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SUMMARY:Gualtieri (RE): inaugurazione del Circolo libertario "Giovanna Caleffi"
DESCRIPTION:FEDERAZIONE ANARCHICA REGGIANA – FEDERAZIONE ANARCHICA ITALIANA \nINAUGURAZIONE DEL CIRCOLO LIBERTARIO “GIOVANNA CALEFFI” BASSA REGGIANA \n\nLa Federazione Anarchica Reggiana (F.A.I.) ricorderà Giovanna Caleffi\, a 60 anni dalla sua scomparsa\, in un’iniziativa Domenica 27 Marzo in piazza a Gualtieri alle ore 11\, sotto la targa a lei dedicata. \nPerseguitata duramente dal fascismo\, nell’esilio francese ha sostenuto la lotta straordinaria del popolo spagnolo contro la dittatura franchista perdendo anche il proprio compagno\, Camillo Berneri\, assassinato dagli stalinisti a Barcellona il 5 Maggio del 1937. \nArrestata in Francia e in Germania\, venne mandata al confino\, dal quale fuggirà riprendendo la battaglia antifascista. \nNel Settembre del 1945 parteciperà al Congresso di fondazione della Federazione Anarchica Italiana a Carrara diventando una militante di rilievo per l’anarchismo internazionale. \nDiresse la rivista anarchica “Volontà” fino alla sua morte avvalendosi di autorevoli collaboratori quali Albert Camus\, Gaetano Salvemini\, Ignazio Silone\, Pietro Calamandrei\, Aldo Capitini e tanti altri. \nFece tante battaglie femministe come quelle sul controllo delle nascite subendo ben due processi\, nel 1949 a Napoli e nel 1955 a Milano. \nSi dedicò alle colonie esive per i figli degli anarchici e delle famiglie povere\, sviluppando un’interessante riflessione sulla pedagogia libertaria\, come elemento essenziale per una cultura antiautoritaria. \nAlle ore 13 ci sposteremo a Santa Vittoria presso il Circolo Arci Al Palazzo dove Federico Ferretti terrà una conferenza sull’attualità dell’anarchismo e delle sue proposte\, in una prospettiva internazionalista fuori da qualsiasi istituzione e gerarchia. Oggi come nel passato\, infatti\, l’anarchismo è impegnato in molteplici battaglie: l’antimilitarismo (contro tutte le guerre e contro tutti gli eserciti); la presenza nel sindacalismo di base; l’intervento nelle lotte femministe e a sostegno delle soggettività LGBTQIA+; la lotta ecologista contro il saccheggio del territorio; il sostegno alle reti solidali dei e per migranti e profughi; e tante altre. \nL’iniziativa di Domenica 27 Marzo sarà importante per ribadire\, ancora una volta\, che solo la lotta costruita dal basso\, agita in maniera orizzontale\, senza deleghe né poteri può trasformare realmente la società in senso egualitario. \nApriamo insieme questo e molti altri spazi libertari! Vi aspettiamo tutte e tutti! \nPer info Enrico 347 1316798 \nReggio Emilia 24/03/2022
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SUMMARY:Alessandria: L'energia della guerra. Incontro con Daniele Ratti
DESCRIPTION:LABORATORIO ANARCHICO PERLANERA\nvia Tiziano Vecellio 2 Alessandria\nore 16\n\nDIBATTITO CON\nDANIELE RATTI\nL’ENERGIA DELLA GUERRA\n\nL’energia come presupposto dei conflitti e\ndelle minacce di guerra\n\nDaniele Ratti ci illustrerà i rapporti tra energia e bilanci militari\, tra energia\, N.A.T.O.\ne governo Russo\, tra energia e spedizioni militari italiane all’estero.\nCertamente dopo l’invasione da parte dell’esercito di Putin dell’Ucraina\, molti hanno dato segni di preoccupazione\, questa guerra nel cuore dell’Europa\, rende i sonni agitati\, principalmente per il rischio che questo conflitto assuma proporzioni mondiali; ma diciamolo chiaramente\, se queste preoccupazioni giungono solo adesso\, sono quanto meno tardive\, il pericolo di un conflitto mondiale non è certo cominciato con l’invasione dell’Ucraina e neanche quando il governo Italiano e i governi Europei hanno proclamato lo stato di emergenza!\nLa guerra che oggi riempie le pagine dei giornali\, che mostra immagini agghiaccianti sugli schermi dei televisori e dei computer è solo l’ultima in ordine di tempo\, un tenue vento gelido in un uragano immenso che incombe sul mondo intero\, questa cupa prassi bellicosa passata e presente è una costante in Asia\, in Medio Oriente e in Africa\, senza dimenticare l’Europa che era già stata coinvolta in questo delirio nel 1999 quando la Serbia era stata bombardata dagli aerei Nato.\nChiaramente\, in questo scenario anche lo stato Italiano ha fatto e fa la sua parte\, infatti \, anche se la maggioranza delle persone è convinta che l’ultima guerra fatta dall’esercito italiano è stata quella finita nel 1945 l’Italia è in guerra dal 1992! I governi che si sono succeduti hanno coperto le operazioni belliche tricolori adoperando varie ipocrite parole\, così ci hanno parlato di missioni umanitarie o di operazioni di polizia internazionale\, per travestire l’invio di truppe sui fronti di guerra in Somalia\, Libano\, Serbia\, Iraq\, Afganistan\, Libia.\nSolo quest’anno per la prima volta in occasione del rifinanziamento delle missioni militari all’estero il Ministero della difesa ha dichiarato\, togliendosi la maschera\, che queste avventure delle “nostre” forza armate sono uno strumento di tutela degli interessi Italiani.\nBen 18 delle 40 missioni militari all’estero sono in Africa nel triangolo che va dalla Libia al Sahel sino al golfo di Guinea . Sono lì per fare la guerra ai migranti diretti in Europa e per difendere e sostenere l’ENI.\nL’Italia è anche un grosso produttore ed esportatore di armi a livello internazionale.\nSolo per fare uno dei tanti esempi\, anche molte armi in dotazione dell’esercito russo che oggi invade l’Ucraina sono made in Italy.\nFermare o anche solo contrastare la produzione e il traffico d’armi è dunque un modo per inceppare la macchina che alimenta le guerre\, questo lo possiamo fare tutti\, senza muoversi molto da casa.\nSono assurdi e illogici quelli che per fermare la guerra parlano di inviare armi allo stato Ucraino (magari le stesse che abbiamo venduto ai Russi).\nLE ARMI SONO UNO STRUMENTO DI MORTE\,\nNON E’ NELLA LORO NATURA FERMARE LE GUERRE!\nCHI BUTTA BENZINA SUL FUOCO\, NON FERMA CERTO GLI INCENDI!\nL’attuale contrapposizione tra Putin e la NATO\, sbandierato dai mass media dove entrambi le parti proclamano le proprie inconfutabili ragioni tramite i propri mezzi di informazione e palesemente fallace\, entrambe le parti sono due facce della stessa medaglia che parla di egemonia\, imperialismo\, logiche post coloniali e controllo delle risorse e dell’energia.\nI politici sono da questo punto di vista peggio dei gangster\, guerrafondai che operano per i loro interessi economici e di potere.\nIn Russia e in Bielorussia le piazze gridano il loro NO alla guerra\, il loro NO alle scelte scellerate dei loro governi e molti sono i disertori alla guerra\, il potere risponde con arresti e pestaggi\, ma il dissenso aumenta\, esprimiamo la nostra solidarietà a queste piazze\, però anche noi dobbiamo fare la nostra parte a casa nostra combattendo le logiche imperialiste di Putin e della N.A.T.O. !\nNoi ribadiamo la nostra piena solidarietà ai popoli contro le logiche degli stati.\nIl nostro slogan è\nCONTRO L’IMPERIALISMO RUSSO E L’ESPANSIONISMO N.A.T.O.\nCONTRO LE FABBRICHE D’ARMI!\nL’unico dato positivo di questo tam…tam… mediatico è che ha messo a nudo lo stretto legame che c’è tra guerre ed energia.\nNell’incontro che si terrà domenica 27 Marzo alle ore 16\nDaniele Ratti ci darà i dati e i percorsi delle dinamiche di questo rapporto.
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