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SUMMARY:Livorno: PRESIDIO di fronte alla Cheddite - STOP all'invio di armi in Iran
DESCRIPTION:PROIETTILI LIVORNESI SPARATI SUI MANIFESTANTI IN IRAN!\nBASTA INVIO D’ARMI ALLA TEOCRAZIA IRANIANA E AI REGIMI AUTORITARI E MILITARISTI!\nSOLIDARIETÀ CON CHI SI RIVOLTA IN IRAN! STOP AL COMMERCIO DI ARMAMENTI!\nLIVORNO SIA CITTÀ DI PACE\, NON COMPLICE DI TEOCRAZIE E IMPERIALISMI\nÈ notizia di qualche giorno fa: la polizia in Iran spara sui manifestanti con proiettili prodotti qui. Nella capitale dell’Iran\, a Teheran\, e in molte delle principali città\, sono state rinvenute\, dopo che la polizia era intervenuta sparando con i fucili sui manifestanti\, cartucce recanti il marchio 12*12*12*12* utilizzato solo dall’azienda Cheddite.\nLa Cheddite è un’azienda italofrancese con sede a Livorno che produce cartucce per armi leggere. Non è la prima volta che le cartucce Cheddite sono utilizzate nelle strade sui manifestanti\, ne era già stato denunciato il diffuso impiego l’anno scorso da parte del regime militare birmano. Dal 2014 risulta registrata al Registro del Ministero della Difesa per le imprese esportatrici di armamenti ai sensi della Legge 185/90. In quanto produttrice di proiettili leggeri e da caccia le esportazioni della Cheddite possono essere sottoposte a controlli meno rigorosi rispetto alle armi da guerra\, in base alla legge 110/75. Tuttavia la vendita di armi anche leggere all’Iran è illegale dal momento che già dal 2011 il paese è sottoposto all’embargo totale della vendita di ogni tipo di arma utilizzabile per la repressione delle proteste di piazza.\nL’ipotesi più probabile è che queste armi siano state vendute all’impresa turca Zsr Patlayici Sanayi A.S. e che in seguito questa abbia “triangolato” verso l’Iran. Un passaggio simile pare essersi verificato già nel 2021 verso la Birmania. Dal 2011 l’Italia ha esportato 85\,8 milioni di euro di cartucce alla Turchia\, che a sua volta nello stesso periodo ha esportato 7\,06 milioni di euro di cartucce all’Iran. (Fonte: Domani del 30 novembre 2022).\nSiamo pienamente solidali con la rivolta in Iran contro il Governo religioso di Raisi. È il protagonismo delle classi sfruttate e oppresse\, dei giovani\, delle donne\, che sta aprendo percorsi di liberazione e possibilità rivoluzionarie nella regione\, mentre le sanzioni del Governo USA hanno contribuito a fortificare la parte più reazionaria della società e della politica iraniana\, colpendo le classi popolari e le fasce più fragili della popolazione.\nVogliamo chiarezza su questa vendita di armi\, punta dell’iceberg di un export di armi diretto verso fulgide democrazie come l’Egitto\, la Turchia o l’Arabia Saudita\, che è proseguito senza variazioni sensibili tanto durante i Governi Conte\, quanto durante il Governo Draghi e l’attuale Governo Meloni. L’impunità di cui gode la lobby degli armaioli italiani è arrivata al punto tale che Guido Crosetto\, ex presidente dell’Aiad\, la Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio\, la Difesa e la Sicurezza affiliata a Confindustria\, è ora Ministro della Difesa del Governo Meloni.\nLa città di Livorno\, dove oltre alla Cheddite ha sede la Leonardo-Finmeccanica\, importante porto di transito internazionale\, a due passi dalla base militare americana di Camp Darby\, non vuole essere un luogo di produzione e transito di strumenti di morte e repressione.\nPRETENDIAMO L’IMMEDIATO STOP DELLE ESPORTAZIONI DELLA CHEDDITE VERSO LA TURCHIA\nSTOP ALL’ESPORTAZIONE DI ARMI VERSO LA TURCHIA E GLI ALTRI PAESI AUTORITARI E/O IN GUERRA\, COME PREVISTO DALLA LEGGE 185/90\nNON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DI GUERRA E REPRESSIONE! COSTRUIAMO PACE\, DISARMO E SOLIDARIETÀ!\nGIOVEDÌ 15 DICEMBRE H 12 PRESIDIO DAVANTI ALLA CHEDDITE\nCoordinamento livornese per il ritiro delle missioni militari
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