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SUMMARY:Massenzatico: Assemblea Antimilitarista
DESCRIPTION:ASSEMBLEA ANTIMILITARISTA \n23 OTTOBRE h.10.30 presso le Cucine del Popolo in via Beethoven 78 a Massenzatico (Reggio Emilia) \nQuesti i punti di discussione proposti:\n– valutazione del percorso sin qui svolto;\n– 4 novembre;\n– campagna di sostegno ai compagni ucraini e russi che lottano contro la guerra e il nazionalismo;\n– iniziative in occasione dello sciopero generale di dicembre;\n– iniziativa di carattere nazionale (corteo) su spese militari\, carovita\, missioni all’estero\, basi etc;\n– convegno sull’ENI a Gela;\n\nIl 23 ottobre a Massenzatico\, Reggio Emilia\, torna a riunirsi l’Assemblea Antimilitarista.\n\nDopo le iniziative contro l’approvazione delle missioni militari italiane all’estero per il 2022 condotte nell’estate\, torniamo a confrontarci per rilanciare l’opposizione alla guerra e al militarismo. Le elezioni anticipate hanno modificato parzialmente lo scenario in cui ci troviamo a muoverci\, provocando anche una ridefinizione delle iniziative\, ma le politiche di guerra rimangono la priorità di ogni governo. In estate sono state approvate nuove missioni militari in Bulgaria\, Ungheria\, Qatar e Mozambico. I militari che l’italia spedisce all’estero salgono a 12000\, e la spesa per le missioni cresce fino a oltre 1 miliardo e 681 milioni di euro. Le nuove missioni\, che ormai neanche il governo chiama più “umanitarie”\, confermano la politica imperialista e neocoloniale dell’Italia. Da una parte orientata da una parte accaparrarsi il controllo di zone strategiche per l’estrazione e il commercio di risorse energetiche ed in particolare di gas\, sotto il marchio dell’ENI. Dall’altra parte volta ad aumentare il già imponente schieramento di mezzi e uomini in Europa orientale prendendo di fatto parte alla guerra in corso. L’Italia va nella direzione di un consolidamento del proprio ruolo nella NATO\, ciò è confermato sia dall’aumento delle spese militari\, deciso in maniera trasversale dai partiti\, per soddisfare gli standard richiesti dall’alleanza\, sia dall’assunzione del comando della missione NATO in Iraq nel maggio scorso.\nLe conseguenze devastanti della guerra iniziata con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia lo scorso 24 febbraio sono sotto i nostri occhi: morte e distruzione per chi vive nelle terre direttamente coinvolte nel conflitto\, mentre paura\, miseria\, autoritarismo\, militarismo divengono la normalità nel resto del continente. Rivendicare l’apertura dei confini\, esprimere sostegno ai disertori e ai renitenti di entrambe le parti è fondamentale in questa fase. Centinaia di migliaia di persone sono fuggite in questi mesi dalla Russia per sottrarsi al massacro\, mentre le proteste\, gli atti di insubordinazione e i sabotaggi proseguono nonostante la repressione. Dall’Ucraina si rafforzano le voci che chiedono l’apertura delle frontiere\, libertà per gli uomini tra i 18 e i 60 anni considerati adatti all’arruolamento che da sette mesi non possono uscire dal paese e vivono nel costante pericolo degli arruolamenti forzati. Il sostegno ai disertori è un atto concreto contro la guerra che pensiamo dovrebbe animare le prossime iniziative.\nAlcuni appuntamenti sono già chiari\, dalle iniziative per contestare il 4 novembre allo sciopero generale del sindacalismo di base del 2 dicembre che pone l’opposizione alla guerra e all’economia di guerra al centro della giornata di lotta. Altri sono da definire\, e l’assemblea del 23 sarà un momento in cui poterne discutere. Rafforzare questa rete nata un anno fa a Milano e che riunisce realtà attive nelle lotte sui territori è necessario in questa fase\, per mettere al centro la questione dell’antimilitarismo e proporre iniziative concrete contro la guerra.\n\nRicordiamo i punti qualificanti della nostra azione definiti nella prima assemblea del 9 ottobre 2021 a Milano:\n– lotta per il completo ritiro delle missioni militari all’estero;\n– boicottaggio attivo dell’Industria bellica per arrivare alla sua completa riconversione a uso civile;\n– mobilitazione contro tutte le forme di militarizzazione dei territori: dalle basi militari alla presenza dei militari\nnelle strade delle nostre città\, dei poligoni fino alla blindatura dei confini e dei mari contro chi migra dal suo\npaese;\n– denuncia delle spese militari quali risorse di tutt* sottratte ai servizi sociali come sanità\, scuola\, trasporti\, ecc.\n– lotta contro gli interessi delle multinazionali italiane\, in primis l’ENI\, che di fatto dettano al governo l’agenda\ndelle missioni militari all’estero;\n– lotta contro le devastazioni ambientali causate dagli eserciti e dalle multinazionali da essi protette\, e per creare\nintersezioni fra i movimenti ecologisti dal basso e l’antimilitarismo;\n– contrasto alla crescente propaganda militarista nelle scuole e ai sempre più forti legami fra l’industria militare\ne l’Università;\n– denuncia dell’intima correlazione fra la violenza sessista e patriarcale e la logica militarista.\n\nper contatti:\nassembleantimilitarista@gmail.com\nfb: assemblea antimilitarista
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