libertaria\nore 13\,00 momento conviviale\nore 15\,00 dialogo con Marco Pandin delle edizioni “stella*nera”\,\nsull’opera scritta+CD:\n“Duemila papaveri rossi”\nrelativa al cantautore Fabrizio de André. \norganizza\nSpazio Anarchico Underground Bergamo\nhttps://underground.noblogs.org/ mail:underground@inventati.org
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SUMMARY:Roma: ricordando Pinelli e la strage di stato
DESCRIPTION:In occasione del 53esimo anniversario della strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969 vogliamo ritrovarci e ricordare Giuseppe Pinelli (Pino)\, la sua vita e le sue lotte. Domenica 18 dicembre\, a partire dalle ore 12.30\, ci incontreremo per un pranzo\, a sottoscrizione libera\, allo Spazio Anarchico 19 luglio in via Rocco da Cesinale 18 – metro B garbatella. Alle ore 17:00 verrà proiettato il film di animazione/documentario Pino – Vita accidentale di un anarchico\, 2019\, regia di Claudia Cipriani e Niccolò Volpati. Durante la giornata saranno diffuse copie dei libri “Il ferroviere di S. Siro. Giuseppe Pinelli e la ripresa dell’Unione Sindacale Italiana a Milano” e “Crocenera Anarchica” a cura di F. Schirone\, 2019. Le due opere raccolgono una serie di documenti originali pubblicati dagli anarchici nei mesi precedenti e successivi alla strage di piazza Fontana. In particolare documentano l’attività sindacale di Pinelli e l’analisi politica sulla strategia della tensione\, già all’epoca ravvisata e denunciata e i 7 numeri ciclostilati da luglio 1969 al giugno 1970 di Crocenera Anarchica pubblicazione fortemente voluta da Pinelli per far conoscere all’opinione pubblica la repressione e la caccia agli anarchici che lo stato e la manovalanza fascista stavano scatenando in quella fase che culminerà con la strage di piazza Fontana. \nPer l’occasione inaugureremo la messa in posa di un albero. \nCi porteranno i saluti Claudia Pinelli\, Enrico Moroni e Franco Schirone. \nGruppo Anarchico C.Cafiero FAIRoma\nUsi Cit Roma Pinelli \ncafierofairoma.wordpress.com\nusicit.org
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SUMMARY:Torino: Nel centenario della strage di Torino Ricordo\, fiori\, musica…
DESCRIPTION:Domenica 18 dicembreNel centenario della strage di Torino\nRicordo\, fiori\, musica…\nore 15\,30\nalla lapide di piazza XVIII dicembre\nPer ricordare Pietro Ferrero e gli altri sindacalisti\, anarchici\, socialisti\, comunisti massacrati dai fascisti. \nLa strage di Torino\nEra il 18 dicembre del 1922. La Camera del lavoro era in Corso Siccardi\, in pieno centro: in quel luogo\, costruito con il loro contributo decisivo\, gli operai della città si erano organizzati per prendere saldamente tra le mani il sogno concreto di una società senza sfruttati né sfruttatori. Era un simbolo del biennio rosso\, dell’occupazione delle fabbriche\, quando la classe operaia torinese\, reduce dalla guerra\, dalla fame\, dalla militarizzazione della vita quotidiana\, aveva deciso di fare la rivoluzione.\nDue anni prima\, il 1° settembre 1920\, alle prime luci dell’alba tredicimila operai occupano la Fiat Centro. Un altro stabilimento Fiat di prima importanza\, le Ferriere\, vera roccaforte anarchica tra le industrie cittadine\, viene preso nello stesso momento\, insieme a decine di impianti della stessa azienda e di altri proprietari. In pochi giorni vengono occupate ed autogestite tutte le fabbriche torinesi. All’interno si lavora\, per dimostrare con i fatti che tutto funziona senza padroni\, si fanno turni di guardia armati per impedire l’ingresso della polizia\, i cui attacchi vengono respinti.\nPiero Gobetti la definirà “la prova del fuoco della maturità degli operai torinesi»\, “il primo atto pratico della rivoluzione sociale”\, scriveva Malatesta.\nPietro Ferrero\, l’anarchico segretario della Fiom\, in comizio di quello stesso giorno sostiene l’occupazione degli stabilimenti e l’autogestione operaia dei Consigli contro l’orientamento della Fiom nazionale e della Cgl rette dai socialisti riformisti.\nDieci giorni dopo il movimento si era esteso ad altre città e ad altri settori produttivi ed aveva organizzato l’autodifesa.\nMa a Milano la dirigenza Cgl e del PSI decretano la fine dell’occupazione.\nQuando gli operai in armi uscirono dalle fabbriche riconsegnandole ai padroni\, Errico Malatesta\, parlandone con Pietro Ferrero\, disse che i padroni l’avrebbero fatta pagare cara a chi li aveva fatti tremare. \nNel dicembre del 1922\, non erano passati nemmeno due mesi dalla marcia su Roma\, i fascisti erano pronti a presentare il conto alla classe operaia di Torino.\nDalla fine di ottobre Mussolini è già di fatto al potere. Il 16 novembre ottiene la fiducia alla Camera dei deputati\, accentrando nelle sue mani i ministeri degli Interni e degli Esteri. Aveva subito ricevuto le vive congratulazioni di Agnelli\, ormai prossimo alla nomina a senatore del Regno\, il cui più stretto collaboratore\, il direttore generale e membro del Cda della Fiat Giuseppe Broglia\, si era iscritto al Fascio di Torino prima della Marcia\, divenendone il segretario amministrativo.\nMa Torino\, nonostante i continui attacchi a compagn* e sedi\, non era ancora sotto controllo fascista.\nDomenica 17 dicembre\, capeggiate dal federale Brandimarte\, calano sulla città centurie squadriste da tutto il Piemonte\, dall’Emilia e da altre province del Nord. Un tranviere comunista\, Francesco Prato\, risponde al fuoco di due fascisti\, uccidendoli. È il pretesto per scatenare l’attacco.\nLa città dei consigli operai\, la città dell’occupazione delle fabbriche\, la città che ha fatto paura alla borghesia deve pagare. Le liste di proscrizione sono pronte da un pezzo\, fornite dagli industriali e dalla Questura. Gli operai comunisti\, socialisti\, anarchici e sindacalisti che più si sono spesi per la causa proletaria e la rivoluzione devono ricevere una punizione esemplare\, definitiva.\nLa mattina del 18 dicembre tremila squadristi dilagarono per la città.\nUna cinquantina di camicie nere fece irruzione nella Camera di Lavoro. Inizia così “La strage di Torino”.\nLa caccia all’uomo è strada per strada\, casa per casa.\nI fascisti pestano a morte\, seviziano\, uccidono a colpi d’arma fuoco decine di sindacalisti\, anarchici\, comunisti e socialisti. Alcuni vengono trascinati fuori dalle loro abitazioni\, altri massacrati al lavoro o in strada.\nLa Camera del lavoro\, con l’annessa sede di Uap e Uat e dei gruppi anarchici “Centro” e “Volontà”\, violata dalla coorte “Randaccio” e dalle squadre “Battisti”\, “Pini” e “Toti”\, è per l’ennesima volta\, l’ultima\, assaltata e incendiata. Qui Pietro Ferrero viene riconosciuto e pestato a sangue\, quindi legato ad uno dei camion dei sicari della borghesia e così trascinato lungo tutto corso Galileo Ferraris.\nIl suo corpo straziato è abbandonato in Largo Vittorio Emanuele II\, ai piedi del monumento al Gran Re\, omaggio del fascismo trionfante alla ben grata monarchia.\nIl suo corpo viene trovato da un passante. Il suo volto è completamente sfigurato per le sevizie subite: viene riconosciuto solo dalla tessera della Croce Verde\, la numero 987. Ferrero oltre che sindacalista era stato attivo nell’Unione Anarchica Italiana e nella scuola Ferrer\, una scuola per adulti\, dove lavorator* spesso semianalfabeti\, si assiepavano dopo lunghe giornate di lavoro\, per appropriarsi di quel sapere che era stato loro negato.\nIl bilancio della strage è di 11 morti e decine di feriti.\nLa Camera del Lavoro e una sessantina di sedi e circoli anarchici e socialisti erano stati dati alle fiamme.\nQuello stesso tragico giorno la burocrazia riformista della Fiom nazionale decide di radiare e sciogliere la sezione metallurgica torinese\, guidata sulla linea rivoluzionaria da Ferrero e dagli anarchici con i comunisti.\nGli stessi che avevano affossato la spinta rivoluzionaria del Biennio Rosso\, mettono una pietra tombale sulla fossa scavata dai fascisti. \nAi funerali di Ferrero\, il 20 dicembre\, ci saranno una ventina di persone.\nGli operai della città si erano fatti sfuggire il sogno dalle mani. Dopo il buio della guerra\, cala la notte della dittatura.\nMa. Tenaci e clandestini continueranno ad operare durante tutto il ventennio tre gruppi anarchici\, quello di Campidoglio\, quello di Barriera di Nizza e quello di Barriera di Milano. Saranno in prima fila nella Resistenza e nell’insurrezione della città. \nNel dopoguerra\, Brandimarte\, scampata la galera grazie all’amnistia di Togliatti\, morirà nel suo letto e verrà sepolto con gli onori militari dall’esercito della Repubblica “nata dalla Resistenza”. \nMa gli anarchici non dimenticano.\nLa memoria di chi ha lottato ieri vive nelle lotte di oggi.\nFermare la marea della destra violenta ed autoritaria dipende dalla forza dei movimenti\, dalla capacità di tenere saldamente nelle mani la prospettiva di un tempo senza oppressi né oppressori. \nwww.anarresinfo.org\n\n\n\n\nFederazione Anarchica Torinese\ncorso Palermo 46\nRiunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 21\nContatti: fai_torino@autistici.org – @senzafrontiere.to/\n\n\nIscriviti alla nostra newsletter\, mandando un messaggio alla pagina FB oppure una mail\n\n\nscrivi a: anarres@inventati.org
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SUMMARY:Bologna: Serata Anticlericale e concerto di Alessio Lega
DESCRIPTION:Domenica 18/12 – Serata Anticlericale al circolo anarchico berneri\n– dalle ore 19 – Inaugurazione Laboratorio di Serigrafia a cura del Collettivo Artistico FANKAOS con mostra e aperitivo anticlericale\n– dalle ore 20.30 – Concerto\nALESSIO LEGA (chitarra e voce)\nFRANCESCA BACCOLINI (contrabbasso)\nGUIDO BALDONI (fisarmonica)
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