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Contro la deriva autoritaria in atto, Contro il parlamentarismo, Per l’autogoverno dei territori e l’autogestione sociale

Per noi anarchici il governo, il Parlamento, a prescindere dalle forme che assumono in un determinato contesto storico, restano sempre l’espressione del dominio di una casta di privilegiati sulla stragrande maggioranza della popolazione. 

Il 20 e il 21 settembre si terrà il referendum per confermare o rigettare la decisione presa quasi all’unanimità dall’attuale Parlamento di tagliare il numero dei parlamentari: 230 deputati e 115 senatori. Questa operazione farà risparmiare ad ogni italiano circa 1 euro all’anno. Se l’obiettivo è risparmiare, il taglio delle spese militari, che hanno un costo di 70 milioni di euro al giorno, avrebbe avuto un impatto ben maggiore e il risparmio avrebbe potuto essere destinato a migliorare sanità, istruzione, trasporti e ambiente.  

La destra, il Movimento 5 Stelle e la cosiddetta sinistra in realtà si sono intestati un progetto di demolizione della democrazia borghese e di accentramento del potere decisionale in poche mani, lo stesso che fu di Licio Gelli e della P2 con il “Piano di Rinascita Democratica”. Dopo il taglio dei 345 perché non desiderare il taglio di tutti i parlamentari? E poi ancora desiderare un uomo solo al comando, dotato di pieni poteri? Quale miglior risparmio sui costi della politica!

Questi partiti con la loro demagogia avvelenano ogni giorno di più una popolazione abbondantemente afflitta da delirio razzista e colpita negli ultimi mesi anche dallo shock pandemico. Modificare alcune delle regole della stessa democrazia borghese e della sua pratica elettorale, il cui fondamento sta nella rappresentanza della sovranità popolare attraverso l’esercizio del voto quale presunta forma di partecipazione e di legittimità del potere statale,  è il segno di una deriva autoritaria in atto che comincia a prendere corpo nel ridimensionare il rapporto tra “rappresentanti del popolo” e numero di abitanti, nello smontare interi collegi elettorali, penalizzando i collegi e le regioni meno popolosi, cancellando le minoranze linguistiche e i tanto corteggiati italiani all’estero, nel concentrare il potere nei partiti maggiori, che controlleranno parlamento e commissioni. 

La fase che stiamo attraversando, con tutte le incognite totalitarie e repressive che la cosiddetta lotta al Covid-19 ha già messo in mostra, è estremamente pericolosa e conduce verso una dittatura liberista che ha come presupposto la museruola per il popolo, il carcere per le opposizioni, il culto religioso e fanatico per una nuova figura di Capo.

Non è un voto che cambierà il nostro destino, tanto più quello referendario prossimo. Il parlamentarismo è l’altra faccia della dittatura e del totalitarismo, una forma di partecipazione corruttrice e asservita al dominio delle caste e delle lobby del capitale, che hanno nelle mani le leve del potere e gli strumenti per il controllo di massa. Il capitale non è né democratico né antidemocratico ma valuta e promuove ciò che asseconda meglio la sua brama di profitto, sempre pronto a far cambiare metodo di governo, se lo ritiene necessario per conservare potere e privilegi.

Dobbiamo quindi sottrarci alla falsa scelta di votare Si oppure No. Per contrastare la tendenza liberticida e totalitaria in atto non servono referendum o elezioni, ma la democrazia diretta, l’autogoverno, l’autogestione, la riappropriazione della politica dal basso, nelle comunità, nei territori, per cambiare radicalmente la società e poter conseguire miglioramenti concreti e duraturi nelle nostre vite.  

Noi lottiamo per una società senza governo e senza parlamenti dove le decisioni siano prese da assemblee di donne e uomini liberi e pensanti, collegate fra loro in una rete orizzontale di federazioni che coinvolga il maggior numero di cittadini,  nel massimo rispetto di tutte le opinioni e di tutte le differenze. Noi siamo per una società senza Stato.

Federazione Anarchica Siciliana 

fas.corrispondenza@inventati.org – 2-9-2020

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