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Primo maggio anarchico

maggio 1

REGGIO EMILIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LIVORNO

VIVA IL PRIMO MAGGIO!

Il Primo Maggio quest’anno arriva in un contesto particolare: la pandemia dilagante ha fornito alle classi privilegiate e al governo l’occasione per dare fiato alla retorica nazionalista. Chi sta sul ponte di comando per i propri interessi vuole imporre agli sfruttati miseria, malattia e morte.

Ricordiamo le origini anarchiche di questa giornata.

Il 1° maggio 1886 i lavoratori di Chicago scesero in piazza per ottenere la giornata lavorativa di otto ore. Il governo si vendicò condannando a morte cinque degli organizzatori: Adolph Fisher, Albert Parsons, August Spies, George Engel, Louis Lingg. Cinque anarchici. Il Congresso Operaio di Parigi nel 1889 proclamò il Primo Maggio giornata internazionale di lotta in ricordo dei “Martiri di Chicago” e per la riduzione della giornata lavorativa. L’anno successivo, nel 1890, si celebrò per la prima volta il Primo Maggio e anche a Livorno lo sciopero e le manifestazioni operaie ebbero un grande successo. In città la reazione repressiva delle autorità non si fece attendere: Pietro Gori fu arrestato come organizzatore e imprigionato nel carcere dei Domenicani. Ancora oggi il Primo Maggio è in tutto il mondo una giornata di lotta e di festa, e proprio in questi tempi serve per affermare la pratica dell’azione diretta, dell’autorganizzazione, dello sciopero, assieme alla libertà come dimensione collettiva.

Questo periodo ha visto anche un nuovo protagonismo della classe operaia, della classe lavoratrice, che con gli scioperi di marzo e le lotte per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, ha tutelato la salute di gran parte della società.

La spinta verso una frettolosa riapertura dei settori produttivi chiusi dimostra che anche nella società contemporanea la forza lavoro è il fondamento della produzione capitalistica. È la classe operaia che forma il corpo vivo dell’immensa massa di mezzi di produzione accumulati dal lavoro umano, mezzi di produzione di cui i capitalisti si appropriano e che sono ridotti ad uno scheletro in decomposizione senza la presenza delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il rallentamento dell’epidemia non ci sarebbe stato senza le lotte spontanee in tante realtà produttive, che hanno costretto il governo a prendere misure di chiusura tardive e parziali. Oggi che si prospetta una frettolosa e confusionaria riapertura, la tutela della salute collettiva è affidata all’azione diretta e all’autorganizzazione del movimento operaio, il solo che può impedire che la sete di profitto dei capitalisti si trasformi in una nuova tragedia. È il momento di intervenire in prima persona, di organizzarsi, di attivarsi, di rafforzare le reti di solidarietà per respingere il ricatto della miseria e della disoccupazione.

Il 25 aprile ha dimostrato l’attaccamento diffuso verso una data che ha visto l’insurrezione popolare sconfiggere un governo tirannico, nazionalista e guerrafondaio. In molte città giovani e meno giovani sono scesi in piazza, prestando attenzione alla salute propria e altrui e sfidando la repressione del governo.

Il Primo Maggio non festeggiamo il lavoro, festeggiamo le classi sfruttate in lotta per la trasformazione sociale, festeggiamo la solidarietà internazionale di chi lotta per la libertà.

Collettivo Anarchico Libertario

Federazione Anarchica Livornese

 

TRIESTE

Diffondiamo e condividiamo l’appello della “Rete triestina per il 1°maggio 2020”.

Facciamo in modo che sia un primo maggio diffuso, variegato, fantasioso e ribelle.

1° MAGGIO

Venerdì sarà il 1° maggio: invitiamo tutte e tutti a scendere in strada per la propria passeggiata, dalle ore 11, con un cartello o un altro messaggio visibile: vogliamo riprenderci lo spazio fisico, riconoscerci seppur distanziati e rompere l’isolamento del virtuale.

L’emergenza e la crisi che stiamo attraversando hanno reso ancora più evidenti le profonde ingiustizie di una società in cui il 5% più ricco della popolazione possiede quanto il 90% più povero (in pratica, hanno più soldi di tutti noi messi assieme). I soldi ci sono.

LA NOSTRA SALUTE VIENE PRIMA DEI LORO PROFITTI: esigiamo sicurezza sul lavoro e reali tutele sanitarie.

BASTA CON LE PRIVATIZZAZIONI: pretendiamo servizi sociali e sanitari territoriali gratuiti e per tutt*.

NON SIAMO TUTT* SULLA STESSA BARCA, CHE LA CRISI LA PAGHINO I RICCHI: vogliamo salari dignitosi e un reddito di quarantena per chi è a casa, si trovino i soldi tassando i grandi patrimoni.

RISPETTIAMO I DIRITTI DI BAMBIN* E RAGAZZ*: per un reale diritto all’istruzione vogliamo investimenti e soluzioni, non scaricabarile sulle famiglie e sulle donne

BASTA CON L’ARBITRIO DELLE FORZE DELL’ORDINE: no alla colpevolizzazione dei comportamenti individuali e dei movimenti sociali e solidali

Invitiamo chi vuole e può a passare a lasciare una testimonianza in Campo San Giacomo, luogo storico di partenza del corteo del Primo Maggio.

Rete triestina per il 1°maggio 2020

E’ uscito il Germinal n.129!

Nonostante l’emergenza sanitaria e il lockdown anche quest’anno esce il nuovo numero di Germinal in occasione del primo maggio. Quest’anno all’interno del giornale anche un nuovo inserto di carattere storico “Il Germe”. In allegato le copertine.

Gruppo Anarchico Germinal

 

CARRARA

“Una società che ubbidisce alla legislazione perché è imposta dall accademia e non a causa del suo carattere razionale, sarà una società di bruti e di idioti. “

M.  Bakunin

Dinanzi a questo virus, pericolo oggettivo per la salute pubblica, e soprattutto per le fasce più deboli, come Anarchici, con razionalità e attenzione abbiamo deciso di rinunciare all organizzazione e svolgimento del nostro tradizionale Primo Maggio. 

Lo facciamo con rammarico, con dispiacere,  ma con la convinzione di aver fatto la scelta giusta. Il Primo Maggio è dei lavoratori e appunto mossi dal rispetto e dalla solidarietà nei confronti di chi con il propio lavoro ha speso energie immense, perdendo la vita negli ospedali cercando di arginare l’ aggressività del Covid, che abbiamo preso questa decisione.

Quei Lavoratori costretti con le loro forze ed ingegno a sopperire alle mancanze di una sanità pubblica ridotta e defraudata  di risorse economiche e di personale, favorendo viceversa quella privata, dove il profitto prevale sull’ essere umano. 

Rinunciamo per rispetto e gratitudine nei confronti di questi lavoratori, e di tutti i lavoratori che subiscono le conseguenze scellerate di una società dove la vita di tutti ha ben poco valore, rispetto al profitto di pochi,per non creare neppur minima possibilità di vanificare i loro sacrifici.

Ora più che mai riteniamo necessario dare un segnale di lotta e di speranza,  che questo orrore finisca presto,  senza però dargli la possibilità di cambiare le nostre relazioni umane; che la paura dell’ altro non abbia la meglio sulla solidarietà,  la fratellanza, la socialità :condizioni senza le quali perderemmo caratteristiche secondo noi essenziali per degli individui che ha nel cuore la speranza di una società migliore. 

Non rimarremo a casa tutta la vita e non accetteremo un secondo di più del necessario, le restrizioni alle nostre libertà, ma soprattutto, non vogliamo tornare alle ingiustizie di prima. 

Continueremo sempre a lottare, senza un istante d’ interruzione contro il capitale e contro i governanti, avendo sempre come obiettivo l’ emancipazione completa, economica, politica e morale degli sfruttati. Il Primo Maggio è un giorno di lotta e noi questa lotta abbiamo scelto di farla assieme ai lavoratori della sanità, e dei settori coinvolti, come ci confà da sempre: “lavoratori tra i lavoratori”.

Invitiamo la cittadinanza a riempire la città di fiori rossi simbolo di un auspicio di rinascita dell’  Umanità Nova e di Lotta Sociale . 

Evviva il Primo Maggio Anarchico!

Gruppo Anarchico Germinal FAI Carrara

 

ROMA

Fiducia nello stato non ne abbiamo, la salute è nostra e non la deleghiamo.

Come prima, più di prima

La crisi che stiamo attraversando è sistemica e non riguarda solo l’emergenza sanitaria in atto. Le cause dei cambiamenti climatici, le guerre e i femminicidi sono davanti ai nostri occhi in tutti i continenti a tutti i livelli di governo.

In Italia, in piena crisi sanitaria che ha provocato migliaia di morti anche tra gli operatori del settore, le esercitazioni militari non si sono fermate nonostante i costi che le sostengono siano molto elevati. L’eccedenza nella speculazione rivolta contro il diritto e la prevenzione alla salute di noi tutti inoltre, prima e durante il diffondersi del coronavirus, ha evidenziato il moltiplicarsi delle crepe di un’organizzazione al collasso. Quando gli stati e le holdings industriali, comprese quelle farmaceutiche, da sempre occupate a gestire i profitti e non la salute universale, è ingenuo pensare che potremo oggi, come in futuro, risolvere i vuoti dei servizi sanitari pubblici indossando delle mascherine, lavandoci le mani, chiudendoci in casa per chi ce l’ha, cintare interi paesi ed edifici con l’esercito e diffondere soluzioni fittizie e inadeguate quali app e vaccini, il cui obiettivo non è l’efficacia della cura ma il guadagno, l’incertezza, la paura, il distanziamento fisico, l’isolamento e il controllo sociale. La cancellazione della libertà personale di movimento e quella più ampia collettiva di opinione e delle dignità di base come lo strumento dello sciopero e della salute sul posto di lavoro, il diritto all’ istruzione e al tempo libero, non ha coperto di fatto le necessità reali fondamentali alla quale non si sta mettendo mano quali la creazione di presidi sanitari di quartiere e l’internalizzazione del personale sanitario; non si stanno creando dunque le condizioni per colmare i vuoti lasciati dai tagli alla sanità perpetuati negli ultimi trent’anni che hanno determinato la crisi attuale e non si sta facendo alcunché perché la libertà di cura in futuro sia finalmente gratuita, universale e umanizzata per tutte e tutti affinché tutto questo non accada più.

Pertanto pensiamo che non si possa continuare a credere a tutto quello che ci viene propinato in maniera del tutto illusoria e ancora una volta ribadiamo con fermezza la nostra sfiducia negli stati e nelle istituzioni centralizzate di qualsiasi tipo e come prima, più di prima, non siamo disponibili a delegare la nostra vita e la nostra libertà a chiunque decida, giocando al rischio, sulle nostre teste e quelle dei nostri cari.

Non delegheremo mai la salute a nessuno dei governi di ieri e di oggi né a qualsiasi ipocrita politico di professione, non delegheremo mai alle holdings finanziarie né all’esercito guerrafondaio o ai comitati scientifici al servizio delle multinazionali farmaceutiche e tecnologiche.

Gruppo Anarchico C.Cafiero FAIRoma

www.cafierofairoma.wordpress.com

PORDENONE

Per un 1° maggio senza discriminazioni!
Flashmob in P.tta del Portello a Pordenone

Oggi 29 aprile 2020 davanti al municipio c’è stata una manifestazione dei commercianti di Pordenone, un flashmob per chiedere interventi urgenti al Governo e agli amministratori vista la situazione drammatica sul piano economico che questa pandemia sta comportando alla categoria.
Aggiungiamo che tale condizione aggrava già una crisi mai risolta che va addebitata ai tanti governi che si sono succeduti e alle politiche di “lacrime e sangue” che non hanno mai smesso di tartassare lavoratori e lavoratrici, artigiani e piccoli commercianti chiedendo sempre più sacrifici in cambio di un costante peggioramento dei servizi essenziali e delle condizioni lavorative, aumentando la precarizzazione e svendendo diritti e redditi.
Come già annunciato da noi a fine aprile non vi erano più le condizioni per limitare questo tipo di iniziative in quanto se svolte all’aperto e in sicurezza non avrebbero potuto comportare alcun rischio ma avrebbero permesso alla società civile nelle sue varie articolazioni di riprendersi la parola.

Il 25 aprile era uno di quei giorni con una valenza simbolica tale da consentire una partecipazione, in sicurezza, alle iniziative che commemoravano un giorno fondamentale per il nostro paese: la liberazione da una dittatura.
Avevamo chiesto di poter svolgere un presidio leggero e siamo stati diffidati dalla questura.
Il sindaco di Pordenone che non ha speso una parola sulla giornata facendo solo l’omaggio istituzionale perché costretto dal ruolo s’è poi invece scagliato come suo solito contro inesistenti “cattivi” che avevano comunque partecipato alle iniziative in piazza a Bologna e Milano.
Un post lungo e pietoso pieno di offese e invettive contro chi avrebbe disobbedito al governo e alle questure non standosene a casa.
Peccato che a distanza di 4 giorni lo stesso non solo non abbia avuto la stessa viscerale asprezza nei confronti dei commercianti ma abbia pure partecipato al flashmob con tanto di fascia tricolore.
Sappiamo che due giorni fa il suo capo partito, Giorgia Meloni, con Fratelli d’Italia ha organizzato un flashmob con le stesse modalità e tematiche, ovviamente contro il governo nemico, a Montecitorio e che proprio in questi giorni avvengono questi flashmob un po’ ovunque.
Delle coincidenze politiche e delle tattiche partitiche non ci interessa intervenire qui, ci interessa però rilevare come Ciriani usi ormai in modo costante due pesi e due misure, acido e veleno contro chi considera nemici o dei potenziali problemi per il suo consenso e benevolenza al limite della complicità con chi invece può tornargli utile, per volontà o a sua insaputa non ha molta importanza.
Ma ancora più grave della faziosità del sindaco di Pordenone è l’atteggiamento del questore che nega o autorizza gli stessi presidi a seconda dei richiedenti.
Perché delle due l’una, visto che in 4 giorni di certo il contesto di pandemia non è mutato, o si diffida tutti, nessuno escluso compreso il sindaco, dalle manifestazioni pubbliche o si autorizzano tutte, sempre nel rispetto del DPCM e delle misure di prevenzione dei contagi.

Per questo, prendendo atto che ad oggi la questura ha di fatto autorizzato diversi flashmob a Pordenone e provincia, avvisiamo che venerdì 1 maggio in P.tta del Portello fronte Unindustria a Pordenone ci sarà, come da notifica, un flashmob dalle 10.00 alle 12.00 per:
– denunciare chi in questo momento pretende di mettere il profitto delle aziende prima della salute e della sicurezza dei lavoratori;
– per chiedere che tutti gli operatori sanitari siano messi nella possibilità di lavorare in completa sicurezza, con appropriati turni, in strutture adeguate ora, adesso e non fra qualche mese;
– che vengano erogati subito fondi per un reddito di quarantena per tutte quelle persone in condizioni di grave difficoltà economica;
– che siano garantiti i diritti di sciopero e di libertà di parola ed espressione dentro e fuori i luoghi di lavoro!

Iniziativa Libertaria

 

MONFALCONE

#1maggionondimentico
Lo scorso anno siamo riusciti finalmente a riportare nella nostra città il “festeggiamento” del 1° Maggio, con un partecipato evento che ha messo al centro i temi del lavoro, del reddito, dei diritti, dell’antirazzismo, dell’ambiente, forti e dirimenti in una città come Monfalcone, con le dinamiche che tutti conosciamo.

Lo abbiamo fatto in un luogo fortemente simbolico, il quartiere di Panzano, cuore pulsante della città operaia, attraversato ogni giorno da migliaia di storie di lavoro, spesso all’insegna dello sfruttamento e della sofferenza; in particolare lo abbiamo fatto nella Piazzetta Esposti Amianto, dove la frase di Massimo Carlotto ricorda le moltissime vittime del lavoro schiavo del profitto a Monfalcone: «Costruirono le stelle del mare/ li uccise la polvere/ li tradì il profitto».

Le vittime del profitto, di cui parla Carlotto riferendosi alle vittime dell’amianto, sono ora i lavoratori mandati al macello perché la produzione non deve fermarsi, sono gli operatori della sanità privi di dispositivi di protezione e i poveri anziani infettati in ospizi disastrosi, sono coloro che non hanno potuto essere salvati per mancanza di risorse in una sanità depauperata da decenni di privatizzazioni selvagge, sono coloro che si ritrovano senza alcun reddito e alcuna protezione perché il precariato imposto dai padroni per massimizzare i propri profitti ha distrutto ogni parvenza di sicurezza e speranza di futuro, mentre le ricchezze si concentrano sempre più in mano di pochi.

Mentre nelle città si registrano paradossali quanto odiose recrudescenze securitarie, i diktat di Confindustria e del padronato hanno garantito alle industrie di derogare e di riprendere le produzioni con la foglia di fico dei protocolli di sicurezza, ben sapendo che difficilmente saranno applicati e soprattutto controllati, esponendo milioni di lavoratrici e lavoratori a rischio contagio. Con la crisi sanitaria in atto, diventa ancora più cruenta quella economico sociale, in assenza delle basilari tutele a garanzia generale, come il sostegno al reddito, il blocco degli affitti, dei mutui e delle bollette. Per non parlare di quelle misure che andrebbero salvaguardare ed aumentare l’occupazione, con la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario per tutte e tutti.

Per questo noi ci attiveremo comunque il 1° Maggio, così come fatto il 25 Aprile, per far sì che questa giornata non sia dimenticata e sia riempita di significati attuali: renderemo omaggio alle vittime dell’amianto, ai morti sul lavoro e alle vittime del profitto di ieri e di oggi portando fiori e messaggi al monumento della Piazzetta Esposti Amianto a Panzano. Anche se non potremo stare vicini come vorremmo, chiediamo a tutti, nelle loro passeggiate o giri in bicicletta, di fare un passaggio in piazzetta nel corso della giornata, per lasciare un fiore, un pensiero, un cartello dedicato al 1° Maggio. Potrete postare le vostre testimonianze della giornata (anche di chi non è riuscito a passare in piazzetta ma ha fatto qualcosa nella propria realtà) su questa pagina Facebook, con hashtag #1maggionondimentico

Ci vediamo il prossimo anno per un grande 1° Maggio di festa e di lotta a Monfalcone!

Riportiamo il 1°maggio a Monfalcone-Monfalcone Meticcia

 

ALESSANDRIA

1 MAGGIO ANARCHICO LIVE
Laboratorio Anarchico PerlaNera
In occasione del 1 Maggio, il Laboratorio Anarchico PerlaNera vi propone le seguenti proiezioni LIVE sulla nostra pagina:
Ore 10.00 : Giro del mondo in corteo
Una raccolta di manifestazioni del 1 Maggio in giro per il mondo
A seguire: Koyaanisqatsi
Spettacolare volo della cinepresa attraverso panorami naturali di rara bellezza e ricercate immagini della civiltà dell’uomo. Il tutto rallentato o accelerato ad arte, in modo da contrapporre ancor più le due facce del mondo: quella incontaminata e quella che la nostra frenetica follia sta distruggendo. La colonna sonora “minimale” di Philip Glass completa un film straordinario, unico, raffinatissimo, nato dopo anni di faticose riprese e di montaggio.
Ore 16.00: El Panadero
“El panadero” è la storia di un ragazzo, della sua voglia di diventare fornaio e del suo sogno di “fare il pane per tutti”, della lotta per mantenere viva la pasta madre che ha ereditato dal nonno fornaio, del suo viaggio a Buenos Aires dove comincerà a lavorare in un panificio e con altri compagni entrerà nella storia politica e gastronomica dell’Argentina.
Ma “El panadero” è soprattutto un inno alla resistenza alimentare contro l’industrializzazione selvaggia dei processi alimentari che porta alla perdita delle tradizioni gastronomiche, contro la manipolazione dei cibi e dell’essere umano.
Ore 17.00: I compagni (di Dario Monicelli)
A Torino all’inizio del secolo gli operai di una fabbrica sono in urto con i padroni. Ci vuole uno sciopero ad oltranza, e per organizzarlo arriva da Roma il socialista professor Sinigaglia. Lo sciopero è spento nel sangue. Ma intanto i lavoratori hanno imparato a battersi per i loro diritti. La nascita del sindacalismo è raccontata da Monicelli nei modi che gli sono propri, quelli della commedia all’italiana
Ore 21.00: Playlist di vario genere
Condivideremo una serie di canzoni di vario genere per passare una serata in musica
IMOLA

Car* compagn*

la tradizionale giornata del 1 maggio anarchico a Imola avrà comunque luogo seppur in una “piazza virtuale”.

Collegandosi a questo canale

https://meet.jit.si/primomaggioimola

dalle ore 10.30 ale 13.00 ci “ritroveremo” per condividere la giornata con interventi, anche musicali, riflessioni, chiacchiere, propositi, critiche, analisi ecc..

Un momento di festa, ma sopratutto di lotta.

Suggeriamo di discutere della situazione lavorativa di ognun*, un momento di conoscenza, anche a fini molto pratici.

Intervenite numeros*, siete tutt* invitat*.

Sempre avanti!

Buon 1 maggio @

(Chi avesse difficoltà a collegarsi mandi una mail all’indirizzo louisemichel@fastmail.it e sarà immediatamente ricontattato per avere le informazioni tecniche necessarie.)

Assemblea degli anarchici imolesi

 

RAGUSA e SICILIA

MAGGIO DI RISCOSSA!

La pandemia ha messo a terra milioni di lavoratori, artigiani, lavoratori precari, disoccupati, lavoratori in nero: per loro nulla sarà più come prima.

Questa crisi la devono pagare i padroni, i ricchi, i borghesi, gli speculatori.

La lavoratrici e i lavoratori devono battersi per la sicurezza nei luoghi di lavoro: se non cè sicurezza, sciopero e assenteismo generalizzato. Difendere e affermare il diritto di sciopero e di manifestazione.

I precari, i disoccupati, tutti coloro che sono costretti a una vita di stenti, siano essi italiani o immigrati, devono esigere un reddito di esistenza, ricavato dai tagli alle spese militari, alle imprese private, dalleliminazione degli sprechi e degli imbrogli che arricchiscono mafiosi, corrotti, alti burocrati e speculatori.

Vanno chiuse le produzioni di morte e tutte quelle dannose per lambiente e per i lavoratori stessi. Il nuovo lavoro deve scaturire dalle attività di bonifica dei siti inquinati, dalla messa in sicurezza antisismica e idrogeologica delle abitazioni e del territorio, dal rilancio di unattività agricola non intensiva, biologica, radicata nei territori,

I virus (il Covid-19 e quelli che verranno) si combattono salvaguardando la salute e i diritti di tutti, e dando vita ad una sanità pubblica territoriale, gestita direttamente da chi vi lavora in stretta relazione con le comunità.

Nè un uomo né un soldo alla voracità dei capitalisti!

1° Maggio è tutti i giorni!

Né servi né padroni!

Federazione Anarchica Siciliana

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Data:
maggio 1