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SUMMARY:Jesi: Non solo pandemia. LiberiLibri
DESCRIPTION:Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri”\nVia Pastrengo 2\, Jesi\nIl venerdi` e e sabato di dicembre torna\nLiberiLibri\, l’editoria libertaria in mostra \nTutti i venerdì e sabati di dicembre dalle 17.30 alle 19.30\n_________________\nBiblioteca Circolante\nArchivio/Biblioteca\n_________________\nIl dibattito politico e la qualita` dei contenuti veicolati in questa\nsocieta` si sono abbassati notevolmente\, di pari passo\nall’analfabetismo di ritorno\, alla poverta` non solo economica ma a\ntutto tondo\, in cui gran parte della popolazione e` sprofondata in\nalmeno un trentennio di tagli ed erosione del welfare state. Non di\nsola pandemia questo paese e` malato\, ma di capitalismo feroce e\nstrutturale.\nLa condivisione dei saperi e la crescita culturale collettiva\nrimangono tasselli fondamentali per ricostruire un argine di fronte ai\ntempi sempre piu` serrati e di cattivo lavoro richiesti nelle\nfabbriche\, alla solitudine dell’ignoranza.\nLibri e circolo aperti\, per una societa` piu` giusta\, per tutti.\n_________________\nCompatibilmente alle precauzioni di sanita` pubblica \n 
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SUMMARY:Alessandria: proiezione di "Pino\, vita accidentale di un anarchico"
DESCRIPTION:Cineforum alLA PerlaNera \n\nalle ore 21 si proietterà il film \n\nPINO-VITA ACCIDENTALE\n\nDI UN ANARCHICO\n\ndi\n\nClaudia Cipriani\, Claudia e Silvia Pinelli\, Niccolò Volpati\n\ncon\n\nRoberta Lombardi\, Tommaso Russi\, Mara Grazioli\, Alida Volpati\n\nQuando si parla dei percorsi storici in genere si pensa a quello che viene appreso spesso nei banchi di scuola\, una storia di generali\, di governi e governanti\, di guerre e battaglie\, questa è la storia di chi comandava o comanda\, la storia della patria e degli stati\, esiste però anche un’altra storia\, una storia spesso tramandata oralmente\, che compare solo a volte sui libri\, questa è la storia dei popoli\, delle genti comuni che subiscono le guerre e i soprusi imposti dall’alto\, dai governanti\, dai generali e dai gendarmi\, la storia di una parte\, una storia che amiamo chiamare partigiana.\n\nOvviamente queste due storie sono in qualche maniera complementari\, la prima esiste solo se esiste l’altra\, i governanti esistono solo se ci si lascia governare\, i generali esistono solo se hanno eserciti\, ma avviene anche che i soldati non ubbidiscono ai generali e i popoli si ribellano ai governi.\n\nPer quel che ci riguarda\, noi in quanto anarchici\, non possiamo che accendere i riflettori sull’altra storia\, quella non ufficiale\, la storia dal basso di chi è in basso\, la storia di esseri umani che di rado diventano protagonisti e quando avviene è spesso loro malgrado.\n\nL’esistenza dell’anarchico Giuseppe Pinelli è a nostro avviso una sorta di emblema di questa storia\, Pinelli non aveva velleità da protagonismo\, ma si è fatto artefice della sua vita\, fin da giovanissimo\, quando diviene partigiano nella Brigata Bruzzi Malatesta\, lui convinto esperantista\, lui sindacalista rivoluzionario\, antimilitarista\, lui attivo nella controinformazione in difesa dei compagni colpiti dalla repressione del potere\, lui attento osservatore dei fenomeni sociali del quartiere dove abitava e della sua epoca\, non era certo un eroe e non voleva esserlo\, semplicemente era un anarchico coerente.\n\nProbabilmente proprio per questa sua coerenza\, il potere\, che lui ha sempre combattuto\, lo ha martirizzato.\n\nEppure proprio questo assassinio\, quest’omicidio di un uomo giusto e innocente\, lo ha reso\, suo malgrado\, protagonista della storia in eterno.\n\nPinelli moriva e precipitava dalla finestra della questura di Milano il 16 Dicembre 1969.\n\nIl film\, che proponiamo è volutamente fatto il 17 Dicembre\, il giorno dopo la sua morte che avvenne 52 anni fa.\n\nQuesta nostra proposta per noi non ha solo lo scopo di ricordare Giuseppe Pinelli e denunciare ancora una volta il suo omicidio\, è anche il nostro modo di fare un atto di giustizia nei riguardi di opera d’arte\, relegata a pochi cinema d’essai\, o al massimo\, esclusivamente al circuito militante\, solo per il fatto che tratta un tema scomodo per chi governa.\n\nAncora oggi a distanza di più 52 anni non si è voluta fare luce nè sulla strage di Piazza Fontana\, nè\, tanto meno sulla morte di Pinelli\, questo perché in tutta quella vicenda palesemente erano coinvolti apparati dello stato\, come gli anarchici denunciarono fin da subito.\n\nIl film documento ha il grosso pregio di vedere tra gli autori anche le due figlie di Giuseppe Pinelli\, Silvia e Claudia raccogliendone le testimonianze che hanno ripercorso quegli anni rievocando le emozioni e i sentimenti vissuti come bambine in grado di comprendere solo in parte quanto accadeva intorno a loro e seguendole poi\, ora come donne che tengono a testimoniare la coerenza e la pulizia della figura paterna. L’opera ha poi trovato nella tecnica mista (animazione\, attori e materiale di repertorio) il giusto equilibrio per tenere desta l’attenzione e staccandosi dal documentario classicamente inteso.\n\nCertamente parlare di film documento è riduttivo\, “Pino\, vita accidentale di un anarchico” è molto di più\, un film d’animazione e un documentario con fotografie e filmati d’epoca; pensato principalmente per un pubblico giovane o che non conosce nei dettagli le vicende narrate.\n\nFanno da contrappunto all’animazione alcuni inserti corredati da immagini di repertorio (foto e video). Queste sequenze\, che chiariscono il contesto storico e politico\, sono essenziali per comprendere come una storia apparentemente piccola\, sia diventata parte della storia del Paese.\n\nCipriani e le Pinelli ricostruiscono la vita quotidiana della famiglia e poi mettono in luce le contraddizioni palesi che seguirono alla morte di Pino che era stato suicidato.\n\nA distanza di 52 anni lo stato non si auto condanna\, per questo non è stata fatta luce sulla strage di Piazza Fontana e sulla morte di Giuseppe Pinelli.\n\nCertamente alla fine della serata ognuno potrà rispondere come crede alla domanda più volte fatta in tutti questi anni: “CHI è STATO?” per quel che ci riguarda lasciando la stessa frase ci permettiamo di cambiare la punteggiatura: CHI è? STATO!!
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